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giornalino associazione diversabili penisola sorrentina della dott.rosa de martino

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO “Insieme, Uguali, Diversi”. La battaglia della disabilità

29 Dicembre 2016, 12:19pm

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO “Insieme, Uguali, Diversi”. La battaglia della disabilità

INSERITO DA MORENA MOTTA La settimana scorsa si è tenuta l’assemblea costituente di un nuovo coordinamento nazionale a tutela dei diritti delle persone con disabilità e disagio mentale: Insieme, Uguali, Diversi. Per la prima volta, il mondo della disabilità e quello del disagio mentale, vengono uniti sotto un’unica organizzazione ci spiega Umberto Emberti Gialloreti, uno dei promotori dell’iniziativa , nonché presidente della “Consulta Cittadina Permanente sui problemi delle Persone Handicappate” di Roma, e lui stesso affetto da cecità. «Riteniamo che sia venuto il momento che la rivendicazione del diritto di eguaglianza di ogni cittadino a prescindere dalla condizione personale, come sancito nell’articolo 3 della Costituzione italiana, venga portato avanti unitariamente. Il mondo della disabilità è molto diviso: è l’ora di unirlo, unitamente a quello del disagio mentale ».

Esistono già due grandi federazioni nazionali a tutela della disabilità: la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e la FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle persone con Disabilità). E dunque da dove nasce l’esigenza della creazione di una nuova organizzazione nazionale? «La spinta di queste due grandi organizzazioni –La FISH e la FAND- ha conosciuto un forte rallentamento e distacco dalla realtà che le persone con disabilità e disagio mentale vivono quotidianamente» spiega il presidente Gialloreti «E così sono nati una serie di movimenti spontanei, e soprattutto indipendenti dalle due federazioni. Ci sta oramai un evidente scollamento tra le persone che, a torto o a ragione, non si sentono più efficacemente rappresentate, e le organizzazioni stesse che dovrebbero rappresentarle. Tra l’altro il tema della crisi della rappresentanza sta interessando tutte le categorie: da quella politica a quella sindacale».

Per esempio, nella battaglia contro il nuovo calcolo dell’ISEE, che considerava come reddito l’indennità d’accompagnamento ed altre indennità riconosciute alle persone con disabilità, si erano formate tre cordate in contrasto con la scelta del governo, indipendenti dalle due grandi organizzazioni «Forse se ci fosse stato già un coordinamento come” Insieme, Uguali, Diversi” si sarebbe evitata questa divisione e avremmo lottato unitariamente contro la gravissima scelta del governo. Per fortuna poi abbiamo vinto sia al TAR che al Consiglio di Stato; ma questo era solo un esempio per mostrare l’utilità di un soggetto unico e nazionale, e la perdita di presa delle due grandi associazioni, che hanno osservato da lontano la situazione, senza prenderne parte attiva » ripete l’Ing. Gialloreti.

Quella del nuovo coordinamento sarà anche e soprattutto una battaglia di diritto, una battaglia collettiva di un mondo che non vede rispettata la Costituzione «Noi chiediamo l’esigibilità immediata dei diritti garantiti dalla Costituzione e delle leggi che da essa discendono. Infatti, è veramente garantito l’articolo 3, che proprio dell’inclusione ne recita il paradigma? Noi crediamo di no…E l’articolo 33 e 34 sul diritto allo studio? Su questo punto ricordo cos’è successo a Roma a Settembre in alcuni municipi, dove non c’erano sufficienti assistenti AEC (Assistente Educativo e Culturale). Dunque, a quei bambini che non potevano andare a scuola, è stato negato un diritto: diritti sanciti che non sono resi esigibili. Noi ci siamo stancati di avere una bellissima costituzione, che poi rimane solo sulla carta» afferma con convinzione il presidente della Consulta.

Ci sta un’altra questione cruciale in questa battaglia per il rispetto dei diritti costituzionali: la subordinazione dei diritti alle disponibilità finanziarie. Una visione economicistica che impone un ragionamento economico su diritti che dovrebbero essere forniti dallo stato a prescindere «Non è che si può tentare di trovare i soldi per gli assistenti AEC a pochi giorni dell’inizio delle scuole; quei soldi si devono tirar fuori, altrimenti viene leso un diritto. Qui non si parla dell’erogazione di un servizio che offre lo stato, ma di qualcosa di ben più alto e sostanziale: appunto un diritto costituzionale».

