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sez.politica

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SEZ. POLITICA Manovra: Meloni, chiesto a Draghi 8 miliardi vadano al taglio del cuneo Colloquio di un'ora e mezza a Palazzo Chigi con il premier

7 Novembre 2021, 12:09pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Giorgia Meloni dopo l'incontro con Draghi © ANSA

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA "Abbiamo portato al presidente del Consiglio alcune nostre rivendicazioni e proposte, oggi sulla manovra, partendo dalle tasse su cui Fratelli d'Italia rivendica che 8 miliardi vadano interamente sul lavoro e sul taglio del cuneo contributivo da dividersi tra aziende e lavoratori possibilmente con priorità a giovani e donne". Così la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni dopo l'incontro con il premier Draghi a Palazzo Chigi, durato un'ora e mezza. ANSA

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SEZ. POLITICA Lega: confermata la linea politica di Salvini all'unanimità Pieno mandato al segretario dopo 5 ore di consiglio

7 Novembre 2021, 12:04pm

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Matteo Salvini © ANSA

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA "Il Consiglio federale ha votato all'unanimità la condivisione della linea politica affidando mandato pieno al segretario Matteo Salvini sulla via della Lega nazionale". Lo riferisce una nota del partito, al termine del consiglio durato quasi 5 ore alla Camera."Un confronto bello utile e su alcuni temi puntiamo ai risultati: taglio delle tasse, referendum sulla giustizia e pensare agli ultimi e ai dimenticati dalla sinistra. Quindi voto all'unanimità sulla linea politica in Italia e in Europa, pieno mandato per stare da protagonisti al governo. I temi non sono destra o sinistra ma lavorare sul taglio delle togliere un po' di burocrazia. Sono intervenuti tutti da Zaia a Fedriga, da Giorgetti ai sindaci, al commissari regionali". Così il leader della Lega, Matteo Salvini al termine del consiglio federale del partito. "Voto unanime e mandato pieno al segretario che adesso ha fame e va a mangiarsi un piatto di pasta a casa, senza Di Maio e senza la pizza", ha concluso. "Un bel consiglio federale. Una bella discussione, il confronto è sempre positivo. Salvini ha ascoltato tutti, anch'io ho espresso le mie idee. La Lega è una, è la casa di tutti noi e Salvini ne è il segretario. Saprà fare sintesi, porterà avanti la linea". Così il vicesegretario della Lega, Giancarlo Giorgetti, al termine del consiglio federale. La resa dei conti nella Lega è partita con una sorta di tregua armata in attesa dell'assemblea di dicembre. Il primo round lo vince duque Matteo Salvini mettendo in riga i 'ribelli'. In primis il suo vice, Giancarlo Giorgetti. "Io ascolto tutti e decido, come sono solito fare sempre", annuncia il segretario arrivando alla Camera per il consiglio federale del partito, convocato 24 ore prima. In una sala Salvadori blindatissima e assolutamente off limits a quasi chiunque, il "capitano" parla per 50 minuti. E rimarca l'esigenza di essere compatti e stare sui fatti. "Mi interessa parlare di flat tax o bonus ai genitori separati. Mi appassionano i temi concreti. Non altro", insiste. Convinto che "la visione della Lega è vincente". Poi, come fa sapere il partito, tutti - compreso Giorgetti - esprimono "totale fiducia nell'attività, nella visione e nella strategia del leader". Oltre ai due duellanti, alla riunione ci sono il terzo vicesegretario Lorenzo Fontana, i capigruppo di Camera e Senato e i commissari regionali. Collegati in video i governatori, da Zaia a Fedriga. Per il leader comunque l'obiettivo sembra centrato: ribadire a tutti che la linea del partito di via Bellerio la dà lui, non altri. Dalle tasse al lavoro, che si vuole difendere nella manovra, fino al neogruppo sovranista da costruirsi in Europa. Parola d'ordine è ora zittire ogni rumor di divisioni e crepe interne. Anzi, dopo le ultime uscite molto dure di Giorgetti, al limite del grottesco con il paragone con Bud Spencer, è necessario stoppare subito la corrente 'governista' che continua a prendere le distanze, bacchettando la linea di 'lotta' che Salvini alterna a quella di governo. Il risultato è dunque la tregua armata che dovrebbe durare un mese o poco più, fino a quando nell'assemblea programmatica prevista l'11 e 12 dicembre ( con parlamentari, governatori, sindaci, esponenti di governo ed eurodeputati), non si tireranno le fila sulla linea strategica del partito. Salvini la definisce un'occasione per "sancire, aggiornare e decidere i binari su cui viaggiamo". Scontro congelato ma tensione alta, nonostante le apparenze. MARCELLO CAMPO ANSA

