Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
DI REDAZIONE Tragedia al Cremona Circuit 'Angelo Bergamonti' di San Martino del Lago, in provincia di Cremona: Fabrizio Antonuzzi, 61enne residente a Manerba del Garda (Brescia), è morto in uno schianto. Era alla guida di una Porsche Gt3 Rs e l'incidente si è verificato intorno alle 15.30, mentre il bresciano stava effettuando alcune prove libere in pista. Cause e dinamica dell'accaduto sono al vaglio ma le immagini riprese dalle telecamere del circuito mostrano l'auto che percorre il rettilineo e termina la corsa, senza alcuna frenata, contro il guard-rail di protezione. L'ipotesi più accreditata è che il pilota possa avere accusato un malore oppure che la vettura abbia avuto un guasto ai freni. Si stima che al momento della perdita di controllo Antonuzzi viaggiasse ad una velocità di 240 chilometri orari. Dei rilievi e della raccolta delle immagini e delle testimonianze si sono occupati i carabinieri di Solarolo Rainerio. Il driver, imprenditore titolare di un'azienda che progetta negozi, la Negozi srl di Nuvolento, era un pilota esperto e appassionato e lascia moglie, quattro figlio e un fratello. (ANSA).
DI REDAZIONE "Dalle prime verifiche non risultano né feriti né vittime. La valanga c'è stata in una zona a 1600-1700 metri di altezza in una zona non servita da impianti sciistici ma che può essere raggiunta a piedi da praticanti lo sci o lo snowboard fuori pista". Così il sindaco di Abetone Cutigliano (Pistoia) Marcello Danti sulla valanga che si è staccata in località Lago Nero. Il sindaco si è consultato con la protezione civile. Oltre al Soccorso Alpino, al quale risultavano persone coinvolte, sul posto ci sono i vigili del fuoco per escludere proprio la presenza di dispersi. Controlli in corso da terra e dall'alto con elicottero Il Soccorso Alpino è intervenuto stamani sull'Appennino Pistoiese in Val Sestaione, presso Abetone (Pistoia) per il distaccamento di una valanga. Sul posto risultano inviati anche due velivoli dell'elisoccorso, Pegaso 1 e Pegaso 3. "Secondo quanto mi risulta ed è stato ricostruito finora, la valanga potrebbe esser stata causata dal distacco di neve fresca avvenuto dopo il passaggio di uno snowbordista - spiega ancora il sindaco di Abetone Marcello Danti - Poiché è una zona impervia e non è servita da impianti di risalita, è difficile che ci vadano persone a fare sport in quel punto, a parte chi ci va a praticare lo sci fuori pista". Il sindaco è stato in contatto con la protezione civile mentre proseguono le operazioni di verifica e di bonifica dell'area con i vigili del fuoco e anche personale della guardia di finanza. Nel tardo pomeriggio si sono concluse le operazioni di bonifica della slavina distaccatasi oggi nella zona del Lago Nero in Val Di Sestaione presso Abetone (Pistoia) e non sono state rilevate persone coinvolte nella valanga. E' quanto fanno sapere dal Soccorso Alpino. Le squadre di tecnici stanno rientrando. ANSA
DI REDAZIONE Un uomo 68 anni è stato travolto e ucciso da un'auto pirata questa mattina a Cagliari. L'incidente è avvenuto in via Bacaredda alle 7. La dinamica non è ancora chiara, sul posto per i rilievi sono intervenuti gli agenti della polizia municipale. Da quanto si apprende, l'uomo stava attraversando la strada quando è stato travolto da un'auto bianca. Il conducente, dopo l'impatto non si è fermato. Immediata la richiesta di soccorsi e l'arrivo sul posto dell'ambulanza del 118 e della polizia locale, coordinata dal comandante Guido Calzia. Purtroppo per il 68enne non c'è stato nulla da fare. La polizia locale è a caccia al conducente. ANSA
DI REDAZIONE Non si arresta l'ondata di maltempo in Campania. L'allerta meteo, livello giallo, che scadeva alle 16 di oggi pomeriggio, è stata infatti prorogata fino alle 10 di domani mattina, domenica 12 dicembre, soprattutto per il possibile innesco di frane e caduta massi anche in assenza di precipitazioni, per la saturazione dei suoli. Lo comunica la Protezione civile della Regione Campania ricordando che il codice colore non è associato alle precipitazioni, bensì al rischio che possano manifestarsi fenomeni di dissesto idrogeologico (oltre alle frane saranno ancora possibili allagamenti, esondazioni, dissesti). Si abbassano ancora le temperature e si prevedono precipitazioni nevose, soprattutto nelle zone interne, già intorno ai 600 metri di altezza. Proseguiranno le piogge, anche a carattere di rovescio. (ANSA).
