25°GIORNALINO ARTIGIANALE DEL SITO-BLOG www.mikivettica.net DI MICHELE PAPPACODA
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SITO VETTICA DI AMALFI ONLINE

Foto di Vettica di Amalfi
Vettica di Amalfi
Sito di Michele Pappacoda


Responsabile e Titolare del Sito








16.05.2013

INSERITO DA ANGELA CECERE
Incidente in un negozio di Casella d'Asolo dove il piccolo si trovava con i genitori: il liquido è fuoriuscito da un flacone TREVISO - Incidente e paura in un supermercato del Trevigiano: un bambino di 5 anni è rimasto ustionato agli occhi e su altre parti del corpo da un liquido fuoriuscito da un flacone in un supermercato a Casella d'Asolo (Treviso). Il piccolo era nel negozio assieme ai genitori quando, per cause ancora in corso di accertamento da parte dei carabinieri, è venuto a contatto con la sostanza che lo ha ferito agli occhi. Il bambino si è messo a piangere disperatamente attiurando così l'attenzione di mamma e papà. Poi è stato immediatamente soccorso e trasportato all'ospedale di Castelfranco.
IL GAZZETTINO
17.05.2013.

INSERITO DA ANGELA CECERE
La tragedia avvenuta a Misilmeri. Il bambino è in condizioni disperate ed è ricoverato in rianimazione PALERMO - Un poliziotto ha sparato con la pistola d'ordinanza al figlio di sette anni e si è poi suicidato. Il bambino è in gravissime condizioni all'ospedale civico di Palermo. I fatti sono accaduti a Misilmeri (Palermo). L'agente si chiamava Ivan Irrera e viveva con il figlio, la moglie e una figlia di 14 anni in via Pitré, a Misilmeri, un paese in provincia di Palermo. Irrera era in servizio alla Squadra mobile di Palermo nella sezione Antirapine. Il bambino è in condizioni disperate ed è ricoverato in seconda rianimazione. I medici stanno tentando di stabilizzarlo e solo dopo sarà possibile, eventualmente, sottoporlo ad un intervento chirurgico. Ha ferite alla testa. Ancora ignote le cause che hanno spinto il poliziotto ad aprire il fuoco contro il bambino. Poliziotto suicida, la polizia scientifica IL TRAGICO RACCONTO DELLA MOGLIE - Ha sentito l'esplosione di due colpi di pistola e si è precipitata nella stanza del figlio: è lì che ha visto il marito, Ivan Irrera, poliziotto di 38 anni, a terra morto. Solo dopo ha capito che il bambino di 7 anni, ancora nel suo lettino, era ferito alla testa e sanguinava. Questo è il primo racconto della moglie dell'agente dell'Antirapine fatto ai colleghi del marito che stanno indagando sul tragico gesto dell'uomo. Gli inquirenti stanno cercando di capire se il poliziotto, che tutti descrivono come una persona serena ed equilibrata, si sia sparato colpendo per sbaglio il bambino o se abbia prima fatto fuoco su di lui e poi rivolto la pistola d'ordinanza contro se stesso. Secondo i primi accertamenti tempo fa l'uomo aveva avuto problemi economici che, però, aveva risolto vendendo la casa di Palermo in cui viveva e trasferendosi nella palazzina di proprietà dei genitori a Misilmeri. La causa del gesto, per gli amici e i familiari, è incomprensibile. SOCIAL NETWORK - Nella sua pagina facebook Ivan Irrera, aveva postato le foto insieme ai due figli. Su fb si definisce «sostenitore delle forze dell'ordine». Tra le cose da lui preferite ci sono la Sicilia, la spiaggia di notte, ma anche le crepes alla Nutella. Una frase tra le tante: «vivo il presente, sogno il futuro.Ma ho imparato dal passato». E inoltre «No alla pedofilia» e «no alla violenza sulle donne». LUTTO PER LA POLIZIA - «È ancora prematuro fare delle considerazioni su quanto accaduto». È il primo commento del Questore di Palermo, Nicola Zito. «Stiamo chiarendo la dinamica di quanto accaduto - aggiunge -. Si stanno conducendo gli accertamenti ed i nostri agenti sono sul posto della tragedia. Come primo provvedimento, in segno di lutto, ho annullato la conferenza stampa convocata per oggi in occasione del 161esimo Anniversario della Fondazione della Polizia di Stato per un bilancio sulle operazioni più importanti degli ultimi mesi e la piccola cerimonia di celebrazione che avremmo tenuto domani». «Siamo vicini alla famiglia - conclude Zito -. È un momento di lutto per la Polizia di Stato». I COLLEGHI - Stupore, incredulità, rabbia: amici e colleghi di lavoro di Ivan Irrera, il poliziotto della Squadra Mobile che stamani ha sparato al figlio di sette anni e poi si è tolto la vita, sono sgomenti. A Misilmeri, davanti alla casa dell'agente in via P3, nella zona di Piano Stoppa, nessuno riesce a spiegarsi i motivi di quel terribile gesto. «Domani dovevano partire per la comunione di un nipote - racconta un collega - Era sempre solare, allegro. Nulla poteva far presagire la tragedia. Amava i suoi figli e la moglie. Non riusciamo a credere che abbia potuto fare questo. Non ha mai parlato di problemi economici». In tanti all'ospedale Civico di Palermo si stringono invece attorno alla moglie dell'agente, che attende di conoscere l'esito del delicato intervento chirurgico eseguito dai medici della seconda rianimazione sul figlio. L'INSEGNANTE DEL PICCOLO - «Ieri in classe era allegro come sempre ha disegnato con i compagni ed era dispiaciuto perchè non avrebbe potuto partecipare alla festa di oggi perchè doveva partire con i genitori», affermano l'insegnante Grazia Pace e la dirigente scolaresca Anna De Laurentis.
CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
17.05.2013.

