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SEZ. DISABILITà NEWS Una nuova causa di malattie come la sclerosi multipla

9 Aprile 2014, 16:08pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Una recente scoperta, frutto di uno studio coordinato presso l’Università di Verona e finanziato anche dalla FISM, la Fondazione Italiana per la Sclerosi Multipla che affianca l’Associazione AISM, ha portato all’individuazione di uno dei meccanismi del sistema immunitario che sta alla base di malattie infiammatorie e autoimmuni, come, tra le altre, la sclerosi multipla, identificando anche un nuovo potenziale bersaglio farmacologico

Gabriela Constantin

La ricercatrice Gabriela Constantin ha coordinato all’Università di Verona lo studio che ha portato alla recente scoperta sulle malattie infiammatorie e autoimmuni

È stato recentemente svelato uno dei meccanismi del sistema immunitario che sta alla base delle malattie infiammatorie e autoimmuni, tramite lo studio denominato La glicoproteina Tim-1 lega il recettore di adesione selectina-P e controlla il traffico dei leucociti nelle malattie infiammatorie e autoimmuni, pubblicato dalla prestigiosa rivista internazionale «Immunity».
Si tratta di una ricerca curata da un gruppo dell’Università di Verona, coordinato da Gabriela Constantin, docente di Patologia Generale del Dipartimento di Patologia e Diagnostica diretto da Aldo Scarpa. Al lavoro hanno partecipato anche Stefano Angiari, primo autore dello studio e che ha contribuito maggiormente alla fase di sperimentazione, Tiziano Donnarumma, Barbara Rossi, Silvia Dusi, Enrica Pietronigro, Elena Zenaro, Simona Budui, Vittorina Della Bianca e Gennj Piacentino. Ci si è avvalsi, inoltre, anche della collaborazione di altri ricercatori dell’Ateneo Veronese, ma anche dell’Università statunitense di Harvard, di quella di Madrid e della ditta Biogen, che hanno fornito reagenti non disponibili in commercio, oltre ad alcune competenze specifiche.
La ricerca è stata finanziata principalmente dall’European Research Council (Programma Fp7 della Comunità Europea) e dalla FISM, la Fondazione Italiana Sclerosi Multipla che opera a fianco dell’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla).
Gabriela Constantin, tra l’altro, è stata anche la prima donna in Italia a ricevere nel 2003 ilPremio Rita Levi Montalcini per gli studi condotti sulle malattie infiammatorie e autoimmuni del cervello. Nel 2010, inoltre, è stata nominata Oustanding Female Scientist dall’European Research Council.

In tutte le malattie infiammatorie, il “motore primo” della riposta immunitaria è rappresentato dalla migrazione dei globuli bianchi, chiamati anche leucociti, dai vasi sanguigni nei tessuti dove si sviluppa il processo patologico. Nel caso di malattie infiammatorie non dovute a infezioni, il processo infiammatorio e la migrazione dei leucociti non hanno più un ruolo di difesa dell’organismo, ma un ruolo patologico critico, provocando un importante danno tessutale.
Infatti, le malattie autoimmuni sono sostanzialmente dovute a un “errore” del sistema immunitario, il quale dirige le proprie potenzialità offensive contro tessuti propri dell’organismo anziché contro gli agenti infettivi. Ne derivano, come detto, gravi danni tessutali, con conseguente sviluppo di patologie diverse a seconda dell’organo e tessuto colpito. Si tratta in ogni caso di malattie altamente invalidanti, come la sclerosi multipla, illupus eritematoso sistemico (LES), l’artrite reumatoide, la psoriasi, il diabete mellito insulino-dipendente e altre ancora. Nella maggior parte dei casi, le terapie a disposizione riescono solo a rallentare l’evoluzione della malattia senza riuscire a ottenere una guarigione.

