Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
Una 15enne è stata aggredita sabato, dopo la mezzanotte, da uno sconosciuto in pieno centro a Varese. La ragazza aspettava con un'amica di 14 anni la madre di quest'ultima per un passaggio in auto, dopo una serata passata con amici, quando un 50enne l'ha raggiunta e l'ha aggredita ferendola con un coltello al viso e al braccio e gridando: "Vi ammazzo". La 14enne è riuscita a fuggire, chiamando i soccorsi. L'uomo è ricercato dalla polizia.
La vittima stava aspettando di tornare a casa con l'amica quando uno sconosciuto, in sella a una bicicletta, dopo essere loro passato davanti, è tornato indietro e si è scagliato contro la quindicenne. L'uomo, descritto sulla cinquantina, i capelli lunghi e una cicatrice sul volto, senza apparente motivo avrebbe estratto il coltello dalla tasca urlando "vi uccido", per poi ferire la ragazzina. La sua amica è invece riuscita a scappare.
"Eravamo in attesa di mia mamma - ha raccontato l'amica più giovane a Varesenews -, dopo aver passato la serata in centro, insieme ad altri nostri amici. Ad un certo punto questo signore si è avvicinato, ha cominciato a urlare 'Vi ammazzo' e ha tirato fuori un coltello seghettato. Io l’ho visto in faccia, ho visto che aveva una cicatrice ben visibile e del sangue in testa e sul volto. Sembrava italiano. Ha preso la mia amica e le ha dato due coltellate, ferendola in viso, sotto l’occhio, e sul braccio. Io sono scappata, sono riuscita a chiamare il 118 e ad arrivare ad un bar e a chiedere aiuto: sono uscite un po’ di persone e lo squilibrato che ci ha aggredite è scappato".
"La mia amica si è trascinata fino in via Carducci. Poi è arrivata una volante della polizia e l’ambulanza che ha portato la mia amica in ospedale: le hanno dato i punti e l’hanno medicata, i medici dovranno valutare se intervenire chirurgicamente, l’ha colpita sul volto sfregiandola. Tremo ancora a parlarne, è stato bruttissimo. Non è possibile che si possa avere paura a stare fuori di casa in pieno centro, è una cosa che non accetto", ha aggiunto la 14enne che dovrà riconoscere l'aggressore. L'uomo è conosciuto dalle forze dell'ordine, che sono sulle sue tracce.
Mancano poche settimane al passaggio dall’ora legale all’ora solare, che ci farà piombare direttamente nell’inverno 2019: nella notte tra sabato 26 e domenica 27 ottobre infatti le lancette andranno spostare un’ora indietro, dalle 3 alle 2. Guadagneremo un’ora di sonno, ma perderemo anche un’ora di luce al pomeriggio.
Ma per quanto tempo ancora dovremo farlo? Nei mesi scorsi si è infatti parlato di una proposta di abolizione del cambio dell’ora, promossa dai Paesi del Nord Europa: non si è ancora raggiunta una decisione univoca per tutti i Paesi membri, ma è probabile che si giunga ad un compromesso che preveda l’ora legale fissa per tutte le nazioni meridionali del’Ue, mentre quelle settentrionali manterrebbero l’ora solare.
Ma l’Italia quale posizione ha preso? Ancora nessuna, al contrario ad esempio della Francia, che ha scelto di bandire per sempre l’ora solare, sottolinea ilMeteo.it. Nel caso l’Italia decida di mantenere l’ora legale, per tutto l’inverno avremo il sole per un’ora in più, e in estate saranno “salvi” gli aperitivi sulla spiaggia, che sarebbero invece stati in pericolo in caso di abolizione dell’ora legale a favore dell’ora solare. Il cambio dell’ora di fine ottobre potrebbe dunque essere uno degli ultimi: staremo a vedere.
Proposto dal direttore Michele Pappacoda La piccola Giorgia, solo 4 anni, è affetta da una malattia misteriosa. I genitori chiedono preghiere e aiuto
I genitori di Giorgia Kus, la piccola bambina di 4 anni affetta da una malattia misteriosa ed in terapia intensiva da tre settimane, hanno lanciato un appello ed una raccolta fondi su Facebook.
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Una bambina di soli 4 anni si trova ricoverata presso il reparto di terapia intensiva del Policlinico di Padova da quasi unmese. La piccola Giorgia Kus è affetta da una malattia misteriosa che i medici non sono riusciti ancora a determinare e nonostante i numerosi tentativi per cercare di stabilizzarla, le sue condizioni continuano a peggiorare. A raccontare il terribile dramma sono proprio i genitori della piccola Giorgia, William Kus di 34 anni e Francesca Doretto di 27, i quali attraverso un post su Facebook hanno lanciato anche una raccolta fondi che ad oggi ha raggiunto gli oltre 16mila euro sui 50mila totali.
