24° GIRONALINO ARTIGIANALE DEL SITO-BLOG WWW.MIKIVETTICA.NET DI MICHELE PAPPACODA
SITO VETTICA DI AMALFI www.mikivettica.net

Foto di Vettica di Amalfi
Vettica di Amalfi
Sito di Michele Pappacoda


Responsabile e Titolare del Sito
MICHELE PAPPACODA
Collaboratori
CECERE ANGELA Collaboratrice
ANNA DI DOMENICO Collaboratrice
KSENIA KULIKOVA Collaboratrice
MARIA NUNZIA PANICO BORRELLI
Collaboratrice Sez.Poesie
MICHELA MARTINI Collaboratrice
1 MAGGIO 2013
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA TEGLIO (SONDRIO) - Un uomo di 85 anni è finito all'ospedale dopo un'aggressione subita nella notte. A ferirlo al volto, in modo fortunatamente non grave, quindi con rapide dimissioni dal pronto soccorso, sarebbe stato il suo vicino di letto, forse infastidito dal russare dell'ultraottantenne. Sul grave episodio, avvenuto all'interno della Casa di riposo Sant'Orsola di Teglio (Sondrio) stanno ora indagando i carabinieri che hanno informato la Procura.
La moglie della vittima, durante una visita, si è accorta degli evidenti lividi che aveva al volto il marito, innescando l'immediato intervento dei carabinieri che, in queste ore, stanno raccogliendo le testimonianze dei diversi ospiti e degli operatori in servizio nello ospizio, il cui operato è ora al vaglio. Si punta a stabilire con precisione innanzitutto le modalità dell'aggressione (forse si è trattato di schiaffi inferti con una certa violenza), eventuali responsabilità in relazione alla vigilanza e, in particolare, se siano stati messi in campo necessari dispositivi per evitare che l'episodio si verificasse, in quanto sarebbe emerso che il presunto responsabile, ossia un settantenne, già in passato si è reso protagonista di un analogo episodio di violenza in danno di un altro ospite della stessa struttura.
LEGGO.IT
02.05.2013
INSERITO DA KATIA PERROTTA
Brigitta sulla sedia a rotelle 
Colpita da un proiettole ad aria compressa, Brigitta vive su una sedia a rotelle a Celle, im Germania.
Grazie all'interessamento di Angie Heuer, membro di un' associazione animalista internazionale, Brigitta sara' presto operata in Bulgaria.
ANSA
03.05.2013
INSERITO DA PAOLA TRECCINE ROMA - Omicidio a Roma nella tarda serata di ieri. Una donna di 30 anni è stata accoltellata in strada a Ostia, sul litorale romano. La vittima è stata trovata nel sangue a fianco del suo scooter ed è morta poco dopo il trasporto in ospedale. Sulla vicenda indaga la Squadra Mobile.
La donna, che aveva ferite al collo e alle braccia, è stata trovata in terra nel sangue in via riserva del Pantano, a Dragona. Inizialmente, quando è stato dato l'allarme, si era pensato ad un incidente, ma con l'arrivo dei soccorsi sono state notate le ferite da accoltellamento. La 30enne è morta poco dopo all'ospedale Grassi di Ostia.
ANSA
04.05.2012
INSERITO DA ANGELA CECERE
CALTANISSETTA - L'hanno fatta ubriacare e dopo averla picchiata l'hanno violentata, minacciandola poi perchè non raccontasse nulla. È avventuto a Butera, in provincia di Caltanissetta, vittima una 14enne che solo dopo tempo ha trovato il coraggio di denunciare i suoi 'aguzzinì. In manette sono così finiti due minorenni in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale dei minorenni di Caltanissetta ed eseguita dagli agenti del commissariato di Gela. La violenza sessuale è avvenuta nel 2011. Secondo il racconto fatto dalla vittima agli investigatori, i due minorenni l'hanno costretta ad appartarsi in un luogo isolato vicino alla chiesa di Butera e a bere. Dopo essere stata picchiata la ragazzina è stata violentata da uno dei due mentre l'altro la teneva ferma. Solo le urla della vittima hanno indotto il secondo minorenne ad allontanarsi senza abusare di lei. I due violentatori hanno quindi minacciato la loro vittima perchè non raccontasse quanto subito e lasciatala a terra, nuda, sono tornati a Gela.
LEGGO.IT
05.05.2013.
INSERITO DA KATIA PERROTTA Il 'Rana Plaza', l'edificio crollato a Dacca seppellendo sotto le macerie almeno 550 persone, era stato ideato per ''ospitare un centro commerciale e degli uffici, non delle fabbriche tessili'' ed ''il progetto originale prevedeva uno stabile di sei piani, con il seminterrato e centri commerciali sui primi tre livelli e il resto dedicato agli uffici. Mai si era parlato di 9 o 10 livelli''. A parlare e' Massud Reza noto architetto e professore universitario che ha firmato il progetto per il Rana Plaza.