Lo studio veronese si è focalizzato su una classe di leucociti chiamati linfociti T, che sono fondamentali nell’induzione di malattie infiammatorie croniche e autoimmuni. In particolare, la recente scoperta ha identificato la Tim-1 (T-cell Immunoglobulin and Mucin Domain Molecule), una nuova glicoproteina presente sulle cellule T, in grado di mediare l’adesione dei linfociti alla parete dei vasi sanguigni e la successiva migrazione nei cosiddetti “tessuti bersaglio”.
Il blocco della Tim-1 è stato in grado di impedire la formazione di focolai infiammatori e il conseguente danno tessutale in vari organi. In particolare, il nuovo meccanismo identificato dal gruppo veronese appare fondamentale per le malattie infiammatorie del sistema nervoso centrale come, ad esempio, la sclerosi multipla. Se infatti i fattori scatenanti tale patologia non sono noti con certezza, numerose evidenze cliniche e sperimentali indicano tuttavia che alla base vi è una reazione del sistema immunitario che individua come bersaglio dei suoi linfociti il rivestimento dei neuroni, la mielina, compromettendone così la capacità di condurre gli impulsi elettrici da e per il cervello.
All’infiltrazione dei linfociti nel tessuto cerebrale è correlata la comparsa dei segni clinici e patologici di disfunzione del sistema nervoso centrale, tipici della sclerosi multipla. La migrazione dei linfociti all’interno del cervello studiata dal gruppo di Gabriela Constantin rappresenta quindi un momento fondamentale per lo sviluppo della malattia e il suo blocco costituisce un approccio terapeutico molto potente in questa patologia, così come in altre malattie autoimmuni.
La ricerca coordinata dall’Università veronese ha infatti  il potenziale di essere applicata anche ad altre patologie del sistema nervoso centrale associate ad infiammazione, come ad esempio la malattia di Alzheimer.
La scoperta scientifica dell’Ateneo scaligero apporta dunque un importante contributo alla conoscenza del funzionamento delle cellule del sistema immunitario e identifica un nuovo potenziale bersaglio farmacologico nelle malattie infiammatorie croniche e autoimmuni, rappresentato appunto dalla glicoproteina Tim-1. (Barbara Erba)

FONTE SUPERANDO

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SEZ.DISABILITà NEWS GENOVA Disabili, mille pass di morti

17 Marzo 2014, 10:46am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA A

 17 mar 2014

carosello di immagini dell'articolo relative all'articoloGenova - N essuno scrupolo, neanche di fronte alla morte di un parente. Circa il 10% dei contrassegni disabili, un passaporto per i posteggi riservati, così come per sostare gratuitamente nelle Blu area e percorrere le corsie dei bus, è intestato a portatori di handicap che non ci sono più. Mille fantasmi, molti dei quali, è il fondato sospetto, vedono gli eredi dei defunti continuare a circolare imperterriti. Lo ha scoperto la polizia municipale, grazie a una serie di accertamenti condotti negli scorsi mesi, dopo che un fenomeno simile - e con cifre analoghe - era già stato inquadrato nell’estate del 2011. Uno stillicidio di abusi che si ripropone anche perché non si sono messe in pratica le azioni promesse allora dalla giunta Vincenzi. E che si somma ad altri numerosi usi impropri. Com’è possibile? Se le verifiche su strada da parte dei vigili sono sempre continuate e le sanzioni sono comunque fioccate, è la “macchina” comunale ad essersi inceppata. Il problema fondamentale è che, fino a pochissimo tempo fa, le varie banche dati coinvolte, in primis l’anagrafe e Genova Parcheggi, ma anche l’Amt, hanno continuato a dialogare in modo farraginoso, anzi a non dialogare affatto. Quindi i registri, dopo la prima, sommaria bonifica messa in pratica due anni fa, sono diventati rapidamente inattuali. Tanto che, nel corso dei recenti accertamenti a tappeto, sono emersi una ventina di nuovi casi - leggi: pass intestati a defunti e mai riconsegnati - con cadenza mensile. Se non si interviene a monte, questo è emerso con estrema chiarezza, gli abusi continueranno. E la repressione, a fronte di un bacino di utenti che si aggira, con oscillazioni, attorno alle 10 mila persone, si dimostra solo parzialmente efficace. Ogni anno vengono ritirati per uso improprio attorno ai duecento pass (236 nel 2012, poco meno nel 2013). Un lavorìo costante che vede in prima linea - anche nel ruolo di “formatori” dei colleghi - due sottufficiali della polizia municipale, Albino Strada della sezione Foce e Marco Moretti, in servizio a Portoria. Ma nella grande città che, in tutta Italia, conta la più alta concentrazione per abitanti di tessere, le soluzioni devono essere più radicali.

Fonte: http://www.ilsecoloxix.it/

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SEZ. DISABILITà NEWS Ma a Napoli conoscono le norme?

24 Febbraio 2014, 10:41am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Può sembrare addirittura ingeneroso, quasi come “sparare sulla crocerossa”, il titolo scelto per questa nota, nel giorno in cui la Corte dei Conti ha sostanzialmente dichiarato “fallita” l’Amministrazione Comunale di Napoli, e tuttavia le precisazioni di Salvatore Nocera ci sembrano quanto meno doverose, per completare il triste quadro di una città in cui, dal 17 febbraio, oltre 240 alunni con disabilità non possono più, di fatto, andare a scuola

