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primo piano e anteprima

PRIMO PIANO BOLZANO VUOLE LASCIARLO, LUI LE DÀ FUOCO CON ACIDO E BENZINA: SALVATA DALLE PROSTITUTE

19 Maggio 2013, 12:17pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

BOLZANO - Le ha gettato un contenitore d'acido sulla faccia, poi l'ha cosparsa di benzina e ha appiccato il fuoco con un fiammifero. Questa la punizione per una 24enne romena ridotta in fin di vita dal compagno che aveva deciso di lasciare.

NON VOLEVA PROSTITUIRSI La vicenda, come riporta il quotidiano locale 'Alto Adige', risale a qualche settimana fa e l'uomo, romeno, 44 anni, è stato rintracciato venerdì dalla Squadra mobile della polizia. Per lui il sostituto procuratore di Bolzano Luisa Mosna aveva emesso un'ordinanza di custodia cautelare per tentato omicidio, lesioni personali gravissime e sfruttamento della prostituzione. La giovane infatti risulta avesse deciso di lasciarlo proprio per mettere fine alla costrizione a prostituirsi e alle botte.

UNA TORCIA UMANA A salvare la giovane dalle fiamme sono state alcune prostitute vicino alla stazione ferroviaria, che hanno sentito le urla. L'hanno trovata come una torcia umana e le hanno gettato addosso delle coperte. La giovane poi in ospedale, dov'è giunta in condizioni molto serie, ha parlato di un incidente, ammettendo solo in un secondo momento l'aggressione: la paura l'aveva frenata, ha spiegato. Le conseguenze intanto sono ustioni sul 30% del corpo, ferite che s'infettano di continuo, la perdita della vista da un occhio. 

UNA VITA MIGLIORE In Italia era arrivata col compagno l'anno scorso, con la promessa di una vita migliore rispetto alla povertà di casa. Una volta a Bolzano si è trovata però a ripararsi sotto ponti e in baracche. Niente casa, nè lavoro per lui, che la controllava in ogni momento della giornata, gelosissimo, e prostituzione per lei. A occuparsi della vicenda è la Squadra mobile, coordinata da Giuseppe Tricarico. I suoi agenti hanno rintracciato l'uomo venerdì, al lavoro come stagionale.

 

LEGGO.IT

19.05.2013.

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NEWS IMPORTANTI E ANTEPRIMA METEORITE COLPISCE LA LUNA: foto e video

19 Maggio 2013, 08:26am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA ANTEPRIMA ESCLUSIVA www.mikivettica.net Meteorite colpisce la Luna: Un evento di assoluto primo piano è avvenuto negli ultimi mesi sulla Luna. Vale a dire l’impatto con un meteorite, considerato secondo gli studi e le analisi di esperti mondiali (NASA) il piu’ forte e significativo degli ultimi 8 anni. In sè l’accaduto non è per nulla eccezionale: meteoriti generalmente di piccole dimensioni impattano con relativa frequenza la superficie lunare, ma questa volta assumene importanza proprio perchè si tratta dell’evento piu’ violento fin’ora osservato. “L’impatto ha di fatti causato un lampo quasi 10 volte più brillante di qualsiasi altro fenomeno visto in precedenza (come una stella di magnitudine 4)”. L’evento ha avuto luogo lo scorso 17 marzo 2013, e l’impatto dovrebbe essere avvenuto nella regione del ‘Mare Imbrium’”. A rivelarlo è Bill Cooke del Meteoroid Environment Office dell’Agenzia aerisoaziale americana. Gli astronomi credono che si possa trattare di una roccia di circa 40 chili con un diametro di circa 40-50 centimetri, giunta sulla Luna ad una velocità di circa 56 mila miglia orarie, causando un’esplosione pari a quella di 5 tonnellate di TNT. Negli ultimi giorni, proprio la Nasa, ha reso noto, con l’ausilio di un’immagine, l’elenco dei meteoriti caduti e impattati sulla Luna, dal 2005 ad oggi, lasso temporale in cui sono stati stimati 300 eventi. Un vero e proprio bombardamento che viene monitorato attentamente anche in funzione della sicurezza delle missioni lunari.

 

Meteorite impatta sulla Luna

Meteorite impatta sulla Luna

Meteoriti 2005-2013

Meteoriti 2005-2013: 300 i casi di impatto osservati e studiati dalla NASA, evidenziato in rosso quello del 17 Marzo scorso, il piu’ luminoso fin’ora

 

 

R

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NEWS IMPORTANTI E ANTEPRIMA VICENZA Botte nell'allevamento alla troupe di Striscia: animalisti vendicano Stoppa

18 Maggio 2013, 09:55am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

227437 2003962587951 5671684 nINSERITO DA KATIA PERROTTA Blitz a Breganze, nella casa del presunto aggressore
Appeso uno striscione: "Edo perdona, noi no. Infame"

VICENZA - Uno striscione e manifesti nell'allevamento enella casa del presunto aggressore alla troupe di Striscia la notizia. Gli attivisti di 100% Animalisti hanno messo a segno un blitz la scorsa notte a Breganze e a Valdagno e "vendicato" l'inviato Edoardo Stoppa e i suoi collaboratori picchiati due giorni fa durante la realizzazione di un servizio su maltrattamenti a cani. 