''Addolorato ed angosciato'' per la tragedia che ha colpito centinaia di lavoratori a Dacca, l'architetto Reza vuole chiarire che il progetto originale dell'edificio, che risale al 2004, non prevedeva la costruzione di uno stabile idoneo a sostenere pesi imponenti come macchinari tessili e generatori. ''Quando abbiamo progettato l'edificio, il proprietario e l'immobiliarista non ci hanno mai detto che i piani del palazzo erano destinati a laboratori di creazione di abbigliamento'', ha assicurato l'architetto, bengalese di 42 anni. ''Se lo avessero detto, la struttura e il design sarebbero stati diversi e di certo piu' robusti''.
''Abbiamo progettato un edificio di sei piani, con il piano seminterrato, centri commerciali sui primi tre livelli e il resto dedicato agli uffici. Mai si era parlato di un ampliamento a nove o dieci livelli'', ha aggiunto l'architetto. Il Rana Plaza ospitava di fatto quattro o cinque fabbriche tessili che confezionavano capi di abbigliamento a marchi principalmente stranieri.
ANSA
06.05.2013

Inserito da :Sotgia Marcella13:55 - Si è spento alle 12.25 nella sua casa di Roma il senatore Giulio Andreotti. Lo hanno reso noto i suoi familiari, aveva 94 anni. Per decenni al centro della vita politica italiana, ha guidato il governo per sette volte. E' stato il politico italiano più blasonato: sette volte alla guida del governo, innumerevoli volte ministro, campione delle preferenze nelle liste della Dc. Ma per i suoi nemici è ricordato come "Belzebù", circondato da una fama di politico cinico e machiavellico che lui stesso, in fondo, ama coltivare.In più di mezzo secolo di vita pubblica, più di ogni altro governante, Giulio Andreotti è stato identificato come l'emblema di un potere che nasce e si alimenta nelle zone d'ombra. Il sarcasmo, la sua dote migliore - Andreotti era nato a Roma il 14 gennaio 1919. "Quell'anno sono nati il Ppi di Sturzo, il fascismo e io. Di tutti e tre sono rimasto solo io", si gloriava ultimamente. Da giovane, era un ragazzo religioso, studioso, molto serio, la schiena già lievemente incurvata e le idee chiare sul suo futuro. Unici divertimenti le partite della Roma (al vecchio stadio di Testaccio) e le corse dei cavalli all'ippodromo delle Capannelle. Il debutto al governo a 28 anni - Nel 1946, a 28 anni, era già sottosegretario alla presidenza del Consiglio, con una delega particolare per lo spettacolo. Il giovane Giulio si occupava del cinema a trecentosessanta gradi: dai tagli della censura ai copioni poco rispettosi della morale cristiana ai finanziamenti pubblici per sostenere le produzioni italiane. Di quegli anni si ricorda la polemica con Vittorio De Sica, accusato dal giovane sottosegretario di aver reso "un pessimo servizio all'Italia" con il suo pessimistico film "Umberto D". Nel 1954 divenne ministro - Nel 1954 fece il salto e diventò ministro. Il suo feudo elettorale era la campagna a sud di Roma, da dove proveniva la sua famiglia: Fiuggi, Anagni, Alatri, antichi possedimenti delle nobili famiglie capitoline, diventarono centri della sua rete elettorale e clientelare. Politicamente rappresentava l'ala più conservatrice e clericale della Dc, i suoi avversari interni erano i fautori del centrosinistra, come Moro e Fanfani. Ottime le sue entrature in Vaticano, estesissima la sua rete di contatti internazionali. Nel '72 debutto da premier - Fu nel 1972 che riuscì ad arrivare alla presidenza del Consiglio. Lo scelsero con scarsa convinzione, per dar vita a un governo di centro dalle scarse prospettive. E infatti fu il governo più breve della storia repubblicana: solo 9 giorni, dalla fiducia alle dimissioni. Le sue massime storiche - Già allora sapeva che "il potere logora chi non ce l'ha" e che "a pensare male si fa peccato ma di solito ci si indovina". Queste due massime rappresentano la sintesi perfetta del pensiero politico andreottiano e sono ormai espressioni comuni. Per una di quelle curiose alchimie della politica che caratterizzavano la prima repubblica, fu lui, l'uomo della destra Dc, a essere chiamato a guidare i governi di solidarietà nazionale, alla fine degli anni settanta, con l'appoggio esterno del Pci. I leader della Dc avevano capito quale era la sua più grande dote: conciliare gli opposti, smussare gli angoli, digerire