Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Oggi pomeriggio un neonato è stato abbandonato vicino alla villa comunale di Ponticelli. Fortunatamente sono stati alcuni passanti a notare il fagotto, adagiato in terra, infatti, sono stati attirati anche dai pianti del piccolo.Sul posto sono giunti gli uomini delle volanti della polizia che hanno subito allertato il 118 con l’ambulanza che, una volta giunta sul posto, ha provveduto a trasportare il piccolo presso l’ospedale Santobono. Secondo le prime informazioni trapelate il bambino starebbe bene e non avrebbe ferite o contusioni. Sono in corso le indagine per rintracciare i genitori del neonato. INTERNAPOLI
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Questa notte i Carabinieri della compagnia vomero sono intervenuti presso il pronto soccorso dell’ospedale CTO per persona ferita da arma da fuoco. Poco prima si era presentato un ragazzo di 20 anni di Scampia, Fabio Contino, già noto alle forze dell’ordine. Il 20enne medicato per una ferita da arma da fuoco al ginocchio destro. I fatti accaduti a Sant’Antimo Il ragazzo, che non è in pericolo di vita, ha riferito di essere stato vittima da parte di ignoti di un tentativo di rapina a Sant’Antimo. Il racconto di Fabio – che ha riferito di essere stato gambizzato nel corso di un tentativo di rapina ai suoi danni – non convince i militari dell’Arma. Indagini in corso da parte dei Carabinieri per accertare l’esatta dinamica dell’evento Di Alessandro Pirozzi INTERNAPOLI
DI MICHELE PAPPACODA Un contributo di solidarietà di un anno, ottenuto congelando il taglio delle tasse sui redditi oltre i 75mila euro, per abbassare le bollette alle famiglie più in difficoltà. È la proposta che Mario Draghi mette sul tavolo del governo, per dare risposta alle preoccupazioni dei sindacati e agire sul fronte ora più caldo, quello dei rincari di luce e gas. Cerca l'intesa finale su un intervento in manovra sulle tasse il più condiviso possibile. Propone di tagliare il cuneo fiscale sotto i 35mila euro nel 2022: tutti d'accordo. Aggiunge l'idea di 'toccarè i redditi più alti. E la maggioranza si spacca. La misura salta. FI, Lega, Iv e parte del M5s si mettono di traverso: «sa di patrimoniale», il refrain. Pd, Leu e altri pentastellati la difendono. Ma dopo ore di braccio di ferro e contatti con i sindacati, Draghi toglie l'idea dal tavolo: 300 milioni in più per tagliare le bollette arriveranno da avanzi di bilancio. Il premier punta a una soluzione condivisa da tutti, per garantire un intervento fiscale equilibrato. «Nella ripartenza», dice ricordando Guido Carli a un convegno, bisogna «collaborare» tutti per «l'opportunità straordinaria» data anche dal Pnrr «per ridurre le diseguaglianze», evitare conflitti sociali come quelli degli anni '70. Scontro anche sulla manovra, sindacati e Confindustria delusi Draghi insegue la via del dialogo con le parti sociali fino all'ultimo anche sulla manovra. E continuerà a coltivarla facendo partire tra due settimane a Palazzo Chigi il tavolo sulle pensioni e approvando entro fine anno (la proposta è del ministro Pd Andrea Orlando) la norma sulle delocalizzazioni finora bloccata dai veti in maggioranza. L'intesa sulla manovra, però, non c'è. Cgil e Uil sono sul piede di guerra, ipotizzano scioperi, perché denunciano un taglio delle tasse squilibrato in favore dei più ricchi, la Cisl è più dialogante. Anche Confindustria attacca le scelte del governo. Draghi spiega loro che non si può rimettere in discussione l'accordo raggiunto a fatica al Mef tra i partiti di maggioranza, per destinare 8 miliardi al taglio strutturale di 7 miliardi di Irpef e 1 miliardo di Irap. Ma aggiunge che si possono sfruttare i 2 miliardi di «tesoretto» ancora disponibili per il 2022 per dare risposta alle preoccupazioni e agire sui redditi più bassi.E così in manovra 1,5 miliardi saranno destinati a una decontribuzione dello 0,7% per i redditi fino a 35mila euro (che si sommerà - rimarca il governo - al taglio Irpef). Altri 800 milioni (500 già disponibili, 300 milioni spuntati all'ultimo) si