Overblog Tutti i blog Blog migliori Lifestyle
Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it

giornalino associazione diversabili penisola sorrentina della dott.rosa de martino

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Ancona, una citta' piena di barriere architettoniche

22 Ottobre 2019, 09:51am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA A parlare è il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Gianluca Quacquarini che parla di barriere architettoniche e disabilità. AMCONA. "Si è parlato a lungo dell’abbattimento delle barriere architettoniche, ma camminando per la città ci si rende conto che per i disabili è un po’ problematico muoversi: scivoli inesistenti per salire sui marciapiedi, dove esistenti spesso disastrati, pali della luce e cartelli stradali posti in maniera da rendere difficile il passaggio per chi si muove in carrozzina, parcheggi selvaggi degli automobilisti sulle strisce pedonali o sui marciapiedi e tanto altro ancora". A parlare è il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Gianluca Quacquarini che, in una nota stampa, spiega: "Da anni ci battiamo su questi temi e sempre lo faremo. Abbattimento delle barriere architettoniche e vivibilità della città sono una priorità non più procastinabile. Un esempio tra i tanti: abbiamo depositato già 9 mesi fa una mozione, della quale sono il primo firmatario e relatore, per la salvaguardia dei parcheggi riservati ai disabili per cominciare a sperimentare un dispositivo chiamato “Tommy”. Questa proposta presto dovrebbe andare in discussione e, speriamo, approvata all’unanimità in Consiglio comunale. La battaglia su questi argomenti deve essere generalizzata e non di una sola parte. Rendiamo le nostre città vivibili per tutti. Comunque per capire basterebbe, di tanto in tanto, mettersi un po’ nei panni di chi non ha le nostre stesse possibilità motorie e permettere, così, a tutti senza distinzioni, di poter ammirare la nostra bellissima città".

Ancona Today del 21.10.2019

Leggi i commenti

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO A Barletta "la rivolta delle carrozzine": incontri per una citta' accessibile ai disabili

18 Ottobre 2019, 09:56am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

BARLETTA. Barletta non è ancora una città accessibile alle persone con disabilità o con mobilità ridotta come anziani, donne in gravidanza e genitori con bambini in passeggino.
Nonostante le leggi, i regolamenti, i protocolli e le denunce, molti sono ancora gli ostacoli, molte sono le barriere architettoniche (e sociali) da superare: marciapiedi troppo alti o troppo stretti, buche sul manto stradale, uffici e luoghi pubblici non attrezzati, rampe di scale impossibili da superare. Diffusissima è anche l'occupazione dei posti auto riservati ai disabili da chi disabile non è, un fenomeno deprecabile che ferisce ancor di più quando è accompagnata da quelle terribili parole che mai potranno giustificarla e che hanno anche amaro sapore dello scherno: “torno subito”, “sto solo 5 minuti”.

"Queste condotte sono i più chiari indici del grave dissesto sociale e culturale della nostra comunità, ma non dobbiamo arrenderci mai: l’eliminazione di ogni barriera architettonica è un diritto esigibile e deve essere una priorità sociale, politica e comunale.
Per questi motivi, l’Ambulatorio popolare di Barletta OdV chiama a raccolta tutte le persone con disabilità o con ridotta mobilità e tutte le persone sensibili a questo problema: troviamoci tutti martedì alle ore 18:30 in corso Vittorio Emanuele nei pressi di Eraclio, in un flash- mob che ci vedrà ribaltare il problema: per una volta saranno le carrozzine e i passeggini ad occupare la strada e i parcheggi dei normodotati.

Una provocazione con cui vogliamo sensibilizzare tutte e tutti e soprattutto l’amministrazione comunale, affinchè i problemi di queste persone siano assunti dall'intera collettività e i luoghi pubblici possano essere fruibili da tutti, nessuno escluso
Seguirà alle 19:00 uno spettacolo di sensibilizzazione organizzato con le ragazze e i ragazzi straordinari dell’Associazione di volontariato Zenith, di Andria.

