Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
I chiarimenti dell’INPS, con l’entrata in vigore dei nuovi termini
Lo scorso 20 agosto l'INPS ha ritenuto utile pubblicare una nota relativa alla validità e alla scadenza della Dichiarazione Sostitutiva Unica(DSU), utile ai fini dell’ISEE, con l’approssimarsi del 31 agosto, data del precedente periodo di scadenza.
L’INPS ricorda infatti che l’articolo 10 del Decreto legislativo 147 del 2017 aveva modificato il periodo di validità della DSU: a decorrere dal 1° gennaio 2019, la DSU era valida dalla data di presentazione fino al successivo 31 agosto. (Ne avevamo parlato qui).
Tuttavia, tale scadenza è stata successivamente modificata: il decreto legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, ha modificato tale comma, prorogando al 31 dicembre 2019 il periodo di validità delle DSU presentate dal 1° gennaio 2019 al 31 agosto 2019.
In merito a questo, l’INPS precisa inoltre che le DSU già attestate che recavano data scadenza 31 agosto 2019 sono state aggiornate sul portale con la nuova data di scadenza.
Sulla materia da ultimo è intervenuto il decreto crescita, che ha messo a regime la modifica suddetta, stabilendo che la DSU è valida dalla data di presentazione fino al successivo 31 dicembre (art. 4 sexies).
In sintesi, quindi, tutte le DSU presentate nel corso dell'anno 2019 scadono il 31 dicembre 2019 (ad es. una DSU presentata il 1 agosto 2019 scade il 31 dicembre 2019). Dal 1° gennaio 2020 tutte le DSU che saranno rilasciate a decorrere da tale data scadranno il 31 dicembre 2020.
Raccontare la disabilità e la malattia è sempre difficile. Forse per questo il tema trova così poco spazio sui quotidiani. Da un lato si rischia di identificare la persona con la sua malattia, cadendo nel pietismo e facendone uno “svantaggiato” a tutto tondo. Dall'altro c'è la retorica del “guerriero” che combatte il male, che vince o perde, invece di guarire o morire. Nel mezzo ci sono le persone e le loro storie, fatte di momenti di gioia e di altri drammatici, tutte straordinarie e ordinarie al tempo stesso, a patto che vengano trattate con la necessaria sensibilità, fuggendo come la peste il pietismo e il sensazionalismo. Uomini e donne, non eroi: ecco le storie di Grazia e Alberto che tagliano il traguardo del trofeo mano nella mano o quella di Giacomo e Giovanni che rincorrono i dinosauri. Non hanno fatto niente di eccezionale, semplicemente stanno l'uno accanto all'altro, non si lasciano soli.
“Mio fratello rincorre i dinosauri”, il film che sfida i pregiudizi sulla sindrome di Down
Belluno. “Avevo iniziato a staccargli di dosso il codice a barre con scritto Down e avevo iniziato a vederlo per quello che era”. Lo scrive Giacomo Mazzariol nel suo libro 'Mio fratello rincorre i dinosauri' a proposito di Giovanni, nato con un cromosoma in più. Una sorta di diario, non una testimonianza sulla disabilità, ma il racconto, autentico e spontaneo, della quotidianità con un fratello affetto dalla sindrome di Down. Un libro che il regista Stefano Cipani ha letto tutto d'un fiato per portarlo sullo schermo. Il suo lungometraggio d'esordio, con lo stesso titolo del libro, sarà presentato in anteprima il 2 settembre alla Mostra del Cinema di Venezia come evento speciale delle Giornate degli Autori (Il Corriere delle Alpi, Il Mattino di Padova, La Nuova Venezia, La Tribuna di Treviso).
Pavia, al trofeo di handbike Grazia e Alberto tagliano il traguardo mano nella mano
Pavia. Al IX° Trofeo città di Pavia handbike, sono tante le "cartoline" da custodire e portare a casa. La prima, così grande da farci un poster, è l'immagine di due atleti che tagliano il traguardo insieme, tenendosi per mano: sono i bresciani Grazia Colosio e Alberto Glisoni: lei nella categoria WH4 e lui nella Open, unico “normodotato” al via del circuito. Sono sposati da 35 anni e lui, soprannominato Algebra per le sue invenzioni tra cui il gioco da tavola “Billo”, ha scelto di stare vicino alla moglie in carrozzina anche condividendo la passione dell'handbike. Una grande prova d'amore. L'altra cartolina è quella che mostra le lacrime di Angela Scariato, nel raccontare quella che è un'esperienza che “mi dà sicuramente molto più di quel che riesco a dare io” (La Provincia Pavese).