DI REDAZIONE Su 21.444 test eseguiti in Puglia sono 463 le persone risultate positive al Covid 19, con un tasso di positività del 2,2%, in aumento rispetto all'1,6% di ieri. Una persona è morta (ieri i decessi erano statai 7). Sono 5.153 le persone attualmente positive, 127 quelle ricoverate in area non critica, 18 in terapia intensiva. Questa la suddivisione per provincia: nel Barese 147, nella Bat 43, nel Brindisino 75, nel Foggiano 85, in provincia di Lecce 64, nel Tarantino 55, -6 quelli di provincia in via di definizione. Complessivamente, dall'inizio della pandemia, sono 283.060 i pugliesi contagiati dal Covid, oltre 5 milioni i test eseguiti e 6.913 i decessi totali accertati. (ANSA).
DI REDAZIONE Sono stabili i ricoveri per Covid, fermi a quota 22, nei reparti di rianimazione della Calabria. Si conferma, invece, com'era già avvenuto ieri, la riduzione di degenti nelle aree mediche, che passano da 161 a 158. Cinque i nuovi decessi, 3 a Reggio Calabria ed uno ciascuno a Catanzaro e Cosenza, con il totale che raggiunge quota 1.524. Aumentano i nuovi contagiati, che sono 481 rispetto ai 360 di ieri (totale 96.666). Anche il tasso di positività registra un incremento, passando dal 4,92% al 6,69. I nuovi tamponi effettuati sono 7.186, con il totale che arriva a 1.494.968. I casi attivi sono, complessivamente, 6.391 (+322), gli isolati a domicilio 6.211 (+325) ed i nuovi guariti 154 (-88). Questi i dati relativi alla situazione dell'incidenza del Covid-19 in Calabria comunicati alla Regione dai Dipartimenti di prevenzione delle Aziende sanitarie provinciali. Territorialmente, dall'inizio dell'epidemia, i casi positivi sono così distribuiti. - Catanzaro: casi attivi 728 (21 in reparto, 6 in terapia intensiva, 701 in isolamento domiciliare); casi chiusi 11.989 (11.821 guariti, 168 deceduti) - Cosenza: casi attivi 2.263 (82 in reparto, 10 in terapia intensiva, 2.171 in isolamento domiciliare); casi chiusi 28.334 (27.647 guariti, 687 deceduti) - Crotone: casi attivi 281 (2 in reparto, 0 in terapia intensiva, 279 in isolamento domiciliare); casi chiusi 9.045 (8.923 guariti, 122 deceduti) - Reggio Calabria: casi attivi 2.446 (45 in reparto, 6 in terapia intensiva, 2.395 in isolamento domiciliare); casi chiusi 32.158 (31729 guariti, 429 deceduti) - Vibo Valentia: casi attivi 547 (8 in reparto, 0 in terapia intensiva, 539 in isolamento domiciliare); casi chiusi 7.362 (7.254 guariti, 108 deceduti). (ANSA).