Come ogni buona protesta anche in questa ci sono le proposte. In particolare chiediamo al Sindaco Mino Cannito e alla politica locale la realizzazione del Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA) e tal fine l’apertura del tavolo tecnico previsto dal protocollo sottoscritto il 30 settembre 2015, in modo da abbattere le barriere architettoniche presenti negli edifici e spazi pubblici, estendere l’installazione dei pannelli integrativi “Se vuoi il mio posto prendi il mio handicap”, sviluppare politiche inclusive, promuovere e sostenere iniziative di carattere socioculturale tese alla rieducazione civile delle comunità e al rispetto dei diritti delle persone con ridotta capacità di deambulazione affinché si giunga al miglioramento delle condizioni di vita di tutti.
Chiediamo infine alla Polizia Municipale maggiori controlli finalizzati sia alla punizione dei parcheggiatori abusivi sulle aree destinati ai disabili o alle donne in gravidanza, che delle deprecabili contraffazioni dei relativi tagliandi.
La battaglia contro l'egoismo delle persone soprattutto in tema di disabilità è certamente una delle più ardue, ma va combattuta senza abituarsi mai, senza arrendersi mai

Barletta Live del 16.10.2019

Leggi i commenti

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINOCani guida, cosa fare quando li si incontra per strada

16 Ottobre 2019, 10:43am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

È la Giornata nazionale del cane guida, molto più che un compagno di vita per persone cieche o ipovedenti. Che ancora oggi subiscono troppe discriminazioni. Nelle strade, nei locali, sui mezzi pubblici. E nelle città a ostacoli...

Non solo compagno di vita
Un cane guida, per un non vedente o un ipovedente, non è soltanto un fedele compagno di vita. È un’estensione di se stesso, un prolungamento del corpo. Il cane è chiamato a sostituire gli occhi della persona, diventa la sua chiave di accesso al mondo. È un pezzo stesso della vita di colui o colei a cui presta assistenza. E quando muore, circostanza che si verifica più volte nella vita di un non vedente essendo la vita media di un cane molto più breve di quella di un essere umano, è un pezzo della persona che se ne va. Per questo, per la sua importanza sociale, ogni anno viene celebrato con una giornata nazionale (che in realtà sono più giornate, quest’anno dal 15 al 19 ottobre) promossa dall’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti. Il suo ruolo nella società dovrebbe ormai essere riconosciuto, accettato e valorizzato ad ogni livello. Purtroppo non sempre è così.

Le discriminazioni
I cani guida ancora oggi sono spesso discriminati. L’associazione registra casi frequenti di situazioni che penalizzano non solo l’animale ma anche e soprattutto il suo amico umano. Divieti ad accedere ad autobus o taxi, limitazioni nei locali pubblici, nei ristoranti, negli alberghi. La legge in teoria tutela le persone accompagnate da un cane guida, ma nella realtà non sempre i loro diritti vengono garantiti, con un pretesto o con l’altro. Anche per questo, la Giornata di quest’anno, giunta alla 14esima edizione, vuole accendere i riflettori sulla legge 37 del 1974 (e successive modificazioni) che sancisce il diritto al libero accesso l dei cani guida nei luoghi aperti al pubblico e sui mezzi di trasporto, senza costi aggiuntivi o limitazioni, salvo l’utilizo della museruola.

Comportamenti da evitare
Ci sono poi i comportamenti errati da parte delle persone che incontrano una coppia formata da non vedente e dal suo animale. In alcuni casi si tratta di ingenuità, altre volte di assoluta non conoscenza di cosa sia il «lavoro» di un cane guida. Vengono pertanto messi in atto comportamenti sbagliati, che ostacolano e qualche volta rendono pericolosi gli spostamenti nelle nostre città. Per questo l’Unione italiana ciechi ha predisposto un decalogo per spiegare a tutti come comportarsi in presenza di un non vedente e del suo cane. Vediamo di seguito alcuni dei suoi punti più qualificanti.

Non distrarre il cane guida
La prima regola è non dare da mangiare, non distrarre il cane con fischi o richiami e non tentare carezze senza prima avere chiesto il consenso al proprietario. I cani guida sono spesso labrador o golden retriever, cani docili che ispirano grande simpatia, e per questo in molti hanno la tentazione di avvicinarli per qualche coccola. Ma questo può avvenire solo con il consenso della persona che viene accompagnata, che in quel momento è conscia che il cane sta ricevendo attenzioni da altri e sa come comportarsi di conseguenza.