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SEZ. POLITICA Draghi chiude la Manovra, pensioni verso quota 102 Fine del cashback nel 2022. Approvati il decreto sul Recovery e la delega sulla disabilità.

28 Ottobre 2021, 10:27am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA  Draghi chiude la Manovra, pensioni verso quota 102 Fine del cashback nel 2022. Approvati il decreto sul Recovery e la delega sulla disabilità.

INSERITO DA ANGELA CECERE Quota 102, cioè la possibilità di andare in pensione con 64 anni di età e 38 di contributi, nel solo 2022. Mario Draghi mette sul tavolo una ultima mediazione sul tema delle pensioni. E' una soluzione che piace alla maggioranza, Lega inclusa, ma appare soprattutto un segnale distensivo ai sindacati, dopo la rottura al tavolo di martedì sera sulla legge di bilancio. Perché il non detto della norma, che sarà inserita in manovra, è aprire alla possibilità che nel prossimo anno si discuta di nuovo di flessibilità in uscita. Non è un annuncio di riforma della Fornero (questo chiedono i sindacati), ma dà modo a Cgil, Cisl e Uil di tenere aperto un canale di confronto e disponibilità al dialogo. E a poche ore dall'arrivo della legge di bilancio in Consiglio dei ministri, sembra poter calmare le acque. Anche se restano fronti aperti, dalla riforma del Reddito di cittadinanza, che non sembra convincere del tutto i Cinque stelle, alla cancellazione del cashback di Conte, fino agli 8 miliardi di taglio delle tasse, su cui si deciderà solo in un secondo momento. Draghi, alla vigilia del G20, e a ridosso della fine del mese di ottobre, porta in Cdm tre provvedimenti centrali nella sua agenda: approva il decreto Recovery per semplificare e accelerare il Pnrr e sbloccare altri 8 target previsti entro il 2021; varare la legge di bilancio; approvare la legge sulla concorrenza, che interviene sui servizi pubblici locali ma potrebbe - il punto fino all'ultimo è in discussione - anche rivedere le concessioni balneari e per gli ambulanti. E' un modo, per il premier, di puntellare la sua azione da qui a fine anno, mentre la maggioranza si fa sempre più fibrillante e tesa, in vista della partita del Quirinale. Il presidente del Consiglio decide di affrontare questo passaggio senza strappi e non solo fino all'ultimo - tenendo fermi i saldi e la struttura della manovra - tratta con i partiti, ma coltiva anche il dialogo con i sindacati, che minacciano mobilitazioni. Draghi ha modo di incontrare i leader sindacali, dopo il teso tavolo sulla manovra, al G20 sindacale. E mette a fuoco la sua visione: "Voi sindacati avete un ruolo molto importante", afferma. "La tutela dei piu' deboli, ovunque essi siano, ci unisce. Insieme, dobbiamo fare in modo che innovazione e produttivita' vadano di pari passo con equità e coesione sociale. E farlo pensando non solo ai lavoratori di oggi, ma anche a quelli di domani". Un passaggio, quest'ultimo, che non sfugge agli interlocutori. Draghi resta convinto che sia il momento di pensare ai giovani e alle trasformazioni del mondo del lavoro, mentre sul fronte pensioni pensa che si debba tornare gradualmente a un sistema interamente contributivo, come quello indicato dalla legge Fornero. Al tavolo della cabina di regia, dopo una lunga giornata di contatti con i partiti della maggioranza, Franco porta però la proposta di Quota 102 per un solo anno (la proposta iniziale prevedeva un meccanismo di Quote per due o tre anni), con in più un fondo per aiutare i lavoratori più svantaggiati. La durata breve sembra aprire alla possibilità di una riforma più mirata per la flessibilità in uscita, con attenzione ai diversi lavoratori e meno rigidità delle quote. O, nella lettura della Lega, di consegnare al governo che verrà dopo quello di Draghi, nel 2023, di rimettere mano all'intera legge Fornero. Sulle pensioni interviene anche il leader M5s Beppe Grillo, che sembra posizionare più a sinistra il M5s proponendo il modello Tridico di anticipo a 63 anni dell'uscita con la sola quota contributiva, chiede come il Pd di sostenere i giovani e invoca la gratuità del riscatto della laurea (misura troppo costosa). Più doloroso per il M5s il Reddito di cittadinanza, perché c'è un inasprimento dei controlli preventivi e un meccanismo di decalage - riduzione progressiva dell'assegno - dopo i primi due lavori rifiutati. La soluzione piace a Iv e Fi, che spingono per cambiare il reddito, mentre resta "sospeso" fino al Cdm il giudizio politico del M5s, che si vede stoppare anche la misura del cashback. Solo poche ore prima della cabina di regia Giuseppe Conte difendeva la sua misura come "efficace" contro l'evasione. Soddisfa invece i pentastellati - e gran parte degli alleati - la scelta di estendere il Superbonus anche alle villette nel 2022 ma con stringenti vincoli di reddito. Passa anche la proroga del bonus facciate invocata da Dario Franceschini, sia pure con riduzione della percentuale dal 90% al 60%. Viene invece rinviato il nodo delle tasse: si deciderà nell'iter parlamentare a cosa destinare gli 8 miliardi a disposizione. Il Pd nella cabina di regia chiede al governo di ascoltare le istanze delle parti sociali sulle pensioni ma anche sul taglio delle tasse. I sindacati chiedono di destinarli tutti al taglio del cuneo lato lavoratori, posizione che vede concordi Pd e Leu. Il M5s chiede di agire sui redditi medi. Mentre Fi, Lega e Iv vogliono che si agisca anche lato imprese, a partire da un taglio dell'Irap. Se ne parlerà nel prossimo mese.

