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SEZ.DISABILITà NEWS Assistenza sui pagamenti Equitalia ai familiari di malati di Alzheimer

20 Novembre 2014, 14:47pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

mani unite in segno di aiuto10686722 10205169168052467 5899707854002065582 nINSERITO DA ANGELA CECERE Accordo tra Federazione Alzheimer ed Equitalia: assistenza e consulenza gratuite su specifiche pratiche in tema di pagamenti, tributi e contributi ai familiari dei malati

Come comportarsi di fronte alla ricezione di una cartella di pagamento di Equitalia a nome del proprio coniuge malato di Alzheimer? Che cosa fare e a chi rivolgersi per ottenere informazioni chiare e per comprendere il corretto iter da seguire per portare a termine la procedura? Cosa fare nel caso di particolari esigenze, difficoltà e problemi?

Per affrontare la situazione di disagio e disorientamento in cui si ritrovano molti cittadini familiari di persone malate di Alzheimer, Federazione Alzheimer Italia ed Equitalia hanno siglato una collaborazione a titolo gratuito. 

In sostanza, un incaricato di Equitalia darà a disposizione per una consulenza gratuita direttamente presso la sede della Federazione Alzheimer Italia, a Milano, ai familiari dei malati che necessitano di comprensione e orientamentorispetto a uno specifico problema riguardante il parente che non può più occuparsi in maniera autonoma della propria situazione contributiva.

È possibile usufruire del servizio fissando un appuntamento tramite il numero 02-809767 di Pronto Alzheimer, il servizio telefonico di aiuto concreto ai familiari dei malati messo a disposizione dalla Federazione Alzheimer.

FONTE DISABILI.COM

http://www.disabili.com/aiuto/articoli-qaiutoq/assistenza-sui-pagamenti-equitalia-ai-familiari-di-malati-di-alzheimer

20.11.2014

“La presenza di questo ‘sportello amico’ che ospitiamo nella nostra sede ci permette di formare i nostri operatori dedicati a Pronto Alzheimer affinché possano rispondere con sempre maggiore competenza alle richieste dei familiari, che poi verranno invitati qui in sede per le questioni più delicate e complesse”, commenta Gabriella Salvini Porro, presidente della Federazione Alzheimer Italia“Viceversa, i nostri operatori sono disponibili con il personale Equitalia per ricambiare con una formazione specifica nell’approccio al familiare del malato di Alzheimer”.

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SEZ.DIABILITà NEWS Disabile licenziata per un post su Facebook, la Perugina tenta di conciliare

20 Novembre 2014, 14:36pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Sul caso della dipendente licenziata per aver messo un post su Facebook i criticando alcune scelte "verbali" del capo del personale, l'azienda tenta la cinciliazoine. Congelato quindi il licenziamento di Marilena Petruccioli, alla Perugina dal 1996, componente della Rsu aziendale e per giunta categoria protetta, conseguenza del grave infortunio sul lavoro di cui fu vittima nel 1997. 

La Nestlè ha convocato, come previsto dal contratto, la Fai Cisl Umbria per domani mattina, alle 10,30 presso l'Assindustria di Perugia «per un tentativo di conciliazione - spiega la Cisl in un comunicato - riguardo alla vicenda di Marilena Petruccioli, Rsu Fai Cisl, licenziata per giusta causa dallo stabilimento della Perugina per un post su Facebook».

  • VEDI ANCHE
     
     
     
Marilena Petruccioli e il post 'da licenziamento' (Facebook)



I temi della vicenda. Per questo motivo, il sindacato ha annullato la conferenza stampa che si sarebbe dovuta tenere domattina nella sua sede regionale umbra per illustrare i termini della vicenda. Stamani anche la stessa Nestlè, in una nota, ha spiegato che alla dipendente in questione, «in quanto rappresentante sindacale dello stabilimento, non sarà applicato alcun provvedimento senza che si sia svolta la procedura di consultazione sindacale».

IL MESSAGGERO

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SEZ. DISABILITA NEWS Malattie Rare: non sia più alibi la mancanza di risorse

17 Novembre 2014, 12:46pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.superando.it/files/2013/12/malattie-rare-7.jpg

