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sez.politica

SEZ. POLITICA Conte premier, Di Maio svela il retroscena: «Era in camicia e abbronzato. Salvini si convinse subito»

26 Ottobre 2021, 11:08am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Conte premier, Di Maio svela il retroscena: «Era in camicia e abbronzato. Salvini si convinse subito»

INSERITO DA ANGELA CECERE In un'anticipazione del suo libro Un amore chiamato politica, da domani in libreria per Piemme, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha raccontato il retroscena di come è diventato premier Giuseppe Conte, il 14 maggio 2018, sostenuto da una coalizione giallo-verde (M5S più la Lega di Salvini). Prima dell'incarico a Conte infatti il prescendo doveva essere Sapelli, che però commise un autogol che bruciò la sua candidatura. «Io, Spadafora, Salvini e Giorgetti eravamo a colloquio con il professor Sapelli. Devo ammettere che mi sorprese, ebbe parole lusinghiere per le istituzioni dello Stato, ci raccontò la sua esperienza all'Eni, approfondì alcuni passaggi sui nostri interessi geostrategici. Condivideva anche alcuni punti del nostro programma economico, in particolare era d'accordo su una ripresa delle partecipazioni statali. Era una persona preparata e si capiva che sapeva farsi valere. L'ago della bilancia si stava fortemente spostando verso di lui, anche se dovevamo ancora parlare con Conte. Il problema si pose poco dopo», scrive. «I leghisti - aggiunge - sono infatti famosi per non sapersi tenere nulla, hanno la smania di lasciare filtrare qualsiasi indiscrezione, ne fanno in pratica una linea strategica. Così qualcuno spifferò di quell'incontro e Sapelli, finito il colloquio, la mattina dopo fu intercettato da Radio Cusano Campus, che lo intervistò. Alle domande rispose con un certo piglio, svelò alcuni retroscena in un momento in cui si chiedeva riservatezza. Confermò di essere stato chiamato per fare il presidente del Consiglio. Mai passo fu più falso. Si bruciò con le sue stesse mani. A quel punto quello di Giuseppe Conte sarebbe stato un gol a porta vuota». «Tuttavia, lui non sottovalutò la situazione - aggiunge Di Maio - Al suo arrivo in hotel indossava una camicia, il primo bottone sbottonato, la sua abbronzatura era forte, decisa, molto estiva e gli conferiva un'aria spensierata. Veniva dal Circeo, o da Gaeta, non lo ricordo con esattezza. Impeccabile nei modi, si pose nei confronti di ciascuno di noi con umiltà, mostrando un grande spirito collaborativo. Fece breccia anche in Salvini che, al termine del colloquio, si disse convinto». «"Matteo, sei sicuro? Non è che poi questo ci diventa il Macron italiano?". "Ma figurati!", ribatté Salvini. In effetti di tutto avremmo potuto immaginare in quel frangente, fuorché l'ascesa che avrebbe poi compiuto Conte», racconta poi Di Maio citando il timore sollevato da uno strettissimo collaboratore di Salvini.

LEGGO

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SEZ.POLITICA Berlusconi: “Voto anticipato sarebbe da irresponsabili” Il leader di Forza Italia: "La linea del partito la decido io"

24 Ottobre 2021, 09:12am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Elezioni Comunali Milano 2021, Silvio Berlusconi al voto

