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SEZ. ECONOMIA Salerno, il sistema economico resiste: nel 2024 è cresciuto il numero di imprese Il saldo tra iscrizioni e cessazioni nel report della Camera di Commercio: trend positivo

1 Febbraio 2025, 11:41am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

salerno il sistema economico resiste nel 2024 e cresciuto il numero di imprese

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Salerno. Il sistema imprenditoriale della provincia di Salerno chiude il 2024 con un saldo positivo di 579 imprese, determinato da 5.811 nuove iscrizioni a fronte di 5.232 cessazioni. Il numero complessivo di imprese registrate sul territorio provinciale raggiunge così quota 119.609. L’incremento annuale dello 0,48% risulta sostanzialmente in linea con quello registrato nel 2023 (+0,47%) e conferma la stabilità del tessuto imprenditoriale locale. A livello regionale, la Campania – con l’eccezione della provincia di Benevento – mostra un trend positivo, con un tasso di crescita dell’1,02%, superiore a quello nazionale (0,62%). Un equilibrio tra iscrizioni e cessazioni L’andamento imprenditoriale salernitano del 2024 evidenzia un sostanziale equilibrio tra nuove iscrizioni e cessazioni, con circa 300 nuove attività in più rispetto all'anno precedente (5.811 rispetto alle 5.507 del 2023) e un corrispondente aumento delle chiusure (5.232 rispetto alle 4.935 del 2023). A differenza della media nazionale, dove le chiusure superano le aperture, il contesto provinciale mantiene una crescita più bilanciata. E' quanto si legge nella nota della Camera di Commercio di Salerno, guidata dal presidente Andrea Prete. "Un dato rilevante riguarda il fenomeno dei comuni a natalità imprenditoriale zero, diffuso in molte aree d’Italia. In Campania, i comuni senza nuove iscrizioni d’impresa sono aumentati da 2 nel 2014 a 9 nel 2024, ma solo uno di questi si trova in provincia di Salerno. Questo dato evidenzia una vivacità economica che distingue il territorio salernitano rispetto ad altre aree regionali e nazionali. Tuttavia, rispetto al periodo pre-pandemia, permane un gap significativo nel numero di nuove imprese iscritte: circa 2.000 aperture in meno rispetto alla media del decennio precedente al 2020". I settori trainanti L’analisi settoriale mostra un andamento positivo per il comparto delle costruzioni (+0,86%), il turismo (+2,16%) e i servizi, mentre si registra una contrazione nell’agricoltura (-1,66%), nel manifatturiero (-0,45%) e nel commercio (-0,67%). Le iscrizioni di nuove imprese confermano la prevalenza del commercio, che raccoglie il 28% delle nuove attività, seppur con un’incidenza in calo rispetto agli anni precedenti. Seguono i servizi alle imprese (17%), il turismo (14%) e le costruzioni (12%). Le forme giuridiche: cresce il numero di società di capitali Prosegue il consolidamento delle società di capitali in provincia di Salerno, che registrano un incremento di 1.507 unità, pari a un tasso di crescita del 3,81%. Risultano invece in calo le imprese individuali (-748; -1,19%) e le società di persone (-229; -1,77%), mentre si osserva una leggera crescita delle altre forme giuridiche (+49; +0,84%). "Il bilancio imprenditoriale della provincia di Salerno conferma una crescita stabile e bilanciata, con un saldo positivo che testimonia la resilienza del nostro tessuto economico - dichiara il presidente di Unioncamere e della Camera di Commercio di Salerno Andrea Prete. Seppur ancora distante dai livelli pre-pandemia, il sistema imprenditoriale locale mostra segnali incoraggianti, in particolare nei settori delle costruzioni, del turismo e dei servizi. Il nostro obiettivo resta quello di supportare le imprese con strumenti e iniziative che possano stimolare nuove aperture e rafforzare quelle esistenti". a cura di Giovanbattista Lanzilli OTTOPAGINE

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SEZ. ECONOMIA Mutui variabili, la Bce taglia i tassi dello 0,25%: come cambiano le rate, risparmi fino a 50 euro al mese

31 Gennaio 2025, 10:34am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA La Bce ha tagliato i tassi per la quinta volta nell'attuale fase di allentamento monetario, con una nuova sforbiciata da 25 punti base come nelle quattro decisioni precedenti. Il tasso di riferimento, quello sui depositi, passa così dal 3% al 2,75%. Il tasso sui rifinanziamenti principali scende al 2,90% e quello sui prestiti marginali al 3,15%. Una decisione che rappresenta il primo intervento di allentamento monetario dopo un periodo di rialzi volti a contenere l’inflazione. Il taglio dei tassi mira a stimolare la crescita economica e a rendere il credito più accessibile per famiglie e imprese. 

