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SEZ. DISABILITA NEWS Lazio: la ripartizione del Fondo per le Non Autosufficienze

31 Ottobre 2013, 18:19pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Studente in carrozzina in una biblioteca

 

1234023 166204090240534 895813830 nINSERITO DA ANGELA CECERE

«È prioritario – dichiara Dino Barlaam, presidente della FISH Lazio, soffermandosi sui criteri che dovranno determinare in tale Regione la ripartizione del Fondo per le Non Autosufficienze – garantire alla persona con disabilità di restare nel proprio ambiente familiare e sociale, fornendo prospettive per la realizzazione della propria vita adulta, compatibilmente con l’autonomia di ciascuno» Studente in carrozzina in una bibliotecaDopo che con la Delibera di Giunta 239/13, la Regione Lazio ha stabilito l’utilizzazione delle risorse del Fondo per le Non Autosufficienze (annualità 2013), per un importo complessivo di 23 milioni e 952.500 euro, durante un incontro con la Consulta Regionale sulla Disabilità sono state presentate alcune proposte relative ai criteri di riparto di quella somma. «Nel merito – come si legge in una nota della FISH Lazio (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) – si è segnalata l’esigenza di garantire la domiciliarità delle persone disabili, attraverso gli strumenti indicati dalla Delibera 239/13 e il rilievo principale ha riguardato la necessità di fornire una puntuale disciplina normativa alla materia relativa ai caregiver familiari, in quanto quella Delibera prevede tale forma di sostegno, non ancora definita. Un altro elemento di merito, poi, ha riguardato il finanziamento delle strutture residenziali (il cosiddetto “dopo di noi”) per il quale è stata precisata la richiesta di finanziare solo “case famiglia”». «Risulta evidente – commenta Dino Barlaam, presidente della FISH Lazio – la necessità prioritaria di garantire alla persona con disabilità di restare nel proprio ambiente familiare e sociale e di dare prospettive per la realizzazione della propria vita adulta, compatibilmente con la propria autonomia, attraverso interventi finalizzati a realizzare la vita indipendente e contesti residenziali di tipo familiare all’interno della comunità. Il tema della domiciliarità ha in ogni caso la necessità di essere meglio declinato attraverso il concetto di inclusione, finalizzando simili interventi alla partecipazione della persona alla vita della comunità sociale. Pertanto appare opportuno, soprattutto per le persone con disabilità intellettiva, che gli interventi di assistenza alla persona siano orientati a garantire tale partecipazione, andando oltre il concetto di custodia paternalistica. In tal senso assume particolare valore la sperimentazione e lo sviluppo di laboratori aperti e diffusi, coinvolgendo anche “attori” attualmente non considerati». L’auspicio della Federazione, quindi, è che «tutte le osservazioni presentate vengano tradotte nell’atto di riparto, in modo da consentire un celere trasferimento dei fondi ai territori». (S.B) I criteri che si è chiesto di utilizzare, alla Regione Lazio, per il riparto del Fondo per le Non Autosufficienze: - Criterio del vincolo di utilizzo: i fondi regionali vengono assegnati ai Comuni con un vincolo di destinazione, che può essere ampio – ad esempio, assistenza persone non autosufficienti – oppure più stringente. Tale scelta si ripercuote sul grado di flessibilità degli interventi da realizzare. In tal senso si ritiene opportuno evitare l’utilizzo di un vincolo troppo generico, definendo invece gli àmbiti di utilizzo, onde evitare eccessi di “creatività territoriale”. Una quota non inferiore al 25% deve poi essere impiegata per l’utilizzo dell’assistenza indiretta. - Criterio di riparto: in base al numero di persone con disabilità beneficiarie di indennità di accompagnamento (per le persone malate di sclerosi laterale amiotrofica, esclusivamente in base al numero). - Criterio dell’equità: nella definizione del riparto delle somme ai vari territori ,si suggerisce di determinare il criterio quantitativo di spesa massima finanziata per ciascun beneficiario, in base a livelli di gravità da determinare nell’atto di riparto. - Criterio del costo standard: definizione di valori economici di congruità della spesa (ad esempio il costo orario per l’assistenza diretta e indiretta; il costo giornaliero per persona in una struttura residenziale, laboratorio din socializzazione ecc.), con la determinazione del limite del finanziamento ammissibile da parte degli Enti Locali, in sede di rendicontazione alla Regione. - Criterio dell’implementazione: previsione di quota di finanziamento per interventi in favore di persone attualmente non assistite. - Criterio di trasparenza: realizzazione di un sistema informatico/telematico di catalogazione/monitoraggio/rendicontazione degli interventi finanziati e realizzati. Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa.lazio@fishonlus.it.

