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sez.economia

SEZ. ECONOMIA Borsa: Europa apre fiacca, Parigi -0,28%, Londra -0,35% Segno meno anche per Francoforte (-0,44%) e Madrid (-0,55%)

13 Aprile 2022, 10:37am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA  Borsa: Europa apre fiacca, Parigi -0,28%, Londra -0,35% Segno meno anche per Francoforte (-0,44%) e Madrid (-0,55%)

INSERITO ANGELA CECERE MILANO, Apertura debole per le principali borse europee. Parigi cede lo 0,28% a 6.519 punti, Londra lo 0,35% a 7.545 punti, Francoforte lo 0,44% a 14.062 punti e Madrid lo 0,55% a 8.530 punti.

ANSA

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SEZ. ECONOMIA Gas: indice prezzo europeo apre in rialzo del 3,16% A 103,30 euro al megawattora

12 Aprile 2022, 10:57am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA  Gas: indice prezzo europeo apre in rialzo del 3,16% A 103,30 euro al megawattora

INSERITO DA ANGELA CECERE MILANO,  Nei primi scambi i future sul gas naturale trattati ad Amsterdam si muovono in rialzo. Il benchmark europeo viene trattato a 103,30 euro al megawattora, in rialzo del 3,16 per cento.

ANSA

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SEZ. ECONOMIA Benzina: Qe, prezzi ancora in calo, self a 1,775 euro Diesel scende a 1,771 euro al litro. Giù anche nel servito

11 Aprile 2022, 10:47am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA  Benzina: Qe, prezzi ancora in calo, self a 1,775 euro Diesel scende a 1,771 euro al litro. Giù anche nel servito

INSERITO DA ANGELA CECERE ROMA, Prezzi ancora in discesa sulla rete carburanti. Ai ribassi già segnalati nei giorni scorsi, nel weekend si sono aggiunti nuovi tagli a benzina e diesel da parte di tutti i marchi, seppur in modo differenziato sul territorio. I prezzi praticati risultano quindi in calo sia nella modalità self che, in modo più marcato, nella modalità servito. Lo indica Quotidiano energia, in base all'elaborazione dei dati comunicati dai gestori all'Osservaprezzi del Mise aggiornati alle 8 di ieri 10 aprile: il prezzo medio nazionale praticato della benzina in modalità self scende a 1,775 euro/litro (1,791 il valore precedente), con i diversi marchi compresi tra 1,740 e 1,784 euro/litro (no logo 1,767). Il prezzo medio praticato del diesel self cala a 1,771 euro/litro (contro 1,786), con le compagnie tra 1,747 e 1,780 euro/litro (no logo 1,768). Quanto al servito, per la benzina il prezzo medio praticato è a 1,911 euro/litro (1,930 il valore precedente), con gli impianti colorati che mostrano prezzi medi praticati tra 1,829 e 1,987 euro/litro (no logo 1,820). La media del diesel servito va a 1,908 euro/litro (contro 1,928), con i punti vendita delle compagnie con prezzi medi praticati compresi tra 1,837 e 1,975 euro/litro (no logo 1,820). I prezzi praticati del Gpl vanno da 0,847 a 0,869 euro/litro (no logo 0,854). Infine, il prezzo medio del metano auto risulta complessivamente in calo e si posiziona tra 2,202 e 2,376 (no logo 2,126).

ANSA

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SEZ. ECONOMIA Confindustria, con la guerra produzione primo trimestre -2,9% A marzo -1,5%. Tenuta delle imprese a rischio nei prossimi mesi

10 Aprile 2022, 09:45am

Pubblicato da Miki Pappacoda

 © ANSA

Gli effetti della guerra fermano la produzione industriale italiana che a marzo scende dell'1,5%, dopo il rimbalzo di febbraio (+1,9%). E' la stima del Centro studi di Confindustria nell'indagine rapida. Di conseguenza, nel primo trimestre dell'anno il Csc stima una diminuzione della produzione industriale del 2,9% rispetto al quarto trimestre del 2021, che "inciderà negativamente sulla dinamica del Pil". Inoltre, "indici di sentiment sull'attività imprenditoriale e di fiducia, in flessione a marzo, preannunciano rilevanti ripercussioni sull'effettiva capacità di tenuta delle imprese nei prossimi mesi", sottolinea il Csc. ANSA

