Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE Giuseppe Valente, operaio di 61 anni originario di Ausonia, ha perso la vita mercoledì pomeriggio in un tragico incidente sul lavoro presso la segheria "Gpr Marmi" della sua città. Valente è stato colpito fatalmente da una lastra di marmo, che lo ha investito e ucciso sul colpo. Sul posto sono intervenuti immediatamente i carabinieri per ricostruire la dinamica dell’incidente e l'Ispettorato del Lavoro, per verificare l'osservanza delle misure di sicurezza all'interno dell'azienda. Valente, padre di due figli e da poco nonno, aveva recentemente avviato le pratiche per la pensione presso la sede Cisl di Cassino, con il desiderio di dedicarsi alla famiglia e al suo nipotino nato da poco. La "Gpr Marmi" non è nuova a tragedie: dieci anni fa, nella cava di Coreno Ausonio, due dei suoi proprietari, Pino e Amilcare Mattei, vennero uccisi in un conflitto a fuoco dopo essersi recati sul posto per verificare un allarme antintrusione.
INSERITO DA MIKI PAPPACODAERIT Anticiclone in declino. Il quadro meteorologico è destinato a peggiorare nei prossimi giorni, tanto che su alcune zone si registrerà anche il ritorno di qualche pioggia.
Un vasto campo di alta pressione alberga ormai da alcuni giorni sull'Europa centrale, coinvolgendo anche gran parte del bacino del Mediterraneo e pure l'Italia. Tuttavia, sul nostro Paese l'alta pressione sta lentamente iniziando a perdere di energia, specie al Sud e in corrispondenza delle due Isole Maggiori, indebolimento favorito dallo spostamento del cuore dell'anticiclone verso l'Europa orientale.
Più a ovest del nostro Paese, dunque, ne approfittano deboli infiltrazioni di aria umida e instabile di origine oceanica, le quali favoriranno la formazione di unvortice ciclonicoche neiprossimi giornisarà alla base di unpeggioramento del tempo.
I primi effetti si noteranno già nel corso della giornata diMercoledì 6 Novembre, quando una corposa nuvolosità inizierà ad avvolgere laSicilia, in particolare i settori più orientali dell'Isola, dove sono già attesepiogge, anche sotto forma dirovescio. Nel corso della giornata le nubi andranno estendensosi anche a gran parte dellaCalabriaionica e allaSardegna, aree dove entro la serata potrebbero registrarsi dei piovaschi.
Da segnalare che per la Sicilia ilDipartimento della Protezione Civileha emesso un'allerta gialla.
PER APPROFONDIRE:Allerta Meteo Sicilia: Piogge e forti Temporali nella giornata di mercoledì 6 novembre
Configurazione barica prevista per metà settimana
PEGGIORA GIOVEDI' E VENERDI' In seguito,da Giovedì 7 Novembre, mentre sul resto del Paese il quadro meteorologico si manterrà ancora stabile, eccezion fatta per la consueta formazione di nebbie e nubi basse sulle pianure e sulle aree interne del Centro-Nord,il maltempo si accentuerà sulla Siciliache finirà quasi tutta sotto uno spesso tappeto di nubi che potranno provocare precipitazioni a tratti anche forti; non da escludere, inoltre, qualche episodio temporalesco. Diffusa nuvolosità inoltre sulla Calabria e fino ai settori meridionali della Sardegna: pure su queste regioni non si possono escludere deboli e brevi piovaschi. Attenzione poi alla giornata diVenerdì 9 Novembre; non solo lapioggiaproseguirà sullaSicilia, ma riuscirà ad estendersi anche allaSardegnameridionale, lambendo addirittura i litorali tirrenici del Centro dove si registrerà un generale aumento delle nubi che tenderanno poi a spostarsi anche verso le zone più interne. Precipitazioni previste per Venerdì 8 Novembre
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Ribaltone 2024: dopo 10 giorni di calma piatta in Italia, può cambiare tutto dal fine settimana.
Abbiamo chiesto a Lorenzo Tedici, meteorologo del sito www.iLMeteo.it, cosa succederà nei prossimi giorni.
Sta per cambiare tutto: quest’anno l’Estate di San Martino porterà freddo e anche neve. Con ‘Estate di San Martino’ in meteorologia si usa definire un periodo soleggiato e mite intorno all’11 novembre (giorno di San Martino di Tours), un periodo di alta pressione che spesso cade nel bel mezzo del mese autunnale più piovoso, l’eccezione che conferma la regola.