Gli altri cani liberi
Un secondo problema può essere rappresentato dalla presenza di altri cani: i proprietari dovrebbero evitare di lasciare i propri amici liberi in presenza di un cane guida che sta svolgendo una importante funzione e non può essere in alcun modo distratto. Va detto che si tratta di cani addestrati, che sanno bene come comportarsi in ogni occasione. Ma vanno comunque messi nella migliore condizione in cui operare.

A bordo dei mezzi pubblici
Non servirebbe neppure precisarlo, ma una volta a bordo di un autobus o di un treno una persona non vedente dovrebbe essere aiutata a trovare un posto comodo in cui stare. E comodo significa che possa stare in sicurezza con il proprio cane accanto. Sui mezzi pubblici, come detto, per i ciechi accompagnati da animali non è previsto il pagamento di alcun sovrapprezzo.

Rispettare i percorsi pedonali
Nei percorsi urbani non va ostacolato il passaggio su rampe e marciapiedi: auto e motorini parcheggiati negli spazi destinati ai pedoni sono fastidiosi per chiunque si muova a piedi. Ma per un non vedente possono diventare ostacoli a volte non sormontabili. Allo stesso modo bisognerebbe cercare di evitare di lasciare oggetti che possono costituire un pericolo di inciampo sia sui marciapiedi sia in generale nei luoghi di passaggio. E da non ostruire sono ovviamente le strisce pedonali, che spesso (ma non sempre) sono regolate con avvisatori acustici che aiutano il non vedente a capire quanto tempo manca allo scattare del rosso.

Nessuna paura
Del cane guida nessuno dovrebbe avere paura. E non solo perché vengono impiegate razze docili e adeguate al ruolo, ma anche e soprattutto perché si tratta di animali addestrati alla perfezione. Talmente bene addestrati da non «sporcare» in luoghi non adeguati. E qualora capitasse, il padrone è esentato dal dover ripulire. Pertanto non ha alcun senso inveire contro l’animale, e tanto meno con la persona a cui si accompagna.

I costi dell’addestramento
Un cane guida per non vedenti richiede un addestramento complesso, che inizia quando il cane è ancora cucciolo. Deve imparare a riconoscere gli ostacoli, ad aggirarli, a trovare una posizione sicura ove condurre il suo proprietario quando qualche ostacolo lungo la strada non consente di completare il consueto percorso. Impara inoltre a distinguere tra il momento in cui è «in servizio», ed è trattenuto mediante il maniglione applicato alla pettorina, e i momenti in cui può comportarsi liberamente da cane, per esempio quando è semplicemente al guinzaglio (quando magari altri membri della famiglia lo portano a spasso). Ma una simile preparazione ha dei costi altissimi ed è per questo che le sorti delle persone con problemi di vista sono davvero affidate alla buona volontà delle persone che effettuano donazioni alle associazioni che addestrano i cani da assegnare loro. L’addestramento di un cane guida si stima costi non meno di 25 mila euro.

I numeri
In Italia la disabilità visiva riguarda circa 360.000 italiani ciechi assoluti e oltre 1.500.000 persone con deficit visivi gravissimi, mentre nel mondo si contano 235 milioni di ipovedenti, il 4% della popolazione mondiale, di cui 35 milioni di ciechi assoluti (dati OMS).

Gli appuntamenti
Per la Giornata nazionale del cane guida sono stati promossi diversi appuntamenti sotto lo slogan «La tua zampa, la mia mano... La nostra storia». Cuore della manifestazione di quest’anno sono Messina, con il centro «Helen Keller» Polo Nazionale per l’autonomia e scuola cani guida, e Scandicci (Firenze), con la scuola di addestramento che proprio nel 2019 compie 90 anni. E per questo nel capoluogo toscano saranno presenti cani guida provenienti da tutta Italia. Una particolare iniziativa è prevista anche a Roma: una «caccia all’ostacolo» in cui una delegazione di non vedenti compirà un percorso alla ricerca delle barriere che impediscono la mobilità nella capitale. «Così facendo — spiegano i promotori — sarà costruita una mappa di casi pratici che verrà portata all’attenzione della presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, che incontrerà la delegazione alle 10 a Palazzo Giustiniani».
di Alessandro Sala CORRIERE DELLA SERA
 