aggiungeranno ai 2 miliardi già stanziare per fronteggiare l'impennata dei prezzi di luce e gas. In cabina di regia di primo mattino, però, il premier e il ministro Daniele Franco dicono che fare di più si potrebbe: sospendere per un anno il taglio Irpef per chi guadagna più di 75mila euro, che vale circa 250 euro, vorrebbe dire poter destinare altri 270 milioni al caro bollette. Ma il giro di tavolo tra i rappresentanti dei partiti chiarisce subito che la misura spaccherebbe come mai prima la maggioranza. La cabina di regia si chiude in un'atmosfera tesa. Intanto Draghi sente Maurizio Landini (Cgil), Pierpaolo Bombardieri (Uil), Luigi Sbarra (Cisl), gli prospetta le soluzioni possibili. Nei partiti ci si consulta. Il M5s si spacca: Stefano Patuanelli aveva detto di sì alla proposta, ma dai gruppi parlamentari cresce la pressione di chi è contrario («Sarebbe il suicidio definitivo del M5s», dice un deputato), anche tra i ministri c'è chi come Fabiana Dadone si mostra scettico: Giuseppe Conte, raccontano, vira su una linea più prudente. In Consiglio dei ministri è Franco a incaricarsi di illustrare la proposta di taglio delle tasse e l'idea del contributo di solidarietà. Alcuni ministri insorgono. «Non è il momento per immaginare alcun intervento che possa somigliare ad una patrimoniale», dichiara Mariastella Gelmini ponendo Fi alla testa dei contrari. Sarebbe un errore da matita blu, dice un ministro, per chi come Draghi si è sempre opposto a soluzioni una tantum. Sono contrari anche i leghisti Giancarlo Giorgetti e Massimo Garavaglia e da Iv Elena Bonetti. Intervengono a favore i Dem. Draghi sospende la riunione, risente i sindacati. Poi riapre il Cdm per dire che il taglio di Irpef e Irap resta come deciso, il contributo di solidarietà salta. Matteo Salvini esulta, ma secondo i leghisti serviranno più soldi per le bollette. Non era mai successo prima che una idea del premier venisse bocciata: «Dem e Leu, al contrario degli altri», hanno mostrato di sostenere Draghi fino all'ultimo, dicono da sinistra senza nascondere l'irritazione. Nessuna bocciatura - sostengono da Iv - la proposta non era del premier. E la spaccatura in Cdm viene subito traslata sulla prossima partita del Quirinale. Dal Pd Antonio Misiani afferma che lo «stop a Draghi allontana Iv dal campo riformista». Saranno questi due, è la convinzione, gli schieramenti in campo a gennaio.
DI MICHELE PAPPACODA Il segretario del Partito Democratico di Roma su Facebook ha scritto: "Grazie al vaccino sto bene" Il segretario del Partito Democratico di Roma è guarito al Covid-19. Andrea Casu dà l'annuncio sul suo profilo Facebook di essere risultato negativo al tampone. Grazie al vaccino fatto, per Andrea Casu la battaglia contro il Covid è stata semplice e avverte: «Dobbiamo continuare a tenere alta la guardia in ogni occasione». Il segretario del Partito Democratico di Roma è guarito al Covid-19. Andrea Casu dà l'annuncio sul suo profilo Facebook di essere risultato negativo al tampone. Grazie al vaccino fatto, per Andrea Casu la battaglia contro il Covid è stata semplice e avverte: «Dobbiamo continuare a tenere alta la guardia in ogni occasione».Queste le parole dell'esponente del Pd, diveuto Segretario del partito nel comune di Roma dopo le elezioni suppletive del 3-4 ottobre: «Sono guarito al Covid - 19! Grazie al vaccino sto bene e sono bastati alcuni giorni di riposo a casa per negativizzarmi completamente. L'inverno è la stagione più difficile e il virus corre nel mondo e tra di noi, come certificano anche i dati delle ultime ore. Ieri 72 nuove vittime, oltre 134 mila da inizio pandemia. Se vogliamo proteggere le persone più fragili non abbiamo alternative: dobbiamo tenere alta la guardia in ogni occasione. Vaccini, mascherine, distanziamento, igiene delle mani e degli ambienti sono le uniche armi a nostra disposizione per vincere questa battaglia al fianco delle donne e gli uomini della Sanità, sempre in prima linea per tutti noi. Senza dimenticare mai che il nostro nemico è il virus, non le regole per combatterlo. Insieme ce la faremo».