ANSA

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SEZ. POLITICA Pensioni, Di Maio: "Troveremo una soluzione di compromesso" "Adesso nessuno vuole tornare alla legge Fornero ma nemmeno tornare a quota 100"

27 Ottobre 2021, 10:27am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA  Pensioni, Di Maio: "Troveremo una soluzione di compromesso" "Adesso nessuno vuole tornare alla legge Fornero ma nemmeno tornare a quota 100"

INSERITO DA ANGELA CECERE "Ad ogni legge di bilancio c'è sempre una trattativa serrata con le parti sociali. Credo che quello di ieri sera, sulle pensioni, sia un passaggio del negoziato. Il presidente del Consiglio cerca sempre di andare incontro a tutti ma non può andare contro la sostenibilità del bilancio". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ospite di "Radio anch'io" su Radio1. "Adesso nessuno vuole tornare alla legge Fornero ma nemmeno tornare a quota 100, dobbiamo trovare un compromesso e sono sicuro si riesca a farlo" ha aggiunto.

OTTO PAGINE

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SEZ. POLITICA Conte premier, Di Maio svela il retroscena: «Era in camicia e abbronzato. Salvini si convinse subito»

26 Ottobre 2021, 11:08am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Conte premier, Di Maio svela il retroscena: «Era in camicia e abbronzato. Salvini si convinse subito»

INSERITO DA ANGELA CECERE In un'anticipazione del suo libro Un amore chiamato politica, da domani in libreria per Piemme, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha raccontato il retroscena di come è diventato premier Giuseppe Conte, il 14 maggio 2018, sostenuto da una coalizione giallo-verde (M5S più la Lega di Salvini). Prima dell'incarico a Conte infatti il prescendo doveva essere Sapelli, che però commise un autogol che bruciò la sua candidatura. «Io, Spadafora, Salvini e Giorgetti eravamo a colloquio con il professor Sapelli. Devo ammettere che mi sorprese, ebbe parole lusinghiere per le istituzioni dello Stato, ci raccontò la sua esperienza all'Eni, approfondì alcuni passaggi sui nostri interessi geostrategici. Condivideva anche alcuni punti del nostro programma economico, in particolare era d'accordo su una ripresa delle partecipazioni statali. Era una persona preparata e si capiva che sapeva farsi valere. L'ago della bilancia si stava fortemente spostando verso di lui, anche se dovevamo ancora parlare con Conte. Il problema si pose poco dopo», scrive. «I leghisti - aggiunge - sono infatti famosi per non sapersi tenere nulla, hanno la smania di lasciare filtrare qualsiasi indiscrezione, ne fanno in pratica una linea strategica. Così qualcuno spifferò di quell'incontro e Sapelli, finito il colloquio, la mattina dopo fu intercettato da Radio Cusano Campus, che lo intervistò. Alle domande rispose con un certo piglio, svelò alcuni retroscena in un momento in cui si chiedeva riservatezza. Confermò di essere stato chiamato per fare il presidente del Consiglio. Mai passo fu più falso. Si bruciò con le sue stesse mani. A quel punto quello di Giuseppe Conte sarebbe stato un gol a porta