SUPERANDO

31.10.2013.

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SEZ. DISABILITA NEWS Incendio, pompieri salvano disabile

31 Ottobre 2013, 18:13pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

1234023 166204090240534 895813830 nINSERITO DA ANGELA CECERE

A San Croce sull'Arno: donna portata fuori con un'autoscala - SANTA CROCE SUL'ARNO (PISA), I vigili del fuoco hanno salvato oggi una disabile da un incendio in un appartamento a Santa Croce sull'Arno (Pisa). La donna si trovava al piano superiore dell'abitazione andata a fuoco ed è stato portato fuori grazie all'intervento di un'autoscala dei pompieri. Il rogo si è sviluppato nel pomeriggio in una camera che è andata completamente distrutta. Le fiamme si sono propagate all'interno di un appartamento di un piccolo condominio di due piani e tre persone, tra le quali la donna disabile, come si è appreso in seguito, sono state precauzionalmente trasferite in ospedale a Fucecchio (Firenze), ma le loro condizioni non destano alcuna preoccupazione. E' stato con ogni probabilità un corto circuito a innescare l'incendio.

ANSA

31.10.2013.

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SEZ. DISABILITA NEWS E alla fine quello “schiaffo” al lavoro di cura è arrivato!

25 Ottobre 2013, 15:22pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Ombra di persona in carrozzina e di assistente che la spinge

 

1234023 166204090240534 895813830 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Infatti, dando corpo ai timori espressi ripetutamente nei giorni scorsi dalla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), la Commissione Bilancio della Camera ha deciso di escludere i permessi per maternità, paternità o per assistenza ai parenti con disabilità – quelli in base alla Legge 104/92 – dai conteggi dell’anzianità pensionistica, tagliando così un provvedimento legittimo e doveroso Ombra di persona in carrozzina e di assistente che la spingeDunque i permessi lavorativi per chi ha donato il sangue si potranno conteggiare ai fini dell’anzianità pensionistica. Tanto incidono poco sul bilancio, visto che i donatori lavoratori non sono così tanti! I permessi per maternità, paternità o per assistenza ai parenti con disabilità – quelli in base alla Legge 104/92 -, invece no. La Commissione Bilancio della Camera, infatti, confermando tutti i timori espressi nei giorni scorsi dalla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), anche su queste pagine, ha bocciato un emendamento che pure piaceva al Governo, e che era stato proposto dalle Associazioni delle persone con disabilità. Non c’è neppure uno straccio di argomentazione contabile. Si parla genericamente di «un impegno consistente», ma non si sa quanto sarebbero costate queste due sacrosante modifiche alle norme della “Riforma Fornero sulle pensioni”. Insomma, sta passando, nel silenzio ipocrita del Parlamento, uno schiaffo alle famiglie delle persone con disabilità, proprio quelle figure di “caregiver” familiare delle quali tanto ci si riempie la bocca nei convegni e nei congressi, oltre che nei documenti pubblici. Da un lato addirittura si promette – senza mantenere nulla – un iter veloce per una legge ad hoc sul prepensionamento dei caregiver familiari, dall’altro si taglia l’unico provvedimento sicuramente legittimo e doveroso, perché basato su un contratto di lavoro onorato per lunghi anni dalle parti, aziende pubbliche e private, quando sono stati concessi i permessi parentali in base alla Legge 104. Sappiamo perfettamente che per moltissimi genitori questa notizia è terribile, non solo perché di fatto costringe a un forzoso allungamento del periodo di lavoro, ben oltre il previsto limite di anzianità, ma anche perché si ha la certezza, a questo punto, di essere stati letteralmente truffati dallo Stato. Infatti, il lavoratore, persona con disabilità o familiare, ha preso i giorni di permesso previsti dalla Legge 104 sapendo che sarebbero logicamente stati conteggiati ai fini dell’anzianità pensionabile. E invece adesso, puff, abbiamo scherzato! I permessi, tre giorni al mese, moltiplicati per tanti anni di lavoro, comportano adesso un prolungamento forzato dell’impiego – ammesso che il lavoro ci sia ancora – o un ritardo nell’erogazione della pensione (qualora si sia già esodati). E l’impossibilità in ogni caso di dedicare il proprio tempo alle persone care, che ne hanno sicuramente bisogno. Il bello è che, al netto dei permessi per maternità o paternità, l’importo relativo a questi diritti sanciti dalla Legge 104 è sicuramente paragonabile a quello dei donatori di sangue. Il tutto, poi, avviene nello stesso giorno in cui un medico malato di sclerosi laterale amiotrofica muore d’infarto dopo aver presidiato il Ministero dell’Economia per battersi in favore dell’assistenza domiciliare. La morte di Raffaele Pennacchio non poteva trovare una risposta peggiore. E poco importa che, apparentemente, le due situazioni non siano collegate tra di loro. Il punto è proprio questo. Non basta più la buona volontà di singoli esponenti del Governo – Sottosegretari o Ministri che siano – quando poi a livello di “larghe intese” e di superiore interesse del bilancio nazionale, qualsiasi rassicurazione assume il valore ridicolo di carta straccia, se non peggio. Direttore responsabile di «Superando.it».

