SEZ. POLITICA A Caserta tiene banco il calcolo dei voti, Zinzi non molla e presenta denuncia Chiesta la correzione del dato relativo alle elezioni comunali della Città sul portale Eligendo
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Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
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INSERITO DA MIKI PAPPACODA Ballottaggi a Roma, Torino e Trieste. Calabria a Occhiuto. Sala: 'A Milano un evento quasi storico'
Elezioni amministrative, i risultati con lo scrutinio in TEMPO REALE
Torna a sorridere il centrosinistra, paga divisioni e candidati sbagliati il centrodestra. Le elezioni comunali dell'era Covid danno nelle grandi città un vincitore certo: a Milano incassa il bis Sala, a Napoli fa il pieno Manfredi, e a Bologna vola Lepore, nelle ultime due città nell'inedita alleanza Pd-M5s.
Se il centrodestra tiene la Calabria con la vittoria di Occhiuto, Trieste e Torino vanno al ballottaggio mentre a Roma è testa a testa tra il candidato del centrodestra Enrico Michetti e l'ex ministro dem Roberto Gualtieri. Quando mancano 77 sezioni, Calenda è terzo con uno stacco di 6.072 voti sulla sindaca uscente Virginia Raggi.
Un risultato amministrativo che spingerà tutti i partiti a fare conti e riflessioni a livello nazionale. A partire dal crollo dell'affluenza che si attesta al 54,69% segnando un record negativo: in pratica un elettore su due non si è recato alle urne con il risultato peggiore di sempre a Milano e Torino. A pagare la fuga dalle urne sembra il centrodestra, come ammette il leader della Lega Matteo Salvini, a spoglio appena cominciato: "La maggior parte non ha votato. E' per me e tutti un'autocritica. Occorre essere più concreti sulla vita reale. Non possiamo perdere tempo su vicende private".
Nella foto i ballottaggi a Roma, Torino e Trieste

E' proprio al Nord che il centrodestra dovrà interrogarsi: il Pd è primo partito a Milano, Torino, Trieste e Bologna mentre la Lega a Milano non arriva al 13 per cento (alle Europee del 2019 era al 27). La competition Salvini-Meloni segnala un travaso di voti nel capoluogo lombardo in favore di Fdi, che ha un balzo anche rispetto alle comunali del 2016. "La partita è ancora aperta e la più importante è Roma", vede il bicchiere mezzo pieno Giorgia Meloni. Il voto ha due facce per M5s: risultati di lista deludenti un pò dappertutto, la perdita di Torino e Roma, che segnarono nel 2016 l'exploit dei pentastellati e dove ora il Movimento potrebbe prendere meno di un terzo dei voti del 2016. Anche a Milano, città dove non ha mai sfondato, secondo i primi dati dello scrutinio il M5s è al 2,96%, contro il 10,4% del 2016. Ma la vittoria a Bologna e Napoli indicano a Giuseppe Conte una traccia da seguire. "I risultati confermano l'enorme potenzialità del nuovo corso e la prospettiva seria di lavorare con le forze progressiste", afferma l'ex premier per il quale il voto di oggi è solo "il tempo della semina".
E un segnale incoraggiante arriva da Napoli dove il Movimento incassa circa l'11,19% dei voti, mentre nel 2016 aveva il 9,66%. Ora per i 5s si apre il grande tema delle scelte per il ballottaggio a Roma e Torino: una cosa è certa, garantisce Conte, "la nostra proposta politica non puo avere alcuna affinità con le forze politiche di destra". Esulta a tutto tondo il Pd nel quale Enrico Letta vince anche la sua partita personale conquistando il seggio di Siena per la Camera dei deputati. "Si vince allargando la coalizione, andando oltre il Pd. Abbiamo dimostrato che la destra è battibile", gioisce il segretario dem che non perde occasione per attaccare Salvini. "La destra vinceva quando aveva un federatore, Berlusconi. Senza Berlusconi non vince più". Ma su un punto gli avversari al voto ma alleati nell'anomala maggioranza che sostiene Mario Draghi sono d'accordo: il governo non si tocca e resterà al riparo dalle scosse telluriche del voto. Per Letta la vittoria del Pd addirittura "rafforza il governo" mentre Salvini avverte fuori e dentro il centrodestra: "se qualcuno usa il voto per abbattere il governo di unità nazionale si sbaglia di grosso". Il presidente del Consiglio intanto gioca in contropiede e prima che le analisi del voto abbiano ripercussioni sulla stabilità dei partiti accelera e porta domani in consiglio dei ministri la legge delega sulla riforma fiscale.