10686722 10205169168052467 5899707854002065582 n INSERITO DA ANGELA CECERE

«Il Piano Nazionale Malattie Rare 2013-2016 – viene sottolineato dalla Consulta Nazionale delle Malattie Rare – dichiara esplicitamente la mancanza di finanziamenti propri, ma la mancanza di risorse non può più essere assunta come alibi, per non dare le cure necessarie ai Malati Rari; è una questione di civiltà e di rispetto nei confronti di persone che certamente non hanno scelto di nascere con una delle 8.000 anomalie genetiche rare conosciute» Finalmente il 16 ottobre scorso la Conferenza Stato-Regioni ha approvato il Piano Nazionale Malattie Rare 2013-2016, una tappa necessaria, ma purtroppo non sufficiente per dare risposte al delicato mondo delle centinaia di migliaia di pazienti colpiti da queste patologie. Oltre infatti a ricordare che i Disegni di Legge sulle Malattie Rare a tutt’oggi “dormono” alla Camera e in Senato, la Consulta Nazionale delle Malattie Rare – che pure ha contribuito alla redazione del documento, con varie osservazioni e proposte – deve anche constatare che non tutte le sue osservazioni sono state accolte nella versione definitiva del testo, pur sottolineando al tempo stesso il rischio maggiore, ovvero che non vengano attuate le disposizioni positive contenute nel Piano. Il Piano Nazionale Malattie Rare era atteso dal 2009, anno nel quale il Consiglio dell’Unione Europea aveva emanato la Raccomandazione 2009/C 151/02, invitando gli Stati Membri ad elaborare e ad attuare piani o strategie appropriate per le Malattie Rare. La Consulta Nazionale delle Malattie Rare si aspetta quindi che le Istituzioni interessate (Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Regioni e Aziende del Servizio Sanitario Nazionale) mettano in atto quanto prima le azioni previste dal Piano e in particolare: - l’aggiornamento del Decreto Ministeriale 279/01, con l’aggiunta di 109 Malattie Rare riconosciute, ma ad oggi ancora escluse dall’elenco; - l’organizzazione della Rete dei Presìdi (eliminando quelli “fantasma”); - i percorsi diagnostici e assistenziali, sulla scorta dell’esperienza della Regione Lombardia; - il sistema di monitoraggio (Registro Nazionale e Registri Regionali); - gli strumenti per l’innovazione terapeutica (tra cui i cosiddetti “farmaci orfani”); - la formazione e la valorizzazione professionale degli operatori sanitari; - l’informazione ai professionisti della salute e anche ai malati e ai loro familiari; - la prevenzione e la diagnosi precoce, perché una delle principali difficoltà incontrate dalle persone colpite da una Malattia Rara è proprio quella di ottenere una diagnosi tempestiva, per ricevere un trattamento appropriato sin dalla fase iniziale; - ultima, ma non ultima per importanza, la nostra presenza di pazienti ai tavoli dove si trattano i problemi delle Malattie Rare. Dal canto suo la Consulta continuerà a collaborare con le Istituzioni, per concretizzare le azioni previste del Piano e a tal proposito ci aspettiamo una celere convocazione, dato che le Malattie Rare non aspettano i tempi della burocrazia. La loro evoluzione degenerativa, infatti, può essere efficacemente contrastata soltanto da una forte e rapida volontà di dare concretezza alle azioni previste da parte delle Istituzioni interessate. Il Piano dichiara esplicitamente la mancanza di finanziamenti propri: non vogliamo più ascoltare tale argomento come giustificazione dell’inattività delle Istituzioni regionali e locali. La mancanza di risorse non può più essere assunta come alibi, per non dare le cure necessarie ai malati; è una questione di civiltà e di rispetto nei confronti di persone che certamente non hanno scelto di nascere con una delle 8.000 anomalie genetiche rare conosciute. Il Fondo Sanitario deve dunque essere meglio utilizzato, per coprire anche le esigenze dei quasi due milioni di Malati Rari che vivono nel nostro Paese.

SUPERANDO

17.11.2014.

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SEZ.DISABILITà NEWS MILANO Impedito l'accesso a una ragazza disabile ad un evento di Bookcity

14 Novembre 2014, 12:43pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Impedito l'accesso a una ragazza disabile ad un evento di Bookcity, la kermesse sulla lettura e i libri in corso a Milano. Lo segnala una lettrice di MilanoToday. Sarebbe accaduto venerdì mattina intorno alle dieci e mezza, al Museo della Scienza e della Tecnica, per l'incontro "Mestieri del libro: l'editing" in sala Biancamano. La ragazza - in carrozzina - era arrivata con un accompagnatore alle dieci, ma la persona all'ingresso li avrebbe dirottati a un altro ingresso della sala, in altra via. Anche là, però, sarebbero stati "respinti" e rimandati nel luogo originario, dove - alle dieci e mezza - sarebbero stati definitivamente stoppati con la motivazione che la sala era ormai piena. In quel momento erano presenti la nostra lettrice e una sua amica. L'accompagnatore a quel punto ha chiesto di parlare con un responsabile che però, raggiunto via telefono, si sarebbe detto impegnato. A quel punto, l'uomo e la ragazza disabile se ne sono andati. "La mia amica ed io siamo arrivati più o meno nello stesso momento - riferisce la lettrice - ma a noi è stato detto di aspettare un attimo e poi ci hanno fatto entrare: infatti c'erano alcuni posti liberi". E continua: "La ragazza all'accoglienza, quasi per giustificarsi, ci ha spiegato che, 'se poi succedeva qualcosa', sarebbe stata loro responsabilità legale. Assurdo". E ha davvero dell'assurdo il fatto, se avvenuto come l'ha raccontato la lettrice. Certo, in astratto è possibile che alcuni luoghi abbiano (anche piccole) barriere architettoniche o non siano attrezzati a dovere per accogliere disabili. Ma sarebbe molto più onesto e trasparente affermarlo a chiare lettere, magari anche sul sito web della kermesse, anziché "rimbalzare" una persona in carrozzina da una parte all'altra di una struttura per dirle di no tre volte.