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA All'origine della deflagrazione una grossa fuga di gas dalla tubatura del metanodotto. La Procura di Agrigento ha aperto un'inchiesta per disastro colposo E’al momento di due morti e otto dispersi il bilancio dell’esplosione che a Ravanusa ha distrutto tre palazzine e ne ha danneggiate altre quattro. Due donne nella notte sono state estratte vive dalla macerie della loro abitazione crollata, Giuseppa Montana e Rosa Carmina. La deflagrazione, che è stata sentita anche nei paesi vicini, sarebbe stata causata da una grossa fuga di gas dalla tubatura del metanodotto. «Il gas si è accumulato o nel sottosuolo o in un ambiente chiuso. A innescare l’esplosione potrebbe essere stata anche l'attivazione dell’ascensore», ha detto il comandante dei vigili del fuoco di Agrigento, Giuseppe Merendino. «Nei prossimi giorni faremo accertamenti più approfonditi - ha aggiunto - certo è che una esplosione così è un evento eccezionale». Tra le cause della rottura del tubo potrebbe esserci il maltempo o uno smottamento del terreno. Nella palazzina di quattro piani distrutta dall’esplosione c'erano 9 componenti dello stesso nucleo familiare, uno è stato trovato morto, due al momento si sono salvati: un’anziana di 80 anni, portata all’ospedale di Licata con gravi fratture, e, secondo i primi accertamenti, la cognata, che i soccorritori sono riusciti a rintracciare dallo squillo del cellulare e che è stata trasportata ad Agrigento. Ancora dispersi gli altri familiari tra quali una giovane infermiera giunta al termine della gravidanza e il marito. Domani sarebbe dovuta partire per Milano per la laurea del fratello. Straziante il dolore della madre che ripeteva «figlia mia» in attesa di notizie. Si scava ancora per cercare le due persone che al momento dell’esplosione si trovavano nella casa attigua. Un portavoce Italgas, la società che distribuisce il metano, fa sapere che «i tecnici hanno completato le operazioni di isolamento del tratto di rete e messo in sicurezza l’area interessata interrompendo il flusso di gas». La zona dell’esplosione sembra uno scenario di guerra: macerie, vetri rotti, detriti e un acre odore di bruciato ovunque. Sul posto sono arrivate squadre dei vigili del fuoco di Agrigento, Palermo e Catania, la Croce Rossa, la Protezione Civile, polizia e carabinieri. Contrariamente a quanto detto in un primo momento dalla Protezione Civile non ci sarebbero minori tra i dispersi. Le due donne trovate vive sono state portate negli ospedali di Licata e Agrigento e non sono in gravi condizioni. Attesi i cani molecolari sul luogo dell’esplosione a Ravanusa. Gli animali dovrebbero fare scoprire eventuali corpi o i dispersi. Poco fa i vigili del fuoco, arrivati da tutta la Sicilia, hanno spento i generatori per ascoltare una voce. Si è sentito un lamento dalle macerie. La Procura di Agrigento, guidata da Luigi Patronaggio, ha aperto una inchiesta per disastro colposo.Il magistrato si sta recando sul posto dell’esplosione. FONTE LA SICILIA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA E' al momento di un morto e otto dispersi il bilancio dell'esplosione che a Ravanusa ha distrutto tre palazzine e ne ha danneggiate altre quattro. Due donne nella notte sono state estratte vive dalla macerie della loro abitazione crollata. La deflagrazione, che è stata sentita anche nei paesi vicini, sarebbe stata causata da una grossa fuga di gas dalla tubatura del metanodotto. "Il gas si è accumulato o nel sottosuolo o in un ambiente chiuso. A innescare l'esplosione potrebbe essere stata anche l'attivazione dell'ascensore", ha detto il comandante dei vigili del fuoco di Agrigento, Giuseppe Merendino. "Nei prossimi giorni faremo accertamenti più approfonditi - ha aggiunto - certo è che una esplosione così è un evento eccezionale". Tra le cause della rottura del tubo potrebbe esserci il maltempo o uno smottamento del terreno. Nella palazzina di quattro piani distrutta dall'esplosione c'erano 9 componenti dello stesso nucleo familiare, uno è stato trovato morto, due al momento si sono salvati: un'anziana di 80 anni, portata all'ospedale di Licata con gravi fratture, e, secondo i primi accertamenti, la cognata, che i soccorritori sono riusciti a rintracciare dallo squillo del cellulare e che è stata trasportata ad Agrigento. Ancora dispersi gli altri familiari tra quali una giovane infermiera giunta al termine della gravidanza e il marito. Domani sarebbe dovuta partire per Milano per la laurea del fratello. Straziante il dolore della madre che ripeteva "figlia mia" in attesa di notizie. Si scava ancora per cercare le due persone che al momento dell'esplosione si trovavano nella casa attigua. Un portavoce Italgas, la società che distribuisce il metano, fa sapere che "i tecnici hanno completato le operazioni di isolamento del tratto di rete e messo in sicurezza l'area interessata interrompendo il flusso di gas". La zona dell'esplosione sembra uno scenario di guerra: macerie, vetri rotti, detriti e un acre odore di bruciato ovunque. Sul posto sono arrivate squadre dei vigili del fuoco di Agrigento, Palermo e Catania, la Croce Rossa, la Protezione Civile, polizia e carabinieri. ANSA