Altri12,5 milioni di eurosono in arrivo dalla Regione per sostenere le persone condisabilità gravissime. La Toscana li desttinerà alle società della Salute e alle Asl come già ha fatto, a partire dal 2016, con altri 36 milioni di euro.
"Alle Asl e alle Sds - spiega la Regione - il compito di valutare, attraverso le proprie unità di valutazione multidisciplinari per la disabilità (Uvmd), le condizioni di disabilità gravissima, secondo i parametri stabiliti dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, e predisporre il progetto di vita, all'interno del quale è possibile prevedere l'erogazione di un contributo che va da 700 a 1.000 euro, per attivare un contratto con un assistente personale e sostenere dunque la permanenza al proprio domicilio della persona con disabilità gravissima.
Il cittadino con disabilità può rivolgersi ai servizi per richiedere la valutazione delle sue condizioni di bisogno, secondo un percorso già definito e presente da tempo sul nostro territorio. "L'obiettivo - chiarisce l'assessore al diritto alla Salute e al Sociale,Stefania Saccardi- è quello di evitare, o in qualche caso differire, l'istituzionalizzazione, e rafforzare l'assistenza di queste persone presso il proprio domicilio, nell'ottica di un miglioramento della qualità della vita. Le persone con disabilità, anche gravissima, se supportate adeguatamente, stanno sicuramente meglio a casa propria che in istituto. Il contributo non è sostitutivo, ma aggiuntivo e complementare alle prestazioni domiciliari svolte da personale sanitario".
DI MICHELE PAPPACODA «18 disoccupati con disabilità motorie e uditive di età compresa tra i 18 e i 35 anni, interessati a intraprendere e gestire un’ospitalità extra-alberghiera (appartamento turistico, bed&breakfast, casa vacanze), accogliendo turisti con le loro stesse caratteristiche nei propri appartamenti accessibili»: a loro si rivolge HostAbility, progetto che vuole facilitare l’inserimento lavorativo di persone con disabilità, creando il primo circuito di turismo accessibile organizzato a Roma e nel Lazio. Scopriamone di più, ricordando che si potranno inviare le domande di candidatura fino al 31 agosto.
Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it
Alcuni report di viaggio di persone con disabilità nelle loro vacanze sia in Italia che all’estero in sedia a rotelle, con info pratiche su accessibilità e strategie per aggirare le barriere architettoniche Per una persona che utilizzi la sedia a rotelle spostarsi e viaggiare, visitando magari una città, come sappiamo è sempre un po’ più complicato rispetto a chi non sia accompagnato da questo fondamentale ma ingombrante ausilio. Prima di partire, la trafila della prenotazione del viaggio è quindi ben lunga: parte addirittura dalla scelta della meta, per poi passare per quella del mezzo di trasporto, dell’albergo, degli eventuali musei ed attrazioni, ma anche della accessibilità generale della città. Il modo da sempre più sicuro per non incappare in qualche sorpresa, è avere qualche buon consiglio da amici o conoscenti che quel viaggio già l’abbiano fatto e quella città già l’abbiano visitata – naturalmente nelle nostre stesse condizioni. Per questo motivo da qualche anno cerchiamo di creare un circuito di esperienze di viaggio condivise, invitando i nostri lettori a mandarci i loro report di viaggio che possano poi da noi essere messi online in modo da offrire a chiunque abbia voglia di approcciarsi a quella vacanza indicazioni utili, verificate e soprattutto pratiche sulla città o il Paese che si intende visitare. Rinnovando quindi l’invito a tutti voi, a mandarci i vostri raccontidettagliati di vacanze (importantissime sono anche le informazioni che possono sembrare secondarie, ma non lo sono affatto, come le pendenzedelle strade, la presenza e l’indicazione di mezzi pubblici accessibili, le eventuali