vuota». «Tuttavia, lui non sottovalutò la situazione - aggiunge Di Maio - Al suo arrivo in hotel indossava una camicia, il primo bottone sbottonato, la sua abbronzatura era forte, decisa, molto estiva e gli conferiva un'aria spensierata. Veniva dal Circeo, o da Gaeta, non lo ricordo con esattezza. Impeccabile nei modi, si pose nei confronti di ciascuno di noi con umiltà, mostrando un grande spirito collaborativo. Fece breccia anche in Salvini che, al termine del colloquio, si disse convinto». «"Matteo, sei sicuro? Non è che poi questo ci diventa il Macron italiano?". "Ma figurati!", ribatté Salvini. In effetti di tutto avremmo potuto immaginare in quel frangente, fuorché l'ascesa che avrebbe poi compiuto Conte», racconta poi Di Maio citando il timore sollevato da uno strettissimo collaboratore di Salvini.

LEGGO

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SEZ.POLITICA Berlusconi: “Voto anticipato sarebbe da irresponsabili” Il leader di Forza Italia: "La linea del partito la decido io"

24 Ottobre 2021, 09:12am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Elezioni Comunali Milano 2021, Silvio Berlusconi al voto

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Questo governo sta portando l’Italia fuori dall’emergenza sanitaria ed economica. È un lavoro difficile che sta procedendo con buoni risultati grazie al senso di responsabilità di tutte le forze politiche. Sarebbe davvero irresponsabile pensare di interromperlo prima del tempo per bloccare il Paese in una campagna elettorale. Per la stessa ragione, parlare ora di legge elettorale significa far circolare veleni, mentre l’Italia si aspetta che la politica si occupi di tutt’altro, di vaccini, di Pnrr, di tasse, di pensioni, del benessere e della sicurezza degli italiani”. Lo dice Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, in una intervista al Corriere della Sera. Berlusconi spiega che “non intende parlare di Quirinale né di occuparmene fino a quando un presidente come Sergio Mattarella sarà nel pieno delle sue funzioni”. In Forza Italia, aggiunge, “la linea la decido io”. Meloni e Salvini “hanno entrambi profili fortemente caratterizzati. Troveremo la soluzione migliore. Ma il centrodestra dovrà distinguersi per equilibrio e proposte, non per questioni interne”. “Io non ho sentito nessuno in Forza Italia — voglio ripeterlo, nessuno — contestare la nostra linea politica, che è quella di lavorare per il Paese, sostenendo con forza il governo Draghi, e facendo tutto il necessario, magari anche qualche sacrificio, perché il Paese sia unito in questi mesi difficili – sottolinea – Lo facciamo da forza di centrodestra che ha un profilo distinto da quello dei suoi alleati”. Tra le fila del partito, ci sono “incomprensioni personali, che vanno ricomposte, non di conflitti sulla linea politica che, lo ripeto, è condivisa da tutti e non ha alternative”. Sull’incontro del centrodestra con il presidente del Consiglio Mario Draghi “dobbiamo ancora ragionare, ma naturalmente il mio rapporto con il premier è costante nel tempo. Gli ho parlato anche da Bruxelles”. LA PRESSE

