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SEZ. DISABILITà NEWS LAVORO | CRISI | DISABILI | ISTAT: SONO 80 SU 100 I DISABILI IN ITALIA SENZA UN LAVORO

17 Giugno 2013, 12:37pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE Lo dice l'ultima indagine condotta dall'Istat, i cui dati sono, altresì, confermati dall'Ufficio per i diritti dei portatori di handicap delle Nazioni Unite: tra chi ha una disabilità, la disoccupazione è tra il 50 e il 70% nei Paesi industrializzati, con una punta dell'80% in Italia, nonostante la nostra legislazione (a partire dalla legge n. 68 del 1999) preveda percorsi specifici per l'inserimento nel mercato del lavoro. Ora, se trovare lavoro risulta difficile per chiunque -dati i tempi- pensate a coloro che si trovano -quotidianamente- di fronte uno o più ostacoli di questa portata: orari di lavoro poco flessibili, mansioni non adeguate (come, ad esempio, dover portare carichi pesanti, lavorare in piedi), difficoltà a raggiungere il posto di lavoro a causa di barriere architettoniche, carenza di attrezzature speciali come computer con lettore di schermo in braille o telefoni con sintetizzatore vocale. Così, secondo l'Istat, a non lavorare sono soprattutto coloro che hanno maggiori problemi di salute o difficoltà funzionali (nel 50% dei casi). Fra coloro che non hanno un lavoro, il 25% dichiara che avrebbe bisogno di almeno una forma di assistenza per poter avere un'occupazione; il 40%, in particolare, teme che potrebbe avere impedimenti a lavorare per un determinato numero di ore, oppure nello svolgimento di una particolare attività. Sempre secondo l'indagine, però, l'applicazione della flessibilità nelle modalità della prestazione lavorativa permetterebbe ad almeno il 25% dei non occupati con problemi di salute, di affacciarsi nel mondo del lavoro. Tanto per fare un esempio, per chi soffre di una malattia reumatica sarebbero preferibili mansioni più “leggere”, ovvero che non richiedano troppa forza fisica, oppure lavorare all'interno piuttosto che all'aperto. In questi casi, si eviterebbe di dover perdere ore di lavoro, a causa del peggiorare delle condizioni di salute, con risparmi sui costi dovuti alla mancata produttività. A causa dei problemi di salute o di difficoltà funzionali -fanno sapere dall'Istat- più di 2 milioni e mezzo di persone accusano limitazioni sul lavoro. Le percentuali più alte riguardano il sud, con picchi in Puglia, Calabria e Sardegna. Gianlorenzo Bagata, dirigente del Servizio istruzione, formazione e lavoro dell'Istat fa sapere che ammonta a oltre un milione il numero di persone che necessitano di assistenza per lavorare, ma solo il 6,9% degli occupati con problemi di salute dispone -oggi- di modalità di prestazioni flessibili, mentre appena il 2% dei lavoratori disabili può usufruire di attrezzature speciali, di adattamenti dell'ambiente di lavoro, di assistenza personale, cioè di aiuto da parte di familiari e amici, oppure da parte di personale messo a disposizione del datore di lavoro, come ad esempio l'interprete per la lingua dei segni.

di Antonio Vaccari

http://cervelliamo.blogspot.it/2013/06/lavoro-crisi-disabili-istat-sono-80-su.html

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SEZ. DISABILITA NEWS Giù le mani dai disabili”

