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giornalino associazione diversabili penisola sorrentina della dott.rosa de martino

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Legge Delega sull’Inclusione: stato dell’arte e proposte

18 Gennaio 2017, 10:07am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO  Legge Delega sull’Inclusione: stato dell’arte e proposte

INSERITO DA MORENA MOTTA In vista dell’emanazione della Legge Delega sull’Inclusione Scolastica, si terrà il 15 novembre a Roma la Giornata Formativa Nazionale intitolata appunto “Legge Delega sull’Inclusione: stato dell’arte e proposte”, cui parteciperà un numero significativo di autorevoli figure del settore, con l’obiettivo di favorire un confronto operativo tra le diverse esigenze, attraverso la collaborazione di tutte le componenti del mondo scolastico «La Professoressa Bandinelli, recentemente scomparsa, fu tra le prime in Italia a promuovere l’aggiornamento e la formazione sulle tematiche dell’inclusione scolastica ai docenti curricolari. Con passione e dedizione, curò inoltre l’operato delle insegnanti di sostegno che per lunghi anni frequentarono le aule della Fondazione Ernesta Besso»: con queste parole, i promotori della Giornata Formativa Nazionale intitolata Legge Delega sull’Inclusione: stato dell’arte e propostee in programma per il 15 novembre a ng>Roma, presso la Fondazione Ernesto Besso (Largo Argentina, 11), hanno deciso di dedicare l’evento ad Angela Carlino Bandinelli, scomparsa nel mese di maggio scorso, dopo essere stata per quarant’anni formatrice psicopedagogica e didattica in tanti corsi di specializzazione e di aggiornamento, gestiti dall’Ufficio Scolastico Regionale del Lazio e da diverse Associazioni (ne segnaliamo anche il nostro ricordo, a firma di Salvatore Nocera).

A organizzare l’incontro del 15 novembre a Roma, in vista dell’emanazione della Legge Delega sull’Inclusione Scolastica, sarà il Comitato Tecnico Scientifico del Dipartimento Scuola di FIABA ONLUS, in collaborazione con il CTS (Centro Territoriale di Supporto) dell’IPSSS (Istituto Professionale Servizi Socio Sanitari) Edmondo De Amicisdi Roma. L’obiettivo è quello di «favorire un confronto operativo tra le diverse esigenze attraverso la collaborazione di tutte le componenti del mondo scolastico, perché la condivisione, il confronto e il dialogo costituiscono una premessa essenziale per realizzare un’inclusione rispondente ai reali bisogni degli alunni».

L’incontro – come testimonia lo stesso elenco degli inviti – potrà contare sulla presenza di un numero significativo di autorità del settore, esponenti universitari, direttori di Corsi di Specializzazione, docenti di Pedagogia Speciale, docenti dei Corsi di Specializzazione, docenti formatori, dirigenti dell’Amministrazione Scolastica, responsabili dei Servizi Sociosanitari, di Enti e Istituti Speciali per la formazione, la ricerca e il supporto alla disabilità, Associazioni Professionali, Associazioni di persone con disabilità e dei loro familiari, insieme a quanti ancora siano impegnati nel processo dell’inclusione. Non mancheranno, naturalmente, i rappresentanti di FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e FANDong> (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità), le organizzazioni fautrici della nota Proposta di Legge n. 2444per migliorare la qualità dell’inclusione scolastica, della quale si è a lungo parlato anche sulle pagine del nostro giornale.

I lavori della giornata, va ricordato in conclusione, prevedono un iniziale confronto tra le parti sullo stato dell’arte della Legge Delega e una successiva fase operativa dove i gruppi di esperti proporranno soluzioni concrete e condivise. (S.B.)

Sono disponibili sia il programma che l’elenco degli inviti (aggiornati ad oggi), della Giornata del 15 novembre. Per ulteriori informazioni e approfondimenti: dipartimento scuola@fiaba.org.