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Questo governo sta portando l’Italia fuori dall’emergenza sanitaria ed economica. È un lavoro difficile che sta procedendo con buoni risultati grazie al senso di responsabilità di tutte le forze politiche. Sarebbe davvero irresponsabile pensare di interromperlo prima del tempo per bloccare il Paese in una campagna elettorale. Per la stessa ragione, parlare ora di legge elettorale significa far circolare veleni, mentre l’Italia si aspetta che la politica si occupi di tutt’altro, di vaccini, di Pnrr, di tasse, di pensioni, del benessere e della sicurezza degli italiani”. Lo dice Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, in una intervista al Corriere della Sera. Berlusconi spiega che “non intende parlare di Quirinale né di occuparmene fino a quando un presidente come Sergio Mattarella sarà nel pieno delle sue funzioni”. In Forza Italia, aggiunge, “la linea la decido io”. Meloni e Salvini “hanno entrambi profili fortemente caratterizzati. Troveremo la soluzione migliore. Ma il centrodestra dovrà distinguersi per equilibrio e proposte, non per questioni interne”. “Io non ho sentito nessuno in Forza Italia — voglio ripeterlo, nessuno — contestare la nostra linea politica, che è quella di lavorare per il Paese, sostenendo con forza il governo Draghi, e facendo tutto il necessario, magari anche qualche sacrificio, perché il Paese sia unito in questi mesi difficili – sottolinea – Lo facciamo da forza di centrodestra che ha un profilo distinto da quello dei suoi alleati”. Tra le fila del partito, ci sono “incomprensioni personali, che vanno ricomposte, non di conflitti sulla linea politica che, lo ripeto, è condivisa da tutti e non ha alternative”. Sull’incontro del centrodestra con il presidente del Consiglio Mario Draghi “dobbiamo ancora ragionare, ma naturalmente il mio rapporto con il premier è costante nel tempo. Gli ho parlato anche da Bruxelles”. LA PRESSE

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SEZ.POLITICA LA PARTITA PER IL COLLE Berlusconi e quel sogno da Presidente della Repubblica (con Draghi sempre premier)

23 Ottobre 2021, 07:16am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Berlusconi e quel sogno da Presidente della Repubblica (con Draghi sempre premier)

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il nome del Cavaliere divide, ma non come anni fa. E qualcuno avrebbe preferito da Siena fosse arrivata una condanna. Chi lo conosce bene, lo sa ormai da tempo. E sa altrettanto bene che quel sogno coltivato da anni non è mai svanito. Il sogno di Silvio Berlusconi (in copertina con Mario Draghi) è quello di diventare Presidente della Repubblica. La ciliegina, insomma, per suggellare la sua carriera di imprenditore, di dirigente sportivo e di politico. Il Cavaliere non ne ha mai fatto mistero negli scorsi anni, facendoci un serio pensiero prima del "Napolitano bis" e prima del mandato di Sergio Mattarella. Ma i numeri e il consenso politico parlamentare (e pure qualche invidia) non giocarono a suo favore. Ora, praticamente alla scadenza dei sette anni dell'attuale "inquilino" del Colle, il sogno di Silvio torna d'attualità. Quello del Cavaliere, è chiaro a molti (e in primis al diretto interessato), è un nome che divide. Ma non come anni fa. Il sogno del Colle e quanti voti mancano Del resto, contando sulla rappresentanza delle forze in Parlamento, Berlusconi avrebbe un riscontro più che confortante, con più che discrete probabilità di veder supportata la propria candidatura anche da Matteo Renzi e Italia Viva. Forse, addirittura da qualche frangia del Pd (ancora "controllata" dall'ex premier ed ex sindaco di Firenze). Silvio può contare anche sul "tesoretto" dei voti dei presidenti delle Regioni, in larga parte di Centrodestra. Calcolatrice alla mano, dalle visioni più ottimistiche a quelle più (ottimisticamente) reali a Berlusconi mancherebbe tra i 40 e i 67 voti per diventare il 13° presidente della Repubblica italiana. Galvanizzato dalle decisioni dei tribunali e dalla trasferta a Bruxelles Una candidatura e un sogno che, come detto, tornano di attualità. Specie dopo la sentenza di ieri che ha visto a Siena il proscioglimento per la "non sussistenza del fatto" in uno stralcio del processo "Ruby ter". Una sentenza che ha fatto presentare più che galvanizzato e in forma più che discreta Berlusconi al summit del Partito popolare europeo a Bruxelles. Perché se è vero che quello del Cavaliere è un nome meno divisorio rispetto a qualche tempo anno, è altrettanto che in molti tra i suoi avversari politici avrebbero preferito che dal Tribunale di Siena ieri fosse arrivata una sentenza di condanna. Un pronunciamento del genere, sepIl segnale, l'investitura per il Draghi bis a Palazzo Chigi Una partita che forse apparentemente il Cavaliere vuole forse giocare un po' sornione. Ieri infatti, in Belgio, a precisa domanda sull'argomento e di come si vedesse al Colle, ha risposto di " in forma dopo un po' di acciacchi dovuti al Covid e non ha per il momento idea al riguardo". Anche se, però, sempre riguardo al Quirinale e al nome gettonatissimo di Mario Draghi, Berlusconi ha ammesso di veder ottimale per l'ex presidente della Banca Centrale europea il ruolo di premier: "Draghi sarebbe certamente un ottimo presidente della Repubblica, mi domando però se il suo ruolo attuale continuando nel tempo non porterebbe più vantaggi al nostro Paese". Un ruolo come presidente del Consiglio che lo stesso Berlusconi potrebbe sostenere e caldeggiare da Presidente della Republica...pur di primo grado, avrebbe praticamente messo fuori gioco Silvio dalla partita per il Colle.