SUPERANDO

25.10.2013

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SEZ. DISABILITA NEWS Sla, disabile muore dopo incontro con governo

24 Ottobre 2013, 16:30pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Raffaele Pennacchio durante la protesta davanti al ministero delle Finanze

 

1234023 166204090240534 895813830 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Medico di Macerata Campana, malato di sclerosi laterale amiotrifica, era componente del direttivo del Comitato 16 novembre onlus Raffaele Pennacchio, 55 anni, di Macerata Campania (CE), medico malato di Sla e componente del direttivo del Comitato 16 novembre onlus, è morto ieri sera a Roma in albergo dopo l'incontro con il governo e il presidio sotto il Mef."Era stanco e provato per i due giorni di partecipazione alla nostra protesta per il diritto all'assistenza domiciliare ai disabili gravi" dice Mariangela Lamanna,vicepresidente della onlus. Raffaele Pennacchio, aveva partecipato sia al presidio sotto il Ministero dell'economia, la notte precedente, sia all'incontro con il governo. ''Raffaele si è battuto per accendere i riflettori sull'assistenza domiciliare ai disabili gravi e gravissimi che hanno diritto a restare a casa con dignità e a cure amorevoli. Chi meglio di un familiare può assistere un congiunto malato grave? - spiega Lamanna- Ieri, nonostante la stanchezza, al tavolo con il governo rappresentato dal viceministro del Lavoro e delle politiche sociali Maria Cecilia Guerra, dal sottosegretario all'Economia e alle Finanze Pier Paolo Baretta e dal Sottosegretario alla Salute Paolo Fadda, Raffaele continuava a dire, 'fate presto, noi non abbiamo più tempo''. Ieri sera al rientro in albergo, Pennacchio era provato ma contento perche' il Comitato era riuscito a strappare al governo l'impegno per l'aumento del fondo per la non autosufficienza e per l'assistenza domiciliare ai disabili gravi e gravissimi. ''Rideva e scherzava, poi all'improvviso si é accasciato sulla sedia tra il nostro sgomento'' conclude Lamanna. Nel corso dell'incontro di ieri tra il governo e una delegazione del Comitato 16 Novembre Onlus, nato nel 2010 come una rete di pazienti e familiari, erano stati presi chiari impegni nella direzione dell'aumento del fondo per la non autosufficienza e dell'assistenza domiciliare nei confronti dei malati di Sla. Diversi gli impegni che l'associazione, che prende il nome da quel famoso 16 novembre 2010 in cui iniziò il Presidio davanti al Ministero dell'Economia in difesa del diritto alla salute, ha ottenuto dall'Esecutivo, rappresentato dal Viceministro del Lavoro e delle politiche sociali Maria Cecilia Guerra, dal Sottosegretario all'Economia e alle Finanze Pier Paolo Baretta e dal Sottosegretario alla Salute Paolo Fadda. In primo luogo, fa sapere il Ministero della Salute, la convocazione "di un incontro con le Regioni e i Comuni per discutere le modalità per favorire l'assistenza domiciliare delle persone non autosufficienti", in secondo luogo l'impegno a "sostenere che l'intesa con le Regioni per il riparto 2014 del fondo per le non autosufficienze confermi la destinazione dell'intero ammontare delle risorse a favore della domiciliarietà". E ancora, di fondamentale importanza, l'impegno ad aumentare "nell'iter di approvazione della legge di Stabilità il fondo per la non autosufficienza", e a discutere dell'aggiornamento dei Lea e del nomenclatore tariffario.

ANSA

24.10.2013.

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SEZ. DISABILITA NEWS E gli impegni presi con il Programma d’Azione?