Mutui variabili, cosa cambia

Uno degli effetti più immediati del taglio dei tassi riguarda i mutui a tasso variabile, i cui interessi sono direttamente collegati all’andamento dell’Euribor, l’indice di riferimento per la maggior parte di questi finanziamenti. Con il ribasso del costo del denaro, si prevede una riduzione delle rate mensili per chi ha già in essere un mutuo variabile.

Ad esempio, per un mutuo di 125.000 euro con durata 25 anni, la rata mensile potrebbe diminuire di circa 17 euro, passando dagli attuali 666 euro a 649 euro nei prossimi mesi. Per un mutuo di 150.000 euro con durata 20 anni, la riduzione potrebbe essere di circa 19 euro, con una rata che passerebbe da 903 euro a 884 euro. Se la Bce dovesse proseguire con ulteriori tagli nei prossimi mesi, il risparmio potrebbe arrivare fino a 50 euro mensili entro la fine dell’anno. 

I nuovi tagli

Gli analisti prevedono che la BCE possa proseguire con una politica di riduzione graduale dei tassi nel corso del 2025, in funzione dell’andamento dell’inflazione e della crescita economica dell’Eurozona. Se l’inflazione dovesse stabilizzarsi su livelli più contenuti, nuovi tagli potrebbero essere annunciati nei prossimi trimestri, portando un ulteriore alleggerimento del costo del credito.

Per i mutuatari con finanziamenti a tasso variabile, ciò rappresenterebbe un'opportunità per ridurre ulteriormente le proprie spese mensili. Per chi sta valutando di sottoscrivere un nuovo mutuo è invece da considerare attentamente la propria propensione al rischio: mentre il tasso variabile può offrire vantaggi nel breve termine, le future oscillazioni dei tassi di interesse potrebbero modificare lo scenario. LEGGO.IT

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SEZ. ECONOMIA Il bonus Renzi (e Conte) non c'è più: «1.200 euro in meno all'anno ai redditi più bassi». Ipotesi intervento sul cuneo

30 Gennaio 2025, 10:37am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA Il bonus Renzi (e Conte) non c'è più: «1.200 euro in meno all'anno ai redditi più bassi». Ipotesi intervento sul cuneo

INSERITO DA ANGELA CECERE La perdita del bonus Renzi (diventato poi bonus Conte) subita dai lavoratori con retribuzioni tra 8.500 e 9.000 euro sarà oggetto di «un'attenta valutazione» da parte del governo, che ha come obiettivo generale di politica economica il sostegno dei redditi bassi. Ad assicurarlo è stata la sottosegretaria al Mef, Lucia Albano, sollecitata in Commissione Finanze della Camera da M5s e Avs sulla questione emersa dopo la denuncia della Cgil. 1.200 euro all'anno in meno Il problema nasce con la manovra di quest'anno e la trasformazione del taglio del cuneo da contributivo, come nel 2024, a fiscale, nella versione attuale. Nella legge di bilancio, il governo ha inserito dei meccanismi di garanzia che però, secondo le tabelle particolareggiate diffuse dal sindacato e riportate dalla stampa, non coprono quella fascia specifica di lavoratori sostanzialmente poveri che l'anno scorso hanno ricevuto i 100 euro al mese del vecchio bonus e quest'anno non li riceveranno, per un totale di 1.200 euro l'anno. Si tratta, ha specificato la sottosegretaria all'Economia, di «un numero assai limitato di soggetti e di una platea che normalmente cambia composizione ogni anno per motivi legati a dinamiche reddituali e del mercato del lavoro (nuovi ingressi, aumento delle retribuzioni, maggiori o minori straordinari, maggiori o minori ore lavorate)». Nonostante questo, una valutazione sulla possibile estensione del «trattamento integrativo», ovvero dei 100 euro al mese, proprio a questa platea sarà fatta, tenendo per di più conto non solo di chi si trovava nella fascia svantaggiata lo scorso anno ma anche di chi ci si troverà in futuro. Secondo Albano, quello che l'opposizione ha definito nell'interrogazione «un effetto distorsivo» del nuovo beneficio - che non è più un taglio del cuneo contributivo ma un mix di bonus e detrazioni - dipende dal vantaggio «ricevuto incidentalmente» lo scorso anno «a causa del meccanismo di riduzione dell'aliquota contributiva, che aveva conseguentemente portato ad aumentare i redditi imbonibili Irpef». Cominciando a pagare le imposte, i contribuenti avevano ricevuto anche l'integrazione da 1.200 euro che in mancanza di decontribuzione non sarebbe loro spettata. Il meccanismo fiscale introdotto con la legge di bilancio in vigore fa però riscivolare i lavoratori nella fascia dell'incapienza, escludendo quindi per loro la possibilità di ottenere i 100 euro al mese. 