"Edo perdona, noi no. Infame", era scritto sullo striscione mentre manifesti di "Liberazione Animale" sono stati incollati alla porta e alle cassette delle lettere dell'allevatore, bloccato dai Nas dopo che si era scagliato contro gli inviati di Mediaset. Pur rammaricandosi perché Stoppa «si definisce amico degli animali ma non ha mai detto se sia vegetariano o meno» gli animalisti hanno espresso, in una nota, la loro solidarietà allo stesso inviato. 

«Riconosciamo il suo impegno e l'efficacia delle sue denunce di abusi e maltrattamenti - spiegano - l'aggressione che ha ricevuto insieme alla sua troupe e i maltrattamenti che subivano i poveri cani esigevano una risposta immediata».

IL GAZZETTINO.IT

Sabato 18 Maggio 2013 - 09:15 

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NEWS IMPORTANTI E ANTEPRIMA TREVISO Schianto sulla Schiavonesca: tir fuori controllo finisce dentro un giardino

18 Maggio 2013, 09:51am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

227437 2003962587951 5671684 nINSERITO DA KATIA PERROTTA Incidente tra mezzi pesanti a Selva. Divelto un palo dell’Enel
e una rete di recinzione, si ferma a pochi metri da una casa

Uno dei mezzi pesanti coinvolti (PhotoJournalist)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TREVISO - Dopo lo scontro perde il controllo del Tir e va a fracassare la rete di recinzione di un’abitazione, radendola al suolo. Terrore a Selva di Volpago per uno scontro tra mezzi pesanti che ha fatto tremare i muri delle case. Lo spettacolare incidente stradale è accaduto, ieri mattina, in via Schiavonesca Nuova a Selva del Montello vicino al locale "Le Ruote". 

Lo schianto, probabilmente innescato da una manovra improvvisa sull’asfalto bagnato, ha coinvolto un autoarticolato, che trasportava frutta, e un furgone. L'impatto non è stato molto violento e i conducenti, subito soccorsi e ricoverati al pronto soccorso dell'ospedale di Montebelluna, a meno di complicazioni dovrebbero aver riportato lesioni guaribili in pochi giorni. Sono stati comunque trattenuti in osservazione e sottoposti a controlli medici accurati e a visite specialistiche.

Nell'impatto con il furgone il mezzo pesante è sbandato sulla destra andando ad abbattere un lampione dell'illuminazione stradale e due colonnine che forniscono di luce elettrica diverse famiglie di Selva del Montello, dislocate lungo via Schiavonesca Centro, finendo la propria corsa contro una recinzione che è stata divelta.

Sul posto, oltre al personale del Suem 118 che ha prestato i primi soccorsi ai feriti, sono intervenuti anche i vigili del fuoco di Montebelluna. L’operazione più complicata? Far uscire dal fossato, dove si era incastrato, il mezzo pesante che aveva bloccato la propria corsa a pochi metri di distanza dal muro di una casa. Per farlo i pompieri hanno dovuto usare due autogru, una giunta da Treviso e l'altra da Montebelluna. Un’operazione completata, seppure tra mille difficoltà, dopo alcune ore quando la motrice e il rimorchio sono stati rimessi sulla carreggiata. Nel frattempo una squadra d'emergenza dell'Enel stava provvedendo a riportare tutto alla normalità e a far ritornare la luce. Dopo circa 4 ore la Schiavonesca è tornata ad essere transitabile. Cause e dinamica dell’incidente sono all’esame della Polstrada di Vittorio Veneto.

DI LUCIANO BELTRAMINI IL GAZZETTINO.IT

Sabato 18 Maggio 2013 - 10:26  

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PRIMO PIANO VICENZA Maltempo, città salva per appena 30 centimetri: Bacchiglione a 5,80 metri

18 Maggio 2013, 09:44am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

227437 2003962587951 5671684 nINSERITO DA KATIA PERROTTA Abitanti con il fiato sospeso fino a ieri: in 24 ore scaricati 230
millimetri di pioggia. E per domani previste nuove piogge

 

 

VICENZA - Tragedia sfiorata a Vicenza. L'incubo di una nuova alluvione, come quella di due anni e mezzo fa, è riafforato a causa di una perturbazione che, in ventiquattr'ore, ha scaricato quasi 230 millimetri di pioggia. La stessa quantità che, nel novembre 2010, mandò sott'acqua Vicenza. Due notti fa a ponte degli Angeli il Bacchiglione aveva toccato quota 5 metri e 80 centimetri, mentre ieri, intorno alle 14, si è registrata una piena a 5 metri e 50 centimetri.