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SEZ.POLITICA LA PARTITA PER IL COLLE Berlusconi e quel sogno da Presidente della Repubblica (con Draghi sempre premier)

23 Ottobre 2021, 07:16am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

Berlusconi e quel sogno da Presidente della Repubblica (con Draghi sempre premier)

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il nome del Cavaliere divide, ma non come anni fa. E qualcuno avrebbe preferito da Siena fosse arrivata una condanna. Chi lo conosce bene, lo sa ormai da tempo. E sa altrettanto bene che quel sogno coltivato da anni non è mai svanito. Il sogno di Silvio Berlusconi (in copertina con Mario Draghi) è quello di diventare Presidente della Repubblica. La ciliegina, insomma, per suggellare la sua carriera di imprenditore, di dirigente sportivo e di politico. Il Cavaliere non ne ha mai fatto mistero negli scorsi anni, facendoci un serio pensiero prima del "Napolitano bis" e prima del mandato di Sergio Mattarella. Ma i numeri e il consenso politico parlamentare (e pure qualche invidia) non giocarono a suo favore. Ora, praticamente alla scadenza dei sette anni dell'attuale "inquilino" del Colle, il sogno di Silvio torna d'attualità. Quello del Cavaliere, è chiaro a molti (e in primis al diretto interessato), è un nome che divide. Ma non come anni fa. Il sogno del Colle e quanti voti mancano Del resto, contando sulla rappresentanza delle forze in Parlamento, Berlusconi avrebbe un riscontro più che confortante, con più che discrete probabilità di veder supportata la propria candidatura anche da Matteo Renzi e Italia Viva. Forse, addirittura da qualche frangia del Pd (ancora "controllata" dall'ex premier ed ex sindaco di Firenze). Silvio può contare anche sul "tesoretto" dei voti dei presidenti delle Regioni, in larga parte di Centrodestra. Calcolatrice alla mano, dalle visioni più ottimistiche a quelle più (ottimisticamente) reali a Berlusconi mancherebbe tra i 40 e i 67 voti per diventare il 13° presidente della Repubblica italiana. Galvanizzato dalle decisioni dei tribunali e dalla trasferta a Bruxelles Una candidatura e un sogno che, come detto, tornano di attualità. Specie dopo la sentenza di ieri che ha visto a Siena il proscioglimento per la "non sussistenza del fatto" in uno stralcio del processo "Ruby ter". Una sentenza che ha fatto presentare più che galvanizzato e in forma più che discreta Berlusconi al summit del Partito popolare europeo a Bruxelles. Perché se è vero che quello del Cavaliere è un nome meno divisorio rispetto a qualche tempo anno, è altrettanto che in molti tra i suoi avversari politici avrebbero preferito che dal Tribunale di Siena ieri fosse arrivata una sentenza di condanna. Un pronunciamento del genere, sepIl segnale, l'investitura per il Draghi bis a Palazzo Chigi Una partita che forse apparentemente il Cavaliere vuole forse giocare un po' sornione. Ieri infatti, in Belgio, a precisa domanda sull'argomento e di come si vedesse al Colle, ha risposto di " in forma dopo un po' di acciacchi dovuti al Covid e non ha per il momento idea al riguardo". Anche se, però, sempre riguardo al Quirinale e al nome gettonatissimo di Mario Draghi, Berlusconi ha ammesso di veder ottimale per l'ex presidente della Banca Centrale europea il ruolo di premier: "Draghi sarebbe certamente un ottimo presidente della Repubblica, mi domando però se il suo ruolo attuale continuando nel tempo non porterebbe più vantaggi al nostro Paese". Un ruolo come presidente del Consiglio che lo stesso Berlusconi potrebbe sostenere e caldeggiare da Presidente della Republica...pur di primo grado, avrebbe praticamente messo fuori gioco Silvio dalla partita per il Colle.