segnalazioni di inaccessibilità o, al contrario, di accessibilità, di musei e attrazioni, ect), vi rimandiamo agli ultimi diari di viaggio ricevuti dai nostri preziosissimi lettori. Ci sembra particolarmente utile, visto il periodo di vacanze estive ormai prossime, ricordando che si tratta di esperienze personali, che possono quindi variare da soggetto a soggettoanche, naturalmente a seconda del mezzo con cui ci si sposta: ad esempio carrozzina elettrica o carrozzina manuale (ad auto spinta o da transito), con/senza propulsore di spinta. ROMA IN CARROZZINA – Il nostro affezionato lettore Mirko Ferranti, che si muove con una carrozzina elettrica, ci manda periodicamente i suoi dettagliati e preziosissimi report di viaggio. In questo, dedicato alla Capitale, Mirko ci dà utilissime dritte sull’accessibilità di alcune attrazioni – talvolta non ben segnalata – e un suggerimento pratico per non restare fuori da locali e ristoranti, che nel centro storico di Roma spesso non sono esattamente wheelchair friendly. Qui trovate l’articolo completo del viaggio a Roma in carrozzina. SICILIA IN CARROZZINA – La Sicilia è terra meravigliosa in ogni sua parte. Abbiamo raccolto in due distinti articoli i report di viaggio di Mirko Ferranti che nel primo ci racconta la parte da Palermo, la Valle dei Templi, la celebre Scala dei Turchi e i gioielliMarzamemi, Scicli, Noto, Cefalù (qui nell’articolo Sicilia in carrozzinaparte 1). In un secondo articolo, di qualche anno fa ormai, la zona di Erice, Marsala, Selinunte Scopello (qui nell’articolo Sicilia in carrozzinaparte 2) GOZO E MALTA IN CARROZZINA E RUOTINO – Ci spostiamo invece al’estero, grazie al diario di viaggio di Ignazio Drago, che in questa primavera ha fatto un bel giro di Malta e Gozo in carrozzina e propulsore di spinta. Interessanti le sue osservazioni sulla accessibilità (o non accessibilità!) locale, come pure le strategie per superare momenti tecnicamente imprevisti, come le batterie scariche del ruotino a metà giornata! Qui l’articolo su viaggio a Malta e Gozo in carrozzina. NORMANDIA IN CARROZZINA –Infine, proponiamo il racconto del viaggio in Normandia del team di Strabordo, associazione che si occupa di organizzare viaggi di gruppo per persone con e senza disabilità. Quello in Normandia è stato un viaggio “di perlustrazione”, per verificarne e testarne accessibilità e fattibilità a persone in carrozzina. Anche qui le ragazze del direttivo di Strabordo ci porteranno virtualmente con loro, raccontandoci la magia dei luoghi cari a Monet, ma anche dettagliandoci su come hanno girato tra vicoli di ciottoli e la suggestiva spiaggia di Mont Saint Michel a bordo delle loro carrozzine. Qui per info e contatti! Qui il report del viaggio in Normandia in carrozzina Non ci resta, a questo punto, che augurarvi buon viaggio. Attendiamo i vostri racconti!
Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it
Tredici giovani adulti rimasti paralizzati in seguito a un incidente hanno riacquistato la mobilità delle mani e dell'avambraccio grazie a una pionieristica tecnica chirurgica che è riuscita ad aggirare la lesione nervosa. Il procedimento di trasferimento di nervi è stato provato su un ristretto numero di pazienti tetraplegici, cioè con tutti e quattro gli arti paralizzati, per una lesione del midollo spinale nella regione cervicale.
Autostrada interrotta. I segnali sensoriali e motori sono trasmessi dal cervello ai muscoli attraverso il midollo spinale: un trauma spinale interrompe questo flusso di informazioni, compromettendo varie funzioni a seconda di dove è localizzato e della sua gravità. Se la lesione si verifica nella regione cervicale, all'altezza del collo, viene danneggiata anche la funzione degli arti superiori, perché molti dei nervi che controllano il movimento delle braccia si innestano nel midollo spinale al di sotto del collo.