FIATO SOSPESO. La città è rimasta col fiato sospeso per quasi due giorni, anche perché il limite oltre il quale il fiume sarebbe esondato era superiore di pochi centimetri, a 6 metri e 10. Ma non è finita. Se da un lato le nuvole stanno lasciando spazio al sole - nel pomeriggio di domani, tuttavia, sono previste nuove piogge - dall'altro l'emergenza non è rientrata. In città ci sono ancora molte strade chiuse e numerosi gli allagamenti. Alcuni quartieri sono addirittura isolati. È il caso di San Pietro Intrigogna, Cà Tosate e Debba. Le piene del Retrone e del Dioma hanno provocato inoltre problemi a Sant'Agostino e in zona industriale.

BOLLETTINO DI GUERRA. Sembra un bollettino di guerra quello snocciolato dal centro operativo comunale che ha gestito l'allarme. Per l'intera giornata di ieri hanno operato cinquanta volontari e venti squadre di protezione civile, più settanta dipendenti di Aim. Quaranta le motopompe in azione - in zona stadio e in via Brotton hanno evitato il peggio - mentre i sacchi distribuiti sono stati in tutto diecimila, per un totale di 95 tonnellate di sabbia.

STRADE CHIUSE. Diverse, come detto, le strade, chiuse. Si tratta di via Caperse, ponte di Debba, strada di Casale, San Pietro Intrigogna e Cà Tosate. Interrotta anche la tangenziale sud in entrambe le direzioni nel tratto tra Vicenza ovest e la Riviera Berica. Chiusi viale San Agostino, via Colombaretta, un tratto di contrà Santi Apostoli, stradella Sansigoli, viale Rumor, contrà Chioare e il sottopasso della Colombaretta. Nelle ore più critiche, Aim ha collocato cento transenne.

ALLAGAMENTI. La bomba d'acqua ha allagato 3,7 chilometri quadrati di aree (in occasione dell'alluvione furono 16,6 chilometri quadrati e, nel novembre dell'anno scorso, 2,3 chilometri quadrati). Sono soprattutto terreni agricoli a sud di Vicenza. Nei pressi dei ponti, Aim ha effettuato quindici interventi e raccolto 120 quintali di ramaglie che avrebbero ostruito torrenti e fiumi. Trecento le persone contattate per eventuali urgenze. Alcune, con problemi sociali, sono state trasferite all'albergo cittadino.

BACINO. «Il bacino di laminazione non può più attendere - commenta il sindaco Achille Variati - Bisogna separare la questione degli indennizzi da quella dell'interesse pubblico. La sicurezza della nostra città è ostaggio di una burocrazia troppo lenta ». Il primo cittadino segnala infine i punti più vulnerabili del capoluogo: «A Cà Tosate l'argine è troppo basso. Bisognerà alzarlo. Allo stadio c'è un problema a livello fognario che va risolto».

di Roberto Cervellin IL GAZZETTINO.IT

Sabato 18 Maggio 2013 - 09:37

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PRIMO PIANO Albero crolla su gazebo a Venezia Treviso: paura nei sottopassi allagati

18 Maggio 2013, 09:41am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

L'albero caduto sopra il gazebo a Venezia

 

 

 

 

 

 

 

227437 2003962587951 5671684 nINSERITO DA KATIA PERROTTA Danni in tutto il Veneto. Chioma investe auto a San Donà
Marca flagellata. E spuntano i girini "giganti" nel Padovano

VENEZIA - L'ondata di maltempo che ha flagellato ieri il Veneto e che ancora oggi preoccupa i cittadini ha causato molti danni a strade e abitazioni, senza dimenticare i campi: le colture, infatti, sono state letteralmente sommerse. 

La città di Venezia ha subito disagi per quanto riguarda la circolazione di persone (mancavano le passerelle e c'era acqua alta) e vaporetti. Inoltre un albero è crollato sopra un gazebo. Momenti di paura e disperazione, invece, nel Trevigiano, dove molte case sono state allagate e alcune auto sono rimaste bloccate nei sottopassi. Anche molti comuni del Padovano e del Veronese hanno vissuto momenti difficili. E oggi i cittadini restano con gli occhi puntati verso le nuvole, sperando che il cambio di vento (ieri era di Scirocco) riesca a spingerle lontano.


VENEZIA 
Albero crolla su un banchetto. 
Momenti di paura ieri nella città della laguna: un albero è crollato e si è abbattuto su un gazebo del mercatino biologico in Rio terà dei Pensieri, intorno alle 10. Due persone sono finite al pronto soccorso. Il titolare del banchetto, Renzo Malin, proprietario della fattoria "Ai Pavoni" di Ariano Polesine (in provincia di Rovigo) è stato colpito alla testa dal tronco: ha riportato un trauma cranico e una lesione alla schiena.

