Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
di Michele Pappacoda Il giorno 31 marzo 2022, come già preannunciato dalle autorità civili, terminerà lo stato di emergenza imposto dalla pandemia da covid-19. In un comunicato stampa i Vescovi della Campania scrivono: “Tutti abbiamo avvertito la mancanza delle ordinarie relazioni pastorali legate alla vita liturgica ed anche alle espressioni della pietà popolare. Se pure con prudenza, ora incamminiamoci sui percorsi interrotti, con rinnovato entusiasmo e con alcune raccomandazioni”. Dopo il 31 marzo riprenderanno dunque le “consuete espressioni di pietà popolare, ranche se rimane l’obbligo previsto delle necessarie autorizzazioni di pubblica sicurezza e di tutela sanitaria da parte delle autorità civili”. “Per non vanificare il tempo di prova che abbiamo attraversato è opportuno vivere le espressioni della pietà popolare, in ottemperanza alle indicazioni offerte dai vescovi della Campania in questi anni. Il tempo che viviamo con le nuove povertà e le emergenze umanitarie ci chiama a riscoprire il valore della sobrietà ed esige segni concreti di solidarietà”.AMALFINOTIZIE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Con l’approvazione del progetto definitivo per il marciapiede a sbalzo da parte del Comune di Atrani, il paese più piccolo d’Italia per estensione territoriale avrà presto una nuova opera che renderà più sicura la passeggiata dei pedoni. Già nel 2016 con delibera di giunta n. 14 avente oggetto “Rifacimento e prolungamento del marciapiede sulla S.S. 163 nel comune di Atrani, lavori di messa in sicurezza” fu approvato il progetto preliminare dal titolo “Rifacimento e prolungamento del marciapiede sulla S.S. 163 nel comune di Atrani, lavori di messa in sicurezza” per un importo complessivo di € 379.949,93. Nel mese di maggio 2020 il Comune ha poi candidato al Ministero degli Interni proprio il progetto preliminare per il marciapiede a “sbalzo” e nel mese di agosto il Ministero degli Interni ha comunicato che il progetto è rientrato in graduatoria (tra la posizione n. 971 alla posizione 4737) garantendo, così, a breve, una ulteriore sicurezza ai pedoni. Nei giorni scorsi l’approvazione del progetto definitivo da parte della giunta comunale. Come detto, l’opera va ad inserirsi all’interno di un contesto generale di sicurezza per i tanti pedoni, residenti e turisti, che si muovono lungo il tratto di Statale Amalfitana che si snoda lungo il territorio di Atrani, ovvero dalla galleria che la separa da Amalfi alla Collegiata di Santa Maria Maddalena. Quello che il comune di Atrani ha approvato è, di fatto, la continuazione del marciapiede realizzato negli anni ’60 che, attualmente, copre appena un terzo di tutto il viadotto che interessa il borgo della Costa d’Amalfi. Come si vede dal rendering delle foto esclusive di Amalfi Notizie, il marciapiede a sbalzo andrà a coprire tutta l’area del viadotto, dalla galleria al confine con Atrani fino alla Collegiata della Maddalena. Si tratta dunque di un’opera fondamentale per la sicurezza dei pedoni, inclusi quelli atranesi dal momento che la parte alta del paese, quella che si snoda proprio sulla statale, negli ultimi anni si è ulteriormente urbanizzata e, attualmente, include un centro di fisiokinesiterapia, una farmacia, un’agenzia di assicurazione, un fioraio ed un estetista.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Amalfi. Scatta l'interruzione al transito in orario notturno su SS163 ad Amalfi, all'altezza del costone sottostante Via Annunziatella. La circolazione sarà interrotta dalle 23:30 alle 6, a partire da domenica 13 marzo, e per la durata di un mese (con esclusione delle notti tra venerdì e sabato, nonché tra sabato e domenica). A darne notizia il comune della Divina. La misura si rende necessaria per consentire l’esecuzione di lavori di messa in sicurezza al costone roccioso sottostante Via Annunziatella. Il transito sarà consentito a mezzi di emergenza/soccorso, servizio