„Massimiliano Melley“MILANOTODAY

venerdì 14 novembre 2014

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SEZ.DISABILITà NEWS Napoli. Spesa negata ai disabili, negozi off-limits

11 Novembre 2014, 11:08am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Napoli soltanto l’1% degli esercizi commerciali, compresi bar, pizzerie, pub e ristoranti, rispondono ai requisiti previsti dalla legislazione in materia di abbattimento delle barriere architettoniche per i diversamente abili. Un dato allarmante denunciato più volte alla Procura della Repubblica da Luigi Montanaro, presidente dell’associazione Superabile onlus ed emerso nel corso della presentazione del progetto «Shopping accessibile», che prevede la installazione di pedane mobili davanti alla soglia dei negozi (in una fase iniziale aderiranno quelli di corso Umberto e corso Garibaldi) illustrato dalla Confcommercio Napoli.

DI GIULIANA COVELLA IL MATTINO.IT

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SEZ DISABILITà NEWS MAURO E MARTA, LE PRIME NOZZE DOWN IN ITALIA

4 Novembre 2014, 17:52pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

293793 420176538023874 796340274 nDI ELSA COPPA Si è celebrato un matrimonio speciale, si tratta di quello di Mauro, 30 anni e Marta, 40 anni, i primi ragazzi down a sposarsi nel nostro paese. Un vero e proprio primato in Italia. I due sono fidanzati da 10 anni e convivono da altrettanti anni in una casa famiglia a bassa assistenza per persone affette dalla sindrome di Down. Mai nessuno era convolato a nozze all’interno dell’Associazione Italiana persone Down; i due sanno insieme dal 2004, si conobbero a casa di un’amica in comune: “Qualche volta discutiamo e per qualche minuto ognuno resta per conto proprio, ma subito dopo ci ritroviamo, riflettiamo su quello che abbiamo fatto, troviamo un punto d’incontro e facciamo pace”. Per loro due è questo il segreto per stare insieme tanto tempo e superare tutte le difficoltà che la vita ci mette davanti e a quanto pare, per loro, ha funzionato.E’ stato un evento gioioso che potrebbe invogliare altre persone down che vivono insieme e si amano da tanti anni a fare il grande passo, un gesto simbolico del quale nessun essere umano dovrebbe essere privato, indipendentemente da tutto il resto

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SEZ.DISABILITà NEWS Dopo 50 anni in sedia a rotelle scopre che la diagnosi è sbagliata: non ha mai avuto una paralisi cerebrale

30 Ottobre 2014, 19:02pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA È rimasto sulla sedia a rotelle per 53 anni, da quando ne aveva 5 e si vide diagnosticare una paralisi cerebrale. I medici erano stati chiari: non avrebbe mai potuto camminare.


Solo oggi la sconcertante verità è venuta fuori: David Hayes, 58 anni, di Acomb, in Gran Bretagna, non ha mai sofferto di quella malattia invalidante in base alla quale lo avevano relegato sulla sedia a rotelle. Fu “semplicemente” un errore di valutazione da parte di un team di dottori che non capirono che bastavano alcune operazioni per metterlo in piedi e garantirgli una vita normale.

Tutto è iniziato nei primi anni di vita. Il piccolo David non riusciva a muovere un solo passo senza sentire dei dolori lancinanti all'anca e alle gambe. Per i dottori si trattava di paralisi cerebrale. A 6 anni venne iscritto in una scuola per bambini con ridotte capacità.

«Pensavano non fossi in grado di fare nulla – ha raccontato l'uomo – Due anni dopo mi trasferirono in una scuola tradizionale: le mie capacità sembravano normali». In tutti questi anni la sua più fedele amica è stata una sedia a rotelle. Senza mai abbattersi è diventato vicepresidente di un ente di beneficenza, si è sposato e ha avuto due figli.

