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SEZ. DISABILITA NEWS ROMA, LA BIMBA DISABILE IN GITA DA SOLA: "IL PULMINO NON È SICURO. MEGLIO L'AUTO"

17 Maggio 2013, 13:29pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

ROMA - Chiara, 10 anni, si muove su una sedia a rotelle e frequenta la scuola primaria al Marco Fulvio Nobiliore a Cinecittà (Roma).
Con i suoi compagni avrebbe dovuto fare la prima gita scolastica, ma la gioia per l'esperienza si è trasformata presto in un incubo perché invece di salire sul pullmino ha dovuto seguire gli amichetti con l'auto della mamma.
Qualche giorno fa le maestre hanno organizzato un'uscita in una delle fattorie educative nell'hinterland cittadino, in cui i bambini possono vedere, spesso per la prima volta, mucche, pecore e maiali, imparare come si fanno il pane e il vino e giocare all'aperto. 
Tutto sembrava a posto: al trasporto dei bambini avrebbe pensato il Comune, «a pagamento». 

IL RACCONTO «Come richiesto dall'ufficio dedicato del Comune - racconta Fiammetta, mamma di Chiara al Corriere della Sera - la scuola ha comunicato che sarebbe intervenuta una bambina disabile non deambulante e che quindi c'era bisogno di trasporto adeguato». Mamma e maestre immaginavano di veder arrivare, la mattina della gita, un pullman attrezzato. «Invece c'erano un pulmino giallo e una macchina diversa per Chiara. Io e le maestre ci siamo guardate e abbiamo detto che non intendevamo mandare Chiara da sola. Nessuno, peraltro, ci aveva detto prima che il trasporto era così concepito». Dopo lunghe trattative con l'autista Chiara è ammessa a bordo del pullman, ma fatti appena 400 metri il conducente riceve diverse disposizioni: la bambina deve scendere, non è al sicuro.

 

LEGGO.IT 

17.05.2013.

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SEZ.DISABILITà NEWS ANTONELLA FERRARI "PIU FORTE DEL DESTINO"

13 Maggio 2013, 08:48am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

 

227437 2003962587951 5671684 nPROPOSTO DA KATIA PERROTTA 

 

Nel libro "Più forte del destino", Antonella Ferrari, attrice e ballerina con la sclerosi multipla, per la prima volta, racconta la sua storia. E lo fa senza censure, condividendo i suoi momenti di sconforto, rabbia, frustrazione, e la fatica di rialzarsi dopo ogni caduta ma anche la grande gioia di ogni piccola conquista e l'enorme soddisfazione di avercela fatta, di aver trovato il suo posto nel mondo. Antonella Ferrari, attrice di teatro, debutta in tv nel 2001 nella soap opera "Centovetrine", dove rimane nel cast ricorrente con il ruolo di Lorenza Giraldi per cinque anni, per poi approdare alla serie tv "La Squadra" e ad altre fiction di successo. Il suo grande amore, però, rimane il teatro dove ha riscosso grande successo di pubblico, tra gli altri, con Prima che il gallo canti e Uomo mortale. Da due anni tiene una rubrica sul settimanale "Chi" dove risponde alle lettere delle persone che, come lei, il dolore lo vivono sulla propria pelle. Nella prossima stagione tv la vedremo recitare diretta da un regista che ha fatto la storia del cinema italiano: Pupi Avati.

FONTE http://www.disabilinews.com/articolo/213/piu-forte-del-destino

 

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SEZ.DISABILITà NEWS I PERMESSI DI LAVORO DISABILI DA LEGGE 104

13 Maggio 2013, 08:35am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

martelletto legge

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

228083 1047752848357 3575 n-copia-1PROPOSTO DA GIUSEPPE D'ALESSANDRO La Legge 104/92 stabilisce le regole per poter usufruire di permessi lavorativi in caso di persona con handicap grave o suo famigliare

La legge 104/1992 è la legge fondamentale nella definizione dei diritti che spettano alle persone con disabilità, anche per ciò che riguarda il settore del lavoro e dei premessi lavorativi. Per quanto riguarda il lavoro, è l’articolo 33 che organizza e ordina la regolamentazione riguardante i permessi, prevedendo agevolazioni sia per le persone con handicap, sia per i familiari che li assistono. Considerando l’importanza centralissima e fondamentale della famiglia nell’assistenza alle persone del proprio nucleo famigliare, in questo articolo cerchiamo di fare un quadro generale che poi potrete approfondire nel nostro speciale, quanto ai permessi lavorativi sia del disabile lavoratore che del famigliare che assiste. 