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SEZ. ECONOMIA Via libera dalle Commissioni al decreto bollette Il provvedimento è atteso in aula a Montecitorio lunedì

8 Aprile 2022, 10:37am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA  Via libera dalle Commissioni al decreto bollette Il provvedimento è atteso in aula a Montecitorio lunedì

INSERITO DA ANGELA CECERE Le commissioni Ambiente e Attività produttive della Camera hanno dato il via libera al disegno di legge di conversione del decreto bollette. Il provvedimento è atteso in aula a Montecitorio lunedì. Le misure stanziate dal dl ammontano a quasi 8 miliardi, di cui circa 5,5 per fare fronte al caro energia con misure come la cancellazione degli oneri di sistema per le utenze domestiche per il secondo trimestre e il potenziamento del bonus sociale. La restante parte va a sostegno delle filiere produttive più in difficoltà in questa fase. Sono previste inoltre liberalizzazioni per le rinnovabili e l'aumento della produzione di gas nazionale. Il Gestore dei servizi energetici Gse comprerà energia dagli impianti rinnovabili con contratti di ritiro e vendita di lunga durata, pari ad almeno tre anni, e la destinerà con prezzi agevolati in priorità ai clienti industriali energivori, alle piccole e medie imprese e ai clienti localizzati in Sicilia e Sardegna. Lo prevede l'emendamento Energy release al decreto bollette approvato dalle commissioni Ambiente e Attività produttive della Camera. L'emendamento ha "il fine di garantire la piena integrazione e remunerazione di medio termine degli investimenti in fonti rinnovabili nel mercato elettrico" e di "trasferire ai consumatori" i benefici di questa integrazione.

ANSA

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SEZ. ECONOMIA Benzina e diesel, prezzi in discesa: prorogato il taglio delle accise: ecco quanto costano oggi In aumento, invece, i prezzi di Gpl, Metano e Gnl

7 Aprile 2022, 11:27am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA Benzina e diesel, prezzi in discesa: prorogato il taglio delle accise: ecco quanto costano oggi In aumento, invece, i prezzi di Gpl, Metano e Gnl

INSERITO DA ANGELA CECERE I prezzi di benzina e diesel sono ancora in calo, mentre il governo ha deciso di prorogare il taglio delle accise. In aumento invece Gpl, metano e Gnl. Stando alla consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, questa mattina Eni ha ridotto di due centesimi al litro i prezzi consigliati della benzina. Resta, invece, invariato il prezzo del gasolio. Per IP registriamo un taglio di 1 centesimo al litro su benzina e gasolio e un rialzo di un centesimo al litro sul Gpl. LE MEDIE DEI PREZZI Queste sono le medie dei prezzi praticati E comunicati dai gestori all'Osservatorio prezzi del ministero dello Sviluppo economico ed elaborati dalla Staffetta, rilevati alle 8 di mercoledì 6 aprile su circa 15mila impianti: BENZINA La benzina self service a 1,792 euro/litro (-3 millesimi), mentre la benzina al servito si attesta a 1,925 euro al litro. DIESEL Il diesel al self service a 1,788 euro/litro (-3 millesimi), mentre il diesel al servito è a 1,924 euro al litro GPL Gpl servito a 0,854 euro/litro (+2 millesimi). METANO Metano servito a 2,229 euro/kg (+11 millesimi GNL Gnl servito a 2,731, euro/kg (+65 millesimi) IN AUTOSTRADA In autostrada i prezzi medi sono: benzina self service 1,876 euro/litro (servito 2,089), gasolio self service 1,875 euro/litro (servito 2,097), Gpl 0,921 euro/litro, metano 2,620 euro/kg, Gnl 2,737 euro/kg.