"Credo che quello che sta maturando a Milano è qualcosa di importante, un evento quasi storico", ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, commentando i primi risultati elettorali.
"Credo che da questa vittoria i progressisti e democratici nel nostro paese e in Europa trarranno forza - ha detto Matteo Lepore, ormai nuovo sindaco di Bologna -. Io voglio invitare tutti i sindaci progressisti vincitori di queste elezioni a unirsi, perché da Bologna, Milano, Napoli e sono convinto presto da Torino e da Roma, da tutte le città governate dal centrosinistra in Italia partirà la riscossa per le prossime politiche a livello nazionale. Dobbiamo partire dai nostri territori, dalle nostre città, dalle nostre comunità".
"Ho sentito Conte, è molto contento del risultato. Conte è sempre stato vicino, insieme faremo un grande lavoro", dice Gaetano Manfredi.
Da Roma, il candidato del centrodestra, Enrico Michetti: "Siamo molto soddisfatti perché siamo al ballottaggio. Ci rivolgeremo a tutte le romane e i romani per dare a Roma un governo all'altezza di una grande Capitale", ha detto il candidato a sindaco di Roma Roberto Gualtieri, accolto dagli applausi del suo comitato elettorale e dalle urla "Roberto sindaco". "La prima attenzione sarà rivolta alla burocrazia, il centrodestra ha a cuore la macchina amministrativa perchè la città è immobile davanti alle buche, alla spazzatura, ai problemi delle scuole e del verde".
"Siamo molto soddisfatti perché siamo al ballottaggio - spiega il candidato a sindaco di Roma Roberto Gualtieri -, accolto dagli applausi del suo comitato elettorale e dalle urla "Roberto sindaco. Ci rivolgeremo a tutte le romane e i romani per dare a Roma un governo all'altezza di una grande Capitale".
"Non darò indicazioni di voto, i voti non sono pacchetti, i cittadini non sono mandrie". Così la sindaca di Roma Virginia Raggi nel suo commiato non avendo raggiunto il ballottaggio.
"Nessun apparentamento l'abbiamo detto fin dal primo turno, non ci sono esigenze di fare apparentamenti, ma soprattutto abbiamo una cosa che si chiama coerenza e in politica credo sia molto importante". Così Stefano Lo Russo, candidato sindaco di Torino per il centrosinistra. "Abbiamo costruito un programma che crediamo credibile anche per gli elettori che al primo turno hanno votato altri candidati - dice -. Crediamo che sotto il profilo dei diritti, dell'ambiente e della lotta alle diseguaglianze ci siano moltissimi punti di contato con molti elettori che non ci hanno votato e che magari potrebbero votarci al secondo turno". "Il centrodestra al ballottaggio è un risultato storico - ha detto Paolo Damilano, candidato sindaco di Torino -. La proposta della mia lista civica è stata accolta, siamo riusciti ad avvicinare i torinesi alla politica, anche se l'astensionismo è un problema enorme. Lavoreremo su questo nei prossimi quindici giorni". "Ci concentreremo sulle periferie, chiedendo il loro aiuto per cambiare Torino".
ROMA - La corsa per il Campidoglio torna allo schema del bipolarismo: centrodestra contro centrosinistra. A sfidarsi al secondo turno saranno Enrico Michetti, l'avvocato con la passione per l'Antica Roma sostenuto da Fdi, Lega e FI, e Roberto Gualtieri, il professore portato dal Pd e dalle altre forze progressiste. Restano fuori la sindaca del M5s Virginia Raggi e il leader di Azione Carlo Calenda. Per conquistare la poltrona di Palazzo Senatorio, Gualtieri - anche nell'ottica delle convergenze nazionali tra Pd e Movimento - si rivolgerà a tutti coloro che hanno votato Raggi, ma anche ai sostenitori di Calenda, a cui però guarda anche Michetti. Comunque vada, la partita misurerà, dopo anni di scintille, la possibilità di calare l'asse giallorosso anche nella Capitale, sperando nel traino della giunta regionale che già annovera M5S.