LAVORATORE O FAMILIARE - La Legge (L. 104/1992 art. 33– Dlgs 151/2001 art. 42) prevede l’erogazione di permessi lavorativi sia per il lavoratore che per il familiare che lo assista, secondo differenti modalità. Innanzitutto va detto che la legge si applica solo ai lavoratori disabili, sia pubblici che privati, che abbiano avuto il riconoscimento di handicap grave. Questa condizione è necessaria affinchè si possa vedere applicata al proprio caso la legge 104. 
Se a usufruire del permesso è un familiare, il presupposto è che lo stesso - sempre in condizione di disabilità grave - non sia ricoverato a tempo pieno.  
Ricordiamo che la certificazione dell’handicap grave non è quella dell’invalidità civile, e che le due cose seguono due iter e percorsi diversi. 
La Legge 104/92 permette di usufruire di tre giorni al mese di permesso retribuito per assistere un familiare disabile grave. Ricordiamo che i permessi non sono cumulabili e perciò è necessario utilizzarli correttamente di mese in mese. Per quanto riguarda l’aspetto contributivo, i giorni di permesso sono coperti da contributi figurativi, validi alla maturazione del diritto alla pensione, delle ferie, e alla tredicesima mensilità. 

LAVORATORE DISABILE -  Nel caso in cui la persona disabile sia il lavoratore, la Legge 104 prevede che possa scegliere se usufruire di tre giorni mensili di permesso oppure, alternativamente, diluirli in ore quotidiane: 2 ore al giorno nel caso in cui l’orario lavorativo sia di 6 ore o più, oppure un’ora al giorno nel caso in cui l’orario giornaliero sia inferiore alle 6 ore. 
Il lavoratore che voglia richiedere, e dunque fruire dei suoi permessi, è tenuto a presentare domanda in due copie alla Sede inps di competenza, allegando l’attestazione di handicap grave (articolo 3 comma 3) rilasciata dalla Commissione Asl.  

GENITORI DI FIGLI CON DISABILITA’ GRAVE - La legge 104 prevede anche la possibilità da parte di un famigliare, di assistere un parente con grave handicap. Nel caso si tratti di un genitore, la legge prevede che si possa usufruire di permessi differenziati, a seconda dell’età del figlio. Se il bambino con handicap grave ha meno di tre anni, il genitore può richiedere il prolungamento del congedo parentale retribuito fino a quando il bambino abbia tre anni di vita. Allo stesso modo, può alternativamente fruire di due ore di permesso giornaliero o tre giorni di permesso mensile. E’ importante ricordare che i permessi previsti in un mese non utilizzati, non possono essere fruiti nei mesi successivi. 


PER APPROFONDIRE: 

Il testo completo della Legge 104/92

Pagina del portale Inps dedicata 


I PERMESSI DI LAVORO PER DISABILI

PERMESSI DI LAVORO PER ASSISTERE UN FAMILIARE DISABILE: UN CHIARIMENTO

FONTE DISABILI.COM

http://www.disabili.com/lavoro/articoli-lavoro/28241-i-permessi-di-lavoro-disabili-da-legge-104#.UZCVEqC_LqA.facebook

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SEZ.DISABILITà NEWS Mancano i fondi, chiude il centro disabili di Piazza Armerina

