Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE Entro 12 mesi il governo è delegato ad adottare uno o più decreti legislativi per "la riforma della normativa" in materia di "incentivi alle imprese" per "migliorarne l'efficienza". Tali decreti puntano a "definire un sistema organico di regole per l'attivazione del sostegno pubblico a favore delle imprese, previa ricognizione delle misure esistenti, anche mediante abrogazione, sistematizzazione e semplificazione" delle norme e "attraverso l'adozione di nuove misure, anche con riguardo al sistema degli incentivi alle imprese del Mezzogiorno". Lo prevede il testo del ddl che potrebbe andare oggi in Cdm.
INSERITO DA ANGELA CECERE MILANO, Le Borse europee proseguono in rialzo mentre si guarda all'andamento dell'economia cinese. Dopo la pubblicazione dei verbali della Fed l'attenzione degli investitori si concentra sulle prossime mosse della Bce sul fronte della politica monetaria. Tiene banco il tema dell'inflazione con l'andamento del prezzo delle materie prime, in modo particolare quelle energetiche. Sul fronte valutario l'euro sul dollaro è poco mosso a 1,0679 a Londra. L'indice d'area stoxx 600 guadagna lo 0,3%. Bene Parigi (+0,6%), Francoforte (+0,5%), Londra (+0,1%) e Madrid (+0,7%). I listini sono sostenuti dal comparto dell'energia (+1%), con il prezzo del petrolio in rialzo. Il Wti sale a 111 dollari al barile (+0,6%) e il Brent a 114 dollari (+0,5%). Andamento positivo anche per il comparto dell'automotive (+0,8%). Positive ma senza particolare slancio le banche (+0,1%) e le assicurazioni (+0,2%). Seduta in calo per le utility (-0,4%), con il prezzo del gas in calo. Ad Amsterdam le quotazioni scendono a 86 euro al Mwh (-2,3%). A Londra il prezzo si attesta a 143 penny al Mmbtu (-3,9%). Tra le materie prime in calo l'oro a 1.847 dollari l'oncia (-0,2%) mentre è in rialzo l'argento (+0,1%). Scende dell'1,7% il grano duro a 1.272 dollari per unità contrattuale da 5mila staia (bushel), e il grano tenero a 1.121 dollari (-2,1%).
INSERITO DA ANGELA CECERE MILANO, La Borsa di Milano, così come le altre Piazze europee, conferma la buona intonazione dell'avvio con il il Ftse Mib che guadagna lo 0,8% a 24.065 punti. Lo spread tra Btp e Bund, sceso a 196 punti, risale e sfiora i 198 punti ma comunque è sotto i 199,5 punti dell'avvio di seduta. Poco mosso il rendimento del decennale italiano al 2,93%. In evidenza i bancari con Bper in testa (+1,8%), Intesa Sanpaolo (+1,18%), Banco Bpm (+1,15%) . Tra i migliori i titoli legati all'energia con Tenaris (+2,5%), eni (+2%) , Enel (+1,62%), Snam (+1%). Tra gli altri buon passo per Unipol (+1,61%) . Deboli Campari (-0,77%), Recordati (-0,65%), Banca Generali (-0,54%).
INSERITO DA ANGELA CECERE MILANO, Si confermano deboli le principali borse europee dopo oltre un'ora e mezza di scambi, con i futures Usa in calo e gli indici Pmi di Francia e Germania sopra le stime a differenza di quelli dell'Eurozona e del Regno Unito. In arrivo l'analogo dato Usa nel pomeriggio, insieme al Redbook sul commercio, agli indici della Fed di Chicago e dell'Università di Richmond. Attesi in serata gli interventi del presidenti della Fed Jerome Powell e della Bce Chgristine Lagarde, mentre il vicegovernatore della Bank of England Sam Woods parla a fine mattinata. Londra (-0,56%) è la migliore, seguita da Madrid (-0,61%), Milano (-0,83%), Francoforte (-0,9%) e Parigi (-1,22%). Negativi i futures Usa. Stabile a 202,7 punti il differenziale tra Btp e Bund decennali tedeschi, con il rendimento annuo italiano in calo di 1,2 punti base al 3,012%. Debole il greggio (Wti -0,33% a 109,95 dollari al barile), l'acciaio (-1,81% a 4.552 dollari la tonnellata) e l'oro (-0,06% a 1.859 dollari l'oncia), mentre risale il gas (+4,46% a 87 euro al MWh) ad Amsterdam. Sul fronte valutario l'euro si apprezza dello 0,18% sul dollaro, ma su entrambe le valute guadagna terreno il rublo (+1,7% a 57,53 sul dollaro e +1,58% a 61,6 sull'euro). Le vendite si concentrano sui produttori di microprocessori Be Semiconductor (-2,75%), Nordic (-2,3%), Ams.Osram (-2,26%) ed Stm (-2%). Deboli i petgroliferi Bp (-1,92%), Shell (-1,55%), TotalEnergies (-1,22%) ed Eni (-1,15%). Scivola Saipem (-3,59%), oggetto di prese di beneficio, pesa Tenaris (-2,31%). Cedono gli automobilistici Volvo (-2,17%), Stellantis (-1,39%), Renault (-1%) e Volkswagen (-0,7%). Contrastati i bancari con rialzi per Barclays (+2,32%), Sabadell (+1,63%)Commerzbank (+1,1%) e Unicredit (+0,4%), mentre scivolano Bnp (-2,52%), Lloyds (-1,19%), Mediobanca (-1,55%) SocGen (-0,74%) e Intesa (-0,7%).