13 Giugno 2013, 16:33pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

La lettera di una mamma di un disabile residente al Centro Lubiana Sindaco, Penso che lei sia al corrente di quello che sta facendo il suo assessore ai disabili. Sono la mamma di Enzo, un ragazzo disabile che frequenta il Centro Lubiana dal momento dell’apertura circa quarant’anni fa. La nascita di questo centro è stata possibile grazie ad un signore che, morendo, ha lasciato la sua villa in eredità alla “Sanità” di Parma perché ne facessero questo uso e grazie al grande Mario Tommasini che l’ha fatta ristrutturare e dare inizio all’avventura del Centro Lubiana. A quei tempi Parma era una città campione per le persone deboli! Sindaco, non so se lei ha mai visitato questo centro, una villa antica, un parco grande, tanti alberi intorno che fanno ombra alla casa per la gioia di quei ragazzi che nella bella stagione mangiano fuori, colazione, pranzo e cena e sono liberi di girare per il parco e godersi l’ombra delle piante! Ora qualcuno li vuole cacciare per mettere altri ragazzi. Provi a pensare come si sentono queste famiglie che si vedono cacciare i loro figli per andare in un altro centro. Mandate gli altri ragazzi nel nuovo centro! Non le sembra più logico lasciare i nostri ragazzi nella casa a loro cara dove conoscono ogni angolo, alla quale sono affezionati e non procurare loro questo grosso dolore? Questi ragazzi sono molto sensibili, più di quelli che li vogliono cacciare . Prima di prendere una decisione vada a fare una visita al Centro e si renderà conto che sarebbe un grosso errore mandorli fuori. Non prendete la scusa del risparmio, ma volete proprio risparmiare sulla pelle di questi ragazzi disabili? La loro unica felicità è vivere nella loro bella casa che abitano da tanto tempo!! Ripensateci e capirete che grosso errore state facendo. Forse conviene di più controllare gli sprechi! Confidando nella sua generosità e umanità Distintamente la saluto Dina Montali, mamma di Enzo

LA REPUBBLICA PRIMA

13.06.2013.

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Sez. Disabilità News Pedalando con le mani… lungo il cammino di Santiago

12 Giugno 2013, 07:58am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

375051 4569960381114 2063754049 nINSERITO DA MADDALENA CERASARI Novecentosettanta chilometri. Tanta è la distanza che separa Lourdes, nei Pirenei francesi da Santiago de Compostela in Galizia (Spagna). Un cammino, un pellegrinaggio, un viaggio fisico e interiore che una volta all’anno – e che sta ripetendo in questi giorni – Pietro Scidurlo, 34 anni di Somma Lombardo, con tetraplegia «un incidente al momento del parto», compie alla ricerca di se stesso su una handbike, una bicicletta a tre ruote a spinta manuale (Leggi il blog dell’avventura). «Esser su una sedia a rotelle, a volte, non è una cosa semplice», racconta Pietro, «né per chi lo è… né per chi ti vive vicino. Spesso significa non accettare per tanto e tanto tempo quel che ti è accaduto. Spesso vuol dire pensare ogni secondo “Ma perché a me?! Perché non è stato fatto quel che andava fatto?!” E non trovare risposta. Giorno e notte»

 «Significa alzarsi ogni mattina e vedere allo specchio una persona che non ti piace e non saper cosa fare per fartela piacere. Esser spesso soggetto di 1000 sguardi curiosi, indaganti o cattivi e menefreghisti. Esser incapace di apprezzare le innumerevoli piccole o grandi cose che mamma e papà fanno per te solo perché sei concentrato su te stesso, sulla guerra interiore che ti logora giorno dopo giorno e che non puoi vincere, perché vincerla significherebbe autoeliminarti». Poi scatta qualcosa, un clic, un piccolo lume che sia accende ad intermittenza attraverso le pagine di un libro.

«Sì, è stato un libro, quello di Paulo Coelho, a dare il via a una serie di riflessioni», prosegue Pietro. «Ricordo il giorno in cui Chiara, mia sorella, mi consegnò il volume. Ero ricoverato all’Ospedale di Magenta che tante volte mi ha visto suo ospite. Sento ancora l’odore delle lenzuola e la ventola del Clinitron, il letto ad aria, che gonfia il materasso in modo che il mio corpo rimanga sollevato da appoggi di ogni genere e non mi provochi piaghe. Una “vasca” dove per mesi ho nidificato: dove dormivo, mi lavavo, mi nutrivo e dove espletavo ogni sorta di esigenza. Ricordo quel volume sul comodino e la forza, simile a quella che la luna esercita sulle maree, che ha esercitato su di me. Il cammino di Santiago e le riflessioni che sono seguite alla sua lettura».

Pietro Scidurlo e la sua handbike

E’ stato il pensiero di essere «arrivato a 33 anni senza aver lasciato nulla di buono a chi ha speso tanto tempo e denaro per me a fermare la mia corsa verso l’autodistruzione. Non esser affermato nel lavoro, non avere una vita, famiglia propria che ti aspetta a casa e magari un figlio da far viziare ai tuoi genitori, mi ha fatto capire che forse se avevo un grande debito nella vita, non l’avevo nei confronti di una qualsiasi banca che mi ha concesso il mutuo, ma nei loro confronti. E forse anche nei miei».