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO In Italia il car sharing ora è anche per disabili

17 Gennaio 2017, 15:56pm

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO In Italia il car sharing ora è anche per disabili

INSERITO DA MORENA MOTTA Parte a Palermo il primo car sharing per portatori di handicap d’Italia. A partire dallo scorso 15 gennaio, infatti, è disponibile uno dei quattro veicoli con comandi speciali riservati alle persone con disabilità. Al quale, dal prossimo 1 febbraio, si aggiungeranno anche gli altri 3 mezzi speciali. Il progetto “Guido IO!!” è frutto di un’intesa siglata quasi un anno fa dall’Inail, il Comune siciliano e l’AMAT, la società che gestisce il trasporto pubblico nel capoluogo dell’isola. Si tratta di una sperimentazione pubblica sicuramente unica nel nostro Paese, se non in Europa, che mira a sostenere il reinserimento nella vita sociale e di relazione dei disabili favorendo la loro mobilità. I risultati che verranno raggiunti saranno monitorati per valutare la possibilità di replicare o adattare anche ad altri contesti questa iniziativa.

FONTE di Roberta Lunghini WEST INFO - FOTO WEST INFO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Google Maps indica i luoghi accessibili ai disabili

17 Gennaio 2017, 15:54pm

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Google Maps indica i luoghi accessibili ai disabili

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Un piccolo cambio a Google Maps può fare una grande differenza per le persone con disabilità. Accanto alle tradizionali informazioni su orari, numero telefonico e indirizzi di edifici, ristoranti e locali, il gigante della ricerca online ora permette di verificare se nelle strutture è anche possibile muoversi in sedia a rotelle. Le informazioni vengono fornite dalle cosiddette Local Guides umane che aiutano a compilare le informazioni utili alle mappe di Google. Come già accade per il sito Wheelmap.org, che segnala da tempo agli utenti i luoghi pubblici accessibili con le sedie a rotelle.

FONTE di Ivano Abbadessa WEST INFO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO

14 Gennaio 2017, 12:24pm

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO

INSERITO DA MORENA MOTTA «Reindirizzare le risorse dall’istituzionalizzazione a servizi radicati nella comunità»: questo aveva raccomandato all’Italia il Comitato delle Nazioni Unite che monitora l’applicazione della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, negli Stati che l’hanno ratificata. Non è però quello che accade con il Polo della Disabilità progettato dal Comune toscano di Empoli, che risulta «del tutto inaccettabile – secondo Donata Vivanti, presidente della FISH Toscana – in una prospettiva della disabilità basata sul diritto e sulle pari opportunità»

Qualunque siano i vostri sogni e le vostre aspettative per il futuro dei vostri figli, vorreste che nel loro avvenire ci fosse la reclusione in un ambiente isolato, insieme a decine di altre persone che non hanno scelto?
È questo che il progetto del Polo per la Disabilità in località Terrafino di Empoli (Firenze) riserva agli adulti con autismo e altre gravi disabilità intellettive, è questa la risposta che si riserva alle persone con disabilità che non sono in grado di gestire la propria vita senza il sostegno degli altri, magari semplicemente perché così si è sempre fatto [se ne legga già nel nostro giornale, N.d.R.]. Tradizionalmente, infatti, in Italia l’asse portante delle politiche per la residenzialità per gli adulti con disabilità – in particolare con disabilità intellettiva grave – è stata l’istituzionalizzazione in servizi con oltre trenta posti, che rappresentano l’86% dell’offerta. Le soluzioni residenziali alternative (case famiglia, piccole comunità alloggio, unità di vita con sostegno) rappresentano il 3,7% del totale dei servizi alternativi e sono per lo più accessibili solo alle persone con disabilità moderata o lieve (Dati ISTAT, 2007).
In pratica, l’unica alternativa all’istituzionalizzazione è la permanenza nella famiglia di origine, finché la famiglia ce la fa. Ma vivere in età adulta con genitori che hanno ormai esaurito le proprie risorse fisiche, emotive e spesso anche economiche non si traduce in integrazione nella comunità, piuttosto causa l’isolamento di tutta la famiglia e nega alla persona con disabilità ogni possibilità di crescita e di partecipazione alla vita della propria comunità. Nemmeno il mantenimento ad oltranza nella famiglia di origine degli adulti con disabilità gravi è quindi accettabile nella prospettiva del diritto della persona.