Tutto ribaltato? Succederà tutto il contrario?
Sembra proprio di sì: quest’anno sembrerà tutto il contrario, l’eccezione è rappresentata dalla fase secca e mite che ha portato l’anticiclone africano (ha invaso l’Italia lo scorso 28 ottobre e non vuole andarsene), la regola, portata dal ribaltone, dovrebbe valere dalla prossima settimana con tanta pioggia, freddo e pure neve.Insomma, invece di ‘pioggia prima e sole poi’, quest’anno per San Martino avremo ‘sole prima e tanta pioggia poi’: dall’Estate di San Martino all’Inverno di San Martino.
Cosa succederà nel dettaglio nei prossimi giorni?
Nel dettaglio, nei prossimi 3 giorni avremo calma piatta al Centro-Nord e lo smog salirà alle stelle, in particolare nella Pianura Padana; al Sud invece, complice la temperatura del mare ancora calda, si formeranno temporali anche intensi sul Tirreno e localmente in Sicilia e poi Sardegna orientale.
Continuerà a fare caldo?
Sì. Le temperature resteranno miti fino a sabato con picchi di 24°C in Sardegna e Sicilia (nonostante qualche pioggia, benefica contro la siccità), 22°C anche in Campania, Puglia, Calabria e Lazio (!). A Roma e Latina, infatti, oscilleremo ancora tra 21 e 22°C, continuerà la ‘Bella Novembrata’ al Centro-Sud e sulle zone alpine: anche sulle nostre montagne, infatti, il caldo proseguirà anomalo con zero termico molto alto, a circa 3500 metri, come a giugno.
In tendenza sono previste delle variazioni importanti?
Come detto, potrebbe cambiare tutto da domenica in poi: l’allungamento dell’alta pressione verso le Isole Britanniche potrebbe spingere sul fianco orientale la discesa di un nocciolo artico continentale, prima verso i Balcani e poi verso il nostro Paese. Se la previsione venisse confermata (mancano ancora 4-5 giorni), la prossima settimana sarebbe ‘quasi invernale’ con temperature 6-7°C sotto la media del periodo. Nello scenario più estremo (quindi di più difficile realizzazione) non si può escludere qualche fiocco di neve a quote collinari!
Smog al Nord e qualche pioggia al Sud, può cambiare tutto dal Fine Settimana
Conclusioni? Dall’Estate di San Martino all’Inverno di San Martino in pochi giorni, un ribaltone possibile ma non certo; seguiremo l’evoluzione dei grandi movimenti meteo in atto sul nostro Continente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Lanciano rende omaggio ad un amalfitano illustre. E' il preside Francesco Milano che nel 1922 volle dedicare ai ragazzi del suo liceo classico, caduti durante la prima guerra mondiale, un omaggio perenne facendo scolpire i 27 nomi su una lapide di marmo posta sulla parete della scuola "Liceo - Ginnasio "V. Emanuele II". Un appuntamento che si rinnova dal 2021, ogni 5 novembre, e a cui quest'anno, in qualità di primo cittadino ma anche di familiare dell'apprezzato docente e preside, anche il Sindaco di Amalfi, Daniele Milano, che ha preso parte all'evento commemorativo promosso dal Liceo di Lanciano, dall'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci e dal Comune di Lanciano. Uomo di ampio spessore culturale, il preside Milano, negli anni '20, era considerato una delle personalità più autorevoli nel comune in provincia di Chieti ed oggi la sua memoria viene ricordata per quella iniziativa attraverso cui intese dare dignità al ricordo degli studenti-soldati. Francesco Milano, teneva molto a questi suoi studenti e, saputa la notizia della loro morte, decise di perpetuarne il ricordo, commissionando a un famoso artigiano la lapide e la cancellata ai suoi piedi. Perché quei giovani, che Lanciano ogni anno commemora, lasciarono gli studi e morirono da eroi. Una lapide non solo per ricordare i giovani del ginnasio che hanno perso la vita nel corso delle guerre mondiali, ma soprattutto per la salvaguardia della memoria collettiva e della dignità di chi, con fierezza, ha combattuto per un'Italia libera e indipendente. Alla cerimonia hanno partecipato le autorità civili e militari, il Sindaco di Amalfi Daniele Milano, il Sindaco di Lanciano Filippo Paolini e il Sindaco di Fossacesia Enrico Di Giuseppantonio, oltre alle associazioni d'armi, le rappresentanze studentesche, il Dirigente Scolastico Prof.ssa Angela Evangelista e le nipoti di Francesco Milano, Paola e Luisa. "Le celebrazioni di oggi a Lanciano sono l'occasione per riannodare due fili - ha esordito il Sindaco di Amalfi, Daniele Milano durante il suo intervento - In primis