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SEZ. ECONOMIA Reddito, Italia spaccata in due: «Al Sud inferiore del 30% rispetto al Centro-Nord». La classifica regione per regione

28 Gennaio 2025, 11:57am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA Reddito, Italia spaccata in due: «Al Sud inferiore del 30% rispetto al Centro-Nord». La classifica regione per regione

INSERITO DA ANGELA CECERE Nel 2023 il reddito disponibile delle famiglie per abitante del Mezzogiorno si attesta a 17,1mila euro annui e si conferma il più basso del Paese: la distanza da quello del Centro-Nord, pari a 25mila euro, è superiore al 30%. Lo si legge nel Report Istat sui conti economici territoriali. Il Nord-Ovest resta al primo posto nella graduatoria del Pil pro-capite, con un valore in termini nominali di 44,7mila euro mentre nel Mezzogiorno il livello risulta leggermente inferiore a 24mila euro. Nell'anno però il Pil in volume è aumentato dell'1,5% nel Mezzogiorno, dello 0,7% nel Nord-ovest, dello 0,4% nel Nord-est e dello 0,3% nel Centro (+0,7% a livello nazionale).

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SEZ. ECONOMIA Bonus patente da 2.500 euro: chi può richiederlo, il limite d'età e come iscriversi al click day

27 Gennaio 2025, 11:37am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA Bonus patente da 2.500 euro: chi può richiederlo, il limite d'età e come iscriversi al click day

INSERITO DA ANGELA CECERE Bonus patente 2025, torna il contributo che può valere fino a 2.500 euro e che serve a coprire le spese sostenute da chi vuole prendere il titolo di guida per l'autotrasporto. Come nel 2024, il governo ha previsto in manovra l'aiuto per chi ha tra i 18 e i 35 anni, risiede in Italia ed è già iscritto a un corso per prendere la patente. Ecco tutti i requisiti necessari.

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SEZ. ECONOMIA Confesercenti: investimenti sostenibili 4.0, opportunità per le imprese irpine L'annuncio del presidente provinciale Giuseppe Marinelli

26 Gennaio 2025, 10:28am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

confesercenti investimenti sostenibili 4 0 opportunita per le imprese irpine

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Le spese inserite nel progetto possono riguardare l’acquisto di macchinari, impianti e nuove attrezzature; opere murarie; programmi informatici; certificazioni ambientali; servizi di consulenza specialistica... Avellino. “Per le imprese irpine e dell'intero Mezzogiorno sono in arrivo nuove opportunità con le agevolazioni previste dal programma “Investimenti Sostenibili 4.0” di Invitalia, appena rifinanziato, che sostiene la trasformazione tecnologica e digitale delle piccole e medie attività, indirizzata verso ambiti strategici per la competitività e la crescita sostenibile del sistema economico”. Ad affermarlo è Giuseppe Marinelli, presidente provinciale di Confesercenti Avellino. “La misura prevede - prosegue il dirigente dell'associazione di categoria – una dotazione finanziaria complessiva di 300 milioni di euro, destinati sotto forma di contributi in conto impianti e di finanziamenti agevolati, alle imprese in possesso dei requisiti specifici per l'accesso agli incentivi, con una copertura fino al 75 per cento delle spese ammissibili”. Sono ammesse alle agevolazioni le attività manifatturiere e di servizi alle imprese. I piani di investimento dovranno offrire un contributo al raggiungimento degli obiettivi climatici e ambientali, rendere il processo produttivo sostenibile e circolare, migliorare la sostenibilità e il risparmio energetico dell’impresa o favorire la transizione tecnologica e digitale dell’azienda proponente. L’obiettivo del programma dovrà essere raggiunto tramite l’impiego di tecnologie abilitanti come l’intelligenza artificiale, la blockchain, l’internet of things e l’industrial internet, il cloud, la cybersecurity, i big data e analytics, le soluzioni di advanced manufacturing, la manifattura additiva, la simulazione e la realtà aumentata. Le spese inserite nel progetto possono riguardare l’acquisto di macchinari, impianti e nuove attrezzature; opere murarie; programmi informatici; certificazioni ambientali; servizi di consulenza specialistica. Il programma d’investimento deve prevedere una spesa compresa tra i 750.000 euro e i 5 milioni di euro. L’accesso e la concessione delle agevolazioni avviene mediante una procedura valutativa a sportello. Per ulteriori informazioni e assistenza è possibile rivolgersi agli uffici di Confesercenti, in viale Italia n° 53, ad Avellino, previo appuntamento, telefonando al numero 0825 679256 o scrivendo a info@confesercentiavellino.it. GIANNI VIGOROSO OTTOPAGINE

