Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA “Nonostante le 19 Bandiere Blu, la regione non ha ottenuto nessuna Bandiera Lilla” “Ciao ciao mare” recita una famosa canzone di Raoul Casadei. Ritornello ripreso ironicamente dal presidente provinciale UILDM (Unione italiana lotta alla distrofia muscolare) di Catanzaro, Giovanni Sestito, per esprimere la sua preoccupazione “per la perdurante mancanza di accessibilità delle spiagge calabresi per i disabili”. Sestito afferma, in una nota stampa, che il turismo balneare, anche quest’anno, seguirà “due diverse vie”. Da una parte “coloro che possono godere del bagno in mare” e dall’altra “i disabili che potranno solo osservare da lontano”. Nonostante il successo della Calabria che ha ottenuto ben diciannove Bandiere Blu, rendendola la terza regione d’Italia per questo riconoscimento, Sestito sottolinea che “tante spiagge rimangono inaccessibili per molti”. “La Calabria non ha ottenuto nessuna Bandiera Lilla”, lamenta il presidente UILDM, riferendosi al riconoscimento biennale assegnato ai comuni che dimostrano un’attenzione superiore alla media per il turismo accessibile ai disabili. Solo Rocca Imperiale ha ottenuto la Bandiera Lilla nel 2022. “L’accessibilità nel turismo è vitale per migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità, specialmente nei paesi con una forte vocazione turistica come l’Italia” sottolinea Sestito secondo cui “senza una maggiore attenzione al tema, tante località rischiano di perdere una quota di mercato in crescita, in quanto il numero di utenti finali del turismo accessibile aumenta costantemente”. Sestito conclude, quindi, il suo appello alla Regione Calabria e all’assessore alle Politiche Sociali con un messaggio chiaro: “Si parla tanto di inclusione, ma queste parole devono essere tradotte in azioni concrete”. In conclusione, dichiara, “anche quest’anno canterò ciao ciao mare”. Un triste riconoscimento del fatto che “molti saranno ancora esclusi dall’esperienza della spiaggia quest’estate”.Catanzaro Informa
INSERITO DA MIKI PAPPACODA FIRENZE. Rendere cinema, stadi, palazzetti, teatri, e, in generale, tutti gli eventi culturali, veramente accessibili ai disabili. Lo deve garantire una legge nazionale, come chiede il Consiglio regionale toscano approvando all'unanimità una mozione presentata dal dem, Iacopo Melio. E, quando lo sono, non garantiscono una comoda visione degli spettacoli, confinando chi ha una mobilità ridotta nelle ultime file per motivi di sicurezza". Oppure "in aree apposite che, oltre ad essere ghettizzanti" perché "non permettendo nemmeno di poter stare con le proprie amicizie, ma da soli, con un solo accompagnatore, sono poste in zone comunque non strategiche". Eppure, "basterebbe semplicemente riorganizzare gli spazi, salvo quelli eccessivamente storici, ovviamente, per far sì che chiunque possa godersi gli spettacoli, come dovrebbe essere", osserva il consigliere regionale del Pd. L'atto, quindi, impegna la giunta ad attivarsi con il governo e il Parlamento "affinché, per evitare una disomogeneità sul territorio nazionale, si possa predisporre una specifica disciplina per garantire la piena fruibilità degli eventi dal vivo, sensibilizzando inoltre gli organizzatori e gestori dei locali dove essi si svolgono". Si tratta, aggiunge la presidente della commissione Istruzione, Formazione, Beni e attività culturali, Cristina Giachi, di un tema "di grande rilevanza e di civiltà, su cui è necessario intervenire con una disciplina omogenea per tutto il territorio nazionale. L'auspicio è che si possa arrivare, quanto prima, ad una normativa che sappia assicurare alle persone con disabilità il diritto imprescindibile di partecipare, in sicurezza, agli spettacoli dal vivo, così come di poter fruire dell'offerta culturale presente nei diversi territori". È una questione, prosegue, "che rientra, a pieno titolo, all'interno del grande capitolo del welfare culturale". (DIRE) FONTE REDATTORE SOCIALE