In Italia siamo ancora indietro sul rispetto dei diritti delle persone con disabilità e disagio mentale «Ad Agosto di quest’anno abbiamo avuto un’ispezione della commissione Onu sull’effettivo rispetto della convenzione Onu sul diritto delle persone con disabilità; Bè, non ne siamo usciti molto bene, anzi siamo stati criticati. Per esempio, perché l’Italia è l’unico paese europeo, insieme al Lussemburgo, a non aver adottato la Lingua internazionale dei segni, che permette la vera integrazione dei non udenti?» si domanda l’Ing. Gialloreti. E questi sono solo piccoli esempi di negazione di diritti che migliaia di disabili e persone con disagio mentale, sono costrette a vivere giornalmente.

«C’è un’altra cosa che vorrei dire. Di solito noi non veniamo rappresentati normalmente dai media; ma sempre con pietismo o attraverso atti eroici, spesso dal punto di vista sportivo. Nel resto dei casi rimaniamo in un limbo silenzioso e defilato. Quella che manca del racconto del nostro grande mondo è una rappresentazione “normale”. Perché io, in fin dei conti, mi sento un normale cittadino» conclude il presidente con una punta di stizza.

FONTE di Federico Annibale ARTICOLO 21

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Isee e disabilità: cosa va dichiarato nella DSU? I chiarimenti dell’INPS

29 Dicembre 2016, 12:17pm

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO  Isee e disabilità: cosa va dichiarato nella DSU? I chiarimenti dell’INPS

INSERITO DA MORENA MOTTA Aggiornate le FAQ dell’INPS su contributi e trattamenti erogati a sostegno dei cittadini con disabilità rispetto all’Indicatore della situazione economica equivalente Rispetto a Isee e disabilità, come sappiamo, le modifiche introdotte dal dl n. 42/2016 (convertito dalla legge n. 89/2016) nel recepire le sentenze della giustizia amministrao-le-famiglie-vincono-il-ricorso">tiva, hanno escluso dall’Indicatore della situazione economica equivalente la rilevanza dei trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari ai fini Irpef. Nei giorni scorsi, inoltre, l’INPS ha aggiornato, di concerto con il Ministero del Lavoro e la Consulta nazionale del Caf, le FAQ che riguardano la nuova procedura di determinazione dell’Indicatore della situazione economica equivalente, fornendo risposte redatte in base ai quesiti della consulta nazionale dei CAF, e valide dal 29 maggio 2016. PRESTAZIONI E CONTRIBUTI EXTRA INPS – Il documento delle Faq Isee, in particolare, dà indicazioni utili rispetto a tutti i contributi o prestazioni a sostegno della persona con disabilità, erogati da enti diversi dall’INPS (es. Regione, Comune, Inail etc). Vanno quindi indicati oppure no nella DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica)? Parliamo, ad esempio, del contributo per l’abbattimento delle barriere architettoniche, dei voucher per servizi all’infanzia, degli assegni di cura, ma anche di bonus gas e elettrico e di altre forme di compartecipazione al costo di beni o servizi del disabile. A questa domanda l’Istituto risponde che NON devono essere inseriti nel quadro FC4 , a prescindere dalla rendicontazione, i contributi erogati a titolo di rimborso per spese che la persona con disabilità e/o non autosufficienza ha la necessità di sostenere per svolgere le sue attività quotidiane, come ad esempio: - i contributi per l’assistenza indiretta, - i contributi per la vita indipendente, - gli assegni di cura in relazione a invalidità, - i contributi per l’abbattimento delle barriere architettoniche, - i contributi per l’acquisto di prodotti tecnologicamente avanzati, - i contributi per il trasporto personale e ancora: Non costituiscono trattamenti e non devono perciò essere indicat</strong>i le eventuali: - esenzioni e/o agevolazioni per il pagamento di tributi, - le riduzioni nella compartecipazione al costo dei servizi, - le erogazioni di buoni servizio e/o voucher che svolgono la funzione di sostituzione di servizi. Analogamente Nonstrong> devono essere indicati i contributi che sono erogati a titolo di rimborso spese, poiché, assimilabili, laddove rendicontati, alla fornitura diretta di bene e/o servizi. Non costituisce trattamento assistenziale,<strong> previdenziale ed indennitario e non va indicato il rimborso spese per le famiglie affidatarie di persone minorenni. PENSIONE DI GUERRA - In caso di pensione di guerra, si specifica che questo tipo di trattamenti sono esclusi dalla nozione di “reddito disponibile” di cui all’art. 5 del DL 201/2011, come convertito ex lege 214/2011 in quanto connessi alla condizione di disabilità. Pertanto, non vanno indicati in DSU. Si specifica però che i trattamenti pensionistici di guerra “indiretti” (ossia concessi ai familiari nel caso il danneggiato non abbia mai usufruito in vita di alcun beneficio) e di reversibilitàong> (ossia concessa ai familiari alla morte del danneggiato che aveva fruito in vita di una forma pensionistica di guerra), non riferendosi alla condizione di disabilità ma al rapporto di parentela con il danneggiato, vanno indicati in DSU. HOME CARE PREMIUM – Rispetto al Contributo per l’assistenza domiciliare Home Care Premium anche in questo caso non vanno indicati nella DSU, poiché si tratta sempre di trattamenti percepiti in ragione di una condizione di disabilità. RENDITA INAIL DA INVALIDITÀ PERMANENTE – Rispetto al soggetto che percepisce una rendita di invalidità permanente INAIL, ci sono due distinguo: 1) se ha un grado di invalidità rientrante tra quelli previsti dalla normativa lsee, NON si dichiara la rendita e si barra una della casella relative al grado di disabilità (media, grave, non autosufficienza) in modo che venga applicata la maggiorazione dello 0,50 al parametro della scala di equivalenza; 2) se ha un grado di invalidità che non rientra tra quelli previsti dalla normativa lsee, NON si dichiara la rendita e NON si barra una delle casella relative al grado di disabilità in modo che NON venga applicata la maggiorazione dello 0,50 al parametro della scala di equivalenza. Se invece il beneficiario è un soggetto che incassa la rendita da invalidità permanente INAIL a titolo di reversibilità (in quanto erede), l'importo va dichiarato nella DSU in quanto non è percepito in funzione della propria disabilità. SORDI PRE LINGUALI – Infine, tra le FAQ aggiornate, si trova la specifica recente che stabilisce che i sordi pre-linguali (di cui alle leggi 381/1970 e 508/1988) rientrano nella categoria dei disabili gravi ai fini ISEE perché implicitamente richiamate dall'art 50 della legge 342/2000 che evoca gli allora "sordomuti".