La FISH Toscana (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) prende atto con apprezzamento dell’impegno del Comune di Empoli di dare risposta alle necessità degli adulti con autismo o altre disabilità di analoga gravità, ma ritiene che il progetto di un Polo per la Disabilità, dove vengono accentrati servizi diurni e residenziali per settantotto adulti in condizioni di grave disabilità, non sia adeguato a prevenirne la segregazione e l’isolamento dalla propria comunità e sia inaccettabile in una prospettiva della disabilità basata sul diritto e le pari opportunità.
Dopo la ratifica della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, con la Legge 18/09, diventata così Legge Nazionale vincolante per tutti i livelli di governo, qualunque iniziativa che abbia un impatto sulla vita delle persone con disabilità dovrebbe garantire alle stesse il godimento di tutti i diritti umani di cui godono gli altri cittadini e di sostenerne la «piena ed effettiva partecipazione alla società su base di uguaglianza con gli altri». In particolare, l’articolo 19 della Convenzione esplicita con forza il diritto delle persone con disabilità di scegliere la propria residenza e con chi abitare, e di evitare che esse debbano vivere in istituti residenziali ad esse specificatamente “dedicati”.
La FISH Toscana ritiene che lo spostamento e l’accentramento di settantotto persone con disabilità gravi in un’unica struttura rappresentino una scelta che si limita a gestire la persona con disabilità come un oggetto da collocare in un posto piuttosto che in un altro, violando gli obblighi sanciti dalla Convenzione ONU e dalla Legge Nazionale di ratifica della stessa, oltre ad essere in contrasto con gli orientamenti delle politiche nazionale e regionali che ne hanno recentemente recepito i princìpi e gli obblighi.

La Delibera del Comune di Empoli che autorizza la costruzione del Polo per la Disabilità in località Terrafino precede inoltre una specifica Raccomandazione del Comitato ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, indirizzato all’Italia nel settembre dello scorso anno , che chiede «di reindirizzare le risorse dall’istituzionalizzazione a servizi radicati nella comunità».
Per ovviare a questa “distrazione”, come FISH Toscana ci siamo impegnati a proporre soluzioni alternative inclusive e sostenibili, in linea con i diritti umani delle persone con disabilità e con gli orientamenti della FISH Nazionale, in un’ottica collaborazione costruttiva. Dispiace tuttavia constatare che il nostro parere e le nostre proposte, anziché avviare un percorso condiviso di ricerca di soluzioni innovative più inclusive e più sostenibili per la collettività, di cui per altro esistono già esempi di buone pratiche anche in Toscana, abbiano determinato di fatto la nostra esclusione dal Tavolo regionale di discussione e la chiusura del Comune di Empoli ad ogni dialogo, ancora una volta in violazione della Convenzione ONU, la quale prevede che «nei processi decisionali relativi a questioni concernenti le persone con disabilità, gli Stati Parti operano in stretta consultazione e coinvolgono attivamente le persone con disabilità, […]attraverso le loro organizzazioni rappresentative», precisando che «le disposizioni della presente Convenzione si estendono a tutte le unità costitutive degli Stati […] senza limitazione ed eccezione alcuna” (articolo 4.3 e 4.5, Obblighi generali).
Le Amministrazioni Comunali non sono dunque esenti dal dovere di consultare strettamente le Associazioni rappresentative delle persone con disabilità in merito ad ogni iniziativa che abbia un impatto sulla vita delle persone con disabilità stesse, con vantaggio di tutti i cittadini.

DI DONATA VIVANTI SUPERANDO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Modello ICRIC: scadenze e novità per il 2017

13 Gennaio 2017, 17:32pm

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Modello ICRIC: scadenze e novità per il 2017

INSERITO DA MORENA MOTTA Siamo quasi a metà gennaio e, come ogni anno, si avvicina una scadenza che le persone con disabilità conoscono bene: quella per presentare il modello ICRIC.
Il Modello ICRIC (Invalidità Civile Ricoveri) interessa gli invalidi civili titolari di indennità di accompagnamento o indennità di frequenza. L’autocertificazione da prodursi con questo modello riguarda eventuali ricoveri a fini riabilitativi in istituti con totale retta a carico dello Stato. Sono invece esclusi i ricoveri per cure di patologie. In caso di dichiarazioni errate o false può essere revocato il diritto alla prestazione.