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SEZ. ECONOMIA Assegno unico, arriva la prima rata di accredito: il nuovo sistema, il calendario dei pagamenti e gli importi. La guida

20 Gennaio 2025, 11:37am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA Assegno unico, arriva la prima rata di accredito: il nuovo sistema, il calendario dei pagamenti e gli importi. La guida

INSERITO DA ANGELA CECERE Assegno unico in arrivo per le famiglie con figli a carico che attendono l'accredito di gennaio. Le rate dell’Assegno Unico di gennaio 2025, relative alle prestazioni che non hanno subito variazioni, saranno accreditate da questa settimana. Entro la fine del mese «è accreditato l’importo delle rate spettanti nell’ipotesi in cui l’assegno sia stato oggetto di conguaglio, a credito oppure a debito». Il nuovo sistema L’Inps in una nota, ha specificato che ha aderito al nuovo sistema Re.Tes. (Reingegnerizzazione delle procedure di Tesoreria) per i servizi della Tesoreria dello Stato in vigore dall'1 gennaio. Re.Tes è una architettura informatica realizzata grazie alla collaborazione tra la Banca d’Italia, il dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato e la Corte dei conti, «con l’obiettivo di snellire le procedure amministrative e allinearle all’evoluzione dei sistemi e degli strumenti di pagamento».

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SEZ. ECONOMIA Bankitalia, con dazi Usa 'effetti significativi' su aziende Colpite le pmi. A rischio il forte surplus verso il paese

18 Gennaio 2025, 09:56am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

© ANSA/EPA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA "Un inasprimento dei dazi" da parte dell'amministrazione Trump "avrebbe effetti significativi sulle aziende italiane che esportano verso il mercato statunitense, soprattutto le piccole e le medie". E' l'allarme della Banca d'Italia che dedica un focus sul tema nel suo bollettino economico ricordando come "il nostro paese è significativamente esposto verso gli "Stati Uniti, che rappresentano la seconda destinazione, dopo la Germania, delle vendite estere di beni dell'Italia". Con gli Usa il nostro Paese vanta "cospicuo surplus negli scambi di beni" pari al 2% del Pil, frutto di un export di 53 miliardi e import per soli 20 miliardi. ANSA

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SEZ. ECONOMIA Assegno unico, il calendario dei pagamenti di gennaio: importi, requisiti e quando aggiornare l'Isee. La nota dell'Inps

17 Gennaio 2025, 11:40am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA Assegno unico, il calendario dei pagamenti di gennaio: importi, requisiti e quando aggiornare l'Isee. La nota dell'Inps

INSERITO DA ANGELA CECERE Le rate dell’Assegno Unico di gennaio 2025, relative alle prestazioni che non hanno subito variazioni, saranno accreditate nella settimana decorrente dal 20 gennaio 2025. Entro la fine del mese “è accreditato l’importo delle rate spettanti nell’ipotesi in cui l’assegno sia stato oggetto di conguaglio, a credito oppure a debito”. Lo comunica l’Inps in una nota, specificando che ha aderito al nuovo sistema Re.Tes. (Reingegnerizzazione delle procedure di Tesoreria) per i servizi della Tesoreria dello Stato in vigore dall'1 gennaio. Re.Tes è una architettura informatica realizzata grazie alla collaborazione tra la Banca d’Italia, il dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato e la Corte dei conti, «con l’obiettivo di snellire le procedure amministrative e allinearle all’evoluzione dei sistemi e degli strumenti di pagamento».