INSERITO DA MORENA MOTTA TORINO. «Visitare Torino in bicicletta – dicono dalla Fondazione Paideia del capoluogo piemontese -, tenendo conto degli oltre 30 chilometri di pista ciclabile, è un modo emozionante e unico per godersi le bellezze dei suoi parchi, dei fiumi e della collina, ma per le famiglie con bambini, bambine e ragazzi, ragazze con disabilità vivere questa esperienza può essere difficile»: proprio per rispondere a tale esigenza, la stessa Fondazione Paideia ha avviato il progetto Tutti in sella!, consistente in un servizio di bike sharing inclusivo e gratuito, presente presso il proprio Centro (Via Moncalvo, 1), che da sabato 25 marzo riaprirà il proprio parco di quindici biciclette accessibili, pensate cioè per offrire ai familiari e ai caregiver di bambini e ragazzi con disabilità la possibilità di usufruire di mezzi a due ruote adattati alle diverse esigenze e specificità. «Le nostre bici – aggiungono da Paideia – saranno a disposizione gratuitamente per turisti e cittadini e per chiunque vorrà divertirsi scoprendo la città, pedalando in collina, lungo fiume o per le vie del centro». Le due ruote, va ricordato in conclusione, saranno a disposizione ogni sabato di apertura del Centro Paideia (ore 9.30-12.30), dal 25 marzo, come detto, fino al 17 giugno, per poi riprendere a settembre con la programmazione autunnale. I volontari di Paideia e gli istruttori di Paideia Sport saranno a disposizione per fornire consulenza e aiuto nell’identificare la bici più adatta ad ogni singolo bambino o bambina. (S.B.) SUPERANDO
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Intervengono le presidenti dei Diritti del malato e Consumatori attivi La barista della stazione: «Ogni giorno qualcuno si lamenta con noi» UDINE. «La situazione è scandalosa: della problematica si parla da prima della pandemia e ancora nessuno è stato in grado di risolverla». Anna Agrizzi, presidente dell'associazione Diritti del malato, da tempo sta seguendo l'evoluzione del cantiere per gli ascensori in stazione, e lo scorso mese di luglio ha anche promosso un presidio sotto palazzo D'Aronco per chiedere l'abbattimento delle barriere architettoniche in stazione. «Non è possibile che Udine non abbia una stazione dei treni a misura di disabile - aggiunge Agrizzi -. Ormai siamo una delle ultime regioni che non dispongono di questo servizio. È un fatto grave, che limita fortemente chi si sposta in carrozzina». Non lesina critiche a Rfi nemmeno Barbara Puschiasis, presidente di Consumatori Attivi: «Abbiamo una stazione rimasta all'età della pietra, è allucinante - sbotta -. È impensabile avere barriere architettoniche in una stazione ferroviaria tali da precludere la corretta fruizione di un servizio pubblico. E il disagio non è solo delle persone disabili, ma anche di chi ha un problema alle braccia o alle gambe. Tempo fa mi sono trovata anch'io a dover patire il disservizio della nostra stazione - prosegue Puschiasis -. Mi sono rotta il polso e per poter portare la valigia ho dovuto chiedere l'aiuto di un familiare. Senza ascensore attivo non avevo alternative». Le proteste per l'assenza degli ascensori sono continue, come conferma l'addetta al banco del bar della stazione: «Ogni giorno c'è qualcuno che viene qui a lamentarsi e a chiedere informazioni. Noi ne sappiamo poco e quindi non possiamo essere d'aiuto. Si rivolgono a noi sono mamme con il passeggino, anziani o persone con bagagli particolarmente pesanti. Ormai sono anni che questa situazione va avanti e non si è ancora riusciti a porvi rimedio. Non è un bel biglietto da visita per la stazione e per la città». Da parte sua, il vicesindaco con delega alla Mobilità, Loris Michelini, assicura di aver