Acqua alta: mancano le passerelle. Disagi da acqua alta (110 centimetri) ieri pomeriggio: nonostante la marea non fosse eccessivamente sostenuta, mancavano le passerelle per poter camminare. Dal 1. maggio al 14 settembre, infatti, il servizio di posa è stato sospeso per motivi di ordine pubblico. 

Alcune zone della città sono rimaste isolate: le linee Actv sono state frazionate al raggiungimento di quota +95. Questo perché i mezzi non sarebbero riusciti a passare sotto i ponti più bassi. La punta massima di marea è arrivata a 110 cm alle 16.50 in realtà sotto la spinta dello scirocco è oscillata tra 108 e 110 cm per un’ora e 40 minuti, fino alle 17.30 e solo verso le 20 ha cominciato a defluire da quota 95. 

Al Lido ha piovuto dentro gli uffici della municipalità. Presidente e dipendenti sono stati costretti a cambiare stanza trovando una sistemazione di fortuna. È successo ieri mattina all'ex liceo Orseolo di via Sandro Gallo al Lido, dove gli uffici erano stati ristrutturati di recente. 

A Scorzè decine di strade allagate, centinaia di scantinati sott'acqua. Scorzé è stato il Comune del Miranese più colpito dall'alluvione di ieri. La situazione più critica si è vissuta a Rio San Martino, dove i vigili del fuoco sono dovuti intervenire con un mezzo-anfibio per accompagnare i bambini fuori dalla scuola elementare. Sott'acqua anche le frazioni di Peseggia e Cappella, la Castellana, via Ronchi e la zona industriale di Gardigiano. 

Noale sott'acqua via Ongari, via Ronchi e via Cerva, chiuse in tarda mattinata. A Martellago i fiumi Bazzera, Pievega e Dese hanno raggiunto livelli altissimi fino a tracimare: inondate via Cà Nove e laterali, Morosini, Trento, Motte, Val d'Aosta, allagati anche garage, scantinati. L'acqua ha invaso alcune abitazioni, come il gruppo di case in via Ca' Nove tra i civici 102 e 108, dove è arrivata anche a 20 centimetri. A Salzano disagi soprattutto nell'area di Robegano: chiuse le vie Vivaldi, Zigaraga, Mascagni e Scarlati. Qualche allagamento ma situazione molto più tranquilla a Mirano, Spinea e Santa Maria di Sala. La città di Chioggia è stata in balia delle forti raffiche di vento per tutto il giorno: rami spezzati e di fronde su case e strade. A Noventa idrovore in azione a Romanziol con garage e seminterrati sommersi anche da 50 centimetri d'acqua in via Veronese. 

San Donà: automobilista investito dalla chioma di un albero. Paura per una automobilista di 40 anni che, sulla Provinciale per Eraclea all'altezza del villaggio San Luca in via Lungo Argine Destro verso le cinque e mezza, si è vista crollare addosso la chioma di una pianta ad alto fusto: Suv distrutto ma conducente illesa. 


PADOVA
La cintura non ha subito violenti allagamenti: qualche strada sott'acqua a Vigonza, in zona Perarolo (via Rovigo), Busa e Barbariga. A Vigodarzere sono state allagate via Manzoni, Busiago, Tito Livio.Non è andata bene invece a Tavo, completamente invasa dall'acqua. A Cadoneghe è stata temporaneamente chiusa la passerella per il cedimento dei ferri su cui poggiano le piastre di camminamento sul ponte. 

San Giorgio delle Pertiche l'impianto idrovoro di Torre di Burri non ce l'ha fatta a far defluire tutta l'acqua in arrivo ed è stato necessario rinforzarlo con altri macchinari. Allagate le vie Piave, Patacchin, Breda, Trento e Bregatei. Nella frazione di Arsego gli alunni delle scuole sono stati riportati a scuola dopo le lezioni perché lo scuolabus non è riuscito a raggiungere molte case. Stessa situazione a Santa Giustina in Colle. Sott'acqua la frazione di Fratte. Isolate le scuole superiori Newton e Pertini in via Puccini a Camposampiero. A Trebaseleghe un'abitazione di via Bovi, a nord della frazione di Sant'Ambrogio, completamente circondata dall'acqua, è stata evacuata e i proprietari hanno trovato ospitalità da alcuni parenti. 

E compaiono i "girini giganti". Molte strade comunali sono state chiuse al traffico anche nelle frazioni di Fossalta Silvelle (Trebaseleghe). Con uno strano fenomeno: i fossati stracolmi d'acqua si sono riempiti di rane e soprattutto di girini "giganti", lunghi 2 centimetri.

Piombino Dese sott'acqua via Molinella e contra’ dei Vegri. Allagamenti su strade e campagne anche a Loreggia e nella frazione di Loreggiola (via Corner, Angeli, Europa Unita), Villanova, Campodarsego, Villa del Conte. A Borgoricco, nella frazione di San Michele delle Badesse, molti allagamenti sulle principali strade, nel tratto della regionale 308 comunale si sono aperte due voragini. 