FONTE https://newsprima.it/politica/berlusconi-sogno-presidente-repubblica/?utm_source=newsprima.it&utm_medium=push&utm_campaign=notification

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SEZ. POLITICA Centro destra: vertice Berlusconi-Meloni-Salvini, "compatti per elezione del presidente della Repubblica" L'incontro per fare il punto sul centrodestra dopo le amministrative. Il leader della Lega: "Ho chiesto riunione ministri Lega e FI per la prossima settimana"

21 Ottobre 2021, 10:47am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA  Centro destra: vertice Berlusconi-Meloni-Salvini, "compatti per elezione del presidente della Repubblica" L'incontro per fare il punto sul centrodestra dopo le amministrative. Il leader della Lega: "Ho chiesto riunione ministri Lega e FI per la prossima settimana"

INSERITO DA ANGELA CECERE Riunione a villa Grande tra Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni. L'incontro per fare il punto sul centrodestra dopo le amministrative.  "Il centrodestra intende continuare a lavorare come coalizione e ha confermato conseguentemente la propria indisponibilità a sostenere un cambiamento della legge elettorale in senso proporzionale". E' quanto si legge in una nota comune del centrodestra dopo l'incontro definito "cordiale". "In un clima di massima collaborazione, dopo un attento esame dei risultati elettorali e delle cause che li hanno determinati, i leader del centrodestra hanno stabilito che, d'ora in avanti, avranno incontri periodici - con frequenza settimanale - per concordare azioni parlamentari condivise. Con questo stesso spirito, il centrodestra intende muoversi compatto e per tempo per preparare i prossimi appuntamenti elettorali e politici, con particolare attenzione all'elezione del prossimo presidente della Repubblica", si afferma ancora nella nota.  "L'obiettivo è di fare proposte comuni su tutto, oggi stiamo portando avanti una discussione comune, abbiamo una posizione comune anche sulle mozioni in aula, poi chi fa la maggioranza fa la maggioranza, chi fa l'opposizione fa l'opposizione. Ho chiesto a Berlusconi già la prossima settimana una riunione dei ministri di Lega e Forza Italia per coordinare l'attività di tutti i 6 ministri perché 6 ministri che lavorano compatti nel Consiglio dei ministri ottengono più risultati rispetto a chi lavora da solo". Così il leader della Lega, Matteo Salvini ai cronisti fuori dal Senato. "Il centrodestra compatto sarà determinante anche nell'elezione della presidenza della Repubblica, che sarà a febbraio ma abbiamo tempo per parlarne perché siamo a ottobre", ha detto Salvini. "Ognuno nelle sue posizioni ma insieme per rivendicare una politica di taglio delle tasse". Così il leader della Lega. "La lezione delle amministrative ci è servita, sia la sconfitta nei grandi comuni che l'astensionismo da record. Un centrodestra diviso e litigioso allontana fiducia e italiani e quindi abbiamo il dovere di lavorare compatti e il primo atto di compattezza lo dobbiamo dimostrare nelle prossime settimane con la legge di bilancio", ha aggiunto Salvini. "La mia speranza e il mio obiettivo è di andare unitamente da Draghi sia chi è in maggioranza sia chi è all'opposizione per portare le richieste del centrodestra sul taglio delle tasse e avere una manovra coraggiosa che metta ancora più miliardi sul taglio tasse, sulle bollette di luce e gas, per chi assume lavoratori, per evitare il lavoro nero e che tenga in vita la flat tax", ha detto il leader della Lega. "Il sistema proporzionale significa il caos, noi vogliamo un sistema che la sera del voto ti dice chi governa, chi ha vinto e perso, quindi un sistema maggioritario. A noi va benissimo l'attuale legge. Se qualcuno a sinistra vuole modificarla, possiamo ragionare ma di una legge ancora più maggioritaria. Quindi il ritorno al caos con 62 partiti e partitini, dal centrodestra unito avrà un no secco", ha aggiunto Salvini.

