Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MORENA MOTTA "Non mi esprimo sul risultato elettorale. A votare sono gli italiani e non le imprese. Noi non tifiamo nè per uno e nè per l'altro. Proponiamo le misure e giudichiamo cosa viene fatto". Lo ha detto il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, nel corso dell'assemblea degli industriali di Varese. "Non possiamo permetterci immaginifiche flat tax e prepensionamenti. Non vogliamo negare ai partiti di perseguire le promesse elettorali ma oggi energia e finanza pubblica sono due fronti emergenza che non possono ammettere follie per evitare l'incontrollata crescita di debito e deficit". "Ci auguriamo la formazione di un Governo nei tempi più rapidi possibile. Ci auguriamo un Governo con ministri autorevoli, competenti e inappuntabili", ha spiegato Bonomi. "Nessuno oggi può fare previsioni realistiche sulla crescita e sugli effetti del rialzo dei prezzi dopo la scelta scellerata dei russi. Serve da parte del Governo una generale vasta convergenza sulle scelte, anche con le forze di opposizione. C'è bisogno di serietà, unità e responsabilità su energia e finanza pubblica". "Sull'energia serve una Europa che condivida gli sforzi. Non si può essere uniti sulle sanzioni e poi sull'energia divisi lasciando che ogni Paese si muova autonomamente. Sull'energia l'Italia non può farcela da sola", ha detto il presidente di Confindustria. ANSA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA "Il price cap al gas non è sul tavolo oggi". Lo ha dichiarato Jozef Sikela, ministro dell'Industria della Repubblica Ceca, che detiene la presidenza di turno dell'Ue, arrivando al Consiglio straordinario Energia a Bruxelles. "Mi aspetto che andremo avanti passo dopo passo, implementando le misure strada facendo. Potrebbe essere il prossimo punto in agenda", ha precisato. La posizione della Germania Il governo tedesco ribadisce il suo 'no' al price cap generalizzato al gas. Non per "ragioni ideologiche", ma perché è necessario "garantire la sicurezza degli approvvigionamenti" e con un tetto su tutte le importazioni "c'è un alto rischio che il Gnl vada verso l'Asia o altrove". Lo indicano fonti diplomatiche europee in vista dell'Eurogruppo di lunedì. Il rischio per Berlino, spiegano, è che il caro energia diventi "un problema ancora più grande" tagliando l'Europa fuori dalle forniture. L'unica soluzione accettabile per il governo tedesco, sottolineano ancora le stesse fonti, è quella di negoziare direttamente con i fornitori. "Si è parlato tanto di un 'price cap' sul gas dalla Russia sull'Ucraina: è una sanzione. Per questo sono aperto, se i Paesi dell'Europa sudorientale non temono carenze. Ho detto qui all'inizio della crisi che la Germania non è ancora pronta, abbiamo bisogno di un po' di tempo. Soprattutto dobbiamo parlare con i paesi amici, la Norvegia, gli Stati Uniti, l'Algeria, perché i prezzi saranno abbassati, e su questo ci sarà oggi sicuramente" un confronto. Lo ha detto il ministro dell'Economia tedesco Robert Habeck, arrivando a Bruxelles al Consiglio dei ministri Ue dell'energia. "La Germania introduce un freno al prezzo del gas e questo non ha nulla a che fare con il tetto al prezzo del gas". Lo ha affermato la portavoce del ministro dell'Economia, a Berlino, rispondendo a una domanda in conferenza stampa, sull'irritazione provocata in Italia dalla decisione tedesca di introdurre uno scudo da 200 miliardi di euro per frenare il prezzo del gas, nel contesto della opposizione tedesca al tetto al prezzo del gas in Europa. La versione di Parigi Il non paper della Commissione europea sul price cap "è un passo avanti utile", ma dobbiamo fare di più e concludere più rapidamente". Lo ha detto la ministra francese per la Transizione energetica, Agnes Pannier-Runacher, al suo arrivo al Consiglio straordinario Energia. "E' in corso un'intensa attività diplomatica, ne ho parlato con i miei omologhi belga, tedesco, spagnolo, italiano, polacco, rumeno, e ceco, siamo tutti consapevoli di avere una responsabilità, quella di difendere le nostre imprese e la nostra industria, e