DI MICHELE PAPPACODA Ravanusa, esplosione fa crollare tre palazzine. Un morto e otto dispersi. Due donne estratte vive dalle macerie. Ravanusa, esplosione fa crollare tre palazzine. Un morto e otto dispersi. Due donne estratte vive dalle macerie. Un'esplosione ha causato il crollo di almeno tre palazzine a Ravanusa (Agrigento). E, con il passare delle ore, si aggrava il bilancio di questa tragedia: un morto e otto dispersi tra una donna incinta che avrebbe dovuto partorire mercoledì. Si continua a cercare disperatamente sotto le macerie gli altri dispersi. Prima vittima: estratto un corpo senza vita dalle macerie Un corpo senza vita è stato estratto dalle macerie di una delle palazzine crollate in seguito all'esplosione determinata da una fuga di gas a Ravanusa, nell'Agrigentino. I dispersi ora sarebbero 8. Sette dello stesso nucleo familiare sono stati sorpresi dall'esplosione mette si trovavano nella stessa palazzina, due che si trovavano in un'altra abitazione. Due donne estratte vive dalle macerie nella notte Nella notte le squadre di salvataggio hanno estratto dalle macerie e portato via in barella dai soccorritori una donna di 80 anni. Il nipote della donna ha detto «Insieme a mia zia c'erano altri parenti, altri zii che si trovavano in un altro appartamento. Al momento vedo solo lei. Degli altri non abbiamo ancora nessuna notizia». Una seconda donna, intorno alle 5 del mattino, è stata recuperata in vita dai vigili del fuoco tra le macerie delle palazzine crollate ieri sera a Ravanusa, nell'Agrigentino Ravanusa, si cercano i dispersi. L'esplosione ha causato il crollo di almeno tre palazzine. L'esplosione è avvenuta intorno alle 20.30 e fino a oltre le 23 i vigili del fuoco hanno dovuto domare le fiamme sviluppatesi dopo il boato. Nel crollo delle palazzine in via Trilussa a Ravanusa (Agrigento). A Ravanusa sul luogo dell'esplosione di un tubo del metanodotto cittadino che ha provocato il crollo di diverse palazzine, oltre ai vigili del fuoco di Palermo, stanno arrivando squadre Usar (ricerca sotto le macerie) da Messina e Catania. I dispersi tra cui tre bambini e una donna incinta, sarebbero 12. I soccorritori gridano, cercandoli. Una donna è stata individuata sotto le macerie di uno dei palazzi crollati nel centro di Ravanusa. È viva ed urla. I vigili del fuoco stanno cercando di tirarla fuori, ma non è semplice perche ci sono continue fughe di gas che gli stessi pompieri stanno cercando di tamponare. «Un incendio immane che ha consentito però a qualcuno di riuscire ad uscire dagli appartamenti e a scappare. Abbiamo tanti dispersi, probabilmente 11. C'è però qualche buona notizia: siamo riusciti a sentire delle voci da sotto le macerie e dopo aver chiuso il gas si sta iniziando a scavare fra le macerie per salvare quante più persone possibili». Lo ha detto il colonnello Vittorio Stingo, comandante provinciale dell'Arma dei carabinieri di Agrigento durante le prime ore della notte. Ravanusa, la protezione civile: «Sembra Beirut» «Sembra Beirut. Le immagini che ci arrivano da Ravanusa con vetri rotti, detriti a terra e macerie, calcinacci scagliati a decine di metri dal luogo dell'esplosione». A dirlo all'Adnkronos è Salvo Cocina, il capo del dipartimento regionale della Protezione Civile, che si sta recando a Ravanusa, nell'Agrigentino, dove sarebbero almeno 12, tra cui una donna incinta e alcuni bambini, i dispersi nel crollo di una palazzina. Sul posto oltre ai vigili del fuoco e alle squadre specializzate Usar nella ricerca di dispersi e ai cinofili, anche decine di volontari. Già arrivate le torri faro e le ambulanze. «Siamo pronti a cercare tra le macerie non appena l'area sarà messa in sicurezza», dice ancora Cocina. Sul posto anche 22 volontari della Croce Rossa, oltre all'unità di Ravanusa, arrivati da Licata, Palma di Montechiaro e Canicattì. All'alba di domani arriverà a Ravanusa una squadra investigativa speciale dei Vigili del fuoco per un sopralluogo nella zona dell'esplosione. Le fiamme sono state spente ma ci sono ancora sacche di gas e non è possibile operare in sicurezza sulle macerie, come ha detto all'Adnkronos il capo della Protezione civile Salvo Cocina. LA DISPERAZIONE DEL SINDACO «Una grande tragedia ha colpito il mio paese. Le palazzine interessate dai crolli sono più di tre e i dispersi dovrebbero essere almeno nove. Da qualche minuto abbiamo avuto la notizia di una signora che si è fatta