LEGGO

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SEZ. ECONOMIA Benzina e diesel, quanto spendono Regioni e Comuni? Lombardia promossa, Roma da record. TUTTI I NUMERI

6 Aprile 2022, 10:14am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA La Lombardia è la Regione italiana più 'virtuosà nelle spese sostenute per carburanti, combustibili e lubrificanti. È l'unica ad aggiudicarsi il rating complessivo AAA nella speciale classifica elaborata per l'Adnkronos dalla Fondazione Gazzetta Amministrativa della Repubblica italiana, nell'ambito del progetto 'Pitagorà, che prende in esame i costi sostenuti nel 2020 da Regioni e capoluoghi di Provincia (sul sito www.adnkronos.com tutte le tabelle e le cifre del report). In particolare, per questo tipo di spese, nel 2020 la Lombardia ha investito 65.414,59 euro. Tra le Regioni più efficienti per questa voce, con un rating compreso tra A e AAA, ne troviamo tre con la doppia AA - Lazio (149.738,66 euro), Campania (128.187,20), Emilia-Romagna (114.131,26) - e ulteriori tre con la A: Puglia (253.503,94 euro), Veneto (150.198,85), Calabria (57.031,98). Tra le Regioni con performance 'intermediè figurano, invece, con BBB Toscana (287.957,03 euro) e Marche (116.061,42), con la BB Piemonte (526.382,75), Liguria (160.032,45) e Umbria (95.136,53), e con la B Abruzzo (199.066,10), Basilicata (76.168,86), Molise (46.002,40). Mentre risultano non comparabili per questa voce i dati di Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Trentino Alto Adige, Valle d'Aosta. La Sicilia è la Regione meno efficiente nelle spese sostenute per carburanti, combustibili e lubrificanti. È l'unica a ricevere la 'C', il rating peggiore assegnato dalla speciale classifica elaborata per l'Adnkronos dalla Fondazione Gazzetta Amministrativa della Repubblica italiana, nell'ambito del progetto 'Pitagorà, che prende in esame i costi sostenuti nel 2020 da Regioni e capoluoghi di Provincia (sul sito www.adnkronos.com tutte le tabelle e le cifre del report). Nello specifico, per questa voce, nel 2020, la Sicilia ha speso 1.314.359,54 euro. Un valore che appare, tuttavia, in calo rispetto agli anni precedenti: la spesa ammontava infatti a 1.393.047,85 nel 2019 e a 1.531.884,05 nel 2018, anno in cui si è registrato un boom per questa spesa: basti pensare che l'anno precedente, nel 2017, si era fermata a 806.979,79 euro. La Sicilia è la Regione che spende di più La Sicilia è la Regione italiana che, in valore assoluto, detiene il record per le spese sostenute per carburanti, combustibili e lubrificanti: con 1.314.359,54 euro spesi nel 2020, è l'unica Regione italiana a superare il milione per questa voce, cifra che la porta ad avere il rating peggiore, la C. Subito dopo la Sicilia, fra le Regioni con gli importi più elevati di uscite per questa voce, superiori a 100.000 mila euro, spiccano, nell'ordine: Sardegna (862.985,44 euro), Valle d'Aosta (764.162,67), Piemonte (526.382,75), Friuli Venezia Giulia (463.792,27), Toscana (287.957,03), Puglia (253.503,94), Abruzzo (199.066,10), Trentino Alto Adige (165.210,09), Liguria (160.032,45), Veneto (150.198,85), Lazio (149.738,66), Campania (128.187,20), Marche (116.061,42), Emilia-Romagna (114.131,26). Il Molise è invece la Regione italiana che, in valori assoluti, ha la minore spesa sostenuta per carburanti, combustibili e lubrificanti: 46.002,40 nel 2020. Fra le Regioni che spendono meno per questa voce, sempre in valori assoluti, con un importo inferiore a 100.000 euro, troviamo: Umbria (95.136,53 euro), Basilicata (76.168,86), Lombardia (65.414,59), Calabria (57.031,98). I Comuni più virtuosi: Foggia in testa Dodici i capoluoghi di provincia italiani 'promossì con la tripla AAA nella gestione delle spese per