di creare solidarietà europea intorno a queste questioni energetiche". "Il price cap al gas non è sul tavolo oggi". Lo ha dichiarato Jozef Sikela, ministro dell'Industria della Repubblica Ceca, che detiene la presidenza di turno dell'Ue, arrivando al Consiglio straordinario Energia a Bruxelles. "Mi aspetto che andremo avanti passo dopo passo, implementando le misure strada facendo. Potrebbe essere il prossimo punto in agenda", ha precisato. Accordo raggiunto sul caro-bollette I ministri europei dell'Energia hanno raggiunto un accordo politico sulle misure per mitigare gli alti prezzi dell'elettricità: taglio dei consumi, tetto agli extra-ricavi per i produttori di energia elettrica e il contributo di solidarietà dei produttori di combustibili fossili. Lo comunica la presidenza ceca dell'Ue. Il piano tedesco per sostenere l'economia Sta agli Stati membri "notificare alla Commissione Europea" se il piano tedesco per sostenere famiglie e imprese dall'aumento dei prezzi dell'energia si può classificare come "aiuto di Stato" ed è compito dell'esecutivo Ue di "monitorare che ci siano ragionevoli livelli di aiuto di Stato ed evitare distorsione nel mercato unico". Lo ha detto un portavoce della Commissione Europea al briefing quotidiano. "Bisogna separare la natura politica del dibattito dal ruolo della Commissione, che è più giuridico, ovvero far rispettare il quadro di regole attuale".ANSA
INSERITO DA ANGELA CECERE MILANO, Materie prime contrastate con i venti di recessione che spirano sull'economia globale e le tensioni geopolitiche con lo scambio di accuse tra Mosca e Usa sulla vicenda del gasdotto Nord Stream. Quotazioni in calo per il petrolio con il Wti che scende a 81,95 dollari al barile (-0,2%) e il Brent a 82,12 dollari (-0,04%). In flessione anche il prezzo del gas che ad Amsterdam si attesta a 192 euro al megawattora (-7,3%). Sul fronte dei metalli l'oro scende dello 0,6% a 1.650 dollari l'oncia e l'argento a 18,70 dollari (-1,1%). In rialzo il rame (+0,6%), l'alluminio (+0,9%) e il nichel (+0,7%). Poco mossi i prezzi degli alimentari. Il grano duro sale dello 0,1% a 977 dollari mentre quello tenero cede lo 0,2 a 901 dollari.
INSERITO DA ANGELA CECERE MILANO, Le Borse europee perdono slancio a metà mattina mentre il Nord Stream parla di danni senza precedenti a tre sue linee che impediscono di prevedere i tempi di ripristino dell'infrastruttura. Il prezzo del gas riprende così a correre ad Amsterdam, dove avanza del 6% a 184,3 euro al megawattora. Milano scivola sotto la parità (-0,5%), Londra è invariata, Francoforte e Parigi riducono i cali, rispettivamente, allo 0,5% e allo 0,6% mentre Wall Street, dove i future sono in rialzo di oltre un punto percentuale, sembra intenzionata a rimbalzare. Intanto gli investitori continuano a tenere sotto pressione i titoli di Stato italiani, in attesa che il nuovo governo scopra le carte sulle scelte di politica economica: lo spread Btp-Bund si posiziona sopra i 250 punti base, a quota 255, con il rendimento dei nostri titoli di Stato - i peggiori in Europa - al 4,61% Sui listini soffrono le utilities (-0,7% l'indice Stoxx di settore), con la chiusura del Nord Stream che si protrarrà a tempo indeterminato, mentre si mettono in luce semiconduttori (+2%), materie prime (+0,6%) ed energetici (+0,7%), spinti dal petrolio (il wti risale dai minimi da gennaio di ieri a 77,8 dollari al barile). A Piazza Affari pagano dazio Enel (-4%), Fineco (-3,7%), Terna (3,9%), Saipem (-3%) e A2A (-2,8%), lo spread punisce i bancari e gli assicurativi, con Generali (-2,5%) e Intesa (-1,8%) in testa ai ribassi, e Mps che continua a non riuscire a fare prezzo. Sul mercato valutario il dollaro tira il fiato nei confronti di tutte le principali valute e scambia a 0,962 con l'euro, in calo dello 0,15%, e a 1,078 con la sterlina, in flessione dello 0,9%.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA La condizione geopolitica globale e la pandemia prima hanno creato una serie di scompensi economici che hanno spinto ilGoverno Draghia varare una serie di misure che possiamo definireDecreto Aiuti Ter.