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SEZ. ECONOMIA Benzina e diesel, prezzi alle stelle: «Fino a 2,2 euro al litro, mai così alti da agosto». L'allarme del Codacons

15 Gennaio 2025, 11:27am

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Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA Benzina e diesel, prezzi alle stelle: «Fino a 2,2 euro al litro, mai così alti da agosto». L'allarme del Codacons

INSERITO DA ANGELA CECERE «L'escalation senza sosta rischia di avere effetti a cascata per consumatori e imprese e di frenare la crescita dell'economia», afferma il Codacons Brutte notizie per gli automobilisti italiani e in generale per chi usa l'auto o la moto per spostarsi quotidianamente, per andare al lavoro ma non solo. Continuano ad aumentare i prezzi dei carburanti, sulla scia del giro di rialzi rilevato già ieri - martedì 14 gennaio - sui listini consigliati dei maggiori marchi. Oggi la benzina sfiora quota 1,81 euro al litro, in media nazionale self service, mentre il gasolio supera 1,71 euro al litro. Per quanto riguarda la benzina si tratta del prezzo più alto dal 9 agosto scorso, mentre per il diesel è il record dal 28 agosto. Sulle autostrade, i prezzi sono in media pari a 1,9 euro al litro per la benzina self e a 1,82 per il gasolio self, rende noto Staffetta Quotidiana aggiungendo che Tamoil ha aumentato di due centesimi al litro i prezzi consigliati di benzina e gasolio. Mentre il prezzo alla pompa cresce, dopo tre aumenti consecutivi, scendono invece questa mattina le quotazioni dei prodotti raffinati. Le medie dei prezzi Queste sono le medie dei prezzi praticati comunicati dai gestori all'Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy ed elaborati dalla Staffetta, rilevati alle 8 di ieri mattina su circa 18mila impianti: benzina self service a 1,807 euro/litro (+7 millesimi, compagnie 1,816, pompe bianche 1,788) diesel self service a 1,711 euro/litro (+8, compagnie 1,719, pompe bianche 1,692)  benzina servito a 1,944 euro/litro (+4, compagnie 1,990, pompe bianche 1,856)
diesel servito a 1,848 euro/litro (+5, compagnie 1,894, pompe bianche 1,760)
Gpl servito a 0,738 euro/litro (+1, compagnie 0,745, pompe bianche 0,729)
metano servito a 1,467 euro/kg (+1, compagnie 1,471, pompe bianche 1,464)
Gnl 1,444 euro/kg (+2, compagnie 1,446 euro/kg, pompe bianche 1,443 euro/kg).
Questi sono i prezzi sulle autostrade: benzina self service 1,903 euro/litro (servito 2,165)
gasolio self service 1,815 euro/litro (servito 2,083)Gpl 0,869 euro/litro metano 1,527 euro/kg Gnl 1,580 euro/kg. Codacons: escalation senza sosta «L'escalation senza sosta dei prezzi dei carburanti alla pompa rischia di avere effetti a cascata per consumatori e imprese e di frenare la crescita dell'economia nazionale», afferma il Codacons, dopo i numeri che confermano l'allarme lanciato la settimana scorsa dalla stessa associazione dei consumatori. «Le ultime elaborazioni sui dati comunicati dai gestori all'Osservaprezzi del Mimit portano il prezzo medio della benzina ai valori più alti da agosto 2024, con la benzina che al self vola a 1,81 euro al litro, mentre sulle autostrade in molti impianti la verde al self ha già ampiamente superato la soglia dei 2 euro al litro - denuncia il Codacons - Rispetto a fine dicembre, un pieno costa così agli automobilisti italiani in media oltre 2 euro in più». L'allarme, osserva l'associazione a difesa dei consumatori, «non riguarda solo i maggiori costi di rifornimento, ma anche gli effetti indiretti dei rincari alla pompa, che nel breve periodo rischiano di avere ripercussioni sui prezzi al dettaglio dei beni trasportati, considerato che in Italia l'88% della merce viaggia su gomma. Il Mimit, anziché attaccare le associazioni come il Codacons che segnalano i rincari, farebbe bene ad intervenire perché un'eventuale impennata dei carburanti alla pompa avrebbe effetti disastrosi per l'economia italiana, generando un aumento rilevante dei costi a carico di famiglie e imprese e una nuova spirale inflattiva» conclude il Codacons.

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