le difficoltà. L'emblematico rapporto con Craxi - Il leader socialista non lo vedeva di buon occhio e fui lui a coniare il soprannome di Belzebù. Andreotti era "la volpe che finirà in pellicceria". Ma qualche anno dopo dopo, di nuovo a Palazzo Chigi, Andreotti strinse un patto di ferro proprio con Craxi : erano gli anni del "caf" (dalle iniziali di Craxi , Andreotti e Forlani) e l'opposizione di sinistra lo considerava come il peggio del peggio della politica italiana. Il film "Il Divo" di Sorrentino lo ritrae come responsabile o complice di mille nefandezze. Lui stava per querelare, ma poi preferì lasciar correre: era pù' andreottiano così, forse anche perché, altra sua perla di cinica saggezza, "una smentita è una notizia data due volte...". Il sospetto più infamante: la mafia - Tanti i dubbi e i sospetti che hanno accompagnato la sua vicenda politica: il più infamante, quello di essere sceso a patti con la mafia. Per qualcuno bastava già la lunga amicizia con Salvo Lima, suo luogotenente in Sicilia, morto ammazzato nel 1992 a ridosso delle elezioni politiche che sancirono il crollo della Dc, per considerare Andreotti come un politico disposto al compromesso con Cosa Nostra. Il presunto bacio con Riina - Poi arrivò Buscetta a raccontare la storia del bacio a Toto' Riina. I colpevolisti erano di gran lunga più numerosi. Ma Andreotti sfidò i giudici andando a tutte le udienze del processo che lo vedeva imputato, la testa china sui suoi appunti, contestando l'accusa fino alla sentenza definitiva di assoluzione.
Fonte :TG COM 24
07.05.2012

Inserito da :Sotgia Marcella Uomo dei record anche nelle inchieste giudiziarie. Il senatore scomparso oggi è stato coinvolto nei processi per l'assassinio del giornalista e per i rapporti con cosa nostra. Assoluzione nel primo caso, prescrizione fino ai fatti del 1980 per il secondo Una vita al potere. Ma più volte la sua vita finisce sotto la lente di ingrandimento dei magistrati. Concorso esterno in associazione mafiosa, omicidio del giornalista Mino Pecorelli: sono queste le accuse più pesante rivolte contro Giulio Andreotti, il senatore a vita e leader della Dc scomparsa stamane nella sua casa romana.
LE DUE AUTORIZZAZIONI A PROCEDERE - È il 27 marzo del 1993 quando al Senato arriva la richiesta di autorizzazione a procedere per concorso in mafia: è firmata dalla procura di Palermo. Il 20 luglio di due anni più tardi è quella di Perugia ad avanzare la stesso provvedimento a palazzo Madama, per l'assassinio Pecorelli.
I PROCESSI PARALLELI - Solo il 26 settembre del 1999 inizia, nell'aula bunker dell'Ucciardone, a Palermo,quello che molti definiscono il processo del secolo. L'accusa è associazione mafiosa. Solo qualche mese prima, il 30 aprile, nella requisitoria sull’omicidio del direttore di Op, i pubblici ministeri chiedono l'ergastolo per tutti gli imputati. Il verdetto arriva due giorni prima del “processo del secolo”. Dopo oltre 100 ore di camera di consiglio la sentenza: tutti assolti per non aver commesso il fatto
. L’ASSOLUZIONE - Il mese dopo la seconda assoluzione: al processo di Palermo il senatore a vita è scagionato con la formula ''dubitativa''. L’appello prende il via nella primavera di due anni dopo. Neanche dopo 12 mesi la Corte d’Assise d’appello di Perugia, invece, lo condanna a 24 anni di carcere, insieme a Tano Badalamenti, per l'omicidio Pecorelli. Mentre il 2 maggio 2003, a Palermo la conferma del primo grado, anche se ebbe “rapporti organici con Cosa nostra almeno fino al 1980”.
LA CASSAZIONE - Il 30 ottobre 2003 la Cassazione annulla senza rinvio la sentenza sull'omicidio Pecorelli: di fatto è come l'assoluzione piena da qualsiasi responsabilità per Andreotti, che viene considerato estraneo all’assassinio del giornalista, avvenuto il 20 marzo 1979. Il 28 dicembre dell’anno successivo la sentenza definitiva da Palermo. Prescrizione per il delitto di associazione a delinquere fino alla primavera del 1980 e l'assoluzione per il reato di associazione mafiosa dal 1980 in poi.
LA PRESCRIZIONE - Per i magistrati il ruolo del senatore è dubbio per i rapporti con cosa nostra prima del 1980, visti anche gli incontri con il boss Stefano Bontade, i legami con Vito Ciancimino e con i cugini Nino e Ignazio Salvo. Ma c’è la prescrizione.