Questo intervento del governo vale come prima risposta ad una situazione di emergenza generale generata dalrincaro energeticoche non ha risparmiato neanche il mondo dellosport: le bollette quintuplicate hanno innescato un malessere tale, che le principali associazioni sportive e il mondo dello sport nel suo complesso non hanno potuto fare a meno di manifestare il proprio bisogno di aiuto.
Il bisogno di un aiuto concreto
In linea di massima, ignorare il settore sportivo sarebbe un errore non da poco.
Far riferimento alle attività agonistiche e al calcio nella loro forma più coinvolgente, significa parlare non soltanto di una passione travolgente per gli italiani, ma anche di un giro di denaro che tra dirette televisive, esclusive e il mondo parallelo deibookmakers, arriva ad assumere un volume di 90 miliardi annui, ossia il 3% del PIL.
Ignorare questo dato di fatto sarebbe certamente dannoso per quella che, a tutti gli effetti, è una forza economica da non sottovalutare per i bilanci italiani.
Così si spiega l’investimento di 50 milioni a fondo perduto per le associazioni e società sportive dilettantistiche.
A queste si aggiungono le federazioni nazionali che gestiscono impianti sportivi e piscine, arricchendo il quadro dei destinatari dei fondi messi a disposizione del Decreto Aiuti Ter approvato dal Consiglio dei Ministri da un lato, ed escludendo di fatto alcune società professionistiche del mondo del basket, malgrado il loro effettivo e notevole contributo alle casse del fisco italiano.
Una questione di mentalità
Il bisogno dei club sportivi di sostenere la crisi energetica legata al conflitto tra Russia e Ucraina ha innescato la reazione del Governo Draghi, concretizzatasi nel Decreto Aiuti Ter.
Al di là dell’investimento a fondo perduto, ciò che preme sottolineare è il riconoscimento, da parte dello Stato, dell’importanza delle attività sportive nel panorama economico nazionale.
Come evidenziato da più osservatori, infatti, il contributo del mondo dello sport al PIL nazionale non è indifferente: in un momento critico come quello della ripresa dalla pandemia e del rincaro energetico, è arrivato dunque il riconoscimento di questo dato di fatto.
Nel concreto, è avvenuta un’equiparazione tra le attività sportive e quelle industriali, riconosciuta nei fatti dal sostegno garantito dal governo Draghi a entrambe le categorie, essenziali per la sopravvivenza e la crescita dell’economia nazionale.
Ecco dunque che può dirsi cambiato anche l’approccio dello Stato nei confronti dello sport e della sua cultura, adesso non più soltanto oggetto di passioni e tifoserie ma vero e proprio soggetto imprenditoriale di cui tenere conto nell’economia italiana.
E come tale, non poteva che mancare un concreto sostentamento e supporto da parte dello Stato Italiano.
Decreto Aiuti Ter: Un valido sostegno per il calcio italiano
Tra le società sportive sostenute dal Decreto Aiuti Ter, non potevano che figurare i club calcistici di Serie A e B, nonché la Lega Pro e alcune associazioni di basket.
Per questi soggetti, è stato riservato un credito d’imposta al 40% per sostenere le spese energetiche dei mesi di Ottobre e Novembre 2022, destinate a crescere fino anche al 500%, secondo le più recenti stime.
Le ragioni di questa misura sono evidentemente segnate dal desiderio di preservare l’economia sportiva e, al contempo, garantire una più ampia diffusione delle pratiche agonistiche e professionali.
Un supporto simile non poteva mancare, vista l’incetta di medaglie internazionali fatta dagli italiani, che si confermano secondi solo agli statunitensi.
Il Decreto Aiuti Ter è uno strumento economico fondamentale, forse non per avvicinare i giovani allo sport, ma di certo destinato a non allontanarli a causa del rincaro delle attività sportive dovuto alla crisi energetica attuale.
Di certo, ilcalcio italianoe i suoi club, oggi equiparati ad autentiche imprese nel panorama nazionale, indipendentemente dalla posizione in classifica e dalla lega di appartenenza, avevano bisogno di un simile sostegno: pagare i costi energetici degli enormi stadi e dei loro impianti è proibitivo anche per le strutture più sostenibili, perfino nei giorni di punta.