parlato più volte con i vertici di Rfi: «Ci siamo interessati in più occasioni con la società sollecitando il collaudo e l'entrata in funzione degli ascensori. Un servizio che consideriamo prioritario per dare modo a disabili e anziani di spostarsi in autonomia, senza bisogno di aiuto da parte di altre persone». Nel merito l'amministrazione non può intervenire direttamente, come ribadisce il vicesindaco: «Da parte nostra, ci siamo impegnati ad abbattere le barriere architettoniche nel piazzale davanti alla stazione, rendendolo più sicuro e fruibile». (A.C.) Messaggero Veneto
INSERITO DA MIKI PAPPACODA BORGOSATOLLO. Il Comune di Borgosatollo compie un ulteriore passo avanti nella programmazione urbanistica. La Giunta ha approvato nei giorni scorsi il Peba, acronimo di Piano eliminazione barriere architettoniche, uno strumento che ha come obiettivo la mappatura e il censimento di tutte le situazioni di impedimento, rischio ed ostacolo per l'uso degli edifici e degli spazi pubblici. Uno studio di riferimento per le future attività pianificatorie e progettuali della città, documento fondamentale da cui partire per la progettazione di tutti gli interventi futuri. La redazione del Peba è il risultato dell'analisi condotta sul territorio tenendo conto delle molteplici e complesse relazioni che esistono tra strutture, infrastrutture e fruitori, individuando, mappando e analizzando le problematiche esistenti per fornire un quadro chiaro e completo della situazione attuale. La redazione dello studio - costato 9 mila euro - è stata affidata alla società We Project di Brescia. Il documento, reperibile sul sito del Comune, consente di visualizzare tutti gli edifici «mappati»: in alcuni le barriere architettoniche sono già state abbattute, altri saranno oggetto degli interventi futuri. «La volontà di finanziare la redazione del Peba è scaturita non solo da un obbligo normativo, ma anche dalla necessità di avere uno strumento operativo e programmatorio degli interventi che vanno realizzati su edifici e spazi pubblici comunali nei prossimi anni, per renderli sempre più accessibili da persone con disabilità motorie o sensoriali - spiega l'assessore ai Lavori pubblici Marco Frusca -. Già da anni, con la riqualificazione degli edifici scolastici, e non solo, ogni intervento progettato prevede l'eliminazione di ogni barriera architettonica, ma certamente c'è ancora molto da fare, ad esempio nel cimitero, in municipio o in alcuni parchi e spazi pubblici. Ora, in base alle risorse disponibili, potremo pianificare gli interventi». BresciaOggi del 24/01/2023
INSERITO DA MIKI PAPPACODA FIRENZE. All’incirca 2,7 milioni, per l’abbattimento di barriere architettoniche nei musei civici. Nello specifico 500 mila euro per il museo di Palazzo Vecchio, 1 milione e 614 mila per il museo di Santa Maria Novella e 500 mila euro per il museo Novecento. Sono i progetti ammessi a finanziamento nell’ambito dell’ avviso pubblico del Ministero della Cultura per la rimozione delle barriere fisiche, cognitive e sensoriali dei musei e luoghi della cultura pubblici non appartenenti al MIC, a valere sulle risorse del PNRR. “Siamo soddisfatti per l’arrivo di queste risorse che miglioreranno le potenzialità di fruizione dei musei civici rendendoli sempre più accessibili” hanno detto Bettini e Meucci. “Vogliamo lavorare sempre di più per una cultura accessibile a tutti e questo passa dall’impegno per rimuovere il più possibile ogni tipo di barriera, fisica o sensoriale”. Nello specifico, i progetti prevedono per il Museo di Santa Maria Novella la realizzazione di un punto informativo nella nuova sala di accoglienza del Museo Civico, interventi sui percorsi di accesso dall’esterno, la realizzazione di nuovi sistemi di salita e accesso e sistemi audio per non vedenti e loges per una fruizione ampliata del museo, per il