«So che metter insieme i pezzi del puzzle della mia vita, i pezzi giusti nella giusta sequenza» conclude Pietro, «non è e non sarà cosa semplice. Ora che bracciata dopo bracciata, in sella alla mia handbike sul cammino di Santiago so che quel puzzle non è ancora terminato, ma comincio ad avere ben chiara l’immagine risultante».

DI SIMONE FANTI

http://invisibili.corriere.it/2013/06/11/pedalando-con-le-mani-lungo-il-cammino-di-santiago/

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SEZ.DISABILITà NEWS Sla: disabili in presidio a Roma il 12/6 Comitato 16 novembre chiede sblocco 275 mln non autosufficienza

11 Giugno 2013, 07:25am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Sla: disabili in presidio a Roma il 12/6DI PAOLA TRECCINE  ROMA,  Ripeteranno ancora la loro drammatica protesta i disabili gravi e gravissimi, tra cui i malati di Sla, che il 12 giugno alle 10.30 saranno sotto la sede del ministero dell'Economia e delle finanze a Roma.Il presidio e' organizzato dal 'Comitato 16 novembre' al quale aderiscono numerosi malati di Sla che chiedono lo sblocco e la ripartizione alle Regioni dei 275mln previsti dalla legge di stabilita' 2012 per la non autosufficienza e un piano per assicurare ai malati adeguati livelli di assistenza.

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SEZ. DISABILITA NEWS BUENOS AIRES MESSI, IL PALLEGGIO PIU' BELLO: LA PULCE FA FELICE UN BIMBO DISABILE

10 Giugno 2013, 15:02pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

BUENOS AIRES - Un momento davvero emozionante, pochi secondi che ricorderà per sempre. Lionel Messi, stella del Barcellona e della nazionale argentina, ha regalato alcuni momenti di gioia a Valentino Zegarelli, un bambino argentino costretto sulla sedia a rotelle da una grave disabilità, che ha finalmente potuto coronare il suo sogno facendo due palleggi con il giocatore più forte del mondo e suo idolo indiscusso.

LEGGO.IT

10.06.2013

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SEZ. DISABILI NEWS LA LETTERA DELLA FAMIGLIA TARTAGLIA L'ODISSEA DI MAURIZIO, UNO DI NOI