carburanti, combustibili e lubrificanti. A risultare più 'virtuosì per questa voce di costi dell'ente, ottenendo così il massimo rating, sono Foggia, che ha speso solo 1.491,03 euro e poi Isernia (11.228,40), Terni (12.223,36), Frosinone (12.959,23), Lodi (13.226,35), Imperia (13.507,74), Forlì (15.187,42), Rovigo (15.454,04), Savona (24.749,63), Lecce (33.097,52), Piacenza (37.477,92), e Bologna (101.321,88). Ancora più folto il gruppo di città che risultano fra le più virtuose per questa voce di spesa, ottenendo la doppia AA: Caserta, Andria, Caltanissetta, Asti, Massa, Reggio Emilia, Barletta, Novara, Verona, Lucca, Lecco, Crotone, Benevento, La Spezia, Vibo Valentia, Como, Prato, Pavia, Bergamo, Parma, Monza, Grosseto, Sassari. Ma anche il gruppo che si è aggiudicato la A: Teramo, Varese, Catanzaro, Genova, Macerata, Verbania, Pescara, Pesaro, Trieste, Rieti, Torino, Cuneo, Mantova, Roma, Cremona, Gorizia, Treviso, Pisa, Modena, Pistoia, Cagliari, Trapani, Arezzo, Brescia, Cesena, Chieti, Milano, Agrigento, e Latina. Messina, Alessandria, Belluno, Ragusa, Biella, Trani e L'Aquila sono i capoluoghi di provincia meno 'efficientì nelle spese per carburanti, combustibili e lubrificanti. Tanto da meritare il rating C, il più basso nella speciale classifica elaborata per l'Adnkronos dalla Fondazione Gazzetta Amministrativa della Repubblica italiana, nell'ambito del progetto 'Pitagorà, che prende in esame i costi sostenuti nel 2020 da Regioni e capoluoghi di Provincia (sul sito www.adnkronos.com tutte le tabelle e le cifre del report). Ma a quanto ammontano le spese sostenute per questa voce in questi enti nel 2020? Analizzando la classifica, si scopre che L'Aquila ha speso 688.628,61, Messina 619.811,52, Alessandria 390.243,71, Ragusa 361.825,81, Trani 323.471,88, Biella 219.686,32 e Belluno 217.924,94. Ottengono un rating intermedio nella classifica: Salerno, Viterbo, Urbino, Nuoro, Siena, Oristano e Taranto, a cui va la B; Cosenza, Perugia, Padova, Ascoli Piceno, Reggio Calabria, Aosta, Trento, Udine, Palermo, Carbonia, Campobasso, Bolzano, Catania, Fermo, Sondrio e Brindisi, con la BB; Napoli, Ravenna, Livorno, Bari, Pordenone, Ferrara, Venezia, Matera, Ancona, Rimini, Potenza, Siracusa ed Enna, che ricevono la BBB. Non comparabile risulta il dato di Avellino, Firenze, Vercelli e Vicenza. A Roma il record di spesa per i carburanti È Roma il capoluogo di provincia che, in valori assoluti, ha la maggiore uscita in spese per carburanti, combustibili e lubrificanti, raggiungendo nel 2020 la cifra record di 1.673.551,35 euro. Dopo Roma, fra le città con le più elevate spese per questa voce, superiori a 500.000 euro, seguono in classifica, a distanza: Milano (913.145,19), Palermo (704.049,99), L'Aquila (688.628,61), Napoli (660.741,63), Messina (619.811,52). È Foggia il capoluogo di provincia più 'parsimoniosò in fatto di spese per carburanti, combustibili e lubrificanti, voce cui ha destinato nel 2020 solo 1.491,03 euro. A mantenere la spesa bassa per questa voce, al di sotto dei 50.000 euro, sono in tutto ben 29 capoluoghi di provincia in tutta Italia. Prima di Foggia, troviamo, nell'ordine: Cuneo (49.792,44 euro), Macerata (46.587,16), Andria (46.447,82), Gorizia (44.408,16), Mantova (44.342,53), Urbino (43.070,05), Enna (42.578,14), Teramo (42.530,88), Crotone (41.380,90), Rieti (41.022,16), Benevento (39.400,03), Piacenza (37.477,92), Asti (35.691,07), Verbania (35.526,67), Lecce (33.097,52), Massa (33.020,90), Caserta (32.546,74), Vibo Valentia (31.173,89), Lecco (31.162,74), Caltanissetta (29.157,62), Savona (24.749,63), Rovigo (15.454,04), Forlì (15.187,42), Imperia (13.507,74), Lodi (13.226,35), Frosinone (12.959,23), Terni (12.223,36), Isernia (11.228,40). LEGGO.IT