Museo Novecento la realizzazione di un nucleo attrezzato di accoglienza dei ragazzi a piano terra, interventi per il miglioramento dell’accessibilità dal loggiato del Museo, per il Museo di Palazzo Vecchio la realizzazione di un punto informativo e sedute di accoglienza cortili interni, installazione ascensori, sistemi audio e per non vedenti e loges per una fruizione ampliata del museo. L’avviso del Ministero della Cultura è finalizzato alla selezione e al finanziamento integrale di proposte progettuali da parte di musei e luoghi della cultura pubblici non appartenenti al Ministero della Cultura, aventi ad oggetto la rimozione delle barriere fisiche, cognitive e sensoriali. La Prima Pagina
INSERITO DA MIKI PAPPACODA SCHIO. Un milione e 300 mila euro assegnati a Schio per il restauro del museo civico palazzo Fogazzaro di via Pasini. Buona notizia di fine anno con l'arrivo di fondi dal Piano nazionale ripresa e resilienza per il progetto di restauro, accessibilità e digitalizzazione di palazzo Fogazzaro che sarà finanziato per il totale delle spese preventivate per l'intervento. Un'importante operazione all'insegna dell'accessibilità per rendere il polo culturale fruibile a tutti. «Si cercherà di migliorare la visibilità e la raggiungibilità del museo con interventi di segnaletica e con la valorizzazione dei due ingressi, su via Pasini e piazza Falcone Borsellino, eliminando le barriere architettoniche - spiega l'assessore ai lavori pubblici, Sergio Rossi -. Al piano rialzato i visitatori troveranno la collezione civica, allestita con una particolare attenzione all'accessibilità. Nel sottotetto sarà realizzata una sala ignifuga dove conservare la documentazione dell'archivio Cibin Gori, prezioso per la storia locale e del Risorgimento. Nell'interrato verrà allestita una esposizione permanente del dirigibile e del volo». In programma anche la creazione di guide adatte alla fruizione delle persone con disabilità visiva e uditiva, la realizzazione di modelli tattili di opere d'arte e di edifici della città per favorire l'esperienza sensoriale dei visitatori e degli ipovedenti, un'app capace di raccontare in realtà aumentata le opere inamovibili o non accessibili che, però, sono utili da conoscere per una lettura completa della storia e dell'arte scledense. «Con questo intervento - aggiunge l'assessore alla cultura, Barbara Corzato - che si concretizza su più fronti, vogliamo rendere il museo civico la porta di accesso alla conoscenza della città, un ideale punto di partenza e di arrivo per la sua esplorazione. Tutte le azioni previste puntano a raccontare la storia di Schio, catturando cuore e mente dei visitatori. Schio, inoltre, vanta un unicum mondiale: qui nel 1905 è stato realizzato il primo dirigibile italiano e qui sono nati il suo costruttore, Almerico da Schio, mentre Nico Piccoli ha costruito il suo primo dirigibile nel 1909. L'obiettivo è valorizzare questa straordinaria specificità, recuperare la storia tecnica, costruire un progetto condiviso dalla cittadinanza e creare un punto di attrazione speciale per i visitatori da fuori città. Verrà allestita anche una sala per la realtà immersiva dedicata al dirigibile e alla storia della nostra città con il suo percorso di archeologia industriale». Con la conferma del finanziamento inizierà prima lo sviluppo e l'approvazione del progetto esecutivo anche attraverso il confronto con la commissione Città senza barriere. Successivamente ci sarà la procedura della gara d'appalto per i lavori, ed infine verranno effettuate altre gare per le forniture di beni e servizi previste dal progetto. Il bando prevede l'inizio dei lavori entro il 30 giugno 2023 e il collaudo finale entro giugno del 2026. Il Giornale di Vicenza