istituzionale, alla figura del Preside Francesco Milano, un amalfitano illustre divenuto lancianese di adozione. Uomo di alto profilo culturale, scrittore, fu Soprintendente al restauro dei Templi di Agrigento ed è ricordato anche a Trani, dove gli è stata intitolata una via. E poi c'è il secondo aspetto, più personale e privato, perché rappresenta un prezioso ricordo familiare. Era il cugino di mio nonno, Antonio Milano, con cui intratteneva un rapporto molto affettuoso testimoniato da un'intensa corrispondenza, di cui conserviamo ancora alcune lettere. Il Preside Milano ha avuto diversi figli tra cui Luigi Milano, eroe partigiano e capo della resistenza in Val Sangone, a cui è stato intitolato il piazzale antistante l'ossario di Coazze in Piemonte e recentemente un parco pubblico a Lanciano". Francesco Milano fu prima docente e, successivamente, Preside del Liceo di Lanciano: era, inoltre, amico del celebre scrittore Luigi Pirandello, che fu regio commissario agli esami di Stato proprio nel lancianese. Ancora oggi è custodito il documento che riporta in calce la firma di entrambi. La cerimonia, dal titolo emblematico "Quei bravi ragazzi del Liceo" si è svolta con lo schieramento di tutte le forze armate, con la sfilata dei gonfaloni, tra cui quello di Amalfi, mentre risuona la Canzone del Piave, ancora oggi tra i nostri canti patriottici più amati. A seguire la commemorazione con deposizione di una corona di alloro in onore ai caduti che hanno sacrificato la propria vita per l'unità d'Italia, con l'intervento dei sindaci, della preside e della nipote Paola Milano.
DI MIKI PAPPACODA Il 4 novembre si celebra la “Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate”, in ricordo della fine della Prima Guerra Mondiale. L’Italia il 4 novembre ricorda, commemorando i suoi Caduti, l’Armistizio di Villa Giusti (entrato in vigore il 4 novembre 1918) che consentì agli italiani di rientrare nei territori di Trento e Trieste, e portare a compimento il processo di unificazione nazionale iniziato in epoca risorgimentale. Stato unitario solo dal 1861, l'Italia entrò nel conflitto con ancora vive le emozioni e le convinzioni risorgimentali. Fu quella la prima drammatica esperienza collettiva che si verificava dopo la proclamazione del Regno. L’impegno militare lungo il confine nord-orientale, dallo Stelvio agli altipiani d'Asiago, dalle Dolomiti all'Isonzo e fino al mare, fu la testimonianza di quel profondo sentimento di amor di Patria che animò i nostri soldati e gli Italiani in quegli anni. L’Italia dimostrò di essere una Nazione e alimentò questo senso di appartenenza con la strenua resistenza sul Grappa e sul Piave, fino alle giornate di Vittorio Veneto. Per onorare i sacrifici dei soldati caduti a difesa della Patria il 4 novembre 1921 ebbe luogo la tumulazione del “Milite Ignoto”, nel Sacello dell’Altare della Patria a Roma. Con il Regio decreto n.1354 del 23 ottobre 1922, il 4 Novembre fu dichiarato Festa nazionale. Oggi, ai Caduti di tutte le guerre, in occasione del 4 novembre e nei giorni immediatamente precedenti, le più Alte Cariche dello Stato rendono omaggio recandosi nei Luoghi della Memoria. Le Forze Armate, ricordando la raggiunta unità nazionale, onorano il sacrificio di oltre seicentomila Caduti e di tante altre migliaia di feriti e mutilati, con sentimento di gratitudine che la festa del 4 novembre vuol mantenere vivo poiché è dall’esperienza della storia che nascono i valori irrinunciabili di una Nazione. Il significato del ricordo della Grande Guerra non è quello della celebrazione di una vittoria, o della sopraffazione del nemico, ma è quello di aver difeso la libertà, raggiungendo una unità tanto difficile quanto fortemente voluta. La legge 1 marzo 2024, n.27 ha sancito l'istituzione della “Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate” quale festa nazionale, riconoscendo tangibilmente la fiducia e il rispetto che i cittadini e le istituzioni attribuiscono alle proprie Forze Armate.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Cresce l'aspettativa di vita degli italiani. Ma quali sono le Regioni italiane più "virtuose"? Dove si vive di più in Italia? È interessante osservare che ci sono differenze all'interno della stessa Italia, soprattutto tra Nord e Sud. I dati più recenti dell'Istat segnalano che gli uomini nel Nordest alla nascita hanno 81,6 anni di speranza di vita, le donne 85,9.