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SEZ. ECONOMIA Istat, la pressione fiscale nel IV trimestre sale al 51,8% In crescita di 0,7 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente

5 Aprile 2022, 11:17am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA  Istat, la pressione fiscale nel IV trimestre sale al 51,8% In crescita di 0,7 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente

INSERITO DA ANGELA CECERE La pressione fiscale nel quarto trimestre 2021 è stata pari al 51,8%, in crescita di 0,7 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.Lo rileva l'Istat Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è aumentato nel quarto trimestre 2021 dell'1,3% rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi sono cresciuti dell'1,2%. Lo rileva l'Istat spiegando che la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è stata pari all'11,3%, in lieve aumento rispetto al trimestre precedente (+0,2 punti percentuali). A fronte dell'aumento del deflatore implicito dei consumi (+1,2%), si osserva una sostanziale stabilità del potere d'acquisto delle famiglie, cresciuto rispetto al trimestre precedente dello 0,1%. Nel quarto trimestre 2021 l'indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil è stato pari al -3,0% (-5,8% nello stesso trimestre del 2020). Lo rileva l'Istat Il saldo primario delle AP (indebitamento al netto degli interessi passivi) è risultato positivo, con un'incidenza sul Pil dello 0,5% (-2,6% nel quarto trimestre del 2020). Il saldo corrente delle AP è stato anch'esso positivo, con un'incidenza sul Pil del 3,1% (+0,7% nel quarto trimestre del 2020). complesso nel 2021 le Amministrazioni pubbliche hanno registrato un indebitamento netto pari al -7,2% del Pil, in miglioramento rispetto al -9,6% del 2020. Nello stesso periodo, la pressione fiscale si attesta al 43,5% del Pil, in aumento di 0,7 punti percentuali rispetto al 42,8% del 2020 Le uscite totali nel quarto trimestre 2021 delle Amministrazioni pubbliche sono aumentate del 3,1% rispetto al corrispondente periodo del 2020 mentre la loro incidenza sul Pil (pari al 59,8%) è diminuita in termini tendenziali di 1,3 punti percentuali. Nei quattro trimestri del 2021 la relativa incidenza è stata pari al 55,5%, in riduzione di 1,5 punti percentuali rispetto al corrispondente periodo del 2020. Le uscite correnti e le uscite in conto capitale hanno registrato, nel quarto trimestre 2021, un aumento tendenziale rispettivamente del 3,2% e dell'1,9%. Le entrate totali nel quarto trimestre 2021 sono aumentate in termini tendenziali dell'8,1% e la loro incidenza sul Pil è stata del 56,8%, in crescita di 1,5 punti percentuali rispetto al corrispondente periodo del 2020 . Nel quarto trimestre 2021 le entrate correnti e in conto capitale hanno entrambe segnato, in termini tendenziali, un aumento, rispettivamente del 7,9% e del 44,2%. Nel 2021, in termini di incidenza sul Pil, il saldo primario e il saldo corrente sono risultati negativi, pari rispettivamente al -3,7% (-6,1% nel 2020) e al -1,6% (-4,5% nel 2020).