22 Ottobre 2013, 15:28pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Caduta di persona in carrozzina, in corrispondenza di un cancello

1234023 166204090240534 895813830 nINSERITO DA ANGELA CECERE

«Dove sono finiti gli impegni presi con il Programma d’Azione biennale sulla disabilità, rispetto al quale si faceva affidamento, per vedere finalmente rispettati i diritti di pari cittadini delle persone con disabilità e delle loro famiglie?». È duro il giudizio dell’ANFFAS, espresso tramite le parole del presidente Roberto Speziale, sul testo della Legge di Stabilità per il 2014, recentemente licenziato dal Consiglio dei Ministri Caduta di persona in carrozzina, in corrispondenza di un cancello«Ancora una volta ci troviamo di fronte a una potenziale “bomba ad orologeria” per la persone con disabilità e per le loro famiglie, una situazione di pericolo e dubbio che non sappiamo come si evolverà»: questo il commento di Roberto Speziale, presidente nazionale dell’ANFFAS (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale), sul testo della Legge di Stabilità per il 2014, recentemente licenziato dal Consiglio dei Ministri e in attesa ora di passare all’esame del Parlamento. «In questa bozza – dichiara infatti Speziale -, oltre al decremento dei finanziamenti per il Fondo Nazionale delle Politiche Sociali e per quello per la Non Autosufficienza, viene indicate la nuova possibile modalità per ottenere l’indennità di accompagnamento e anche la stretta sulle agevolazioni fiscali, due fattori che incidono ovviamente in maniera preponderante nella vita di chi ha una disabilità. Ebbene, nel primo caso, se le attuali notizie si rivelassero fondate e quel testo diventasse legge, a partire dal 1° gennaio 2014, le persone ultrasessantacinquenni con reddito (imponibile) superiore ai 40.000 euro annui (70.000 se coniugati), non avrebbero più diritto al beneficio, seppure in possesso dei requisiti sanitari oggi previsti. Inoltre, anche chi avesse un reddito imponibile al di sotto dei limiti fissati, superati però percependo l’indennità, riceverebbe un importo limitato al raggiungimento del limite stesso. E infine, chi fosse già titolare di indennità o avesse già ricevuto conferma del godimento della provvidenza economica, quando disponesse di redditi superiori ai limiti fissati, non avrebbe più diritto alla rivalutazione annuale della prestazione». «Per quanto riguarda le agevolazioni fiscali – sottolinea poi il Presidente dell’ANFFAS -, è quanto mai probabile che il Governo proceda alla riduzione delle detrazioni IRPEF che oggi i contribuenti utilizzano al 19% e tra queste, oltre a ciò che riguarda i mutui o le polizze vita, rientrano voci più che note e ampiamente utilizzate, come le spese mediche e quelle per le persone con disabilità. Non dimentichiamo, infine, che il mondo della disabilità dovrà poi fare i conti anche con la questione del nuovo ISEE [Indicatore della Situazione Economica Equivalente, N.d.R.], che intende considerare come un reddito la pensione sociale e di invalidità». «Abbiamo un ennesimo nuovo Governo – è il giudizio di Speziale -, ma ci troviamo ancora di fronte alla concreta possibilità di tagli indiscriminati, volti a colpire sempre gli stessi cittadini, quelli più fragili e discriminati, quando invece le risorse finanziarie necessarie al risanamento del Paese potrebbero essere reperite tramite altre modalità, ad esempio attraverso la riforma dei costi della politica o la definizione dei livelli essenziali e dei costi standard in sanità». «A questo punto – conclude Speziale – ci chiediamo ci chiediamo dove siano finiti gli impegni presi con il Programma d’Azione biennale sulla disabilità, anch’esso recentemente approvato dal Consiglio dei Ministri, su cui le persone con disabilità e le loro famiglie facevano affidamento, per vedere finalmente rispettati i loro diritti di pari cittadini, e ci chiediamo anche perché tutte le azioni in esso contenute non siano considerate un’opportunità di sviluppo per il Paese, ma semplicemente ignorate». (R.S.) Per ulteriori informazioni e approfondimenti: comunicazione@anffas.net.

SUPERANDO

22.10.2013.