MILANO - A Milano nelle elezioni comunali che segnano il record storico dell'affluenza più bassa con il 47% dei votanti alle urne il sindaco uscente Giuseppe Sala viene riconfermato al primo turno con un netto stacco dallo sfidante del centrodestra, il pediatra Luca Bernardo, che si ferma a 20 punti di distanza. E' la prima volta che un sindaco di centrosinistra vince al primo turno nel capoluogo lombardo e quindi l'ex commissario unico di Expo parla di qualcosa di importante" di "un evento quasi storico" in una città che premia ancora il Pd che resta il primo partito con oltre il 33%, in crescita rispetto al 29% del 2016. E lo stesso Sala spiega di aver preso rispetto alle scorse comunali 40-50 mila voti in più, "quindi non si è astenuto chi crede non solo in me ma in questa idea di una città italiana ed europea che porta avanti un disegno molto preciso", ha detto aggiungendo che dedica questa vittoria alla madre da poco scomparsa.
BOLOGNA - Il centrosinistra non trema a Bologna e Matteo Lepore diventa sindaco con una percentuale travolgente, superiore al 62%, frutto anche di una vasta alleanza che tiene insieme i centristi, la sinistra e il Movimento 5 Stelle. Una vittoria netta ma con una grande ombra: per la prima volta dal dopoguerra il sindaco di Bologna è stato votato poco più che da un elettore su due. L'affluenza si è infatti fermata al 51%, sotto alla già bassa media nazionale e condizionata dal fatto che si è votato in due giorni festivi per la coincidenza con il santo patrono.
NAPOLI - Funziona bene a Napoli l'intesa tra centrosinistra e M5s: Gaetano Manfredi vince a valanga le amministrative e diventa sindaco al primo turno, ottenendo circa il 65%, il triplo dei voti del principale avversario, Catello Maresca del centrodestra, che a spoglio in corso si attesta al 20-22%. Un successo che va oltre le aspettative, in una tornata che - come nelle altre grandi città - fa segnare il record negativo di affluenza per l'elezione del sindaco, con meno della metà dei cittadini (il 47,18%) alle urne contro il 54,12 di cinque anni fa. Manfredi, 57 anni, ingegnere e docente, già ministro dell'Università nel Conte bis, è atteso ora dalla sfida del maxibuco da due miliardi di euro nei conti del Comune, una voragine da risanare. Alle sue spalle una coalizione di tredici liste, il convinto sostegno dei Cinquestelle (Conte si è speso personalmente con più visite in campagna elettorale) e del governatore Vincenzo De Luca: per il neosindaco bisognerà anche far quadrare i conti della rappresentanza tra le varie forze, cominciando dalla nuova Giunta in cui l'unico nome certo, per ora, sembra quello di un tecnico, l'ex questore Antonio De Iesu.
TORINO - Torino archivia l'amministrazione pentastellata e rimanda al ballottaggio la scelta del successore di Chiara Appendino, con il centrosinistra che spera di riconquistare il suo villaggio di Asterix. Il 'primo tempo' termina con il candidato dem Stefano Lo Russo in vantaggio sul civico Paolo Damilano, secondo alcuni il favorito della vigilia, che tiene grazie all'exploit della sua lista, Torino Bellissima, a metà scrutinio un numero di preferenze addirittura superiori a quelle di Lega e Fratelli d'Italia. Crolla il Movimento 5 Stelle, con la candidata Valentina Sganga sotto il 10%, il 'primo partito' è quello dell'astensione: l'affluenza si è fermata al 48,06%, la più bassa di sempre.