FONTE https://newsprima.it/politica/berlusconi-sogno-presidente-repubblica/?utm_source=newsprima.it&utm_medium=push&utm_campaign=notification

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SEZ. POLITICA Centro destra: vertice Berlusconi-Meloni-Salvini, "compatti per elezione del presidente della Repubblica" L'incontro per fare il punto sul centrodestra dopo le amministrative. Il leader della Lega: "Ho chiesto riunione ministri Lega e FI per la prossima settimana"

21 Ottobre 2021, 10:47am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA  Centro destra: vertice Berlusconi-Meloni-Salvini, "compatti per elezione del presidente della Repubblica" L'incontro per fare il punto sul centrodestra dopo le amministrative. Il leader della Lega: "Ho chiesto riunione ministri Lega e FI per la prossima settimana"

INSERITO DA ANGELA CECERE Riunione a villa Grande tra Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni. L'incontro per fare il punto sul centrodestra dopo le amministrative.  "Il centrodestra intende continuare a lavorare come coalizione e ha confermato conseguentemente la propria indisponibilità a sostenere un cambiamento della legge elettorale in senso proporzionale". E' quanto si legge in una nota comune del centrodestra dopo l'incontro definito "cordiale". "In un clima di massima collaborazione, dopo un attento esame dei risultati elettorali e delle cause che li hanno determinati, i leader del centrodestra hanno stabilito che, d'ora in avanti, avranno incontri periodici - con frequenza settimanale - per concordare azioni parlamentari condivise. Con questo stesso spirito, il centrodestra intende muoversi compatto e per tempo per preparare i prossimi appuntamenti elettorali e politici, con particolare attenzione all'elezione del prossimo presidente della Repubblica", si afferma ancora nella nota.  "L'obiettivo è di fare proposte comuni su tutto, oggi stiamo portando avanti una discussione comune, abbiamo una posizione comune anche sulle mozioni in aula, poi chi fa la maggioranza fa la maggioranza, chi fa l'opposizione fa l'opposizione. Ho chiesto a Berlusconi già la prossima settimana una riunione dei ministri di Lega e Forza Italia per coordinare l'attività di tutti i 6 ministri perché 6 ministri che lavorano compatti nel Consiglio dei ministri ottengono più risultati rispetto a chi lavora da solo". Così il leader della Lega, Matteo Salvini ai cronisti fuori dal Senato. "Il centrodestra compatto sarà determinante anche nell'elezione della presidenza della Repubblica, che sarà a febbraio ma abbiamo tempo per parlarne perché siamo a ottobre", ha detto Salvini. "Ognuno nelle sue posizioni ma insieme per rivendicare una politica di taglio delle tasse". Così il leader della Lega. "La lezione delle amministrative ci è servita, sia la sconfitta nei grandi comuni che l'astensionismo da record. Un centrodestra diviso e litigioso allontana fiducia e italiani e quindi abbiamo il dovere di lavorare compatti e il primo atto di compattezza lo dobbiamo dimostrare nelle prossime settimane con la legge di bilancio", ha aggiunto Salvini. "La mia speranza e il mio obiettivo è di andare unitamente da Draghi sia chi è in maggioranza sia chi è all'opposizione per portare le richieste del centrodestra sul taglio delle tasse e avere una manovra coraggiosa che metta ancora più miliardi sul taglio tasse, sulle bollette di luce e gas, per chi assume lavoratori, per evitare il lavoro nero e che tenga in vita la flat tax", ha detto il leader della Lega. "Il sistema proporzionale significa il caos, noi vogliamo un sistema che la sera del voto ti dice chi governa, chi ha vinto e perso, quindi un sistema maggioritario. A noi va benissimo l'attuale legge. Se qualcuno a sinistra vuole modificarla, possiamo ragionare ma di una legge ancora più maggioritaria. Quindi il ritorno al caos con 62 partiti e partitini, dal centrodestra unito avrà un no secco", ha aggiunto Salvini.