DI MICHELE PAPPACODA Torna anche Mahmood, c'è Sangiovanni. Elisa ci riprova 21 anni dopo la vittoria Sanremo 2022 scalda i motori e Amadeus, conduttore e direttore artistico della kermesse per il terzo anno consecutivo, annuncia in diretta al Tg1 i nomi dei cantanti Big in gara. Il tutto a quasi due mesi dall'inizio del festival. Gli artisti che prenderanno parte alla 72esima edizione sono 22. Sanremo 2022 scalda i motori e Amadeus, conduttore e direttore artistico della kermesse per il terzo anno consecutivo, annuncia in diretta al Tg1 i nomi dei cantanti Big in gara. Il tutto a quasi due mesi dall'inizio del festival. Gli artisti che prenderanno parte alla 72esima edizione sono 22. Sanremo 2022, Amadeus al Tg1 Il conduttore e direttore artistico ha scelto il telegiornale della rete ammiraglia per annunciare l'elenco dei cantanti che saliranno sul palco dell'Ariston e faranno conoscere al pubblico italiano la loro canzone. Due i collegamenti nel corso dell'edizione condotta da Francesco Giorgino. Sanremo 2022, l'annuncio di Amadeus Amadeus ha annunciato gli artisti con oltre dieci giorni di anticipo sulla data prevista del 15 dicembre. Ha chiesto e ottenuto una modifica al regolamento del Festival per poter procedere, forse infastidito dalle troppe anticipazioni in circolazione da settimane. I titoli dei brani che verranno presentati in gara al Festival dall'1 al 5 febbraio verranno invece annunciati durante la diretta della finale di Sanremo Giovani, su Rai1 il 15 dicembre. La serata, che avrà come ospite Pippo Baudo, incoronerà anche i due giovani vincitori, che gareggeranno direttamente tra i Big in febbraio. In tutto, dunque, a contendersi la vittoria a febbraio saranno 24 artisti, senza suddivisioni in categorie. Sanremo 2022, gli artisti in gara protagonisti della musica italiana Tra gli artisti in gara ci sono i nomi che hanno fatto la storia della musica italiana, graditi al pubblico di Rai1, ma c'è anche un'ampia rappresentanza dei giovani che macinano stream sulle piattaforme. Un quadro variegato per piacere a una platea il più vasta possibile. Il totonomi aveva già svelato che sul palco dell'Ariston sarebbe tornata Elisa, vincitrice nel 2001 con Luce (Tramonti a nord est), ma non è l'unica ad avere trionfato al festival: c'è anche Fabrizio Moro, che trionfò nel 2018 con Ermal Meta e il brano Non mi avete fatto niente, Massimo Ranieri, nel 1988 con Perdere l'amore, Gianni Morandi, nel 1987 assieme a Umberto Tozzi e Enrico Ruggeri con Si può dare di più. Morandi il festival lo conosce molto bene anche per averlo presentato nel 2012, l'anno in cui vinse Emma con Non è l'inferno, anche lei tra i 22 Big. Tra chi ha trionfato anche Mahmood (nel 2019 con Soldi) che si presenta con Blanco. Iva