Bimbo con disabilità entra a scuolaNell’articolo pubblicato in questi giorni da «Superando.it», intitolato E a Napoli non si può più andare a scuola!, si riferisce dell’assurda situazione in cui centinaia di alunni con gravi disabilità non possono più andare a scuola, poiché il Comune non ha i soldi per assegnare alle scuole gli assistenti per la cura dell’igiene personale.
E tuttavia – a parte la stessa Nota Ministeriale Protocollo 3390/01 – è addirittura dal 2003 che c’è un Contratto Collettivo del Comparto Scuola, secondo il quale l’assistenza igienica degli alunni con disabilità è compito dei collaboratori e dellecollaboratrici scolastiche.
In particolare, il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del 2007 (articoli 47 e 48 e Tabella A), stabilisce che il Dirigente Scolastico deve dare un incarico specifico a qualche collaboratore scolastico (io ho sempre inteso a un maschio e a una femmina, almeno nelle scuole secondarie, per il rispetto di genere), i quali hanno l’obbligo dell’assistenza igienicae anche quello di frequentare un breve corso di aggiornamento quaranta ore, oltre al diritto di ricevere un’indennità specifica di circa 1.000 euro all’anno, che entrano a far parte della base stipendiale ai fini pensionistici.

Come mai, allora, i Dirigenti Scolastici e il Comune di Napoli non conoscono questa normativa ormai vecchia di parecchio anni? La spiegazione, maliziosa, è presto trovata: da una parte i Dirigenti Scolastici trovano una fortissima resistenza da parte dei collaboratori scolastici, che normalmente si rifiutano di svolgere queste mansioni e quindi dovrebbero continuamente litigare per applicare la normativa ministeriale e contrattuale; dall’altra parte il Comune finge di venire incontro alla scuola, offrendo assistenti “materiali” invece di quelli che per legge (Legge 104/92, articolo 13, comma 3) dovrebbe fornire per l’autonomia e la comunicazione; e lo fa perché gli assistenti materiali sono inquadrati in una fascia stipendiale inferiore a quella degli assistenti per l’autonomia e la comunicazione.
Cosicché sono tutti contenti, bidelli riottosi e casse comunali! Molto meno, invece, lo sono lefamiglie, che dispongono di personale con un titolo di studio non superiore alla terza media e nemmeno aggiornato, come prescrive la normativa. In queste settimane a Napoli, poi, non dispone nemmeno di quello…

di Salvatore Nocera* SUPERANDO.IT

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SEZ. DISABILITA NEWS Che riconoscimenti, per Village for all!

29 Gennaio 2014, 18:38pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

SEZ. DISABILITA NEWS Che riconoscimenti, per Village for all!

 

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA

Sono riconoscimenti non legati esclusivamente al turismo accessibile, ma al Turismo con la T maiuscola e che riguardano tutti i vari settori del turismo»: lo sottolinea Roberto Vitali, presidente di Village for all (V4A®), la rete che conferisce il marchio di qualità internazionale dell’ospitalità accessibile, dopo i premi ricevuti a Madrid, nell’àmbito di una prestigiosa iniziativa promossa dall’Organizzazione Mondiale del Turismo dell’ONU 

Avevamo segnalato, qualche settimana fa, che Village for all(V4A®), la rete nata da un progetto tutto italiano, che conferisce il marchio di qualità internazionale dell’ospitalità accessibile, era stato selezionato in ben due categorie (Innovazione turistica e Innovazione tecnologica), per la fase finale degli UNWTO Ulysses Awards, iniziativa voluta dall’UNWTO, l’Organizzazione Mondiale del Turismo dell’ONU, che è in sostanza il principale premio nel settore del turismo globale, assegnato a quelle iniziative che contribuiscono appunto allo sviluppo del turismo attraverso la conoscenza e l’innovazione, in linea sia con i princìpi del Codice Mondiale di Etica del Turismo della stessa UNWTO, sia con gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (Development Millennium Goals) delle Nazioni Unite.

Ebbene, durante la cerimonia conclusiva di premiazione, svoltasi nei giorni scorsi in Spagna, presso il FITUR (Feria Internacional de Turismo) di Madrid, Village for all si è classificata 1° Runner-up per l’innovazione turistica, con lo stesso progetto legato al marchio V4A®, che è alla base della sua nascita, e 2° Runner-up con il software V4AInside, l’innovazione tecnologica e organizzativa lanciata nel 2012 e a suo tempo ampiamente presentata anche dal nostro giornale, per raccogliere ed elaborare dati relativi all’accessibilità delle strutture turistiche nel modo più oggettivo e affidabile possibile.
Due riconoscimenti assai àmbiti, quindi, ricevuti prevalendo su tante altre candidature provenienti da tutto il mondo e assegnati dopo attenta valutazione da parte dei maggiori esperti mondiali di turismo, molti dei quali presenti anche a Madrid, assieme a Taleb Rifai,segretario generale dell’UNWTO.