Un aiuto tangibile come quello garantito dall’ultimo decreto risulta dunque più che gradito.
INSERITO DA ANGELA CECERE Mercati azionari del Vecchio continente in miglioramento dopo il Bollettino della Bce, con la Borsa di Milano che si muove attorno alla parità e un calo della tensione sui titoli di Stato europei. I listini azionari limano generalmente i cali dell'avvio, con ribassi che vanno dallo 0,6% di Parigi allo 0,1% di Madrid. Piazza Affari si muove attorno alla parità con escursioni in terreno positivo, sostenuta soprattutto dalla banche: Unicredit sale del 6% a 11,3 euro dopo l'annuncio di migliormento delle stime 2023, con Fineco e Banco Bpm in crescita di oltre tre punti percentuali. Intanto il tasso del Btp a 10 anni si allenta e si riporta su quota 4%, con l'euro che prova a migliorare ma sempre ampiamente sotto la parità contro il dollaro e il gas che si riporta sui livelli della chiusura di ieri attorno a quota 190 euro al Megawattora. In Borsa a Milano sempre deboli Diasorin, Moncler e Stm, che cedono oltre due punti percentuali. Il rialzo dei tassi da parte della Federal reserve e il timore che la stretta monetaria prosegua, ha appesantito tutti i mercati azionari asiatici e dell'area del Pacifico, con Hong Kong penalizzata dalla scelta obbligatoria di aumento dei tassi sul dollaro locale legato a quello statunitense. La Borsa dell'ex colonia britannica si avvia infatti alla chiusura in ribasso di circa due punti percentuali, mentre Tokyo (-0,4%) resiste dopo la scelta della Banca centrale giapponese di non variare la politica monetaria con conseguente crollo dello yen ai minimi da 24 anni. In lieve calo i listini cinesi (Shanghai -0,3%, Shenzhen -0,4%), con Taiwan in ribasso di circa un punto percentuale. Debole anche Seul (-0,6% finale), mentre Sidney ha chiuso in forte calo, con un ribasso finale dell'1,5%. Sulla Borsa australiana sono quotati diversi titoli che possono anticipare l'avvio dei loro settori in Europa e i futures sulla partenza dei mercati del Vecchio continente sono chiaramente negativi.
INSERITO DA ANGELA CECERE Il prezzo del gas ritorna sopra i 200 euro al megawattora mentre il presidente russo, Vladimir Putin, chiama la Russia alla mobilitazione parziale per far fronte alla guerra in Ucraina. I future Ttf salgono del 4,7% a 203,4 euro sul mercato di Amsterdam dopo aver segnato un massimo in avvio di contrattazioni a 207 euro (+6,6%). Scivola l'euro dopo che il presidente russo Vladimir Putin ha chiamato il Paese alla mobilitazione parziale per far fronte alla guerra in Ucraina. La moneta unica è arrivata a toccare un minimo di 0,9885 sul dollaro, in calo dello 0,9% sul biglietto verde. Il prezzo spot dell'oro è in lieve rialzo questa mattina. Il metallo con consegna immediata vale 1.670,44 l'oncia, con un guadagno dello 0,33%. La Borsa di Tokyo termina la seduta in calo, in scia alla contrazione dei listini azionari Usa, con gli investitori che attendono maggiori indicazioni dalla politica monetaria delle principali banche centrali, tra cui la Federal Reserve e la Bank of Japan, di questa settimana. Il listino di riferimento Nikkei perde l'1,36% a quota 27.313,13, cedendo 375 punti. Sul mercato valutario lo yen si svaluta al cambio col dollaro, a 143,80, e sull'euro a 142,90.