CALABRIA - La Calabria sceglie la strada della continuità e dopo avere eletto nel gennaio 2020 Jole Santelli - prematuramente scomparsa ad ottobre dello scorso anno - affida il compito di guidare la Regione ad un altro esponente azzurro, Roberto Occhiuto, 52enne, cosentino, in politica da sempre. In presenza di un forte astensionismo - l'affluenza è stata del 44,38%, in linea con il 44,33 del 2020 - la vittoria pronosticata alla vigilia arriva ma assume - stando alle proiezioni, visto che lo spoglio è ancora in corso - proporzioni ancora maggiori rispetto alle attese grazie anche alla compattezza dello schieramento e alla frammentazione, invece, del centrosinistra. Occhiuto viene dato oltre il 50%, tra il 52 ed il 55. Stessa percentuale, quest'ultima, ottenuta dalla Santelli. Una vittoria che fa da traino o forse è spinta, dal risultato di Forza Italia, che nella sua roccaforte migliora venendo accreditata del 18% contro il 12%.
TRIESTE - A Trieste, se i numeri saranno confermati, sarà ballottaggio tra il candidato del centrodestra Roberto Dipiazza e il candidato del centrosinistra Francesco Russo. Con un vantaggio di oltre dieci punti, "sarò difficile da raggiungere", ha commentato il sindaco uscente, parlando di "un bellissimo risultato". Un dato vero, ma se dall'altro lato si formasse una coalizione di più realtà, la partita potrebbe essere ancora aperta. 'Adesso Trieste' si riunirà per decidere e occorrerà vedere le scelte del M5S e così dei vari cespugli. Russo, comunque, è sembrato soddisfatto.
SUPPLETIVE A SIENA - Un applauso a Enrico Letta è arrivato dallo staff e dai vertici regionali e locali del Pd nel corso di una riunione al comitato elettorale, quando è arrivato il dato delle suppletive nella città di Siena, comunicato dai vari seggi e che vedono Letta vincente. "Abbiamo vinto perché abbiamo privilegiato l'unità, prima quella interna del Pd, e in secondo luogo l'unità del centrosinistra che abbiamo portato in tutti i comuni dove si è votato e pii l'unità del paese - ha detto Letta -. Questa grande vittoria del centrosinistra e del Pd rafforza l'Italia perché rafforza il governo Draghi".
L'AFFLUENZA - Quando mancano soltanto due comuni ancora non conteggiati, il dato dei votanti rilevato dal Viminale alle 15 alla chiusura dei seggi per le elezioni comunali è pari al 54,64%. Nel 2016 - quando le urne sono state aperte un solo giorno - era stato del 61,52%. Questa tornata amministrativa ha coinvolto 1.153 municipi, tra quelli monitorati dal Ministero dell'Interno, e la percentuale dei votanti non tiene conto delle comunali in Friuli Venezia Giulia.
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INSERITO DA MIKI PAPPACODA "Credo sia davvero giunto il momento di tornare a Roma. Mi sento meglio, anche se naturalmente saranno i medici a darmi il via libera definitivo. Però le cose da fare sono tante e questi mesi di attività limitata mi sono pesati molto. La mia assenza non ha certamente fatto bene a Forza Italia, ma i nostri dirigenti hanno svolto un lavoro eccezionale che sta producendo risultati importanti anche sul piano elettorale". Sono le parole di Silvio Berlusconi, in una intervista al Mattino. Sulle elezioni amministrative di domenica e lunedì: "Sono abituato a dare il peso che meritano - cioè nessuno - alle fibrillazioni da campagna elettorale. Non bisogna mai commettere l'errore di considerare le amministrative come se fossero un grande sondaggio sugli equilibri politici nazionali". A chi lo dà in corsa per il Quirinale risponde: "Che non parlo di Quirinale - e non me ne occupo - fino al giorno in cui il Presidente Mattarella non avrà esaurito il suo mandato". Il giudizio sull'azione di Draghi? "Abbiamo detto con chiarezza assoluta che