Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Tragedia a Venezia, l'ennesimo morto per annegamento di questa estate. Una ragazza di 21 anni si è tuffata in acqua in località Alberoni e non è riemersa. Era circa mezzanotte e 45 quando il fidanzato, non vedendola tornare a galla ha lanciato l'allarme ma per lei non c'è stato nulla da fare. È stata trovara morta, come riporta Il Gazzettino. La festa del Redentore che si è celebrata a Venezia non c'entrebbe nulla con la morte della giovane. Sul posto i carabinieri, il suem e i vigili del fuoco con un mezzo terrestre partito dal Lido, un'imbarcazione partita da Venezia e i sommozzatori. La causa della morte potrebbe essere un malore.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Prepariamoci ad una Domenica assai dinamica sul fronte meteorologico. Le prossime ore infatti, saranno contrassegnate dall'arrivo di forti temporali, grandinate e possibili downburst. La ragione va ricercata nel transito di un secondo fronte atlantico che provocherà, come nel caso del primo transitato nella giornata di Venerdì 19, parecchie note d'instabilità a carico soprattutto delle regioni del Nord in particolare quelle del Nordovest. Già nel corso della mattinata infatti, nubi minacciose innescheranno i primi rovesci anche a sfondo temporalesco a partire dalle zone dei rilievi e su alcuni tratti della Liguria. Con il passare delle ore il fronte perturbato comincerà ad interessare non solo le zone dei rilievi, ma anche i settori di pianura specie del basso Piemonte e molti angoli della Lombardia. Nel corso del pomeriggio il quadro meteorologico subirà un moderato ed ulteriore peggioramento anche sul resto dell'arco alpino, in Emilia ed entro sera anche su alcuni tratti della Toscana. Un occhio di riguardo ai possibili fenomeni temporaleschi che potranno assumere carattere di forte intensità accompagnati da improvvisi e forti rovesci, intensa attività elettrica e il pericoloso fenomeno del Downburst, un evento meteorologico caratterizzato da forti correnti d'aria discendenti, le quali, una volta raggiunto il suolo, si espandono orizzontalmente in tutte le direzioni. Questo affascinante quanto pericoloso fenomeno della natura, può causare danni simili a quelli di un tornado, ma con un pattern di distruzione divergente anziché rotatorio Poco da raccontare, invece, per il resto del Paese dove, specialmente al Sud, il protagonista sarà ancora una volta l'anticiclone africano Caronte con il suo carico di stabilità e caldo di stampo sahariano. ALLERTA DELLA PROTEZIONE CIVILE Sulla base delle previsioni disponibili, il dipartimento della protezione civile d’intesa con le regioni coinvolte, alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati, ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino nazionale di criticità e di allerta consultabile sul sito del dipartimento (www.protezionecivile.gov.it). L’avviso prevede dal primo mattino di domenica 21 luglio, precipitazioni sparse, a prevalente carattere di rovescio o temporale, su Valle d’Aosta e Piemonte, in rapida estensione alla Lombardia. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica, grandinate e forti raffiche di vento. Sulla base dei fenomeni previsti e in atto è stata valutata per la giornata di domenica 21 luglio, allerta gialla in Valle d’Aosta, Provincia Autonoma di Bolzano e gran parte del Piemonte e della Lombardia. STEFANO ROSSI IL METEO
