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primo piano e anteprima

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Domenica, vortice di maltempo su mezza Italia, le aree coinvolte

8 Novembre 2025, 15:04pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA  Anche il secondo step del fine settimana si conferma all’insegna del maltempo, a causa di un vortice ciclonico pronto a coinvolgere diverse regioni del nostro Paese.

 

Dopo i primi effetti attesi tra il pomeriggio e la sera di Sabato 8, che interesseranno principalmente la Sardegna, il nuovo vortice di bassa pressione condizionerà il panorama meteorologico già dalle prime ore di Domenica 9 novembre, quando nubi e piogge colpiranno inizialmente le due Isole Maggiori. In particolare, saranno coinvolte l’area sud-orientale della Sardegna e i settori centrali e occidentali della Sicilia, dove non si escludono locali temporali.

Con il passare delle ore, questa sorta di “mulinello” carico di nubi e precipitazioni, sposterà il proprio baricentro verso il resto della Sicilia e le restanti regioni meridionali. Detto ciò, ecco tra il pomeriggio e la serata, mentre la situazione meteo mostrerà segnali di graduale miglioramento sulla Sardegna, piogge e temporali si concentreranno in forma più diffusa su Sicilia, Campania, Calabria, sulle coste della Basilicata, sulla Puglia e solo occasionalmente sul distretto adriatico del Centro.

Le precipitazioni previste nella seconda parte di Domenica 9 Novembre

NON SOLO MALTEMPO
Il giorno di festa, tuttavia, non trascorrerà ovunque all’insegna dei cieli grigi e della pioggia; numerose regioni potranno infatti godere di un contesto più asciutto e in parte anche soleggiato. Le Alpi, le Prealpi e gran parte del Centro beneficeranno di ampie schiarite e di un clima nel complesso gradevole, soprattutto nelle ore centrali della giornata. Discorso un po’ diverso per le aree pianeggianti del Nord e per le vallate più interne del Centro, dove a minacciare il bel tempo ci penseranno occasionali nebbie nelle ore notturne e al primo mattino, ma capaci, nel loro sollevamento, di mantenere temporaneamente i cieli grigi anche durante il giorno. Si tratterà, in ogni caso, di condizioni perfettamente in linea con il mese di novembre.

 

UNO SGUARDO ALLA PROSSIMA SETTIMANA
Guardando oltre la Domenica, si conferma l’arrivo di un’area di alta pressione che tenderà a riportare un contesto più stabile su tutto il Paese, tant'è che si potrà parlare dell'arrivo dell'Estate di San Martino per molte aree del Paese.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Garlasco, il generale Garofano: “Dna non idoneo a comparazioni. Se l’impronta 33 regge, Sempio sarà rinviato a giudizio”

5 Novembre 2025, 17:39pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il Generale Luciano Garofano, ospite questa mattina mercoledì 5 novembre in diretta a Storie Italiane su Rai1, ha parlato del caso di Garlasco dopo le dichiarazioni rilasciate dall'avvocato De Rensis nella trasmissione condotta da Eleonora Daniele: «Non ho molto gradito di essere definito ingenuo aggiungendo alcune motivazioni. Io sarei stato ingenuo perché sono stato leggero, non accorto», le parole dell'ex capo dei Ris. 

«Ho ricevuto da tre penalisti una documentazione che riguardava di verificare se il DNA di Sempio corrispondeva al prelievo fatto dalla società SKP per poi redigere una consulenza. Per quale motivo io dovevo verificare e scoprire che quella documentazione fosse legittima o meno? Io avevo un compito molto particolare ristretto a quegli ambiti, non mi sono chiesto e non mi dovevo chiedere. Non sono ingenuo perché davo per scontato che quella documentazione fosse legittima. Ho scoperto nel maggio 2025 che forse non lo è e che la mia consulenza non era stata depositata, ma questa è la strategia difensiva, che decide se usarla o no. Io sono l’unico che ha dimostrato trasparenza», ha raccontato.

L'incarico di consulente

Relativamente alla sua rinuncia all’incarico di consulente, ha spiegato: «La mia decisione nasce da una considerazione tecnica: io avevo suggerito a Sempio e agli avvocati di inserire l’impronta 33 nell’incidente probatorio. Loro non hanno ritenuto quindi quando non c’è sintonia, il consulente ti segnala alcune cose e gli avvocati decidono diversamente, è bene lasciare il mandato, ti rimetti alle decisioni degli avvocati. Credo, ma è una mia interpretazione soggettiva, che le affermazioni di Lovati che definiva quella famiglia ‘ignorante’ abbiano comunque accelerato una discussione all’interno della famiglia, sfociata poi nella decisione di sfiduciarlo».