Zanicchi, che ha addirittura dalla sua tre vittorie (1967, 1969, 1974), torna dopo 12 anni all'Ariston. Sanremo 2022, i giovani in gara Corposa la pattuglia dei giovani chiamati in Riviera: Sangiovanni (in arrivo dall'ultimo Amici e re delle classifiche estive con Malibu), Aka 7even (anche lui in quota Amici), Rkomi (il suo Taxi Driver è stato l'album tra i più streammati dell'anno). Irama, che l'anno scorso fu costretto a esibizioni "da remoto" a causa di un contatto con un positivo, ritenta. Sorprende, ma neanche troppo la presenza per il quarto anno consecutivo di Achille Lauro: in gara nel 2019 e nel 2020, ospite fisso nel 2021 e ora di nuovo in gara, forte della sua potenza scenica e della capacità di attirare attenzione. Hanno all'attivo numerose partecipazioni anche Noemi e Giusy Ferreri. Ce l'ha fatta anche la spagnola Ana Mena, che con Rocco Hunt ha scalato le classifiche italiane e spagnole. Tra i nomi annunciati anche i cantautori Michele Bravi, Giovanni Truppi, il cantautorapper Dargen D'Amico e Highsnob e HU, rapper il primo, artista a tutto tondo la seconda, già passata per Sanremo Giovani l'anno scorso. Tra i nomi blasonati anche quello di Donatella Rettore insieme alla giovane Ditonellapiega. Molto limitata, quest'anno la quota band: solo Le Vibrazioni e La Rappresentante di Lista, dopo l'ottima prova dell'anno scorso, hanno staccato il pass per l'Ariston. A questi 22 si andranno ad aggiungere altri due artisti in arrivo tra i 12 finalisti di Sanremo Giovani (Bais, Martina Beltrami, Destro, Esseho, Littamè, Oli?, Matteo Romano, Samia, Senza Cri, Tananai, Vittoria e Yuman).
DI MICHELE PAPPACODA Secondo le numerose segnalazioni piovute in tutta Italia il celebre social network di Mark Zuckerberg ha fatto i capricci a partire dal primo pomeriggio È Instagram down nella giornata di oggi 4 dicembre. Secondo le numerose segnalazioni piovute in tutta Italia il celebre social network di Mark Zuckerberg ha fatto i capricci a partire dal primo pomeriggio. Dopo il lungo black out di due mesi fa gli utenti si sfogano su Twitter per i nuovi disservizi e si dicono esasperati. Non è chiaro quali siano le ragioni che stanno causando i problemi ad Instagram, ma la App invita tutti a controllare la connessione. Per alcuni utenti è difficile caricare e Instagram Stories, per altri l'intera schermata della hompage risulta completamente nera. L'hashtag #InstagramDown è diventato presto in tendenza. Nessun problema sembra per Facebook e Whatsapp. Instagram down «In 2 mesi è andato in down 72728232738292 volte», si legge in uno dei tweet. E ancora: «Ma se #nstagramdown perché instagram scarica la responsabilità con messaggi del tipo “la tua connessione internet è assente” facendoti credere che il problema sia tu...»