9 Maggio 2013, 10:52am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

581435 345023432260645 374357776 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA La struttura era frequentata da 15 disabili assistiti da un’equipe formata da uno psicologo, un assistente sociale e 5 assistenti PIAZZA ARMERINA. Portatori di handicap senza servizio e dipendenti senza lavoro. Chiude il centro diurno per disabili di contrada Bellia gestito dal Csr Aias. La mancanza di fondi da parte del Comune e della Provincia ha costretto i responsabili della struttura a dover gettare la spugna. Ora si attendono clamorose proteste da parte delle famiglie dei 15 disabili. Era aperto da lunedì a venerdì dalle 8 alle 14 e frequentato da 15 disabili assistiti da un’equipe formata da uno psicologo, un assistente sociale e 5 assistenti che ora restano tutti casa senza servizio e senza lavoro. “Siamo pronti a riprendere il servizio, come tutti gli altri anni, anche con il solo contributo della provincia e del comune di Aidone, ma senza un minimo di finanziamento ci sembra veramente un sogno proibito”, spiega Lorenzo Naso, responsabile del centro.

di ROBERTO PALERMO GIORNALE DI SICILIA.IT

http://www.gds.it/gds/edizioni-locali/enna/dettaglio/articolo/gdsid/259845/

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SEZ. DISABILITà NEWS Scoperto gene associato a paraplegia spastica ereditaria

8 Maggio 2013, 14:11pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

529361 365998816852598 1636001835 nInserito da Sotgia Marcella Ricerca della Fondazione Santa Lucia e dell’Università “Tor Vergata” Identificato il gene responsabile di una forma diparaplegia spastica ereditaria, rara malattia neurodegenerativa di origine genetica: ad annunciarlo è uno studio finanziato da Telethon e pubblicato sulle pagine del Journal of Clinical Investigation da Antonio Orlacchio, responsabile del laboratorio di Neurogenetica dell’IRCCS Fondazione Santa Lucia di Roma e docente di Neurologia presso il dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Roma “Tor Vergata”. La paraplegia spastica ereditaria colpisce circa una persona ogni 10 mila e può manifestarsi sia nell’infanzia, sia in età adulta. Delle due forme note la più comune è quella pura, caratterizzata da spasticità lentamente progressiva e da debolezza muscolare a carico degli arti inferiori, che si traducono in una più o meno marcata difficoltà a camminare. I pazienti affetti dalla forma complicata, invece, possono presentare anche altri ...anche altri disturbi come anomalie della vista, sordità o ritardo mentale. Grazie a questo lavoro, salgono in totale a 23 i geni che, se mutati, possono essere coinvolti nell'insorgenza della malattia. In particolare, il nuovo gene identificato da Orlacchio e collaboratori si chiama RTN2 ed è associato, quando alterato, alla forma pura. Il gene contiene le informazioni per una proteina (il reticulone 2) importante per assicurare una forma corretta al reticolo endoplasmatico, struttura cellulare essenziale per la produzione delle proteine. I ricercatori hanno dimostrato come il reticulone 2 sia direttamente coinvolto, quando difettoso, nella degenerazione delle cellule nervose, sostenendo ulteriormente l’ipotesi che questa malattia genetica sia dovuta proprio ad alterazioni nella morfologia di questa importante struttura cellulare. «Identificare nuovi geni-malattia è molto importante per comprendere i meccanismi patologici che si osservano nei pazienti» spiega Orlacchio. «In particolare, aver scoperto un nuovo gene responsabile della paraplegia spastica ereditaria ci consentirà d’ora in avanti di diagnosticare con precisione questa forma della malattia a partire dai sintomi clinici e pianificare così gli interventi più adeguati. Infine, la proteina codificata dal gene RTN2 potrà rappresentare un bersaglio molecolare per un razionale sviluppo di nuovi farmaci». Questo studio è frutto di un’intensa collaborazione tra importanti centri internazionali di ricerca - Università di Miami (Usa), Cambridge e Galles (Regno Unito), Tubinga (Germania), Tokyo (Giappone), Anversa (Belgio). Infatti, grazie alla creazione di un network multidisciplinare, è stato possibile raccogliere un’ampia casistica di pazienti su cui effettuare gli studi di genetica molecolare. In Italia, il lavoro di Antonio Orlacchio è stato finanziato, oltre che da Telethon, anche dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca e dall’Università di Roma “Tor Vergata”.