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SEZ. DISABILITA NEWS Fisioterapisti che hanno scelto di fare i genitori

22 Ottobre 2013, 15:22pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Famiglia Caracciolo

 

1234023 166204090240534 895813830 nINSERITO DA ANGELA CECERE

È davvero emblematica, la Famiglia Caracciolo, perché compendia singolarmente tutte le varie tematiche riguardanti una “famiglia con disabilità”: genitori, figli con disabilità, professionisti della riabilitazione, rapporti tra i genitori e gli stessi professionisti, scelte di vita e di lavoro. Presentiamo il nuovo “viaggio nella società inclusiva” di Giorgio Genta, insieme a quest’altra “famiglia con disabilità” Famiglia Caracciolo Alessandra e Antonio Caracciolo, insieme ai figli Riccardo ed Emma La Famiglia Caracciolo – Antonio, Alessandra, Riccardo ed Emma – è davvero emblematica, perché in essa si compendiano singolarmente tutte le tematiche del nostro mondo: genitori, figli con disabilità, professionisti della riabilitazione, rapporti tra genitori e professionisti, scelte di vita e di lavoro. Ma vediamo di capirci un po’ di più. Antonio e Alessandra, nonché “figliolanza”, come dite affettuosamente e scherzosamente voi, chiariteci il mistero: come fate a sopravvivere e a vivere bene con un tale aggrovigliato intreccio di rapporti professionali e umani? «Intanto cerchiamo, sforzandoci tutti i giorni, di vivere in modo dignitoso la nostra quotidianità di famiglia “normale”, con il nostro stile di vita, i nostri difetti e i pregi, le nostre aspettative e i sogni, i nostri ritmi. Dopo la nascita di Riccardo ed Emma, entrambi prematuri con diagnosi di paralisi cerebrale infantile, forti del fatto che il nostro lavoro di fisioterapisti ci rendeva “non nuovi” al mondo della disabilità, ci siamo dovuti un po’ ricredere sul nostro ruolo di genitori e di terapeuti. Riccardo ed Emma, infatti, sono i nostri figli e il legame con un figlio è ben diverso da quello che si può creare con un paziente, pur con tutta l’empatia che ci si voglia mettere! Abbiamo scelto entrambi di continuare a lavorare, con un avvicinamento del luogo di lavoro e la riduzione a un part-time da parte della madre, per riuscire a conciliare il tempo dedicato ai nostri figli con quello dedicato alla crescita personale e professionale della mamma-lavoratrice». Ma cosa comporta essere contemporaneamente genitori di figli con disabilità – che quindi necessitano “anche” di riabilitazione – e professionisti del settore? «Sin dalla nascita dei nostri figli abbiamo scelto di fare i genitori e non i riabilitatori dei nostri figli. Certo, la nostra vita professionale ci porta ad avere un occhio di riguardo nei confronti dei “progetti e percorsi riabilitativi” dei nostri figli (che lasciamo svolgere volentieri a colleghi con una professionalità più elevata della nostra). Da sempre, però, abbiamo creduto che la riabilitazione non sia il perno centrale della vita di Riccardo ed Emma e che non dovrà essere svolta per tutta la loro vita. Siamo più propensi a credere che il percorso riabilitativo, svolto con obiettivi ben chiari, faccia parte di una strada ben più ampia che tenda all’inclusione sociale, tenendo conto delle loro difficoltà, ma anche delle loro potenzialità». Due figli con disabilità, doppie problematiche, doppio impegno, doppia fatica. È vero, oppure…? «Certo, l’impegno e la fatica sono doppi, anche perché i bisogni dei nostri figli sono diversi; la nostra fatica, dopo l’arrivo di Emma, con una nuova diagnosi, è stata quella di non riuscire a far conciliare i ritmi di entrambi e questo ci ha un po’ scombussolato. Siamo ricorsi perciò all’aiuto di una psicologa con la quale abbiamo imparato a gestire gli spazi di coppia, di famiglia e personali. Abbiamo lavorato sulle emozioni, che gli eventi delle nascite dei nostri figli e la prospettiva di una vita “diversa” e con molti ostacoli, avevano suscitato in noi, così come i sensi di colpa – soprattutto da parte della madre -, la rabbia, il tempo e gli spazi che i nostri figli ci stavano “rubando”». In questa vostra “biblica”, ma, conoscendovi, serena incombenza, avete ricevuto aiuto da familiari, amici, istituzioni, associazioni? E quanto? «Crediamo che l’aiuto da parte di persone o istituzioni al di fuori della famiglia sia fondamentale; molto spesso ci è capitato di incontrare famiglie “bruciate” perché facevano fatica a farsi aiutare. Certo che farsi aiutare implica aprire la propria intimità familiare all’altro e non sempre è facile. Famiglia Caracciolo Un’altra bella immagine della Famiglia Caracciolo in piscina Da qualche anno stiamo cercando di creare una rete di persone (parenti, amici, gruppo scout, educatori professionali…) che ci permetta di trovare uno spazio personale e di coppia. Inoltre, da circa un anno, insieme ad altri genitori del paese dove abitiamo, abbiamo creato un’Associazione per condividere le nostre esperienze e cercare insieme strategie che permetteranno ai nostri figli di trascorrere una “vita di qualità”». Emma e Riccardo come vedono la società dove vivono? Quali sono i loro sogni, le aspettative, i progetti? La risposta arriva dalla viva voce di Riccardo l’“intellettuale di famiglia”, con l’appoggio di Emma: «Pur essendoci realtà positive nella nostra società, come Associazioni volte ad aiutarci, ci accorgiamo, camminando per strada, che ci sono ancora barriere mentali di chiusura, come atteggiamenti pietistici nei nostri confronti. Nonostante questo, noi continuiamo a vivere la nostra vita serenamente senza farci prendere dallo sconforto». E i vostri al riguardo? «La società in cui viviamo non è certo a misura di “famiglie con difficoltà”. Basti solo pensare che per ottenere dei diritti occorre essere sempre “sul piede di guerra” con tutti (scuola, istituzioni, sanità ecc.). Il futuro dei nostri figli ci spaventa e perciò crediamo che occorra lavorare fin da subito nel creare un tessuto sociale che già da ora sia in grado di supportare e sostenere noi genitori, ma che nel futuro sia altrettanto in grado di sostituirci». A questo punto il solito malevolo Lettore potrà pensare che questa famiglia non esista, che sia stata creata a tavolino dalla mia troppo fervida fantasia, per mettere assieme tutte le domande e le risposte possibili in tema di disabilità in famiglia. Ma non è affatto vero! Esistono, eccome! E se qualcuno vorrà controllare, per riservatezza non gli dirò certo come fare, ma sono sicuro che ci riuscirà ugualmente. Grazie ad Antonio, Alessandra, Riccardo ed Emma e avanti così!