TREVISO 
In città è stato inondato il sottopasso ferroviario di Sant'Angelo sino al livello della strada. Poco più in là anche via Ghirada è stata chiusa. Alcuni automobilisti sono rimasti bloccati e hanno dovuto abbandonare le vetture: la paura è stata tanta ma per fortuna non risultano esserci feriti. Bloccate tutte le auto parcheggiate vicino all'incrocio con via Einaudi. Giornata di passione nelle vicine via Pastrengo via Plinio dove gli abitanti si sono arrangiati con paratie di fortuna mentre i tombini pompavano acqua sulla strada invece di farla defluire.

Noalese sotto l'acqua nel tratto tra l'aeroporto e la Moncia. Dal fosso che corre lungo l'arteria è fuoriuscita una quarantina di centimetri d'acqua. Il formarsi di code chilometriche, complice la chiusura delle vie attorno a San Giuseppe per il Giro d'Italia, è stato immediato. E ancora peggio è andata a una decina di auto rimaste in panne in mezzo alla melma che ha invaso via dell'aeroporto.

A Preganziol la situazione più difficile. In via Bassa gli alunni della Comisso sono stati portati a casa uno ad uno dai genitori, arrivati a prenderli con pantaloni arrotolati alle ginocchia (il sindaco di Preganziol Sergio Marton ha decretato per oggi la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado). Il sottopasso ferroviario che collega via Franchetti al Terraglio è stato allagato da un metro d'acqua bloccando la circolazione. In tilt anche le pompe di sollevamento del sottopasso di via Baratta Nuova (zona Iperlando ed ovest del Terraglio) che è stato invaso da due metri d'acqua.

Momenti di apprensione anche per i clienti e i gestori dell'hotel Magnolia di Preganziol.L'albergo è stato invaso da oltre mezzo metro d'acqua. Stop al traffico anche a Sambughè, nel tratto di strada che collega la provinciale 106 di via Luisello a via Ca’ Pesaro e il Terraglio. 

A Mogliano la zona che ha registrato la maggiore criticità è stata quella di via Ronzinella. La pasticceria San Marco è stata per l'ennesima volta invasa dall'acqua. Sott'acqua anche alcuni scantinati e abitazioni delle laterali di via Ronzinella e di via Barbiero. 

A San Biagio di Callalta dura prova per gli argini dei fiumi Vallio e Meolo. In alcuni punti l'acqua è tracimata: chiuse al traffico le vie Roma e Bosco. Nelle frazioni allagati campi e circa una cinquantina di abitazioni.

Ieri a Morgano chiuso il tratto di provinciale Castellana tra il cimitero e il santuario della Madonna dell'Albera. La strada, infatti, è stata subito invasa dall'acqua che i fossi non sono riusciti a trattenere. Discorso simile per la provinciale 17 tra Quinto Badoere, allagata già da Santa Cristina sino all'altezza dell'incrocio tra via Settimo e via Barbasso. Nemmeno l'ex ferrovia si è salvata dal maltempo: l'acqua dei canali ha subito invaso anche via Ostiglia. A Casier sono tracimati i canali "Dosson" e "Bigonzo". 

VERONA
Una ventina di famiglie evacuate, case di nuovo allagate, un centinaio di persone costrette a passare la notte in una palestra. Inagibile la strada regionale 11 tra Soave (nella foto il centro della città)e San Bonifacio.

VICENZA
Quartieri allagati, strade chiuse, traffico in tilt. Vicenza in ginocchio. Molte le strade chiuse: strada del Tormeno, strada della Commenda, via Porciglia e via Della Scola. Off limits anche i sottopassi di via Martiri delle Foibe e di strada della Colombaretta. Le aree pià vulnerabili sono andate tutte sott'acqua. Oltre a quelle a ridosso di ponte degli Angeli e di parco Querini, hanno registrato allagamenti strada Biron di Sotto e Biron di Sopra, via dell'Edilizia, viale Sant'Agostino, strada di Casale e via della Stanga.

IL GAZZETTINO.IT

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NEWS IMPORTANTI E ANTEPRIMA Pensione di 350 euro al mese, 65enne ruba cibo per fame

17 Maggio 2013, 20:06pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

povera

 

 

 

 

 

228083 1047752848357 3575 nPROPOSTO DA GIUSEPPE D'ALESSANDRO TRIESTE  – Apparentemente la storia è quella di un semplice taccheggio, un furto di quelli che sempre più spesso accadono nei supermercati, in realtà è una vicenda di ordinaria povertà. È accaduto l’altra sera al Despar di via San Francesco.

