Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il presidente della Repubblica a Siena sul dramma dei migranti tra Bielorussia e Polonia: 'C'è un divario con i principi proclamati'"E' sconcertante quanto avviene ai confini dell'Ue, c'è un divario con i principi proclamati". Lo afferma il capo dello Stato Sergio Mattarella parlando del dramma dei migranti all'inaugurazione dell'anno accademico a Siena. Sorprendente il divario tra i grandi principi proclamati e non tenere conto della fame e del freddo a cui esposti esser umani a confini Unione", ha aggiunto il presidente della Repubblica. Il capo dello Stato rilancia l'appello all'accoglienza e cita l'esempio dell'Ateneo di Siena nell'accoglienza agli afgani. Scelta importante e "significativa" quella dell'Ateneo di Siena di accogliere alcuni studenti afghani, "di fronte a un fenomeno che si è visto in diverse parti nell'ambito europeo, di strano disallineamento, di incoerenza, di contradditorietà tra i principi dell'Ue, tra le solenni affermazioni di solidarietà" verso gli afghani "e il rifiuto di accoglierli. Singolare atteggiamento pensando all'atteggiamento e ai propositi dei fondatori dell'Ue che individuarono e indicarono orizzonti vasti, importanti, pur consapevoli della difficoltà per raggiungerli ma da affrontare con coraggio".ANSA
INSERITO DA ANGELA CECERE Mario Draghi parla all'assemblea dell'Anci a Parma. «Sindaci, sarete al centro della stagione che abbiamo davanti: una straordinaria occasione di riforme e investimenti, grazie al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Il successo del Piano è nelle vostre mani, come nelle nostre. C'è bisogno di cooperazione tra tutti i livelli dell'amministrazione, nella fase di pianificazione degli investimenti e in quella di attuazione. Questo sforzo deve coinvolgere tutti: Comuni, Regioni, Ministeri. Da sempre in prima linea nella gestione delle emergenze, lo siete stati anche durante la pandemia. Avete applicato le restrizioni con rigore e incoraggiato i cittadini a resistere e perseverare nei momenti più difficili. Avete aiutato tanti che avevano perso il lavoro o sospeso le proprie attività. E che si sono trovati ad affrontare la povertà, molti per la prima volta. Avete tenuto unite le vostre comunità con determinazione e con coraggio, anche quando la crisi sanitaria ha reso più difficile e oneroso erogare i servizi ai cittadini. Avete agito con l'operosità, il pragmatismo e il senso civico che vi distinguono, quanto la fascia tricolore» «Non è la prima volta che i Comuni italiani si trovano al centro di cambiamenti epocali nel Paese. Nel dopoguerra sono stati i Sindaci a gestire le migrazioni interne che hanno accompagnato il miracolo economico. A presidiare la trasformazione dei borghi in città, delle città in metropoli. A interpretare nella realtà quotidiana i cambiamenti nella cultura e nei consumi che hanno rivoluzionato la politica e l'economia», dice ancora Draghi nel suo intervento. «Voglio citare un esempio per tutti. Virgilio Ferrari, medico, antifascista, Sindaco di Milano dal 1951 al 1961. Ferrari ha guidato - afferma il premier - la ricostruzione della città distrutta dai bombardamenti e il suo rilancio economico. Ha creato la società Metropolitana Milanese, ha ricostruito l'aeroporto di Linate. Ha realizzato quartieri come Quarto Oggiaro, ha restaurato spazi pubblici come la Besana. Ha ampliato lo stadio di San Siro, ha lanciato la sottoscrizione per l'acquisto della Pietà Rondanini. Per Ferrari - come per tanti sindaci del dopoguerra - la ricostruzione della città non riguardava solo i grandi progetti infrastrutturali. Aveva al centro la piena realizzazione del cittadino». «A pochi mesi dall'approvazione del Piano da parte della Commissione Europea, siamo pienamente nella sua fase di attuazione. Nelle prossime settimane il Governo ha in programma una serie di incontri in molte città italiane per confrontarci sulla sua realizzazione. Abbiamo già approvato 159 progetti di rigenerazione urbana su cui investiamo 2,8 miliardi», dice ancora il premier.