Leggi i commenti

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Si può usare il cartellino invalidi su più macchine? Due regole da conoscere per evitare multe

14 Ottobre 2019, 08:46am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Si può usare il cartellino invalidi su più macchine? Due regole da conoscere per evitare multe

Una volta ottenuto il cartellino invalidi per l’auto, diversi utenti ci scrivono esprimendo dubbi sull’uso corretto del pass invalidi. Quello più ricorrente riguarda probabilmente la possibilità di usare il cartellino invalidi su più macchine. E’ possibile? In linea di massima si ma, per essere sicuri di essere nel lecito ed evitare multe, è meglio avere chiare in mente un paio di regole.

In passato il pass disabili veniva riconosciuto in base alle targhe associate. Da qualche anno non è più così ormai: il contrassegno invalidi non è più legato al veicolo bensì all’effettivo titolare. La normativa (DPR 503/1996 artt. 11 et 12) fa riferimento a veicoli al servizio specifico dei disabili e non necessariamente di loro proprietà o dotati di specifiche attrezzature. Se ne deduce che è certamente possibile spostare un contrassegno da una macchina all’altra.

Il pass disabili può essere usato su una macchina alla volta

Condizione necessaria è la presenza del disabile a bordo o, quanto meno, la sua pronta reperibilità (quando ad esempio si sta aspettando che scenda da casa o esca da un ospedale) atta a dimostrare l’uso lecito del pass. Quest’ultimo non è consentito per uso personale dei familiari del disabile se non per spostamenti funzionali al titolare del contrassegno. A differenza di quanti molti erroneamente credono cercando di fare ricorso alle multe di questo tipo, non è ammesso l’uso del pass, ad esempio, per acquistare medicine per il familiare invalido titolare del contrassegno se quest’ultimo non è a bordo, neppure come passeggero, o non è nei paraggi (magari perché è sceso lui in farmacia). Ne deriva un limite importante che può sembrare scontato ma che è comunque bene specificare: non si può usare lo stesso pass disabili contemporaneamente su più vetture.

Cartellino invalidi: è sufficiente la fotocopia?

La Cassazione ha avuto modo di chiarire che non è sufficiente la fotocopia del cartellino disabili, neppure se a colori. L’uso del cartellino disabili fotocopiato non costituisce un reato ma non esonera dal rischio di multa.

FONTE INVESTIREOGGI.IT di Alessandra De Angelis

Leggi i commenti

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Parcheggi e disabilità: gratis sulle strisce blu, se i posti riservati non ci sono

12 Ottobre 2019, 08:02am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

ROMA. Chi accompagna una persona con disabilità ha diritto a parcheggiare gratuitamente sulle strisce blu, nel caso in cui i posti riservati siano tutti occupati. E questo, a prescindere dal motivo della sosta, quindi non solo in caso di ragioni di lavoro o salute. Lo ha stabilito una sentenza della Corte di Cassazione (24936 dell''8 ottobre), la quale accoglie il ricorso della onlus Utim contro il comune di Torino. In particolare, i giudici supremi hanno eliminato una parte della delibera comunale del 2016, che permetteva ai cittadini disabili muniti di licenza di guida di parcheggiare gratis nelle strisce blu del centro mentre, agli accompagnatori questo beneficio era concesso solo per comprovate ragione di salute (quindi visite mediche, fisioterapia e altro) o di lavoro. Tale limitazione è stata definita discriminatoria dai giudici della Corte, che hanno condannato il Comune di Torino a rimuovere gli effetti della delibera, ampliando la platea di chi ha diritto a parcheggiare gratuitamente. “L’Amministrazione comunale torinese, in quanto verosimilmente conscia che gli appositi spazi riservati al parcheggio esclusivo degli invalidi sono normalmente insufficienti, ha rilasciato ai disabili muniti di patente e proprietari di veicolo uno speciale permesso gratuito per il parcheggio sulle strisce blu del centro cittadino – si legge nella sentenza - Tuttavia nel far ciò il Comune ha contestualmente posto in essere una condotta discriminatoria indiretta di danni dei disabili (presumibilmente affetti da una patologia più grave) non muniti di patente e non proprietari di un autoveicolo, che necessitano per i loro spostamenti del necessario ausilio di un familiare, i quali possono fruire dello stesso permesso solo se in grado di documentare accessi frequenti nel centro cittadino per lo svolgimento di attività lavorative, di assistenza e cura”. Avverrebbe così una disparità di trattamento tra i cittadini disabili muniti di patente di guida e i non patentati, poiché i primi possono avere il parcheggio gratuito nel centro storico della città per qualsiasi ragione, i secondi invece solo in caso di necessità di salute e di lavoro. Ora il capoluogo del Piemonte dovrà mettere mano alla delibera comunale e assicurare il parcheggio gratuito sulle strisce blu anche agli accompagnatori, nonché riesaminare tutte le domande di risarcimento danni presentate dal 2016 a oggi.