«Non mi sono mai lasciato scoraggiare dalla mia condizione – ha raccontato David – ho accettato il fatto che non c'era una cura e che avrei dovuto convivere con i dolori per tutta la vita». Fino alla svolta. Il figlio di David, Philip, 31 anni, negli ultimi anni aveva iniziato a soffrire di dolori all'anca sinistra. Un team di dottori ha iniziato a valutare la sua condizione fino ad arrivare alla conclusione che si trattasse di una malformazione congenita. Una diagnosi che ha fatto scattare una scintilla e un barlume di speranza per David, rassegnato da sempre a non poter mai muoversi sulle proprie gambe. In breve tempo i dottori hanno valutato anche il suo caso e sono arrivati a una conclusione sconcertante: l'uomo non ha mai sofferto di una paralisi cerebrale, doveva solo essere operato. Così, dopo un intervento di sostituzione dell'anca e del ginocchio e uno alla spalla, David ha chiuso il capitolo dei dolori lancinanti e si è messo in piedi: sta “imparando” a camminare per la prima volta in tutta la sua vita.

Adesso si guarda indietro commosso e ripensa a quando da piccolo sognava di poter giocare come tutti i suoi compagni di classe. «Quando ero bambino guardavo in Tv la serie Six Million Dollar Man e pensavo «Perché non posso avere anche io degli arti bionici?”». A volte i sogni possono diventare realtà.

DI FEDERICA MACAGNONE IL MATTINO.IT

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NEWS ITALIA E DAL MONDO L’OTTIMISMO CHE VINCE LA DISABILITÀ TRA MALATTIA, TECNOLOGIA ED AMORE.

24 Ottobre 2014, 07:51am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

10420396 1475650596044987 4426703247541010514 n-copia-1PROPOSTO DA LUCIANA VERDILE Sbloggo, come consuetudine, da voce a coloro a cui viene negata la possibilità di parlare. Noi, a volte siamo incuriositi da alcune storie, altre volte sono le persone a cercarci.
Ognuno di noi ha un account face book e ha avuto modo di visitare tantissime pagine create dagli utenti del social. Vi sarà poi  capitato che una pagina  vi colpisce, non si sa per quale strano motivo, per le parole, per le immagini usate che toccano il cuore, sembrano quasi toccarti l’anima. Non vi è mai successo di voler scoprire chi si nasconde dietro di essa? Quale storia stia raccontando?
Sono rare, è vero. Io ne ho trovata una. Vi porterò in una città ,”Pierolandia”.

Di seguito troverete l’intervista a Pierangelo, uomo di 40 anni, il creatore della pagina “Pierolandia”. Un uomo di quaranta anni, affetto da distrofia muscolare.Sotto il terminedistrofia muscolare si raccolgono un gruppo di gravi malattie neuromuscolari a carattere degenerativo, determinate geneticamente e che causano atrofia progressiva della muscolatura scheletrica. Si calcola che in Italia l’1% circa della popolazione sia affetto da malattie neuromuscolari; questa percentuale equivale grosso modo al 10% di tutti gli ammalati neurologici. Le forme più diffuse sono la distrofia muscolare di Duchenne e quella di Becker; esistono però un’infinità di forme intermedie, e in pressoché ogni soggetto il decorso della malattia appare differente rispetto ad altri soggetti.Due rimangono i cardini del trattamento dei pazienti con distrofia muscolare: evitare il prolungato riposo a letto e incoraggiare il paziente a condurre il più a lungo una vita normale. Questo aiuta a prevenire il rapido peggioramento che consegue all’inattività e a mantenere una sana disposizione mentale.