FONTE DISABILI.COM

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO

28 Dicembre 2016, 10:23am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

A CURA DI MICHELE PAPPACODA Un Protocollo d’Intesa è stato siglato in questi giorni tra l’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) e l’UISP (Unione Italiana Sport per Tutti), allo scopo di collaborare per la predisposizione, l’organizzazione e la realizzazione di progetti inerenti la promozione e prevenzione della salute e l’autonomia personale da attuare mediante l’attività sportiva, perché sempre di più possa essere non solo difeso, ma fruito, il diritto allo sport per tutti

Partita di torball

Una partita di torball, il “calcio con palla sonora” che è uno degli sport più praticati dalle persone con disabilità visiva

Un Protocollo d’Intesa è stato siglato in questi giorni tra l’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) e l’UISP (Unione Italiana Sport per Tutti), allo scopo, come si legge nel documento, «di collaborare per la predisposizione, l’organizzazione e la realizzazione di progetti inerenti la promozione e prevenzione della salute e l’autonomia personale da attuare mediante l’attività sportiva».

«Come UICI – dichiara Mario Barbuto, presidente nazionale dell’Associazione – abbiamo in programma per l’anno prossimo un meeting su sport e disabilità, per presentare le storie di successo riguardanti la passione sportiva da parte delle persone con disabilità, e che possa allo stesso tempo coinvolgere l’opinione pubblica e stimolare la Pubblica Amministrazione e gli Enti Locali, e ci piacerebbe organizzarlo proprio insieme all’UISP. Siamo contenti di poter lavorare con quest’ultima organizzazione per la promozione delle attività fisiche, motorie e sportive per le persone con disabilità visiva, perché lo sport rappresenta, per tutti e per noi disabili in modo particolare, un fondamentale strumento di inclusione».
«Per noi – afferma dal canto suo Vincenzo Manco, presidente nazionale dell’UISP – questa è una bella opportunità. Voglio dunque ringraziare chi ha gestito questo passaggio, e in particolare Mauro Rozzi, presidente dell’UISP Emilia Romagna e Stefano Tortini, vicepresidente nazionale dell’UICI. Come UISP, fin da subito mobiliteremo i nostri Comitati Territoriali a prendere contatti con i numerosi gruppi dell’UICI che si occupano di sport, per intraprendere nuove opportunità di collaborazione e organizzare insieme iniziative sportive, perché sempre di più possa essere non solo difeso, ma fruito, il diritto allo sport per tutti». (C.G. e S.B.)