Leggi i commenti

GIORNALINO DISABILITÀ EnAIP Fvg: il convegno "Disabilità e accessibilità" a Udine

11 Ottobre 2019, 20:11pm

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

GIORNALINO DISABILITÀ EnAIP Fvg: il convegno "Disabilità e accessibilità" a Udine

inserito da Alessia Chianese UDINE. "Dalle città invisibili alle città inclusive. Esperienze di progettazione e di vita". Questo il titolo del convegno che si svolgerà alla sede dell'EnAIP Fvg venerdì 18 ottobre. L'incontro ha l’obiettivo di proporre un bilancio del percorso verso l’inclusione delle persone con disabilità a trent'anni dall’approvazione della L. 13/1989, norma di riferimento in Italia sulla progettazione volta a eliminare le barriere architettoniche, e a dieci anni dalla L. 18/2009 di ratifica della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, che rilegge il tema della disabilità virando da una prospettiva esclusivamente sanitario-assistenzialistica verso una visione volta a eliminare ogni forma di discriminazione. Gli interventi in programma prendono spunto da alcuni dei diritti richiamati negli articoli della Convenzione ONU, fornendo degli approfondimenti di carattere tecnico-progettuale e illustrando delle concrete esperienze di vita. Il PROGRAMMA: 8.30 Registrazione dei partecipanti 8.45 Saluti istituzionali Erica Mastrociani - Presidente ACLI/EnAIP FVG Mario Brancati - Presidente CRAD FVG Vittorio Pierini - Federazione Regionale Ordini Architetti Christina Conti - Università degli Studi di Udine Alberto Maiolo - Comandante VVF di Udine Graziano Pizzimenti - Assessore alle Infrastrutture e Territorio Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia Moderatore: Carlo Giacobini - Direttore responsabile di Handylex.org 9.10 L'accessibilità come diritto umano e precondizione all'inclusione Carlo Giacobini - Direttore responsabile di Handylex.org 9.30 Sicurezza inclusiva: riflessioni sulla vulnerabilità delle persone in caso di emergenza Elisabetta Schiavone - CERPA Italia ONLUS, Emergenza e fragilità, Componente "Osservatorio sicurezza e soccorso alle persone con esigenze speciali" del CNVVF 10.00 Accessibilità e linguaggio easy to read: uno strumento per tutti Cristina Schiratti - ANFFAS FVG 10.20 Le disabilità visive: dalle esigenze della persona ai requisiti dell’ambiente Corrado Bortolin - Istruttore di orientamento e mobilità, Studio In 10.50 Pausa 11.10 Residenze "La Rosa Blu" e "Autonomia": un progetto di cohousing sperimentale di ANFFAS Onlus Pordenone Marco de Palma - Centro ANFFAS “Giulio Locatelli”, Erica Gaiatto - Architetto libero professionista 11.40 Il diritto universale alla formazione e al lavoro delle persone con disabilità: buone prassi realizzate da EnAIP FVG e Progetto Autismo FVG Paola Stuparich - EnAIP FVG, Elena Bulfone - Progetto Autismo FVG 12.10 Per una cultura inclusiva: dall'accoglienza alla comunicazione, dalla sicurezza alla partecipazione Consuelo Agnesi - CERPA Italia ONLUS 12.40 Un turismo multisensoriale per valorizzare il territorio Giulia Oblach - Studentessa e guida sensoriale 13.00 Dibattito L'organizzazione L'evento è organizzato da EnAIP FVG, Federazione Regionale degli Architetti, Consulta Regionale Associazioni Disabili FVG, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, CRIBA FVG, Comando provinciale VVF di Udine, in collaborazione con Ordine degli Ingegneri di Udine, Comitato Regionale Geometri del Friuli Venezia Giulia, Collegio dei Periti Industriali e Periti Industriali laureati di Udine, Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Udine, Ordine Assistenti sociali del Friuli Venezia Giulia, Ordine Regionale dei Chimici e dei Fisici del Friuli Venezia Giulia, CERPA Italia Onlus, Università degli Studi di Udine. È previsto il riconoscimento di crediti per l'Aggiornamento e sviluppo professionale continuo e per ECM.