«Quel DNA io condivido a definirlo non idoneo per una comparazione», ha rivelato «perché è stato tenuto da una sola amplificazione e i genetisti sanno che bisogna avere una conferma con due amplificazioni di un profilo Come ha correttamente detto la professoressa Baldi, è un profilo misto e parziale del cromosoma Y che non consente alcuna identificazione. Anche nella consulenza Ricci, di Alberto Stasi, si dice che il profilo può essere utilizzato per una compatibilità con probabilità statistica ma non possiamo escludere che appartenga a tutti i soggetti maschi non contemplati nella banca dati usata per il calcolo».

E ancora: «Sono testimone di tanti casi mediatici, ma so che i magistrati hanno gli anticorpi per potersi difendere anche da una elaborazione ignobile che è stata fatta di questo caso. L’impronta 33 che la Procura ritiene attribuibile a Sempio è un elemento indiziario importante, vedremo come concluderà la dottoressa Albani. Se questi due capisaldi reggono, Sempio credo che purtroppo sarà rinviato a giudizio. Io non credo alla potenza identificativa di quel Dna».

La replica di De Rensis

In diretta anche l’avvocato De Rensis che ha replicato: «Io ho detto che credo ciecamente alla sua buona fede. Immagino che lei sapesse che quella era un’indagine molto fresca, presuppongo che abbia dedotto, visto che la procedura la conosce benissimo, che ci fosse un’istanza di accesso agli atti. Non sarà sfuggito che non ho detto avrebbe dovuto, ma potuto, verificare. Ho usato il termine ingenuo, e ne sono orgoglioso, nella formula dubitativa, per indicare purezza, onestà e schiettezza».

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Tutti i Santi o Ognissanti 1° Novembre: storia, tradizione e preghiera

1 Novembre 2025, 17:11pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Ognissanti

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Tutti i Santi o Ognissanti 1° Novembre: storia, tradizione e preghieraA CURA DI MIKI PAPPACODA Oggi 1° novembre si celebra la giornata dedicata a Tutti i Santi, celebrazione comunemente chiamata anche di Ognissanti. Una giornata con la quale la chiesa cattolica ha voluto celebrare tutti i Santi e le Sante di Dio. Tutti i Santi o Ognissanti 1° Novembre: storia L’origine della festa di Tutti i Santi dovrebbe provenire dalla cultura celtica, che divideva l’anno solare in due periodi. Quello in cui c’era la nascita e il rigoglio della natura e quello in cui la natura entrava in letargo passando un periodo di quiescenza. I giorni che davano inizio a queste due fasi venivano entrambi festeggiati. Il primo, nel mese di maggio, in concomitanza con la rinascita della natura. Il secondo a metà dell’autunno con la quiete della natura. I nomi di questi due particolari giornate erano Beltane e Samhain. Contemporaneamente anche i romani festeggiavano una giornata simile al Samhain. Si tratta della festa in onore di Pomona, dove si salutava la fine del periodo agricolo produttivo e si ringraziava la terra per i doni ricevuti. Quando Cesare conquistò la Gallia, le due feste pagane, celtica e romana, si integrarono. I giorni per il festeggiamento, quindi, cadevano, a secondo delle zone, in un periodo che si collocava tra la fine del mese di ottobre e i primi giorni di novembre. Solo in seguito i festeggiamenti caddero in un solo giorno e precisamente tra la notte del 31 ottobre e il primo novembre. Questa notte veniva chiamata Nos Galan-Gaeaf, cioè notte delle calende d’inverno, ed era il momento di maggior contatto tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Nel VII secolo, con l’avvento a l soglio pontificio di Papa Bonifacio IV si tentò di andare oltre. Ovvero, cambiare la festa pagana in festa cristiana dandone così un significato puramente religioso. Circa due secoli più tardi, e più precisamente nell’835 d.C. , Papa Gregorio IV fece coincidere la data della festa cristiana di Ognissanti o di Tutti i Santi con quella pagana per diminuire ancor di più il peso dell’antico culto precristiano. Tutti i Santi o Ognissanti: preghiera O spiriti celesti e voi tutti Santi del Paradiso, volgete pietosi lo sguardo sopra di noi, ancora peregrinanti in questa valle di dolore e di miserie.  Voi godete ora la gloria che vi siete meritata seminando nelle lacrime in questa terra di esilio. Dio è adesso il premio delle vostre fatiche, il principio, l’oggetto e il fine dei vostri godimenti. O anime beate, intercedete per noi! Ottenete a noi tutti di seguire fedelmente le vostre orme, di seguire i vostri esempi di zelo e di amore ardente a Gesù e alle anime, di ricopiare in noi le virtù vostre, affinché diveniamo un giorno partecipi della gloria immortale. Amen. AMALFI NOTIZIE

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Medio Oriente, media: 'I 3 corpi consegnati non sono di ostaggi israeliani' Lo scrive il Times of Israel, che cita le autorità