SUUPERANDO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Un’intesa utile a consolidare il diritto allo sport per tutti

28 Dicembre 2016, 10:21am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Un Protocollo d’Intesa è stato siglato in questi giorni tra l’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) e l’UISP (Unione Italiana Sport per Tutti), allo scopo di collaborare per la predisposizione, l’organizzazione e la realizzazione di progetti inerenti la promozione e prevenzione della salute e l’autonomia personale da attuare mediante l’attività sportiva, perché sempre di più possa essere non solo difeso, ma fruito, il diritto allo sport per tutti

Partita di torball

Una partita di torball, il “calcio con palla sonora” che è uno degli sport più praticati dalle persone con disabilità visiva

Un Protocollo d’Intesa è stato siglato in questi giorni tra l’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) e l’UISP (Unione Italiana Sport per Tutti), allo scopo, come si legge nel documento, «di collaborare per la predisposizione, l’organizzazione e la realizzazione di progetti inerenti la promozione e prevenzione della salute e l’autonomia personale da attuare mediante l’attività sportiva».

«Come UICI – dichiara Mario Barbuto, presidente nazionale dell’Associazione – abbiamo in programma per l’anno prossimo un meeting su sport e disabilità, per presentare le storie di successo riguardanti la passione sportiva da parte delle persone con disabilità, e che possa allo stesso tempo coinvolgere l’opinione pubblica e stimolare la Pubblica Amministrazione e gli Enti Locali, e ci piacerebbe organizzarlo proprio insieme all’UISP. Siamo contenti di poter lavorare con quest’ultima organizzazione per la promozione delle attività fisiche, motorie e sportive per le persone con disabilità visiva, perché lo sport rappresenta, per tutti e per noi disabili in modo particolare, un fondamentale strumento di inclusione».
«Per noi – afferma dal canto suo Vincenzo Manco, presidente nazionale dell’UISP – questa è una bella opportunità. Voglio dunque ringraziare chi ha gestito questo passaggio, e in particolare Mauro Rozzi, presidente dell’UISP Emilia Romagna e Stefano Tortini, vicepresidente nazionale dell’UICI. Come UISP, fin da subito mobiliteremo i nostri Comitati Territoriali a prendere contatti con i numerosi gruppi dell’UICI che si occupano di sport, per intraprendere nuove opportunità di collaborazione e organizzare insieme iniziative sportive, perché sempre di più possa essere non solo difeso, ma fruito, il diritto allo sport per tutti». (C.G. e S.B.)

SUPERANDO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Sempre i Diritti prima dei bilanci

28 Dicembre 2016, 10:18am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA «È la garanzia dei diritti incomprimibili ad incidere sul bilancio, e non l’equilibrio di questo a condizionarne la doverosa erogazione»: lo si legge in una recente Sentenza della Corte Costituzionale, destinata presumibilmente a diventare un “punto fermo”, e riguardante, nello specifico, una controversia tra la Regione Abruzzo e la Provincia di Pescara, centrata sul trasporto scolastico degli alunni con disabilità

Corte Costituzionale

La Corte Costituzionale

Non potrà certo essere facilmente ignorata ed è anzi probabilmente destinata a diventare un “punto fermo”, la Sentenza 275/16, depositata il 16 dicembre scorso dalla Corte Costituzionale, riguardante una controversia tra la Regione Abruzzo e la Provincia di Pescara, centrata sul trasporto scolastico degli alunni con disabilità.