ANSA

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SEZ. POLITICA Mastella rieletto sindaco a Benevento: «Vinco da solo contro tutti e rifaccio il centro. Calenda è benvenuto ma senza puzza sotto il naso»

20 Ottobre 2021, 11:00am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Mastella rieletto sindaco a Benevento: «Vinco da solo contro tutti e rifaccio il centro. Calenda è benvenuto ma senza puzza sotto il naso»

INSERITO DA MORENA MOTTA «Io di frottole non ne racconto mai. Lo sa, no?».

Ci mancherebbe.
«E allora mi deve credere sulla parola se le dico che non ricevevo così tanta attenzione e tante chiamate dai tempi della Dc prima e dell’Udeur dopo. Se il telefonino mio e quello di mia moglie potessero parlare…».

Sta chiamando chiunque.
«Sindaci, amministratori locali di ogni tipo, parlamentari anche della Lega che scrivono a mia moglie “Sandra, avremmo dovuto sostenerlo, Clemente”».

Mastella è tornato.
«E non avete visto niente. Stavolta mi metto davvero a rifare il Centro come si deve. In Campania ho più di centomila voti. A tenermi basso, a mezzo milione in Italia arrivo senza problemi».

Ha già in testa qualcosa?
«Faccio un’iniziativa nazionale a Roma tra novembre e dicembre. Chi viene viene. E vedrete quanti verranno».

Siamo di fronte all’eterno ritorno della Dc?
«Deve tornare lo spirito della Dc, non i suoi aspetti di colore».

Ha in testa il nome?
«Mi piace molto “Meglio Noi del Centro”».

Calenda e Renzi li chiama?
«Calenda e Renzi sono i benvenuti. Come è benvenuto chiunque voglia rifare il Centro vero. Poi, attenzione, se Calenda si mette a dire “ah Mastella è il vecchio e io sono il giovane”, allora se ne può stare a casa. Io non imploro nessuno ma sono pronto ad accogliere tutti. Senza ‘sta puzza sotto il naso o ‘sta presunzione di superiorità che hanno in tanti, a parole, nel Pd e nel centrosinistra di oggi…».

Clemente Mastella si muove come la nazionale tedesca di calcio della celebre frase di Gary Lineker. «Il calcio è un gioco semplice: ventidue uomini che rincorrono un pallone e alla fine vince la Germania», diceva l’attaccante inglese. Nella versione del rieletto sindaco di Benevento, «la politica è un gioco semplice: sembra che ci siano due poli ma alla fine, quando è in campo, vince Mastella».

Sindaco, ha vinto al ballottaggio contro il centrosinistra che, fuori da Benevento, ha vinto praticamente ovunque.
«La sa una cosa bella, a proposito della loro guerra al ritorno dei fascisti? Che qua a Benevento al ballottaggio li hanno sostenuti anche i vecchi fascisti che si svegliano la mattina ascoltando “Faccetta nera”. Si sono messi tutti contro di me, dalla destra al Pd coi Cinque Stelle. Tutti. E tutti, alla fine, hanno perso».

Sembra avercela col Pd.
«Io non è che sono un permaloso ma sfido chiunque al mio posto a non avercela con Letta. Lo conosco da sempre, siamo amici, siamo stati al governo insieme, vieni a Benevento a farmi campagna contro e manco mi telefoni?».