notturno reso dalle farmacie e bus di linea. OTTOPAGINA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Dallo scorso 6 marzo, in Costiera Amalfitana, la Strada Regionale n. 366 "Agerolina" è chiusa al transito al Km 5+250, per mezzo di New Jersey, a causa di una frana, all'altezza di Furore. Quella mattina, intorno alle 10,30, un masso di notevoli dimensioni si è staccato dalla ripa posta a monte della rotabile, in località Bottara, da oltre 50 metri dalla sede stradale. Come comunicato - con rapporto di intervento n. 1817 - dai Vigili del Fuoco del distaccamento di Maiori, intervenuti domenica, il masso nel rotolare a valle ha investito il muro di sostegno in pietrame posto a monte della sede stradale, demolendone una porzione, ed è rimbalzato sulla sede stradale nella zona di valle dove ha demolito una porzione della sede stradale oltre il parapetto stradale, per poi terminare la propria corsa nella scarpata di valle. Con l'Ordinanza numero 217 del 08/03/2022 la Provincia di Salerno ha ribadito la chiusura «fino al ripristino delle condizioni di sicurezza della ripa posta a monte della sede stradale» e ha invitato «il Sindaco del Comune di Furore a disporre apposita Ordinanza con la quale imponga ad horas ai proprietari dei terreni posti a monte della sede stradale, l'avvio dell'esecuzione delle opere di verifica e di eventuale disgaggio delle parti instabili che possono rappresentare potenziale pericolo per la sede stradale, con particolare riferimento anche alla ripa dalla quale si è distaccato il masso roccioso che ha causato l'evento calamitoso. Ciò al fine di mettere in sicurezza la zona di monte della sede stradale». «Resta fermo - specifica il Dirigente del Settore Viabilità e Trasporti Domenico Ranesi - che le spese per l'esecuzione dei lavori da eseguire direttamente sulla sede stradale per il ripristino dei danni occorsi a seguito dell'evento calamitoso, non dovranno far carico sul Bilancio della Provincia di Salerno, se non come spese in danno da anticiparsi da parte di questo Ente». Quindi, con ordinanza n. 11/2022, il sindaco di Furore Giovanni Milo ha individuato in sette cittadini i proprietari della ripa da cui è partito il masso e ha ordinato loro di provvedere alla messa in sicurezza. In caso di inottemperanza - si legge nel documento - i proprietari verranno denunciati all'Autorità Giudiziaria e riceveranno una sanzione. Mentre i lavori sono fermi in attesa di chi dovrà occuparsene, alcuni proprietari di attività ricettive nella zona Furore-Agerola ci hanno comunicato di aver ricevuto diverse cancellazioni di prenotazioni turistiche. IL VESCOVADO
INSERITO DA MORENA MOTTA Circolano appelli, guide, consigli logistici. Ma gli avvocati avvertono: arruolarsi per combattere in Ucraina non è legale. In democrazia soltanto i poteri regolarmente costituiti hanno la facoltà di decidere sull'eventuale uso della forza.
Nei giorni scorsi il presidente ucraino Zelensky ha annunciato il progetto di una legione internazionale per difendere Kiev dall’aggressione russa. "Sono in arrivo più di mille volontari da 16 paesi per combattere accanto al popolo ucraino contro l’aggressione. E le domande continuano ad arrivare" diceva il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba.
La legione internazionale in Ucraina
Ma è davvero possibile arruolarsi a norma di legge nella legione internazionale? Secondo quanto riportato da alcuni quotidiani nei giorni scorsi, il primo step per gli italiani è telefonare all’ufficiale militare dell’ambasciata ucraina a Roma. A quel punto il candidato riceve un vademecum con le informazioni sui documenti richiesti. Per rivolgersi all’ambasciata dell’Ucraina si possono seguire tre strade: andare in ambasciata; chiamare; scrivere una mail. Il secondo step riguarda l’esperienza sul campo, ovvero documenti che attestino lo svolgimento del servizio militare o attività in agenzie di sicurezza e la partecipazione in operazioni militari. Occorre, inoltre, essere incensurati.