Nello specifico, la Regione Abruzzo aveva negato in parte il finanziamento del 50% per il servizio di trasporti degli alunni con disabilità alla Provincia di Pescara, avvalendosi dell’articolo 6, comma 2 bis della Legge Regionale 78/78, aggiunto dall’articolo 88, comma 4 della Legge Regionale 15/04, ove si parla di erogazione garantita «nei limiti della disponibilità finanziaria determinata dalle annuali leggi di bilancio e iscritta sul pertinente Capitolo di spesa».
Ebbene, di fronte a ciò, categorico appare quanto scritto dalla Consulta, secondo la quale «non può […] essere condiviso l’argomento secondo cui, ove la disposizione impugnata non contenesse il limite delle somme iscritte in bilancio, la norma violerebbe l’art. 81 Cost. [della Costituzione, N.d.R.] per carenza di copertura finanziaria. A parte il fatto che, una volta normativamente identificato, il nucleo invalicabile di garanzie minime per rendere effettivo il diritto allo studio e all’educazione degli alunni disabili non può essere finanziariamente condizionato in termini assoluti e generali, è di tutta evidenza che la pretesa violazione dell’art. 81 Cost. è frutto di una visione non corretta del concetto di equilibrio del bilancio, sia con riguardo alla Regione che alla Provincia cofinanziatrice».
Fondamentale, infine, appare il principio fissato dalla Corte Costituzionale – e non è la prima volta – secondo cui «è la garanzia dei diritti incomprimibili ad incidere sul bilancio, e non l’equilibrio di questo a condizionarne la doverosa erogazione [grassetto nostro nella citazione, N.d.R.]». (S.B.)

SUPERANDO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Studenti disabili. Troppe le ore passate fuori classe con il docente di sostegno: a rischio il principio di inclusività

27 Dicembre 2016, 16:00pm

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Studenti disabili. Troppe le ore passate fuori classe con il docente di sostegno: a rischio il principio di inclusività

INSERITO DA MORENA MOTTA Quante ore svolgono in classe gli studenti disabili e che tipo di attività svolgono? I dati ISTAT rispondono a queste domande.

Gli insegnanti di sostegno, in entrambi gli ordini scolastici, svolgono prevalentemente con l’alunno attività di tipo didattico (per l’80,6% nella scuola primaria e per l’82,8% della scuola secondaria di primo grado) anche se c’è una quota, pari al 15,6% nella primaria e al 12,9 nella secondaria, che svolge prevalentemente attività di mediazione, intendendo con questa anche il contenimento di comportamenti problematici, causa molto spesso di allontanamento dal gruppo classe. È residuale invece la quota di insegnanti di sostegno che svolge prevalentemente attività di tipo assistenziale (intorno al 3% in entrambi gli ordini scolastici).

Dallo studio appena diffuso da ISTAT gli alunni con disabilità passano in media 24,9 ore settimanali all’interno della classe per la scuola primaria e 22,5 per quella secondaria e seguono attività didattica al di fuori della classe per un numero residuale di ore, in media 3,5 ore settimanali nella scuola primaria e 4,1 nella scuola secondaria di primo grado.

Un dato in peggioramento rispetto a quello della media del quinquennio 2010/2011 – 2014/2015 che evidenziava una frequenza media in classe degli alunni della scuola primaria con disabilità lieve di 25,4 ore e 3,36 fuori. In peggioramento anche il dato relativo alla scuola secondaria: infatti la media del quinquennio sopra indicato era di 22,9 ore in classe e 3,9 ore fuori. E se i livelli di abilità diventavano più bassi il numero medio di ore dentro scendeva a 15,8 e fuori 9,4.

E’ un dato non certamente positivo: il processo d’inclusione scolastica dovrebbe prevedere che tutta l’attività didattica sia svolta in classe insieme ai compagni, anche in forma di compresenza tra insegnante di sostegno e curriculare, e che ci sia, inoltre, una completa partecipazione dell’alunno con disabilità a tutte le attività scolastiche comprese le gite di istruzione e le uscite didattiche brevi (si legga Sostegno e viaggi d’istruzione. Non partecipa il 20% degli studenti, se è previsto il pernottamento a questo proposito )

Ricordiamo anche che nell’atto di indirizzo del Ministro l’inclusività è una priorità del 2017.

FONTE di di Giulia Boffa ORIZZONTE SCUOLA.IT

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Non autosufficienza, “bene aumento del fondo, ma nel 2017 bisogna portarlo a 600 milioni”

27 Dicembre 2016, 15:53pm

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Non autosufficienza, “bene aumento del fondo, ma nel 2017 bisogna portarlo a 600 milioni”

INSERITO DA MORENA MOTTA Bene l’aumento del fondo per la non autosufficienza: “un atto dovuto”, secondo Mariangela Lamanna, vicepresidente del Comitato 16 Novembre, “visto che il ministro Poletti ci aveva assicurato che avrebbe trasmesso questo impegno al suo eventuale successore”. E rivendica, Lamanna, il ruolo che il comitato delle famiglie dei malati di Sla ha giocato nel lieto fine di questa travagliata vicenda. “All’indomani della conferma del ministro Poletti nel nuovo governo – riferisce – ci siamo affrettati a richiamarlo alla responsabilità dell’impegno preso. Non ci sorprende, quindi, che la promessa sia stata mantenuta. Venir meno a quell’impegno sarebbe stato davvero grave”.
 