1 Novembre 2025, 09:54am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Gaza © ANSA/EPA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA I resti, definiti "parziali", di tre persone restituiti da Hamas a Israele nelle ultime ore attraverso la Croce Rossa non appartengono a ostaggi israeliani: lo scrive il Times of Israel, citando le autorità preposte all'identificazione dei cadaveri. A escludere che i resti parziali appartengano a ostaggi israeliani sono stati i test sul Dna condotti da Abu Kabir presso l'Istituto di Medicina Legale, scrive a sua volta il Jerusalem Post. La Croce Rossa ha consegnato i resti alle truppe dell'Idf la scorsa nottì, scrive il giornale, aggiungendo che Hamas non ha specificato quali resti stesse consegnando. "Il Comitato Internazionale della Croce Rossa (Cicr), in qualità di intermediario neutrale, ha assistito questa sera, su richiesta e con l'approvazione di entrambe le parti, la restituzione dei resti di tre corpi alle autorità israeliane. Il processo di identificazione è di competenza delle autorità competenti in Israele e sarà da loro effettuato", si legge nella dichiarazione del Cicr. Giovedì sera Hamas, sempre tramite la Cicr, aveva riconsegnato i cadaveri degli ostaggi uccisi Amiram Cooper e Sahar Baruch. ANSA

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Travolto mentre soccorre un automobilista, morto un 25enne E' accaduto sulla strada statale a Bari, c'è anche un ferito

1 Novembre 2025, 09:46am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Una ambulanza - RIPRODUZIONE RISERVATA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA E di un morto e di un ferito il bilancio di un incidente avvenuto intorno alle sei del mattino di oggi, sulla statale 16, in direzione nord all'altezza di Bari-Palese. La vittima è un 25enne che, secondo quanto si apprende, sarebbe stato investito e ucciso da un'auto mentre era intento a prestare soccorso a un automobilista in difficoltà. La persona rimasta ferita è un amico della vittima che il personale del 118 ha trasportato all'ospedale San Paolo di Bari. Non è chiaro se il conducente dell'auto che ha travolto la vittima si sia fermato a prestare soccorso. Indagini sono in corso. ANSA

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Inizio Novembre tra piovaschi e caldo anomalo: 24°C a Roma, 18°C a Milano, parla Lorenzo Tedici

1 Novembre 2025, 09:38am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA  Novembre inizia con temperature sopra la media e qualche piovasco. Lorenzo Tedici, meteorologo de iLMeteo.it, conferma un inizio del mese dei Santi con blande precipitazioni all’estremo Sud e a carattere sparso al Nord nella giornata di Sabato, mentre domenica una nuova perturbazione atlantica porterà un po’ di maltempo al settentrione e sull’Alta Toscana.

Al di là di questi fenomeni del weekend, e di qualche rovescio residuo Lunedì al Sud e sul Medio Adriatico, il tempo dovrebbe essere in prevalenza soleggiato almeno fino al 10 Novembre (!) con temperature ben sopra la media del periodo: già in questo weekend, si toccheranno 24°C a Roma, Terni, Benevento e Foggia, 23°C a Napoli e Macerata, 22°C anche sulla riviera romagnola, dove non sembrerà di essere a Novembre, ma ad inizio Maggio. Toccheremo 18°C a Milano, almeno 4-5°C oltre la media del periodo.
In sintesi, è sempre più difficile fare il cambio dell’armadio: il piumino e i berretti che avevamo tirato fuori dai cassetti, saranno di nuovo d’impiccio da Nord a Sud, salvo nelle prime ore del mattino.

Nel dettaglio, dal punto di vista meteo, le prossime ore vedranno ancora un po’ di instabilità all’estremo Sud e, a macchia di leopardo, al Nord; sulle regioni centrali il tempo sarà perlopiù buono e con un accenno subitaneo, istantaneo, di “Novembrata a Roma”: la massima della Capitale è prevista schizzare a 24°C.
Il giorno della Commemorazione dei Defunti sarà, come spesso accade, grigio e piovoso al Nord e sul parte del Centro: lacrime dal cielo per ricordare i nostri cari scomparsi. Le piogge saranno più intense sul Nord-Ovest fino alle prime ore del mattino poi dal pomeriggio sul Nord-Est e in Toscana.

Questo fronte perturbato scivolerà velocemente verso sud-est Lunedì con qualche residuo rovescio sul Medio Adriatico e al Sud, poi arriverà l’Estate di San Martino in anticipo di una settimana: quest’anno invece che dall’11 Novembre, avremo sole e clima mite dal 4 novembre, giorno di San Carlo Borromeo.