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Un bimbo di appena 8 mesi è morto: tragedia a Milano in zona Corvetto. Sul posto sono arrivati i carabinieri carabinieri del Radiomobile e della stazione Vigentino che ora indagano su questa morte choc. A quanto pare a dare l’allarme, secondo le informazioni a disposizione, è stata la madre del bambino, una donna di 35 anni di origine marocchina, che si è accorta che il figlio aveva accusato all’improvviso difficoltà respiratorie. La tragedia è successa nella notte tra sabato e domenica scorsi, ma è emersa solo nelle ultime ore. La mamma al telefono in preda alla disperazione avrebbe espressamente detto di aiutarla perché il piccolo non respirava. Il dramma è avvenuto nelle case popolari di zona Corvetto. I sanitari di Areu milanese sono intervenuti nel giro di pochissimi minuti nell’appartamento di uno stabile popolare in zona Corvetto e hanno trasportato il bimbo in codice rosso alla clinica De Marchi. Purtroppo però i medici nonostante il prodigarsi nelle cure immediate non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del bambino, avvenuto subito dopo l’arrivo in pronto soccorso della clinica. LEGGO.IT
inserito da Miki Pappacoda Ha sconvolto l'intera comunità di Lazise, comune veronese affacciato sul lago di Garda, la morte di Franco Campagnari, 67 anni, che in zona veniva chiamato confidenzialmente Gige, ucciso dal figlio Marco, 46enne, al termine di una violentissima lite. L'uomo, secondo quanto si è appreso, è stato colpito a morte con numerose coltellate alla gola e colpi di martello alla testa. Quando i Carabinieri sono arrivati sul posto insieme al pm Silvia Facciotti si sono trovati davanti nella stanza utilizzata come cucina una scena da film dell'orrore, con macchie di sangue schizzato ovunque sulle pareti. Una scena da film horror La tragedia è avvenuta nella villetta in cui i due abitavano, incastonata nei campi. Al piano superiore c'era l'appartamento del padre, in quello inferiore alloggiava il figlio, che in passato aveva avuto problemi di salute. Da tempo i rapporti tra i due erano molto tesi ed erano sfociati in divese discussioni rabbiose. Le chiacchiere dei vicini fanno intendere che proprio la villetta, di proprietà della vittima fosse l'oggetto delle continue frizioni tra padre e figlio. Forse motivi economici All'origine della lite che poi avrebbe portato all'omicidio, scrive il Corriere della Sera, forse motivi economici, legati ad una villa che il padre voleva mettere in vendita. Campagnari, molto noto in paese per essere un commerciante di dolciumi, avrebbe infatti deciso di vendere la casa nella quale in realtà non abitava più dopo il trasferimento a Peschiera.del Garda, in una seconda residenza di proprietà. Una vendita che gli avrebbe permesso di chiudere il banco di dolci e godersi la vecchiaia in riva al lago. Un progetto di vita alla quale il figlio primogenito era contrario perchè lo avrebbe costretto a cambiare casa e soprattutto a pagarne il costo. Le minacce choc al padre Secondo i vicini Marco era stato visto aggirarsi in strada inveendo contro il padre e urlando «vedrai, prima o poi faccio una strage». E le stesse famiglie del quartiere non sono stupite dal delitto: Marco aveva annunciato più volte che avrebbe ammazzato il padre, scrive ancora il Corriere. «C'era Gige che dal cancelletto esterno gridava al figlio dentro casa di farlo entrare, la cognata che abita nella casa a fianco gli urlava di non entrare. Ma alla fine Franco è entrato, il figlio lo ha raggiunto brandendo un coltello e lo ha ucciso sullo scivolo del garage». Si era operato al cervello Marco Campagnari aveva subito alcuni anni fa un intervento chirurgico al cervello. Quando sono arrivati i militari, allertati dai vicini che avevano sentito le urla dei due, lo hanno trovato in stato confusionale in garage. È stato portato in ospedale per curare alcune ferite causate dalla lite e successivamente in caserma per l'interrogatorio, al termine del quale è stato disposto il suo fermo.