Fonte :PAESESERA
08.05.2013

INSERITO DA ANGELA CECERE
Una nave portacontainer, la Jolly Nero della compagnia Messina, è finita contro la torre di controllo facendola crollare insieme alla "palazzina piloti". Al momento dell'urto era in corso il cambio turno: a perdere la vita anche Michele Robazza, 45 anni, nato a Pistoia ma dall'età di 14 anni residente a Livorno. La procura apre un fascicolo per omicidio colposo Ricerche ininterrotte a Genova, dove è stato definito il bilancio, ancora provvisorio, dell'incidente al porto avvenuto alle 23 di martedì notte (FOTO): sono saliti a 7 i morti accertati, 4 i feriti e 2 i dispersi. Tra le vittime anche un pilota livornese, Michele Robazza, 45 anni, sposato e padre di due figlie. Le altre vittime identificate sono: Daniele Frantantonio, 30 anni di Rapallo, e Davide Morella 33 anni di Bisceglie. Uno dei dispersi è stato trovato vivo sotto le macerie. (NOTIZIA IN AGGIORNAMENTO). Robazza, nato a Pistoia, si è trasferito a Livorno all'età di 14 anni per frequentare l'istituto nautico dopo essere cresciuto a Firenze. Lascia la moglie e due figli: una bimba 8 anni e un bambino di 7. NELLE FOTO: da sinistra Michele Robazza, Daniele Frantantonio e la torre colpita Al Molo Giano si continua a lavorare per cercare di liberare la banchina da ciò che resta della Torre di controllo del Porto, una struttura in cemento alta oltre 50 metri. Alle 23 di martedì è stata colpita in pieno, e inspiegabilmente, dalla poppa della porta container Jolly Nero (LA SCHEDA), della linea Messina. È venuta giù di schianto, seppellendo tutti coloro che c'erano al suo interno, 13 persone secondo - appunto - il bilancio provvisorio reso noto dalle forze dell'ordine. VIDEO Le prime immagini della torre di controllo colpita / "Ero lì davanti" La torre, di cemento e vetro, si è come “afflosciata” nelle acque nere di molo Giano. Dei quattro feriti accertati, due sono stati ricoverati in codice rosso, altri due sono in condizioni meno gravi. I quattro si sono salvati perchè sarebbero riusciti a gettarsi in mare prima del crollo della torre. FOTO La torre di controllo prima dell'incidente / All'alba dopo la tragedia Sommozzatori dei vigili del fuoco hanno scandagliato il fondo del porto per tutta la notte, mentre decine di uomini del soccorso lavorano per rimuovere le macerie della torre e delle due palazzine della Capitaneria crollate dopo l'urto. Si opera anche con l'ausilio di un pontone, in condizioni difficili. IL PRECEDENTE La tragedia del Moby Prince - Lo speciale - Tutti gli articoli sul Moby Prince Dei dispersi, tre sarebbero rimasti imprigionati all'interno dell'ascensore della torre, poi finito o in acqua o sepolto dalla macerie. Subito dopo l'incidente si sono recato sul posto il sindaco, Marco Doria, il prefetto, Giovanni Balsamo, il presidente dell'Ap, Luigi Merlo, l'armatore, Stefano Messina. Sconvolti. «E' una tragedia inspiegabile» ha detto Merlo. «Siamo senza parole, e disperati» ha aggiunto Messina. La nave è stata sequestrata. Secondo alcune testimonianze avrebbe avuto un'avaria ai motori, per cui era diventata ingovernabile. «Di certo non doveva essere lì» ha commentato Merlo. «Una nave di quelle dimensioni non può far manovra in quella zona». Il sindaco Doria ha proclamato il lutto cittadino.
IL TIRRENO
08.05.2013.
INSERITO DA ANGELA CECERE
CASERTA - Un ginecologo è stato arrestato con l'accusa di aver venduto un neonato partorito da una minorenne in difficoltà. L'arresto risale al pomeriggio di ieri ma è stato reso noto solo questa mattina. La squadra mobile di Caserta, al termine di una delicata e complessa indagine coordinata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, ha eseguito l’ordinanza di custodia cautelare. Secondo le prime notizie la minore si era rivolta al medico, che opera presso due note cliniche di san giuseppe Vesuviano e di Caserta, per abortire. Il medico l'avrebbe convinta a portare a termine la gravidanza per poi vendere il neonato.
LEGGO.IT
09.05.2013
INSERITO DA ANGELA CECERE
NAPOLI - Presa furiosamente a cinghiate e lasciata in una pozza disangue sul ciglio della strada in pieno centro urbano.