Nel Sud Italia, invece, gli uomini si piazzano a 80,2 anni e le donne a 84,5. Nel Nordovest e nel Centro l’aspettativa per le donne è uguale (85,5 anni), mentre gli uomini hanno di fronte, sempre mediamente, 81,3 anni nel primo caso e 81,1 nel secondo.
Gli ultracentenari
Per quel che riguarda gli ultracentenari, secondo l'Istat, all'1 gennaio 2021 (è la valutazione più recente) se ne contavano in Italia 17.177 (donne nell'83% dei casi). La maggior parte delle persone con almeno 105 anni di età risiedeva nel Nord Italia: 284 nel Nord-ovest e 243 nel Nord-est, al Sud 238, al Centro 225 e nelle Isole 121.
Record maschile
SecondoTruenumbers, sito italiano diData Journalism, il primato tra gli uomini appartiene alla Provincia autonoma di Trento(82,2 anni); seguono sul podio Umbria (81,9) e Provincia di Bolzano (81,8). Al quarto posto ci sono le Marche, seguite da Veneto, Toscana, Emilia Romagna, Lombardia, Friuli Venezia Giulia. La Puglia è decima nella classifica degli uomini. Seguono poi Abruzzo, Lazio, Liguria, Piemonte, Sardegna, Molise, Basilicata, Calabria, Sicilia, Valle d'Aosta.Ultima la Campania.
Record femminile
Sul fronte femminile,in testa ci sono le province di Trento e Bolzano(86,6 anni a pari merito), ovvero il Trentino Alto Adige, e poi l'Umbria (86). Seguono nella classifica Veneto, Sardegna, Marche, Molise, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Toscana, Emilia Romagna, Abruzzo, Valle d'Aosta, Liguria. La Puglia è 15esima sul fronte dell'aspettativa di vita delle donne. Poi Lazio, Piemonte, Calabria, Basilicata e Sicilia.Ultima la Calabria. LEGGO.IT
A CURA DI MIKI PAPPACODAAncora alta pressione sull'Italia, a garanzia di una Domenica 3 Novembre sotto il segno della stabilità anche se non mancheranno i soliti disturbi su alcune regioni.
Il Mediterraneo è avvolto in una dolce coperta anticiclonica che, dal Nord Africa, si estende fino a coprire buona parte dell’Europa centrale. Attualmente, i valori di pressione più alti(1030 hPa)si registrano proprio tra ilNord Italia, la Svizzera, l'est della Francia, la Germania e fino al Regno Unito. Questa configurazioni contribuisce così a mantenere la situazione stabile e piacevole anche sul Bel Paese. Qualche foschia e locali banchi di nebbia fanno la loro comparsa di notte e al mattino nella Valle Padana e nelle valli interne del Centro, quasi come se volessero aggiungere un tocco di magia autunnale al panorama meteorologico.
Situazione barica prevista per Domenica 3 Novembre 2024
Anche perDomenica 3 Novembreci aspetta uno scenario simile, con giusto qualche insidia a minare la stabilità atmosferica. Una brezza di aria fresca, infatti, farà capolino da est, portando una piccola rinfrescata e una maggior vivacità nella ventilazione, pronta a stemperare leggermente le temperature sempre sopra media di questi giorni. Qualche nuvola in più arriverà lungo la costa adriatica, tra Romagna, Marche, Abruzzo e Molise, ma nulla di preoccupante: insomma, niente pioggia in vista!