In conclusione, nonostante manchino meno di 2 mesi al Santo Natale, ecco che Novembre inizia con le solite definizioni da Riscaldamento Globale: “Novembrata” ed “Estate di San Martino”, la prima a ricordare una fase calda ed anomala un po’ come l’Ottobrata ma durante l’undicesimo mese dell’anno, la seconda (Estate di San Martino) a ricordare quel periodo più tiepido legato alla “leggenda del mantello”.
San Martino, trovando un povero infreddolito, tagliò il suo mantello militare a metà per condividerlo con l’uomo in difficoltà: subito dopo questo gesto di carità, il cielo si schiarì e il freddo cessò, come se fosse tornata l'Estate, dando il nome a questo periodo.

inizio Novembre tra piovaschi e caldo anomalo

Ormai con i cambiamenti climatici è sempre Estate!
Prestiamo comunque attenzione alle piogge di Domenica al Nord e su parte del Centro; in seguito progettiamo pure delle gite fuori porta last minute: la prima decade di Novembre sarà decisamente mite. IL METEO

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Ancora Piogge e Temporali nelle prossime ore, ecco le regioni a rischio

1 Novembre 2025, 09:27am

Pubblicato da Miki Pappacoda

A CURA DI MIKI PAPPACODA Non trova pace il quadro meteorologico sul nostro Paese, dove nelle prossime ore, su alcune regioni ci attendiamo l'arrivo di altre piogge e qualche temporale che ci costringeranno a tenere un ombrello a portata di mano.

 

Stiamo vivendo una parentesi di tempo assai dinamico sul bacino del Mediterraneo. Da una parte, verso il nord Europa, si osserva una vasta circolazione ciclonica con centro motore a ridosso del Regno Unito, che sospinge verso l’Italia masse d’aria fresca e instabile. Dalla parte opposta del Paese, dunque verso sud, scorrono invece correnti miti e umide in risalita dal Nord Africa; al tempo stesso si avvertono ancora gli effetti di un altro vortice ciclonico in fase di allontanamento verso l’area più meridionale della Grecia.

NUBI DENSE, NEBBIE E QUALCHE PIOVASCO
Per questa ragione, nelle prossime ore ci attendiamo un contesto meteo ben lontano dall’essere stabile e sereno; al Nord e al Centro, infatti, l’interazione tra le masse d’aria fresca e instabile in arrivo dall’Atlantico e quelle più miti e umide in risalita da sud favorirà la persistenza di cieli grigi, carichi di nubi dense e nebbie in sollevamento: una situazione in grado di alimentare ancora lo sviluppo di qualche piovasco sparso, in particolare a ridosso dei rilievi alpini, su alcuni angoli della Liguria e del Triveneto. Si tratterà comunque di fenomeni deboli e anche di breve durata. Nel corso della giornata saranno possibili fugaci schiarite, più ampie e diffuse sulle regioni del Centro.

Anche il Sud continuerà a vivere un quadro meteo davvero poco affidabile. Nubi compatte si alterneranno ad alcune occhiate di sole, ma su diverse zone conviene tenere un ombrello a portata di mano: ad esempio tra Sicilia e Calabria, in particolare sul settore ionico, si manterrà elevato il rischio di piovaschi, localmente accompagnati da isolati e residui temporali.

Le aree a rischio precipitazioni nelle prossime ore

TEMPERATURE MITI, SOPRA MEDIA
Tutta questa dinamicità sul fronte meteo sarà comunque avvolta da un contesto termico mite, con temperature sopra la media un po’ su tutto il Paese, specialmente al Sud e sui distretti tirrenici centrali, dove le colonnine di mercurio, laddove il sole farà capolino tra le nubi, potranno addirittura toccare punte prossime ai 24/25°C.

 

NUOVA PERTURBAZIONE ALL'ORIZZONTE
Da segnalare, infine, un progressivo e ulteriore aumento delle nubi in serata sulle regioni di Nordovest, a preannunciare l’arrivo di un prossimo peggioramento per effetto dell’ennesimo fronte perturbato atlantico, pronto a compromettere la prima Domenica di Novembre e la parte iniziale della nuova settimana, nonostante, a seguire, ci attendiamo un importante ritorno dell'alta pressione. Che Autunno pazzo!

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Bimbo di 7 anni precipitato a scuola, le parole del padre