Fonte :Italia salute.it

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SEZ .DISABILITà NEWS :Sesso e disabili, un tabù da sfatare

8 Maggio 2013, 14:09pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

529361 365998816852598 1636001835 nInserito da :Sotgia Marcella Una petizione per sfidare il tabù del sesso legato al tema della disabilità. In molti paesi d'Europa, l'argomento è trattato con molta serenità e diverse sono le soluzioni legislative che regolamentano questi aspetti, del tutto sottaciuti nel nostro paese. Ora, una sottoscrizione on line proposta da Max Ulivieri, un web designer affetto da grave disabilità, si pone come obiettivo minimo l'apertura di una discussione: “in poco più di due mesi, e senza nessuna pubblicità, si sono già raccolte circa 1500 adesioni alla proposta di istituire, anche nel nostro paese, la figura dell'assistente sessuale". "Le pulsioni sessuali costantemente represse e impedite nella loro manifestazione, sia autonoma sia relazionale, si risolvono infatti in un costante e ossessivo stress psichico che affligge non poco l'esistenza di chi non ha autonomia nell'uso del proprio corpo. Determinate forme di ...forme di disabilità, rendono impossibile l'uso delle mani, quasi tutte le forme di disabilità rendono difficoltosa, se non impossibile, l'interazione fisica e sessuale con partner adeguati, più spesso con qualunque tipo di partner consenziente", si legge nella petizione, che può essere firmata a questo indirizzo: firmiamo.it/assistenzasessuale. Mentre nel nostro paese l'argomento passa sotto silenzio, in alcuni paesi è addirittura il servizio sanitario nazionale a farsi carico delle spese legate a questo tipo di prestazione assistenziale, come ad esempio in Olanda. "L'assistenza sessuale a persone con disabilità - spiega Ulivieri a Repubblica - è praticata da operatori volontari che hanno seguito dei corsi in ambito medico, sessuologico, etico e psicologico e che hanno sviluppato una grande sensibilità verso gli altri. Una terapia vera e propria rivolta al benessere psicofisico di persone che, per un motivo o per l'altro, si trovano a non essere autonome nell'espressione dei propri bisogni di tipo sessuale e, in senso lato, erotico-affettivi. Persone che possono riscoprire il proprio corpo come fonte di piacere e non solo di sofferenza e di disagi quotidiani, attraverso il contatto, le carezze, il massaggio, gli abbracci, i giochi erotici o anche semplicemente la presenza, l'affetto e l'umanità. L'assistente oltre ad avere uno spiccato senso dell'altruismo, deve certamente avere una grande apertura mentale. Va detto che l'assistenza sessuale non prevede rapporti completi". L'esistenza di questo tipo di possibilità per i disabili si scontra, oltre che con i pregiudizi di ordine morale, anche con lacune evidenti di tipo legislativo, che spingono la pratica ad avere suo malgrado alcuni tratti in comune con la prostituzione. Un sondaggio apparso sul sito www.disabili.com rende chiaro quanto sia reale il problema per chi soffre di questa condizione. Il 77% dei disabili si dice infatti favorevole all’"assistente sessuale". L'accostamento dei due temi, sessualità e disabilità, è ancora, secondo il sito web, un tabù. Il problema riguarda i disabili psichici, ma evidentemente anche molti disabili motori che - a seconda delle patologie - si trovano in difficoltà nel momento in cui hanno bisogno di espletare normali e consuete pulsioni sessuali. Il sondaggio, come detto, vede il 77% dei disabili favorevoli. Di questi il 44% "prenderebbe in considerazione questa proposta", il 26% l'accetterebbe data la presenza di professionisti, il 7% "non ne farebbe uso, ma non ci vede nulla di male". Tra i contrari, c’è un 5% che motiva il proprio no all'iniziativa perché "sarebbe come legalizzare la prostituzione". Anche in Svizzera, alcuni professionisti utilizzati come assistenti sessuali per disabili psichici hanno iniziato ad operare a Zurigo, dopo un corso di formazione, ad una tariffa di 150 franchi (100 euro circa) l'ora più le spese di viaggio. Sono esclusi i rapporti sessuali orali e sessuali veri e propri. Gli assistenti sessuali per aiutare il cliente si spogliano completamente anche loro. In ogni caso, sono i clienti a fissare il limite da non superare. Aiha Zemp, presidente ad interim dell'associazione basilese «Handicap e sessualità - contro la violenza sessualizzata» (Fachstelle Behinderung und Sexualität - gegen sexualisierte Gewalt, FaBS) precisa che a fianco alla loro nuova attività, gli assistenti sessuali già operano nel mondo del lavoro svolgendo un'altra professione “normale”, e di tutto rispetto: e tra questi anche fisioterapisti, o insegnanti di lavoro manuale.