Ma questa volta una pensionata di 65 anni, residente in città, dopo aver rubato tre fusi di pollo e un pezzo di parmigiano per il valore complessivo di 7 euro e 50 centesimi e dopo essere stata scoperta alla cassa, ha chiesto invano – alla presenza della polizia – di poter pagare quei soldi del pollo e del formaggio dopo il 15 perché non aveva ancora ricevuto l’accredito della pensione.

Il responsabile del supermercato contattato al telefono dalla cassiera di fronte agli agenti, ha replicato riferendole che doveva sporgere denuncia. Così la pensionata per aver rubato tre pezzi di pollo e uno spicchio di parmigiano si trova ora indagata con l’accusa di furto aggravato. Aggravato dal fatto che aveva tolto il cellophane dal formaggio, esercitando, secondo il codice violenza sulle cose. In pratica la denuncia, d’ufficio, è stata trasmessa direttamente alla procura della Repubblica. Racconta la donna: «La mia pensione non arriva a 350 euro. Ho tante difficoltà, ma alla cassiera ho detto che avrei pagato non appena ricevuti i soldi». Aggiunge: «È la prima volta che mi capita una cosa del genere. Mi dispiace. Ma avevo bisogno di quel cibo». [...] ilpiccolo

FONTE http://www.imolaoggi.it/?p=50505

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NEWS IMPORTANTI E ANTEPRIMA Marra: Ecco perché stanno per uccidere il PM Paolo Ferraro (ascolta l’audio dell’udienza di ieri 16.5.2013 per nominargli un amministratore di sostengo pur essendo egl

17 Maggio 2013, 19:57pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

 

228083 1047752848357 3575 n-copia-1PROPOSTO DA GIUSEPPE D'ALESSANDRO Paradossalmente il Dott. Mario Rosario Ciancio – Presidente della I Sezione bis dell’Ufficio del Giudice Tutelare del Tribunale Civile di Roma – che ovviamente sa tutto (sono cose di dominio pubblico), e che ha dichiarato che si pronunzierà entro un mese circa, potrebbe decidere di dichiarare pazzo il pur sanissimo PM Paolo Ferraro per salvargli la vita. Ciò in relazione all’udienza di ieri, 16.5.2013, per la conclusione dell’incredibile procedimento per la nomina di un amministratore di sostegno per Paolo Ferraro, difeso dall’avv. Antonella M. Rustico, dall’avv. Salvatore Frattallone, e da me (da parte mia soprattutto per gli aspetti socio-politici e ‘dietrologici’, perché – salvo a sapere, perché lo frequento, che Paolo è sano come un pesce – non avevo seguito fin qui gli aspetti formali della questione, anche se ora lo difendo dinanzi al Consiglio di Stato contro il provvedimento del CSM con il quale lo hanno destituito). L’eventuale tentativo di Ciancio di salvargli la vita dichiarandolo pazzo sarebbe però inutile: lo uccideranno lo stesso. È vero infatti che se venisse riconosciuta la sua d’altra parte palese sanità e venisse ripristinato nel suo ruolo di PM causerebbe un maxi processo in seguito al quale moltissimi magistrati e uomini di punta delle istituzioni italiane ed europee, del Governo, dell’esercito, dei media eccetera sarebbero travolti, e che i fatti, una volta sfondati i muri del silenzio della cosca mediatica, trasformerebbero la collettività in un’univoca moltitudine ruggente che li spazzerebbe via tutti. Ma è vero anche che ormai non c’è più niente da fare: le cose sono state dette e troppi sono intenzionati a portarle avanti, a partite da me, e non possono ucciderci tutti. Senza contare che l’uccisione di Paolo è inevitabile solo perché sono degli idioti e perderanno il controllo, ma, non solo non servirà a niente neanch’essa, ma anzi la vista del suo cadavere renderà ancora più furiosa la società, sempre più inviperita a causa del silenzio della cosca mediatica. Una complessa situazione in cui bisognerà poi vedere che ruolo ha il fatto che il PM e il giudice Ciancio sono stati scelti, perché manca in Italia una legge sulle assegnazioni delle cause. Mancanza di una legge che – ho scritto una trentina di anni fa – è uno strumento per la predeterminazione dell’esito dei giudizi, nel senso che, per la scelta dei giudici e dei PM, si seguono di solito criteri automatici (prefissati, ma non per legge), salvo nei casi in cui qualcuno che vi ha interesse e ne ha il potere decide di fare diversamente. Cose che non posso dire se siano avvenute nel caso specifico perché non lo so (se lo sapessi lo direi) potendo però dire che sussistono le condizioni normative perché in questo come in altri casi il PM e il giudice possano essere stati concordati o magari anche solo scelti per il tipo di cultura, gli orientamenti, le posizioni psicologiche, le inclinazioni, i trascorsi, le appartenenze, e insomma per fare in modo che l’esito del giudizio sia in un modo o nell’altro segnato a priori. In ogni caso una cosa è certa: la magistratura non può permettersi il lusso che Paolo sia sano di mente. Anch’io, infatti, sostengo che la magistratura, l’esercito, le istituzioni, i governi, sono pieni di criminali deviati che è inesatto finanche definire massoneria, perché sono solo una cosca internazionale (bilderberg e altro) che decide le sorti delle democrazie e nello stesso tempo è persino dedita a follie tipo i riti satanici, le violenze sessuali, il condizionamento subliminale del pensiero, e che tutta questa gentaglia è dietro la strategia della tensione, le stragi, l’abbattimento delle torri gemelle, la finta uccisione di Bin Laden, morto dieci anni prima di essere stato ‘ucciso’ da Obama, eccetera eccetera. Solo che Paolo su queste cose ha fatto delle indagini come PM, ed ha in mano prove, fatti e cose che possono dimostrarle in un processo, ed era lì lì per presentare le richieste di arresti e rinvii a giudizio. Un processo che, se lo ripristinassero nel ruolo, non sarebbe più possibile insabbiare, come si è sempre fatto, perché ormai sono troppi quelli che sanno e dicono in ogni dove che politica, istituzioni e media sono una cosca criminale che opera ai danni della collettività e che la magistratura è globalmente collusa culturalmente e in buona parte anche materialmente corrotta. Ciò detto, caro Ciancio, poiché ieri ho capito che sei un uomo di buona volontà, posso farti una richiesta non proprio rituale, ma giustificata dalla gravità della situazione? Una ritualità che d’altra parte, lo sai bene, è ormai solo nelle forme e nelle rappresentazioni che ne dà la cosca mediatica, ma non esiste nei fatti perché, dietro il sipario, accade di tutto e c’è una lotta bestiale su come dovranno essere decise le cause che contano. Insomma la mia proposta è: vogliamo incontrarci tu, Antonella Rustico, Salvatore Frattallone e io, e cercare di trovare una soluzione concordata per evitare di dover dichiarare pazzo Paolo Ferraro come unica soluzione per evitare che lo uccidano? Anche perché – lo mando a dire a coloro che tremano per la diffusione delle notizie dei crimini in grembiulino che hanno commesso – in fondo non è un problema: siete così tanti che non vi si può far niente: siete un partito, siete un esercito.. Come vi si potrebbe punire tutti? Non sono infatti collusi – per aver taciuto in un silenzio che è assenso – l’intera magistratura, l’intera politica, le intere istituzioni e i media? Insomma, miei cari, carissimi criminali mediatici e Istituzionali, non preoccupatevi, sono un ‘immoralista’, perché i moralisti mi fanno schifo, e vi assicuro: non potrà che esserci una generale amnistia, e alla fine sono anche certo che diverremo tutti amici, rideremo insieme e magari una volta, per farvi piacere, vi accompagnerò anche a puttane, perché sappiate che, e badate che non scherzo, se siete così stronzi è solo a causa dell’errata concezione di sessualità che avete voi stessi istituito per poter realizzare il tipo di potere di cui siete espressione. E se non mi credete leggete il mio Dialogo tra l’uomo generico e il potere, di cui a La storia di Giovanni e Margherita, e vedrete che ve lo sto dicendo dal 1985.