INSERITO DA ANGELA CECERE Il progetto di Giuseppe Conte per il M5s "è solido, sta muovendo i primi passi che mi sembrano molto positivi. Chiaramente c'è da rimboccarsi le maniche, e lo faremo tutti insieme". Lo dice, in un'intervista al Corriere della Sera, il presidente della Camera Roberto Fico. Il nostro Paese "sta facendo fronte a molteplici sfide, è uno dei periodi più complessi dal Dopoguerra a oggi - spiega -. Abbiamo il dovere di avanzare sul cronoprogramma del Piano nazionale di ripresa e resilienza per avere accesso alle risorse europee. Per farlo dobbiamo avere un Parlamento forte e che lavora continuativamente". Per Fico moltiplicare "i momenti di confronto multilaterale può essere la strada per trovare punti di contatto e accorciare le distanze". Tornando al M5s, Fico si sofferma sulla collocazione del Movimento in Europa: "La nostra stella polare devono essere i valori: diritti sociali e lotta alle diseguaglianze, tutela dei beni comuni e transizione ecologica, un salto di qualità e di coraggio sui diritti civili". Il Movimento "ha messo sul tavolo la difesa di alcune misure chiave per l'agenda del governo" come il reddito di cittadinanza e l'ecobonus. "Credo che il M5S - aggiunge -, com'è nella sua storia, possa imporre nuove riflessioni e così nuovi temi, come ha fatto in questi anni su ambiente e sostenibilità. Guardiamo il Paese in questo momento e nelle sue prospettive. Il Pil cresce ma l'Italia è ferma al palo sul tema dell'adeguamento dei salari: è divenuta urgente una discussione seria sul salario minimo. Lo stesso potrei dire sul terreno dei diritti civili, che devono vedere il Movimento, come è stato in passato, forza propulsiva, a partire dalla legge sull'eutanasia. Rilanciamo su questi fronti con coraggio».
INSERITO DA ANGELA CECERE "Come ho detto più volte, questo governo non è evidentemente un governo di Centrodestra. Draghi sta facendo bene e sta ottenendo risultati eccellenti, grazie alla disponibilità di tutte le forze politiche della maggioranza, noi compresi, ad accettare dei compromessi, per privilegiare l'unità della nazione di fronte alla più grave crisi del dopoguerra". Lo dice, in un'intervista al Giornale, il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi. Si dice convinto che "interrompere il buon lavoro del governo mentre la ripresa è appena avviata e l'emergenza sanitaria - pur controllata grazie al vaccino - è ancora attuale sarebbe irresponsabile. Di tutto ha bisogno l'Italia meno che di mesi di conflitto politico paralizzante". "E' evidente -precisa l'ex premier - che un governo di centrodestra metterebbe maggiormente l'accento sulle liberalizzazioni e sui tagli alle tasse per tornare a creare lavoro e ricchezza. Lo faremo quando gli italiani torneranno ad affidarci la guida del Paese".