sentire dai vigili del fuoco. Speriamo di trovare anche altre persone vive». A dirlo a Rainews 24 è stato il sindaco di Ravanusa, Carmelo D'Angelo, aggiungendo: «C'è un problema di una fuga di gas che non siamo riusciti ancora a fermare». Decine gli sfollati, che sono stati accolti in strutture messe a disposizione dall'Amministrazione comunale. «C'è una grande collaborazione anche dai paesi vicini, i soccorsi sono arrivati anche dalle altre province», ha aggiunto, invitando i propri concittadini «a stare lontani da questa zona per non disturbare il lavoro dei soccorritori» Ravanusa, il procuratore: «Ora i soccorsi, poi le indagini» «Questo è il momento dei soccorsi. Domattina, quando interverrà la squadra speciale dei vigili del fuoco da Palermo, interverrà anche la Procura. Al momento abbiamo notizie di dispersi, dobbiamo aspettare e capire». Lo ha detto il procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio in merito all'esplosione che ha devastato via Trilussa a Ravanusa. La procura di Agrigento è competente per l'inchiesta sull'esplosione che ha distrutto edifici e dove 12 persone sarebbero disperse. Ravanusa, l'esplosione forse causata da un guasto al metanodotto Subito dopo il crollo, era stata avanzata l'ipotesi che l'esplosione potesse essere stata causata dallo scoppio di una bombola. Successivamente, ha preso corpo un'altra ipotesi: quella di un guasto alle tubature del metanodotto cittadino. Sul posto sono intervenuti anche i tecnici dell'Italgas, per mettere in sicurezza la rete. La protezione civile regionale dice che le fiamme, sprigionate dopo l'esplosione in via Trilussa a Ravanusa sono state spente ma «sacche di gas della rete cittadina impediscono l'accesso in sicurezza sulle macerie». Ravanusa, il sindaco: «Un disastro, ci serve aiuto» Il sindaco di Ravanusa, Carmelo D'Angelo ha lanciato un appello subito dopo il crollo della palazzina: «Chiunque abbia autobotti e mezzi meccanici ci dia una mano. E' un disastro». I fabbricati distrutti o danneggiati dallo scoppio del metanodotto cittadino si trovano tra le vie della Pace, Galilei, Trilussa e Nuoro. Ravanusa, in arrivo da Palermo vigili del fuoco e unità cinofile Due squadre movimento terra, una dell'unità cinofila, una squadra che lavora con i droni ed esperti nelle ricerche sotto le macerie dei vigili del fuoco di Palermo sono partite per raggiungere Ravanusa, dove in seguito all'esplosione di un tubo del metanodotto è crollata una palazzina e tre sono rimaste danneggiate. Nel disastro risultano disperse 12 persone. Tutto è iniziato con un forte boato che ha squarciato il silenzio di un normale sabato sera a Ravanusa. Poi - chi si è affacciato alle finestre - ha visto le fiamme, altissime, e il crollo di una palazzina in via Galilei. I frammenti della casa sono stati scagliati a diversi metri di distanza dal luogo del dramma. Il sindaco di Ravanusa, Carmelo D’Angelo ha lanciato un appello: «Chiunque abbia autobotti e mezzi meccanici ci dia una mano. È un disastro». In via Galileo Galilei stanno arrivando in tanti per portare aiuto e cercare di salvare chi è rimasto sotto le macerie. E infatti numerose squadre di volontari della Protezione Civile, dei vigili del fuoco e della Croce Rossa, provenienti da diversi comuni dell'agrigentino, si stanno recando a Ravanusa. I soccorritori sono impegnati nelle ricerche di alcuni dispersi che non sono ancora stati rintracciati. In particolare hanno raccolto l'appello lanciato dal sindaco di Ravanusa Carmelo D'Angelo, che ha chiesto l'intervento di uomini e mezzi, i sindaci di Licata, Palma di Montechiaro e Naro.
A CURA DI MIKI PAPPACODA Santo del giorno B. Corrado da Offida sacerdote O.F.M. (1241-1306) B. Giacomo Capocci da Viterbo vescovo di Benevento e Napoli Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 3,10-18. Le folle lo interrogavano: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva: «Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto». Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare, e gli chiesero: «Maestro, che dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato». Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi che dobbiamo fare?». Rispose: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno, contentatevi delle vostre paghe». Poiché il popolo era in attesa e tutti si domandavano in cuor loro, riguardo a Giovanni, se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene uno che è più forte di me, al quale io non son degno di sciogliere neppure il legaccio dei sandali: costui vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Egli ha in mano il ventilabro per ripulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel granaio; ma la pula, la brucerà con fuoco inestinguibile». Con molte altre esortazioni annunziava al popolo la buona novella.