«Ci tengo a sottolineare – commenta Roberto Vitali, presidente di Village for all – che si tratta di premi non legati al turismo accessibile, ma al Turismo con la T maiuscola e che riguardano tutti gli àmbiti e i settori. Un ulteriore clamoroso riconoscimento, a livello internazionale, che le nostre attività non sono (solo) per le persone disabili italiane, ma sono progetti di Turismo per Tutti, e per tutti i Paesi! Siamo inoltre doppiamente orgogliosi perché dal 2003 ad oggi siamo l’unica azienda italiana qualificata finalista e gli unici in assoluto ad averlo fatto con due progetti finalisti».
«Questi riconoscimenti – ricorda poi Vitali – giungono in un periodo di intensa attività internazionale che ci ha visto impegnati in molteplici attività e accordi internazionali, ad esempio con il Gruppo Native Hotels, che ha strutture in Spagna, Portogallo, Marocco e Italia, al CMT di Stoccarda, esposizione internazionale dedicata a veicoli ricreazionali, motori e turismo, dove abbiamo avuto un importante incontro con l’ADAC [l’Automobil Club tedesco, N.d.R.], che porterà sicuramente a interessanti sviluppi e, non ultimo, lo sviluppo di progetti di ospitalità accessibile per tutti nell’Area MENA (Paesi del Medio Oriente e del Nordafrica), con un Forum tenutosi nel dicembre scorso in Giordania, di cui siamo stati sostenitori». (S.B.) stampa@v4a.it

SUPERANDO

29.01.2014.

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SEZ. DISABILITà NEWS DISABILITÀ ONCOLOGICA: TUTELE, DIRITTI E AGEVOLAZIONI PER I MALATI DI TUMORE

10 Gennaio 2014, 14:12pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

medico con stetoscopio dietro le spalle

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1375277 1385110908392402 1545291797 nESEGUITO DA KATIA ANDREOLETTI Tre sono le percentuali di invalidità civile per patologia oncologica: 11%, 70% e 100%

Nel nostro Paese ogni anno 270 mila cittadini vengono colpiti dal cancro. Quasi il 50% riesce a guarire, con o senza conseguenze invalidanti, mentre nell'altro 50% una buona quota in ogni caso sopravvive più o meno a lungo. 

Il malato affetto da patologia oncologica, oltre al trattamento terapeutico ha particolari esigenze di tipo giuridico ed economico, per vivere più dignitosamente. Pertanto l'ordinamento giuridico ha previsto, con norme speciali, le tutele e provvidenze necessarie.
Perché le leggi non rimangano inattuate, è necessario che anche i malati, oltre agli operatori, sappiano quali sono i diritti che lo Stato riconosce e garantisce loro, sia come particolare categoria di malati sia, genericamente, come persone riconosciute invalide.


INDALIDITÀ CIVILE E INDENNITÀ DI ACCOMPAGNAMENTO - Lo Stato assiste i malati oncologici per mezzo del riconoscimento dell'invalidità civile, a prescindere da qualunque requisito assicurativo o contributivo essi abbiano.
Secondo le tabelle ministeriali di valutazione (D. M. Sanità 5/2/1992), tre sono le percentuali di invalidità civile per patologia oncologica:
- per neoplasie a prognosi favorevole con modesta compromissione funzionale l'11%
- per neoplasie a prognosi favorevole con grave compromissione funzionale il 70%
- per neoplasie a prognosi infausta o probabilmente sfavorevole nonostante asportazione chirurgica il 100%

Per essere collocati in una di queste tre categorie e ottenere le conseguenti agevolazioni sarà necessario, una volta appresa la diagnosi, fare domanda di riconoscimento dello stato di invalidità e di handicappresentandola all'Ufficio Invalidi Civili della ASL di residenza. Se oltre a richiedere il riconoscimento dell'invalidità civile (L. 118/1971), si vuole usufruire anche dei benefici previsti dalla legge sull'handicap (L. 104/1992), è consigliabile indicarlo nella stessa domanda. In mancanza di tale esplicita indicazione, si viene sottoposti a due visite medico-legali.

Con la Legge 80/2006 (art. 6) lo Stato ha disposto un iter di accertamento accelerato a carico della Commissione medica della ASL in caso di malattia oncologica. La visita di accertamento dovrà infatti essere effettuata entro 15 giorni dalla data della domanda e gli esiti dell'accertamento dovranno essere immediatamente produttivi dei benefici che da essi conseguono. 

Se a causa della malattia si hanno problemi di deambulazione o non si è più autonomi nello svolgimento delle normali attività della vita quotidiana (alimentazione, igiene personale, vestizione), si può richiedere il riconoscimento dell'indennità di accompagnamento (Legge 18/1980 e Legge 508/1988; Decreto Legge 509/1988).