Ciao Pierangelo, benvenuto su Sbloggo.
Ti abbiamo conosciuto leggendo la  pagina che hai creato su face book “Pierolandia” ma prima di parlare di quest’ ultima vogliamo conoscerti meglio.
Pierangelo. Ideatore della pagina “Pierolandia”.
Prima di tutto ti ringrazio dell’opportunità di parlare un pò di me, del mio “piccolo mondo”, lo faccio anche per chi non ha le possibilità di farlo, non ha voce e sostegno nell’affrontare durissimi destini e ancora oggi, nel 20° secolo, crudeli discriminazioni ed isolamenti.
Sono un 42enne, vivo da sempre a Gorgonzola, un paese dell’hinterland milanese attualmente di circa 20.000 abitanti, dove sono nato esattamente il 4 giugno 1972. Il mio nome di battesimo è Pierangelo, non mi è mai piaciuto granchè ma comunque la stragrande maggioranza delle persone mi chiama liberamente Piero o Pier e lo preferisco. Faccio, ovviamente non per scelta, una vita un pò particolare fin dalla nascita e molto problematica a causa di una brutta malattia genetica progressiva, tutt’oggi inguaribile, la distrofia muscolare, ed è già un traguardo importante essere arrivato fin qui.
Vivo con mia madre.Mio papà è venuto a mancare l’anno scorso. Ho due fratelli di 37 e 46 anni, e una stupenda nipotina di un anno.
Tre pregi e tre difetti di Pierangelo.
Si dovrebbe, di regola, chiedere a terzi dei propri eventuali pregi o difetti, anche se ne sono talmente consapevole ormai da averli ben chiari.
Per farla breve quindi, i miei pregi più marcati ed evidenti sono: la pazienza, l’essere molto comprensivo e ironico. Al contrario i difetti: sono troppo buono, fatico a farmi valere (anche per il fatto che ho sempre bisogno dell’aiuto degli altri) e sono un pò pigro (influenzato sicuramente dal senso di spossatezza che è uno dei sintomi tipici della mia malattia).
Come nasce la tua pagina “Pierolandia”.
Sono iscritto a Facebook dal 2008, quindi tra tre mesi saranno sette anni, e quasi da subito ogni tanto, guardando e girando per svariate pagine, mi solleticava l’idea di aprirne una tutta mia. Ciò che mi frenava era la consapevolezza che, per gestire per bene il tutto, occorrevano molto tempo ed energie, tra le altre cose la continua ricerca di nuovo materiale, come pure molta costanza perchè potesse essere accattivante e durevole nel tempo, oltre che seguita da un numero dignitoso di persone.
Due anni più tardi conobbi una ragazza che era amministratrice di una pagina con diverse migliaia di fans, e dopo qualche mese mi chiese di collaborare per non farla morire.
Fu un’esperienza breve ma intensa, col senno di poi posso dire che se non avessi accettato, ora non esisterebbe Pierolandia.
Comunque prima di arrivare a questa Pagina, un paio di anni fa, ci avevo già tentato ma poche idee e scarso seguito mi hanno fatto desistere dopo solo un mese e mezzo.
Ed infine ecco il ritorno di fiamma dell’idea e stavolta, tre mesi fa, esattamente il 16 luglio, è partita questa mia pagina, che mi soddisfa e spero di essere in grado di continuare a lungo, seguito e “salute” permettendo ovviamente.
Due rimangono i cardini del trattamento dei pazienti con distrofia muscolare: evitare il prolungato riposo a letto e incoraggiare il paziente a condurre il più a lungo una vita normale. Questo aiuta a prevenire il rapido peggioramento che consegue all’inattività e a mantenere una sana disposizione mentale.
Una pagina che ha un tocco in più sia nella ricercatezza delle immagini che nei pensieri. Sembra di essere davvero in una città nuova denominata pierolandia. Come riesci a trasmettere i tuoi pensieri così nel profondo?
Sono molto contento che provochi queste sensazioni, quelle che citi nella tua domanda. Amo la semplicità, la sincerità, prediligo la concretezza del messaggio che non l’artifizio, l’esasperazione. Esprimo, semplicemente, tutto ciò che mi porto dentro, quello che amo, desidero, sogno, nonchè le mie convinzioni; come vivo, e come sento ed intendo la vita.
Questo mezzo è la mia unica vera libertà di fare qualcosa da solo, senza dipendere da nessuno, che sia per questo che sembrano far così breccia i miei pensieri? Chissà, ne riparleremo magari tra un pò di tempo.
Abbiamo letto la tua nota che hai pubblicato sul tuo account dove racconti la tua malattia quasi come fossi in dovere di farlo.
Lo fai per non avere delusioni poi dalle persone sembra quasi un mettere le mani avanti?
Tecnologia e disabilità.

L’esigenza di spiegare un pò la mia vita non è assolutamente un mettere le mani avanti ne tanto meno un mettere in piazza i miei problemi, semplicemente perchè da qualche anno in qua le mie energie psicofisiche residue non erano più sufficienti per sopportare altre delusioni e abbandoni. Tenere a bada la mia malattia è durissima, mi assorbe completamente, ed ora serenità e tranquillità sono troppo vitali per me. Visto le esperienze di tutta una vita, conosco e comprendo bene il pensiero e i comportamenti delle persone, quindi anche per evitare le solite domande stupide, gli inviti fuoriluogo, i messaggi offensivi, i consigli assurdi, ecc, ecc.
Insomma per chiarezza, correttezza e anche per cercare di salvaguardare la mia dignità, davvero troppe volte calpestata. Con la speranza anche che le persone di un certo tipo, letta la nota sulla mia vita e i miei pensieri non mi importunino più e non mi creino ulteriori problemi ai già miei insormontabili.
La mia nota parla chiaro, e poi parlo semplicemente di me come fa tanta gente, quindi niente mani avanti, solo voglia di raccontarsi, sincerità, e direi anche per sensibilizzare sul fatto che, nonostante siamo nel 20° secolo, l’integrazione e il rispetto dei più deboli sono ancora un miraggio.