30 Maggio 2013, 08:58am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Salve a tutti, questo è un breve riassunto della nostra storia, della famiglia Tartaglia. 
E’ iniziato tutto nel Marzo del 2011...Maurizio Tartaglia, 49 anni un uomo pieno di salute,sportivo,donatore di sangue da tantissimi anni..inizia ad avere dei dolori alla mano destra….le unghie della mano erano scure... si era dato la colpa al freddo perchè tutte le mattine andava a correre con il suo gruppo di amici. Dopo qualche giorno i sintomi diventano molto più seri,il dolore alla mano si fa sempre più acuto,cosi Maurizio decide di recarsi al pronto soccorso dell'ospedale S.Paolo di Civitavecchia...in un primo momento non danno molto peso alla cosa e viene rimandato a casa. 
Qualche giorno dopo era in preda al dolore..non ne poteva più! Così corriamo nuovamente in ospedale era il 10-3-2011 alle 18,30 circa Maurizio entra al pronto soccorso…….la mano era fredda e il polso radiale era assente. Pochi minuti più tardi viene contattato il chirurgo vascolare reperibile..fa un eco-doppler al braccio e si accorge che c'era in corso una trombosi..per aneurisma trombizzato arteria succlavia destra ,viene ricoverato e operato la sera stessa. Il giorno dopo,un'altra trombosi. Ritorna in sala operatoria per un altro intervento per tromboembolectomia omerale destra sec Fogarty. Il 12-03 un nuovo intervento per posizionamento di endoprotesi per via omerale...il 15 di nuovo in sala operatoria per innesto sostitutivo succlavio-ascellare...quattro interventi che fisicamente lo debilitano...il 23-03 Maurizio viene dimesso ma non sta affatto bene, per i medici era tutto normale...Dopo circa un mese il 26 aprile si sente male..Ischemia acuta recidivante arto superiore destro ...il 27 viene operato di nuovo: tromboembolectomia sec. Fogarty protesi succlavia destra ed angioplastica su anastomosi prossimale. Il 2 maggio lo riportano di nuovo in sala operatoria per la presenza di due trombi sul by pass...il 6-05 viene dimesso..Maurizio però non stava bene..aveva difficoltà a respirare...sia i medici che il pronto soccorso ci assicuravano che era tutto a posto, tutto nella norma e che queste difficoltà erano per il sollevamento dell'emi diaframma destro causato dall'ultimo intervento per lesione nervo frenico. Le difficoltà durarono per un mese circa..il 24-05 ci rechiamo al pronto soccorso perchè Maurizio peggiorava, non riusciva a respirare ma ci hanno rimandato a casa. Il 6-06..Maurizio mentre si trovava in giardino...viene colpito da un ictus ischemico...arriva in ospedale in stato di coma! Di nuovo in sala operatoria e poi due lunghi mesi di coma....al risveglio lo trasferiscono al San Giovanni Battista di Roma dove rimane 14 mesi...viene dimesso con una diagnosi di sindrome di locked-in e portatore di trachetmia e Peg...Ora sono quasi otto mesi che è a casa circondato dall'amore della sua famiglia...ha ancora difficoltà respiratorie alla dimissione il cad ci dava 120 minuti di assistenza infermieristica e 60 minuti di fisioterapia...niente logopedia niente assistenza psicologica per Maurizio...nonostante le mie continue richieste...dopo solo due mesi dal rientro a casa ci vediamo variare la tempistica dell'assistenza..90 minuti di infermiera sempre 6 giorni su 7 e 60 minuti tre volte a settimana + 30 minuti di respiratoria per altre tre volte a settimana...premetto che ho dovuto piangere per avere la respiratoria...ho fatto domanda di ricovero per il Santa Lucia di Roma ma mi è stata respinta...io ed il mio medico curante vogliamo che Maurizio venga nuovamente rivalutato perchè la diagnosi di locked-in non corrisponde con quello che lui in realtà ha! Maurizio risponde a molti stimoli e sta soffrendo tantissimo! 
Chiedo aiuto per lui ma siamo inascoltati dalle istituzioni solo promesse ma fin'ora non abbiamo avuto nulla! Questo è un po' il riassunto del nostro calvario ma vi assicuro che viverlo è stato ed è davvero tremendo! 
Loredana Pellino E Mail: martina-672013@libero.it 
Tel. 3453378437 

FONTE http://www.piazzolanotizia.it/lodissea-di-maurizio-uno-di-noi-N943.html

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SEZ. DISABILITA NEWS AUTISMO....impariamo a conoscerlo

30 Maggio 2013, 08:53am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA AUTISMO....impariamo a conoscerlo Trovata la chiave per sconfiggere schizofrenia e autismo? La proteina BMP svolge un ruolo cruciale nel determinare la notevole crescita della “sinapsi gigante” del “calice di Held”. A scoprirlo e’ stato un team di ricercatori dell’Ecole Po...lytechnique Federale de Lausanne. Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature Neuroscience, aiutera’ a far luce su numerose patologie neuropsichiatriche. Le sinapsi giganti in questione hanno dimensioni estremamente grandi, si trovano nella parte uditiva del cervello e sono in grado di trasmettere le informazioni sonore tra neuroni con estrema rapidita’, in poche frazioni di millisecondo. Un ritmo molto piu’ veloce rispetto a quello registrato nella maggior parte dei circuiti neuronali del cervello, dove la media e’ piu’ di dieci millisecondi. Per isolare la proteina responsabile del controllo della crescita delle sinapsi giganti, gli studiosi hanno identificato, attraverso l’analisi dell’espressione genica nei topi, diversi membri della famiglia di proteine BMP tra oltre ventimila possibili “candidati”. La conferma del ruolo importante delle BMP nell’indurre la rilevante crescita delle sinaspi giganti e’ arrivata dopo alcuni esperimenti che hanno permesso di inibire l’espressione dei recettori di queste proteine nella regione uditiva del cervello delle cavie, causando di conseguenza la produzione di sinapsi di dimensioni ridotte e di diversa tipologia: al posto del gigantesco calice di Held, una serie numerosa di sinapsi piu’ piccole. Cio’ dimostra che le BMP non determinano solo il processo di crescita ma attivano anche un meccanismo di selezione. Una scoperta importante dato che alcuni disturbi neuropsichiatrici, come la schizofrenia e l’autismo, si caratterizzano per lo sviluppo anormale della connettivita’ sinaptica in alcune regioni chiave del cervello.