Nei casi di chemioterapia in atto il malato sarà automatico il riconoscimento al diritto all'indennità di accompagnamento, se pur per brevi periodi (settimane, mesi o anni) necessari all'effettuazione delle stesse terapie, in rapporto agli effetti fortemente debilitanti del trattamento chemioterapico. Questi ultimi saranno valutati sulla base della relazione medica dell'ospedale o servizio oncologico ove si è in trattamento.

Una volta completato l'iter di accertamento di invalidità temporanea il malato oncologico potrà godere di tutti idiritti previsti per il disabili e familiari che lo assistono previsti dalla Legge 104.

AGEOLVAZIONI FISCALI ED ESENZIONI - Il malato di cancro ha diritto all'esenzione totale dal pagamento del ticket per farmaci, visite ed esami appropriati per la cura del tumore da cui è affetto, nonché per le eventuali complicanze, la riabilitazione e la prevenzione di ulteriori aggravamenti (D. M. Sanità 329/1999). Ilcodice identificativo delle patologie tumorali è lo 048; il medico di base è tenuto ad indicarlo sulle  impegnative.
Se l'invalidità civile riconosciuta è del 100% si ha diritto all'esenzione totale, cioè per tutte le prestazioni sanitarie, anche quelle non collegate alla patologia tumorale.

Per chi ha difficoltà all'uso delle cinture di sicurezza in automobile (per es. i cardiopatici, chi ha subìto interventi chirurgici al cuore, al torace, alla mammella, ecc., e/o per chi ha cicatrici in punti toccati dalle cinture), è possibile ottenere l'esonero dall'obbligo dell'uso delle cinture di sicurezza, portando al Distretto Sanitario di appartenenza una carta che certifichi l'avvenuto intervento chirurgico e/o che attesti eventuali ulteriori problematiche.

L'assistenza sanitaria all'estero è consentita, in via di eccezione e dietro adeguata richiesta, solo presso centri di altissima specializzazione per prestazioni di diagnosi, cura e riabilitazione che non sono ottenibili in
Italia in modo adeguato o tempestivo.

AUSILI - È possibile ottenere gratuitamente ausili protesici e/o ortopedici, se il medico specialista prescrive un ausilio che rientra nel Nomenclatore tariffario.
In caso contrario, tali ausili vanno acquistati e sono sottoposti, a seconda dei casi, all'Iva al 20% o al 4%. Se l'invalidità è pari al 100%, è prevista l'agevolazione Iva al 4%.

Alle donne operate al seno, il Servizio Sanitario Nazionale, secondo la legge finanziaria per l'anno 1998, fornisce gratuitamente, a semplice richiesta corredata da idonea documentazione, la protesi mammaria esterna. In seguito alla modifica apportata dal D.L. 321 G.U. n. 183/2001, non è più necessaria la preventiva richiesta di invalidità civile.

TUTELA LAVORATIVA - L'art. 2110 del Codice Civile dice che "In caso d'infortunio, di malattia, di gravidanza o di puerperio, se la legge o le norme corporative non stabiliscono forme equivalenti di previdenza o di assistenza, è dovuta al prestatore di lavoro la retribuzione o una indennità nella misura e per il tempo determinati dalle leggi speciali, dalle norme corporative, dagli usi o secondo equità ".
La lettura di tale articolo aiuta a comprendere come sia diritto del lavoratore assente per malattia percepire la retribuzione o una prestazione economica sostitutiva (l'indennità di malattia) , continuando a maturare anzianità di servizio, e non essere licenziato durante il periodo di malattia.

La legge stabilisce però un limite del periodo di conservazione del posto, il cosiddetto "periodo di comporto",  alla scadenza del quale il datore di lavoro, se vorrà , potrà recedere dal contratto, a norma dell'articolo 2118, licenziando il lavoratore nel rispetto della normativa sul licenziamento individuale (licenziamento per giusta causa). La durata del periodo di comporto e degli altri eventuali periodi di
assenza aggiuntiva, nonché dei periodi in cui spetta la retribuzione intera e successivamente ridotta, e l'entità della riduzione, variano a seconda dei diversi Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro, e pertanto è
importante che il lavoratore verifichi sempre cosa prevede il proprio contratto.

Nell'ipotesi in cui il lavoratore, a causa delle patologie sofferte, debba sottoporsi periodicamente, anche per lunghi periodi, a terapie ambulatoriali di natura specialistica che determinano incapacità al lavoro, ai vari periodi della terapia si applicano i criteri della "ricaduta della malattia" se sul certificato viene barrata l'apposita casella e il trattamento viene eseguito entro 30 giorni dalla precedente assenza.