Per quanto riguarda letemperature, registreremo una leggera flessione, soprattutto al Nordest e lungo la costa adriatica. Nonostante la freschezza del mattino e il debole calo termico previsto, le temperature massime resteranno comunque piacevolmente miti, ben al di sopra della media stagionale. AlNordavremo valori che oscilleranno intorno ai16/18°C, fino a 20/22°C al Centro, e punte anche di 23/24°C al Sud specialmente in Sicilia.
E cosa ci riserva laprossima settimana?Ancora alta pressione, ma con un tocco di cambiamento in vista: con il passare dei giorni, infatti, inizieremo a vedere i primi segni di un suo cedimento, soprattutto al Sud e sulle Isole Maggiori, dove potrebbe riaffacciarsi un po' di tempo incerto con anche il ritorno di qualche pioggia.
Le temperature torneranno pian piano a valori più freschi e più tipici dell'autunno, regalandoci l’atmosfera perfetta per riscoprire il piacere di indossare indumenti più pesanti e una tazza di tè caldo!
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Almeno 158 vittime; strade trasformate in fiumi d'acqua e fango; detriti ovunque e automobili accatastate una addosso all'altra. È il bilancio dell'alluvione che ha colpito laSpagna– in particolare le province diValenciaeAlbacetee la regione dell'Andalusia– nella notte tra mercoledì 29 ottobre e giovedì 30 ottobre 2024.
Immagini da brividi. Può sembrare l'apocalisse, e invece è il tragico risultato diDana. Ma di cosa si tratta?
Cos'è Dana?
Dal punto di vista meteorologico, l'alluvione si è sviluppata a causa di un disturbo atmosferico.Dana, sostanzialmente è una bolla di aria fredda non controllata e guidata dalle correnti a getto.Nel caso spagnolo, questa bolla d'aria è scesa di quota mescolandosi con aria più calda e umida verso il suolo, grazie anche alla temperatura delle acque del Mar Mediterraneo, sopra la media stagionale di tre-quattro gradi. Da questa comminazione si è sviluppato il meccanismo alla base dei violenti temporali che si sono abbattuti sulla Spagna.
Il legame con l'alluvione in Emilia-Romagna
«Il suo viaggio è iniziato sul Mediterraneo ed è la stessa goccia fredda che la settimana scorsa si è abbattuta sull'Italia, provocando le alluvioni in Emilia Romagna», ha affermato il meteorologoAndrea Giuliacci, diMeteo.it.
L'esperto ha spiegato come in questo viaggio, la goccia fredda è destinata a perdere progressivamente forza: non sarà, infatti, più alimentata dall'aria calda del Mediterraneo, ma incontrerà le acque più fredde dell'oceano Atlantico.
I rischi per l'Italia
Affacciandosi sul Mediterraneo, anche l'Italia non è esente da rischi per quanto riguarda fenomeni meteorologici di questo tipo.Edoardo Ferrara, meteorologo di3BMeteo, ha spiegato aIl Messaggeroche anche nel nostro Paese in passato ci sono stati episodi molto simili e che stanno aumentando di frequenza.
«Nubifragi e alluvioni sono più frequenti in prossimità del mare e più violenti durante la stagione autunnale, quando si ha maggior accumulo di calore sul Mediterraneo che reagisce alle prime perturbazioni in discesa dal Nord Europa o in arrivo dall'Atlantico. Anche le recenti alluvioni in Sicilia e Liguria sono state determinate da temporali auto-rigeneranti», ha spiegato il meteorologo.
Le regioni più a rischio
Ferrara ha ammesso che le regioni dove è più probabile che si creino condizioni atmosferiche simili a quelle che hanno colpito la Spagna sono quelle che affacciano sul Mar Tirreno e sullo Ionio. Quindi regioni come Liguria, Toscana, Lazio, Sardegna, Calabria e Sicilia. LEGGO.IT
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il bilancio delle vittime nell'alluvione inSpagnaè agghiacciante. L'ultimo aggiornamento ufficiale parla di almeno 158 morti confermati, ma si continuano a cercare dispersi, che a detta del governo sono ancora «decine e decine». Quella che si è abbattuto su Valencia è già una delle catastrofi naturali peggiori del secolo.