INSERITO DA MIKI PAPPACODA REGGIO EMILIA. Impianti di amplificazione per favorire l’ascolto da parte delle persone ipoudenti o ipoudenti-non vedenti sono stati installati in tutta l’Azienda Usl IRCCS di Reggio Emilia. Il piano di magnetizzazione riguarda gran parte degli sportelli aperti al pubblico nei sei Distretti sanitari e Ospedali del territorio e punta al superamento delle barriere di comunicazione nei luoghi pubblici. Il progetto è stato di recente portato a compimento dalla Regione Emilia-Romagna per il tramite dell’AUSL di Reggio Emilia. Porterà beneficio agli ipo udenti, ma anche agli ipoudenti-non vedenti che non potrebbero trarre giovamento da eventuale sottotitolazione o interpretariato dei segni in particolar modo in luoghi pubblici. Le persone con problemi di udito spesso faticano a partecipare pienamente alle attività della collettività per difficoltà di comunicazione e incomprensioni che talvolta si vengono a creare nei luoghi pubblici. Ciò favorisce l’isolamento e il senso di inadeguatezza dei soggetti che ne soffrono. La popolazione affetta da ipoacusia è eterogenea rispetto all’età, alle condizioni economiche e anche per il livello di gravità del problema, pertanto per sostenere una tale diversità occorre che vengano prese in considerazione diverse tipologie di sostegno. La tecnologia che è stata installata presso gli sportelli e i front office Ausl va proprio nella direzione dell’aiutare le persone affette da questo tipo di deficit a usufruire dei servizi come tutti gli altri cittadini. La tecnica scelta è il sistema loop a induzione magnetica in grado di rendere accessibile la comunicazione a persone con ipoacusia che utilizzano una protesi convenzionale o impianto cocleare. Tale sistema indirizza il suono direttamente a chi è dotato di apparecchio acustico permettendo di percepire distintamente il suono privo di rumori di fondo e pertanto migliorando l’intellegibilità del parlato. Il funzionamento del loop a induzione si basa su un principio dell’elettronica: una corrente elettrica viene amplificata e passata in un filo disposto ad anello. Questa operazione genera un campo magnetico intorno alla zona del filo. Quando un secondo filo viene collocato nel campo operativo del primo si produce in esso una corrente elettrica identica che può essere amplificata e trasformata in un duplicato del segnale. All’interno della protesi la piccola bobina magnetica raccoglie il segnale del campo magnetico amplificandolo e inviandolo all’orecchio della persona. Tale sistema che viene di frequente predisposto in aule universitarie, teatri, sedi di concerti, uffici postali e attrazioni turistiche è ora presente in Ausl. Sono in totale 84 i nuovi impianti predisposti tra portinerie, sportelli Cup, Saub, sportelli di Accettazione, distribuzione farmaci e Pronto soccorso. “Grande è la soddisfazione per avere portato a casa questo progetto – spiega il dottor Giovanni Bianchin – responsabile di Audiologia e Otochirurgia dell’Ausl di Reggio e coordinatore del tavolo regionale per le disabilità uditive – frutto di una partecipazione, per conto della Regione Emilia-Romagna, a un bando nazionale sull’abbattimento delle barriere comunicative. Barriere con cui i cittadini deboli di udito si confrontano quotidianamente e che la pandemia (mascherine, divisori trasparenti, distanziamento) non ha fatto che accentuare. Questo sistema, con un campo magnetico inferiore al terrestre e pertanto assolutamente innocuo, è sempre attivo nei luoghi preposti (indicati da un simbolo internazionale – orecchio barrato), condizione questa che evita di enfatizzare la disabilità del soggetto. I nuovi impianti a disposizione semplificano enormemente l’uso attivandosi direttamente sulle protesi acustiche dell’utente con miglioramento drastico della comunicazione in situazioni in cui un errore di data, orario, sede o altro potrebbe determinare a cascata notevoli disagi”. Reggio 2000