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SEZ.DISABILITà NEWS Riconosciuta la correlazione tra autismo e vaccino trivalente

30 Maggio 2013, 08:48am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il Tribunale di Rimini, Sezione Lavoro, con la Sentenza n. 148:2012 del 15.3.2012, ha riconosciuto in capo al minore Valentino Bocca il nesso di causalità tra la vaccinazione e l’autismo, ed i benefici di indennizzo di cui alla Legge n. 210/1992. Sono state accolte tutte le richieste difensive.

Di seguito riportiamo l’articolo riportato sul DailyMail il 15 Maggio e tradotto daCOMILVA, Coordinamento del Movimento Italiano per la Libertà delle Vaccinazioni, nel quale si parla della vittoria di questi genitori che hanno visto riconosciuto il legame tra l’autismo del loro bambino e la vaccinazione trivalente fattagli a 15 mesi, il vaccino MPR, quello che quasi tutte le mamme fanno ai bimbi contro rosolia, morbillo e parotite. E’ una sentenza importante perchè per la prima volta viene riconosciuta legalmente la correlazione tra vaccino e danni fisici, una correlazione che da anni viene studiata e sostenuta dal gastroenterologo britannico Dr. Andrew Wakefield che nel 1998 pubblicò una ricerca sulla rivista The Lancet che suggeriva un possibile un legame tra il vaccino MPR, la malattia intestinale cronica e l’autismo.

Grazie a questi genitori per aver condiviso la loro storia, una triste storia.


In una delle foto preferite di famiglia, scattata dal papà, sorride alla telecamera in braccio alla mamma. I suoi genitori conservano gelosamente questa preziosa fotografia. E’ un ricordo di come fosse il loro unico figlio prima che, in una mattina di primavera, lo accompagnassero presso la locale azienda sanitaria per somministrargli una vaccinazione infantile considerata di routine.

Dopo quell’iniezione Valentino non è più stato lo stesso. Ha sviluppato l’autismo e, con una sentenza che possiamo definire storica, un Giudice ha riconosciuto che la sua grave disabilità è stata provocata proprio dall’inoculazione del vaccino contro morbillo, parotite e rosolia (MMR in inglese, in italiano MPR). Questa sentenza emessa da un Tribunale di una provincia Italiana mette in discussione le teorie dominanti nell’ambiente scientifico ufficiale secondo il quale non esiste alcuna correlazione fra il vaccino MMR e l’autismo, e potrebbe avere profonde implicazioni in Inghilterra e in tutto il mondo.

Ai genitori di Valentino, Antonella, 44 anni, e Maurizio, 43, sono state assegnate 140.000 sterline, che dovranno essere versate dal Ministero della Salute e gli stessi intendono in seguito avviare una causa civile per il danno biologico contro il Governo Italiano che potrebbe doverli risarcire di altre 800.000 sterline. “Naturalmente i soldi non restituiranno la salute al nostro bambino, perfettamente sano com’era a 15 mesi, prima che i medici gli somministrassero il vaccino” ha detto sua madre questa settimana, quando ci ha ospitato nel piccolo e grazioso appartamento a Riccione, nel nord Italia, dove attualmente vive la famiglia.

Oggi abbiamo un altro Valentino. Lo amiamo tantissimo, ma la nostra vita non potrà mai più essere la stessa. Ha nove anni, ma non parla, riesce solo un po’ a cantare. Non riesce a impugnare una matita. Ha un insegnante di sostegno a scuola che lo aiuta ed è difficile per lui stare insieme agli altri bambini. Cosa riserva il futuro per lui, o per noi, non lo sappiamo”.