fino a quando saremo al governo non ci sarà alcuna nuova tassa sulla casa. Del resto, con il presidente Draghi la collaborazione è ottima e i risultati sono positivi; come ha detto lo stesso Draghi la ripresa in atto esclude ogni necessità di ricorrere a nuova tassazione. Proprio questo dimostra la necessità assoluta di continuare su questa strada senza interruzioni fino al 2023". Infine sul futuro dell'Italia dopo l'era Covid: "Sogno un Paese che si sia buttato alle spalle non solo i lockdown e le mascherine, ma anche e soprattutto le tre croniche emergenze, l'oppressione fiscale, l'oppressione burocratica e l'oppressione giudiziaria. E che finalmente, dopo 160 anni dall'unità Nazionale, abbia risolto la questione meridionale". (Italpress)
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INSERITO DA ANGELA CECERE Siamo favorevoli a una riforma del catasto che lo aggiorni e lo renda più funzionale, digitalizzando. Draghi su questo è stato chiaro e io credo che bisogna fidarsi di lui. Ha spiegato che la riforma del catasto non comporta un aumento delle tasse per nessuno. E' una riforma attesa da decenni". Lo ha detto il segretario del Pd Enrico Letta a Radio Anch'io su rai radio1. "Per quanto riguarda il fisco la stella polare debba essere premiare chi ha sempre pagato le tasse. Il tempo dei condoni deve finire. La riduzione fiscale deve partire da quei ceti, da quei redditi che le tasse le hanno sempre pagata".
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DI MICHELE PAPPACODA Ieri, 29 settembre, Silvio Berlusconi ha compiuto 85 anni. Nato a Milano nel 1936, imprenditore edile, editore con il lancio di Finivest e Mediaset, fondatore di Forza Italia ed ex presidente del Consiglio. Per un lungo periodo proprietario, e presidente del Milan, con cui ha vinto 8 scudetti e 5 Champions League.
Protagonista non solo nelle aule del parlamento, ma anche in quelle giudiziarie, il Cav è stato al coinvolto negli anni in diverse inchieste, con una sola condanna in via definitiva, a 4 anni per frode fiscale nel processo Mediaset , scontati poi ai servizi sociali. Altri processi si sono conclusi tra assoluzioni, prescrizioni, depenalizzazioni e archiviazioni.
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INSERITO DA ANGELA CECERE Matteo Salvini liquida come "un'invenzione" le spaccatura con Giancarlo Giorgetti. "Da trent'anni siamo qua, mentre i giornali si occupano di ipotetiche spaccature noi insieme stiamo cercando ad esempio di non tornare alla legge Fornero, non far ripiombare milioni di lavoratori in quella gabbia che porterebbe la soglia da 62 a 67 anni", ha detto il leader della Lega Matteo Salvini, a Radio anch'io su Radio 1. A chi gli domanda se con il ministro dello Sviluppo economico la vedano allo stesso modo sul futuro dell'Italia, Salvini ha replicato: "Assolutamente sì". Matteo Salvini ha rimarcato ieri la linea della Lega e replicato a tono al suo vice tra scintille e distinguo. Così ha smontato l'endorsement a Carlo Calenda - il candidato sindaco che potrebbe vincere a Roma se intercettasse i voti della destra in uscita, secondo i pronostici del ministro leghista dello Sviluppo economico - e ricorda che è Enrico Michetti il nome scelto dalla coalizione per il Campidoglio. Lui "ha la competenza per ripartire dalle periferie, e non dai salotti di Calenda", dice caustico Salvini in tv. Tensione alta pure con i governatori del nord, che sposano la linea prudente del governo sulle nuove aperture e capienze per sport e spettacolo. Più impaziente il segretario, che invoca: "Apriamo tutto" perché "se il green pass ti rende sicuro e puoi andare allo stadio e al teatro, puoi farlo a piena capienza", è il suo ragionamento. Sotto pressione e accerchiato