18 Ottobre 2025, 08:19am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA "Mi chiamo Mohamed Ali, e sono il padre di Aziz (Nome di fantasia), il bambino di sette anni affetto da disturbi dello spettro autistico che è tragicamente caduto dal terrazzo della scuola primaria De Amicis, nell’istituto comprensivo Voltri 1 di via Nicolò da Corte giovedì 18 settembre". Il piccolo frequentava la scuola da appena due giorni. Aveva iniziato al polo Res, dedicato agli alunni con bisogni educativi speciali, solo due giorni prima. "Le scrivo in seguito al tragico incidente che ha coinvolto mio figlio. Dopo settimane di sofferenza e speranza, mio figlio è ancora ricoverato in rianimazione presso l'Ospedale Gaslini, con un danno cerebrale esteso che lo tiene in condizioni critiche. Sono trascorse ormai più di tre settimane dall'incidente e, nonostante la sua promessa di un'ispezione immediata, ad oggi non ho visto alcuna azione concreta in merito da parte del Ministero. Questo silenzio istituzionale è difficile da comprendere per una famiglia che sta vivendo una tragedia così grande. La sensazione che proviamo io e la madre di Aziz è di essere stati lasciati soli, proprio da lei che immediatamente ai giornali aveva dichiarato di mandare un'ispezione del ministero"."Non si tratta solo della sicurezza di mio figlio, ma della sicurezza di tutti i bambini, specialmente quelli più vulnerabili come nostro figlio, che quotidianamente affrontano sfide enormi. Desidero inoltre esprimere la mia più grande gratitudine al personale sanitario dell'ospedale Gaslini, che in queste settimane ha lavorato con grande professionalità e umanità, cercando di fare il possibile per salvare la vita di mio figlio. La loro dedizione è per noi un faro di speranza in mezzo a tanto dolore". La risposta dell'ufficio scolastico regionale Alla richiesta del papà ha risposto l'ufficio scolastico regionale: "In riferimento all’articolo pubblicato su Il Secolo XIX in data 14 ottobre 2025, relativo al tragico incidente occorso il 18 settembre 2025 dispiace constatare che l’articolo è destituito di ogni fondamento rispetto all’assenza di azioni concrete ed al silenzio del Ministero sulla vicenda. Si precisa che, in data 18 settembre 2025, il dirigente dell’Ambito Territoriale di Genova ha tempestivamente richiesto alla dirigente dell’Istituto Comprensivo Voltri I una relazione dettagliata e circostanziata sugli eventi accaduti presso la scuola primaria E. De Amicis. Su richiesta del Ministro Valditara il Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Liguria ha attivato l’immediata apertura di una visita ispettiva presso l’Istituto Comprensivo Voltri I al fine di accertare con la massima puntualità i fatti, valutare eventuali responsabilità e garantire la tutela degli studenti. L’ispezione è attualmente in corso e si prevede che si concluderà entro la fine del mese di ottobre. Considerata la delicatezza della situazione, si sottolinea come l’Ufficio abbia attribuito la massima priorità all’accaduto, procedendo con numerosi sopralluoghi e all’acquisizione di una consistente documentazione. La riservatezza sulla procedura è dovuta allo svolgimento in parallelo di indagini penali. L’Ufficio intende proseguire nelle attività di raccolta di informazioni e approfondimenti necessari a ricostruire in maniera esauriente quanto avvenuto, con l’obiettivo imprescindibile di prevenire il ripetersi di eventi analoghi e garantire la sicurezza degli studenti all’interno degli istituti scolastici".

FONTE di Aurora Bottino https://www.primocanale.it/cronaca/59195-bimbo-caduto-scuola-papa-scrive-valditara.html

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Strage di Castel d'Azzano, i funerali di Stato dei tre carabinieri uccisi Valerio Daprà, Davide Bernardello e Marco Piffari. Sergio Mattarella abbraccia i sopravvissuti

18 Ottobre 2025, 08:10am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Funerali oggi dei carabinieri uccisi nell'esplosione a Castel D'Azzano. Il  padre, il figlio e il fratello: “Da lassù illuminate e preservate come una  stella cometa il nostro cammino”

INSERITO DA MIKI PAPPACODA

Funerali carabinieri, mille in basilica e 2.000 sul sagrato

In mille dentro la Basilica eretta in onore di Santa Giustina protomartire di Padova, oltre duemila persone sul sagrato e nel lobo di Prato della Valle, per i funerali dei tre carabinieri vittime della strage di Castel D'Azzano (Verona). Tutti in un ordinato e silenzioso silenzio hanno atteso l'arrivo del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, accolto dal presidente del Veneto Luca Zaia e dal sindaco di Padova Sergio Giordani. Ed ancora in silenzio la folla ha atteso alle 18.00 esatte l'uscita dei feretri coperti dal tricolore. Gente da tutta Italia, moltissimi con i baschi dei corpi dell'esercito. Pochissimi con il cellulare in mano, molti di più quelli con un fazzoletto ad asciugare gli occhi gonfi di commozione. Qualcuno urla tra la folla «presenti», e tutti applaudono. 

Terminato funerale Carabinieri, applausi all'uscita dei feretri

Si sono conclusi i funerali di Marco Piffari, Valerio Daprà e Davide Berna, i tre carabinieri morti nell’esplosione di Castel d’Azzano, avvenuta nel veronese lo scorso martedì. I feretri, avvolti dal tricolore, hanno lasciato poco fa l’abbazia di Santa Giustina tra gli applausi della piazza gremita per l’ultimo saluto. Ad accompagnare le famiglie dei tre militari, la fanfara dell’Arma.