INSERITO DA ANGELA CECERE
WASHINGTON - Rifiutata dal ragazzo decide di vendicarsi mordendogli il pene. É accaduto in Florida dove Krystle Harrison, 19 anni, si trovava con il suo ragazzo, Jeffrey Wilkinson, 24 anni, in casa sua. I due si trovavano sul letto ed erano probabilmente soli, così la ragazza ha provato qualche avances nei confronti del suo fidanzato, ma il ragazzo ha respinto le attenzione di Krystle, così l'adolescente, sententosi rifiutata, si è vendicata. Al rifiuto l'adolescente ha iniziato a picchiarlo fino a morderlo nelle parti basse. «L'ho accarezzato, ma lui rifiutava le mie avances», ha dichiarato poi Krystie alla polizia. Il giovane è infatti riuscito a fuggire dalla casa dopo l'aggressione e ha chiamato le autorità. Ora la sua poco dolce fidanzata, come riporta il Sun, è stata arrestata, ma il padre del ragazzo ha precisato di non voler sporgere denuncia.
LEGGO.IT
18.05.2013.
INSERITO DA KATIA PERROTTA Abitanti con il fiato sospeso fino a ieri: in 24 ore scaricati 230
millimetri di pioggia. E per domani previste nuove piogge
VICENZA - Tragedia sfiorata a Vicenza. L'incubo di una nuova alluvione, come quella di due anni e mezzo fa, è riafforato a causa di una perturbazione che, in ventiquattr'ore, ha scaricato quasi 230 millimetri di pioggia. La stessa quantità che, nel novembre 2010, mandò sott'acqua Vicenza. Due notti fa a ponte degli Angeli il Bacchiglione aveva toccato quota 5 metri e 80 centimetri, mentre ieri, intorno alle 14, si è registrata una piena a 5 metri e 50 centimetri.
FIATO SOSPESO. La città è rimasta col fiato sospeso per quasi due giorni, anche perché il limite oltre il quale il fiume sarebbe esondato era superiore di pochi centimetri, a 6 metri e 10. Ma non è finita. Se da un lato le nuvole stanno lasciando spazio al sole - nel pomeriggio di domani, tuttavia, sono previste nuove piogge - dall'altro l'emergenza non è rientrata. In città ci sono ancora molte strade chiuse e numerosi gli allagamenti. Alcuni quartieri sono addirittura isolati. È il caso di San Pietro Intrigogna, Cà Tosate e Debba. Le piene del Retrone e del Dioma hanno provocato inoltre problemi a Sant'Agostino e in zona industriale.
BOLLETTINO DI GUERRA. Sembra un bollettino di guerra quello snocciolato dal centro operativo comunale che ha gestito l'allarme. Per l'intera giornata di ieri hanno operato cinquanta volontari e venti squadre di protezione civile, più settanta dipendenti di Aim. Quaranta le motopompe in azione - in zona stadio e in via Brotton hanno evitato il peggio - mentre i sacchi distribuiti sono stati in tutto diecimila, per un totale di 95 tonnellate di sabbia.
STRADE CHIUSE. Diverse, come detto, le strade, chiuse. Si tratta di via Caperse, ponte di Debba, strada di Casale, San Pietro Intrigogna e Cà Tosate. Interrotta anche la tangenziale sud in entrambe le direzioni nel tratto tra Vicenza ovest e la Riviera Berica. Chiusi viale San Agostino, via Colombaretta, un tratto di contrà Santi Apostoli, stradella Sansigoli, viale Rumor, contrà Chioare e il sottopasso della Colombaretta. Nelle ore più critiche, Aim ha collocato cento transenne.
ALLAGAMENTI. La bomba d'acqua ha allagato 3,7 chilometri quadrati di aree (in occasione dell'alluvione furono 16,6 chilometri quadrati e, nel novembre dell'anno scorso, 2,3 chilometri quadrati). Sono soprattutto terreni agricoli a sud di Vicenza. Nei pressi dei ponti, Aim ha effettuato quindici interventi e raccolto 120 quintali di ramaglie che avrebbero ostruito torrenti e fiumi. Trecento le persone contattate per eventuali urgenze. Alcune, con problemi sociali, sono state trasferite all'albergo cittadino.
BACINO. «Il bacino di laminazione non può più attendere - commenta il sindaco Achille Variati - Bisogna separare la questione degli indennizzi da quella dell'interesse pubblico. La sicurezza della nostra città è ostaggio di una burocrazia troppo lenta ». Il primo cittadino segnala infine i punti più vulnerabili del capoluogo: «A Cà Tosate l'argine è troppo basso. Bisognerà alzarlo. Allo stadio c'è un problema a livello fognario che va risolto».
di Roberto Cervellin IL GAZZETTINO.IT
19 Maggio 2013

INSERITO DA ANGELA CECERE
BOLZANO - Le ha gettato un contenitore d'acido sulla faccia, poi l'ha cosparsa di benzina e ha appiccato il fuoco con un fiammifero. Questa la punizione per una 24enne romena ridotta in fin di vita dal compagno che aveva deciso di lasciare. NON VOLEVA PROSTITUIRSI La vicenda, come riporta il quotidiano locale 'Alto Adige', risale a qualche settimana fa e l'uomo, romeno, 44 anni, è stato rintracciato venerdì dalla Squadra mobile della polizia. Per lui il sostituto procuratore di Bolzano Luisa Mosna aveva emesso un'ordinanza di custodia cautelare per tentato omicidio, lesioni personali gravissime e sfruttamento della prostituzione. La giovane infatti risulta avesse deciso di lasciarlo proprio per mettere fine alla costrizione a prostituirsi e alle botte. UNA TORCIA UMANA A salvare la giovane dalle fiamme sono state alcune prostitute vicino alla stazione ferroviaria, che hanno sentito le urla. L'hanno trovata come una torcia umana e le hanno gettato addosso delle coperte. La giovane poi in ospedale, dov'è giunta in condizioni molto serie, ha parlato di un incidente, ammettendo solo in un secondo momento l'aggressione: la paura l'aveva frenata, ha spiegato. Le conseguenze intanto sono ustioni sul 30% del corpo, ferite che s'infettano di continuo, la perdita della vista da un occhio. UNA VITA MIGLIORE In Italia era arrivata col compagno l'anno scorso, con la promessa di una vita migliore rispetto alla povertà di casa. Una volta a Bolzano si è trovata però a ripararsi sotto ponti e in baracche. Niente casa, nè lavoro per lui, che la controllava in ogni momento della giornata, gelosissimo, e prostituzione per lei. A occuparsi della vicenda è la Squadra mobile, coordinata da Giuseppe Tricarico. I suoi agenti hanno rintracciato l'uomo venerdì, al lavoro come stagionale.
LEGGO.IT
19.05.2013.

DI MICHELE PAPPACODA ANTEPRIMA www.mikivettica.net Un pensiero oggi va a Melissa Bassi,ad un anno esatto dalla tragedia di Brindisi,ma sopratutto un pensiero a i suoi cari.Nostro dovere morale è quello di ricordare lei e tutti coloro che pagano con la vita la loro innocenza.
20.05.2013