da più fronti, il 'capitano' prova a tenere insieme un partito sempre più in subbuglio, che oscilla tra incredulità e irritazione. A fare da detonatore è stata ieri l'intervista alla Stampa di Giorgetti, ribattezzato da qualche leghista "Giancarlo Fini" per le sue uscite inaspettate. Del resto non ha mai smentito in modo netto quelle parole. Il 'capitano' invece le liquida così: "Non ho molto tempo per leggere le interviste". E chiude anche all'ipotesi di Mario Draghi al Quirinale che Giorgetti ha 'candidato' di fatto, e che porterebbe dritti a elezioni anticipate. "Che prima o poi si vada al voto, e io mi sto preparando per essere all'altezza del governo del Paese, lo dice la democrazia", è la sua premessa. Poi, l'affondo: "A differenza di altri, io non tiro per la giacchetta né Draghi né Mattarella. E' una mancanza di rispetto nei loro confronti". La conclusione è che "a febbraio ne riparleremo", insiste Salvini. Intanto Giorgia Meloni con Salvini condivide il sostegno a Michetti in chiave anti Giorgetti: "Se sapesse qualcosa di Roma, saprebbe che Calenda non arriverà mai al ballottaggio, per cui non capisco il senso", punzecchia dal salotto di Vespa. Tornando al partito di via Bellerio si consumano ormai prove tecniche di scontro, in attesa della resa dei conti. Potrebbe arrivare con il test delle amministrative di domenica e lunedì, anche se il match maturerà fra due settimane con i ballottaggi. In più c'è da gestire la 'grana' di Luca Morisi, l'ex guru della campagna social della Lega indagato per detenzione e cessione di droga. Salvini difende ancora l'amico che "ha sbagliato" e distingue tra chi si droga e chi spaccia. "Per me chi vende droga, vende morte". Ma rimarca: "Tenere in ballo un discorso politico che non c'entra nulla con la vita di una persona, è un attacco gratuito alla Lega a 5 giorni dal voto". E Ilaria Cucchi in un intervento pubblicato dalla Stampa ha detto che "a suo tempo avevo chiesto le scuse a Matteo Salvini per i suoi attacchi a me, alla mia famiglia ed a Stefano. Ovviamente quelle scuse non sono mai arrivate. La sua risposta alla sentenza pronunciata dalla Corte di Assise di Roma con la quale venivano condannati i responsabili del pestaggio mortale di mio fratello è stata che la droga fa male. In passato, in campagna elettorale, aveva persino detto che 'Ilaria Cucchi fa schifo'. Le sue continue prese di posizione ai miei danni hanno scatenato la Bestia che ha sbranato la mia famiglia intera facendo leva sui sentimenti più bassi e biechi che può provare il genere umano". "Sto parlando del sangue della mia famiglia versato dal momento in cui, il 22 ottobre di 12 anni fa, è stata costretta a 'riconoscere' il cadavere di Stefano all'obitorio di piazzale del Verano a Roma", prosegue. "La politica non è il mio posto. Questo perché sono incapace di astrarre l'immane tragedia che ha distrutto le nostre vite per avventurarmi in analisi politiche che non mi competono. Sono incapace di perdere di vista il fatto che 'la Bestia' si è cibata di persone normali che, come me, sono state travolte da tragiche vicende giudiziarie infliggendo loro, spietata, dolore che si è aggiunto ad altro dolore", scrive Cucchi. "Nonostante tutto questo io mi sento di condividere il dolore di Luca Morisi, come essere umano che è stato costretto a rivelare tutte le sue fragilità. Non nutro sentimenti di odio o vendetta nei suoi confronti. Sarei tuttavia ipocrita se non ammettessi la rabbia che provo nei confronti di colui che della 'Bestia' ha saputo fare la sua forza violenta, cinica e distruttiva, nel sacro nome del consenso cieco e ostaggio delle facili suggestioni liberatorie dalla paura, Matteo Salvini. Questa, lo riconosco, è la mia debolezza", conclude.