Il bilancio provvisorio ha raggiunto proporzioni simili a quelle degli episodi più dolorosi nella storia recente della Spagna, come l'attentato terroristico di Atocha del 2004 (193 morti).
Il reportage: corpi affiorano a decine Le pale e i secchi per spalare il fango, carrelli del supermercato colmi di bottiglie vuote e del poco rimasto nei negozi ancora aperti e non saccheggiati da disperati, bambini nelle carrozzine, anziani sulle sedie a rotelle, un esodo di migliaia di persone in fila fra le auto capovolte e gli alberi sradicati, in cerca di acqua potabile e cibo, lungo la ventina di km che uniscono i comuni a sud di Valencia di Paiporta, La Torre, Picana, Chive, Cheste, Torrente... Sono i comuni dell'area metropolitana a una ventina di km della capitale del Turia, ma sembra il Vietnam. In senso contrario arrivano a piedi brigate di giovani volontari con tutto quello che riescono a portare in spalla alle popolazioni colpite. Quarantott'ore dopo le piogge torrenziali che si sono abbattute nel sudest della Spagna, l'ecatombe appare nella sua terribile dimensione: il rosario dei morti ha superato le 158 vittime e un numero ancora imprecisato di dispersi, quando cominciano ad arrivare le prime squadre della Protezione civile. «Stanno tirando fuori i cadaveri dalle auto, dai garage, dalle case. Proprio qui accanto, i corpi di quattro vicini, una coppia e due uomini, travolti nello scantinato di casa», dice all'ANSA Cristina Lopez, 53 anni, che col marito Victor Monleon e il figlio Hugo sono scampati alla morte a Paiporta, epicentro della catastrofe. «Alcune squadre di pompieri sono arrivate questa mattina, ma per 48 ore siamo stati soli, immersi in un mare di fango. Martedì sera è accaduto tutto in dieci minuti. Se avessero dato l'allarme prima non ci sarebbero stati tanti morti. La gente non ha avuto il tempo di mettersi in salvo dall'onda del fiume in piena che ha coperto tutto», denuncia. Le proteste per i ritardi con cui le autorità hanno messo in allarme la popolazione e per la mancanza di approvvigionamento di acqua potabile e di corrente elettrica sono corali. «L'acqua del torrente è salita a tre metri in pochi minuti. Ho avuto solo il tempo di prendere le chiavi di casa nell'autofficina e scappare che già ero immerso fino al collo», ricorda Gaetano Marletta, 52 anni, titolare della autofficina 'Taller Marletta', che come tutti gli altri negozi della cittadina, con le saracinesche divelte dallo tsunami di fango, è stata devastata dall'ondata di piena che dal bacino del Poyo ha travolto Chiva, Cheste, Torrente, Catarroja, Picana, fino a Paiporta, portandosi via tutto quello che ha trovato davanti. Maria Gracia Lourdes, la giovane mamma di 34 anni con il neonato di 3 mesi ritrovata morta nell'auto, che il marito aveva tentato di ancorare a un palo della segnaletica perché non fosse trascinata via dalla forza del torrente impazzito, era di qui, di Paiporta. «Abbiamo sperato fino alla fine in un miracolo, ma non c'è stato. Siamo devastati», dice Maribel Gomez, una vicina fra le lacrime. La sindaca Maria Isabel Albalat conferma che sono almeno 45 le vittime finora recuperare nel municipio. Mentre i residenti aspettano le pompe dei vigili del fuoco per aspirare la marea nera, senza sapere quando e se arriveranno. «Abbiamo bisogno di acqua, di cibo, di medicine, gli aiuti non arrivano», denuncia Cristel, residente con la famiglia a Catarroja, trasformata in un mare di fango e dove è impossibile superare la barriera delle auto, delle pietre e dei detriti lasciata dall'onda nera. Nel garage di un edificio di due piani di La Torre hanno recuperato gli 8 residenti morti, travolti dalla piena del Poyo. Come quella del Magro, l'altro torrente trasformato dalle piogge torrenziali in una valanga di fango, ha raggiunto martedì sera la furia devastante di 2.200 metri cubi al secondo. E sono almeno una cinquantina i cadaveri trasferiti alla morgue centralizzata in un parcheggio allestito con celle frigorifere al piano interrato del Palazzo di Giustizia di Valencia, dall'altro lato dell'antico corso del Turia. Lo conferma Manquique Castello, il responsabile di comunicazione della cittadella giudiziaria, spiegando che ai familiari non è stato dato accesso fino all'identificazione delle vittime, anche attraverso gli esami di Dna, e dopo le autopsie praticate da una squadra di medici forensi. E' di fronte al Palau de la Musica e delle Arti, l'emblema della Valencia da bere, ora simbolo di morte. E dell'immane tragedia.