Parenti vittime, "Tutto ciò non deve più accadere"

«Faccio appello perché episodi simili non debbano più accadere». Così il fratello di Marco Piffari nel suo accorato saluto ai 3 Carabinieri vittime dell'esplosione del casale di Castel d'Azzano a Verona. «Non ricordo l'ultima volta che ti ho preso in braccio e non sapevo fosse l'ultima volta - ha detto invece il padre di Davide Bernardello - poi il tempo è passato e sei diventato quello che più desideravi: un carabiniere d'Italia». A parlare anche il figlio di Valerio Daprà, il terzo Carabiniere ucciso.

«È un privilegio chiamare papà uomo che ha dedicato la sua vita al dovere, al servizio, all'onore - ha detto il ragazzo. - Mio padre scelto una strada fatto di coraggio, sacrificio e responsabilità con pacatezza e modestia sincera. E anche se questa insensata tragedia lo ha strappato a me a tutti coloro che l’hanno amato credo che la sua dirittura continuerà a parlarmi ancora, anche nel silenzio».

Queste le testimonianze dei parenti più prossimi alle vittime di fronte ad una basilica gremita e alle massime cariche dello Stato che hanno poi accompagnato i feretri sul piazzale della chiesa dove si sono riunite circa 4000 mila persone.

I familiari dei carabinieri, 'loro sacrificio non sia vano'

 «Il loro sacrificio non sia reso vano, faccio appello a tutti perché episodi così non possano più accadere e le nostre vite siano più libere, più serene, e più sicure». Lo ha detto prendendo la parola al termine delle esequie dei tre Carabinieri uccisi, il fratello di uno dei tre, Andrea Pifferi, Marco.

Crosetto, nome dei giusti morti per patria scolpito in roccia

«Voglio farvi una promessa solenne, i nostri nomi, il mio, quello del presidente, sono scritti sulla sabbia della memoria delle persone care e destinati a scomparire nel tempo, tutti i nostri nomi, il nome dei giusti no, il nome di chi è morto per la patria è scritto nella roccia della memoria della Repubblica, e viene onorato, ricordato, e state tranquilli, le forze armate sono le custodi di quella memoria, e tra molti anni quando nessuno di noi sarà presente, ci sarà lo stato e quando verranno detti i nomi dei vostri figli, dei vostri fratelli, padri, ci sarà una persona che risponderà per loro: presente!". Così il ministro della Difesa, Guido Corsetto, alle esequie dei tre carabinieri morti. (

Giuli, 'oggi Padova è la capitale di tutti noi'

Il ministro della Cultura Alessandro Giuli, prima di proclamare Alba Capitale italiana dell’Arte Contemporanea del 2027, ha voluto ricordare i tre carabinieri morti nell'esplosione che li ha colpiti durante lo sgombero del casolare a Castel D'Azzano, in provincia di Verona, di cui oggi si celebrano i funerali a Padova alla presenza delle più alte cariche dello Stato, dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla premier Giorgia Meloni. Nella sala Spadolini del Mic, il titolare di via del Collegio Romano, interrotto dagli applausi, ha detto: «In realtà oggi c'è una capitale per tutti noi, che è Padova, è la città in cui si stanno svolgendo i funerali di Davide Bernardello, Valerio Daprà e Marco Piffari. Alcuni di noi, uomini delle istituzioni, non fatichiamo a riconoscere l'importanza del sacrificio umano, di chi dona la propria vita per la nostra tutela, la nostra sicurezza. La dedizione e il coraggio delle forze dell'ordine, di qualsiasi ordine e grado, deve essere parte, ed è parte, di un'identità radicata anche nelle città e nessuno meglio dei sindaci può saperlo. In ogni città non c'è soltanto una chiesa, c'è una caserma, c'è una caserma dei Carabinieri che sono il nostro presidio di civiltà oltre che di sicurezza», ha concluso Giuli.

Castel d'Azzano: arcivescovo Saba, 'Marco, Valerio e Davide sono nelle mani di Dio'

«Marco, Valerio e Davide sono nelle mani di Dio e con questa eucarestia li consegniamo all’ultima dimora terrena». Così l'arcivescovo Gian Franco Saba, ordinario militare per l'Italia, durante l'omelia per i tre carabinieri deceduti lo scorso martedì nell'esplosione di un casolare a Castel d'Azzano, in provincia di Verona. «Questi nostri fratelli ora sono nella casa del Padre, attesi, amati e salvati. E voi, loro familiari, nella fede attendete e amate coloro che sono al sicuro in Dio. Vogliamo pensare che in quel tragico momento si sono rese vive le parole di Gesù, di speranza, che egli era presente nel buio» ha poi aggiunto.

«La vittoria sul mondo e sul male è anche l'amore di chi serve la patria, cioè il prossimo, garantendo la giustizia, il bene comune, la stabilità delle istituzioni preposte a custodire nell'ordine e nell'armonia la comunità umana». Lo dice l'arcivescovo Gian Franco Saba, Ordinario militare per l'Italia celebrando i funerali dei tre Carabinieri morti a Castel d'Azzano.