INSERITO DA MIKI PAPPACODA LIVORNO. Al Museo Fattori di Livorno scompariranno le barriere fisiche, sensoriali e cognitive grazie a un progetto da 500mila euro che verrà finanziato dal PNRR. La struttura di villa Mimbelli presenta attualmente buoni livelli di sicurezza, ma necessita di interventi che migliorino l'accessibilità ai portatori di disabilità di tipo fisico, sensoriale e cognitivo. Il progetto è quindi finalizzato ad aumentare la fruibilità del patrimonio museale, la qualità dell'ospitalità e del supporto ai visitatori, nell'ottica di una partecipazione ai beni culturali il più possibile collettiva e inclusiva. Come cambia il Museo Fattori di Livorno grazie al Pnrr La pavimentazione esterna al Museo è costituita da un fondo in terra battuta ricoperto di ghiaino, che non facilità le persone con ridotta capacità motoria. Saranno quindi realizzati percorsi accessibili che colleghino gli ingressi del parco con il Museo e con le altre strutture ad esso connesse (Granai, Teatro), tramite pavimentazione stradale drenante, colorata, ecologica e fonoassorbente (ideale per le aree sterrate anche in presenza di vincoli ambientali e storico-artistici) che andrà ad integrarsi con i percorsi in ghiaino esistenti, richiamando i vialetti dei parchi storici. La segnaletica esterna al Museo sarà potenziata con appositi stendardi, in modo che la funzione museale possa essere evidenziata e resa visibile fin dal cancello di ingresso di Villa Mimbelli. Ulteriori cartelli saranno installati lungo il percorso di accesso per guidare il visitatore svantaggiato ed evidenziare i servizi disponibili per l'utenza con bisogni speciali. Per quanto riguarda la rimozione delle barriere fisiche, cognitive e sensoriali all'interno del Museo, è previsto innanzitutto un generale ripensamento dell'area di accoglienza con la realizzazione di un guardaroba accessibile autogestito. Un punto informativo con operatori formati formati sulla disabilità sarà attivo mattina e pomeriggio, e sarà predisposto un numero telefonico dedicato all'accessibilità. Segnaletica interna, fibra ottica e formazione per gli operatori Sarà realizzata una segnaletica interna che, in armonia con le peculiarità della sede, potrà agevolare la visita ai soggetti più svantaggiati. E ancora l'approntamento di piccole aree di sosta e comodi punti di seduta dislocati lungo i percorsi, in corrispondenza con le postazioni multimediali e anche in prossimità delle opere più significative, per rendere la visita godibile e alla portata di tutti: un nuovo modo di guardare al museo in cui il relax diventa elemento fondamentale. Per agevolare la fruizione della collezione museale da parte degli utenti con ridotte capacità sensoriali è prevista la realizzazione di mappe tattili, depliant semplificati e supporti “tiflodidattici” di vario tipo, in particolare per alcune opere di Giovanni Fattori, la riproduzione di dipinti in altorilievo plastico corredati di didascalie in Braille, e l'acquisizione di “inbook” (libri accessibili). Si prevede l'ampliamento della rete cittadina in fibra ottica a banda ultra-larga, in modo da collegare ad internet il Museo con la tecnologia più performante presente sul mercato. Una app per smartphone consentirà di attivare narrazioni legate alle opere che si stanno osservando e video immersivi a realtà aumentata. Sulla piattaforma Sebina YOU saranno attivate mostre virtuali per vedere le opere in ambiente tridimensionale. Per gli operatori museali saranno organizzati due corsi di formazione, uno incentrato sulla disabilità visiva e l'altro sui soggetti sordi e sordociechi. Saranno organizzati, con l'ausilio di esperti, appuntamenti aperti a bambini con fragilità e alle loro famiglie. Livorno Today