Sosteneva il suo candidato, si può comprendere.
«Negli anni ’70 si parlavano Berlinguer e Almirante e lui nel 2021 non poteva telefonare e dirmi “Cleme’, sai, vengo a Benevento a sostenere il mio candidato sindaco contro di te però in amicizia”?. Questo è il ringraziamento del fatto che, per esempio, a Caserta senza di me non avrebbero mai vinto».

Letta è il vincitore delle amministrative.
«Ma quando mai! Alle amministrative facciamo l’errore di celebrare il king maker quando è il king e basta che vince, cioè il sindaco. E poi, scusi, ha visto Napoli?».

La vittoria di Manfredi, grande performance di Pd e M5S assieme.
«E certo, come no, grandissima performance (sghignazza, ndr). Pd e M5S, insieme, hanno preso il 21 percento. Solo io, Mastella Clemente, ho preso il 4. Da me a Benevento, al ballottaggio, si sono messi insieme quattro deputati del M5S, uno del Pd, leghisti, destre varie, quelli con la suoneria di “Faccetta nera” e li ho sbaragliati coi voti delle periferie, mica con quelli del centro storico».

Letta vuole tutti gli anti-sovranisti in una coalizione larga.
«Letta mi deve telefonare e chiedere scusa per come si sono comportati con me, e nel caso ci penso. Senza le scuse, tanti saluti».

Le danno ancora del trasformista?
«Mi viene da ridere. Stanno facendo rimpiangere i tempi di Giolitti, fanno tutti governi con tutti, Pd con Lega, Lega con Cinque Stelle, Pd con Cinque Stelle e mo’ danno del trasformista a me? Attenzione a scherzare: qua sta tornando la politica vera».

In che senso?
«Nel senso che o metti in campo un tecnico che si chiama Draghi, e quindi chapeau. Oppure tornano i politici veri. Finti tecnici e civici vari, meglio che si vanno a fare un giro largo».

Torna Mastella.
«È già tornato».

FONTE www.corriere.it di Tommaso Labate

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SEZ. POLITICA Draghi: "In Italia vaccinazione più spedita che nel resto d’Europa" "Voglio ringraziare ancora una volta tutti i cittadini che hanno scelto di vaccinarsi"

20 Ottobre 2021, 10:47am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Draghi: "In Italia vaccinazione più spedita che nel resto d’Europa" "Voglio ringraziare ancora una volta tutti i cittadini che hanno scelto di vaccinarsi"

INSERITO DA ANGELA CECERE Dopo un avvio stentato, la campagna di vaccinazione europea ha raggiunto risultati molto soddisfacenti. Nell'Unione europea, quasi quattro adulti su cinque hanno ricevuto almeno una dose di vaccino, per un totale di 307 milioni di persone. In Europa, abbiamo somministrato 130 dosi di vaccino per 100 abitanti, a fronte delle 121 negli Stati Uniti". Lo ha detto il premier Mario Draghi, nelle sue comunicazioni in Senato in vista del Consiglio Europeo. "In Italia, la campagna procede più spedita della media europea. A oggi, l'86% della popolazione sopra i 12 anni ha ricevuto almeno una dose e l'81% è completamente vaccinata - ha proseguito il presidente del Consiglio -. Voglio ricordare che prima dell'ultimo Consiglio europeo, a fine giugno, meno di un terzo della platea aveva completato il ciclo vaccinale. Negli ultimi quattro mesi, l'Italia ha dunque vaccinato metà della popolazione con più di 12 anni. Uno sforzo straordinario, per cui dobbiamo essere grati al nostro sistema sanitario, a partire da medici e infermieri". "Voglio ringraziare ancora una volta tutti i cittadini che hanno scelto di vaccinarsi, in particolare i giovani e i giovanissimi - ha aggiunto Draghi -. E chi ha deciso di farlo nelle scorse settimane, dopo aver superato le proprie esitazioni. La curva epidemiologica è sotto controllo grazie al senso di responsabilità dei cittadini. Questo ci permette di mantenere aperte le scuole, le attività economiche e i luoghi della nostra socialità".

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