ANSA

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SEZ. POLITICA Mastella rieletto sindaco a Benevento: «Vinco da solo contro tutti e rifaccio il centro. Calenda è benvenuto ma senza puzza sotto il naso»

20 Ottobre 2021, 11:00am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Mastella rieletto sindaco a Benevento: «Vinco da solo contro tutti e rifaccio il centro. Calenda è benvenuto ma senza puzza sotto il naso»

INSERITO DA MORENA MOTTA «Io di frottole non ne racconto mai. Lo sa, no?».

Ci mancherebbe.
«E allora mi deve credere sulla parola se le dico che non ricevevo così tanta attenzione e tante chiamate dai tempi della Dc prima e dell’Udeur dopo. Se il telefonino mio e quello di mia moglie potessero parlare…».

Sta chiamando chiunque.
«Sindaci, amministratori locali di ogni tipo, parlamentari anche della Lega che scrivono a mia moglie “Sandra, avremmo dovuto sostenerlo, Clemente”».

Mastella è tornato.
«E non avete visto niente. Stavolta mi metto davvero a rifare il Centro come si deve. In Campania ho più di centomila voti. A tenermi basso, a mezzo milione in Italia arrivo senza problemi».

Ha già in testa qualcosa?
«Faccio un’iniziativa nazionale a Roma tra novembre e dicembre. Chi viene viene. E vedrete quanti verranno».

Siamo di fronte all’eterno ritorno della Dc?
«Deve tornare lo spirito della Dc, non i suoi aspetti di colore».

Ha in testa il nome?
«Mi piace molto “Meglio Noi del Centro”».

Calenda e Renzi li chiama?
«Calenda e Renzi sono i benvenuti. Come è benvenuto chiunque voglia rifare il Centro vero. Poi, attenzione, se Calenda si mette a dire “ah Mastella è il vecchio e io sono il giovane”, allora se ne può stare a casa. Io non imploro nessuno ma sono pronto ad accogliere tutti. Senza ‘sta puzza sotto il naso o ‘sta presunzione di superiorità che hanno in tanti, a parole, nel Pd e nel centrosinistra di oggi…».

Clemente Mastella si muove come la nazionale tedesca di calcio della celebre frase di Gary Lineker. «Il calcio è un gioco semplice: ventidue uomini che rincorrono un pallone e alla fine vince la Germania», diceva l’attaccante inglese. Nella versione del rieletto sindaco di Benevento, «la politica è un gioco semplice: sembra che ci siano due poli ma alla fine, quando è in campo, vince Mastella».

Sindaco, ha vinto al ballottaggio contro il centrosinistra che, fuori da Benevento, ha vinto praticamente ovunque.
«La sa una cosa bella, a proposito della loro guerra al ritorno dei fascisti? Che qua a Benevento al ballottaggio li hanno sostenuti anche i vecchi fascisti che si svegliano la mattina ascoltando “Faccetta nera”. Si sono messi tutti contro di me, dalla destra al Pd coi Cinque Stelle. Tutti. E tutti, alla fine, hanno perso».

Sembra avercela col Pd.
«Io non è che sono un permaloso ma sfido chiunque al mio posto a non avercela con Letta. Lo conosco da sempre, siamo amici, siamo stati al governo insieme, vieni a Benevento a farmi campagna contro e manco mi telefoni?».

Sosteneva il suo candidato, si può comprendere.
«Negli anni ’70 si parlavano Berlinguer e Almirante e lui nel 2021 non poteva telefonare e dirmi “Cleme’, sai, vengo a Benevento a sostenere il mio candidato sindaco contro di te però in amicizia”?. Questo è il ringraziamento del fatto che, per esempio, a Caserta senza di me non avrebbero mai vinto».