Un recupero sorprendente. Nella serie di interventi descritta sul Lancet, i nervi sani del paziente che si collegavano al midollo spinale prima dell'area danneggiata sono stati connessi chirurgicamente ai muscoli dell'avambraccio e utilizzati per bypassare le sezioni nervose danneggiate. In questo modo è stato possibile riportare il segnale nervoso e la funzionalità al muscolo paralizzato: dopo diversi mesi di riabilitazione, i pazienti sono riusciti a mangiare, aprire bottiglie, alzare le braccia per accendere la luce, lavarsi, accedere all'auto, spingere più agevolmente la carrozzina e a compiere altri gesti basilari che hanno sensibilmente migliorato la loro qualità di vita.
Lo studio. Natasha van Zyl, il chirurgo dell'Università di Melbourne che ha condotto lo studio, ha tentato l'approccio descritto su 16 pazienti tetraplegici che avevano subito la lesione nei 18 mesi precedenti (dopo questo periodo di tempo, infatti, la possibilità di recuperare i muscoli si esaurisce). In tutto, ha operato 59 trasferimenti nervosi: ogni paziente ne ha subiti diversi. Dieci partecipanti hanno anche ricevuto un trasferimento tendineo nell'altro braccio: un procedimento che funziona in modo analogo e che ha l'effetto di rafforzare il muscolo (mentre il trasferimento di nervi permette movimenti più agili).
In quattro casi gli interventi di trasferimento di nervi non hanno funzionato: un dato che dice che la procedura non è da considerarsi un rimedio universale e che non dà certezza di recupero. Tuttavia 13 pazienti, dopo due anni dall'intervento, hanno raggiunto una funzionalità molto soddisfacente della mano e del gomito nonché una certa indipendenza nelle attività quotidiane.
Meglio in combinazione. «Abbiamo dimostrato che il trasferimento di nervi e di tendini possono essere combinati con successo per massimizzare i benefici» spiega il chirurgo. I pazienti che hanno subito entrambi gli interventi hanno spiegato di apprezzare entrambe le funzionalità riacquisite nei due arti superiori, per motivi diversi. La tecnica del trasferimento di nervi non è nuova, ma era stata testata finora solo in casi singoli: è la prima volta che se ne dimostra il potenziale sulle lesioni spinali, e che si testano i benefici di più transfer a paziente.
Dal momento in cui è stato condotto lo studio ad oggi, Natasha van Zyl ha eseguito 160 interventi di questo tipo. Ogni anno sono 250-500 mila, le persone che subiscono una lesione spinale, e più della metà diviene tetraplegica. Interventi come quello descritto possono sfruttare la versatilità e la resilienza del corpo umano per migliorare la gestione di simili traumi.
Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it
Quanto spetta nel 2019 ai cittadini che hanno diritto all’invalidità civile, all’accompagnamento, alla pensione per i ciechi e i sordi, all’assegno sociale, all’indennità di frequenza e a tutte le altre prestazioni legate all’invalidità? Qui tutte le cifre
La circolare INPS n.122, pubblicata il 27 dicembre 2018, interessa tutti i cittadini italiani con dirittoall’invalidità civile, all’indennità di accompagnamento,all’assegno sociale, allaindennità di frequenzae allapensione ciechiepensione sordi. La circolare, infatti, indica tutti gli importi aggiornatirispetto al 2018, i criteri e le modalità applicative dellarivalutazione delle pensioni e delle prestazioni assistenzialiper l’anno 2019, i cui criteri sono previsti dall’articolo 34 della legge 23 dicembre 1998, n. 448. Sulla base diinflazioneecosto della vita, gli importi sono statirivalutati dell’1,1%. Nella circolare viene specificato inoltre che in previsione dell’entrata in vigore della legge di bilancio per l’anno 2019, gli incrementi per il 2019 descritti nella presente circolarepotranno subire variazioni.
NUOVI LIMITI DI REDDITO E IMPORTI- In generale,i limiti di redditoper il diritto alle pensioni in favore di invalidi civili totali, ciechi civili e sordi sonoaumentati dello 0,9%, portandosi a quota€ 16.814,34.