INSERITO DA KATIA PERROTTA - LEGNANO (MILANO), 20 MAG - Sono migliorate le condizioni di salute del bambino di sei anni che sabato scorso insieme alla sorellina di tre anni e' stato gettato dalla finestra dalla madre a Busto Arsizio (Varese). Per motivi precauzionali i medici non hanno ancora sciolto la prognosi e il bambino, che nella caduta ha riportato un trauma cranico, resta ricoverato nel reparto di pediatria dell'ospedale di Legnano (Milano), dove sta ricevendo anche assistenza psicologica. 
DI ANGELA CECERE
Dopo avere gia' causato 2 morti ed almeno 40 feriti un tornando con un diametro di 3,2 km di diametro si e' abbattuto sulla periferia di Oklahoma City. Le immagini diffuse dalle tv mostrano una scuola completamente azzerata e distrutta, almeno un edificio in fiamme, alberi e pali della luce abbattuti. Al momento non si hanno notizia di altre vittime. Le condizione meteo da giorni sono favorevoli alla formazione di queste vorticose macchine di morte in Kansas, Iowa e Illinois. Numerose persone sono rimaste ferite per il passaggio di vari tornado nel centro degli Usa, in Kansas, Oklahoma, Iowa e Illinois. La tempesta ha distrutto case e costretto molti a cercare riparo nei rifugi. I tornado, accompagnati da forti venti e grandine, facevano parte di una massiccia perturbazione meteorologica, in movimento verso nord-est, che ha interessato un'area molto vasta, dal Texas al Minnesota. Incendi ed edifici distrutti nella cittadina di Moore, in Oklahoma. Più quanto mostrano le immagini televisive dopo il passaggio di un tornado nell'area di Oklahoma City, in Usa. Non ci sono per ora notizie di feriti. Il maltempo nell'area va avanti da alcuni giorni. Una scuola elementare di Moore, sobborgo di Oklahoma City, è stata colpita direttamente dal tornado che si è abbattuto questa sera sull'area della citta statunitense. Lo riferisce la polizia. Per ora, spiega Gary Knight del dipartimento di polizia di Oklahoma City, non ci sono notizie di feriti presso l'istituto. L'edificio, spiega Knight, ha riportato "estesi danni".

INSERITO DA ANGELA CECERE
MADRID - Ecco la foto che sta facendo commuovere tutta la Spagna. Daniel e Maria hanno vissuto per nove mesi separati ciascuno nella propria sacca amniotica e al momento della nascita le loro mani si sono intrecciate e unite. E' accaduto nella provincia basca di Guipúzcoa, in Spagna. Tanta la commozione del personale sanitario e dei medici dell'ospedale. Uno di loro ha commentato "è una chiara prova di sopravvivenza e di protezione tra i gemelli". L'immagine prima pubblicata sui social network e poi ripresa dai media sta facendo impazzire la rete e c'è già chi lo definisce lo scatto più commovente dell'anno.
LEGGO.IT

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DI MICHELE PAPPACODA ANTEPRIMA www.mikivettica.net Mariano Somma, papà del bimbo affetto da una disabilità e che non è stato accolto nella scuola di Sant'Agnello "A. Gemelli" replica a Giuseppe Gargiulo, ex assessore all'istruzione smentendone le sue dichiarazioni per difendere la verità dei fatti ed evidenziare che nella gestione della vicenda il Comune e la Scuola hanno responsabilità precise. 
DI ANGELA CECERE ANTEPRIMA www.mikivettica.net
Al termine della messa di Pentecoste in Piazza San Pietro, papa Francesco, imponendo le mani sulla testa di un malato, avrebbe fatto una preghiera di liberazione dal demonio o un vero e proprio esorcismo. Lo sostengono gli esorcisti interpellati dalla trasmissione "Vade Retro" di Tv2000, l'emittente della Cei. Il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, ha precisato che in Piazza San Pietro papa Francesco "non ha inteso compiere un esorcismo, ma semplicemente pregare per una persona sofferente che gli era stata presentata"
22.05.2013.

INSERITO DA ANGELA CECERE
«Divieto di avvicinamento» per un marito violento SALERNO - Violenza sulle donne: due nuovi provvedimenti del Tribunale, entrambi a Montecorvino Rovella (provincia di Salerno), notificati dai carabinieri. Si tratta di due ordinanze di divieto di avvicinamento emesse dalla Procura di Salerno per un marito e un figlio violenti. Nel primo caso, l’uomo è stato protagonista più volte di percosse nei confronti della moglie. Che, all’ennesimo episodio di violenza, ha deciso di abbandonare l’abitazione perché oramai stremata dopo anni di botte e minacce. Talmente feroci che nel passato la donna era stata presa a calci e pugni nonostante fosse in gravidanza. Altrettanto drammatica la storia di una madre, sempre di Montecorvino Rovella, picchiata dal figlio tossicodipendente. 22 maggio 2013
CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
23.05.2013

INSERITO DA ANGELA CECERE
ROMA - Tragedia familiare ieri a Formello. Un uomo di 60 anni, Massimo Vigo, disoccupato e sotto sfratto, ha ucciso la madre 86enne da tempo malata e immobilizzata a letto facendola morire asfissiata con un cuscino. L’omicida poi ha chiamato i carabinieri: «Ho ammazzato la mamma – ha dichiarato l’uomo al 112 durante la sua breve telefonata, arrivata in centrale intorno alle 16 - Venite a prendermi. L’ho soffocata». Quando i carabinieri della compagnia Cassia sono intervenuti nella casa, in via del Forno, il 60enne era all’interno dell’appartamento, in una stanza attigua a quello dove giaceva il cadavere della donna, Irma Scuderi, pensionata. L’anziana era stesa nel suo letto, vestita. «L’ho ammazzata per non farla più soffrire, poveretta», ha spiegato Vigo ai militari. L’uomo, con una personalità apparentemente border-line ma che tuttavia non risulta affetto da alcuna patologia psichiatrica, era visibilmente scosso, anche se lucido. Davanti ai carabinieri, alternava momenti in cui riusciva a raccontare i fatti con tranquillità ad altri in cui piagnucolava. Senz’altro era molto dispiaciuto e secondo gli investigatori il suo racconto è credibile. Non ci sarebbero infatti altri motivi che possano giustificare l’omicidio e d’altra parte l’86enne era davvero ridotta a uno stadio quasi terminale. Il 60enne è stato condotto in caserma e interrogato per tutto il pomeriggio. In serata gli è stato notificato un provvedimento di fermo per il reato di omicidio. Resta da capire se abbia agito nel pieno delle sue facoltà mentali, dopo una scelta ragionata o in preda a un raptus. Al momento, non ci sono elementi per pensare che l’uomo non fosse in grado di intendere e di volere al momento del fatto. Di certo, era molto legato all’anziana madre da cui non si era mai separato: l’uomo, figlio unico, non si era mai sposato e non aveva neppure mai lavorato. Negli ultimi anni la sua esistenza era tutta dedicata alle cure verso la mamma malata, con cui tuttavia non riusciva più a cominciare.
LEGGO.IT
23.05.2013.