Letta è il vincitore delle amministrative.
«Ma quando mai! Alle amministrative facciamo l’errore di celebrare il king maker quando è il king e basta che vince, cioè il sindaco. E poi, scusi, ha visto Napoli?».

La vittoria di Manfredi, grande performance di Pd e M5S assieme.
«E certo, come no, grandissima performance (sghignazza, ndr). Pd e M5S, insieme, hanno preso il 21 percento. Solo io, Mastella Clemente, ho preso il 4. Da me a Benevento, al ballottaggio, si sono messi insieme quattro deputati del M5S, uno del Pd, leghisti, destre varie, quelli con la suoneria di “Faccetta nera” e li ho sbaragliati coi voti delle periferie, mica con quelli del centro storico».

Letta vuole tutti gli anti-sovranisti in una coalizione larga.
«Letta mi deve telefonare e chiedere scusa per come si sono comportati con me, e nel caso ci penso. Senza le scuse, tanti saluti».

Le danno ancora del trasformista?
«Mi viene da ridere. Stanno facendo rimpiangere i tempi di Giolitti, fanno tutti governi con tutti, Pd con Lega, Lega con Cinque Stelle, Pd con Cinque Stelle e mo’ danno del trasformista a me? Attenzione a scherzare: qua sta tornando la politica vera».

In che senso?
«Nel senso che o metti in campo un tecnico che si chiama Draghi, e quindi chapeau. Oppure tornano i politici veri. Finti tecnici e civici vari, meglio che si vanno a fare un giro largo».

Torna Mastella.
«È già tornato».

FONTE www.corriere.it di Tommaso Labate

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SEZ. POLITICA Draghi: "In Italia vaccinazione più spedita che nel resto d’Europa" "Voglio ringraziare ancora una volta tutti i cittadini che hanno scelto di vaccinarsi"

20 Ottobre 2021, 10:47am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Draghi: "In Italia vaccinazione più spedita che nel resto d’Europa" "Voglio ringraziare ancora una volta tutti i cittadini che hanno scelto di vaccinarsi"

INSERITO DA ANGELA CECERE Dopo un avvio stentato, la campagna di vaccinazione europea ha raggiunto risultati molto soddisfacenti. Nell'Unione europea, quasi quattro adulti su cinque hanno ricevuto almeno una dose di vaccino, per un totale di 307 milioni di persone. In Europa, abbiamo somministrato 130 dosi di vaccino per 100 abitanti, a fronte delle 121 negli Stati Uniti". Lo ha detto il premier Mario Draghi, nelle sue comunicazioni in Senato in vista del Consiglio Europeo. "In Italia, la campagna procede più spedita della media europea. A oggi, l'86% della popolazione sopra i 12 anni ha ricevuto almeno una dose e l'81% è completamente vaccinata - ha proseguito il presidente del Consiglio -. Voglio ricordare che prima dell'ultimo Consiglio europeo, a fine giugno, meno di un terzo della platea aveva completato il ciclo vaccinale. Negli ultimi quattro mesi, l'Italia ha dunque vaccinato metà della popolazione con più di 12 anni. Uno sforzo straordinario, per cui dobbiamo essere grati al nostro sistema sanitario, a partire da medici e infermieri". "Voglio ringraziare ancora una volta tutti i cittadini che hanno scelto di vaccinarsi, in particolare i giovani e i giovanissimi - ha aggiunto Draghi -. E chi ha deciso di farlo nelle scorse settimane, dopo aver superato le proprie esitazioni. La curva epidemiologica è sotto controllo grazie al senso di responsabilità dei cittadini. Questo ci permette di mantenere aperte le scuole, le attività economiche e i luoghi della nostra socialità".