Alcuni lettori ci hanno segnalato la ricezione di lettere di avviso dell'INPS presso il domicilio degli interessati: abbiamo quindi voluto capire se questa comunicazione via posta sia la prassi e sia imprescindibile per poter presentare poi il modello ICRIC presso i Patronati. Per fugare ogni dubbio e avere ben chiaro come presentare questo modello, abbiamo intervistato il Direttore Provinciale del Patronato INAC di Savona, il dott. Giorgio Brunengo.
Egli innanzitutto ci ha spiegato che questa campagna di comunicazione è stata attivata dall'INPS già da diversi anni. In ogni caso è sempre bene recarsi presso il patronato/CAF più vicino per avere informazioni più dettagliate in merito alla propria pratica.
Ecco le risposte che egli ha gentilmente fornito alle nostre domande.

Sapete se la lettera di avviso arriva a tutti? Sta arrivando in questi giorni? Ci si deve “preoccupare” se non la si riceve? Oppure la persona deve ricordarsi da sola di presentare la dichiarazione?
Normalmente la lettere viene inviata direttamente dall'Inps ai titolari di prestazioni di invalidità civile e/o titolari di assegno sociale. La spedizione avviene per posta ordinaria e possono esserci disservizi nella ricezione che possono dipendere dalle anagrafiche non aggiornate nei database Inps o per problemi postali. Eventualmente si può verificare presso l'Inps o l'ente di patronato, se il soggetto che non ha ricevuto la comunicazione è interessato alla campagna ICRIC o meno.

Cosa succede se non si presenta la dichiarazione?
Normalmente viene inviata una comunicazione di sollecito anche nella campagna riferita all'anno successivo.

Si sa la data CERTA della scadenza di presentazione della dichiarazione ICRIC per il 2017?
La data per presentare il modello ICRIC è entro il 15/02/2017.

Quali carte bisogna produrre? Come si calcola l’anno rispetto al quale segnalare o meno il ricovero?
Normalmente con la lettera inviata dall'Inps che specifica la tipologia di comunicazione da inviare è necessario presentare un documento di identità e codice fiscale.
Se vi sono provvedimenti che identificano un procuratore o un amministratore di sostegno è necessario produrre tali provvedimenti e i documenti di identità del procuratore/amministratore di sostegno. L'anno in cui comunicare i ricoveri è quello solare, normalmente per l'attuale campagna vanno segnalati i ricoveri 2015 e 2016.

Per quanto riguarda le persone con disabilitò intellettive o l'assenza tutore, ci segnalano che si può non produrre la dichiarazione, ma serve un certificato medico recante l'indicazione delle patologie, direttamente alla sede territorialmente competente. È corretto? Basta solo quello?
Sì, è corretto.

Per compilare il modulo a chi ci si deve rivolgere? Si può anche compilarlo online?
La comunicazione è telematica attraverso un caf o professionisti abilitati. Può provvedere anche il cittadino interessato, munito di PIN.

FONTE DISABILI.COM

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Un nuovo esame sui neonati consentirà di curare per tempo 40 malattie ereditarie

13 Gennaio 2017, 17:29pm

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Un nuovo esame sui neonati consentirà di curare per tempo 40 malattie ereditarie

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Un test estremamente semplice e veloce, in grado di prevenire e curare per tempo 40 malattie metaboliche ereditarie. E, di conseguenza, salvare da gravi disabilità psico-fisiche almeno 20 neonati ogni anno in Piemonte. 

NUOVO ESAME - Si tratta dello screening neonatale esteso, che la Regione istituirà su tutti i nuovi nati seguendo le indicazioni del Ministero della Salute, in particolare del decreto ministeriale del novembre scorso. Nelle prossime settimane, su proposta dell’assessore alla Sanità Antonio Saitta, la giunta approverà una delibera con cui il Centro screening neonatale della Città della Salute di Torino, già in funzione presso il laboratorio analisi dell’ospedale infantile Regina Margherita, sarà individuato come punto di riferimento a livello regionale. L’attivazione è prevista entro il 15 febbraio, secondo quanto richiesto dal Ministero. 

QUANDO VIENE FATTO - Lo screening neonatale viene effettuato alla nascita, fra le 48 e le 72 ore di vita, e consiste in un prelievo di poche gocce di sangue dal tallone del neonato. Introdotto a partire dagli anni Settanta, è diventato con il tempo una pratica corrente della pediatria ed è considerato uno strumento fondamentale per la prevenzione di malattie croniche, disabilità fisiche permanenti, ritardo mentale e mortalità infantile.  