INSERITO DA ANGELA CECERE Si apre con un rialzo sulle Borse europee la settimana dei mercati. Gli investitori si riposizionano prendendo spunto dai prezzi bassi e superano i timori di una politica monetaria restrittiva e di un rallentamento della crescita. Londra guadagna l'1,02%, Parigi l'1,04%, Francoforte l'1,42%. Su Milano pesa lo stacco delle cedole che porta l'indice a segnare un ribasso dello 0,19 per cento.
INSERITO DA ANGELA CECERE MILANO, Amplia il rialzo segnato in apertura Piazza Affari nella prima mezz'ora di scambi. L'indice Ftse Mib guadagna lo 0,95% a 24.293 punti, sostenuto da Stellantis (+2,5%), Nexi (+2,26%), Cnh (+2,23%), Eni (+1,9%), nonostante il greggio poco mosso (Wti -0,5% a 111,65 dollari al barile), Prysmian (+1,41%) e Tenaris (+1,62%), che rimbalza dopo lo scivolone della vigilia. Sale a 197,7 punti il differenziale tra Btp e Bund tedeschi, con il rendimento annuo dei titoli italiani in crescita di 5,6 punti al 2,951%. In campo bancario emerge Intesa (+1,06%), seguita da Bper (+0,93%) e Banco Bpm (+0,56%), mentre Unicredit (+0,2%) appare più cauta. Pochi i segni meno, limitati a Moncler (-2,02%), Leonardo (-1,18%), Generali (-0,86%), oggetto di prese di beneficio dopo il rialzo della vigilia a seguito dei conti trimestrali, Snam (-0,33%) e Terna (-0,32%).
INSERITO DA ANGELA CECERE Lo scivolone della vigilia di Wall street e la debolezza delle Borse asiatiche pesano su Piazza Affari e sugli altri listini europei, ma senza crolli: l'indice Ftse Mib in un clima instabile scende dell'1%, con Moncler, Stellantis e Iveco che cedono oltre due punti percentuali In Europa, dove il gas tiene sui 94 euro al Megawattora, Londra perde l'1,1%, con Parigi, Francoforte ed Amsterdam che perdono l'1,7%. Sul listino principale di Piazza Affari, che guarda anche allo spread a 197 punti, Mediolanum e Banca Generali scendono oltre l'1%, con Eni e Leonardo che provano invece a muoversi di qualche frazione sopra la parità. Sempre solida Generali con i conti del trimestre e, tra l'altro, un utile sopra le stime degli analisti: il titolo sale poco sotto il punto percentuale.
INSERITO DA ANGELA CECERE Due conti presso Gazprombank. Il primo in euro, il secondo in rubli, come richiesto da Mosca. Dopo giorni di consultazioni e di tensioni sottotraccia con Bruxelles, l'Eni annuncia l'avvio di quella procedura per pagare il gas russo che anche altre aziende europee - forse con maggior discrezione - stanno parallelamente adottando. La mossa del cane a sei zampe, tuttavia, rende plastico lo scontro con l'Ue. Da un lato c'è la Commissione, secondo la quale pagare in rubli e aprire un conto in moneta russa è una violazione delle sanzioni. Dall'altra ci sono le (tante) società europee che, come Eni, affermano di agire nel rispetto del regolamento comunitario visto che, pur aprendo il secondo conto in rubli, pagheranno il gas di Mosca comunque in euro. Poche ore prima dell'annuncio di Eni, interpellato ancora una volta sulla complicata questione di come pagare il gas russo senza violare le sanzioni, il portavoce della Commissione Eric Mamer sottolineava che versare rubli a Mosca o aprire un secondo conto in rubli - come richiesto dal decreto emanato dal Cremlino il 31 marzo scorso - va "oltre le indicazioni date agli Stati membri". Certo, non spetta all'esecutivo europeo ma a ciascuna capitale vigilare sull'applicazione delle sanzioni. Ma "le sanzioni hanno un obbligo legale e in caso contrario la Commissione può aprire la procedura d'infrazione", precisava Mamer. Per molte aziende europee il dado però è già tratto. Eni, con la scadenza della fattura di maggio in arrivo il 20, ha annunciato l'apertura dei due conti 'K' chiarendo "che l'adempimento degli obblighi contrattuali" con Gazprom "si intende completato con il trasferimento in euro" presso la banca del colosso russo. E la sua non è stata certo una mossa improvvisa. "La decisione - ha sottolineato il gruppo - è stata condivisa con le istituzioni italiane". Del resto, il cane a sei zampe non ha fatto altro che muoversi in quella "zona grigia" che, da Washington, lo stesso premier Mario Draghi aveva rilevato