17.5.2013 Alfonso Luigi Marra

http://www.signoraggio.it/marra-ecco-perche-stanno-per-uccidere-il-pm-paolo-ferraro-ascolta-laudio-delludienza-di-ieri-16-5-2013-per-nominargli-un-amministratore-di-sostengo-pur-essendo-egli-sanissimo-di-mente/

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NEWS IMPORTANTI E ANTEPRIMA TREVISO «Correte, mi sta picchiando»: mamma disperata denuncia il figlio di 16 anni

17 Maggio 2013, 14:16pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.gazzettino.it/MsgrNews/HIGH/20130517_violenza_donne.jpg

 

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Il ragazzino le ha sferrato un pugno in pieno volto e non era la prima volta: l'aveva maltrattata anche davanti al padre TREVISO - Una brutta vicenda di disagio famigliare quella che vede protagonista un ragazzino ribelle e violento. L'altro ieri ai carabinieri di Fontanelle è arrivata la telefonata di una madre disperata che dopo l'ennesima aggressione si è decisa a denunciare il figlio sedicenne. Un gesto di coraggio, certamente doloroso per una mamma, ma altrettanto sicuramente fatto a fin di bene, per cercare di riportare sul giusto cammino quel figlio dal carattere difficile. Quando gli uomini dell'Arma sono arrivati a casa della donna, una 50enne di Mansuè, il ragazzino era ancora notevolmente agitato. In preda a un raptus di rabbia, ha sferrato un pugno in pieno viso alla madre. L'ennesimo gesto violento, l'ennesimo scatto d'ira. I carabinieri hanno cercato di tranquillizzarlo e riportarlo alla ragione, ma il 16enne non voleva saperne di calmarsi, nemmeno alla presenza degli uomini in divisa. Così i militari hanno richiesto l'intervento del 118. I sanitari, dopo aver medicato la donna, hanno portato il ragazzino all'ospedale di Oderzo dove è stato trattenuto per qualche ora presso il reparto psichiatrico. Una volta calmato, è stato dimesso. Non era la prima volta che il sedicenne si scagliava violentemente contro la madre. Lo aveva fatto altre volte anche in presenza del padre che aveva cercato di fermare il figlio. Un ragazzino dal carattere difficile, con notevoli problemi di rendimento a scuola. Più di una volta si è allontanato da casa, sfuggendo al controllo dei genitori, per poi tornare a casa spontaneamente. I carabinieri hanno avvertito i servizi sociali e valutata la situazione il ragazzino è stato affidato ad una coppia di parenti, in attesa di trovare una soluzione definitiva. Situazione che sarà valutata anche dal tribunale per i minori, dal momento che il 16enne è stato denunciato per violenza e lesioni. Per lui potrebbero aprirsi le porte di una comunità giovanile di recupero.