SUPERANDO

22.10.2013.

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SEZ. DISABILITA NEWS Il Comitato 16 Novembre in presidio davanti al Ministero

22 Ottobre 2013, 15:17pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

In primo piano ruota di carrozzina, sullo sfondo altre persone con disabilità che protestano

 

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Già protagonisti di clamorose ed estreme forme di protesta, i componenti del Comitato 16 Novembre (Associazione Malati SLA e Malattie Altamente Invalidanti) sono pronti a tornare in presidio permanente, davanti al Ministero dell’Economia di Roma, a partire dal 22 ottobre, e ad attuare lo sciopero della fame e della sete, se non otterranno impegni precisi, su una serie di istanze ritenute prioritarie per tutte le persone con disabilità In primo piano ruota di carrozzina, sullo sfondo altre persone con disabilità che protestano«Non vogliamo dettare condizioni, ma siamo stufi di vivere in un Paese incivile con un Governo che non prevede programmi per la disabilità»: lo si legge in un comunicato del Comitato 16 Novembre (Associazione Malati SLA e Malattie Altamente Invalidanti), già protagonista più volte di clamorose ed estreme forme di protesta e i cui componenti sono ora pronti a tornare in presidio permanente martedì 22 ottobre, davanti al Ministero dell’Economia di Roma, preannunciando che «se non vi sarà un incontro concreto, con impegni precisi, scritti, con date e certezze, faremo lo sciopero della fame e della sete e alla fine ci staccheremo il respiratore non caricando le batterie». A una lettera inviata al Governo alla metà di settembre, scrivono gli esponenti del Comitato, «nessuno ha risposto nel merito delle nostre richieste e il solo sottosegretario alla Salute Paolo Fadda ha convocato un tavolo tecnico, ma in ritardo e con un ordine del giorno che esula dalle nostre priorità. Uno dei temi proposti, infatti, era Criteri di omogeneità delle prestazioni delle cooperative che operano nell’assistenza domiciliare, ma discutere di cooperative non è una nostra priorità, in quanto abbiamo sempre detto che siamo noi a dover scegliere i nostri assistenti». L’azione del Comitato 16 Novembre, infatti, è basata su alcune istanze, ritenute prioritarie per tutte le persone con disabilità («1. Assistenza domiciliare adeguata alla gravità, fino a garantire la presenza, vigile 24 ore su 24, senza differenza fra Regioni; 2. Fondi direttamente ai disabili senza intermediazioni; 3. Libertà di scelta per chi decida per il ricovero in RSA [Residenze Sanitarie Assistenziali, N.d.R.] e simili; 4. Assistenza assolutamente svincolata dall’ISEE [Indicatore della Situazione Economica Equivalente, N.d.R.] familiare; 5. Riconoscimento economico e previdenziale del caregiver familiare anche ai fini di un prepensionamento per lavoro usurante; 6. Aggiornamento e approvazione dei LEA [Livelli Essenziali di Assistenza, N.d.R.]; 7. Aggiornamento e approvazione del Nomenclatore Tariffario assolutamente obsoleto; 8. Riconoscimento invalidità del 100% + indennità di accompagnamento in maniera omogenea in tutte le Regioni») e anche su uno specifico progetto «per un Sistema Assistenziale realizzabile, sperimentato, in linea con la tenuta dei conti, e con la dignità che rivendichiamo per chi, senza colpa alcuna, è costretto a vivere con una grave disabilità». (S.B.) Per ulteriori informazioni e approfondimenti: comitato16novembre@gmail.com.