Lo step tre prevederebbe il colloquio in ambasciata con il responsabile della Difesa e l’avvio delle procedure per ottenere il visto con il console. È possibile scrivere una domanda di ammissione alla Difesa territoriale delle forze armate dell’Ucraina per il servizio militare con contratto su base volontaria. Il candidato viene informato che non dovrà sostenere spese né per il vitto né per l’alloggio una volta al fronte. Viene anche consigliato al volontario - se è nelle sue possibilità - di portare con sé abbigliamento tecnico militare come elmetto e giubbotto antiproiettile. Gli ultimi step sono i più delicati e riguardano l’ingresso in Ucraina. I rappresentanti delle ambasciate, dei consolati (all’estero) e della difesa territoriale in Ucraina forniranno assistenza nel processo di spostamento verso il Paese in guerra.
"E' illegale arruolarsi per combattere in un esercito straniero"
Ma attenzione: "E' illegale sia reclutare soldati in Italia senza l'autorizzazione del governo che arruolarsi per combattere in un esercito straniero": lo dice al quotidiano Il Dolomiti Nicola Canestrini, avvocato penalista, referente nazionale degli esperti di Fair trials international. In pratica chiunque decida di aderire all'appello lanciato da Zelensky per unirsi alla 'Legione internazionale di difesa territoriale dell'Ucraina' (comparso anche sulla pagina Facebook del consolato ucraino in Italia e poi subito rimosso), "commette reato, anzi ne commette più di uno”.
A compiere un crimine non è solo chi decide di partire per combattere in Ucraina, ma anche chi lavora per l'arruolamento di italiani senza l'autorizzazione del governo. L'articolo 288 del Codice penale infatti recita: “Chiunque nel territorio dello Stato e senza approvazione del Governo arruola o arma cittadini, perché militino al servizio o a favore dello straniero, è punito con la reclusione da quattro a quindici anni. La pena è aumentata se fra gli arruolati sono militari in servizio, o persone tuttora soggette agli obblighi del servizio militare”.
L'arruolamento è illegale e per autorizzarlo il governo italiano dovrebbe dare un via libera, che ovviamente oggi non c'è.
Chi parte per andare a combattere in Ucraina senza formale autorizzazione governativa si ritroverebbe a compiere dei crimini. "Il Codice penale – spiega infatti l'avvocato al quotidiano trentino – prevede la punizione per chi porta avanti arruolamenti o compie atti ostili verso uno Stato estero con pene da 6 a 18 anni, ma fino all'ergastolo se poi per ritorsione l'Italia dovesse ritrovarsi attaccata". Nel caso ci fosse un eventuale compenso di qualsiasi tipo per chi decidesse d'unirsi alle brigate straniere, inoltre, la legge 210 del 1995, che riprende una convenzione dell'Onu, punisce tanto il mercenario quanto chi lo recluta per combattere in un Paese controllato da uno Stato estero, senza essere né cittadino né residente, senza far parte delle forze armate, con pene di svariati anni.
INSERITO DA MORENA MOTTA La società statale ucraina Energoatom, che si occupa della gestione delle quattro centrali nucleari attive nel Paese, ha avvisato che senza energia elettrica alla centrale di Chernobyl non ci puo' essere un adeguato controllo a distanza dell'impianto e si rischia il rilascio di sostanze radioattive.
Come si spiega in un comunicato, "il blackout di tutti gli impianti nucleari nella zona di esclusione è associato a danni alla linea elettrica dell'impianto che ha portato anche a un blackout nella città di Slavutych".
"Il combustibile esaurito ha bisogno di un raffreddamento costante, possibile solo se c'è elettricità. Se questa non è disponibile", spiega Energoatom, "la temperatura nelle piscine di raffreddamento aumenterà, si verificherà la formazione di vapore e il rilascio di sostanze radioattive nell'ambiente. La nuvola radioattiva può essere trasportata dal vento in altre regioni dell'Ucraina, della Bielorussia, della Russia, dell'Europa".
INSERITO DA MORENA MOTTA "I passi della Nato guidata dagli Stati Uniti hanno spinto le tensioni tra Russia e Ucraina al punto di rottura". Sono le parole del portavoce del ministero degli Esteri cinese, Zhao Lijian, in relazione alla guerra tra Ucraina e Russia a circa 2 settimane dall'invasione ordinata da Vladimir Putin. "Il quadro dettagliato relativo all'evoluzione della questione ucraina oggi è molto chiaro. Gli Stati Uniti, distogliendo lo sguardo dalle proprie responsabilità, criticano la posizione della Cina per cercare di portare avanti il piano di schiacciare contemporaneamente Cina e Russia e mantenere una posizione dominante. Più" l'America "si impegna per screditare la Cina con bugie e propaganda, più rende evidente la propria carenza di credibilità davanti alla comunità internazionale".