Nella nota parli anche dei social ,come face book , che non devono essere demonizzati…ci spieghi il tuo pensiero sull’uso proprio e improprio di face book.
Ognuno è libero di usare i social come meglio crede, come pure è responsabile delle proprie azioni. Trovo solo assurdo che, chi critica senza nessun rispetto chi li usa molto per svago, passatempo, per socializzare, per evadere, come faccio anch’io, quindi in modo corretto, utile, intelligente, sono proprio quelli che hanno una vita piena e libertà di ogni tipo, eppure non ne fanno a meno e in più si divertono a danneggiare e offendere. Tutto qui. Vivi e lascia vivere è sempre la soluzione migliore, ma purtroppo sappiamo bene in che era viviamo.
Un pensiero sui giovani e la crisi.
Consiglierei, sopra ogni cosa, di pensare sempre con la propria testa, e diffidare di luoghi comuni e regole preconfezionate di massa.
Mentre non sono ferratissimo sull’argomento crisi, intesa lavorativa, l’unico pensiero che mi sento di esternare su questo, è di non snobbare i lavori più umili o i più alternativi. L’impegno, la fatica, l’ingegno e il coraggio pagano sempre.
Cosa pensi dell’ amore?
Ribalterei un pò la domanda per un’attimo. Penso che l’amore non è sicuramente una mera ricerca del piacere, ne tantomeno solo un asettico ed esclusivo rapporto a due.
C’è ancora troppa gente che, davanti a questa domanda, tende sbrigativamente e quasi unicamente ad associare la “parola” amore alla coppia e a ciò che ne consegue. Certamente anche, però alquanto banale ed estremamente limitato, perchè ovviamente l’amore è molto di più, ha svariate facce, strade ed espressioni.
L’amore si cela in tanti sentimenti e situazioni: ad es., nella pazienza, nel sacrificio e nella sofferenza, nella benevolenza davanti all’odio e all’egoismo, nel bene dell’amicizia, nella dolcezza e delicatezza di un’infermiera, nel sorriso sincero di sconosciuti, nel perdonare un torto subito, nell’indignarsi e prendere una posizione davanti ad un’ingiustizia. Potrei continuare per una mezz’ora, e non esaurire esempi.
Ora vogliamo farci un po’ i fatti tuoi. Sei innamorato? Fidanzato?
Sarò breve. Da giovane, son stato innamorato perso per dieci anni di una donna di sette anni meno giovane di me. Mentre nei primi anni del 2000 risale il mio unico fidanzamento, con al contrario una ragazza più giovane, durato due anni.
In una parola Pierangelo chi è?
Credo vi siate fatti già un’idea. Quindi con una sola parola, beh direi: Pierangelo è sopratutto “Pazienza”.
Cosa vorresti dire alle persone e all’ attuale governo?
Mi interesso poco o nulla di politica, quindi preferisco evitare di parlarne, mi dispiace.
Grazie per essere stato con noi e per aver dato la voce alle persone che non hanno avuto questa possibilità.
Chiunque voglia conoscere il mondo di Pierangelo, la sua pagina “Pierolandia”, basta cliccare su questo link  https://www.facebook.com/pages/P-i-e-r-o-l-a-n-d-i-a/302706126574469 e vi troverete catapultati nel suo mondo. Sono sicura che vi toccherà l’anima.
FONTE SBLOGGO

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SEZ. DISABILITà NEWS PERSONE DISABILI DISCRIMINATE SUL LAVORO, L'UNIONE EUROPEA BOCCIA L'ITALIA

6 Luglio 2014, 12:59pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nDI MICHELE PAPPACODA Sentenza della Corte di giustizia europea. Nel nostro paese l'impiego delle persone con disabilità è spesso a discrezione di leggi locali o di accordi con i datori di lavoro e non tutti i disabili vengono trattati uniformemente

Corte di giustizia europea

BRUXELLES - La Corte di Giustizia Europea ha richiamato oggi l'Italia per l'inadempienza del nostro Paese nel garantire ai lavoratori disabili parità di trattamento. Nella sentenza, si legge, "l'Italia non ha ancora messo in atto misure efficaci ed appropriate per un effettivo inserimento professionale delle persone con disabilità". La Corte, con sede a Lussemburgo, chiede che quanto prima l'Italia ponga rimedio a questa inadempienza e attui tali misure.

In particolare, la sentenza evidenzia come l'Italia non abbia recepito appieno la direttiva del 2000 sulla parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro e come l'impiego delle persone disabili sia spesso lasciato alla discrezionalità di leggi approvate dalle autorità locali o di accordi fra queste ultime e i datori di lavoro. Ciò, secondo la Corte di Giustizia, provoca il fatto che non tutti i disabili vengano trattati uniformemente sul territorio italiano per quanto concerne il loro inserimento professionale.