NUOVA PATOLOGIE - Negli ultimi anni, grazie alla tecnica della spettrometria tandem massa, è stato radicalmente aumentato il numero di patologie diagnosticabili: «Con l’avvio dello screening esteso sui 35mila neonati piemontesi - commenta l’assessore Saitta - potremo salire da 6 a 40 patologie individuabili. Una grande forma di prevenzione, un’innovazione estremamente significativa». Secondo gli studi epidemiologici, un neonato ogni 2 mila è affetto da una malattia metabolica ereditaria trattabile e dunque l’estensione dello screening neonatale in Piemonte porterà alla prevenzione della disabilità per almeno 20 neonati ogni anno. L’implementazione dello screening neonatale non comporterà alcun costo per la sanità regionale, in quanto i fondi sono previsti da uno stanziamento ministeriale: al centro di riferimento regionale potrebbero arrivare fino a 2 milioni di euro. 

FONTE di Alessandro Mondo LA STAMPA

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Disabilità intellettive: diritti umani e qualità della vita

12 Gennaio 2017, 11:29am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Disabilità intellettive: diritti umani e qualità della vita

INSERITO DA MICHELE PAAPACODA Organizzato dall’ANFFAS, si terrà il 2 e 3 dicembre a Rimini il convegno internazionale “Disabilità intellettive e del neurosviluppo: diritti umani e qualità della vita”, occasione molto importante, grazie anche alla presenza di autorevoli esperti del settore, a livello nazionale e internazionale, per riflettere sulla situazione attuale e proporre soluzioni innovative, con particolare attenzione ai diritti umani e alla qualità di vita delle persone con disabilità e delle loro famiglie nell’intero ciclo di vita

Soci dell'ANFFAS a una manifestazione di protesta

Soci dell’ANFFAS a una manifestazione di protesta

Organizzato dall’ANFFAS(Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale), in collaborazione con il Consorzio degli Autonomi Enti a Marchio ANFFAS La Rosa Blu, è in programma per il 2 e 3 dicembre al Palacongressi di Rimini il convegno internazionale Disabilità intellettive e del neurosviluppo: diritti umani e qualità della vita, evento promosso in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità del 3 dicembre.
«Grazie alla presenza dei maggiori esperti di livello nazionale e internazionale in materia di disabilità intellettive e del neurosviluppo – spiegano dall’ANFFAS – si tratterà di un’occasione unica e imperdibile per riflettere sulla situazione attuale, confrontarsi su buone prassi, proporre soluzioni innovative per il futuro, con particolare attenzione al tema dei diritti umani e della qualità di vita delle persone con disabilità e delle loro famiglie nell’intero ciclo di vita. Tra i vari relatori, segnaliamo in particolare lo spagnolo Miguel Verdugo, docente di Psicologia della Disabilità presso l’Università di Salamanca, tra i maggiori esperti a livello mondiali in àmbito di disabilità intellettive e qualità della vita».

Saranno due le sessioni plenarie previste a Rimini, coordinate da Luigi Croce, presidente del Comitato Scientifico dell’ANFFAS, e ospiteranno tra gli altri gli interventi di Donata Vivanti, vicepresidente dell’EDF (European Disability Forum) e vicepresidente vicaria della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), Francesca Pasinelli, direttore generale della Fondazione Telethon, Claudia Claes dell’Università di Gent (Belgio), Carlo Francescutti, coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico dell’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità e Roberto Speziale, presidente nazionale dell’ANFFAS e vicepresidente della FISH.
Saranno invece ben sedici i worskhop di approfondimento tematico, dedicati via via ai seguenti temi: qualità della vita; inclusione scolastica e lavorativa; autodeterminazione e auto rappresentanza; età evolutiva e giovani famiglie; contesto familiare, autonomia e vita indipendente; “Durante” e “Dopo di Noi”; prospettiva inclusiva dei servizi; affettività e sessualità, invecchiamento; stili di vita e promozione della salute; ICF (la Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute elaborata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità); diritti umani e non discriminazione; disturbi dello spettro autistico; violenze e maltrattamenti. (S.B.)