sul tema. Tanto che le linee guide emanate dall'Ue per le aziende a fine aprile sono state considerate, da Roma e altri capitali, insufficienti. La Commissione, tuttavia, ha deciso di non elaborare un nuovo vademecum ma di aggiornare, con una nota interpretativa, quello esistente. E secondo le indicazioni di Bruxelles il gas russo va pagato nella divisa indicata dai contratti con Gazprom, ovvero euro o dollari. A questo proposito le aziende sono chiamate a fare una dichiarazione pubblica in cui affermano che gli oneri contrattuali sono rispettati con il pagamento in euro o dollari. Nella nota interpretativa, inoltre, non è specificato nero su bianco se aprire un secondo conto in rubli presso Gazprombank violi le sanzioni. E ciò, a diverse aziende e cancellerie europee, non è sfuggito. C'è da dire che lo scorso 2 maggio, in una lettera ai clienti, Gazprom aveva corretto il tiro del Cremlino assicurando che nella conversione dagli euro ai rubli richiesta dal decreto, la Banca Centrale russa, soggetta alle sanzioni Ue, non ci sarebbe neanche entrata. In tanti hanno colto al volo l'offerta di compromesso. "La nostra decisione rispetta il quadro sanzionatorio internazionale", ha precisato Eni. Alla querelle ci sono diverse appendici. La prima è che, per l'apertura di una procedura d'infrazione, ammesso che sia possibile giuridicamente, ci vogliono mesi o anni. La seconda sta nelle parole del ministro delle Finanze tedesco Christian Lindner: senza gas l'industria di Paesi come la Germania si ferma. E' un rischio che a Parigi, Roma, Vienna o Budapest hanno ben presente e hanno fatto più volte presente a Bruxelles, innescando l'ira dei falchi anti-russi, Polonia su tutti. Lo scontro rischia di allungare l'impasse sull'embargo al petrolio che l'Ungheria vuole portare al tavolo del vertice del 30 e 31 maggio. Sarà un summit in salita per i leader Ue chiamati a salvaguardare quell'unità che, di fronte alla carestia energetica, rischia di squagliarsi. Con un'idea, che, da qualche giorno, circola tra i corridoi di Bruxelles: "Con la Russia in difficoltà militare, forse, l'urgenza delle sanzioni non è neanche più così necessaria".
INSERITO DA ANGELA CECERE MILANO, Piazza Affari preme sull'acceleratore insieme alle altre Borse europee, sulle ali dell'ottimismo per un allentamento delle misure restrittive in Cina. Il Ftse Mib sale dell'1,6%, davanti a Francoforte (+1,4%), Parigi (+1,3%) e Londra (+0,5%) dopo la chiusura in rally di Hong Kong (+3,2%) mentre anche i future su Wall Street avanzano di oltre l'1%. Riprende l'ascesa del petrolio, che ora punta a quota 115 dollari al barile mentre il gas ad Amsterdam continua la sua discesa (-2,1% a 90,9 euro al megawattora) dopo che la Ue ha individuato modalità di pagamento del gas russo che non violano le sanzioni. Sui listini europei corrono i titoli dei microchip (+2,4%), dei food delivery (+4,4%), dell'energia (+1,9%), dell'abbigliamento e del lusso (+1,9%), del trasporto (+2,4%), in un generalizzato ritorno dell'appetito al rischio nonostante un contesto che resta fragile per le ricadute sulla crescita della stretta monetaria, della corsa dei prezzi e della guerra in Ucraina. A Milano banche, automotive, energetici e assicurativi guidano i rialzi con Iveco (+3,9%), Banco Bpm (+3%), Moncler, Nexi, Intesa e Bper (+2,9%), Cnh e Unicredit (+2,8%), Stm Generali e Unipol (+2,4%). Non prende parte ai festeggiamenti Campari (-0,1%), unico segno meno sul Ftse Mib. Lo spread Btp-Bund si mantiene a 188 punti base con il rendimento dei nostri decennali in lieve rialzo al 2,869%
INSERITO DA ANGELA CECERE MILANO, Le Borse europee avviano la seduta in calo con gli investitori che attendono le previsioni economiche di primavera della Commissione Europea. Gli investitori guardano alle prossime mosse delle banche centrali sul fronte dei tassi d'interesse con l'inflazione che non arresta la sua corsa e i prezzi delle materie prime che restano sempre alti. Fari puntati anche sulla guerra in Ucraina e l'impatto sulla crescita globale Avvio di settimana in calo per Parigi (-0,74%), Francoforte (-0,3%), Madrid (-0,26%), piatta Londra (+0,05%).