INSERITO DA ANGELA CECERE "Dal primo dicembre partiamo dai congressi in più di mille sezioni. Noi esistiamo come partito, quindi è un percorso che non fai in un quarto d'ora". Così ha risposto il leader della Lega Matteo Salvini a proposito del congresso nazionale del partito, a margine della riunione del gruppo regionale della Lega a Palazzo Pirelli. Ai giornalisti che gli chiedevano se c'è una data, Salvini ha risposto che "sarà un percorso che cerchiamo di fare in fretta, sperando che la situazioni sanitaria rimanga sotto controllo". Silvio Berlusconi intanto ha incontrato i coordinatori regionali di Fi sottolineando che "non c'è nessuna egemonia" da parte degli alleati e Forza Italia non cerca altre alleanze perché "l'unità nazionale è temporanea e nel 2023 si tornerà alla sfida tra centrodestra e sinistra
INSERITO DA ANGELA CECERE Mario Draghi "E' l'unico che può garantire la qualità delle riforme abilitanti per il Pnrr. Altre soluzioni sarebbero comunque di galleggiamento e quindi svantaggiose non per una parte, ma per l'intero Paese: non ci serve un governo-ponte, ma un esecutivo come questo che si assuma le responsabilità". Lo afferma in una intervista a "La Stampa" Mara Carfagna, ministro per il Sud e la Coesione territoriale, che non ha dubbi: non si può rinunciare al premier in carica e al governo che ha reso l'Italia "un modello da copiare a livello mondiale" nella lotta al virus. A Matteo Salvini, che ha parlato di un futuro in mano ai sovranisti e di un Partito popolare europeo mai così debole fa notare che "senza il coraggio del Ppe nel rimettere in discussione l'austerity, congelare le regole di bilancio, imporre la solidarietà europea nella lotta alla crisi sanitaria ed economica, oggi l'Italia sarebbe in ginocchio, letteralmente. L'aumento del 6% del Pil, che abbiamo appena festeggiato, è figlio di un'Europa a guida popolare. Il futuro è di chi sarà più credibile nel dire: consolideremo questo rimbalzo e lo trasformeremo in crescita costante". Poi, guardando dentro Forza Italia, assicura che le divergenze con Berlusconi sono superate e che "La linea europeista, liberale e garantista espressa da Berlusconi è la nostra da sempre e l'abbiamo manifestata con forza anche quando altri sembravano incantati dalle sirene sovraniste. Per fortuna, ora che è tornato in campo, il presidente ha rimesso le cose a posto: adesso è chiaro a tutti che il modo migliore per rafforzare un centrodestra europeista è consolidare FI e la sua proposta, riportarla a percentuali a due cifre e farla pesare di più nella coalizione. Io sono al fianco di Berlusconi e il mio futuro è dentro Forza Italia".
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA "Abbiamo portato al presidente del Consiglio alcune nostre rivendicazioni e proposte, oggi sulla manovra, partendo dalle tasse su cui Fratelli d'Italia rivendica che 8 miliardi vadano interamente sul lavoro e sul taglio del cuneo contributivo da dividersi tra aziende e lavoratori possibilmente con priorità a giovani e donne". Così la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni dopo l'incontro con il premier Draghi a Palazzo Chigi, durato un'ora e mezza. ANSA
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA "Il Consiglio federale ha votato all'unanimità la condivisione della linea politica affidando mandato pieno al segretario Matteo Salvini sulla via della Lega nazionale". Lo riferisce una nota del partito, al termine del consiglio durato quasi 5 ore alla Camera."Un confronto bello utile e su alcuni temi puntiamo ai risultati: taglio delle tasse, referendum sulla giustizia e pensare agli ultimi e ai dimenticati dalla sinistra. Quindi voto all'unanimità sulla linea politica in Italia e in Europa, pieno mandato per stare da protagonisti al governo. I temi non sono destra o sinistra ma lavorare sul taglio delle togliere un po' di burocrazia. Sono intervenuti tutti da Zaia a Fedriga, da Giorgetti ai sindaci, al commissari regionali". Così il leader della Lega, Matteo Salvini al termine del consiglio federale del partito. "Voto unanime e mandato pieno al segretario che adesso