SUPERANDO

Per approfondimenti consultare il sito dell’ANFFAS Nazionale allo spazio dedicato all’evento. Per ulteriori informazioni: Segreteria organizzativa del Consorzio La Rosa Blu (eventi@anffas.net); Area Relazioni Istituzionali, Advocacy e Comunicazione dell’ANNFAS Nazionale (comunicazione@anffas.net).

 

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Trasporto pubblico: per aiutare chi non vede

12 Gennaio 2017, 11:28am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Trasporto pubblico: per aiutare chi non vede

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Nel corso di un recente momento di confronto sul trasporto pubblico con GTT (Gruppo Torinese Trasporti), rivolto alle Associazioni che si occupano di disabilità visiva, l’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) del capoluogo piemontese ha consegnato all’azienda un testo con alcune raccomandazioni rivolte principalmente ai conducenti dei mezzi, semplici accorgimenti pratici riguardanti la sosta in fermata o il modo di fornire indicazioni e l’eventuale aiuto che però, se messi in atto, possono realmente fare la differenza. «Nel caso di più mezzi pubblici in coda alla fermata, è importante che tutti gli autisti dei veicoli successivi al primo si attestino correttamente alla palina in testa alla pensilina». Il viaggiatore con disabilità visiva, infatti, «si deve affidare, dove presente, all’annuncio vocale del numero di tratta del mezzo, che pertanto deve necessariamente sostare “a portata d’orecchio”». In caso poi di trasbordo dei passeggeri per guasti o altri problemi «è doveroso assistere il viaggiatore non vedente, aiutandolo a posizionarsi correttamente in attesa che arrivi il nuovo veicolo». Queste sono solo alcune delle buone pratiche per il trasporto pubblico indicate dall’UICI di Torino (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti), che ha recentemente incontrato alcuni responsabili di GTT (Gruppo Torinese Trasporti), l’azienda che gestisce la mobilità pubblica nel capoluogo piemontese.

«In una città grande come Torino – osserva Franco Lepore, presidente della locale Sezione UICI – sono centinaia le persone con disabilità visiva che quotidianamente usano i mezzi pubblici per andare al lavoro, a scuola, o per mille altre ragioni. Ma per chi non vede o vede poco, la mobilità urbana è difficile e piena di imprevisti. Per questo è fondamentale che gli addetti al trasporto pubblico conoscano le problematicheriguardanti la disabilità visiva e sappiano come essere d’aiuto». Da tempo la sede torinese dell’UICI ha intrapreso un dialogo con GTT. «Pur in un momento di tagli e ristrettezze economiche – sottolinea in tal senso Lepore – stiamo notando una crescente attenzione da parte dell’azienda verso le problematiche delle persone con disabilità visiva e spesso veniamo consultati prima degli interventi di progettazione o di acquisto. Emerge quindi la volontà di un coinvolgimento diretto delle persone con disabilità, per migliorare i servizi».

Non molto tempo fa, proprio su richiesta dell’UICI Torino, è stato organizzato un momento di confronto sul trasporto pubblico, rivolto alle Associazioni che si occupano di disabilità visiva. In rappresentanza di GTT, vi hanno partecipato il disability manager Guido Bordone e altri vertici aziendali, a cominciare dai responsabili degli autisti e dei depositi dei mezzi. In tale occasione, l’UICI ha consegnato all’azienda un testo con alcune raccomandazioni rivolte principalmente ai conducenti dei mezzi. Si tratta di semplici accorgimenti pratici riguardanti la sosta in fermata o il modo di fornire indicazioni e l’eventuale aiuto che però, se messi in atto, possono fare la differenza. Il documento spiega anche, in maniera sintetica, chi sono le persone con disabilità visiva e come si riconoscono: ad esempio i ciechi solitamente si muovono con bastone bianco o con un cane guida. Più complesso il caso degli ipovedenti, le persone che hanno un esiguo residuo visivo, poiché non tutti adoperano il bastone. I sordociechi usano invece un bastone caratteristico, a bande bianche e rosse.