La storia di Valentino Bocca è tragica. La sua famiglia ha accettato di rendere pubblica la propria identità per la prima volta da quando la sentenza è diventata di dominio pubblico. Hanno scelto di parlare in esclusiva con il Daily Mail perché credono che gli altri genitori di tutto il mondo debbano sapere cosa è successo al loro figlio.

L’autismo comprende un vasta gamma di disordini dello sviluppo che interessano la comunicazione, le abilità sociali e la capacità del bambino di condurre una vita normale.

Le famiglie con bambini gravemente autistici dicono che le loro vite sono distrutte. Prendersi cura dei pazienti con questo tipo di disturbo costa allo Stato Inglese miliardi di sterline l’anno.

Il numero dei casi di autismo è aumentato vertiginosamente negli ultimi quarant’anni e nelle ultime statistiche i ricercatori hanno stimato che un bambino inglese ogni 64 ha una patologia che rientra nello spettro autistico. Si sono fatte svariate ipotesi sulla causa di questo dramma capitato a così tante famiglie.

Negli anni ’80 solo 4 bambini ogni 10.000 manifestavano un qualche segno di autismo.

Alcuni genitori sospettano da tempo il vaccino MPR, un cocktail dei tre virus di morbillo, parotite e rosolia, anche se il Dipartimento di Salute e il Servizio Sanitario Nazionale sostengono assolutamente che siano solo un miglioramento dei criteri diagnostici e fattori ambientali i responsabili di questa straordinaria crescita del numero di casi di autismo.

Nel 1998, un articolo pubblicato sulla rivista medica The Lancet, scritto dal Dr. Andrew Wakefield, ha messo in collegamento il vaccino MPR e l’autismo. I suoi metodi di ricerca sono stati in seguito screditati, ma la conseguenza è stata che moltissimi genitori inglesi hanno rifiutato di far vaccinare i loro figli e i casi di morbillo sono aumentati. Ma il morbillo è comunque una malattia infettiva che molto raramente e solo in determinate condizioni di salute è mortale.

Negli ultimi anni i genitori hanno ripreso fiducia nei confronti dell’MPR ma questa sentenza di un Tribunale Italiano riapre la polemica. Questa settimana, Luca Ventaloro, avvocato della famiglia Bocca, specializzato nelle cause sui danno da vaccino, ha affermato che la sentenza di Rimini è stata la “prima ammissione pubblica” in Italia che il vaccino MPR può, in alcuni casi, causare l’autismo in un bambino sano.

Determinante è stata la perizia di Antonio Barboni, il medico legale nominato dal Giudice, la quale afferma che “in assenza di altre condizioni preesistenti” esiste una “ragionevole probabilità scientifica” che l’autismo di Valentino possa essere stato “scatenato dalla somministrazione del vaccino MPR somministrato in una struttura sanitaria”.

Le deduzioni del Dr. Barboni hanno confermato le perizie di altri due illustri medici che hanno visitato Valentino e approfondito la sua storia medica. 

Il Giudice Lucio Ardigò ha riconosciuto il risarcimento alla famiglia condividendo le tesi dei medici. Nella Sentenza stabilisce definitivamente che il disordine autistico associato con un ritardo cognitivo medio di cui soffre Valentino è collegato alla somministrazione del vaccino, come affermato dal Dr . Barboni.

L’Avvocato Ventaloro ha spiegato ieri: “Questo è molto importante per l’Inghilterra che usa, e ha usato, un vaccino MPR con gli stessi componenti di quello iniettato a Valentino. E’ sbagliato che Governo ed Autorità Sanitarie esercitino forti pressioni sui genitori affinché sottopongano i loro figli al vaccino MPR, ignorando che questo vaccino può causare autismo”-

Claudio Simion, presidente del COMILVA, ha aggiunto: “La sentenza di Rimini è di vitale importanza per i bambini di tutto il mondo. La diffusione dell’autismo è in aumento ed è terribile che le autorità chiudano ancora gli occhi sul collegamento tra vaccino MPR e questa sindrome”. Senza alcun dubbio queste affermazioni sono in perfetto accordo con il pensiero della famiglia di Valentino.

La famiglia Bocca dopo che al loro bambino, che all’epoca aveva cinque anni, è stato diagnosticato definitivamente l’autismo, si è rivolta al COMILVA per ricevere delle informazioni sulla possibilità di avere un risarcimento, perché certa che la vaccinazione fosse la causa di tutto.