Mons.Saba li chiama per nome, Marco, Valerio e Davide: «I nostri fratelli hanno seguito la via del servizio per il bene comune. Nel loro incontro con Cristo si saranno specchiati in Lui vedendo così che il volto bello dell'umanità sta nel servire il prossimo».

«La conversione - ha detto mons. Saba - diviene così la strada per una riconciliazione sociale che esige un equilibrio interiore; un'educazione alla virtù etica e spirituale della mitezza, intesa come modo di porgersi verso l'altro per non trasformare l'umana convivenza in un «immenso mattatoio», secondo le parole del filosofo Hegel. «Raggiungendo il vertice dell'amore sulla croce - ha concluso -, Gesù 'proclama che la vita raggiunge il suo centro, il suo senso e la sua pienezza quando viene donata'. Dio è Padre e, in Gesù, serve l'uomo. Gesù testimonia che servire è proprio di Dio».

Giani, 'sacrificio 3 carabinieri inciso nella memoria del Paese'

«Oggi è giornata di lutto nazionale, per rendere omaggio ai tre carabinieri caduti nell’esplosione di Castel d’Azzano: Valerio Daprà, Davide Bernardello e Marco Piffari. A loro, alle loro famiglie e a tutta l’Arma dei Carabinieri va il nostro pensiero più profondo e commosso. Uomini che hanno dedicato la loro vita al dovere, al servizio, alla sicurezza di tutti noi. Il loro sacrificio resterà inciso nella memoria del Paese». Così sui social Eugenio Giani, presidente della Toscana.

Strage dei carabinieri, la commozione dei colleghi

Volti rigati, mascelle serrate. È palpabile la commozione dei colleghi carabinieri di Marco, Valerio e Davide, come li chiama l'arcivescovo mons. Gian Franco Saba, ai funerali in corso a Padova. Lo stesso capo dello Stato, Sergio Mattarella, arrivando in basilica, è voluto andare a portare il suo abbraccio immediato ai familiari dei tre uomini dell'Arma.

Con forte applauso inizio funerali di Stato per tre carabinieri

Tutta la comunità locale si sta stringendo attorno a Marco Piffari, Davide Bernardello e Valerio Daprà.

Sono iniziati a Padova nella basilica di Santa Giustina In Prato della Valle i funerali di Stato dei tre carabinieri. In basilica ci sono anche le forze dell'ordine rimaste ferite nell'agguato. Applausi scroscianti non appena le bare vengono sollevate per fare ingresso in basilica. Le tre bare sonno avvolte nel tricolore e su ognuna c'è una foto.

 

Sono presenti le più alte cariche dello Stato: il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la premier Giorgia Meloni, i ministri della Difesa, Guido Crosetto, dell'Interno, Matteo Piantedosi, dell'Università, Anna Maria Bernini, i presidenti di Senato e Camera, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana. C'è anche il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. Sono presenti anche i 27 colleghi feriti nell'esplosione di Castel d'Azzano.

L'abbraccio di Mattarella ai familiari

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella parla con i familiari dei tre carabinieri morti a Castel D'Azzano (Verona) durante i funerali

Applausi e silenzio all'arrivo delle bare dei tre carabinieri

Un lungo applauso ha accolto l'arrivo dei feretri dei tre carabinieri morti sul sagrato della Basilica di Santa Giustina, a Padova, 10 minuti prima delle ore 16.00. Le tre vetture con i feretri si sono allineate davanti alla chiesa e ne sono uscite le bare, con la gente che nel frattempo ha taciuto in un silenzio commosso. Poi i tre feretri sono stati condotti alla chiesa mentre la banda ha intonato la marcia funebre.

Bare carabinieri giunte in basilica, feretri avvolti da tricolore

Un lungo applauso ha accolto l’arrivo dei feretri contenenti le salme dei tre carabinieri, Marco Piffari, Valerio Daprà e Davide Berna, morti nell’esplosione di Castel d’Azzano, avvenuta nel veronese lo scorso martedì. Le bare, avvolte dalla bandiera tricolore e accompagnate alla basilica da una staffetta dell’Arma, sono state accompagnate in chiesa dalle note della fanfara dei carabinieri.

Santanchè per i carabinieri morti, 'riposate in pace'

«Riposate in pace innocenti servitori dello Stato. L'Italia, quella libera dai furori ideologici, riconosce il vostro valore che accomuna tutte le Forze dell'Ordine. E si stringe attorno al dolore dei familiari». Lo scrive su X la ministra del Turimo Daniela Santanchè, mentre iniziano a Padova i funerali dei tre carabinieri morti nell'esplosione di Castel d'Azzano.

Meloni, Salvini e La Russa arrivati ai funerali dei carabinieri

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è arrivata poco fa alla basilica di Santa Giustina di Padova per i funerali dei tre carabinieri deceduti lo scorso martedì nell’esplosione di un casolare a Castel d’Azzano, in provincia di Verona. Insieme alla premier, sono entrati nella chiesa anche il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini; il ministro degli Esteri, Antonio Tajani e il presidente del Senato, Ignazio La Russa. Tra gli altri esponenti del governo presenti, il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi; il ministro della difesa, Guido Crosetto; il ministro della Pubblica Ammnistrazione, Paolo Zangrillo; il ministro della Giustizia, Paolo Nordio.