DI MICHELE PAPPACODA NAPOLI - L'Atalanta approfitta della situazione di grande difficoltà del Napoli e fa suo il big match del Maradona (2-3). Tre punti d'oro per i bergamaschi, ma gli azzurri meritano l'applauso dei 30mila di Fuorigrotta: avrebbero meritato almeno un pari, se non altro per la capacità di tenere testa fino all'ultimo a degli avversari in gran forma a dispetto delle tante assenze. Napoli in piena emergenza. Fuori cinque big: Koulibaly, Anguissa, Fabian, Insigne e Osimhen. Assente pure Manolas. Spalletti, sostituito in panchina da Domenichini, cambia modulo adattandolo a quello dell'Atalanta. Difesa a tre con Di Lorenzo, Rrahmani e Juan Jesus, sulle fasce Malcuit e Rui, centrocampo estroso con Lobotka e Zielinski. Il tridente è formato da Lozano, Mertens ed Elmas. Nell'Atalanta Pessina e Malinovskyi hanno il compito di assistere Zapata, mentre a centrocampo De Roon e Freuler usano le buone e le cattive nel loro pressing asfissiante sui portatori di palla avversari. Il compito del Napoli, già di per sè complicato, diventa ancora più duro dopo 7': Zapata difende palla e tocca all'indietro per Malinovskyi che arriva a rimochio, sinistro all'incrocio dell'ucraino e palla in rete. Gli azzurri hanno una reazione d'orgoglio: al 12' Rui crossa dalla sinistra, Lozano a porta vuota manca l'impatto in modo pulito e spedisce incredibilmente la palla fuori. L'Atalanta col passare dei minuti assume il controllo del pallone e del gioco, alzano il baricentro. Pessina chiama in causa Ospina (tiro debole al 19'), poi spedisce a lato su assist di Zapata. Al 27' ci prova Zappacosta: Ospina respinge il suo destro e blocca il successivo colpo di testa di Zapata. Il Napoli si aggrappa a Lobotka e a Mertens. Lo slovacco pennella per Lozano al 30': debole il sinistro del messicano. Ma al 40' arriva il pari. Malcuit va via sulla destra e crossa basso, Mertens invita al tiro Zielinski che prima centra Palomino, poi insacca di potenza col sinistro. Esplode il Maradona e a fine primo tempo Elmas, in contropiede, conclude poco a lato col destro. Gasperini al rientro in campo lancia Hateboer, che torna a giocare dopo 200 giorni di stop, e toglie Zappacosta. Ma al 2' un lancio di Malcuit lancia Mertens a tu per tu con Musso. Il belga parte dalla sua metà campo e mantiene freddezza davanti al portiere, battendolo con un destro preciso. Rabbiosa la reazione della squadra di Gasperini. Al 7' Maehle crossa per Zapata: palo. Dal corner seguente, Demiral conclude alto di testa. Il Napoli perde anche Lobotka per un fastidio muscolare alla coscia destra: al suo posto Demme. Nell'Atalanta Ilicic rileva Pessina. I nerazzurri premono, al 14' Mariani concede rigore per un presunto fallo di mano di Rui su tiro dello sloveno. Rivista al Var, però, la decisione cambia: non c'è tocco del portoghese. È un assedio, ci prova anche Demiral di testa su punizione di Malinovskyi: miracolosa la smanacciata di Ospina. Il difensore turco ci riprova col destro (21') nell'inedita posizione da centravanti, su perfetto lancio di Toloi, e stavolta fa centro. Entrano Petagna e Ounas per Mertens e Lozano, il Napoli deve riguadagnare campo ma l'Atalanta non gliene dà il tempo. Al 26' Ilicic libera al tiro Freuler, che insacca con un sinistro di giustezza dal limite. Gli azzurri ci provano con generosità, entra anche Politano per l'assalto finale. Musso è bravo su Malcuit, poi all'ultimo minuto è Petagna a calciare alle stelle il pallone del pareggio, con l'Atalanta forse troppo arretrata a difesa. Ma il piano di Gasperini funziona e l'Atalanta centra il blitz che la proietta in zona scudetto.