INSERITO DA ANGELA CECERE Avvio in deciso calo oggi per il prezzo del gas. Ad Amsterdam. benchmark di riferimento, i Ttf su ottobre cedono il 6,18% a 171 euro al megawattora dopo una chiusura ieri a 182 euro. Prezzo del petrolio in lievissimo aumento questa mattina sui mercati delle materie prime: il barile di greggio con consegna ad ottobre è scambiato a 85,81 dollari con un aumento dello 0,09%. Il Brent con consegna a novembre passa di mano a 92,22 dollari con un aumento dello 0,24%.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il rialzo dei tassi negli Usa sarà di 75 punti base, come si attende la maggior parte degli analisti, o di 100, come teme qualcuno dopo che l'inflazione ad agosto è calata meno del previsto? La risposta arriverà mercoledì dalla Fed, in quello che è l'appuntamento più atteso di una settimana in cui le banche centrali la faranno da padrone con le riunioni di quella cinese, britannica e giapponese. Nell'ultima settimana di campagna elettorale in Italia prima del voto del 25 settembre, occorrerà tenere d'occhio i movimenti dei Btp e di Piazza Affari. Mentre sul fronte macro, indicazioni interessanti arriveranno dai prezzi alla produzione in Germania ad agosto, dagli indici pmi flash di settembre di alcune delle più importanti economie mondiali e dal bollettino mensile della Bce. LUNEDI' sarà una giornata particolare, con la Borsa di Londra e gli uffici pubblici del Regno Unito che resteranno chiusi mentre nell'abbazia di Westminster si terranno in mondovisione i funerali della Regina Elisabetta II. Ferma per festività anche la Borsa di Tokyo, i soli eventi di rilievo in agenda sono i discorsi dei membri della Bce De Guindos e Villeroy. MARTEDI' si parte con il dato sull'inflazione giapponese seguito dalla decisione della Banca centrale cinese (Pboc) sui tassi. Occhio ai prezzi alla produzione in Germania, la cui crescita dovrebbe rallentare al 36,3% anno su anno, mentre negli Usa i dati sui permessi edilizi e le nuove costruzioni residenziali di agosto misureranno l'andamento del mercato immobiliare. MERCOLEDI' è il giorno della Fed, alle 20, con il mercato che si attende un rialzo di 75 punti base dei tassi. Alle 20.30 seguirà l'attesissima conferenza stampa del presidente Jerome Powell, da cui si attendono indicazioni sulla traiettoria che la Fed intende seguire nella stretta monetaria. Sul fronte macro sono attesi i dati sulla vendita di case esistenti e sulle scorte di petrolio negli Usa. In agenda anche la riunione della Banca centrale brasiliana. GIOVEDI' toccherà alla Bank of Japan e alla Bank of England esprimersi, con la Boe che dovrebbe dare un'altra stretta di 50 punti al costo del denaro, portando i tassi al 2,25%. La Bce pubblicherà il suo bollettino mensile offrendo spunti sull'economia dell'Eurozona. Dagli Usa sono attese le nuove richieste di sussidi di disoccupazione e il dato sull'attività manifatturiera della Fed di Kansas City mentre in Europa il dato preliminare sulla fiducia dei consumatori a settembre. VENERDI', mentre resteranno nuovamente chiusi per festività i mercati in Giappone, una raffica di indici pmi flash darà il polso dell'andamento dei servizi e del comparto manifatturiero a settembre in Francia, Germania, Eurozona, Gran Bretagna e Stati Uniti, dove Powell prenderà nuovamente la parola all'evento 'Fed Listens'. (ANSA).
INSERITO DA MIKI PAPPACODA L'Italia va "verso un peggioramento del quadro economico: una recessione mite". Lo indica la congiuntura mensile presentata dal direttore dell'Ufficio studi di Confcommercio, Mariano Bella, alla luce dell'emergenza energetica. Secondo le stime, il Pil nel terzo trimestre dell'anno potrebbe segnare -0,8% rispetto al trimestre precedente e +1,1% rispetto al terzo trimestre 2021. "Con un ulteriore moderato peggioramento congiunturale nell'ultimo trimestre, il 2022 si chiuderebbe a +3%. Una recessione mite", data da due cali trimestrali consecutivi ma "di modesta entità". Che però, avverte, avrebbe un trascinamento negativo per il 2023, "con un ritorno ad un'assenza di crescita". "Nonostante crisi gravissime a livello internazionale, l'Italia ha reagito bene, meglio di altri Paesi europei, ma il caro energia inarrestabile rende più concreti i rischi di recessione. Una recessione probabilmente contenuta, ma pur sempre penalizzante", commenta il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli. "Ecco perché - prosegue -, in raccordo con l'Europa, bisogna mettere in campo con la massima urgenza interventi strutturali per superare l'emergenza energetica, contenere l'inflazione e, dunque, evitare il pericolo recessione". (ANSA).