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SEZ. POLITICA Benevento ha scelto Mastella. E lo hanno scelto contrade e rioni popolari Il vantaggio di 1500 voti accumulato in particolare a Epitaffio, San Vitale, Capodimonte e Libertà

19 Ottobre 2021, 10:50am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Benevento ha scelto Mastella. E lo hanno scelto contrade e rioni popolari Il vantaggio di 1500 voti accumulato in particolare a Epitaffio, San Vitale, Capodimonte e Libertà

INSERITO DA ANGELA CECERE Benevento.  Benevento ha scelto, e ha scelto Mastella. Il dato inequivocabile che viene fuori dalle urne per il ballottaggio che ha confermato l'ex ministro della Giustizia a sindaco di Benevento è questo: si trattava a tutti gli effetti di un referendum su Clemente Mastella, e Clemente Mastella l'ha vinto. L'ha vinto con oltre 15mila voti, il 52,68 per cento contro i 13899 di Perifano, il 47,32 per cento. La città ha scelto la continuità, una scelta in particolare delle contrade, più che dei rioni popolari stavolta: è lì che il voto per il sindaco Mastella esplode. Ed è la prima volta che le contrade risultano determinanti nell'elezione di un sindaco. Il vantaggio di circa 1500 voti di Mastella viene accumulato tutto in sezioni di Rione Libertà, Capodimonte e poi Epitaffio e San Vitale.  Perchè? Sarà materia di analisi per gli sconfitti. Mastella ne esce giganteggiando, la realtà è questa, pur con un voto inevitabilmente combattuto e con una percentuale che, probabilmente, il primo cittadino si sarebbe aspettato più rosea: ma anche questa è questione ormai di poco rilievo. Il sindaco infatti già rivendica una battaglia cui da i crismi di uno scontro epico: «Hanno fatto una squadra tutta contro di me e contro il popolo di Benevento. Un'arca di Noè ideologicamente immorale da destra a sinistra contro di me. Feudalisti e feudatari. Pd e Cinque Stelle irrilevanti: io ero alleato solo con il popolo di Benevento». E ancora, sempre sui Cinque Stelle: «Alle prossime elezioni scompariranno per sempre dalle urne», ed è difficile non credergli, stando alla totale estemporaneità della gestione di quest'elezione, dal prima sì, a poi no, all'assurdo endorsement ufficiale a 4 giorni (4 GIORNI!) dal ballottaggio. E poi a De Caro: «Silente e carsico come succede spesso in certe culture». E ancora: « Perifano è un centravanti che non riesce a fare gol. Li abbiamo messi da parte in maniera definitiva. Campagna elettorale che mai avevo visto in vita mia: morale perfida contro di me. Dato condito anche dalla presenza delle Logge da cui ero molto spaventato. Ma io sono coi cittadini di Benevento, faremo belle cose assieme.» E poi su Letta, segretario nazionale del Pd che era venuto in città per sostenere il primo cittadino uscente, Luigi Diego Perifano: «Dispiace sia venuto qui a dire certe cose, anche perché quando era professore universitario a Parigi mi diceva cose diverse...in particolare rispetto ad alcuni esponenti locali del Partito Democratico. Ne prendo atto». Dunque, l'accreditarsi come “pop”, vicino al popolo e contro le elite è stata a tutti gli effetti una narrazione vincente per Mastella che l'ha portato a vincere nonostante i problemi in amministrazione: Mastella era un sindaco dimissionario e senza più maggioranza nel febbraio del 2020, con qualcuno che gli preparava già la successione... ma ancora una volta nella sua ormai quasi cinquantennale carriera-vita politica ha dimostrato di saper venir fuori dalle acque in tempesta, magari tirando fuori la sua amata parabola di San Clemente. Di fronte probabilmente il quinquennio più importante nella storia recente di Benevento: il Pnrr e il dovere di strappare una città delle aree interne a un destino di declino. Non sarà facile.

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SEZ. POLITICA Ballottaggi: Roma e Torino al centrosinistra. Dipiazza: 'Ho vinto a Trieste'. Il tempo reale

18 Ottobre 2021, 18:25pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Roberto Gualtieri in piazza Santi Apostoli per festeggiare la vittoria per le comunali di Roma © ANSA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il centrosinistra ha vinto in oltre metà delle venti città, fra capoluoghi di regione e di provincia, andati al voto per eleggere il sindaco nella tornata di amministrative conclusa oggi con i ballottaggi. Ne ha conquistate 13, e il bottino si è arricchito di Roma e Torino, reduci entrambe da cinque anni di amministrazione del M5s. Dopo i successi al primo di Napoli (con l'alleanza Pd-M5s), Bologna e Milano, l'en plein del centrosinistra nei capoluoghi di regione oggi sfuma solo per il risultato di Trieste, dove ha vinto la coalizione di centrodestra. Il centrosinistra si conferma a Varese, dove non riesce il ribaltone alla Lega, che si vede sfilare anche Savona.