INSERITO DA MIKI PAPPACODA VALMADRERA. Valmadrera ha un Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche. Il PEBA è stato approvato durante il Consiglio comunale di lunedì 19 dicembre, presentato dall'assessore Cesare Colombo che non ha nascosto come il documento sia dedicato alla memoria della compianta Pamela Cazzaniga: “Prima di entrare nel merito - ha esordito -, vorrei ricordare una persona che, con il suo impegno e la sua dedizione, ne è stata di fatto la promotrice: Pamela Cazzaniga, Consigliere Comunale, scomparsa il 28 marzo 2020 a soli 44 anni. Mi preme farlo perché nel breve periodo del suo incarico di consigliere ha portato avanti una mappatura dettagliata del territorio con l’obiettivo di individuarne le barriere architettoniche. Il lavoro di Pamela è stato il punto di partenza per la realizzazione di questo documento e vogliamo quindi raccogliere la sua eredità cercando di far diventare la nostra città sempre più vivibile, come lei ci ha insegnato”. Entrando nel merito, Colombo ha poi spiegato come il Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche sia lo strumento “concepito dal Legislatore nazionale per monitorare il territorio, facendo emergere le criticità e le barriere esistenti, per poi progettare e programmare gli interventi edilizi finalizzati a rendere sempre più accessibili gli edifici e gli spazi cittadini, allo scopo di migliorarne la fruibilità da parte di tutti. I destinatari del PEBA sono le persone con disabilità fisica, sensoriale e/o cognitiva, gli anziani, i bambini, i genitori con passeggini e altre fasce “deboli” di popolazione, le persone in sovrappeso, le persone in convalescenza, ecc., in sintesi chiunque si possa trovare in difficoltà nella relazione con uno spazio urbano destinato ad offrire un servizio pubblico che per definizione si rivolga alla totalità della cittadinanza (quella che è definita una “platea allargata”). Poiché nel corso della vita qualsiasi individuo può ritrovarsi ad affrontare condizioni temporanee di inabilità, gli interventi di eliminazione delle barriere architettoniche vanno a beneficio di tutti i cittadini”. Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche: cos'è “Il PEBA, quindi, non è solo uno strumento per i cittadini che presentano disabilità, ma partendo dall’attenzione alle differenti disabilità si pone l’obiettivo di migliorare la città e la sua fruibilità per tutti i cittadini. Non è la raccolta di progetti specifici contenenti tutte le indicazioni tecniche necessarie all’affidamento dei lavori per l’eliminazione delle barriere architettoniche presenti negli ambiti analizzati ma, in quanto “Piano”, si pone l’obiettivo di fornire all’Amministrazione uno strumento di “pianificazione degli interventi EBA” attraverso la raccolta di indicazioni utili ai progettisti, interni od esterni agli uffici comunali, che saranno in futuro chiamati a sviluppare progetti di dettaglio. Con specifico riferimento alle soluzioni progettuali proposte nel Piano, l’obiettivo è quello di mettere nelle mani dei futuri progettisti un documento che, oltre ad evidenziare le carenze fisiche e organizzative di ogni ambito analizzato, costituisca un “abaco” di soluzioni conformi tra cui scegliere in funzione dei vincoli particolari che dovessero emergere durante la progettazione definitiva/esecutiva”, ha aggiunto Colombo. Introdotti nel nostro ordinamento nel 1986, con riguardo agli edifici pubblici già esistenti, i PEBA vengono successivamente modificati nel 1992, per estenderne l’ambito di applicazione agli spazi urbani, e ripensati come: - strumento strategico finalizzato a migliorare l’accessibilità degli edifici pubblici e degli spazi urbani; - strumento interdisciplinare, diretto a favorire la mobilità, la sicurezza e l’integrazione sociale; - strumento partecipato, in quanto prevede il coinvolgimento attivo di portatori di interesse e cittadini; - strumento dinamico in quanto aggiornabile mediante il continuo