INSERITO DA ANGELA CECERE
Eboli, la storia della signora Filomena Postiglione: «Mi venne vicino e mi rassicurò, poi ho aperto gli occhi» SALERNO - In coma da cinque giorni, colpita da una grave forma di ischemia celebrale, con i sanitari che oramai avevano poche speranze, si è risvegliata nel suo letto come se nulla fosse accaduto. E appena riaprì gli occhi, la signora Filomena Postiglione di Eboli raccontò al nipote gli ultimi minuti prima dell'uscita dal coma. «Accanto a me si è seduto un signore completamente vestito di bianco - disse l'anziana signora- era papa Giovanni Paolo II. Non mi ha detto nulla, solo con la mano ha fatto un gesto come per dire: stai tranquilla e vai, torna dai tuoi». Quelle parole, tenute segrete per due anni, ieri sono state rivelate al sindaco di Eboli, Martino Melchionda, nel corso di un incontro. Anche perchè la donna ha scritto a papa Francesco, chiedendo di poterlo incontrare. E il 29 maggio sarà a Roma dopo aver ricevuto, nei giorni scorsi, una lettera dal Vaticano LA VICENDA - La signora Filomena, lo scorso anno, dopo aver ricevuto le prime cure mediche all'ospedale di Eboli per l'ischemia celebrale che l'aveva colpita, fu trasferita in Rianimazione dopo l'inizio del coma. Poi, quando la situazione sembrava irrecuperabile, il risveglio improvviso. Da allora, nonostante gli acciacchi dell'età, la donna ha ripreso la sua vita di sempre.
CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
24.05.2013.
DI MICHELE PAPPACODA EMPOLI - Va male a scuola e tenta di uccidersi. Un ragazzo di 14 anni si è impiccato nella sua abitazione nell'Empolese, in provincia di Firenze. È stato salvato ma si trova in gravissime condizioni all'ospedale. Secondo quanto emerso, l'adolescente avrebbe tentato di togliersi la vita per motivi legati al suo rendimento scolastico. Il 14enne si è impiccato in casa; sono stati allertati immediatamente i soccorsi e il ragazzino è stato portato d'urgenza in ospedale, dove è in rianimazione, in prognosi riservata. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e i carabinieri.
24.05.2013

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA LONDRA - Un uomo e una donna di 29 anni sono stati arrestati oggi dalla polizia nel sud di Londra sospettati di concorso in omicidio con riferimento all'uccisione di un soldato ieri a Woolwich. Sarebbe Michael Abedolajo il nome di uno dei due uomini sospettati di aver attaccato e ucciso ieri un soldato nel sud-est di Londra. Lo riferisce Sky News. Avrebbe 28 anni, di origine nigeriana, ma nato e cresciuto a Londra. A quanto si apprende al momento, il giovane 28enne sarebbe un ex studente dell'Università di Greenwich a Londra, non lontano dal luogo del massacro. E proprio nella zona di Greenwich, a quanto risulta, la polizia ha perquisito un'abitazione intorno alle 5 della mattina, forzando la porta. Secondo le prime informazioni, durante la perquisizione nell'appartamento al primo piano due sorelle intorno ai 30 anni, una donna più grande e un ragazzo adolescente sarebbero stati portati via a bordo di un camioncino della polizia. "VI UCCIDO TUTTI" L'uomo col berretto urlava con le mani insanguinate vi uccido tutti». È quanto ha raccontato oggi all'ANSA Dega Yussuf, una donna musulmana che ieri ha assistito all'assassinio di un soldato britannico a Woolwich, sud di Londra, e si è trovata faccia a faccia con uno dei due presunti aggressori. «Ci urlava contro e ci minacciava, parlando anche dell'islam, anche se aveva visto che io portavo il velo», dice Dega a Woolwich. «Noi eravamo terrorizzati da quell'uomo. L'Islam non c'entra niente con questo, noi musulmani condanniamo queste azioni, è stato solo un atto disgustoso». BRITANNICI CONVERTITI A JIHAD I 2 KILLER La mano che ha ucciso - l'odio, la violenza - è cresciuta in Gran Bretagna. Nello stesso Paese contro cui si è scagliata. I due terroristi che ieri hanno ucciso a colpi di mannaia un soldato in pieno pomeriggio a Londra sono cresciuti nella capitale britannica. Hanno frequentato le sue scuole e le sue università, in quartieri multietnici e popolosi come Woolwich, dove il terrore ha colpito sotto gli occhi dei passanti. Forse anche sotto il naso dei servizi di sicurezza: è l'implicazione più inquietante che emerge oggi, con le indicazioni che sì, i due killer catturati dalla polizia erano già noti agli 007. CAMERON: "HANNO TRADITO L'ISLAM" Il Paese però non si piega, tuona il premier David Cameron: «Chi ha fatto questo cerca di dividerci, ma dovrebbe sapere che il risultato è renderci più uniti e renderci più forti. Non è solo un attacco alla Gran Bretagna, è un tradimento all'Islam e alle comunità musulmane. Non c'è nulla nell'Islam che lo giustifichi». Cameron ha parlato davanti a Downing Street con la gravità di chi sa di rivolgersi ad un Paese sotto shock. Quindi l'appello, scontato ma necessario, a guardare avanti: «Uno dei modi migliori per combattere il terrorismo è continuare a vivere le nostre vite normalmente. E questo è quello che faremo. Non cederemo mai al terrore o al terrorismo in nessuna delle sue forme». Gli fa eco il sindaco di Londra Boris Johnson, che alla sua città chiede di mantenere la calma. Poi, insieme, incontrano la comunità locale a Woolwich, i suoi leader religiosi (ci sono i sikh, i musulmani, i cristiani) per rassicurarli. Anche dopo quelle reazioni, limitate ma pur sempre preoccupanti, che già ieri sera hanno visto per strada gruppi di estrema destra o un paio di casi isolati di tentati attacchi a moschee: il rischio è la spirale di odio che non farebbe altro che far crescere altri Michael Abedolajo. Con questo nome è stato identificato uno dei due uomini che ha ucciso urlando 'Allah Akbar', promettendo «occhio per occhio, dente per dente». Ha 28 anni. Il suo volto ormai è noto: si è fatto ritrarre sul luogo del massacro con le mani macchiate dal sangue della sua vittima. Il cappellino di lana e giubbotto come quelli di tanti altri coetanei. Il terrore si è mimetizzato così, nella sua città. È di origina nigeriana, Michael diventato 'Mujahid' dopo essersi convertito all'Islam. Sembra infatti che il giovane sia nato a Londra e cresciuto in una famiglia cristiana devota. E mentre, come il secondo killer, resta in ospedale ferito e guardato a vista dalle forze di sicurezza armate, emerge la sua storia: un ragazzo simpatico e spiritoso quando frequentava il college. Aveva studiato sociologia all'Università di Greenwich. "CONVERTITO ALL'ISLAM" Secondo alcune testimonianze poi si era convertito intorno al 2001. Altri sostengono che già tra i 15 e i 16 anni cominciava ad avvicinarsi all'Islam e a parlare di Jihad. Qualcuno lascia intendere che proprio per paura che cedesse al richiamo del radicalismo la sua famiglia lo aveva portato con sè nel Lincolnshire. Michael peròquei gruppi radicali non ha mai smesso di cercarli, a molti si è avvicinato, anche ad Al Muhajiroun, un'organizzazione bandita in Gran Bretagna dal 2003. Lo si vede chiaramente nel filmato di una manifestazione nel 2007. Il predicatore Anjem Choudary di al-Muhajiron lo ricorda, ma dice che poi andò per la sua strada. Solo. Un cane sciolto. Un lupo solitario. Oggi ci si chiede però se e chi fosse sulle sue tracce, chi avesse anche a distanza seguito il suo percorso, cosa l'antiterrorismo e l'MI5 sapessero di lui e perchè non lo abbiano fermato prima. Lui è il suo complice, di cui tuttora si sa molto meno. Nessun dettaglio è stato diffuso nemmeno sull'uomo e sulla donna di 29 anni arrestati oggi nel sud di Londra, sospettati di essere complici degli attentatori. È stata invece rivelata l'identità della vittima del loro agghiacciante attacco: è Drummer Lee Rigby, detto 'Riggers', 25 anni di Manchester e padre di un bimbo di due anni, Jack. Rigby era un soldato valoroso, aveva prestato servizio in prima linea in Afghanistan nel 2009. Ma era anche un ragazzo simpatico e divertente, quasi coetaneo del suo carnefice. Scotland Yard cerca intanto di arginare le critiche sui tempi di reazione e intervento sul luogo del massacro, dove il killer, dopo aver trucidato il militare, è stato libero di farsi filmare e fare proclami davanti a telefonini e telecamere: i primi agenti di polizia - ha chiarito - sono arrivati sul posto entro nove minuti dalla prima chiamata di emergenza, ed entro 14 minuti erano già presenti anche forze dell'ordine armate.
LEGGO.IT
25.05.2013
INSERITO DA DANIELA CAIRA Dopo le piogge abbondanti degli ultimi giorni è esondato in serata il lago di Garda provocando allagamenti soprattutto a Sirmione e Desenzano