È accaduto a Forio. Vittima dell'aggressione, una giovane senegalese residente da anni con i genitori sull'isola. L'aggressore che dopo il folle episodio di violenza gratuita si è dato immediatamente alla fuga, è un connazionale della donna. Per diverse ore, l'uomo è stato anche ricercato dai carabinieri. Una caccia all'uomo che si è interrotta solo quando è stato chiaro al magistrato di turno che la donna non avrebbe sporto denuncia di parte contro il suo aggressore, che sarebbe un membro della famiglia.
A dare immediatamente l'allarme ai carabinieri della vicina stazione sono stati alcuni passanti e turisti che hanno assistito alla scena di inaudita violenza. «Una scena davvero vergognosa, quella alla quale abbiamo assistito, con quest'uomo che senza alcuna remora continuava a fustigare la sua vittima, incurante delle grida di dolore», hanno poi raccontato i testimoni ai carabinieri nel fornire l'identikit dell'uomo. Trasportata d'urgenza al pronto soccorso dell’ospedale Rizzoli, alla vittima dell'aggressione sono stati riscontrati un forte trauma cranico e uno all'addome, oltre a numerose ecchimosi e ferite al volto, e copiose fuoriuscite di sangue dal naso e dall’orecchio destro.
Contrariamente alle indicazioni dei sanitari dell'ospedale isolano, che avrebbero voluto tenerla sotto monitoraggio per almeno 48 ore - la giovane anche se in stato confusionale ha invece insistito per farsi dimettere subito dall'ospedale e fare rientro in quella stessa casa, dove presumibilmente si era rifugiato nel frattempo il suo aggressore.
Del quale la donna non ha voluto fornire le generalità, rifiutandosi anche di sporgere querela di parte per le lesioni riportate. Ignote anche le cause dell'aggressione maturata in ambito familiare. Anche su questo lagiovane si è rifiutata di rispondere, togliendo ai carabinieri ogni possibilità di ulteriori interventi.
LEGGO.IT
09.05,2013

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA NEW YORK - Ancora un'altra volta il gioco delle armi negli Usa uccide un bambino. Un piccolo di 3 anni si è ucciso giocando con la pistola trovata, carica e senza sicura, in uno zainetto dello zio con cui divideva la stanza.
La polizia della contea di Hillsborough ha arrestato l'uomo, Jeffrey D. Walker, di 29 anni, accusato di negligenza aggravata. I gentori del bambino si trovavano nella loro stanza nel momento dell'incidente.
UN ALTRO CASO La tragedia in Florida non è l'unico caso di questo tipo registrato oggi dalla stampa americana: nella zona di Houston un bambino di 7 anni è stato colpito dal proiettile sparato dal fratellino di cinque. Il bambino è rimasto ferito ma non sarebbe a rischio di vita. E sabario scorso un bambino di 13 anni ha sparato alla sorellina di sei con la pistola trovata in casa in Florida. La bambina è ricoverata in condizioni gravi ma stabili. E lo scorso 30 aprile una bimba di 2 anni in Kentucky è rimasta uccisa dal colpo sparato dal fratellino di cinque con il fucile per bambini, modello Cricket, che gli era stato regalato dai genitori.
PRIMO PIANO LECCE SESSO IN SPIAGGIA TRA I BAGNANTI A GALLIPOLI,TURISTA TEDESCO CONDANNATO A TRE MESI


INSERITO DA ANGELA CECERE LECCE - La passione ha travolto un turista tedesco sulla spiaggia di Gallipoli in peino pomeriggio. Ora il rapporto sessuale con un ragazzo salentino gli costerà tre mesi di carcere. I fatti risalgono a sette anni fa, quando nel mese di maggio il il turista ha consumato un rapporto orale con il giovane, che se l'è cavata patteggiando una mesa di pochi mesi. La spiaggia, però, non era deserta e i molti bagnanti sono rimasti sconvolti da quella passione fuori luogo. Allertate le forze dell'ordine, sul posto arrivò un sottoufficiale dell'Arma che confermò i fatti.
LEGGO.IT
10.05.2013.
PRIMO PIANO PESCARA, BIMBO DI TRE ANNI PRECIPITA DAL QUARTO PIANO DI UN PALAZZO. "È GRAVE


INSERITO DA ANGELA CECERE PESCARA - Paura a Pescara per un bambino di 3 anni caduto dal quinto piano di una palazzina in via Carlo Alberto Dalla Chiesa. Il piccolo si trova in gravi condizioni. Sul posto è intervenuto il personale del 118 e i Carabinieri, che stanno cercando di ricostruire l'accaduto. Secondo le prime informazioni, il piccolo sarebbe finito su un'automobile parcheggiata in strada. Non si conoscono al momento ulteriori particolari.
LEGGO.IT
11.05.2013.
