NEWS ITALIA E DAL MONDO L’OTTIMISMO CHE VINCE LA DISABILITÀ TRA MALATTIA, TECNOLOGIA ED AMORE.
PROPOSTO DA LUCIANA VERDILE Sbloggo, come consuetudine, da voce a coloro a cui viene negata la possibilità di parlare. Noi, a volte siamo incuriositi da alcune storie, altre volte sono le persone a cercarci. Di seguito troverete l’intervista a Pierangelo, uomo di 40 anni, il creatore della pagina “Pierolandia”. Un uomo di quaranta anni, affetto da distrofia muscolare.Sotto il terminedistrofia muscolare si raccolgono un gruppo di gravi malattie neuromuscolari a carattere degenerativo, determinate geneticamente e che causano atrofia progressiva della muscolatura scheletrica. Si calcola che in Italia l’1% circa della popolazione sia affetto da malattie neuromuscolari; questa percentuale equivale grosso modo al 10% di tutti gli ammalati neurologici. Le forme più diffuse sono la distrofia muscolare di Duchenne e quella di Becker; esistono però un’infinità di forme intermedie, e in pressoché ogni soggetto il decorso della malattia appare differente rispetto ad altri soggetti.Due rimangono i cardini del trattamento dei pazienti con distrofia muscolare: evitare il prolungato riposo a letto e incoraggiare il paziente a condurre il più a lungo una vita normale. Questo aiuta a prevenire il rapido peggioramento che consegue all’inattività e a mantenere una sana disposizione mentale.
Sono un 42enne, vivo da sempre a Gorgonzola, un paese dell’hinterland milanese attualmente di circa 20.000 abitanti, dove sono nato esattamente il 4 giugno 1972. Il mio nome di battesimo è Pierangelo, non mi è mai piaciuto granchè ma comunque la stragrande maggioranza delle persone mi chiama liberamente Piero o Pier e lo preferisco. Faccio, ovviamente non per scelta, una vita un pò particolare fin dalla nascita e molto problematica a causa di una brutta malattia genetica progressiva, tutt’oggi inguaribile, la distrofia muscolare, ed è già un traguardo importante essere arrivato fin qui.
Vivo con mia madre.Mio papà è venuto a mancare l’anno scorso. Ho due fratelli di 37 e 46 anni, e una stupenda nipotina di un anno.
Due anni più tardi conobbi una ragazza che era amministratrice di una pagina con diverse migliaia di fans, e dopo qualche mese mi chiese di collaborare per non farla morire.
Comunque prima di arrivare a questa Pagina, un paio di anni fa, ci avevo già tentato ma poche idee e scarso seguito mi hanno fatto desistere dopo solo un mese e mezzo.
Ed infine ecco il ritorno di fiamma dell’idea e stavolta, tre mesi fa, esattamente il 16 luglio, è partita questa mia pagina, che mi soddisfa e spero di essere in grado di continuare a lungo, seguito e “salute” permettendo ovviamente.
L’esigenza di spiegare un pò la mia vita non è assolutamente un mettere le mani avanti ne tanto meno un mettere in piazza i miei problemi, semplicemente perchè da qualche anno in qua le mie energie psicofisiche residue non erano più sufficienti per sopportare altre delusioni e abbandoni. Tenere a bada la mia malattia è durissima, mi assorbe completamente, ed ora serenità e tranquillità sono troppo vitali per me. Visto le esperienze di tutta una vita, conosco e comprendo bene il pensiero e i comportamenti delle persone, quindi anche per evitare le solite domande stupide, gli inviti fuoriluogo, i messaggi offensivi, i consigli assurdi, ecc, ecc.
Insomma per chiarezza, correttezza e anche per cercare di salvaguardare la mia dignità, davvero troppe volte calpestata. Con la speranza anche che le persone di un certo tipo, letta la nota sulla mia vita e i miei pensieri non mi importunino più e non mi creino ulteriori problemi ai già miei insormontabili.
La mia nota parla chiaro, e poi parlo semplicemente di me come fa tanta gente, quindi niente mani avanti, solo voglia di raccontarsi, sincerità, e direi anche per sensibilizzare sul fatto che, nonostante siamo nel 20° secolo, l’integrazione e il rispetto dei più deboli sono ancora un miraggio.
Mentre non sono ferratissimo sull’argomento crisi, intesa lavorativa, l’unico pensiero che mi sento di esternare su questo, è di non snobbare i lavori più umili o i più alternativi. L’impegno, la fatica, l’ingegno e il coraggio pagano sempre.
C’è ancora troppa gente che, davanti a questa domanda, tende sbrigativamente e quasi unicamente ad associare la “parola” amore alla coppia e a ciò che ne consegue. Certamente anche, però alquanto banale ed estremamente limitato, perchè ovviamente l’amore è molto di più, ha svariate facce, strade ed espressioni.
L’amore si cela in tanti sentimenti e situazioni: ad es., nella pazienza, nel sacrificio e nella sofferenza, nella benevolenza davanti all’odio e all’egoismo, nel bene dell’amicizia, nella dolcezza e delicatezza di un’infermiera, nel sorriso sincero di sconosciuti, nel perdonare un torto subito, nell’indignarsi e prendere una posizione davanti ad un’ingiustizia. Potrei continuare per una mezz’ora, e non esaurire esempi.
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