monitoraggio degli interventi programmati e attuati, anche per analizzarne l’efficacia alla luce delle soluzioni adottate e migliorarne l’efficacia; - strumento efficiente, poiché mette a sistema gli interventi ottimizzando i costi degli interventi e permettendo di pianificare gli stessi in un orizzonte di medio periodo; - strumento organico, in quanto valuta l’accessibilità come un sistema integrato, proponendo interventi correlati tra di loro, anziché interventi a macchia di leopardo. “Il PEBA dev'essere visto come uno strumento “isolato”, ma è sviluppato nel rispetto del principio di conformità con gli altri strumenti vigenti di Pianificazione territoriale e di programmazione dell’attività dell’ente. Il Piano dev'essere considerato come un Piano Integrato dunque agli strumenti pianificatori della città, ad esempio PGT (Piano del Governo del Territorio), PUT (Piano Urbano del Traffico) e Piano di Zonizzazione Acustica e Regolamento Edilizio”. “Come detto, il PEBA è un Documento in continua elaborazione e risulterà composto dai seguenti elaborati: - Relazione Generale: contenente gli obiettivi complessivi che si intendono perseguire con il Piano, le indicazioni e i criteri in base ai quali è stato delimitato l’ambito oggetto del PEBA, con elenchi di beni immobili da censire in quanto rientranti nell’ambito specifico dello studio; - Relazioni specifiche: relative ai vari settori/tipologie analizzate con elaborazione delle proposte di soluzione con la motivazione delle scelte operate con riguardo a: caratteristiche tipiche del territorio (conformazione e morfologia, vincoli di natura storica, artistica, archeologica o paesaggistica), possibili indicazioni emerse dalla consultazione dei portatori di interesse, altre considerazioni corredate dall’eventuale raccolta di buone prassi già adottate sul territorio stesso; la stima dei costi delle proposte di soluzione; la definizione dei criteri di priorità, delle strategie di intervento e la programmazione pluriennale degli interventi”. Alla data odierna fanno parte del Piano, oltre alla Relazione Generale, che detta le Linee guida da attuare in materia di eliminazione delle barriere architettoniche, anche i seguenti elaborati relativi ai percorsi di mobilità lenta (con attenzione alla mobilità pedonale): - Mobilità lenta: Relazione; - Mobilità lenta: Strade analizzate; - Mobilità lenta: Schede. “La Relazione Generale, e i primi due documenti della Mobilità Lenta all’approvazione di questo Consiglio. Il documento "Mobilità Lenta: Schede", che raccoglie l’analisi di 60 strade su 90 di Valmadrera, è invece un documento in continua evoluzione, e sarà approvato in Giunta Comunale. Il PEBA è uno strumento "vivo", non è un Piano elaborato univocamente dai tecnici e dagli specialisti, ma si configura in alcuni passaggi come percorso condiviso e partecipato dai cittadini e dalla comunità, è un processo inoltre trasversale che coinvolge più Assessorati dell’Amministrazione Comunale”. “Per questo motivo, quanto in approvazione si configura come un punto di partenza, che dovrà raccogliere i contributi di tutte le forze politiche, le associazioni e i cittadini. Tutti i documenti saranno pubblicati su una sezione specifica del sito del Comune per favorirne la lettura e la raccolta di contributi. Sono pochi i Comuni in Regione Lombardia che hanno un PEBA e Valmadrera si accinge ad essere uno di questi. Non è il modo di farsi belli, anzi, tutt’altro: il PEBA fa emergere tutte le necessità del nostro territorio. Ma ci sembra il modo più giusto per affrontare in modo organico il miglioramento della nostra città. Permettetemi di chiudere questo intervento con un ringraziamento particolare al personale degli uffici, che con il loro impegno e le loro competenze hanno contribuito in modo determinante alla realizzazione del documento”. Lecco Today