Per la Legge 104/1992, il lavoratore con handicap in situazione di gravità ha diritto a 2 ore di permesso giornaliero retribuito o 3 giorni di permesso mensile coperti da contribuzione figurativa, fruibili anche in maniera continuativa; il familiare che assiste ha diritto, invece, a 3 giorni mensili.

Secondo l'art. 42 D.L. 151/2001, il lavoratore-genitore anche adottivo di soggetto con handicap in situazione di gravità ai sensi dell'art. 33, co. 3, L. 104/1992, purché non ricoverato in istituto, ha diritto ad un periodo di congedo retribuito, continuativo o frazionato, per un massimo di due anni. Inoltre, l'art. 53 dello stesso Decreto Legislativo sancisce il divieto di lavoro notturno per il lavoratore che abbia a proprio carico il soggetto disabile in stato di handicap grave.
Il Decreto Legislativo 10 settembre 2003, n. 276, con l'art. 46, ha modificato la disciplina sul part-time (D.L. 25/02/2000, n. 61) introducendovi l'articolo 12 bis, che riconosce ai lavoratori del settore privato affetti da patologie oncologiche, per i quali persiste una ridotta capacità lavorativa, anche a causa degli effetti invalidanti di terapie salvavita, il diritto alla trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno in tempo parziale verticale od orizzontale. Egualmente la norma attribuisce al lavoratore il diritto di tornare a lavorare a tempo pieno, qualora lo richieda.

In base all'art. 10 del D.L. 23/11/1988, n. 509: "Norme per la revisione delle categorie delle minorazioni e malattie invalidanti, nonché dei benefici previsti dalla legislazione vigente per le medesime categorie, ai sensi dell'art. 2, comma 1, della L. 26/07/1988, n. 291", qualora dalla malattia derivi una invalidità superiore al 50%, il lavoratore ha diritto di fruire ogni anno di un congedo retribuito fino a trenta giorni (anche non continuativi) per le cure connesse alla sua infermità .

Il D.L. 19/09/1994, n. 626, "Attuazione delle direttive [...] riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro", prevede - fra le altre misure - che il Medico Competente (esperto in medicina del lavoro) effettui accertamenti sanitari preventivi e periodici, nonché, su richiesta del lavoratore, finalizzati a verificare se il lavoratore è idoneo ad esporsi ai rischi specifici connessi allo svolgimento delle sue mansioni. Nel caso di non idoneità alle mansioni specifiche espressa dal Medico
Competente, il datore di lavoro è tenuto ad utilizzare la persona in mansioni non a rischio.

ALTRE AGEVOLAZIONI - Il Comune di residenza, tramite la Polizia Municipale, riconosce alle persone con "capacità di deambulazione sensibilmente ridotta", un contrassegno personale di colore arancione, valido su tutto il territorio nazionale, per il posteggio negli spazi riservati. Per le persone invalide a tempo determinato, in conseguenza di infortunio o per altre cause patologiche (in questa categoria possono rientrare anche i malati oncologici), l'autorizzazione può essere rilasciata a tempo determinato con le stesse modalità . In questo caso, la certificazione medica deve specificare il presumibile periodo di durata
dell'invalidità , fino al massimo di un anno, eventualmente prorogabile. 
Non occorre che la problematica sia necessariamente a livello di arti inferiori, ma può essere relativa a una qualsiasi patologia che, a giudizio del medico, causi problemi di deambulazione.

FONTE DISABILI.COM

http://www.disabili.com/legge-e-fisco/articoli-legge-e-fisco/28635-disabilita-oncologica-tutele-diritti-e-agevolazioni-per-i-malati-di-tumore

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SEZ.DISABILITà NEWS Disabili: S.F.I.D.A. a Babbo Natale!!!