Per evitare danni maggiori si è deciso però di installare alcune barriere formate da sacchi di sabbia che possono fungere da argine, ma il maltempo ha colpito praticamente tutta la provincia di Brescia che ha dovuto affrontare anche il ritorno della neve anche a bassa quota. Già a ottocento metri nel bresciano le strade sono ricoperte da diversi centimetri di neve, anche se in questo caso i disagi sembrano essere più limitati.

INSERITO DA ANGELA CECERE
L'omicida ha 16 anni: ha confessato e fatto ritrovare il cadavere carbonizzato. La rabbia di Corigliano Calabro: andrebbe ammazzato E' stato fermato dai carabinieri nella notte per omicidio volontario un ragazzo di 16 anni di Corigliano Calabro (Cosenza) che ha confessato di aver ucciso a coltellate la fidanzata coetanea durante una lite e di averne poi bruciato il cadavere. Il delitto è avvenuto venerdì. Lo stesso giorno il ragazzo si è presentato in ospedale per farsi medicare ustioni al volto. Contemporaneamente i genitori della fidanzata hanno presentato denuncia di scomparsa, non avendola vista tornare dall'istituto per ragionieri che frequentava. I carabinieri si sono insospettiti e hanno cominciato a torchiare il ragazzo, incensurato e di buona famiglia, ma conosciuto come un bullo. Anche la sua fidanzata apparteneva ad una famiglia normale: l'anno scorso tuttavia si era allontanata da casa ed era stata ritrovata da amici a Bologna. La relazione fra i due è stata definita turbolenta. Sabato pomeriggio i carabinieri hanno ripreso ad interrogare il ragazzo. Questo ha fornito motivazioni poco credibili per le sue ustioni. Poi in serata ha ceduto ed ha confessato tutto, indicando dove si trovava il cadavere, non lontano dalla scuola della vittima. L'arma del delitto non è stata ritrovata. L'omicida è stato messo in stato di fermo e quindi interrogato da un magistrato e poi portato nel carcere minorile di Catanzaro. "Dovrebbero ammazzarlo. E' troppo grave quello che ha fatto". La rabbia di Corigliano Calabro contro il sedicenne si esprime attraverso le grida di uno degli abitanti che davanti al bar centrale del paese esprime tutto il suo rancore. La popolazione di Corigliano è traumatizzata per quanto è accaduto. Un dolore che si esprime attraverso le imprecazioni contro l'omicida. Ci sono capannelli di persone che commentano l'omicidio della minorenne lungo via Nazionale, il corso del paese che brulica di gente anche per la coincidenza con la giornata elettorale visto che a Corigliano oggi e domani si vota per il sindaco ed il rinnovo del Consiglio comunale. "Sono rimasta shoccata - commenta una ragazza romena che riferisce di lavorare in un locale vicino l'abitazione della vittima - perché quello che è accaduto è terribile, una vera tragedia".
ANSA
26.05.2013.

INSERITO DA ANGELA CECERE
NOVARA - «Vergognatevi», «Quando vi accorgerete che di cyberbullismo si può morire, non ci saranno più adolescenti», «Fate schifo»: sono alcuni dei messaggi che oggi riempiono le pagine Facebook di adolescenti legati a Carolina, la quattordicenne novarese che si è tolta la vita il 5 gennaio scorso perché umiliata sul web. LA MAMMA PARTE CIVILE La mamma, intanto, ha annunciato, tramite il suo avvocato, che è pronta a costituirsi parte civile in caso di processo. Otto i ragazzi, tra i 15 e i 17 anni, indagati dalla Procura dei minori con l'accusa di istigazione al suicidio e detenzione di materiale pedopornografico. Un atto dovuto per l'esercizio di alcune attività investigative, ma clamoroso e che è stato colto subito dagli stessi social network diventati l'incubo di Carolina. Così come dopo la sua morte si era scatenato un tam tam di adolescenti che accusavano i cyberbulli, dopo che si è diffusa la notizia degli avvisi di garanzia, i post lanciati via etere sono tutti di condanna. LA SORELLA: "COLPEVOLI" Gli avvocati dei ragazzi coinvolti non rilasciano dichiarazioni, così come i familiari di Carolina. Solo la sorella Talita attraverso Facebook ha fatto sapere il suo stato d'animo nei confronti degli indagati: «Spero che la vostra coscienza, se ne avete una, non vi lasci in pace. Mi auguro che sarete processati e giudicati colpevoli». La mamma, tramite l'avvocato Andrea Fanelli di Torino, ha già preannunciato l'intenzione di costituirsi parte civile. LE INDAGINI Le inchieste, intanto, dopo gli avvisi di garanzia vanno avanti. Oltre all'inchiesta della Procura per i minori di Torino, ne è stata aperta un'altra, per opera della Procura di Novara, per i mancati controlli su Facebook, dove sono stati postati i filmati che ritraevano la ragazza durante una festa. Un filone quest'ultimo che si presenta non facile da percorrere, considerata la sentenza che a febbraio ha assolto in appello Google. Una legge del 2003 ritiene, infatti, che i provider non sono responsabile dei contenuti diffusi in rete. Secondo l'ipotesi dell'accusa, però, il suicidio dell' adolescente potrebbe essere stato istigato proprio dalle violenze perpetrate via web. Violenze verbali ed esercitate attraverso le immagini della ragazza. Immagini rubate che da quando divennero di dominio pubblico attraverso il social network, misero un macigno sul cuore di Carolina. Vedendosi ritratta ubriaca, seduta sul water o sdraiata su un divano, Carolina aveva reagito chiudendosi in se stessa. Finché, come ha scritto anche in uno dei biglietti confidenziali alle amiche, non ha retto più le derisioni e gli insulti che le venivano rivolti: «Perdonatemi - scrisse - non sono forte».
LEGGO.IT
27.05.2013.