Inizialmente, per cercare di capire perché il bambino piangeva per ore tutte le notti, rifiutava di mangiare tutto eccetto il pane, non riusciva a stare fermo e a concentrarsi e non guardava più negli occhi, hanno deciso di ricoverare Valentino presso un Istituto di Ricerca presso Milano, in Lombardia, clinica rinomata in tutto il mondo.

Dopo 14 giorni di test genetici per escludere una eventuale connessione familiare con la malattia, un neurologo ha messo per iscritto la diagnosi. “Ci hanno dato una grossa cartella con il nome di Valentino stampato sopra con la parola ‘autismo’,” ricorda mamma Antonella. “ Avevamo avuto il sospetto che di autismo si trattasse, ma tutti i medici e gli specialisti che lo avevano visitato non lo avevano espresso chiaramente”.

Il padre Maurizio aggiunge: “Quando parlavamo dei nostri sospetti sul vaccino MPR e raccontavamo come Valentino fosse stato un bambino normalissimo e felice prima del vaccino, questi medici ci guardavano come fossimo dei visionari.”

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SEZ.DISABILITà NEWS INVALIDITA' E REDDITO FAMIGLIARE: PROPOSTA DI LEGGE

22 Maggio 2013, 09:54am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

martelletto legge

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA La Fish ricorda che è stata avanzata una proposta di legge per definire la questione dei limiti di reddito da considerarsi per l’erogazione delle pensioni d’invalidità

La questione del limite di reddito per l’erogazione della pensione di invalidità sta tenendo da tempo sulle spine le persone che usufruiscono della pensione o di altre provvidenze legate alla invalidità. 

Al centro del dibattito, la decisione dell’INPS, inserita in una circolare del dicembre 2012 – e successivamente ritirata - di considerare anche il reddito del coniuge dell’interessato in merito all’erogazione agli invalidi civili. La cosa aveva naturalmente allarmato le centinaia di migliaia di persone con disabilità interessate dal provvedimento, e fatto subito parlare di disparità di trattamento rispetto ai soggetti non coiniugati. Il provvedimento era stato temporaneamente sospeso, ma la questione è, tra l’altro, gravata da successive contraddittorie interpretazioni (vedi sentenze di Cassazione 2011 e 2013), che contribuiscono a un clima di confusione e incertezza.

Attualmente la questione è “congelata”, e la Fish (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) ha più volte denunciato la necessità di risolvere la questione in maniera definitiva. Così in un suo documento: FISH ha più volte ribadito che la questione non va risolta negli uffici del Ministero o in quelli dell’INPS, o – peggio – nelle aule di tribunale, ma – dato il suo spessore politico – va riportata in Parlamento: sia il Legislatore a mettere la parola “fine” ad una querelle che impatta sulle condizioni di vita delle persone con disabilità.

Sulla questione, la Fish ricorda che ora una proposta di legge c’è. Si tratta della proposta annunciata nella seduta pomeridiana del 26 marzo scorso (firmataria l’onorevole Margherita Miotto) e registrata con il n. 538 agli Atti della Camera.

 “Abbiamo formalmente richiesto al Presidente della Camera, Laura Boldrini, di adoperarsi affinché quella proposta di legge venga velocemente assegnata alla Commissione Affari Sociali ed inizi quindi il suo iter verso una rapida approvazione”, segnala Pietro Barbieri, Presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap. L’appello è ovviamente esteso a tutti i Gruppi parlamentari.

La volontà di risolvere questo increscioso contenzioso rappresenterebbe un primo segnale dell’intenzione di affrontare anche altre e più strutturali emergenze che attanagliano la quotidianità e i progetti di vita di milioni di persone con disabilità!