Il limite di reddito per il diritto all’assegno mensile degli invalidi parzialie delleindennità di frequenzaè quello stabilito per la pensione sociale (art. 12 della legge n. 412/1991), ed è di€ 4.906,72. Tali limiti si applicano anche agliassegni socialisostitutivi dell’invalidità civile. Si ricorda che, nelle ipotesi di assegno mensile di invalidità civile che si trasforma in assegno sociale sostitutivo dell’invalidità civile, nell’anno della trasformazione il limite reddituale è quello riportato in tabella fino al mese precedente la trasformazione mentre, nel mese della trasformazione, deve essere soddisfatto il limite reddituale previsto dall’articolo 67 della legge n. 448/1998 e dall’articolo 52 della legge n. 448/1999.
Quanto alle provvigioni, vediamo un aumento per le prestazioni assistenziali di invalidi civili, ciechi civili e sordi (assegno mensile e pensione di inabilità civile) che per il 2019 saranno pari a € 285,66 mensili (nel 2018 erano di € 282,55). Gli invalidi civili con diritto all’indennità di accompagnamento vedranno erogarsi € 517,84 al mese (nel 2018 erano € 516,35).
Di seguito sintetizziamo i contenuti della circolare in unatabella:
Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it
Un gruppo internazionale di ricercatori, del quale hanno fatto parte anche esperti italiani, ha valutato la sicurezza e l’efficacia di un farmaco denominato efgartigimod in soggetti che erano in cura con i trattamenti abituali per la miastenia grave. Il prodotto è risultato sicuro e ben tollerato e gli effetti ottenuti suggeriscono che esso possa costituire un nuovo approccio alla malattia.
Il farmaco efgartigimod è un frammento Fc, cioè una parte di una immunoglobulina, creato in laboratorio e modificato per aumentare la sua tendenza a legarsi con le immunoglobuine IgG. L’obiettivo della sua somministrazione è quello di bloccare la formazione degli auto-anticorpi, del tipo IgG, che provocano la malattia. Howard e colleghi ne hanno valutato la sicurezza e l’efficacia in soggetti con miastenia grave generalizzata che avessero presentato anticorpi verso i recettori dell’acetilcolina. I malati erano in cura, con protocolli stabilizzati basati sui trattamenti comunemente usati in questa indicazione. Si è trattato di una ricerca di fase 2, cioè esplorativa, eseguita con un protocollo randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo. I risultati sono riferiti ai dati raccolti da 15 Centri. I soggetti arruolati sono stati assegnati in ordine casuale al gruppo trattato con placebo o a quello che ha ricevuto 4 dosi di efgartigimod da 10 mg/kg per via endovenosa in un lasso di tempo di 3 settimane. Le cure già in atto sono state proseguite. I criteri di valutazione primari hanno riguardato sicurezza e tollerabilità. Quelli secondari sono consistiti in valutazioni, relative all’efficacia, basate su diverse scale standardizzate di valutazione specificatamente create per la miastenia grave. Sono state studiate anche alcune caratteristiche farmacologiche del trattamento. Dei 35 malati selezionati inizialmente, ne sono stati arruolati 24, dei quali 12 hanno ricevuto l’efgartigimod e 12 il placebo. L’efgartigimod è stato ben tollerato in tutti i soggetti trattai: non ci sono stati effetti collaterali seri o gravi, non ci sono state modificazioni significative dell’elettrocardiogramma e di segni vitali come pressione arteriosa e frequenza cardiaca e non si sono osservate differenze fra il gruppo dell’efgartigimod e quello del placebo in termini di comparsa degli effetti indesiderati. Nei malati trattati con l’efgartigimod si è rilevata una rapida diminuzione delle IgG totali e degli anticorpi anti-recettori dell’acetilcolina. L’analisi delle variazioni di tutte le scale diagnostiche utilizzate ha dimostrato che nel 75% dei casi ci sono stati miglioramenti rapidi e duraturi.
La relazione che si è osservata fra riduzione delle IgG e degli auto-anticorpi e miglioramento del quadro clinico della malattia suggerirebbe, secondo gli autori, che l’effetto del farmaco su tali anticorpi può costituire un approccio innovativo nella cura della miastenia grave generalizzata.
Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it
Con l’età che avanza aumenta, in genere, anche il numero di medicine che ci troviamo ad assumere. La politerapia,ovvero l’assunzione di più farmaci necessaria a seguire più di una terapia, è una condizione comune a moltissimi anziani: secondo alcune stime un over 65 su 10 prende anche più di 10 farmaci al giorno.