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INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il ministro Orlando: 'La sicurezza è priorità'. Landini: 'Dal governo prime importanti risposte' . Bombardieri (Uil): 'Sospensione per chi viola sicurezza'. Sbarra (Cisl): 'Banca dati per agevolare i controlli'. Il governo assumerà 2300 ispettori. Riparte il confronto dei sindacati con il governo.E' durato oltre un'ora il confronto tra Cgil, Cisl e Uil con il premier Mario Draghi convocato sul tema della salute e sicurezza sul lavoro, gli occhi dei sindacati sono puntati anche sugli altri temi aperti, tra cui gli investimenti del Pnrr e la fine del blocco dei licenziamenti, e sulle riforme in arrivo: riforma degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive, del fisco e delle pensioni. "Un incontro particolarmente utile, proficuo e concreto" nel corso del quale "si sono individuati alcuni interventi di breve e medio periodo" sulla sicurezza sul lavoro. Così il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, al termine dell'incontro a Palazzo Chigi con i sindacati, sottolineando che è "importante l'oggetto" della discussione "ma anche il metodo sul quale proseguiremo. C'è accordo a lavorare in questa direzione. Non casualmente - aggiunge - il confronto del governo con le parti sociali parte dal tema che va affrontato prima di ogni altro perché riguarda la vita e la sicurezza dei lavoratori". "È stato un incontro molto utile per fissare un metodo di lavoro". Lo ha detto il presidente del Consiglio Mario Draghi, a quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi, al tavolo con i sindacati. "C'è intesa su questi temi", in materia di tutela della sicurezza e della salute sul posto di lavoro. All'incontro erano presenti i ministri Orlando e Brunetta e il sottosegretario Garofoli. Nel corso dell'incontro con i leader sindacali, sono stati individuati alcuni interventi di immediata realizzabilità in materia di tutela della sicurezza e della salute sul posto di lavoro. In particolare: - sulla revisione e il potenziamento del sistema della formazione dei dipendenti e degli imprenditori; - la revisione e il potenziamento delle norme sanzionatorie da applicare a seguito delle ispezioni; - la razionalizzazione dell'assetto delle competenze in materia di ispezione; - la costituzione di una banca dati unica delle sanzioni applicate. LANDINI -Sono arrivate le "prime risposte importanti" dal governo, con "l'impegno nei prossimi giorni ad ulteriori convocazioni per entrare nel merito delle altre questioni". Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, al termine dell'incontro a Palazzo Chigi sulla sicurezza sul lavoro. Anche sugli investimenti del Pnrr "c'è l'impegno a convocare un altro incontro che porti alla definizione di un Protocollo con le parti", aggiunge Landini. "Salario minimo? Non se ne è parlato". Lo ha chiarito il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, dopo l'incontro a Palazzo Chigi fra Governo e sindacati. A chi gli domandava se il salario minimo per la Cgil è una priorità, Landini ha risposto: "Abbiamo da tempo indicato il superamento dei contratti 'pirata' e stiamo ponendo il tema di dare una validità generale ai contratti nazionali firmati dai sindacati maggiormente rappresentativi. Vuol dire - ha aggiunto - non solo garantire i minimi dei contratti nazionali ma anche i diritti del avoro di tutti. Ma di questo il Governo non ha fatto alcun cenno, ci ha ribadito che se era per loro si discuteva di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, punto. Si è discusso di altri argomenti perché lo abbiamo chiesto e abbiamo posto questo tema". BOMBARDIERI - "Abbiamo parlato di sicurezza sul lavoro, condiviso necessità di combattere questa strage. Intanto si è deciso di costruire una banca dati centrali per gli infortuni. E sulle sanzioni il governo si è impegnato, su nostra richiesta, a deliberare con decreto la sospensione dei posti di lavoro dove ci sono violazioni delle norme di sicurezza per dare la possibilità all'azienda di mettersi a norma". Così il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, al termine dell'incontro a Palazzo Chigi. SBARRA - "C'è questa disponibilità a lavorare da subito sull'incrocio delle banche dati per mettere insieme sinergie, competenze, esperienze finalizzate alla gestione di questo