GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI DELLA DOTT. ROSA SORRENTINO Né guerrieri, né perdenti: raccontare la disabilità. Le storie del 26 agosto 2019


Raccontare la disabilità e la malattia è sempre difficile. Forse per questo il tema trova così poco spazio sui quotidiani. Da un lato si rischia di identificare la persona con la sua malattia, cadendo nel pietismo e facendone uno “svantaggiato” a tutto tondo. Dall'altro c'è la retorica del “guerriero” che combatte il male, che vince o perde, invece di guarire o morire. Nel mezzo ci sono le persone e le loro storie, fatte di momenti di gioia e di altri drammatici, tutte straordinarie e ordinarie al tempo stesso, a patto che vengano trattate con la necessaria sensibilità, fuggendo come la peste il pietismo e il sensazionalismo. Uomini e donne, non eroi: ecco le storie di Grazia e Alberto che tagliano il traguardo del trofeo mano nella mano o quella di Giacomo e Giovanni che rincorrono i dinosauri. Non hanno fatto niente di eccezionale, semplicemente stanno l'uno accanto all'altro, non si lasciano soli.
“Mio fratello rincorre i dinosauri”, il film che sfida i pregiudizi sulla sindrome di Down
Belluno. “Avevo iniziato a staccargli di dosso il codice a barre con scritto Down e avevo iniziato a vederlo per quello che era”. Lo scrive Giacomo Mazzariol nel suo libro 'Mio fratello rincorre i dinosauri' a proposito di Giovanni, nato con un cromosoma in più. Una sorta di diario, non una testimonianza sulla disabilità, ma il racconto, autentico e spontaneo, della quotidianità con un fratello affetto dalla sindrome di Down. Un libro che il regista Stefano Cipani ha letto tutto d'un fiato per portarlo sullo schermo. Il suo lungometraggio d'esordio, con lo stesso titolo del libro, sarà presentato in anteprima il 2 settembre alla Mostra del Cinema di Venezia come evento speciale delle Giornate degli Autori (Il Corriere delle Alpi, Il Mattino di Padova, La Nuova Venezia, La Tribuna di Treviso).
Pavia, al trofeo di handbike Grazia e Alberto tagliano il traguardo mano nella mano
Pavia. Al IX° Trofeo città di Pavia handbike, sono tante le "cartoline" da custodire e portare a casa. La prima, così grande da farci un poster, è l'immagine di due atleti che tagliano il traguardo insieme, tenendosi per mano: sono i bresciani Grazia Colosio e Alberto Glisoni: lei nella categoria WH4 e lui nella Open, unico “normodotato” al via del circuito. Sono sposati da 35 anni e lui, soprannominato Algebra per le sue invenzioni tra cui il gioco da tavola “Billo”, ha scelto di stare vicino alla moglie in carrozzina anche condividendo la passione dell'handbike. Una grande prova d'amore. L'altra cartolina è quella che mostra le lacrime di Angela Scariato, nel raccontare quella che è un'esperienza che “mi dà sicuramente molto più di quel che riesco a dare io” (La Provincia Pavese).
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