RISCHI DELLA POLITERAPIA - E’ evidente quindi come uno dei rischi maggiori, a quella età, sia quello di sbagliare l’assunzione dei farmaci o, ancor più frequentemente, dimenticarsene del tutto. Una ricerca condotta su 1.427 over 65 con ipertensione arteriosa, a cura del Centro Studi di Economia Sanitaria di Senior Italia FederAnziani, conferma il fenomeno e i suoi effetti collaterali: i dati hanno convalidato che per il 70% dei casi, la dimenticanza dell'assunzione farmacologica è causata dalla combinazione tra un alto numero di farmaci prescritti e tanta confusione a riguardo.
LE 7 REGOLE - Come fare, quindi, per aiutare il nonno a seguire in maniera corretta le terapie e assumere tutti i farmaci necessari al suo benessere? La società Italiana Reumatologia suggerisce delle semplici regole per non scordare nessuna pillola e per evitare di sbagliarne il dosaggio:
1. Scrivere la posologia sulla confezione, in modo da rendere ben visibile il giusto dosaggio riferito allo specifico farmaco
2. Lasciare la prescrizione medica in un punto ben visibile della casa (frigorifero, dispensa) oppure appuntare i dettagli di questa su una lavagnetta.
3. Impostare un promemoria del cellulare può rivelarsi estremamente utile per i più tecnologici. Una sveglia riferita all'orario corretto di assunzione del farmaco è un buon memorandum.
4. Affiancare il farmaco ad azioni quotidiane, come lavarsi i denti o dopo i pasti principali.
5. Stabilire un ritmo regolare di assunzione per creare una routine quotidiana, seguendo le indicazioni del medico. Appena svegli o qualche minuto prima di coricarsi sono i momenti più indicati per cadenzare il trattamento, creando una ripetitività difficile da rompere.
6. Utilizzare un calendario, segnando con un colore diverso ogni nuova assunzione, evidenziando così le diverse pillole ed evitando di prendere due volte lo stesso prodotto.
7. Usare contenitori appositi. In farmacia si trovano apposite scatolette in cui inserire le medicine da prendere durante la settimana. Il farmaco viene separato dalla confezione e ciò può causare confusione.
LE SOLUZIONI - Gli stessi anziani hanno suggerito alcune soluzioni utili per evitare dimenticanza e confusione connesse al loro piano terapeutico. Tra queste, raccolte sempre dal Centro Studi di Economia Sanitaria di Senior Italia FederAnziani:
- L’uso di un ausilio tecnologico che ricordi di assumere i farmaci nell'orario corretto;
- La riduzione del numero di compresse da assumere che, preferibilmente, dovrebbero trovarsi all'interno di confezioni simili se appartenenti alla stessa area terapeutica;
- Il monitoraggio medico costante con coinvolgimento del paziente.
Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it
La legge prevede la possibilità, in presenza di particolari requisiti e condizioni, di usufruire di agevolazioni auto per persone disabili. Tra queste, quella di poter acquistare un’auto ogni 4 anni con iva agevolata al 4% anziché al 22%. Per poter accedere a questa agevolazione è necessario che siano presenti alcuni requisiti legati sia alla condizione di disabilità accertata, sia all’eventuale obbligo di adattamento del veicolo, sia alla situazione fiscale del richiedente il beneficio.
Sulla questione dell’iva agevolata per acquisto auto disabili è tornata anche in questi giorni l’Agenzia delle Entrate, che ha risposto ad un interpello in materia. In particolare, la domanda era: se la persona che ha acquistato l’auto con iva agevolata in realtà non ne aveva diritto perché il familiare con disabilità non risultava fiscalmente a suo carico, come fare per regolarizzare la propria posizione? Riassumiamo qui i punti salienti del documento dell’Agenzia delle Entrate che, oltre a rispondere in merito alla questione, ricorda criteri e presupposti per godere dell’agevolazione all’acquisto auto con iva ridotta.