Fonte :Italia salute.it

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SEZ.DISABILITA NEWS:Cellule olfattive per tornare a camminare

8 Maggio 2013, 14:05pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

529361 365998816852598 1636001835 nInserito da :Sotgia Marcella Rivoluzionario esperimento condotto su cani paralizzati Un gruppo di ricerca britannico ha realizzato uno straordinario esperimento scientifico grazie al quale alcuni cani affetti da lesioni midollari hanno riacquistato il movimento. I ricercatori si sono serviti di cellule olfattive prelevate dagli stessi cani e coltivate in laboratorio per poi essere impiantate laddove c'era la lesione spinale. L'esperimento nasce dalla collaborazione fra Cambridge University's Veterinary School e MRC's Regenerative Medicine Centre di Edimburgo, e i suoi dettagli sono stati pubblicati sulla rivista Brain. Il team ha sperimentato il nuovo approccio su 34 cani con lesioni spinali derivanti da eventi accidentali. Su 23 cani sono state impiantate le cellule gliali olfattive (OEG), e gli altri 11 hanno costituito il gruppo di controllo. Dopo il trapianto, i ricercatori hanno testato le funzionalità motorie delle bestie attraverso l'uso di un tapis roulant, ... (tapis roulant, registrando nella maggior parte dei casi miglioramenti significativi. Gli scienziati hanno utilizzato le cellule che si trovano nella parte posteriore del naso perché nell'apparato olfattivo le cellule nervose continuano a riprodursi anche in età adulta. Gli autori precisano che la rigenerazione del tessuto nervoso registrata è peraltro localizzata in un'area piuttosto ristretta, il che lascia supporre che anche tralasciando tutti i problemi connessi con questo tipo di sofisticato approccio le cellule gliali olfattive non potrebbero produrre miglioramenti su una serie di capacità più complesse come il movimento delle mani, la funzione sessuale e quella intestinale. Secondo Robin Franklin, uno degli autori dello studio, “la tecnica potrebbe un giorno essere utilizzata in combinazione con altre terapie, per esempio farmacologiche e riabilitative”.

Fonte :Italia salute .it

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SEZ.DISABILITà NEWS disabilità:Una sedia a rotelle meno faticosa

8 Maggio 2013, 14:00pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

529361 365998816852598 1636001835 nInserito da :Sotgia Marcella Una buona notizia per chi si trova su una sedia a rotelle. D'ora in poi, muoversi sarà un po' più facile anche per quelle persone che non possono usufruire dei servigi di una sedia automatizzata. Un ingegnere della Nasa, Salim Nasser, ha infatti messo a punto un nuovo sistema che punta a ridurre i danni provocati dall'utilizzo quotidiano della sedia a rotelle. I dispositivi tradizionali, infatti, costringono il paziente a uno sforzo notevole a carico delle braccia e delle spalle. Ora, il nuovo modello sembra poter ridurre la quantità di energia necessaria al movimento, diminuendo anche il numero di muscoli coinvolti nell'azione di spinta. Il nuovo dispositivo, denominato da Nasser “planetary gear”, ha il mozzo della ruota completamente ridisegnato, in modo tale che il soggetto possa generare un movimento simile a quello di chi rema per andare avanti e quindi meno Lo stesso tipo di ingranaggio è utilizzato nelle trasmissioni automatiche e negli utensili elettrici per invertire e ridurre il movimento. In tal modo si riduce l'usura e, come afferma Nasser, “se l'utente tipico della sedia a rotelle spinge da 2 mila a 3 mila volte al giorno, con questa sedia si possono risparmiare oltre 300 mila colpi in meno all'anno”.

