PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Scuola caos, dagli arretrati ai supplenti: spuntano i corsi (obbligatori) da 2mila euro. Una prof: «Aspetto ancora lo stipendio»

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INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il mondo scolastico italiano sta attraversando un periodo tormentato e pieno di polemiche. Tra concorsi, nuovi corsi previsti dal ministero per ottenere l'abilitazione, tantissimi supplenti precari da molti mesi, disoccupazione e arretrati. Insomma, il nuovo anno scolastico è ormai alle porte, ma le difficoltà persistono. Come riportato da Today, tutti gli insegnanti supplenti dovranno spendere fino al doppio del loro stipendio per partecipare ai nuovi corsi previsti dal ministero. I costi Fino a due anni fa i docenti dovevano disporre dei cosiddetti 24 Cfu. Ovvero sia crediti universitari conseguiti in area socio-psico-pedagogica. Il costo si aggirava generalmente sui 500 euro. Con il nuovo decreto per chi non ha mai insegnato e deve ottenere 60 Cfu, il costo non deve superare i 2500 euro. Per chi ha almeno tre annualità di insegnamento come precario, il percorso è da 30 Cfu e la spesa non può essere superiore ai 2mila euro. In Italia si contano ben 230mila supplenti precari. Un numero notevole e se tutti dovessero scegliere di partecipare ai corsi abilitanti si arriverebbe alla cifra di 460 milioni di euro. Infatti, i costi previsti per i nuovi corsi previsti dal Ministero possono superare i 2000 euro. Una cifra che supera di molto un canonico stipendio. Per l'imminente anno scolastico i posti disponibili per le abilitazioni sono 51.753, si arriverebbe a una cifra intorno ai 100 milioni di euro. A chi vanno i soldi I soldi delle abilitazioni andranno alle università pubbliche e private accreditate. Il caso più significativo è quello dell'università telematica Unipegaso, facente parte del gruppo Multiversity, che è tra gli enti accreditati per la formazione dei docenti. La società del presidente Luciano Violante, vecchia conoscenza della politica italiana, sembra puntare fortemente sulla formazione dei dipendenti pubblici, un business sempre più in ascesa e soprattutto redditizio. L'apertura alle universitù telematiche è arrivata con l'attuale Governo Meloni. La situazione dei supplenti Una supplente di 30 anni che ha lavorato in un plesso scolastico nella provincia di Parma si è lasciata andare a uno sfogo manifestando la sua precaria situazione. La docente ha spiegato a ParmaToday come stia ancora aspettando l'arrivo degli stupendi: «Lavoro in una scuola della nostra provincia e attendo ancora, così come altre mie due colleghe, l'arrivo della busta paga. Il mio contratto come supplente è iniziato a settembre e si è concluso il 7 giugno. La situazione che sto affrontando è la stessa che coinvolge migliaia di colleghi e colleghe in tutta Italia. Abbiamo lavorato per la scuola pubblica con un contratto come supplenti, in sostituzione agli insegnanti di ruolo e ora il Ministero non sblocca i pagamenti». LEGGO.IT
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