ha fame e va a mangiarsi un piatto di pasta a casa, senza Di Maio e senza la pizza", ha concluso. "Un bel consiglio federale. Una bella discussione, il confronto è sempre positivo. Salvini ha ascoltato tutti, anch'io ho espresso le mie idee. La Lega è una, è la casa di tutti noi e Salvini ne è il segretario. Saprà fare sintesi, porterà avanti la linea". Così il vicesegretario della Lega, Giancarlo Giorgetti, al termine del consiglio federale. La resa dei conti nella Lega è partita con una sorta di tregua armata in attesa dell'assemblea di dicembre. Il primo round lo vince duque Matteo Salvini mettendo in riga i 'ribelli'. In primis il suo vice, Giancarlo Giorgetti. "Io ascolto tutti e decido, come sono solito fare sempre", annuncia il segretario arrivando alla Camera per il consiglio federale del partito, convocato 24 ore prima. In una sala Salvadori blindatissima e assolutamente off limits a quasi chiunque, il "capitano" parla per 50 minuti. E rimarca l'esigenza di essere compatti e stare sui fatti. "Mi interessa parlare di flat tax o bonus ai genitori separati. Mi appassionano i temi concreti. Non altro", insiste. Convinto che "la visione della Lega è vincente". Poi, come fa sapere il partito, tutti - compreso Giorgetti - esprimono "totale fiducia nell'attività, nella visione e nella strategia del leader". Oltre ai due duellanti, alla riunione ci sono il terzo vicesegretario Lorenzo Fontana, i capigruppo di Camera e Senato e i commissari regionali. Collegati in video i governatori, da Zaia a Fedriga. Per il leader comunque l'obiettivo sembra centrato: ribadire a tutti che la linea del partito di via Bellerio la dà lui, non altri. Dalle tasse al lavoro, che si vuole difendere nella manovra, fino al neogruppo sovranista da costruirsi in Europa. Parola d'ordine è ora zittire ogni rumor di divisioni e crepe interne. Anzi, dopo le ultime uscite molto dure di Giorgetti, al limite del grottesco con il paragone con Bud Spencer, è necessario stoppare subito la corrente 'governista' che continua a prendere le distanze, bacchettando la linea di 'lotta' che Salvini alterna a quella di governo. Il risultato è dunque la tregua armata che dovrebbe durare un mese o poco più, fino a quando nell'assemblea programmatica prevista l'11 e 12 dicembre ( con parlamentari, governatori, sindaci, esponenti di governo ed eurodeputati), non si tireranno le fila sulla linea strategica del partito. Salvini la definisce un'occasione per "sancire, aggiornare e decidere i binari su cui viaggiamo". Scontro congelato ma tensione alta, nonostante le apparenze. MARCELLO CAMPO ANSA
INSERITO DA ANGELA CECERE Quota 102, cioè la possibilità di andare in pensione con 64 anni di età e 38 di contributi, nel solo 2022. Mario Draghi mette sul tavolo una ultima mediazione sul tema delle pensioni. E' una soluzione che piace alla maggioranza, Lega inclusa, ma appare soprattutto un segnale distensivo ai sindacati, dopo la rottura al tavolo di martedì sera sulla legge di bilancio. Perché il non detto della norma, che sarà inserita in manovra, è aprire alla possibilità che nel prossimo anno si discuta di nuovo di flessibilità in uscita. Non è un annuncio di riforma della Fornero (questo chiedono i sindacati), ma dà modo a Cgil, Cisl e Uil di tenere aperto un canale di confronto e disponibilità al dialogo. E a poche ore dall'arrivo della legge di bilancio in Consiglio dei ministri, sembra poter calmare le acque. Anche se restano fronti aperti, dalla riforma del Reddito di cittadinanza, che non sembra convincere del tutto i Cinque stelle, alla cancellazione del cashback di Conte, fino agli 8 miliardi di taglio delle tasse, su cui si deciderà solo in un secondo momento. Draghi, alla vigilia del G20, e a ridosso della fine del mese di ottobre, porta in Cdm tre provvedimenti centrali nella sua agenda: approva il decreto Recovery per semplificare e accelerare il Pnrr e sbloccare altri 8 target previsti entro il 2021; varare la legge di bilancio; approvare la legge sulla concorrenza, che interviene sui servizi pubblici locali ma potrebbe - il punto fino all'ultimo è in discussione - anche rivedere le concessioni balneari e per gli ambulanti. E' un modo, per il premier, di puntellare la sua azione da qui a fine anno, mentre la maggioranza si fa sempre più fibrillante e tesa, in vista della partita del Quirinale. Il presidente del Consiglio decide di affrontare questo passaggio senza strappi e non solo fino all'ultimo - tenendo fermi i saldi e la struttura della manovra - tratta con i partiti, ma coltiva anche il dialogo con i sindacati, che minacciano mobilitazioni. Draghi ha modo di incontrare i leader sindacali, dopo il teso tavolo sulla manovra, al G20 sindacale. E mette a fuoco la sua visione: "Voi sindacati avete un ruolo molto importante", afferma. "La tutela dei piu' deboli, ovunque essi siano, ci unisce. Insieme, dobbiamo fare in modo che innovazione e produttivita' vadano di pari passo con equità e coesione sociale. E farlo pensando non solo ai lavoratori di oggi, ma anche a quelli di domani". Un passaggio, quest'ultimo, che non sfugge agli interlocutori. Draghi resta convinto che sia il momento di pensare ai giovani e alle trasformazioni del mondo del lavoro, mentre sul fronte pensioni pensa che si debba tornare gradualmente a un sistema interamente contributivo, come quello indicato dalla legge Fornero. Al tavolo della cabina di regia, dopo una lunga giornata di contatti con i partiti della maggioranza, Franco porta però la proposta di Quota 102 per un solo anno (la proposta iniziale prevedeva un meccanismo di Quote per due o tre anni), con in più un fondo per aiutare i lavoratori più svantaggiati. La durata breve sembra aprire alla possibilità di una riforma più mirata per la flessibilità in uscita, con attenzione ai diversi lavoratori e meno rigidità delle quote. O, nella lettura della Lega, di consegnare al governo che verrà dopo quello di Draghi, nel 2023, di rimettere mano all'intera legge Fornero. Sulle pensioni interviene anche il leader M5s Beppe Grillo, che sembra posizionare più a sinistra il M5s proponendo il modello Tridico di anticipo a 63 anni dell'uscita con la sola quota contributiva, chiede come il Pd di sostenere i giovani e invoca la gratuità del riscatto della laurea (misura troppo costosa). Più doloroso per il M5s il Reddito di cittadinanza, perché c'è un inasprimento dei controlli preventivi e un meccanismo di decalage - riduzione progressiva dell'assegno - dopo i primi due lavori rifiutati. La soluzione piace a Iv e Fi, che spingono per cambiare il reddito, mentre resta "sospeso" fino al Cdm il giudizio politico del M5s, che si vede stoppare anche la misura del cashback. Solo poche ore prima della cabina di regia Giuseppe Conte difendeva la sua misura come "efficace" contro l'evasione. Soddisfa invece i pentastellati - e gran parte degli alleati - la scelta di estendere il Superbonus anche alle villette nel 2022 ma con stringenti vincoli di reddito. Passa anche la proroga del bonus facciate invocata da Dario Franceschini, sia pure con riduzione della percentuale dal 90% al 60%. Viene invece rinviato il nodo delle tasse: si deciderà nell'iter parlamentare a cosa destinare gli 8 miliardi a disposizione. Il Pd nella cabina di regia chiede al governo di ascoltare le istanze delle parti sociali sulle pensioni ma anche sul taglio delle tasse. I sindacati chiedono di destinarli tutti al taglio del cuneo lato lavoratori, posizione che vede concordi Pd e Leu. Il M5s chiede di agire sui redditi medi. Mentre Fi, Lega e Iv vogliono che si agisca anche lato imprese, a partire da un taglio dell'Irap. Se ne parlerà nel prossimo mese.
INSERITO DA ANGELA CECERE "Ad ogni legge di bilancio c'è sempre una trattativa serrata con le parti sociali. Credo che quello di ieri sera, sulle pensioni, sia un passaggio del negoziato. Il presidente del Consiglio cerca sempre di andare incontro a tutti ma non può andare contro la sostenibilità del bilancio". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ospite di "Radio anch'io" su Radio1. "Adesso nessuno vuole tornare alla legge Fornero ma nemmeno tornare a quota 100, dobbiamo trovare un compromesso e sono sicuro si riesca a farlo" ha aggiunto.