SUPERANDO

22.10.2013.

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SEZ. DISABILITA NEWS Napoli, chiede di liberare il posto auto per il figlio disabile: papà aggredito

19 Ottobre 2013, 14:49pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.ilmattino.it/MsgrNews/MED/20131019_olk.jpg

 

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NAPOLI - È finita tra urla, schiaffi e spintoni, una donna caduta malamente a terra sul marciapiede e l’intervento della polizia municipale, l’accesa discussione, giovedì mattina, all’ingresso della scuola elementare Madonna Assunta di Bagnoli. Il papà di un bambino disabile, dopo aver chiesto al conducente di un’auto di spostarsi dal posto riservato ai portatori di handicap, è stato prima insultato e poi strattonato in un parapiglia che ha coinvolto anche altri genitori accorsi per difendere l’uomo. Venti minuti in cui l’alterco si è trasformato in una zuffa, il tutto sotto lo sguardo attonito dei piccoli alunni dell’istituto di via di Pozzuoli. «Il plesso accoglie quasi 600 bambini di cui una ventina disabili, abbiamo ottenuto i due stalli dopo una lunga lotta cinque anni fa - denuncia il papà aggredito Roberto Marcone -, ma la cattiva abitudine di occuparli senza diritto non è mai cessata, nonostante le numerose segnalazioni alla X Municipalità e alle forze dell’ordine. L’anno scorso per lo stesso motivo mi sono preso un pugno in faccia, adesso si è arrivati alla rissa». Una battaglia quotidiana quella dei genitori dei bimbi disabili della Madonna Assunta, di cui Roberto si fa portavoce, supportata da una ricca documentazione fotografica delle violazioni al codice stradale. «Ma siamo soli in questa lotta per la civiltà - continua -: ciò che mi ha rattristato di più, oltre all’ennesimo gesto di arroganza di chi si ostina a fermarsi sui posti per disabili anche solo per i famosi 5 minuti, è il fatto che alla fine i vigili non hanno elevato nessuna multa e mi hanno consigliato di andare a prendere una camomilla». A mobilitarsi ora sono anche i genitori degli altri bimbi. «Stiamo pensando ad iniziative di protesta per sensibilizzare sulla vicenda - dicono - prima che si arrivi ad altri e più gravi atti di violenza».

IL MATTINO

19.10.2013.

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SEZ. DISABILITA NEWS COME RISPARMIARE SULL'ACQUISTO DI UNA VASCA DA BAGNO PER DISABILI VIDEO

12 Ottobre 2013, 16:00pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.disabili.com/images/stories/vasca_bali_installata.jpg

 

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Da Linea Oceano uno sconto ulteriore di 500 euro sull'acquisto di vasca con sportello, oltre ai contributi regionali 


Di questi tempi fare attenzione al portafogli, limitando le spese, non solo è saggio, ma purtroppo sempre più necessario. Per questo ricordiamo che fino a dicembre 2013 sono previste delle interessanti agevolazioni economiche per lavori di ristrutturazione edilizia.  Si tratta della detrazione Irpef del 50% sui lavori che possono essere  effettuati anche per migliorare  la mobilità in casa, abbattendo le barriere architettoniche.

Ricordiamo che la legge 13/89 prevede inoltre  l'erogazione dicontributi regionali  per l'abbattimento delle barriere architettoniche su immobili  privati già esistenti ove risiedono portatori di menomazioni o limitazioni funzionali permanenti (di carattere motorio e dei non vedenti), che possono contribuire non poco ad alleggerire la nostra spesa.  Tra questi lavori per favorire accessibilità,visitabilità e adattabilitàdegli spazi domestici, rientra l'installazione di vasche con sportello laterale,  appositamente realizzate per facilitare l'ingresso e l'uscita della persona con problemi di mobilità, che voglia farsi un bagno in tutta sicurezza. 