PROPOSTO DA GIOVANNI MONTUORI "Quello che è successo mi ha toccato, non capita tutti i giorni, ma questo piccolo gesto, posto in essere da vigliacchi va assolutamente condannato, non ci fermerà, non fermerà la nostra azione contro l'illegalità".
Lo ha detto il comandante Biagio Chiariello che ha preso parte al flash mob di solidarietà organizzato dal Comitato anticamorra di Liberazione dopo il grave atto intimidatorio subito ieri dall'ufficiale al quale ignoti hanno fatto trovare un manifesto funebre dai toni altamente minacciosi. Numerose le persone presenti che hanno manifestato contro la criminalità sventolando bandiere.
PROPOSTO DA GIOVANNI MONTUORI Se ritenevano che il tempo di permanenza in bagno dei lavoratori era eccessivo la paga veniva decurtata e, talvolta, anche annullata del tutto.
E' quanto avrebbero appurato i carabinieri del Reparto Tutela Agroalimentare di Salerno che oggi, al termine di indagini coordinate dalla Procura di Nocera Inferiore, hanno notificato due misure cautelari nei confronti altrettanti imprenditori ai quali i militari, il 26 maggio 2021, avevano sequestrato - d'urgenza - 800 tonnellate di concentrato di pomodoro egiziano contenenti pesticidi oltre il consentito, in parte già venduto e spacciato per un prodotto italiano.
E proprio dal prosieguo di quelle attività investigative che sono emersi gli indizi che hanno convinto gli inquirenti a chiedere e ottenere dal giudice i provvedimenti. Ai due soci - A.P.M.T. e A.D.M. - di una industria conserviera dell'ago-nocerino-sarnese sono stati notificati rispettivamente una misura cautelare agli arresti domiciliari e un divieto di dimora.
Ai loro dipendenti, inoltre, sottoposti anche a turni massacranti, anche di 43 ore continuative, sarebbero stati corrisposti 4,35 euro per ciascuna ora di lavoro.
Contestualmente è stato notificato anche un sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, di quasi 980mila euro che, secondo gli inquirenti, corrisponderebbe ai costi d'impresa risparmiati illegalmente attraverso le presunte condotte illecite. Sanzioni amministrative, per 275.600 euro infine, sono state comminate dalla Direzione Provinciale dell'Inps. Tra i lavoratori, che venivano tenuti sotto controllo anche attraverso i sistemi di videosorveglianza, figurano stranieri ma anche molti italiani.
INSERITO DA MORENA MOTTA Due clochard morti di freddo la scorsa notte, nel centro della Capitale. Il brusco calo delle temperature che si è registrato da qualche giorno non ha lasciato scampo a due senzatetto che avevano cercato riparo nelle zone comprese tra la stazione Termini e piazza della Repubblica.
Il primo intervento è avvenuto questa mattina, poco dopo le 8.30, in via Giovanni Amendola, traversa di via Nazionale. Sul posto il personale del 118 e i carabinieri, che hanno trovato morto un clochard, privo di documenti e dall'apparente età di circa 50-55 anni. Il medico legale ha confermato il decesso a causa di un arresto cardiocircolatorio causato dall'ipodermia.
Meno di un'ora dopo, sotto i portici di piazza della Repubblica (sul lato di viale Vittorio Emanuele Orlando), è stato rinvenuto il corpo di un altro senzatetto, rannicchiato sotto diverse coperte, con i suoi averi nascosti in una borsa e un po' di frutta e acqua. A scoprire il cadavere un passante, che ha allertato il 112. Anche in questo caso il decesso sarebbe stato causato dal freddo e associato all'abuso di sostanze alcoliche, assunte probabilmente per scaldarsi. Anche questo clochard era sprovvisto di documenti, ma dovrebbe essere un cittadino indiano di 30-40 anni che sarebbe un frequentatore abituale dei portici nella zona di Termini.
In entrambi i casi, per risalire all'identità delle due vittime del freddo a Roma potrebbe essere necessaria l'identificazione delle impronte digitali raccolte dopo il decesso.