E al ballottaggio la coalizione progressista vince a Latina, Caserta, Cosenza e Isernia, dopo averlo fatto al primo turno anche a Ravenna e Rimini. Il centrodestra chiude queste elezioni con 4 capoluoghi, confermandosi a Pordenone, Novara e Grosseto.

Sono liste civiche quelle che hanno vinto a Salerno (d'area di centrosinistra) e a Benevento, dove si è imposto nuovamente Clemente Mastella.

Segui i risultati dei ballottaggi dalle città.

"Ho sempre imparato che la cosa più importante è ascoltare gli elettori. E loro sono più avanti di noi, si sono saldati e fusi, quelli del centrosinistra e della coalizione larga che ho voluto costruire. Con una vittoria trionfale", ha sottolineato il segretario del Pd, Enrico Letta, commentando l'esito del voto, al Nazareno.

Per il leader della Lega, Matteo Salvini, "se uno viene eletto da una minoranza della minoranza è un problema non per un partito, ma per la democrazia". "Centrodestra esce sconfitto alle amministrative: non riusciamo a strappare al centrosinistra le grandi città - ha commentato la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni -. Ma da sconfitta a debacle, è eccessivo. Debacle è del M5s, il Pd sta festeggiando sulle spoglie degli alleati grillini".

"Grande soddisfazione, i risultati delle proiezioni stanno confermando le percezioni che avevamo. Il centrosinistra unito vince quasi ovunque", ha detto Francesco Boccia, responsabile enti locali del Pd, commentando il voto al Nazareno.

TORINO - "Non nego emozione. Questa vittoria la dedico a una persona che per me è stato un maestro, un padre, una guida, don Aldo Rabino". Sono le prime parole di Stefano Lo Russo, che al suo comitato elettorale commenta l'esito dello spoglio del ballottaggio. Salesiano, storico cappellano del Torino, è stato il sacerdote, morto nel 2015, ad avviare Lo Russo al volontariato e alla politica.

TRIESTE Roberto Dipiazza è, per la quarta volta, sindaco di Trieste. Candidato del centrodestra, ha vinto il ballottaggio contro il candidato del centrosinistra, Francesco Russo, autore tuttavia di una incredibile rimonta. Lo ha detto lui stesso - "ho vinto" - intervenendo in collegamento in diretta con l'emittente televisiva TeleQuattro. Quando sono state scrutinate tutte le 238 sezioni, il dato definitivo è 51,29% per Dipiazza e 48,71% per Russo. Sono stati 76.613 i votanti mentre i voti validi sono stati 75.674. Dipiazza ha riferito di aver già telefonato all'antagonista per annunciargli la disponibilità a una maggiore condivisione nel grande progetto di trasformazione del Porto Vecchio.

ROMA "Sarò il sindaco di tutti, delle romane, dei romani e di tutta la città. Inizia un lavoro straordinario per rilanciare Roma e per farla crescere, per farla diventare più inclusiva e per farla funzionare": così Roberto Gualtieri, in una dichiarazione al suo comitato. 

Alla chiusura dei seggi è del 43,94% l'affluenza alle urne rilevata per il turno di ballottaggio nei 63 Comuni centri chiamati al voto (il dato diffuso dal Viminale non tiene conto delle comunali in corso in Friuli Venezia Giulia). Al primo turno alla chiusura dei seggi aveva votato il 52,67%. Dunque ha votato molto meno della metà degli elettori, con un calo di circa 9 punti percentuali rispetto all'affluenza, pur bassa, di due settimane fa.