INSERITO DA ANGELICA CECERE Brad Carter si è esibito in sala operatoria per aiutare i medici a individuare il punto in cui impiantare il pacemaker Brad Carter suona la chitarra durante l'intervento al cervello MILANO - Operazione chirurgica unica nel suo genere: i medici della clinica universitaria UCLA Medical Center di Los Angeles, in California, hanno impiantato un pacemaker nel cervello di un paziente affetto dal morbo di Parkinson, e trasmesso l’intervento in diretta su Twitter. Nel corso della procedura di craniotomia il paziente ha cantato e suonato la sua chitarra.
OPERAZIONE - Lo ricorderà a lungo quell’intervento Brad Carter, attore a Hollywood e musicista. Al 39enne era stata diagnosticata la malattia nel 2006. L’uomo, da quella data, aveva iniziato a sviluppare forti tremori alle mani che gli hanno fatto perdere la possibilità di suonare la sua amata chitarra. Nel corso dell’operazione i medici del Ronald Reagan UCLA Medical Center hanno impiantato un pacemaker al fine di stimolare l'attività delle cellule cerebrali e per controllare quei tremori involontari. Il paziente e musicista, durante una parte dell’operazione è rimasto sveglio e ha chiesto ai medici di poter suonare la chitarra aiutandoli così a individuare il punto corretto in cui impiantare gli elettrodi nel subtalamo, spiega il Los Angeles Times.
IN DIRETTA - Dall’ospedale americano spiegano di aver acconsentito a trasmettere l’operazione in live-tweet - attraverso Vine, il social video Vine di Twitter - «per togliere così un po’ di paura ai futuri e potenziali pazienti». Il filmato che raccoglie le mini clip dell'intervento chirurgico mostra il paziente che canta e strimpella la sua chitarra mentre i medici lo operano. Gli utenti sul web hanno potuto seguire tutto attraverso Twitter e Instagram e commentare in
Elmar Burchia CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
27.05.2013
INSERITO DA EVA PAPPACODA Un ordigno e' esploso al passaggio di un mezzo di militari italiani, nell'ovest dell'Afganistan: due i soldati - secondo quanto appreso dall'ANSA - rimasti feriti. L'attentato, sempre secondo quanto si é appreso, è avvenuto ad una trentina di chilometri da Farah, una delle zone da sempre più turbolente dell'area affidata al controllo del contingente italiano. I militari coinvolti, che si trovavano a bordo di un blindato Lince, sono stati subito soccorsi ed evacuati.
ANSA
28.05.2013
DI DANIELA RITA CAIRA ROMA - «Il cuore matto si è fermato»: Twitter saluta così Little Tony, morto a 72 anni per un tumore ai polmoni contro cui ha lottato per mesi. A prendere in prestito forse la più famosa tra le sue canzoni sono in molti sul sito di microblogging. Ma il primo è Andrea Vianello che aggiunge: «E' stato modernissimo ed è rimasto sempre un vero professionista». Lo scrittore (autore de La solitudine dei numeri primi)Paolo Giordano: «Ciao cuore matto, è stato bello ascoltarti e incrociarti a Sanremo». Sabina Guzzanti: «Pure Little Tony? Forse per questo fa inverno a primavera ci toglie tutti sorella morte per il rinnovamento».

ROMA - Bello di una bellezza di provincia, il sorriso e il ciuffo sfrontato. Il ragazzo irresistibile se n’è andato: Little Tony è morto ieri sera. Aveva 72 anni e gli ultimi tre mesi li aveva passati in un letto di ospedale, a Roma, a combattere contro una malattia che non gli ha dato scampo. Era nato a Tivoli il 9 febbraio del ’41. Temperamento istrionico, Antonio era cresciuto nel luogo ideale per dare sfogo alla sua creatività: una famiglia di musicisti. Papà Novino era cantante e suonava la fisarmonica, zio Settembrino era chitarrista, musicisti anche i due fratelli: Enrico, chitarrista, e Alberto, bassista. Passa l’adolescenza a cantare nei locali dei Castelli Romani, poi, nel 1958 durante un contest al teatro Smeraldo di Milano, viene sentito da un impresario inglese che lo manda in tour oltremanica. Gli spettacoli hanno successo e Antonio in Inghilterra decide di rimanere per diversi anni. È lì che si innamora del Rock'n'roll. Mentre a sud delle Alpi suoi coetanei sognavano sospirando con le melodie all’italiana, Antonio Ciacci, con pochi altri, fiuta il vento che arriva da occidente, compera il primo tubetto di brillantina e comincia a muovere i bacino come padre Elvis stava insegnando al mondo dall’altra parte dell’Atlantico. Sostitusce il troppo autarchico Antonio con Tony, al quale aggiunge Little, che fa tanto americano almeno nel suono. Il gioco è fatto: il piccolo Antonio è pronto per sfidare il gigante Adriano. Celentano, quello del clan. L’occasione capita al rientro in Italia: nel 1961 arriva sul palco di Sanremo in coppia proprio con il Molleggiato, che il rock agli italiani lo stava già spiegando: 24Mila baci arriva seconda, Adriano è sempre più re, ma l’Italia comincia ad accorgersi anche del ragazzetto di Tivoli. Gli anni ’60 sono i suoi annii. Il trionfo arriva nel ’66, quando al Cantagiro si presenta con Riderà: la canzone non vince ma vende oltre un milione di copie. L’anno seguente Tony inchioda gli italia ai jukebox con Cuore matto, che arriva prima in classifica e rimane tra i primi posti per 12 settimane consecutive. La magia comincia a svanire nel 1970, anno in cui porta sul palco dell’Ariston La spada nel cuore. L’Italia è cambiata, alla spensieratezza degli anni ’60 cominciano a sostituirsi la cupezza e il furore ideologico dei ’70: i ragazzi che vanno in giro con il ciuffo di Elvis sono sempre meno, ma Antonio un posto nella musica italiana se lo è conquistato. Qualche sussulto (la sigla di Love Boat nel 1981), gli ultimi anni passati tra programmi tv intrisi di nostalgia e comparsate a cantare i vecchi successi. Antonio è rimasto sempre quello: il ciuffo sfrontato, il sorriso genuino da ragazzo di provincia.
Di Sabino Minelli

ROMA - Da Cuore Matto a Riderà, fino a La spada nel cuore. La carriera pluridecennale di Little Tony, spentosi oggi a Roma a 72 anni dopo una lunga malattia, è costellata di grandi successi: l'Elvis de noantri, nato nella balere dei castelli romani ed arrivato fino a Sanremo, al Cantagiro, al successo popolare. Tradito dal suo "cuore matto" già nel 2006, quando lo colpì un infarto, ha perso la vita oggi dopo una lunga sofferenza per un tumore ai polmoni.
20.05.2013