INSERITO DA ANGELA CECERE
VICENZA - Ancora un'aggressione con dell'acido ad una donna, questa volta a Vicenza, dove una 31enne, che aveva subito una violenza sessuale 11 anni fa, ha raccontato di essere stata aggredita in casa da due uomini incappucciati che l'hanno costretta a versarsi addosso della soda caustica. Accolta inizialmente in rianimazione all' ospedale, è stata subito trasferita in reparto, perchè le sue condizioni non destano preoccupazione: ha ustioni non gravi al braccio sinistro ed ai glutei. Un episodio ancora avvolto nel mistero, sul quale la Polizia al momento è cauta, pur avendo attivato subito attività investigative per arrivare all'identificazione di soggetti che potrebbero chiarire meglio il quadro dell'aggressione. Nel quartiere Anconetta, dove la 31enne vive con il marito in una villetta bifamiliare occupata nell'altra parte dai suoceri, non ci sono telecamere di sicurezza. La signora è l'unica testimone del fatto. È lei che ha chiamato il 118, facendo accorrere i sanitari del Suem. «Per il momento stiamo lavorando sul racconto della donna, visto che non vi sono immagini o testimoni dell'accaduto» ha spiegato il Questore di Vicenza, Angelo Sanna, accorso in ospedale assieme al capo della squadra mobile, Michele Marchese, dove hanno potuto raccogliere le prime testimonianze della vittima. È stato proprio il Questore a ricordare che la donna aveva subito 11 anni fa, nel 2002, una violenza sessuale per la quale era stato condannato in primo grado a 5 anni di reclusione (l' appello non è ancora fissato) un cittadino serbo. È lui che la polizia sta cercando di rintracciare in queste ore, e i primi controlli non hanno dato esito.
LA DENUNCIA CONTRO IGNOTI C'è poi un altro fatto inquietante: la 31enne proprio ieri sera si era recata dalla Polizia per sporgere denuncia contro ignoti, dopo aver trovato nella cassetta della posta alcuni foglietti con minacce: «stai attenta, sappiamo quello che fai». Nella denuncia la signora avrebbe fatto cenno anche alla vicenda giudiziaria che la vedeva coinvolta come vittima. Neanche 24 ore dopo c'è stata l'aggressione, come la donna l'ha raccontata agli investigatori. Sono circa le 14.30 quando la 31enne sente suonare il campanello del portoncino di casa, come se qualcuno avesse già superato il cancello d'ingresso. Pensa che siano i suoceri, ma quando apre l'uscio si trova davanti due uomini, incappucciati, che la immobilizzano, la fanno entrare in casa e qui, seduta su una sedia, la costringono a versarsi addosso il contenuto di una bottiglia con soda caustica. Raggiunta sul braccio dall'acido, la donna ha urlato di dolore, si è divincolata, e a questo punto i due malviventi sono scappati. Nel trambusto la donna è scivolata, finendo con i glutei sopra il liquido caustico colato a terra dalla bottiglia. Quando i sanitari e gli infermieri del 118 di Vicenza sono arrivati sul posto hanno trovato la signora che urlava di dolore, con ustioni al braccio alla parte bassa della schiena. Caricata in ambulanza è stata portata all'ospedale dove in un primo momento, come da prassi in questi casi, è stata accolta in rianimazione. In ospedale si sono recati subito il Questore di Vicenza, Angelo Sanna, ed il capo della mobile, Michele Marchese, che hanno raccolto le prime testimonianze della vittima. «L'ho sentita urlare, diceva di stare male, male. Sulle prime non avevo nemmeno capito che fosse stata colpita con l'acido, l'ho vista stesa a terra e ho cercato di aiutarla» ha raccontato il suocero della donna. L'uomo ha detto di non sapere che la nuora avesse ricevuto delle minacce, anche se ricorda che «un paio di anni fa c'erano stati degli episodi strani». Ovvero due tentativi di intrusione in casa, senza che però i ladri fossero riusciti a penetrare nella villetta.
LEGGO.IT
12.05.2013
PRIMO PIANO USA, UCCIDE A COLTELLATE LA SORELLINA DI 8 ANNI: ARRESTATO 12ENNE


INSERITO DA ANGELA CECERE
VALLEY SPRINGS - Ha aspettato di rimanere solo in casa con la sorellina di 8 anni per poi ucciderla a coltellate. E alla polizia ha raccontato che era stato un intruso, ma il suo racconto non ha convinto fino in fondo e ieri, riferiscono i media Usa, è arrivata la svolta: ad uccidere Leila Fowler, secondo gli inquirenti, è stato proprio lui che ora è stato fermato e incriminato per omicidio. La tragica vicenda è accaduta il 27 aprile scorso nella cittadina californiana di Valley Springs, nella contea di Calaveras.