Un ottimo esempio di queste soluzioni sono le vasche di Linea Oceano: azienda specializzata in questo tipo di produzione. Le vasche di Linea Oceano sono valutate ed approvate dall'Associazione Paraplegici Italiana, garanzia di affidabilità. Linea Oceano produce  le sue vasche con una continua attenzione a particolari e dettagli per andare incontro alle esigenze dei disabili e degli anziani che hanno difficoltà motorie. Sono infatti dotate di maniglioni per facilitarne l'entrata e l'uscita della persona disabile in autonomia,  la dimensione dellosportello, che può andare dai 70 agli 85 cm, con apertura rigorosamente verso l'esterno, a 180°, con leva di sicurezza per evitare aperture accidentali. 

Al suo interno, la seduta è posizionata alla stessa altezza della sedia a rotelle, così da permettere un trasferimento rapido e senza impedimenti di sorta, inoltre l'assenza di spigoli vivi sulla sua superficie fa sì che l'utente non si ferisca durante l'utilizzo . Internamente la seduta è inoltre realizzata con una inclinazione che impedisce lo scivolamento in avanti col riempirsi d'acqua della vasca, e con una nicchia per facilitare le operazioni di igiene intima restando seduti. 

 

16:58

DISABILI.COM 

12.10.2013,

 


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SEZ. DISABILITA NEWS Formazione obbligatoria: un emendamento di FISH e FAND

9 Ottobre 2013, 12:25pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Alunno con disabilità e professore

 

1234023 166204090240534 895813830 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Preoccupate, infatti, dalla possibile soppressione di quell’articolo del cosiddetto “Decreto Legge Scuola”, che prevede il principio dell’obbligatorietà della formazione in servizio di tutti i docenti sull’inclusione, le due principali Federazioni di Associazioni di persone con disabilità e delle loro famiglie hanno proposto un emendamento volto a coniugare tale esigenza con quella della rappresentatività sindacale Alunno con disabilità e professoreÈ approdato alle Camere ed è attualmente in discussione nelle diverse Commissioni il Decreto Legge 104/13 (Misure urgenti in materia di istruzione, università e ricerca), provvedimento che era stato accolto con favore dalle Associazioni di persone con disabilità, in particolare per alcune misure che favorirebbero l’inclusione degli alunni e degli studenti con disabilità. «Purtroppo – si legge in una nota congiunta di Pietro Barbieri e Giovanni Pagano , presidenti rispettivamente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e della FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità) – apprendiamo ora che l’articolo 16 [“Formazione del personale scolastico”, N.d.R.], il quale prevede il principio dell’obbligatorietà della formazione in servizio di tutti i docenti, verrebbe soppresso in quanto lesivo dell’autonomia negoziale dei Sindacati del comparto scuola». «La FISH e la FAND – prosegue la nota – raccolgono con preoccupazione questa soppressione, convinte della necessità che i docenti curricolari, e non solo quelli per il sostegno, debbano avere una formazione sulla didattica dell’inclusione scolastica. Al tempo stesso rispettano l’autonomia negoziale delle Organizzazioni Sindacali, consapevoli che tale cambio di passo non possa essere realizzato senza il coinvolgimento delle rappresentanze dei lavoratori». A tal proposito, quindi, le due Federazioni hanno elaborato uno specifico emendamento – di cui si veda in calce il testo integrale – volto a coniugare le due esigenze: la formazione dei docenti sulle didattiche inclusive e il giusto coinvolgimento delle Organizzazioni Sindacali. In particolare, in tale emendamento, si prevede da un lato che il Ministero sia tenuto a garantire la formazione dei docenti curricolari sulle didattiche inclusive degli alunni con disabilità e con altri bisogni educativi speciali, dall’altro che tale attività sia oggetto di specifica contrattazione fra il Ministero stesso e le Organizzazioni Sindacali. (S.B.) L’emendamento all’articolo 16 del Decreto Legge 104/13, proposto da FISH e FAND: «Il comma 1 è sostituito dal seguente: “1. Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca è tenuto a garantire la formazione dei docenti curricolari sulle didattiche inclusive degli alunni con disabilità e con altri bisogni educativi speciali, per una effettiva presa in carico del progetto personalizzato di integrazione scolastica, evitando la delega al solo insegnante per il sostegno. Al tal fine il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e le organizzazioni sindacali rappresentative del comparto scuola concludono entro tre mesi dalla data di approvazione della legge di conversione del presente decreto apposita contrattazione collettiva”». Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@fishnolus.it.

SUPERANDO.IT

09.10.2013.

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