La sentenza è stata emessa a seguito di una procedura di infrazione avviata dalla Commissione Europea nei confronti dell'Italia, che si è chiusa col deferimento del nostro Paese. Secondo la legislazione UE, gli Stati membri devono adottare misure che obblighino i datori di lavoro - senza un onere sproporzionato che ricada su di loro - a permettere ai disabili di poter concorrere senza essere discriminati all'ottenimento di un lavoro per cui siano qualificati, di svolgerlo, di avere una formazione e di poter ambire a promozioni.

Le reazioni. Il segretario confederale della Cgil, Serena Sorrentino, ha commentato la sentenza in comunicato stampa, spiegando che "il primo atto da fare è quello di abolire l'articolo 9 della legge 138/11 (la cosiddetta manovra di ferragosto targata Tremonti-Sacconi) che prevedeva la sterilizzazione delle norme sul collocamento per i disabili e riproponeva il rischio dei reparti 'confino'. Ciò che è accaduto nella crisi è che le aziende potendo derogare le compensazioni territoriali e non avendo più vincoli stringenti sull'attuazione delle previsioni sul collocamento hanno penalizzato i lavoratori diversamente abili".

E Sorrentino sottolinea quali debbano essere le conseguenze da trarre da questa sentenza: bisognerà, secondo il segretario confederale CGIL, "ripristinare il fondo per l'inclusione dei lavoratori disabili e investire nella formazione di questi lavoratori".

Sempre in fatto di reazioni alla "bocciatura europea", il presidente della Fish, Barbieri,ricorda i numeri negativi sull'occupazione delle persone disabili e chiede concretezza: "L'attenzione ai disabili deve essere prioritaria nella discussione delle misure per il rilancio dell'occupazione". Da parte sua la Cisl non sembra essere stata presa alla sprovvista. Il segretario generale, Pietro Cerrito, afferma infatti: "Come Cisl abbiamo denunciato a più riprese il mancato funzionamento della L.68 e il generale disinteresse della politica a misurarsi con questa problematica, sempre rinviata e colpevolmente sottovalutata. Ribadiamo la richiesta, già avanzata, di introdurre nel 'Pacchetto lavoro' norme che comportino corsie protette per i disabili".

Per il responsabile dell'Ufficio politiche della disabilità dell'Ugl, Giovanni Scacciavillani, "la sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea ha un grande valore sociale e culturale". L'Ugl auspica che il Governo "metta subito in cantiere l'attuazione del Programma di azione per la promozione dei diritti e l'integrazione delle persone con disabilità, che rappresenta una luce nel buio di una crisi che sta relegando sempre più ai margini i soggetti deboli della nostra società". (Maurizio Molinari)

(06 luglio 2014)

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SEZ. DISABILITà NEWS Dove sono finiti i soldi per l’integrazione scolastica?

9 Aprile 2014, 16:12pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Lo ha chiesto la deputata Laura Coccia, con un’Interrogazione alla Camera cui ha risposto qualche giorno fa il Ministero dell’Istruzione, in modo però non troppo soddisfacente. «Quei fondi – commenta la stessa Coccia – sono fondamentali per perseguire la piena integrazione degli alunni con disabilità. Le leggi ci sono, mettiamo le giuste risorse per attuarle»

Classe scolasticaDove sono finiti i soldi per il sostegno alle attività di integrazione scolastica degli alunni con disabilità? A chiederlo nelle scorse settimane, con una formale interrogazione al Ministro dell’Istruzione, era stata la deputata Laura Coccia, dopo avere svolto un’attenta ricerca sulla normativa di riferimento, a partire dalla Legge Quadro 104/92, passando per gli stanziamenti stabiliti dalla Legge 69/00(Interventi finanziari per il potenziamento e la qualificazione dell’offerta di integrazione scolastica degli alunni con handicap) – fondo confluito successivamente in quelli previsti dalla Legge 440/97, di sostegno all’autonomia scolastica – e arrivando all’articolo 7 del Decreto Legge 95/12 (convertito con modifiche nella Legge 135/12), che aveva in pratica cambiato la citata Legge 440/97, facendo confluire i fondi per l’arricchimento dell’offerta formativa delle scuole nel capitolo di bilancio del Ministero dell’Istruzione destinato al funzionamento delle istituzioni scolastiche.
E tuttavia, aveva scritto Coccia nella propria Interrogazione, «tale norma nulla dice circa i fondi della Legge 69/00 che è una norma speciale, la quale fissa un preciso vincolo di destinazione e che non può essere abrogata da una norma generale. Inoltre, nulla risulta innovato per quanto concerne la Legge 104/92 e i fondi da essa destinati agli alunni con disabilità e agli interventi ad essi collegati». «Ciononostante -aveva concluso la Deputata – nel bilancio del Ministero, negli anni 2012 e 2013, non compaiono più detti fondi rivenienti dalla Legge 69/00 né dalla Legge 104/1992 e non si rilevano corrispondenti voci di bilancio relative alle finalità sopraddette. Per quali motivi, dunque, con un mero atto amministrativo, sono stati cancellati dal bilancio fondi fissati per legge, a tutela del diritto costituzionalmente garantito all’integrazione scolastica degli alunni con disabilità? E soprattutto, cosa intende fare il Ministro per ripristinare tali fondi per i quali la legge prevede un preciso vincolo di destinazione?».