L'appello delle autorità
Lo sconforto si unisce al dolore per chi non c'è più, quando si pensa a come ripartire. «Ci vorranno anni», è il pensiero comune.
La fine dell'emergenza, intanto, resta lontana. «Dico ai cittadini della zona che la Dana continuerà, non è finita, quindi bisogna stare attenti», ha avvertito il premier Pedro Sánchez in visita aValencia.
«Chiedo a tutti di seguire le indicazioni delle autorità. Siamo alla vigilia di un ponte festivo, ma vi invito a stare a casa», ha aggiunto mentre restano attive allerte meteorologiche per forte maltempo in più punti della Spagna, in particolare nelle province di Castellón e di Cadice.
La situazione a Valencia
Ma l'epicentro del dramma rimane attualmente Valencia. I treni resteranno fuori uso per almeno 15 giorni e ci sono danni notevoli anche sulla rete stradale (mentre l'aeroporto rimane funzionante). È in diverse aree della sua periferia dove si concentra il grosso dei morti: almeno 45 (di cui sei ospiti di una casa di riposo) a Paiporta, altre 13 tra La Torre e Castellar, mentre non è ancora certa la cifra, che si teme alta, dei deceduti a Sedaví.
«Qui non sono ancora venuti a recuperare i cadaveri», diceva nella mattinata di giovedì 30 ottobre 2024 a Tve un abitante di quest'ultima cittadina. Molti dei corpi vengono trasportati al Palazzo di Giustizia di Valencia, dove è stata allestita una camera mortuaria provvisoria.
La ricerca dei dispersi continua intanto senza tregua, con più di mille soldati messi in campo a tal fine. «Il nostro impegno, per terra, mare e aria, con tutti i mezzi e per tutto il tempo necessario, è volto a ritrovare le persone scomparse», ha detto Sánchez. Mentre il reFelipe VI, da Madrid, oltre a ringraziare la solidarietà internazionale e i numerosi soccorritori al lavoro nelle zone alluvionate, omaggiava «le azioni in alcuni casi sicuramente eroiche» dei cittadini fattisi avanti per dare una mano.
Il messaggio del Papa
Anche ilPapaha voluto esprimere la sua «vicinanza alla gente di Valencia» per questa catastrofe. Tra le priorità delle prossime ore si profila pure quella di garantire beni di prima necessità nelle località più colpite, rimasti in alcuni casi senza luce e acqua potabile: il governatore valenziano Carlos Mazón ha chiesto sostegno all'esercito anche per tali funzioni.
Non solo devasto e distastro, ma anche sciacallaggio. Nelle ore successive all'alluvione la polizia ha infatti arrestato almeno 39 persone accusate di atti di saccheggio: bersagliati, in particolare, alcuni esercizi commerciali specializzati in vendita di computer, cellulari o profumi di marca.
Rinviate le partite di calcio
Le conseguenze dell'alluvione portano conseguenze in più ambiti, anche in quello sportivo. Infatti, esaminata la situazione, le sfide tra Valencia-Real Madrid e Villareal-Rayo Vallecano, in programma in questo weekend, sono state rinviate a data da destinarsi. LEGGO.IT
di Miki Pappacoda direttore Oggi il Giornale Vettica di Amalfi Online ein lutto per la scomparsa del caro cugino nonche fotoreporter di questa testata giornalistica. Le piu sentite condoglianze da tutta la redazione. Nella giornata di ieri e cessato di battere il cuore buono del caro cugino Mimmo Petrone anche fotoreporter del Giornale Vettica di Amalfi Online. Cugino e amico di tanti viaggi e avventure insieme. Dispiace tantissimo sentite e sincere condoglianze alla famiglia. Oggi alle 9.30 nella Sala del Regno di Fratte l'ultimo saluto subito dopo il rito funebre sarà tumulato nel cimitero di Coperchia di Pellezzano.