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA È stato un po' più loquace, invece, Tiago Pinto, il general manager della Roma: «Questa deve essere la nostra ispirazione: dobbiamo lavorare di più per rendere orgogliosi i tifosi. Il momento non rispecchia il lavoro che noi facciamo ogni giorno. Noi ci crediamo nella strada che stiamo seguendo, dobbiamo lavorare di più. Di chi è la responsabilità? Credo in questi mesi che Mou è qui abbia tirato fuori tante cose da tanti calciatori. Non possiamo dimenticare che abbiamo avuto tante difficoltà nelle ultime settimane: parliamo di diversi titolari. Sono convinto che tirerà fuori il meglio dalla squadra». Non è un silenzio stampa, ma poco ci manca perché José Mourinho, allenatore della Roma, alla prima sfida contro la squadra con la quale è riuscito nell'impresa del triplete, risponde a due domande ai microfoni di Dazn nel post partita dell'Olimpico. «L'Inter è più forte di noi in condizioni normali, in condizioni non normali è molto più forte di noi. Tra Covid, infortuni e giocatori squalificati non c'è stata partita», ha iniziato lo Special One molto amareggiato dalla prestazione della sua squadra, anche se in realtà non cerca alibi, anzi. «Quando giochi con un'organizzazione difensiva nuova non puoi prendere gol come il primo e il terzo». Diversamente dal solito, infatti, il portoghese non si accanisce contro il direttore di gara, e accusa i suoi: «L'arbitro ha fatto bene, è mancato un giallo a Cristante. Noi siamo la squadra più indisciplinata del campionato», ha spiegato ancora per poi salutare con «un in bocca all'Inter per la gara di martedì (per la gara contro il Real Madrid di Champions League, ndr)» Ma l'amaro c'è: «Sette sconfitte sono tante, nessuno di noi le aspettava», ha continuato ancora il giallorosso. «Voglio ripetere che nelle difficoltà si devono consolidare le idee. Sono sicuro che alla fine della stagione raggiungeremo i nostri obiettivi. Mou allenatore giusto per un progetto lungo? Non ho il minimo dubbio. È chiaro che oggi siamo influenzati dai numeri e dalla sconfitta. Guardiamo gli sviluppi dei calciatori, cambiamenti daranno i loro frutti. È successo anche in passato con tante squadre che avessero momenti di difficoltà, ma dobbiamo essere uniti e portare avanti le nostre idee. Quando perdiamo, non dobbiamo cambiare tutto. Capisco che oggi le mie parole possano sembrare simili o senza senso, ma io che lavoro tutti i giorni con la squadra sono fiducioso. Dobbiamo portare qualcosa in più alla squadra per rendere orgogliosi i tifosi». E poi sul mercato: «Dobbiamo aspettare le prossime finestre di mercato, un po' come abbiamo fatto nell'ultima. Abbiamo identificato obiettivi globali per il progetto, stiamo lavorando tutti i giorni. Vogliamo migliorare la squadra, ma è importante migliorare anche chi sta qui ora». Sulle scelte di Mourinho: «Credo che siamo una squadra. Tutti gli allenatori sono molto esposti, non è facile in ogni partita cercare il modo giusto per gestire le emozioni. Oggi sono venuto io a prendere le mie responsabilità. Andiamo avanti». LEGGO.IT
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Sindaci, Amministratori Comunali della Lombardia, dirigenti e funzionari dei Comuni, professionisti tecnici: sono loro i destinatari dei due incontri online segnalatici dalla LEDHA (la Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità che costituisce la componente lombarda della FISH-Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), denominati Una città per tutti e organizzati dalla Regione Lombardia, da PoliS, l’Istituto Regionale per il Supporto alle Politiche della Lombardia e da ANCI Lombardia (Associazione Nazionale Comuni Italiani), per il pomeriggio di domani, venerdì 3 dicembre (ore 16-18) e per la mattinata di mercoledì 15 dicembre (ore 10-13). Si tratterà di due appuntamenti voluti per parlare di accessibilità dell’ambiente, di inclusione sociale e di benessere ambientale, con la presentazione delle Linee Guida della Regione Lombardia sulla redazione dei PEBA (Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche), recentemente rese pubbliche. Ad aprire l’incontro di domani, 3 dicembre, saranno Alessandra Locatelli, assessora alla Famiglia, alla Solidarietà Sociale, alla Disabilità e alle Pari Opportunità della Regione Lombardia, Mauro Guerra, presidente dell’ANCI Lombardia e Fulvio Matone, direttore generale di PoliS Lombardia. Vi interverranno Armando De Salvatore, architetto e referente del CRABA (Centro Regionale per l’Accessibilità e il Benessere Ambientale della LEDHA) (Accessibilità, benessere ambientale e