INSERITO DA ANGELA CECERE Le altre persone che lo accompagnavano erano tutte provenienti da Johannesburg e sono rimaste illese Un turista spagnolo è morto dopo essere stato schiacciato da un elefante a cui voleva scattare una foto. Si trovava insieme alla sua fidanzata e ad altre due persone che hanno assistito a tutta la scena nel Parco nazionale di Pilanesberg, a circa 200 chilometri a nord-ovest di Johannesburg, in Sudafrica. La tragedia Il gruppo di visitatori era nel mezzo di un safari nella vasta riserva, fino a che l'uomo, un 43enne residente a Ejea de los Caballeros (Saragozza), non ha resistito al bisogno di fotografare un gruppo di elefanti, ignorando i consigli delle persone che lo accompagnavano nel viaggio. ll turista ha quindi fermato l'automobile, è sceso e si è avvicinato alla mandria. Secondo la spiegazione di Pieter Nel, responsabile della conservazione presso l'Ente per i parchi e il turismo della provincia del Nord Ovest, la matriarca deve essersi «agitata» in seguito all'avvicinamento dell'uomo, e pensando anzitutto alla salvaguardia dei suoi piccoli si è avventata sul 43enne, schiacciandolo. «Molti turisti non sono consapevoli dei pericoli e non si rendono conto di quanto possano essere pericolosi questi animali», ha proseguito Nel. Le altre persone che lo accompagnavano erano tutte provenienti da Johannesburg e sono rimaste illese, ha fatto sapere la polizia che ha aperto l'indagine sull'accaduto; fonti del Ministero degli Affari Esteri spagnolo invece hanno riferito all'agenzia Europa Press che l'Ambasciata a Pretoria è già in contatto con la famiglia del defunto per fornire l'assistenza necessaria. Le regole di sicurezza Thami Matshego, amministratrice delegata dell’ente statale North West Parks Board ha ribadito che esistono delle precauzioni che i turisti dovrebbero seguire durante le loro visite e che gli vengono comunicate dai parchi prima di iniziare il safari. Tra queste c'è quella di viaggiare con portiere e finestrini chiusi, oltre che, naturalmente, quella di non avvicinarsi agli animali per non farli sentire minacciati.
INSERITO DA ANGELA CECERE Stefano Sbisà morto in un incidente a Udine. Lo scontro in auto contro un furgone non ha lasciato scampo al 44enne nato a Trieste e residente a Pavia di Udine: edicolante e calciatore, è morto dopo che la sua Golf è rimasta schiacciata da un camion in un incidente frontale che si è verificato attorno alle 13.30 di martedì 9 luglio lungo l'ex strada provinciale 94, via Lumignacco, nel territorio comunale di Udine. Chi era Stefano Sbisà Stefano svolgeva il lavoro di edicolante a Cussignacco, frazione di Udine, e nel suo passato c'era una promettente carriera da calciatore. Aveva militato nelle giovani dell'Udinese e in diverse squadre dilettantistiche regionali. Poco prima dell'incidente era stato a pranzo dai genitori, per poi rimettersi in auto in direzione della sua edicola. L'incidente Stefano Sbisà è deceduto all'istante a causa del violento scontro. Sul posto il personale sanitario di un'ambulanza e dell'automedica, inviato dalla Sores Fvg, e i vigili del fuoco del Comando provinciale. I rilievi sono svolti dai carabinieri. L'arteria è stata a lungo chiusa al traffico per consentire i soccorsi, la bonifica della carreggiata e la rimozione dei mezzi coinvolti nell'incidente.
INSERITO DA ANGELA CECERE Dopo aver bevuto, si è messo alla guida in piena notte con la moglie e i due figli piccoli, gemellini di 3 anni. Rosario Brusa, fabbro di 40 anni, ha perso il controllo della sua Volkswagen Polo e intorno alle 3 di notte si è schiantato contro un muro a Villabate. L'incidente è avvenuto nella notte tra sabato e domenica. A rimetterci la vita è stata la piccola Aurora, che viaggiava in braccio alla madre. Portata in ospedale dai sanitari del 118, è morta appena giunta nel nosocomio di Palermo. Da verifiche dei carabinieri, l'uomo oltre a essere sopra il limite di tasso alcolemico consentito, era senza patente perché ritirata. E la macchina non aveva assicurazione.
INSERITO DA ANGELA CECERE Angri. Due donne, di cui una giovane incinta, sono state aggredite da un cane ad Angri. A renderlo noto è il comitato Etica, Salute e Vivibilità, presieduto dal giornalista Agostino Ingenito. Il fatto è avvenuto sabato sera nei pressi della villa comunale di Angri. Il cane, senza collare e probabilmente randagio,si è scagliato contro il cane domestico che era tenuto a guinzaglio dalla padrona, una 60ene che era in compagnia della figlia 26enne. Ne sono scaturiti istanti di forte tensione e paura. Il cane randagio, infatti, ha aggredito e ferito in più parti l'altro animale, scagliandosi anche contro la donna e la figlia. La 60enne, secondo la denuncia del comitato, ha riportato ferite al braccio sinistro e contusioni che le sono state medicate presso l'ospedale di Nocera Inferiore (10 giorni di prognosi). In ospedale è finita anche la 26enne per un controllo ginecologico. "Eravamo all'uscita della villa comunale per una passeggiata quando siamo state attaccate da questo cane di grossa taglia, senza guinzaglio, abbiamo ancora negli occhi il terrore per quanto ci è capitato", le parole delle due donne che sono state diffuse in una nota dal comitato Etica, Salute e Vivibilità. "Siamo pronti a sostenere queste persone per tutelarle, per un caso che avrebbe potuto avere ulteriori e più gravi conseguenze - dichiara Agostino Ingenito, presidente del comitato -. Le autorità comunali e sanitarie devono prendere provvedimenti immediati a tutela dei cittadini".