udinetoday

Leggi i commenti

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Per la prima volta un farmaco creato per un singolo paziente Per trattare una malattia genetica rarissima in una bimba, ok primo test

11 Ottobre 2019, 20:08pm

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Per la prima volta un farmaco creato per un singolo paziente Per trattare una malattia genetica rarissima in una bimba, ok primo test

inserito da Alessia Chianese Per la prima volta un farmaco è stato ideato e sviluppato per una sola persona, per curare un rarissimo difetto genetico. In un anno, afferma uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine, i ricercatori del Boston Children's Hospital sono passati dall'identificazione del difetto del Dna al test sulla bimba affetta, che ha dato risultati positivi. La paziente, Mila Makovec, ha avuto a sei anni nel 2016 una diagnosi di malattia di Batten, un problema neurologico per cui non esiste cura. Un'analisi del Dna ha rivelato che la causa era un'unica mutazione di un gene chiamato Cln7, indispensabile a produrre una proteina necessaria ai lisosomi, che nelle cellule hanno il ruolo di rimuovere o riciclare la 'spazzatura', le sostanze indesiderate prodotte dai processi cellulari. Una volta isolato il difetto, i ricercatori hanno ideato un oligonucleotide antisenso, un piccolo frammento di Dna in grado di 'mascherare' il difetto. Una volta testato sugli animali il farmaco, che è stato chiamato 'milasen', è stato infuso nella bimba, dopo l'approvazione dell'Fda per il test, con esiti positivi. Dopo un anno di cura, scrivono gli autori, la bambina ha mostrato una diminuzione delle convulsioni di cui soffriva, anche se su altri problemi, come la cecità, non ci sono ancora miglioramenti. "La creazione di milasen in un tempo così ridotto - concludono gli autori - è uno straordinario precedente che puó rivoluzionare come le malattie genetiche vengono trattate".

Leggi i commenti

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Prevenzione e contrasto alla violenza di genere sulle donne con disabilità

10 Ottobre 2019, 10:14am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Volto femminile realizzato con la tecnica dell'acquerello

DI MICHELE PAPPACODA Si chiamerà così il simposio specificamente dedicato al tema della violenza sulle donne con disabilità, previsto il 19 ottobre a Trento, all’interno del convegno internazionale dedicato al tema “Affrontare la violenza sulle donne”, organizzato dal Centro Studi Erickson. Ed è particolarmente importante che in incontri come questo, dedicati alla violenza di genere, vi siano spazi dedicati alle “donne invisibili”, donne con disabilità, ma anche migranti e adolescenti. Si tratta infatti di un’attenzione specifica che sola può contrastare quella condizione di invisibilità.

Leggi i commenti

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Come richiedere l’insegnante di sostegno

7 Ottobre 2019, 09:22am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Come richiedere l’insegnante di sostegno

Prendendo in considerazione quanto dice la legislazione italiana ogni studente con disabilità deve tassativamente avere al suo fianco l’insegnante di sostegno in qualunque scuola, iniziando dall’asilo fino alle superiori. Il compito di questa figura è estremamente importante, ed insieme agli insegnanti di ogni singola materia, deve supportare l’alunno o ragazzo per raggiungere degli obiettivi ben precisi.