IL GAZZETTINO

17.05.2013.

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NEWS IMPORTANTI E ANTEPRIMA IL MALTEMPO SUL VENETO: UN MORTO. GRAVE UNA DONNA TRAVOLTA DA UNA FRANA

17 Maggio 2013, 14:02pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

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VERONA - C'è il primo morto per il maltempo che si sta abbattendo sull'Italia, in special modo sul Veneto.È Anche la giornata di oggi, nel Nord e Centro Italia, è stata caratterizzata da forti venti, piogge intense, frane, smottamenti, addirittura neve in Valle D'Aosta, e una situazione critica dei fiumi in Veneto, dove la Protezione civile ha decretato lo stato di allarme fino alla mezzanotte di venerdì e il comune di Vicenza ha invitato i cittadini a mettere al sicuro beni e auto. Ma c'è stata anche una vittima nei pressi di Verona. Il cadavere di Giuseppe Maschi, 58 anni, è stato recuperato dai vigili del fuoco in un'autorimessa di Lavagno (Verona). Le ricerche erano iniziate già nella notte dopo la segnalazione di una persona dispersa in un'autorimessa seminterrata completamente allagata. Stamattina il ritrovamento del corpo da parte dei sommozzatori di Venezia.

DONNA TRAVOLTA DA UNA FRANA: E' GRAVE
A Montalto, in provincia di Verona, una frana ha travolto un'auto su cui viaggiava una donna di 53 anni, tratta in salvo dal pronto intervento dei vigili del fuoco e sanitari del Suem 118 ed è ora ricoverata in prognosi riservata. La vettura condotta dalla donna, mentre transitava per una strada secondaria, è stata letteralmente spinta in una scarpata da una frana che ha poi parzialmente invaso l'auto con il fango. 

A PAVIA PREOCCUPA IL LIVELLO DEL PO
In Lombardia cresce l'attenzione, in provincia di Pavia, per il livello dei fiumi e a preoccupare, in particolare, è la situazione del Po. L'onda di piena del fiume Po nel territorio è prevista nel tardo pomeriggio, dopo le 16. Al punto di rilevamento del Ponte della Becca il Po dovrebbe raggiungere l' altezza di circa 4 metri sopra lo zero idrometrico; stamattina alle 7 era di 3 metri e 8 centimetri sopra lo zero. Resta sotto controllo il Ticino che, per il momento, non desta preoccupazioni. Per il momento il Ponte della Becca rimane aperto. Nel pomeriggio verrà valutata la situazione e si deciderà se chiuderlo o meno. A Piacenza, intanto, nelle ultime 24 ore il Po è salito di tre metri ed è scattata l'allerta della protezione civile. 

ALLARME ANCHE IN FRIULI
Situazione critica in Friuli. Anche in Friuli Venezia Giulia ha piovuto tutta la notte soprattutto a nord ovest. Durante la notte, la strada regionale 251 della Valcellina è stata chiusa a causa dell'esondazione del torrente Varma, ma è stata già riaperta alle 5.30. Cinque squadre con 15 volontari comunali di Protezione Civile del Pordenonese rimangono in monitoraggio sul territorio. Nel Pordenonese, sul Piancavallo in 24 ore sono caduti 247 mm di pioggia, a Polcenigo 220 mm e ad Andreis 214.Le portate provenienti dai bacini montani Il Genio civile di Pordenone mantiene attivo il Servizio di piena sul fiume Livenza, nei tratti di propria competenza. del Cellina e Meduna, grazie all'invaso di Ravedis, hanno raggiunto un valore massimo complessivo di portata in uscita di soli 524 mc/s all'una di questa notte, per poi diminuire ai 262 mc/s delle ore 5, tornando al di sotto del livello di guardia. Le piogge tenderanno a esaurirsi nel pomeriggio o verso sera. 

 

LEGGO.IT

17.05.2013.

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