ANSA

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SEZ. ECONOMIA Spesa, ma quanto mi costi? La black list dei rincari: ecco i prodotti che sono aumentati di piùSpesa, ma quanto mi costi? La black list dei rincari: ecco i prodotti che sono aumentati di più

4 Aprile 2022, 11:47am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA Spesa, ma quanto mi costi? La black list dei rincari: ecco i prodotti che sono aumentati di piùSpesa, ma quanto mi costi? La black list dei rincari: ecco i prodotti che sono aumentati di più

INSERITO DA ANGELA CECERE Dal +23,3% dell'olio di semi al +6,2% dei gelati, il caro energia alimentato dalla guerra in Ucraina si fa sentire nei carrelli della spesa. Lo rileva la Coldiretti, che ha stilato una black list degli aumenti sulla base delle rilevazioni Istat sull'inflazione a marzo 2022. LA CLASSIFICA DEI RINCARI Si stima che, per cibo e bevande, gli aumenti siano del 6,7%. L'aumento maggiore riguarda gli oli di semi, soprattutto quello di girasole, seguiti da verdura fresca (+ 17,8%) e burro (+17,4%). Rincari a doppia cifra anche per la pasta (+13%), prosegue la Coldiretti, e frutti di mare (+10,8%) e farina (+10%). Seguono carne di pollo (+8,4%), frutta fresca (+8,1%), pesce fresco (+7,6%) e gelati (+6,2%) Esce dalla classifica il pane, pur se in aumento del 5,8%. Per la Coldiretti l'aumento dei costi «colpisce l'intera filiera agroalimentare, con i compensi riconosciuti agli agricoltori e agli allevatori che non riescono ormai neanche a coprire i costi di produzione». Più di un'azienda agricola su 10 (11%), prosegue la nota, «è in una situazione così critica da portare alla cessazione dell'attività, ma ben circa un terzo del totale nazionale (30%) si trova comunque costretta in questo momento a lavorare in una condizione di reddito negativo per effetto dell'aumento dei costi di produzione». Una crisi che è anche una conseguenza dei rincari per gli acquisti di concimi, imballaggi, gasolio, attrezzi e macchinari che, rileva la Coldiretti, «stanno mettendo in crisi i bilanci delle aziende agricole», con «aumenti dei costi che vanno dal +170% dei concimi al +90% dei mangimi al +129% per il gasolio Secondo uno studio del Crea gli incrementi dei costi correnti superano15.700 euro, con punte di oltre 47mila euro per le stalle da latte e picchi fino a 99mila euro per gli allevamenti di polli«. Il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, osserva che »occorre lavorare da subito per accordi di filiera tra imprese agricole ed industriali con precisi obiettivi qualitativi e quantitativi e prezzi equi che non scendano mai sotto i costi di produzione come prevede la nuova legge di contrasto alle pratiche sleali e alle speculazioni«.

LEGGO

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SEZ. ECONOMIA Brucellosi bufalina, la Regione integra il piano: sì all'obbligo vaccinale Vaccino obbligatorio nei capi tra 6 e 9 mesi nei quattro comuni cluster del casertano