Si festeggia, quindi, ma con cautela: “I 50 milioni sono un contentino, scaturito dall’ennesimo nostro presidio di protesta, che ha messo alle strette il governo, il quale ci avrebbe altrimenti liquidato con 450 milioni. Ma il Fondo è ancora insufficiente, 500 milioni non bastano e lo sappiamo tutti – rilancia Lamanna . Bisogna lavorare, anche il prossimo anno, per aumentarlo, come il governo si era impegnato a fare, promettendo 200 milioni in più per il 2017 e ulteriori 200 per il 2018”. La richiesta per il nuovo anno è quindi che “il fondo arrivi, nel corso del 2017, a 600 milioni, anche con interventi straordinari. Come sempre, vigileremo affinché questo accada”. (cl)

FONTE SUPERABILE

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Viaggiando con una disabilità: online gratis la guida di Lonely Planet

27 Dicembre 2016, 15:48pm

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Viaggiando con una disabilità: online gratis la guida di Lonely Planet

INSERITO DA MORENA MOTTA In questi giorni che poco ci separano dal Natale, vien voglia forse a qualcuno di programmare qualche bel viaggetto o trasferta e, perchè no, magari fuori dall'Italia, per delle vacanze invernali accessibili, magari sulla neve.
A questo proposito, merita un’occhiata la nostra raccolta delle mete accessibili, frutto delle preziose informazioni che i nostri fedeli lettori ci inviano, ma è sempre utile avere a disposizione anche qualche guida più dettagliata che possa coprire molte più destinazioni.

LA GUIDA – Con piacere segnaliamo quindi la risorsa messa a disposizione dall'ENAT (la Rete Europea per il Turismo Accessibile) che fornisce direttamente online sul suo sito, in maniera totalmente gratuita, la 2^ edizione della “Guida sul Turismo accessibile nel mondo” redatta da Martin Heng per Lonely Planet.
La guida è in inglese, ed è il primo progetto comunitario sottoscritto da Lonely Planet ed ENAT a seguito dell'accordo siglato nel luglio 2015 con l'obiettivo di lavorare insieme per promuovere il turismo accessibile per il bene dei turisti, del turismo stesso, delle località e di quanti si adoperano e offrono servizi in questo settore.

INFO, INDIRIZZI E LINK – Nello specifico, la guida vuole fornire indicazioni utili e recenti sulle strutture, i siti Internet, le associazioni e le organizzazioni di tutto il mondo che si occupano di turismo accessibile e sono pertanto informati sui servizi e le possibilità del territorio dedicate alle persone con disabilità.
Come ben sappiamo, infatti, già organizzare un viaggio è cosa abbastanza impegnativa - che richiede tempo, pianificazione, progettualità; se a ciò si aggiunge il problema di riuscire a far combaciare i nostri interessi con i bisogni che la nostra disabilità può comportare, tutto diventa un pochino più difficile.
Il problema maggiore, spesso, infatti è quello di non trovare sufficienti informazioni in rete o trovarle frammentate o datate.
Con questa guida è possibile avere una prima panoramica abbastanza buona di tutte le risorse che possiamo avere a disposizione in molti Stati del mondo.

LE CINQUE SEZIONI DELLA GUIDA - La guida è stata suddivisa in cinque principali sezioni:
1. “Country-by-country resources”, cioè risorse suddivise nazione per nazione in ordine alfabetico. Tra queste vi sono siti dei singoli governi, di istituzioni, autorità locali, organizzazioni non governative o no-profit, imprese private che forniscono informazioni utili per rendere facile e piacevole l'esperienza turistica ad una persona disabile. Alcuni contengono un database con tutti i servizi disponibili in termini di turismo accessibile, altri sono anche collegati ad un'applicazione mobile, molto utile se si è in viaggio.
2. “Personal travel blogs”, ossia diari personali di viaggio. Sono spazi di racconto e di confronto in cui le persone con disabilità si scambiano informazioni e ricordi sulle esperienze di viaggio vissute; spiegano che facilitazioni hanno trovato e con che difficoltà invece si sono dovute scontrare.
3. “General resources”, risorse di carattere generale; suddivise a loro volta in siti utili per avere informazioni generali sul turismo accessibile quando non si ha ancora in mente una meta di viaggio ben definita e siti dedicati a promuovere il turismo “inclusive”, integrato. Questi ultimi, oltre ad essere utili per i viaggiatori, possono essere una fonte ricca di informazioni per chi lavora nel campo.
4. “Specialist travel agents and tour operators”. Poi c'è tutta una lista di agenzie-viaggi e tour-operators specializzati nell'organizzazione di viaggi per turisti con disabilità. Essi sono presentati in ordine alfabetico per nazione e molti trattano anche diversi tipi di disabilità.
5. “Specialist adventure sports organisations”. Infine c'è un'area dedicata alle organizzazioni sportive che si rivolgono alle persone disabili per far provare l'ebbrezza di un giro in aereo, l'energia degli sport di montagna, la libertà del surfing o la tranquillità della barca a vela, il tutto a 360° in qualsiasi latitudine.