partecipazione sociale delle persone con disabilità, anziani e bambini); Cristina Piacentini e Mimmo Iuzzolino del Comitato Crema Zero Barriere (Testimonianze: accessibilità e barriere. La fruizione della città nell’esperienza delle persone con disabilità); Isabella Tiziana Steffan, architetto (L’approccio Design for all – Universal Design). All’incontro del 15 dicembre, poi, parteciperanno ancora Isabella Tiziana Steffan (Approccio, obiettivi e metodologia delle Linee Guida) e Armando De Salvatore (Come sviluppare i Piani adottando le Linee Guida), insieme a Roberta Amadeo e Massimiliano Romagnoli, esperti dell’ANCI Lombardia (I Piani come opportunità per l’innovazione dei Comuni), Dario Rigamonti, direttore dell’UPL (Unione Province Lombarde) e Gloria Cornolti, responsabile del Servizio Sviluppo territoriale, Ufficio Europa e Agenda Strategica della Provincia di Bergamo (Opportunità di finanziamento per i Comuni). A concludere il dibattito sarà Gianfranco Leone della Società Aria, con un intervento dedicato alle istruzioni per l’accesso al sistema del Registro Regionale Lombardo dei PEBA. (S.B.) SUPERANDO
INSERITO DA MICHI PAPPACODA UDINE. È uno dei cento Comuni del Fvg che si sta dotando del PEBA, il Piano per l'eliminazione delle barriere architettoniche. In concomitanza con la Giornata internazionale delle persone con disabilità, i due professionisti che si stanno occupando di redigere il documento per conto dell'amministrazione comunale, Francesco Casola ed Erica Gaiatto, hanno fatto il punto sulle criticità esistenti in città. Fermo restando che l'assessore competente, Giulia Manzan, annuncia che il Piano sarà adottato dal consiglio la prossima primavera.I numeri in cittàI rilievi, in una prima fase effettuati dall'Università, poi dagli architetti Casola-Gaiatto, hanno riguardato 31 chilometri di percorsi cittadini, coinvolgendo luoghi strategici come scuole, uffici pubblici, teatri, ospedali e ambulatori. Ci sono state anche alcune uscite con i portatori di interesse del Peba(disabili fisici e intellettivi) tra le vie Deciani, Diaz, Pracchiuso, Villalta, Poscolle, Manin, Caneva e delle Ferriere. Nel complesso sono state mappate circa 160 tipologie di criticità, con l'individuazione di 4 mila "ostacoli" strutturali che sono stati inseriti in apposite schede contenenti anche le proposte per renderli accessibili, digitalizzate e utilizzabili, già oggi, dai tecnici comunali. Il problema più frequente è stato quello delle pavimentazioni sconnesse, seguito dall'assenza della segnaletica tattilo-plantare in corrispondenza degli attraversamenti pedonali. Il piano. Il Peba non riguarda solo i punti di non accessibilità per le disabilità motorie, ma anche quelle che ogni giorno riscontrano i non vedenti, i non udenti, chi si muove con difficoltà di deambulazione o con disabilità intellettive. Senza dimenticare le persone con una ridotta capacità motoria, come gli anziani, o i genitori con i passeggini. «Tra le criticità più ricorrenti che abbiamo riscontrato - ammette l'architetto Gaiatto - ci sono le pavimentazioni disconnesse, soprattutto a causa dei materiali impiegati, poco performanti. Anche dal punto di vista degli attraversamenti molti non sono stati posizionati correttamente, con gradini o ostacoli alle estremità. Infine va rilevata l'inadeguatezza dei parcheggi per i disabili, spesso paralleli ai marciapiedi e quindi difficoltosi da utilizzare per chi è costretto a utilizzare la sedia a rotelle». Il commento. Il Comune è dall'aprire 2020 che è impegnato nella predisposizione del Peba. «Il nostro obiettivo - chiarisce l'assessore Manzan - è garantire a tutti la massima autonomia negli spostamenti in città, in quanto l'accessibilità deve essere un tema sempre più universale. Abbiamo messo a punto un processo di partecipazione dal basso, che ha coinvolto decine di associazioni. Un impegno gravoso e complesso, ma che ha permesso di raccogliere sul campo le reali necessità dei portatori di interesse: un processo virtuoso - chiude Manzan - che nessun manuale sarà mai in grado di restituire in termini di esperienza».Messaggero Veneto