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA PADOVA - Bloccata e trascinata lungo il corso dell'idrovia Padova-Venezia, picchiata brutalmente e, sotto la minaccia verbale di morte, costretta a subire lo stupro. Un ennesimo episodio di violenza verso le donne che ha come sfondo il medesimo posto, la zona verde del Parco Sarmazza di Vigonovo, un luogo compreso tra l'argine destro del fiume Brenta-Cunetta e la confluenza dell'idrovia Padova-Venezia, dove un fatto analogo era già successo a fine marzo scorso. Vittima, ancora una volta, una donna di mezza età residente a Vigonovo, che sabato scorso, verso le 17.45, stava facendo jogging lungo i sentieri del Parco. Improvvisamente, da una stradina laterale è sbucato alle sue spalle un uomo che l'ha bloccata afferrandola violentemente per i capelli. La donna si è messa a gridare con quanto fiato aveva in gola, ma nessuno in quel momento ha udito le sue disperate urla di aiuto. L'uomo, sempre tenendola per i capelli e picchiandola in faccia, le ha fatto percorrere un viottolo fino a raggiungere le rive dell'invaso dell'idrovia Padova-Venezia, dove le ha usato violenza sessuale. L'uomo parlava un italiano stentato, probabilmente di origine albanese e dimostrava di avere circa 30-35 anni. È la stessa vittima a raccontare alcuni momenti della brutale aggressione. «Mi ha sempre trattenuta a forza per i capelli, nonostante io cercassi di divincolarmi dalla presa con tutte le mie forze e urlando con quanto fiato avevo in gola. Mi era stato insegnato come reagire in casi del genere, ma oramai ero rimasta senza fiato, avevo perso tutte le forze ed ero completamente paralizzata dalla paura. Ho pensato che sarebbe stata la mia fine e che l'uomo mi avrebbe poi gettato nell'acqua del'idrovia per annegarmi. Invece ringrazio Dio di essere ancora viva». Vista la delicatezza della vicenda e le indagini in corso, le forze dell'ordine mantengono il più stretto riserbo sui particolari della vicenda. La donna ha comunque denunciato l'accaduto alla stazione dei carabinieri di Vigonovo. Nonostante abbia riportato una prognosi di guarigione di cinque giorni, lunedì è andata normalmente al lavoro. di Vittorino
Compagno Mercoledì
30 Maggio 2013

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA
VENEZIA - È giallo a Venezia dopo il macabro ritrovamento avvenuto nel tardo pomeriggio di oggi. Un cadavere è affiorato in laguna tra laMarittima e Sacca Fisola. L’allarme è stato dato da un veneziano che lo ha notato da una barca in transito. Si tratterebbe di una donna e sarebbe in acqua da circa un mese (il cadavere era molto gonfio): era privo della braccia e della testa. Sui resti del busto e delle gambe sono stati notati pantaloni e calzaturedi foggia femminile che fanno pensare che si trattasse di una donna. Nessuna traccia, invece, di documenti di identità. Secondo i vigili del fuoco a provocare la risalita del cadavere dal fondo sarebbe stato il passaggio di una grande nave nella zona che ha smosso il fondale. Il pm di turno ha subito disposto l’autopsia che sarà particolarmente difficile visto l'avanzato stato di decomposizione. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e i vigili del fuoco per il recupero della salma. Dalla prima ispezione del cadavere appare impossibile stabilire se ci fossero segni di violenza.
LEGGO.IT
30.05.2013

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA
PHILADELPHIA - A soli 10 anni Sarah Murnaghan sta per morire: malata di fibrosi cistica, attaccata a tubi per respirare al Children Hospital diPhiladelphia, la bambina aspetta da 18 mesi un trapianto di polmoni che con ottime probabilità le potrebbe salvare la vita. Ma alla piccola il trapianto è di fatto negato: la legge prevede che i polmoni adulti - a cui Sarah è candidata - vadano offerti prima a tutti gli adulti in lista d'attesa per l'organo, e solo dopo ai ragazzini come lei. Se avesse 12 anni - questa l'età in cui secondo la norma i bambini divengonò adulti - Sarah sarebbe salva. Ma - secondo gli stessi medici curanti - probabilmente la piccola non vedrà nemmeno gli 11 anni ed ha i giorni contati.
31.05. 2013

INSERITO DA ANGELA CECERE
Inchiesta del Corpo Forestale dello Stato. Raggirati i controlli sanitari. brucellosi, corpo forestale, bufale Caserta - Mozzarella prodotta da bufale malate di brucellosi e immessa regolarmente sul mercato. Una verità choc che emerge dall'inchiesta condotta dal Corpo Forestale dello Stato in provincia di Caserta. La mozzarella è stata prodotta da un notissimo caseificio che esporta i propri prodotti in tutta Italia e all'estero e che è stato protagonista nell'ultimo periodo di una forte campagna pubblicitaria. Gravissimi i pericoli per i consumatori e anche per tutti gli operatori che in azienda sono stati a contatto con le bufale malate di brucellosi. Il maxi-imbroglio, che ha prodotto un ingente guadagno, è stato possibile grazie al raggiro dei controlli sanitari. Tutti i particolari dell'inchiesta saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa convocata per mezzogiorno in Procura a Santa Maria Capua Vetere.
IL MATTINO
31.05.2013.
PRIMO PIANO PADOVA IL FIDANZATO TENTA DI STRANGOLARLA: LEI LO BACIA PRIMA DI ANDARE VIA IN AMBULANZA