 Il testo della proposta di Legge, agli Atti della camera n.538, così all’articolo 1: All’articolo 14 – seppie del decreto – legge 30 dicembre 1979, n. 663, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 febbraio 1980, n. 33, dopo il sesto comma, è inserito il seguente: «Il limite di reddito per il diritto alla pensione di inabilità in favore dei mutilati e degli invalidi civili, di cui all’articolo 12 della legge 30 marzo 1971, n. 118, è calcolato con riferimento al reddito agli effetti dell’IRPEF con esclusione del reddito percepito da altri componenti del nucleo familiare di cui il soggetto interessato fa parte»
 
IN DISABILI.COM: 

FONTE http://www.disabili.com/legge-e-fisco/articoli-legge-e-fisco/28404-invalidita-e-reddito-famigliare-proposta-di-legge


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SEZ.DISABILITà NEWS TORRE DEL GRECO NAPOLI Schiaffo ai disabili: estate senza assistenza

21 Maggio 2013, 10:30am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

227437 2003962587951 5671684 nINSERITO DA KATIA PERROTTA Il caso. Gli aiuti domiciliari garantiti fino al 30 giugno: 15.000 euro per 4 associazioni di volontariato. La Regione in ritardo di sei mesi per le linee guida: il nuovo bando fermo al palo Si annuncia un’estate particolarmente «calda» per i trenta disabili gravi dell’ambito Torre del Greco- Ercolano. Dopo lo stop all’assistenza domiciliare agli anziani, infatti, l’amministrazione comunale dovrà sospendere - a partire dal primo luglio - i servizi fi nalizzati al sostegno delle famiglie dei portatori di handicap: una nuova scure sulle fasce disagiate che rischia di aprire l’ennesimo fronte polemico nel campo delle politiche sociali all’ombra del Vesuvio. In attesa delle linee guide della Regione Campania, il sindaco Gennaro Malinconico e l’assessore Claudia Sacco hanno prorogato i compiti di supporto e sostegno ai 30 disabili del territori alle quattro «storiche» associazioni di volontariato che si occupano del settore: il comitato di quartiere Sant’Antonio, l’associazione «Insieme», l’associazione «Vesuviana» e l’associazione «Diamoci la mano» di Ercolano si occuperanno dell’assistenza domiciliare ai portatori di handicap fi no al 30 giugno, data di scadenza dell’operativa dell’ambito Napoli 16. «Alle associazione di volontariato - si legge nel provvedimento fi rmato dal coordinatore dell’uffi cio di piano, Francesco Panariello - sarà corrisposto il rimborso delle spese sostenute, a condizione che si effettui una turnazione del personale impegnato nel servizio di assistenza domiciliare». In tutto sono 15.000 gli euro investiti dalla squadra di governo cittadino per coprire le spese necessarie per i prossimi 40 giorni. Poi si aprirà il calvario per i trenta disabili della città del corallo e della città degli Scavi: «Il ritardo è imputabile alla mancata presentazione delle linee guida da parte della Regione Campania - fanno sapere da palazzo Baronale -. Dovevano essere presentate a inizio anno, ma fi no a oggi non è arrivata alcuna documentazione. Per la propria parte, il Comune è praticamente pronto: entro fi ne mese dovrebbe essere approvato il nuovo regolamento per l’affidamento dell’appalto che dovrà poi passare al vaglio della giunta comunale». Poi, a partire dalla comunicazione uffi ciale della Regione Campania, dovranno essere avviate le procedure per il nuovo affi damento del servizio di assistenza domiciliare agli anziani: i tempi tecnici nella migliore delle ipotesi si dovrebbero aggirare intorno ai tre mesi. In pratica, tutta l’estate, il periodo più «delicato» per i disabili. Uno «schiaffo» alle fasce deboli che si aggiunge alla sospensione del servizio di di assistenza domiciliare fi no al 31 marzo garantito - attraverso tre associazioni di volontariato - a trentadue anziani in gravi condizioni di salute. Uno stop che aveva scatenato pesanti polemiche da parte dell’opposizione - in prima linea, il capogruppo di Città Nuove Rosario Rivieccio pronto a sottolineare come «gli anziani già in gravi condizioni di salute e svantaggiati sotto il profi lo economico-sociale non possono e non devono pagare per le inopportune scelte dell’amministrazione comunale» - destinate a essere replicate a difesa dei disabili. «Stavolta, tuttavia, la colpa non è del Comune - la difesa d’uffi cio che trapela da palazzo Baronale perché senza le linee guida della Regione Campania non si può procedere all’adeguata programmazione del servizio». twitter: @a_dortucci ALBERTO DORTUCCI METROPOLIS

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