Richiesta dell’insegnante di sostegno

Per avere maggiori dettagli sulla possibilità o meno di avviare la procedura per quanto concerne la richiesta dell’insegnante di sostegno, i genitori del ragazzo con disabilità devono tassativamente consultare l’Unità Operativa di Neuropsichiatria Infantile e dell’Età Evolutiva della propria ASL di appartenenza.

Successivamente i genitori dovranno rivolgersi all’ASL di residenza mettendo in atto la richiesta attraverso il patronato. Infatti, la condizione di handicap dell’alunno dovrà essere certificata rigorosamente da un organismo collegiale trovato da ciascuna regione nell’ambito delle ASL.

Una volta che si ottiene il responso dell’ASL il Neuropsichiatria Infantile e dell’Età Evolutiva dovrà redigere la diagnosi funzionale che i genitori a loro volta dovranno dare alla scuola presso il quale vogliono far iscrivere il figlio per domandare l’avvio del procedimento che serve per avere nel corso di tutto l’anno scolastico l’insegnante di sostegno.

Il dirigente scolastico, una volta analizzato il tutto, inoltra immediatamente la domanda per richiedere l’insegnante di sostegno, indicando le disabilità del ragazzo da seguire e in particolar modo le ore da assegnare.

Richiesta sostegno, a chi va presentata?

L’assegnazione dell’insegnante di sostegno è prevista per quanto concerne gli alunni certificati dalla Legge 104/92 articolo 3 comma 1 o 3. Fatta l’iscrizione, con la presentazione della scuola della certificazione rilasciata dalla ASL a seguito di appositi controlli previsti dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 23 febbraio 2006 n. 185 e dalla Legge 104/92, comprensiva della Diagnosi Funzionale (DF), la scuola procede ad inoltrare la domanda di personale docente.

Le proposte delle ore di sostegno, non vengono comunque avanzate come prima direttamente dalla scuola, ma da un nuovo organismo istituito dal decreto: il Gruppo per l’Inclusione Territoriale (GIT). Quest’ultimo ha il compito di avanzare la richiesta delle ore di sostegno da assegnare a ciascuna scuola per gli alunni e ragazzi con disabilità.

Quando un bambino ha bisogno del sostegno?

Un bimbo o ragazzo avrà bisogno del sostegno di un docente quando affetto da minorazione fisica, sensoriale o psichica che va a provocare difficoltà nell’apprendere e uno svantaggio a livello sociale.

FONTE ZOOMSCUOLA.IT di Flavia

Leggi i commenti

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Divertimento e accessibilita': cosa sono i parchi inclusivi