UNO STRUMENTO A PARTECIPAZIONE ATTIVA – La guida in oggetto certamente non si propone per essere l'unica fonte consultabile o pienamente esaustiva però può essere un buon punto di partenza per iniziare a farsi qualche idea nel momento della pianificazione del viaggio e può anche essere un'utile supporto una volta arrivati a destinazione per sapere a chi rivolgersi.
I promotori dell'iniziativa, proprio perchè consapevoli di non aver potuto coprire tutti i servizi possibili nel mondo intero, invitano qualsiasi lettore o gestore di servizi di turismo accessibile a comunicare altre realtà di questo genere alla mail: travelforall@lonelyplanet.com.au.

L'intenzione, data l'estrema flessibilità del web e i continui aggiornamenti di prodotti e servizi, è quella di ripubblicare questa guida online ogni sei mesi per verificare che tutti i link proposti siano ancora attivi e funzionanti ed eventualmente per aggiungerne di nuovi.
Infatti, all'interno della guida, tutti i titoletti dei paragrafi sono cliccabili e rimandano alle singole pagine Internet delle varie organizzazioni.

Lonely Planet e lo stesso ENAT consigliano in ogni caso di informarsi accuratamente, nel momento in cui ci si rivolge a questi servizi, circa le prestazioni fornite, la loro affidabilità e la loro offerta attiva per non avere brutte sorprese e soprattutto per assicurarsi che siano preparati a consigliarci adeguatamente rispetto ai nostri specifici bisogni.

FONTE DISABILI.COM

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Cos'è la TMA

23 Dicembre 2016, 10:35am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO  Cos'è la TMA

INSERITO DA MORENA MOTTA La Terapia Multisistemica in Acqua (T.M.A.) è stata da noi definita una terapia sviluppata in ambiente naturale (piscina pubblica) con un modello teorico di riferimento e una metodologia strutturata attraverso fasi, che utilizza inoltre metodiche cognitive, comportamentali, relazionali e senso motorie. Tale terapia si rivolge ai soggetti con autismo, disturbo pervasivo dello sviluppo e disturbi della comunicazione. Si svolge in una piscina pubblica (setting naturale) ed ha scopi espliciti e scopi impliciti.

Gli scopi espliciti, che tra l’altro danno forma all’attività, sono l’insegnare a nuotare e sapersi adeguare alle regole della piscina.

Gli scopi impliciti di tale terapia sono di migliorare le capacità dei soggetti di muoversi nel mondo in modo da poter aumentare la qualità della loro vita.

Il fine ultimo della terapia non è l’insegnamento del nuoto, né l’uso di quest’ultimo per svago o ricreazione, anche se il gioco e lo stare bene insieme vengono utilizzati come elemento facilitante la relazione e la gestione delle emozioni. Il nuoto è utilizzato come veicolo per raggiungere obiettivi terapeutici e attuare il processo di socializzazione e integrazione con il gruppo dei pari. Il bambino che impara a nuotare durante l’intervento può ridefinire le relazioni con il terapeuta e con gli altri bambini.

Raggiunta l’autonomia, infatti,il soggetto, che nella fase iniziale aveva mostrato soltanto evitamento e allontanamento, ora può dimostrare, in piena indipendenza, un’intenzionalità relazionale con il terapeuta e con l’eventuale gruppo d’integrazione. Il soggetto quando si appresta ad imparare le attività natatorie, si sente libero di esplorare l’ambiente acqua e capace di interagire in quest’ultimo.

Utilizzando tali nuove capacità acquisirà autostima e un senso di autoefficacia supportato e rinforzato dal terapeuta e dalla famiglia.