IL DELITTO La vittima, Leila Fowler, di appena 8 anni, e il fratello erano soli in casa, (i genitori erano ad una partita di baseball) quando è scattato l'allarme: il fratello ha chiamato i soccorsi che hanno trovato la bambina in gravi condizioni, con diverse ferite da coltello. La piccola è morta poco tempo dopo il ricovero in ospedale. Il ragazzino, la cui identità non è stata resa nota, ha raccontato agli inquirenti di aver visto un intruso lasciare l'abitazione e di aver trovato la sorellina sul pavimento ricoperta di sangue. E ha pure fornito una descrizione dell'assassino: un uomo alto con i capelli grigi. La polizia ha quindi perquisito l'abitazione e setacciato la zona, ma nessun vicino sembrava confermare la versione del 12enne e non sono stati trovati segni di scasso o di infrazione. Dopo due settimane di indagini, con raccolta di indizi tra cui impronte e Dna dalla casa dell'omicidio, è arrivata la svolta: il ragazzino è stato arrestato e incriminato per omicidio. «I cittadini di Calaveras possono dormire un pò meglio stanotte», ha detto lo sceriffo della contea, Gary Kuntz, nell'annunciare l'arresto del ragazzino senza fornire ulteriori dettagli sulle prove che hanno portato all'incriminazione. Il caso è destinato a suscitare polemiche considerando il fatto che si tratta di un minore che non ha ancora raggiunto l'età minima, secondo le leggi della California, per essere processato. È probabile quindi il suo rilascio mentre si cerca ancora di capire il movente.
LEGGO.IT
13.05.2013.
R

INSERITO DA MARCELLA SOTGIA Ultimi casi a Venezia, Treviso, Padova e Vicenza. Il Veneto è
anche la seconda regione per incidenti che coinvolgono ciclisti.
VENEZIA - Fernanda Gandolfo, 79 anni, uccisa sulle strisce pedonali a Sottomarina il marzo scorso. La sua amica è rimasta gravemente ferita. Qualche giorno prima a Salzano, in provincia di Venezia, Agnese Busatto, 66 anni, era stata falciata mentre attraversava la strada sul passaggio pedonale. Anche Lucia Zucchello, 46 anni di Montebelluna, è morta dopo essere stata investita mentre si trovava sulle strisce. La settimana scorsa una ragazzina di 14 anni è stata investita e ferita gravemente a Ponte di Brenta a Padova. A Breda di Piave, nel Trevigiano, un novantenne è morto poche ore dopo essere stato investito mentre attraversava sulle strisce 5 giorni fa. A Vicenza in soli 15 giorni gli investimenti sono stati 9, due di bambini. Una strage sottovalutata, quasi silenziosa. Eppure la mattanza dei pedoni, come di coloro che vanno in bicicletta, comincia ad assumere contorni preoccupanti. Solo nel mese di aprile in Veneto tre persone sono rimaste uccise da altrettante auto mentre attraversavano sulle strisce pedonali. Almeno una decina sono rimaste invece ferite. Spesso l’incidente avviene per disattenzione, quell’attimo fatale. E se per i pedoni - ai quali è stata dedicata la "Settimana della sicurezza stradale", che si è conclusa ieri - camminare è un rischio, altrettanto lo è per chi pedala. Lo slogan "Siamo Tutti Pedoni" ha guidato un gruppo di giovani visual designer di Fabrica, il centro di ricerca sulla comunicazione di Benetton Group, nell’ideazione della campagna "Make Walking Safe" (letteralmente: "rendi sicura la passeggiata"). È la prima campagna mondiale di sensibilizzazione per la sicurezza dei pedoni. Il Veneto è anch la seconda regione per numero di incidenti che coinvolgono i ciclisti: oltre 2mila ogni anno, con un trend in salita. Ogni settimana sulle strade italiane perdono la vita 11 pedoni, nell’ultimo anno ci sono state 589 vittime e oltre 20mila feriti. A Nordest si calcola un morto in media ogni 15 giorni. I dati parlano chiaro: una persona su quattro che muore negli incidenti stradali nel mondo è un pedone. In Italia la percentuale è del 15 per cento, ma il nostro Paese risulta essere uno dei peggiori d’Europa, classificandosi al terzo posto per numero di pedoni morti, preceduto solo da Polonia e Romania. Unica nota positiva secondo l’Aci, è la diminuzione dei pedoni rimasti uccisi negli incidenti stradali: dai 1032 del 2001 si è passati ai 614 nel 2010. Meno di metà. E il Nordest non fa eccezione, tanto che molti Comuni si sono "attrezzati" mandando i vigili nelle scuole elementari: e così i bambini tutti in fila imparano dagli uomini in divisa ad attraversare la strada senza pericoli. Anche l’Istituto scolastico regionale ha aderito ad un progetto nazionale - "Non ci casco" - che insegna ai giovani le basilari norme del codice della strada. In tal senso è stato creato anche un sito (http://www.noncicasco.it), pensato principalmente per i ragazzi, e realizzato grazie all’aiuto dei più giovani e delle loro idee. Come spiega l’Organizzazione mondiale della sanità i pedoni sono tra gli utenti della strada più vulnerabili. Gli studi indicano che i maschi, adulti e bambini, costituiscono una percentuale elevata dei pedoni morti e feriti. Nei Paesi sviluppati - spiega l'Oms - i pedoni più anziani sono maggiormente a rischio, mentre nei Paesi a basso e medio reddito, sono spesso colpiti i bambini ed i giovani adulti.