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Era già successo, quella volta senza vittime. Rosario Brusa, il 40enne che si è schiantato con l'auto nella quale è morta la figlia Aurora di 3 anni, aveva avuto un incidente due anni fa. In quel caso aveva colpito quattro auto parcheggiate in viale Europa a Palermo alle 10 del mattino e nessuno si era fatto male. L'uomo, che rischia una denuncia per omicidio stradale, questa notte intorno alle 3 ha perso il controllo della sua Polo non assicurata, che stava guidando con il tasso alcolemico oltre il limite (a 0,50 microgrammi per litro) e senza patente. La licenza gli era stata ritirata. In macchina c'erano anche la moglie e l'altro figlio, gemello della vittima. Cosa è successo L'incidente nel quale ha perso la vita si è verificato verso le tre della scorsa notte. La Volkswagen Polo è finita contro un muro nei pressi di un sottopasso dell'autostrada. L'auto percorreva la via Natta, quando è finita contro un muro e poi in una in una strada sterrata. Nell'impatto è morta la bambina di 3 anni, forse seduta sul lato passeggero. La corsa in ospedale da parte dei sanitari del 118 non è riuscita a salvare la piccola. «Siamo davvero sconvolti per quanto successo - dice il sindaco Gaetano Di Chiara - Una notizia che non vorremo mai ricevere. Esprimo il cordoglio della comunità. Quanto successo deve fare molto riflettere sui rischi che si corrono quando ci si mette alla guida». LEGGO.IT
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Benevento. E' l'avvocato Teodoro Reppucci, del Foro di Avellino, il difensore sul quale è caduta la scelta per Benito Miarelli, il 57enne di Pannarano arrestato dai carabinieri per l'omicidio del fratello Annibale, 70 anni. Il legale ha incontrato questa mattina l'indagato, fin qui assistito d'ufficio dall'avvocato Benedetta Masone, nel carcere di contrada Capodimonte. Un primo contatto con Benito, che ha sostenuto di non ricordare nulla, in attesa di valutare la possibilità di una consulenza psichiatrica. Un dato, quello del disagio psichico al momento del fatto, che il gip Vincenzo Landolfi, come anticipato ieri sera da Ottopagine, aveva escluso nell'ordinanza con cui aveva disposto la custodia cautelare in carcere, proposta dal sostituto procuratore Marilia Captanio. Non esistono allo stato elementi da cui desumere che, al momento del fatto, Benito fosse affetto da patologie psichiche di intensità tali da compromettere le sue capacità. Peraltro, nessuno ha riferito di comportamenti violenti, tenuti in precedenza, compatibili con uno squilibrio psichico, aveva scritto il dottore Landolfi, che aveva ricordato come, durante l'interrogatorio della tarda mattinata di ieri, il 57enne, che nell'immediatezza avrebbe fatto riferimento ad un ordine di S. Antonio, avesse affermato di aver agito perché era convinto che Annibale fosse posseduto dal diavolo, da allontanare ammazzando il 70enne. Un delitto con modalità raccapriccianti, la vittima decapitata in camera da letto con un'ascia, la sua testa portata all'esterno dell'abitazione di via Piano nella quale Annibale, da sempre a Roma, era tornato a vivere dopo la scomparsa della moglie e di un figlio. Lunedì, affidata al medico egale Emilio D'Oro, la sua autopsia. di Enzo Spiezia OTTOPAGINE