Qualche giorno fa la risposta è arrivata, da parte del sottosegretario all’Istruzione Roberto Reggi e di seguito ne riportiamo i passaggi principali: «Ricordo che la legge n. 69 del 2000, come è stato sottolineato anche nell’interrogazione, ha previsto l’incremento del fondo di cui alla legge n. 440 del 1997, per interventi destinati al potenziamento e alla qualificazione dell’offerta di integrazione scolastica degli alunni con disabilità. Tra l’esercizio finanziario 2000 e quello corrente il legislatore ha però adottato numerosi interventi tesi al contenimento della spesa pubblica. In particolare, in conseguenza di tali interventi, l’autorizzazione di spesa di cui alla citata legge n. 440 si è ridotta dagli originali 155 milioni di euro a circa 80 milioni attualmente iscritti in bilancio. Nel contempo il legislatore ha altresì ritenuto di vincolare parte della predetta autorizzazione, a tutti i vincoli di spesa su tali risorse e di rispettare la destinazione prevalente al miglioramento dell’offerta formativa. [Questa cosa] non è stata dunque legata all’adozione di atti amministrativi ma è stata dovuta a specifiche disposizioni di legge, ancorché da me non condivise».

Laura Coccia

La deputata Laura Coccia

Informando poi dell’impegno assunto dal ministro Stefania Giannini a ripristinare il Fondo MOS (Miglioramento dell’Offerta Formativa), con dotazioni superiori al miliardo di euro, il sottosegretario Reggi ha concluso così la propria risposta all’Interrogazione: «Posso confermare che la tutela degli alunni con disabilità e delle loro famiglie e la valorizzazione degli insegnanti di sostegno è una priorità che il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca intende perseguire dando seguito al Decreto Legge n. 104 del 2013 che ha già varato un piano triennale per l’incremento della dotazione organica di diritto dei posti di sostegno per 26.684 unità. La creazione di un organico funzionale del personale docente potrà altresì contribuire ad affrontare il tema del sostegno e dell’integrazione, assicurando continuità didattica eformazione specifica per le diverse disabilità ai fini della creazione di una scuola aperta, che sia vicina alla disabilità anche nel senso di contrastare il fenomeno dell’abbandono scolastico dovuto alla malattia e all’ospedalizzazione [grassetti nostri nelle citazioni, N.d.R.]».

«Mi sono dichiarata parzialmente soddisfatta – commenta Laura Coccia – perché la Ministra ha preso un impegno formale per il futuro. La situazione, però, è assolutamente allarmante; questi fondi, infatti, sono fondamentali per garantire la piena attuazione delle leggi citate nella mia Interrogazione, per perseguire la piena integrazione degli alunni con diversa abilità. È un obiettivo ambizioso, ma è una sfida che dobbiamo assolutamente vincere. Non ce lo chiede l’Europa, ce lo chiedono le nostre stesse leggi, che sono all’avanguardia e possono essere fari per tutto il resto del mondo; dobbiamo però dimostrare che la loro attuazione non è utopia. Attraverso l’integrazione degli alunni disabili possiamo insegnare a tutti gli altri componenti delle classi delle nostre scuole che la diversità può essere un elemento aggiuntivo e non un ostacolo davanti al quale fuggire. Le leggi ci sono, mettiamo le giuste risorse per attuarle, l’istruzione passa anche attraverso l’integrazione».

Nemmeno Salvatore Nocera, già vicepresidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), si dichiara soddisfatto della risposta arrivata dal Ministero, «poiché – sottolinea – se è vero che le leggi recenti hanno ridotto il fondo della Legge 440/97, è pur vero che i fondi per l’integrazione scolastica erano confluiti nel fondo di quella norma con un preciso vincolo di destinazione, che invece nel bilancio del Ministero è poi scomparso».
«Vedremo comunque ora – conclude Nocera – come verrà data attuazione alla Legge 128/13 per la parte concernente la disabilità». Il riferimento è alla norma che ha convertito il Decreto Legge 104/13, citato anche dal sottosegretario Reggi e noto come “Decreto Scuola”, a suo tempo ampiamente commentato per il nostro giornale dallo stesso Nocera. (Stefano Borgato)

FONTE SUPERANDO

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