fenomeno. Nasce una banca dati nazionale che agevolerà il compito del governo e dell'ispettorato del lavoro, delle Regioni, di Inail, delle Asl". Lo ha detto il segretario generale della Cisl Luigi Sbarra dopo l'incontro fra sindacati e governo a Palazzo Chigi. "Il giudizio è positivo, è stato un importante dell'incontro, il governo condivide la necessità da noi sollecitata di lavorare per costruire una strategia nazionale di contrasto agli incidenti sui luoghi di lavoro, alle malattie professionali e agli infortuni, questa lunga scia di sangue che porta ogni anno via quasi 1.600 persone - ha aggiunto Sbarra -. Non è accettabile. Ecco perché serve un forte intervento finalizzato a contrastare questo odioso fenomeno delle morti nei luoghi di lavoro. Ci sono primi interventi che si metteranno in campo da subito, una forte disponibilità del governo ad accelerare le procedure di reclutamento di 2.300 ispettori, tecnici, ingegneri per rafforzare l'esercito da impegnare sul territorio e nei luoghi di lavoro con l'obiettivo di rafforzare ispezioni, verifiche, controlli. È un segnale importante, abbiamo detto che non è sufficiente perché secondo noi anche a seguito di pensionamenti il contingente preposto alle verifiche e ai controlli sul territorio nazionale va ulteriormente rafforzato. Poi c'è un impegno forte per concentrare risorse e investimenti sulla formazione e la prevenzione, per sostenere un'autentica cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro". "C'è la volontà del governo - ha concluso - di dare seguito a sanzioni ancora più pesanti come la sospensione dell'attività lavorativa dove si registrano evidenti violazioni alle norme nazionali e locali su salute e sicurezza". ANSA
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INSERITO DA ANGELA CECERE La maratona dell'ex premier in Campania Santa Maria Capua Vetere. Bagno di folla per Giuseppe Conte a Santa Maria Capua Vetere. L'ex premier insieme ai parlamentari Agostino Santillo e Nicola Grimaldi, è sceso in campo a sostegno del candidato sindaco di Raffaele Aveta. "Salario minimo, reddito di cittadinanza, decontribuzione al Sud. Non sono solo parole. Sono progetti al centro dell’azione politica del Movimento 5 Stelle. Significa adoperarsi affinché che non esistano più oltre 4 milioni e mezzo di lavoratori che prendono meno di 9 euro lordi l’ora. Si traduce nel fatto che durante la pandemia quasi 4 milioni di persone sono riuscite a far fronte alla povertà assoluta. Tra cui minori e disabili. Vuol dire che quest’anno nel Mezzogiorno sono stati già stipulati quasi 600 mila nuovi contratti. Ne abbiamo parlato insieme a tanti cittadini campani. L’entusiasmo e la partecipazione di questi giorni - conclude l'ex premier - ci dice che stiamo andando nella giusta direzione."
OTTO PAGINE
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INSERITO DA ANGELA CECERE Il green pass esteso per i lavoratori è legge. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato il decreto legge. Il decreto «misure urgenti per assicurare lo svolgimento in sicurezza del lavoro pubblico e privato mediante l'estensione nell'ambito applicativo della certificazione verde COVID-19 e il rafforzamento del sistema di screening», può ora andare in Gazzetta ufficiale.
LEGGO
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INSERITO DA ANGELA CECERE Salerno. "Piazza della Libertà, un sogno che si realizza. In un clima di grande emozione e partecipazione collettiva, è stata inaugurata una delle piazze sul mare più grandi, moderne, suggestive ed emozionanti al mondo. La sua apertura è un monito, ancor più in questa fase di ripartenza dopo la pandemia, a non mollare mai, ad andare avanti con coraggio, passione e determinazione per rendere sempre più bello e competitivo il nostro Paese". Ha affidato ai social il commento sull'inaugurazione dello slargo antistante il Crescent, Piero De Luca. Il deputato e vicecapogruppo della Camera - citato con emozione dal governatore nel suo discorso da Piazza della Libertà - si dice orgoglioso di quanto accaduto nel pomeriggio di lunedì a Salerno. "Lanciamo con forza da Salerno, dalla Campania, dal Sud, questo messaggio di speranza e fiducia nel futuro. Fieri di Salerno. Fieri della Campania. Fieri del Mezzogiorno. Fieri dell'Italia", le parole di Piero De Luca.
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