Mattarella giunto a Padova per i funerali dei tre carabinieri

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è giunto alla basilica di Santa Giustina a Padova, per partecipare ai funerali dei tre carabinieri morti a Castel D'Azzano (Verona). Nella chiesa in Prato della Valle sono giunti i presidenti di Senato e Camera, la premier Giorgia Meloni, con i ministri del Governo, Elly Schlein con una delegazione del Pd. Ad accoglierli e a salutarli sul sagrato il presidente del Veneto Luca Zaia e il sindaco di Padova, Sergio Giordani.

Strage dei carabinieri, folla a Padova per i funerali

Centinaia di uomini delle forze dell'ordine, mischiati a semplici cittadini, si sono radunati già dal primo pomeriggio davanti alla basilica di Santa Giustina a Padova, dove alle ore 16.00 si celebreranno i funerali di Stato dei tre carabinieri vittime dell'esplosione, due giorni fa a Castel D'Azzano (Verona). I feretri di Valerio Daprà, Davide Bernardello e Marco Piffari, partiranno dalla camera ardente allestita al Comando Legione Carabinieri di via Rismondi, e giungeranno alla Basilica in Prato della Valle cinque minuti prima dell'inizio delle esequie.

Il rito sarà celebrato da mons. Gianfranco Saba, ordinario militare per l'Italia, che concelebrerà la messa assieme al vescovo di Padova Claudio Cipolla, a quello di Verona Domenico Pompili, all'abate di Santa Giustina don Giulio Pandoni, a Vincenzo Pizzimenti, cappellano militare del Comando Regionale, don Corrado Tombolan, cappellano militare della Legione Carabinieri «Veneto» e a don Giovanni Tanca, segretario del Vescovo Ordinario Militare per l'Italia.

Alla cerimonia è atteso il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il presidente del Senato Ignazio La Russa, quello della Camera Lorenzo Fontana, i ministri Tajani, Crosetto, Salvini, Piantedosi, Nordio, Abodi, Roccella, Schillaci e Bernini. Secondo quanto appreso, le cariche dello Stato sono già sbarcate all'aeroporto di Venezia da dove partiranno per la città euganea.

Sono giunti in chiesa i familiari delle vittime, i vertici dell'Arma e colleghi dei deceduti, tra cui alcuni militari che erano assieme a loro a Castel D'Azzano, con evidenti segni delle lesioni subite nello scoppio. Nel sagrato è schierato il picchetto d'onore di tutte le forze dell'ordine e dell'esercito. 

Centinaia di uomini delle forze dell'ordine, mischiati a semplici cittadini, radunati alla basilica di Santa Giustina a Padova, per i funerali di Stato dei tre carabinieri vittime dell'esplosione a Castel D'Azzano (Verona) Valerio Daprà, Davide Bernardello e Marco Piffari. In chiesa i familiari delle vittime, i vertici dell'Arma e colleghi dei deceduti, tra cui alcuni militari che erano assieme a loro a Castel D'Azzano, con evidenti segni delle lesioni subite nello scoppio. Alla cerimonia anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Rojales sotto i fulmini della DANA 'Alice', ecco il video dell'esplosione

12 Ottobre 2025, 08:57am

Pubblicato da Miki Pappacoda

 

INSERITO DA MIKI PAPPACODA 10 Ottobre 2025 - Il passaggio della DANA “Alice” nella Comunità Valenciana, nel sud-est della Spagna, sta lasciando dietro di sé immagini di grande impatto. Le piogge torrenziali e l’intensa attività elettrica che accompagnano questa fase di marcata instabilità atmosferica stanno provocando allagamenti e disagi in diverse aree della provincia meridionale di Alicante.

 

Nelle ultime ore, numerosi comuni sono stati interessati da veri e propri nubifragi, con corsi d’acqua in piena e strade trasformate in fiumi. Ma a preoccupare non sono solo le precipitazioni: la DANA “Alice” sta generando anche una straordinaria attività elettrica, con centinaia di fulmini che illuminano a giorno il cielo della costa sudorientale iberica.

Uno di questi ha colpito direttamente il cuore di Rojales, piccolo centro situato nella comarca della Vega Baja del Segura. Come mostrano le impressionanti immagini che accompagnano questo articolo, un fulmine nube-terra ha provocato un’esplosione in una delle rotonde cittadine, sollevando fumo e detriti. Fortunatamente, secondo le prime informazioni, non si registrano feriti, ma l’episodio ha destato grande paura tra i residenti. Il VIDEO in alto. di Marco Castelli Meteorologo IL METEO.IT

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