22 Dicembre 2013, 16:27pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

20131128170824-Dino-Di-Tullio-New-York.jpgDI DINO MAURO DI TULLIO Il Segretario Nazionale del Sindacato S.F.I.D.A. Dino DI TULLIO, constatata l'indifferenza e il silenzio delle istituzioni di fronte alle problematiche riguardanti la disabilità, ha deciso di affidare ad una lettera indirizzata a Babbo Natale le difficoltà vissute dalle famiglie dei ragazzi con disabilità nel nostro Paese. Caro Babbo Natale, sono un papà, la mia età però corrisponde alla somma di diversi tuoi abituali utenti.. anche le mie "richieste" potrebbero sembrarti strampalate, ma sicuramente non esagerate! Tu sei un Babbo particolare che si prodiga per tutti i bambini normali e speciali! Per questo io che sono papà di un bambino speciale ho deciso di scrivere a te che sei, anche per i nostri ragazzi con disabilità, protagonista indiscusso del Santo Natale. Sai Babbo Natale, non ho regali materiali da chiederti per i nostri figli speciali.. a loro basta poco per essere felici: tanti piccoli gesti, un sorriso sincero, un abbraccio vero, una dolce e tenera carezza, tanto amore incondizionato, la possibilità di vivere "una vita" dignitosa. Purtroppo, questa Società che ama definirsi civile e si professa attenta ai bisogni di tutti , non attenziona proprio nessuno ed il disinteresse verso i più deboli lo manifesta spudoratamente ogni qualvolta nega ed attacca diritti consolidati . Il mio pensiero, in queste giornate in cui tutti ritengono che il bene debba prevalere, corre alle nostre famiglie che vivono quotidianamente la disabilità, a loro auguro di non "perdere la speranza" e continuare a tenere accesa quella fiamma che tante volte li ha sostenuti infondendo la forza, il coraggio e quel calore "umano" che ha consentito loro di non mollare, di andare avanti e di non perdere di vista quella flebile luce. Adesso quella fiamma sembra spenta, come si fa a trovare la luce, a non perdere di vista quella fiammella se chi ti deve proteggere e tutelare opera scelte scellerate, incomprensibili per qualsiasi essere umano e addirittura "mortali" per i più deboli. Sì Babbo Natale, lo so che in questo periodo non dovrei usare parole così forti, ma come si può definire un qualsiasi atto che nega, lede e vieta di vivere in maniera dignitosa il quotidiano? La speranza mia personale e del Sindacato che rappresento è che in queste giornate tutte quelle figure istituzionali che per "costituzione" dovrebbero occuparsi di disabilità si assumano le responsabilità conferite dalle cariche ricoperte per affrontare quelle contraddizioni sociali che sono manifestate sia a livello normativo che organizzativo in modo da infondere quella fiducia annientata da scelte scellerate per cui è impossibile vivere la disabilità con dignità. La speranza mia e del Sindacato, è che in questa giornata tante figure non trovano occasione di altra speculazione sulla pelle delle persone con disabilità e per i nostri figli si realizzi quella "inclusione" sociale dalle leggi garantita, ma troppo spesso calpestata proprio da chi invece per dovere sociale, morale ed istituzionale, avrebbe dovuto operare ed attuare!!! Forse, il mio è solo il sogno di un papà di un bambino speciale, che insieme ad altri genitori, per il proprio bambino speciale, sogna qualità e dignità personale e sociale. Ma questo desiderio è così strampalato che posso, sebbene attempato, affidarlo a te preposto a realizzare, per ogni Natale, sogni irrealizzabili!!! Il Segretario Nazionale SFIDA Dino Mauro DI TULLIO         

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SEZ. DISABILITà NEWS ANCORA BARRIERE ARCHITETTONICHE NEI CENTRI STORICI

16 Dicembre 2013, 10:00am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

NEI CENTRI STORICI BISOGNA FARE VERE ACROBAZIE ABBATTIAMO LE BARRIERE ARCHITETTONICHE CONDIVIDI PER SENSIBILIZZARE ... GRAZIE !!!

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SEZ.DISABILITà NEWS Telethon è una grande arma contro le malattie genetiche

15 Dicembre 2013, 11:00am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

SEZ. DISABILITA NEWS Telethon è una grande arma contro le malattie genetiche

1078137 477030945726559 424513513 aINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Sta per concludersi una settimana che ha visto un grande impegno in televisione, alla radio e in internet, per far sì che la ventiquattresima Maratona Telethon – durante la quale ben cinquanta persone malate hanno potuto raccontare la loro storia – possa ottenere il miglior risultato di sempre, in termini di raccolta fondi, da utilizzare per la ricerca su tante malattie rare di origine genetica 

Sta per concludersi una settimana che ha visto un grande impegno in televisione, alla radio e in internet, con la RAI schierata in prima linea, per far sì che la ventiquattresima MaratonaTelethon possa ottenere il miglior risultato possibile, in termini di raccolta fondi, da utilizzare per la ricerca su tante malattie rare di origine genetica.
Un’intera settimana per gridare insieme a tutti gli italiani lo slogan #IOESISTO, così come si chiamerà il primo charity show in onda il 13 dicembre in prima serata su Raiuno, programma speciale dedicato appunto a Telethon, che vedrà alcuni noti presentatori alternarsi sul palco (Antonella ClericiMara VenierCarlo ContiFlavio Insinna e Fabrizio Frizzi), insieme a ospiti d’eccezione, quali l’attore americano Ben Stiller e il pilota della Ferrari Fernando Alonso.