Va detto, per altro, che riguardo al trasporto pubblico di Torino e Provincia, permangono purtroppo una serie di criticità strutturali. Ad esempio, le sintesi vocali che annunciano il numero della linea e le fermate, fondamentali per chi non vede, sono ancora assenti su molti mezzi (sui veicoli più vecchi non si possono installare), e anche dove sono presenti, risultano spesso guaste o funzionano a volume talmente basso da essere di fatto inservibili. Un altro nodo riguarda il trasporto extraurbano, comprese le linee ferroviarie gestite da GTT: qui spesso i ciechi e gli ipovedenti devono lottare con fermate collocate in mezzo alla campagna e mezzi obsoleti, totalmente privi di segnalatori vocali. Per contro, nel trasporto cittadino si registra qualche positivo passo avanti nell’adozione di segnalatori ad alta visibilità per ipovedenti. Buoni anche i livelli di accessibilità all’interno della metropolitana.

A partire dunque da tutte queste indicazioni, l’UICI di Torino continuerà il suo lavoro di sensibilizzazione, per ottenere risposte concrete e contribuire a rendere il servizio di trasporto pubblico sempre più accessibile alle persone con disabilità visiva. (L.M.)

SUPERANDO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Mangiano poco sano, ma fanno tanto sport

12 Gennaio 2017, 11:22am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Mangiano poco sano, ma fanno tanto sport

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA È quanto emerge da un’indagine condotta dall’AIPD (Associazione Italiana Persone Down), su un significativo campione di persone con sindrome di Down tra i 15 e i 40 anni, primo passo del Progetto “Sani e Belli”, che punta a migliorare la qualità della vita delle persone con sindrome di Down adolescenti e adulte, favorendo da una parte l’adozione di corrette scelte alimentari, diffondendo dall’altra la pratica di una regolare attività motoria

La pizza è risultata il cibo preferito dalla maggioranza delle persone con sindrome di Down interpellate dall’AIPD, nel corso dell’indagine sulle abitudini alimentari

Mangiano poche verdure, legumi, pesce, cibi integrali e frutta secca, ma fanno molto sport: è quanto emerge da uno studio sulle abitudini alimentarieffettuato dall’AIPD(Associazione Italiana Persone Down) su un campione di 149 persone con sindrome di Down tra i 15 e i 40 anni, provenienti da 22 Sezioni dell’Associazione stessa, dal Nord al Sud della Penisola. L’indagine costituisce il primo passo del progetto AIPD denominato Sani e Belli, avviato nello scorso mese di giugno e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che avrà una durata di quattordici mesi. Si tratta di un’iniziativa realizzata in collaborazione con l’Unità Operativa Malattie Rare e con quella di Medicina dello Sport del Policlinico Gemelli di Roma.

Nel dettaglio dei dati, risulta che il 66% degli intervistati dichiara di mangiare pesce solo qualche volta contro il 25% che lo mangia spesso e il 9% che non lo mangia mai; i legumi e la verdura hanno lo stesso trend: per i legumi, infatti, il 15% dichiara di non mangiarne mai, il 62% qualche volta, il 23% spesso. Le verdure crude, invece (insalata, pomodori, carote ecc.), non vengono mangiate mai dal 18,2%, qualche volta dal 29,5% e tutti i giorni dal 33%; più “sfortunate” le verdure cotte, che il 46,9% degli intervistati ha dichiarato di mangiare qualche volta, il 24,2% spesso, il 18,7% mai. Quali sono invece i cibi più amati? Anche se non assunti spesso, i farinacei e i dolci sono i preferiti: la pizza è al primo posto, opzionata dal 92% delle persone con sindrome di Down coinvolte nell’indagine, seguita dalle patatine fritte (87,2%) e da gelati e torte(84,5%).

Di contro, come detto, assai confortanti sono i risultati relativi allo sport, praticato dall’85,2% degli intervistati contro un 14,2% che non svolge alcuna attività fisica. Il 59,06% delle persone, inoltre, lo pratica più di una volta a settimana.