LA PAGINA DEDICATA AI BALLOTTAGGI

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SEZ. POLITICA Passaro: "Forza Italia è un partito assente, il mio impegno finisce qua" L'annuncio del coordinatore avellinese del partito

16 Ottobre 2021, 10:34am

Pubblicato da Miki Pappacoda

passaro forza italia e un partito assente il mio impegno finisce qua

INSERITO DA LEONE BUONGIORNO Avellino. "Alle amministrative, appena passate, le urne sono state disertate dagli elettori per colpa di una politica che continua a cercare una mediazione di comodo, con il potere, senza interessarsi ai bisogni dei cittadini. La “Mediocrazia” è lo scenario a cui siamo costretti giornalmente in parole e fatti. Manca poco alle elezioni provinciali. All’orizzonte una nuova competizione elettorale, certo ristretta agli eletti, durante la quale si dovrà lavorare con impegno e dedizione. Lo scorso anno ho accettato di rientrare in un partito, dopo sette anni, confidando, con l’ausilio di Martusciello, in un ritrovato rinnovamento. Allo stato attuale il partito che rappresento è assente. Alla luce della storia che mi contraddistingue e che mi ha visto sempre in prima linea a garanzia dei diritti della gente non mi sento di avallare strategie personalistiche inaugurate dalla vecchia classe dirigente protratte con funamboli e proseguita tutt’oggi con il mancato rinnovamento. Da questo momento il mio impegno con Forza Italia si conclude". Così Massimo Passaro in una nota stampa. OTTOPAGINE

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SEZ. POLTICA Comunali: Letta, se vinciamo a Roma e Torino è un trionfo Sul Green pass: 'Se si cede su una regola fondamentale tutto è più difficile'. Non vaccinarsi non è motivazione per bloccare il Paese

14 Ottobre 2021, 11:07am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLTICA  Comunali: Letta, se vinciamo a Roma e Torino è un trionfo Sul Green pass: 'Se si cede su una regola fondamentale tutto è più difficile'. Non vaccinarsi non è motivazione per bloccare il Paese

INSERITO DA ANGELA CECERE "Il primo turno è andato già molto bene, siamo tornati in sintonia con il Paese, abbiamo tre sindaci di grandi metropoli, ora il nostro sforzo è far sì che Gualtieri a Roma e Lo Russo a Torino completino il quadro. Se così fosse sarebbe un trionfo, ma è già un successo con il primo turno. Aspetto di vedere il ballottaggio, credo di poter dire che se vincessero sarebbe molto importante per Torino e Roma". Lo ha detto il segretario del Pd, Enrico Letta, a Radio anch'io su Radio 1, in vista dei ballottaggi per le elezioni Comunali. "E' necessario continuare sull'azione di convincimento e richiesta di buonsenso. Se si cede su una regola fondamentale, a cui tutti ci siamo adeguati e che ci sta portando fuori dall'emergenza, diventa tutto più complicato". Così il segretario del Pd, Enrico Letta, a Radio anch'io su Radio 1, alla vigilia dell'entrata in vigore dell'obbligo del Green pass. "Spero non si paralizzi il Paese, sarebbe una grave responsabilità di una minoranza - aggiunge -. Non vaccinarsi non è una motivazione reale per bloccare il Paese. L'abbiamo fatta tutti, non si vede perché qualcuno che non vuole vaccinarsi debba bloccare il Paese, non ha senso". "Non vedo quale delegittimazione ci sia - dice inoltre replicando alle parole di ieri di Salvini a Draghi - c'è bisogno di delegittimare le frange estreme squadriste fasciste che hanno assaltato la sede della Cgil. Lo si può fare senza bisogno ogni volta di dire che bisogna delegittimare anche un lungo elenco di qualunque forma di violenza. Bisogna accusare quanto successo sabato. Punto, dopo di che ci si ferma lì. Noi saremo sabato in piazza senza bandiere di partito". "E' evidente che ci sono stati problemi e falle, ma gli attacchi della Meloni sono strumentali. E' un modo per coprire quanto accaduto e soprattutto l'assunzione di responsabilità. Ha passato giorni a dire che non sapeva la matrice, ora cerca di scaricare su Lamorgese, ma non vedo cosa c'entri con la richiesta di pacificazione che ha fatto Salvini dopo aver incontrato Meloni".

ANSA

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