«Il “cuore” di Telethon – come si può leggere nel sito dell’omonima Fondazione – restano tuttavia le nostre storie, quelle raccontate attraverso gli otto cortometraggi da noi prodotti e il cortometraggio co-prodotto con RAI Cinema. Oltre ai video, poi, sono circa cinquanta le persone malate che, con la maratona, possono raccontarsi e far capire a tutti cosa significhi combattere con queste patologie e gridare “#IOESISTO”, perché ogni persona merita attenzione e cura».

Non resta quindi che ricordare il numero 45506, per trascinare, tramite gli SMS, il tradizionale “numeratore di Telethon” a livelli mai raggiunti negli anni scorsi, senza dimenticare che in uno specifico spazio del sito di Telethon vengono indicate le altre forme con cui si può donare. (S.B.)ufficio stampa@telethon.it 

 

SUPERANDO

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SEZ.DISABILITà NEWS Giochi per bambini disabili nei parchi cittadini. Approvata mozione a Pescara

12 Novembre 2013, 14:44pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

DI CRISTIANA TACCONELLA Come mi ero impegnato a fare nell’incontro con l’associazione Carrozzine Determinate ho predisposto e presentato una mozione che oggi il Consiglio Comunale di Pescara ha approvato all’unanimità. Complimenti a Claudio e all’associazione per il loro approccio combattivo. Questo è il testo della mozione: Giochi per bambini disabili nei parchi cittadini Premesso che durante una sospensione della seduta del Consiglio Comunale lo scorso 4 novembre i capigruppo e l’assessore Renzetti hanno incontrato una delegazione dell’associazione Carrozzine Determinate; nel corso del’incontro i rappresentanti dell’associazione hanno fatto notare che negli annunciati lavori nella Riserva Naturale Pineta Dannunziana e in quelli in corso nella Ex Caserma Di Cocco non era stata prevista l’istallazione di giochi per bambini diversamente abili e che tale dimenticanza riguarda la generalità dei parchi cittadini ad eccezione dell’intervento finanziato dal Rotary nel parco di via Mafalda di Savoia; considerato che è diritto dei bambini disabili poter fruire dei parchi pubblici e giocare senza essere esclusi, a causa di giochi inadeguati e/o di barriere architettoniche; non si può che condividere quanto rappresentato dall’associazione in merito alla necessità di garantire l’accessibilità e la fruibilità dei parchi cittadini ai sensi della legge 18/2009 e della “Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità” il Consiglio Comunale di Pescara

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SEZ. DISABILITà NEWS MONTESILVANO «La strada della filovia penalizza i disabili»

9 Novembre 2013, 18:37pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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167771_126148840783542_2615390_n.jpgINSERITO DA  CRISTIANA TACCONELLA MONTESILVANO «La Gtm non può permettersi di “giocare” sui diritti umani delle persone con disabilità». La dura presa di posizione arriva dal presidente dell'associazione Carrozzine determinate Abruzzo, Claudio Ferrante, l'indomani dell'annuncio da parte del presidente della società di trasporti, Michele Russo, dell'eliminazione degli ostacoli lungo il tracciato della filovia. «Ringrazio la commissione lavori pubblici che si sta occupando di una tematica così importante come l’accessibilità e il diritto alla mobilità dei cittadini di Montesilvano», commenta Ferrante, che da tempo si batte contro la presenza di barriere architettoniche lungo la Strada parco, «Così come è vero che a Montesilvano la classe politica ha dimostrato grande sensibilità su queste tematiche». Ma Ferrante teme che all'annuncio della Gtm possa non seguire alcuna iniziativa concreta. «Ribadisco che nessuno è contrario al passaggio del filobus», sottolinea, «ma questa strada che ospiterà il trasporto pubblico è fuori legge perché non potrà essere utilizzata da persone con disabilità né tantomeno da mamme con passeggini, anziani e bambini». A detta del presidente dell'associazione, che ricorda tutta una serie di leggi e convenzioni che la strada parco attualmente non rispetta, «eliminare qualche barriera architettonica non significa affrontare il problema, significa agire demagogicamente. La Gtm ci deve dire se eliminerà tutte le barriere architettoniche presenti, come scivoli inesistenti, marciapiedi stretti e rampe pericolose. Ci sono chilometri di barriere che non possono essere eliminate perché non ci sono gli spazi necessari». Ferrante mette in luce anche le possibili barriere che spunteranno lungo via Foscolo, nel tratto che servirà a congiungere il tracciato da viale Europa a Porto Allegro e dove attualmente non esiste nemmeno lo spazio per realizzare un marciapiede. «In questo caso», commenta Ferrante, «al danno si è aggiunta la beffa. Hanno costruito una strada di 7 chilometri di barriere architettoniche, ora verranno eliminate, purtroppo, poche barriere costruite. Ma chi paga tutto questo? A casa mia si chiama sperpero di denaro pubblico».

FONTE IL CENTRO (a.l.)

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