«Le persone con sindrome di Down – spiega Anna Contardi, coordinatrice nazionale dell’AIPD e responsabile del Progetto Sani e Belli – hanno un rischio maggiore di sovrappeso/obesità rispetto alla popolazione generale. Ciò è dovuto a fattori biologici, quali, ad esempio, un basso metabolismo basale e una concentrazione di leptina non normale nel sangue [la leptina è un ormone proteico che ha un ruolo importante nella regolazione dell’ingestione e della spesa calorica, compreso l’appetito e il metabolismo, N.d.R.]. Tuttavia, le scelte alimentari non corrette e una scarsa attività fisica (fattori ambientali) contribuiscono in maniera significativa all’aumento del rischio di sovrappeso/obesità, con conseguenze più gravi sulla loro salute e sulla qualità della vita rispetto alla popolazione generale. Diventa quindi necessario adottare una strategia che consenta alle persone con sindrome di Down di avere un corretto stile di vita, agendo su due livelli: adozione di corrette scelte alimentari e diffusione di pratica regolare di attività motoria». «E quindi – conclude Contardi – l’obiettivo del Progetto Sani e Belli è quello di migliorare la qualità della vita delle persone con sindrome Down adolescenti e adulte, con particolare riguardo alla forma fisica. Per questo si creerà un percorso educativo che sarà supportato anche dall’uso di una App per monitorare i propri pasti, in modo da promuovere una maggiore autoconsapevolezza»

Da ricordare, in conclusione, che entro breve l’indagine dell’AIPD verrà aperta a tutte le persone con sindrome Down tra i 18 ed i 40 anni delle proprie Sezioni, con l’obiettivo di raccogliere risultati ancor più rappresentativi e comparare il primo gruppo analizzato con i nuovi aderenti provenienti da territori diversi. (S.B.)

SUPERANDO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Violenza sulle donne: quelle con disabilità sono le più esposte

12 Gennaio 2017, 11:21am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Violenza sulle donne: quelle con disabilità sono le più esposte

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA In occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, c’è da sottolineare anche la battaglia che si ritrovano ad affrontare le donne disabili. Già, perché le donne affette da disabilità, oltre alla violenza fisica, sessuale e psicologica che viene perpetrata loro dal partner o dai familiari, devono anche dover fare i conti con un altro grosso macigno: l’indifferenza della gente.

Per quanto riguarda i numeri, come punto di riferimento rimaniamo ancora fermi ai dati Istat del giugno 2015. Ebbene, al 2015 sono state ben 6 milioni e 788 mila le donne rimaste vittime di almeno un episodio di violenza nella loro vita, e la cosa più allarmante è che delle donne con disabilità, ha subito violenze di tipo fisico o sessuale il 36% del totale. Si stima quindi che il rischio di rimanere vittime di stupri o tentati stupri sia praticamente il doppio per le donne disabili (10% di rischio contro il 4.7% di esposizione delle donne non disabili).

Spesso e volentieri le donne disabili tendono a non denunciare questo tipo di situazioni. Prima di tutto perché non sempre la donna disabile è consapevole di essere vittima di una situazione di violenza, anzi, nella gran parte dei casi le ragazze disabili non vengono proprio educate al tema della sessualità e in famiglia non si riesce neanche a parlarne. In pratica, tutto ciò che accade normalmente alle donne in termini di emarginazione e di repressione, nel caso delle donne disabili tutto quanto ciò viene fortemente amplificato.

C’è poi la situazione dei centri antiviolenza che non sempre sono preparati a gestire casi di violenza sulle donne disabili. Gli operatori che dovessero accogliere quelle poche donne disabili che hanno la prontezza e il coraggio di rivolgersi loro, non sono preparati per trattare casi tanto delicati: quello che manca è pertanto una rete composta da professionisti seri che siano in grado di comunicare e interagire per trovare il miglior punto di equilibrio per la donna disabile.

Infine, può anche capitare che la donna disabile sviluppi un senso di dipendenza verso il proprio aggressore. Dipendenza che via via si trasforma in gratitudine per la sua compagnia e assistenza. Un documentario shock francese realizzato dall’associazione Femmes pour le Dire – Femmes pour Agir (FDFA), ha raccontato infatti le storie di donne disabili che hanno vissuto situazioni di violenza sul loro corpo e sulla loro psiche, e che le hanno accettate come forma di ricompensa che dovevano per l’assistenza che veniva data loro da parte del marito, ma anche del padre, del fratello, dello zio o di un altro individuo di sesso maschile.

DISABLOG http://www.disablog.it/violenza-sulle-donne-quelle-disabilita-le-piu-esposte/

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