5 Ottobre 2019, 10:44am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

L’accessibilità e la rimozione delle barriere architettoniche sono fondamentali per elevare la qualità della vita offerta nelle città, per tutti in modo indifferenziato. Ancora più importante, poi, se l’accessibilità è quella ad un parco dedicato ai bambini. Barriere architettoniche e accessibilità. Una barriera architettonica è un ostacolo che limita l’accessibilità a un luogo per alcune persone. In sostanza, si tratta di ostacoli fisici, ma non solo, che impediscono o limitano i movimenti di persone con disabilità motoria o sensoriale. Il tema dell’eliminazione delle barriere architettoniche viene affrontato da anni, con lo scopo di garantire al più ampio numero di cittadini uguali diritti e libertà di movimento. Non è sempre semplice, poiché quanto un elemento costruttivo possa essere un ostacolo al movimento, dipende da persona a persona. Grazie anche ad interventi normativi, si è pian piano iniziato a risolvere i problemi legati a scale, porte, pendenze, spazi piccoli, ma anche a ragionare sul tipo di materiale adatto per un sentiero o un pavimento, sulle migliori indicazioni per l’orientamento, sulle dimensione di alcuni componenti d’arredo e sullo sviluppo di apposita segnaletica. L’accessibilità, soprattutto ai luoghi pubblici, è trattata nella legge 13/1989 e nel decreto attuativo DM 236/1989. Nel decreto si definiscono diversi livelli di accessibilità e si fa una distinzione tra spazi privati e spazi pubblici. Successivamente, il tema delle barriere architettoniche negli spazi pubblici viene approfondito anche nel DPR n.503 del 1996. Eliminare le barriere architettoniche dai parchi gioco e renderli inclusivi. Per favorire l’eliminazione delle barriere architettoniche, la legge n. 41 del 1986 introduce i P.E.B.A., ovvero i Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche. Si tratta di strumenti utili a favorire interventi a scala urbana per l’eliminazione delle barriere architettoniche diffuse sul territorio, parlando anche di strade, piazze, marciapiedi, giardini e arredo urbano. I PEBA permettono, quindi, di intervenire a scala maggiore rispetto a quella dell’edificio, grazie ad una vera propria pianificazione, che approfondisce il problema, i costi e il coordinamento dell’intervento. Questo è importante perché le città devono essere accessibili e i luoghi pubblici, proprio perché di tutti, fruibili, al fine di migliorare la qualità della vita di ogni persona. Parchi e giardini inclusivi. Ribadendo quanto già detto, si parte dal presupposto che il diritto di libertà di movimento e di accessibilità ai luoghi pubblici sia fondamentale per tutti. Per questo è importante trovare soluzioni che rendano anche gli spazi verdi e di divertimento per i più piccoli accessibili ai portatori di disabilità. Il tema assume ancora maggior rilievo se si pensa che, soprattutto nel caso dei parchi giochi, garantire l’accessibilità significa assicurare a tutti i bambini il loro diritto di giocare. Da qui nasce la necessità di progettare e sviluppare parchi inclusivi, ovvero un luogo dove tutti i bambini possono, non solo accedere, ma anche utilizzare tutti i giochi installati. Che cos'è un parco giochi inclusivo. Questo significa che anche bambini con diverse disabilità, ipovedenti o in carrozzina, possono giocare insieme a tutti gli altri. Un parco inclusivo, quindi, è uno spazio pubblico, con un’area dedicata al gioco, che permette a tutte le persone, disabili e non, di usufruire in tutta libertà di tutto il parco. Attualmente in Italia, ci sono solo alcune decine di parchi realizzati e dichiarati inclusivi, ma la sensibilità al tema sta aumentando e ci si può auspicare che questo numero sia solo destinato a crescere. Le caratteristiche di un parco inclusivo. Per quanto possa sembrare banale o ridondante, va comunque ribadito che la prima e fondamentale caratteristica di un parco inclusivo è l’accessibilità. Questo significa che tutta l’area del parco deve essere realizzata con attenzione ad aspetti come il materiale per la pavimentazione e le pendenze delle rampe. E' di Giwa il tappeto anti-trauma per esterno in gomma EPDM, con sottofondo anti-shock di gomma nera E’ di Giwa il tappeto anti-trauma per esterno in gomma EPDM, con sottofondo anti-shock di gomma nera Pertanto, in un parco inclusivo non sono da utilizzare ghiaia, prato o sabbia, che impediscono il movimento alle persone in carrozzina e le pendenze devono essere contenute, meglio se non oltre il 6%. L’uso dei colori, delle forme e dei materiali inoltre può aiutare anche nell’orientamento. Un parco inclusivo, però, deve essere dotato di tutte le infrastrutture necessarie e di caratteristiche come parcheggi dedicati ai disabili e servizi igienici adeguati. Anche i percorsi per arrivare al parco devono essere privi di barriere architettoniche e permettere l’accesso e il movimento non solo ai bambini, ma anche agli adulti con disabilità. Infatti, un parco inclusivo deve poter accogliere tutti, al di là del tipo di disabilità e dell’età. Per questo nei parchi inclusivi, anche i giochi sono scelti con lo scopo di poter essere utilizzati da tutti i bambini, meglio ancora se in autonomia. In conclusione, è chiaro che la progettazione di un parco inclusivo richiede necessariamente attenzioni in più, che spesso possono richiede la collaborazione con altre figure. L’architetto può confrontarsi con tecnici, ma anche pedagogisti e, perché no, genitori stessi, proprio con lo scopo di riuscire a rispondere alle tante e variegate esigenze di tutti. di Gaia Mussi

Leggi i commenti