Fonte :Italia salute.it

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SEZ.DISABILITà NEWS :Nelle donne disabili rischio maggiore di disturbi mestruali

8 Maggio 2013, 13:55pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

529361 365998816852598 1636001835 nInserito da :Sotgia Marcella :Nelle adolescenti affette da disabilità fisica e mentale si evidenzia un maggior rischio di problemi mestruali rispetto alla popolazione sana. Lo rivela uno studio condotto dalla dott.ssa Anne Garden della Lancaster Medical School che ha analizzato le alterazioni del comportamento legate all'arrivo delle mestruazioni in adolescenti affette da patologie dell'apprendimento e disabilità varie. Lo studio, pubblicato su The Obstetrician & Gynaecologist, ha segnalato la presenza di sintomi comuni quali aggressività, iperattività, agitazione e tendenza all'auto-mutilazione in questo campione di soggetti. Le ragazze hanno mostrato, infatti, una vulnerabilità più accentuata nei confronti dell'abuso sessuale e di eventuali gravidanze indesiderate, oltre a una maggior propensione a soffrire di sindrome premestruale, con una percentuale del 18 per cento rispetto al 5 per cento della popolazione ...Nelle adolescenti affette da disabilità fisica e mentale si evidenzia un maggior rischio di problemi mestruali rispetto alla popolazione sana. Lo rivela uno studio condotto dalla dott.ssa Anne Garden della Lancaster Medical School che ha analizzato le alterazioni del comportamento legate all'arrivo delle mestruazioni in adolescenti affette da patologie dell'apprendimento e disabilità varie. Lo studio, pubblicato su The Obstetrician & Gynaecologist, ha segnalato la presenza di sintomi comuni quali aggressività, iperattività, agitazione e tendenza all'auto-mutilazione in questo campione di soggetti. Le ragazze hanno mostrato, infatti, una vulnerabilità più accentuata nei confronti dell'abuso sessuale e di eventuali gravidanze indesiderate, oltre a una maggior propensione a soffrire di sindrome premestruale, con una percentuale del 18 per cento rispetto al 5 per cento della popolazione ...

Fonte :Italia salute .it

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SEZ DISABILITà NEWS :Tre piante contro la zanzara tigre

8 Maggio 2013, 13:50pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

529361 365998816852598 1636001835 nInserito da :Sotgia Marcella La zanzara tigre sta scaldando i motori pronta a invadere il nostro paese in concomitanza con il primo innalzamento di temperatura e umidità. Una ricerca del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agroambientali dell'Università di Pisa ha analizzato le proprietà di tre specie vegetali contro questo tipo di insetto. Si tratta del coriandolo, della ruta d'Aleppo e della lamiacea Hyptis suaveolens. Secondo lo studio condotto da Barbara Conti e dai suoi colleghi, gli oli essenziali provenienti da queste tre piante mostrerebbero una repellenza molto maggiore del DEET, la sostanza di sintesi finora utilizzata per proteggersi dalle punture della zanzara tigre. Gli oli essenziali sono stati estratti presso il Dipartimento di Farmacia dell'ateneo e testati nei laboratori di Entomologia agraria. I risultati sono stati pubblicati su Parasitology Research. La dott.ssa Conti spiega: “fin dall'antichità, in molte zone del mondo, le piante odorose che rilasciano nell'aria sostanze sgradite agli insetti sono impiegate come repellenti e foglie di Hyptis suaveolens, dall'odore gradevole e lievemente pungente, sono sempre state utilizzate dagli agricoltori dei paesi centro-africani per proteggere dagli insetti i raccolti immagazzinati, mentre le piantine di Ruta chalepensis in mazzetti essiccati vengono tuttora appese alle finestre nei paesi del Maghreb per evitare l'ingresso delle zanzare''.

Fonte :Italia Salute .it

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