In sintesi l’applicazione clinica della TMA, favorisce l’apprendimento e lo sviluppo del bambino autistico a livello emozionale, cognitivo, comportamentale, sensomotorio, sociale e comunicativo. La TMA si attua attraverso un processo interpersonale pianificato e consapevole volto a influenzare disturbi del comportamento e relazionali con mezzi prettamente psicologici verbali e non verbali in vista di un obiettivo elaborato, che può essere la riduzione dei sintomi o la modificazione delle capacità comunicative.

Questa metodologia è fondata sul rapporto umano e su procedure tecnico-sperimentali. Pertanto propone la modificazione degli schemi cognitivi, comportamentali, emotivi e di interazione, nonché di un versante psicoeducativo in modo da poter dare elementi di gestione alla famiglia in una sorta di co-costruzione della diagnosi funzionale che rispecchia le reali capacità del bambino. Nella TMA il trattamento ha finalità a medio e lungo termine, centrandosi sui cambiamenti della persona che pongono le condizioni per definire “terapeutico” l’intervento.

La TMA non deve essere l’unico intervento né limitarsi né entrare in contrasto con altri ma, va inserita in un intervento globale, condividendo gli obiettivi. Il trattamento dovrà essere parte di un intervento terapeutico educativo di un equipe interdisciplinare. Noi partiamo dal presupposto che l’autismo ha una genesi multifattoriale e gli interventi sono essi stessi multidisciplinari. Non essendo ancora stata individuata la causa unica dell’autismo, numerosi sono i professionisti che se ne occupano con formazione e modalità diverse: medici, psicologi, logopedisti, psicomotricisti, educatori, tecnici della riabilitazione.

È evidente che per avere successo si necessita di interventi specifici che tengano conto dell’individualità di ogni singolo soggetto e del contesto in cui è inserito, altresì è necessario un confronto e un dialogo tra i diversi professionisti che si occupano del soggetto con questa sindrome. In questo modo tutti condividono i successi e gli insuccessi, le limitazioni e i possibili cambiamenti in modo da individuare un percorso comune.

FONTE E FOTO TERAPIA MULTISITEMICA

http://www.terapiamultisistemica.it/cos-e-la-tma.html

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Se la Legge di bilancio dimentica di dare un aiuto ai disabili

23 Dicembre 2016, 10:34am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Se la Legge di bilancio dimentica di dare un aiuto ai disabili

INSERITO DA MORENA MOTTA Hai una disabilità o qualcuno dei tuoi cari è costretto a muoversi con stampelle o carrozzina? Affari tuoi. Soprattutto quando entri tra le mura di casa.

Chi ha le risorse per adeguare porte e mettere ascensori provveda. Chi non se lo può permettere se ne faccia una ragione. E pazienza se la casa si trasforma in una prigione. Questa è la situazione da quando la legge 13 del 1989 non viene più rifinanziata. La norma garantiva sgravi a fondi perduto per chi investiva nella rimozione di barriere architettoniche casalinghe. L’incentivo arrivava al 100% nel caso di investimenti fino a 2.580 euro. La percentuale del contributo scendeva poi all’aumentare della spesa. In generale, l’incentivo non poteva superare i 7.100 euro. Il governo aveva promesso risorse nella legge di Bilancio per finanziare la legge 13. «Invece non c’è un soldo», constata oggi Vincenzo Falabella, presidente della Fish, Federazione italiana per il superamento dell’handicap. Non è una grande sorpresa: la norma è sulla carta da anni. I Comuni hanno continuato a impilare le domande presentate dai cittadini ben sapendo che l’esercizio era fine a se stesso: niente risorse per finanziare la legge. Gli unici fondi su cui si poteva contare erano eventualmente quelli delle regioni. Secondo un approfondimento pubblicato da lavoce.info, a oggi per soddisfare le richeste accumulate servirebbero 450 milioni di euro. La cifra è destinata ad aumentare visto che nel 2017 si continuerà con il solito gioco delle parti: i cittadini che depositano plichi, i Comuni che li mettono del cassetto. Non è l’unico caso. La legge 18 del 2009 ha ratificato la convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità. Peccato che poi la stessa Onu quest’anno ci abbia invitato a una sua più puntuale applicazione.

Come dire: le leggi una volta scritte andrebbero attuate. Altrimenti le si modifichi. Ne guadagneremmo almeno in coerenza.

FONTE di Rita Querzé CORRIERE DELLA SERA

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