QUALI VEICOLI HANNO DIRITTO ALL’IVA AL 4% - Sono soggetti ad IVA agevolata del 4 per cento gli autoveicoli di cui all’articolo 54, comma 1, lettere a), c) ed f), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285. Si tratta, tra l’altro, dei veicoli:
- di cilindrata fino a 2000 centimetri cubici se con motore a benzina e a 2800 centimetri cubici se con motore diesel,anche prodotti in serie, adattati per la locomozione dei soggetti di cui all'articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, con ridotte o impedite capacità motorie permanenti, ceduti ai detti soggetti o ai familiari di cui essi sono fiscalmente a carico;
- gli autoveicoli di cui all’articolo 54, comma 1, lettere a), c) ed f), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, di cilindrata fino a 2000 centimetri cubici se con motore a benzina, e a 2800 centimetri cubici se con motore diesel, ceduti a soggetti non vedenti e a soggetti sordomuti, ovvero ai familiari di cui essi sono fiscalmente a carico.
COSA DICE LA LEGGE - L’applicazione dell’aliquota ridotta ai veicoli destinati al trasporto o guida idi persone con disabilità è stata introdotta originariamente dalla legge 9 aprile 1986, n. 97, e disciplinata dal decreto del Ministero delle Finanze 16 maggio 1986.
QUALI DOCUMENTI PRODURRE - Ai sensi dell’articolo 1 del suddetto decreto, il beneficiario, per ottenere l’applicazione dell’IVA con aliquota del 4 per cento, deve produrre al concessionario la documentazione attestante il diritto all’agevolazione, tra cui la certificazione relativa alla condizione di disabilità e la dichiarazione sostitutiva di atto notorio attestante che nel quadriennio anteriore alla data di acquisto del veicolo non ha acquistato un analogo veicolo agevolato.
LA COMUNICAZIONE DA PARTE DEL CONCESSIONARIO - In base all’articolo 3 del medesimo decreto, entro trenta giorni dalla data della cessione, il cedente è tenuto a comunicare all’ufficio dell’Agenzia delle entrate, territorialmente competente in ragione della residenza dell’acquirente, la data dell’operazione, i dati anagrafici e la residenza dell’acquirente nonché la targa del veicolo ceduto. I veicoli devono essere immatricolati ed iscritti “nel pubblico registro automobilistico nei confronti dell’acquirente avente diritto all’applicazione dell’aliquota agevolata”, come previsto dall’art. 2 del decreto.
L’articolo 8, comma 3, della legge n. 449 del 1997, dispone, inoltre, che gli adattamenti del veicolo devono risultare dalla carta di circolazione.
SE IL DISABILE NON E’ A CARICO DELL’ACQUIRENTE – Come visto, quindi, le agevolazioni relative agli autoveicoli utilizzati per la locomozione dei soggetti di cui all'articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, con ridotte o impedite capacità motorie, sono riconosciute a condizione che gli autoveicoli siano utilizzati in via esclusiva o prevalente a beneficio dei predetti soggetti, e possono essere fruite tanto dal disabile qaunto dalla pèersona di cui egli risulti fiscalmente a carico.
Nella fattispecie del caso esaminato dall’Agenzia delle Entrate, , l’autovettura acquistata, benché utilizzata per i fini previsti dalla norma, è stata intestata ad un soggetto che non possiede il requisito di cui al citato n. 31 della Tabella A, parte seconda, poiché il disabile non è fiscalmente a suo carico. A questo punto, comunica l’Agenzia delle Entrate, il soggetto acquirente, non avendo diritto ad usufruire dell’aliquota iva agevolata, deve versare la differenza di imposta rispetto a quella che ha già pagato al concessionario all’atto dell’acquisto. Come fare? L’agenzia specifica che: Per consentire al contribuente di adempiere a tale obbligo si può utilizzare la medesima procedura prevista nel caso in cui ricorra l’ipotesi di decadenza dall’agevolazione, ai sensi del citato comma 37. Pertanto, in generale, l’interpellante dovrà provvedere a comunicare la rappresenta assenza di presupposti alla Direzione Provinciale territorialmente competente, anche mediante le medesime modalità e con identiche informazioni presenti nell’istanza di interpello in oggetto. Sarà cura dell’Ufficio competente, poi, procedere a recuperare la differenza di imposta non versata, utilizzando il medesimo avviso di liquidazione previsto dalla procedura di cui all’articolo 1, comma 37, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.