2 Aprile 2022, 10:41am

Pubblicato da Miki Pappacoda

brucellosi bufalina la regione integra il piano si all obbligo vaccinale

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Sarà facoltativo il vaccino negli altri comuni "buffer" e incremento dei controlli con cadenza bisettimanale Caserta. Nella giornata di ieri, 1 febbraio 2022, è stato licenziato il documento integrativo al Piano di Eradicazione della Brucellosi Bufalina, elaborato dal Tavolo Tecnico composto da esponenti dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, della Direzione Generale Tutela della Salute della Regione Campania (UOD "Prevenzione e Sanità pubblica veterinaria"), del Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali dell'Università di Napoli "Federico II" e della Direzione Generale dell’ASL di Caserta, riuniti presso gli uffici dell'Assessorato all'Agricoltura della Regione Campania. Il documento - che ha preso in esame le istanze presentate nelle scorse settimane dagli stakeholders del settore bufalino - è stato anche condiviso con le associazioni che compongono il Tavolo Verde (Coldiretti, Confagricoltura, Copagri e Cia), in occasione della successiva riunione svoltasi nel pomeriggio presso gli uffici dell'Assessorato. Nei prossimi giorni sarà presentato agli altri attori del territorio, per assicurare piena condivisione e continuità di dialogo. "È un risultato importante - ha dichiarato l'Assessore all'Agricoltura della Regione Campania, Nicola Caputo - conseguito a valle di una lunga campagna di ascolto che ho avviato diverse settimane fa con gli operatori del settore e le associazioni di categoria. Il tutto, nella direzione indicata dal Presidente Vincenzo De Luca, ovvero quella della necessità di puntare alla eradicazione in via definitiva della malattia dai nostri allevamenti, di coinvolgere attivamente tutti gli attori del territorio, e di orientare le aziende campane sempre più verso un obiettivo comune: la realizzazione di una stalla-modello con altissimi standard di biosicurezza e controllo. Il documento tecnico, che integra la bozza di Piano di Eradicazione, è già stato inviato al Ministero della Sanità per una valutazione di merito. Il passo successivo sarà la condivisione con gli enti sanitari competenti. Il documento finale, poi, sarà sottoposto al Presidente De Luca e alla Giunta Regionale per l'adozione formale". I punti chiave del documento tecnico integrativo prevedono l'introduzione dell'obbligo vaccinale nell’area “cluster” dei quattro Comuni a maggiore concentrazione di focolai (Cancello e Arnone, Castel Volturno, Grazzanise, Santa Maria La Fossa) per i capi tra i sei ed i nove mesi di età, per un periodo di sei anni; introduzione facoltativa del vaccino nei sette Comuni dell’area “buffer” (Villa Literno, Pignataro Maggiore, Carinola, Capua, Francolise, Mondragone, San Tammaro); incremento della frequenza dei controlli negli allevamenti che presentano focolai di infezione (controlli previsti con cadenza bisettimanale); riduzione dei tempi di diagnostica da sette a cinque giorni lavorativi; screening obbligatori e obbligo di pastorizzazione del latte nell'area "cluster"; realizzazione di stalle contumaciali. Inoltre, sono state accolte le istanze dei rappresentanti degli allevatori in riferimento al potenziamento delle attività di autocontrollo nelle imprese, in linea con quanto stabilito dai regolamenti europei in materia. "È il frutto di un lungo lavoro di condivisione - ha aggiunto l'Assessore Caputo - svolto con rigore e garantendo al tempo stesso vicinanza agli allevatori. Stiamo anche lavorando all'introduzione di strumenti di sostegno al reddito, che si aggiungeranno agli indennizzi già previsti per gli abbattimenti obbligatori dei capi infetti, e ai fondi stanziati sul Psr per il 2022 che ammontano a cento milioni di euro. Stiamo inoltre prevedendo l'istituzione di un “Comitato Green Brucellosi” composto da rappresentanze qualificate degli allevatori, come elemento di trasparenza in riferimento al monitoraggio del Piano". Tra le varie attività che puntano alla eradicazione dell'infezione, sono anche previste azioni collaterali di bonifica ambientale, da realizzare con il supporto del Consozio di Bonifica del Basso Volturno. "È allo studio - informa l'Assessore Caputo - un intervento straordinario di pulitura dei canali con particolare attenzione ai fanghi e ai sedimenti erbosi. È necessario prevedere interventi realizzabili in tempi brevi, per una messa in sicurezza globale dei territori interessati al fine di scongiurare possibili recrudescenze dell'infezione". "Si tratta di una svolta e di un decisivo cambio di passo - ha concluso l’Assessore Caputo - che consentirà, grazie alle azioni di prevenzione, autocontrollo, monitoraggio, e messa in sicurezza delle strutture, di affrontare e risolvere con decisione, e con l'impegno di tutte le parti, il problema che da moltissimi anni colpisce la provincia casertana. L'obiettivo è valorizzare tutta la filiera bufalina, e accrescere il prestigio di una delle più apprezzate eccellenze agroalimentari della nostra regione: la mozzarella di bufala campana DOP. Le vicende che ci hanno visto impegnati nelle scorse settimane sono la piena dimostrazione che il dialogo e il confronto diretto sono l'unica strada che dà frutti, a dispetto delle tensioni e delle strumentalizzazioni di parte. La Regione Campania, anche in questa circostanza, sta dimostrando di saper rispondere con i fatti".OTTOPAGINE

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