di Daniela Boresi IL GAZZETTINO.IT
Lunedì 13 Maggio 2013 - 08:37
14.05.2012
PROPOSTO DA MICHELE PAPPACODA MILANO - È morto Ermanno Masini, il pensionato che si trovava in condizioni gravissime all'ospedale Policlinico di Milano dopo l'aggressione a picconate di sabato scorso. Masini era ricoverato da sabato, quando era stato vittima della follia di Adam Kabobo, immigrato ghanese irregolare, poi arrestato. Le vittime del folle gesto salgono così a 3.
Martedì 14 Maggio 2013
14.05.2012
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA ROMA - Quello che non ci si aspetterebbe mai, malgrado la cronaca riporti più di un caso. Una bimba di quindici mesi è ricoverata in gravi condizioni al policlinico Gemelli dopo essere stata aggredita dal cane di famiglia. Il fatto è avvenuto ieri nel tardo pomeriggio in una villetta di Lavinio, sul litorale sud di Roma. La bimba è stata azzannata mentre si trovava nel giardino di casa in braccio alla madre, che le stava dando da mangiare. Il cane, un pastore maremmano di cinque anni, che fino a ieri non aveva mai dato alcun segno di aggressività o di squilibrio, era libero in giardino, come sempre L’attacco, fulmineo e inatteso, è stato alla testa e al collo della piccola. Le regioni, forse la gelosia per l’accudimento della madre alla piccola. Ora l’animale è stato affidato al servizio veterinario locale. La mamma della bambina, una ragazza romana di circa 30 anni al momento dell’aggressione era in compagnia della nonna della piccola. Le due donne hanno immediatamente chiamato i soccorsi, poi avvertito il padre della piccola, convivente della donna, che non era in quel momento in casa. La situazione è apparsa subito disperata. Al policlinico Gemelli la bimba è arrivata in elicottero e in gravissime condizioni; qui è stata subito sottoposta ad intervento chirurgico. Sulla vicenda indagano i carabinieri di Lavinio. La vicenda ha drammaticamente riaperto il dibattito -soprattutto sui social network - sulla convivenza e corretti rapporti da tenere quando in casa si hanno cani e neonati. Il caso in discussione, fino a quello drammatico di Lavinio, era quello di una bimba di due anni azzannata al viso da un cane lasciato sciolto nei dintorni di un agriturismo a Calmazzo, nel pesarese. La piccola, in questo caso se l’è cavata con quattro punti di sutura per una ferita sopra un occhio. di Elena Benelli
LEGGO.IT
15.05.2012
ROMA - Un'indagine laboriosa, condotta dal sostituto procuratore di Roma Eugenio Albamonte e dagli agenti del commissariato San Basilio, diretti da Adriano Lauro, che ha portato a scoprire una triste verità in una materna romana, l'asilo San Romano. Una maestra, 57 enne, e la coordinatrice, 63, sono state arrestate dalla polizia per maltrattamenti e percosse a bambini. Gli agenti del commissariato hanno dato esecuzione agli arresti domiciliari a seguito di una serie di indagini.
BIMBI A TERRA. Sono diversi i comportamenti violenti e denigratori nei confronti dei bimbi dell'asilo a Roma, dove sono state arrestate una maestra e la coordinatrice. Tra questi, quella di un bimbo colpevole di essersi fatto la pipi' nei pantaloni e per questo costretto dalla maestra ad inginocchiarsi e ad asciugarla con un fazzoletto di carta, dopo essere stato minacciato, davanti agli altri bambini, di fargliela pulire con la faccia.
PSICO-DISAGI. Le umiliazioni verbali della maestra dell'asilo di Roma, arrestata dalla polizia, riguardavano anche bambini portatori di disagi e difficolta' psicoinfantili, che venivano apostrofati come 'scemo', 'zozzo' o 'bastardo'. Secondo l'ordinanza di arresto, sono stati tanti gli eventi in cui la maestra e' ricorsa alla violenza per ottenere l'obbedienza degli alunni, che vivevano in un clima di terrore. Alcuni bimbi, solitamente i piu' grandi, erano incitati alla violenza e alla denigrazione nei confronti degli altri.