INSERITO DA ANGELA CECERE
PADOVA - Prima che l'ambulanza lo portasse via, Isabella e Simone si sono salutati e lei gli ha dato un bacio. «Adesso Isabella è a casa, sta abbastanza bene fisicamente, ma pensa a lui e a cosa dev'essergli scattato nella mente per fare una cosa del genere». Mentre dice queste parole Giorgio Tolin, 70 anni, papà della donna, si asciuga le lacrime. È calmo, seppur provato da quello che è accaduto e si fa coraggio perché «poteva finire peggio. Da qualche tempo mia figlia e Simone avevano dei problemi. Sabato e domenica hanno mangiato da noi: nessun contrasto tra loro, però si vedeva che non erano sereni e che c'era qualche attrito. Da lunedì sembrava che ci fossero dei segnali di distensione, e ieri mattina (mercoledì, ndr), si sono sentiti al telefono diverse volte lui e mia figlia. Hanno parlato e parlato, e poi giovedì sera lui è tornato da Isabella». Una bella casa in via Pionche, poco distante dal centro abitato di Vigonza, circondata da un pò di verde, una siepe di gelsomino in fiore sulla ringhiera che si affaccia sulla strada e un piccolo gazebo per le cene all'aperto. Qui la coppia conviveva da quasi nove anni. La discussione tra Simone e Isabella è iniziata in serata, poi si è interrotta e verso le 4 del mattino i due hanno litigato di nuovo. «Mercoledì mattina la mamma di Simone ha chiamato mia figlia dicendole che il ragazzo non stava bene, era depresso e agitato. La madre ha detto a Isabella che forse era l'unica che poteva calmarlo. E forse per questo mia figlia ha deciso di richiamarlo a casa. Nemmeno lei si aspettava una reazione del genere: dev'essergli scattato qualcosa all'improvviso. In tanti anni di convivenza Simone non è mai, mai, stato violento, mai uno schiaffo, niente di niente. E per questo non ci spieghiamo quello che è successo. Forse il suo stato d'animo dell'ultimo periodo è stato sottovalutato: ma mia figlia l'ha richiamato a casa proprio perché non aveva nessuna paura di lui e non ne aveva nessun motivo, fino a ieri». Giorgio Tolin è molto conosciuto a Vigonza per essere stato dagli anni '60 al 1980 consigliere comunale eletto tra le file dell'ex Partito Comunista. È stato anche volontario del gruppo comunale della protezione civile che ha abbandonato cinque anni fa dopo un infarto. Prima di salutarci, Giorgio apre il cancelletto della casa della figlia. «Vado dentro per mettere un po' di ordine, sistemare la tenda che si è staccata durante la lite e prendere alcune cose per Isabella». Ieri mattina la notizia dell'aggressione è arrivata anche in Municipio, dove il sindaco stava ricevendo i cittadini. «Solidarietà e vicinanza a Isabella e a tutta la sua famiglia. Vorrei, però, che la vicenda non venisse enfatizzata - ha commentato il sindaco di Vigonza Nunzio Tacchetto -. Tuttavia, questo episodio, e i precedenti dei giorni scorsi, mi fanno fare da sindaco, ma anche da padre di famiglia, una riflessione più generale: manca la capacità di gestire le difficoltà e le sconfitte». di Lorena Levorato
LEGGO.IT
31.05.2013.

INSERITO DA ANGELA CECERE
TREVISO - Francesco ha salutato la mamma, la sorella e il papà e poi è andato a letto. Addormentandosi in un sonno dal quale non si è più svegliato. Poco dopo le 6 di ieri mattina papà Massimo è andato a svegliarlo. Iniziava ad essere tardi per prendere l'autobus che come ogni mattina lo avrebbe accompagnato da Varago all'Itis Fermi a Treviso. Quando il papà si è avvicinato ha immediatamente capito che il figlio non respirava più e non dava alcun segno di vita. In pochi istanti nella camera del ragazzo sono arrivate anche la madre e la sorella. I genitori hanno immediatamente chiamato il 118. All'arrivo dei soccorritori per Francesco Dotto, 15 anni il prossimo ottobre, non c'era già più nulla da fare. Il suo cuore era fermo da ore, da quando si era addormentato, o poco dopo. Sul posto per compilare i documenti necessari è arrivata anche la dottoressa che segue la famiglia Dotto. Un compito ancor più gravoso quando anche per la medicina non è facile spiegare i motivi di una morte così improvvisa. Francesco non si sarebbe accorto di quello che gli stava succedendo. Di recente si era sottoposto ad uno screening. Esami di routine che alla sua età vengono eseguiti per avere un quadro completo delle condizioni di salute e della fase di crescita. Gli accertamenti non avevano evidenziato alcuna difficoltà cardiaca, né avevano rilevato altri problemi di salute. Nulla dunque che potesse far presagire una simile tragedia. Nessuno dei familiari ha avvertito un rumore, una richiesta d'aiuto. Nulla di nulla. Francesco sembrava immerso in un sonno profondo. In mattinata anche don Riccardo, il parroco di Varago, dopo aver fatto suonare le campane a lutto ha raggiunto l'abitazione per portare il suo messaggio di cordoglio e vicinanza: «Sono provati -ha spiegato il sacerdote-, è il secondo lutto che colpisce così profondamente la nostra comunità dopo la morte di Chiara Marchetto, lo scorso agosto. Anche i genitori hanno subito pensato a lei». Francesco lascia il padre Massimo, tecnico informatico e animatore nella chiesa di Lancenigo dove suona la chitarra, la mamma Marina, catechista nella stessa parrocchia, e la sorella Anna, studentessa, anche lei come il fratello impegnata negli scout. In vicolo Cansiglio, vedendo l'ambulanza, i vicini sono accorsi verso la casa della famiglia Dotto e il dolore di una famiglia è diventato quello di un'intera comunità. «Lo vedevo passare ogni mattina -racconta un pensionato che abita in una villetta all'imbocco dello stesso viottolo- e anche al pomeriggio quando rientrava. Da piccolo era la mamma a portarlo in macchina a scuola e a riportarlo a casa e ora che frequentava l’Itis lo vedevo passare a piedi per raggiungere la fermata degli autobus». Al capitello che si trova in fondo alla via ieri sera era prevista una festicciola per la chiusura del mese del rosario: l’appuntamento si è trasformato in un momento di preghiera, tra le lacrime. Di Andrea Zambenedetti
LEGGO.IT
31.05.2013

INSERITO DA DAVIDE GARAFANO
Sky News ha diffuso in esclusiva le foto della casa di Oscar Pistorius, l’atleta paralimpico che lo scorso 14 febbraio ha ucciso a colpi d’arma da fuoco la fidanzata, la modella sudafricana Reeva Steenkamp. Si tratta della prima volta che vengono mostrate tali immagini, in particolare quelle del bagno, dove Reeva fu colpita da quattro proiettili. I FORI DI PROIETTILE SULLA PORTA - Le foto mostrate dal canale satellitare britannico mostrano vistose macchie di sangue vicino al water e alla doccia. Sulla porta di ingresso, inoltre, la polizia scientifica ha contrassegnato il passaggio di due fori di proiettile: secondo Sky News, queste immagini potrebbero essere usate dalla Difesa per sostenere la versione di Pistorius. L’atleta, infatti, ha sempre detto di essersi alzato per prendere un ventilatore e di aver sentito alcuni rumori. Pensando a un ladro, senza indossare le protesi, avrebbe impugnato la pistola e avrebbe esploso quattro colpi, sparando dal basso a quello che pensava fosse un intruso e invece si è rivelato essere la sua fidanzata. IL REGALO DI SAN VALENTINO - Le immagini mostrano schizzi di sangue anche sulle pareti e sul divano del piano di sotto, dove Reeva aveva appoggiato un pacchetto avvolto in una carta colorata: il suo regalo di San Valentino per “Ozzy”, accompagnato da un sacchettino di caramelle a forma di cuore. LE PROTESI - Davanti ai giudici l’atleta ha sempre dichiarato il suo amore per la fidanzata e di averla uccisa per un tragico errore. Pistorius ha anche sottolineato di non avere indossato le sue protesi al momento della sparatoria: se questo particolare dovesse essere smentito dalle varie perizie, si configurerebbe per lui l’ipotesi di premeditazione.
L'UNITA
31.05.2013.
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