Il dramma della piccola Giorgia Kus, la bambina affetta da una misteriosa malattia: “È in sedazione profonda da più di tre settimane“
“Ciao a tutti lei è Giorgia e ha 4 anni. Attualmente è ricoverata in terapia intensiva al Policlinico di Padova. A causa di una malattia al momento sconosciuta Giorgia è attaccata ad un polmone artificiale. I suoi polmoni e il suo cuoricino non riescono a fare tutto da soli“. Cosi attraverso un post su Facebook i genitori di Giorgia Kus, una bambina di soli 4 anni, hanno raccontato il calvario che stanno attraversando. La piccola si trova ricoverata in terapia intensiva al Policlinico di Padova dallo scorso 13 settembre a causa di una misteriosa malattia che i medici non sono riusciti a determinare. Le sue condizioni purtroppo continuano a peggiorare e pochi giorni fa i medici le hanno riscontrato un pneumotorace, ovvero un buco in uno dei polmoni. Il dramma di Giorgia, come raccontato dai genitori, William Kus di 34 anni e Francesca Doretto, è iniziato due anni fa: “Il tutto – si legge nel post- è iniziato quando Giorgia ha iniziato a camminare male a seguito di una forte febbre più di due anni fa. Le era stata diagnosticata una semplice lassità legamentosa per la quale era stata sottoposta a controlli periodici. Purtroppo nel giugno di quest’anno Giorgia è peggiorata drasticamente, quasi da non riuscire più a camminare. Portata al Burlo Garofalo, a seguito di una risonanza magnetica, hanno riscontrato che il suo midollo spinale era infiammato fino alla base del collo e aveva un edema rigonfio. Curata per diagnosi di mielite trasversa, con cortisone e immunoglobuline, dopo 10 giorni dalle dimissione, in seguito ad una febbre alta l’abbiamo portata al pronto soccorso perché paralizzata dal collo in giù, con momentanea perdita della funzionalità anche della vescica e dello stomaco. Le hanno fatto –proseguono i genitori della piccola– sei cicli di plasmaferesi (una dialisi del sangue per pulirlo), diverse rachicentesi (punture lombari che servono per prelevare il liquido cefalorachidiano), 2 ulteriori cicli di immunoglobuline, cortisone ed infine un potente immunosoppressore (Rituximab)“.
Queste cure non hanno avuto l’effetto sperato: “Purtroppo -scrive su Facebook la famiglia- tutto questo non è servito a molto, anche se Giorgia aveva iniziato a muovere le braccine e un po’ i piedini, perché dopo 20 giorni di ricovero le hanno riscontrato un problema respiratorio che ha portato anche scompensi al cuore. A questo punto è stata trasferita d’urgenza a Padova per eseguire un piccolo intervento al cuore (cateterismo). Questo non è stato possibile viste le condizioni gravi dei polmoni di Giorgia. Dopo alcuni giorni -scrivono i genitori- l’hanno dovuta intubare perché l’infiammazione ai polmoni, era troppo estesa e lei faceva fatica a respirare e il cuoricino era molto affaticato, inoltre le si era bloccato il midollo ossesso e non produceva più niente, ma fortunatamente, grazie ad un farmaco adesso funziona di nuovo perfettamente. Purtroppo nonostante le abbiano somministrato tantissimi tipi di antibiotici l’infiammazione polmonare non vuole passare e adesso come ho scritto all’inizio l’hanno dovuta attaccare al polmone artificiale e le stanno somministrando un farmaco, Ciclofosfamide, nella speranza che si disinfiammino. Non si riesce a trovare la causa di questo incendio che si autoalimenta e Giorgia è in sedazione profonda da più di tre settimane. Il problema della paresi agli arti al momento è diventato secondario (non possono farle nemmeno la risonanza magnetica per verificare se il midollo sia disinfiammato), quindi non sappiamo se Giorgia potrà camminare di nuovo oppure no“.
Giorgia Kus, i genitori lanciano un appello: “Se qualcuno ha avuto qualcosa di simile o qualche dottore può darci una mano ci contatti“
I genitori della bambina concludono il messaggio lanciando un appello: “Adesso l’unico pensiero è salvare i polmoni e pian piano risvegliarla. Se qualcuno ha avuto qualcosa di simile o qualche dottore può darci una mano con il caso ci contatti. I medici di Padova ci hanno consegnato una relazione dettagliata da consegnare a chiunque volesse visionarla e fornire un consulto. Ringrazio fin d’ora chiunque possa essere d’aiuto anche a nome della mia bambina“. La famiglia della piccola Giorgia ha lanciato anche una raccolta fondi di 50mila euro che ad oggi ha ricevuto oltre 16mila euro di donazioni da parte di circa 530persone.
Inserito Leone Buongiorno Potrebbe essere dolosa e non accidentale l‘origine del vasto incendio che ha interessato le colline al di sopra di Salerno coinvolgendo l’area del Masso della Signora <WC>che ha iniziato a bruciare dal primo pomeriggio fino a tarda sera. Le fiamme, altissime, erano visibili da tutte le parti della città. Altissime anche le colonne di fumo che si levavano dalle colline mentre il vento, che non ha ovviamente facilitato il lavoro ai caschi rossi, ha portato a valle molta cenere e fuliggine. Un pomeriggio di caos che ha impegnato i vigili del fuoco che hanno messo in campo tutte le risorse per controllare le fiamme bel più breve tempo possibile, anche allo scopo di evitare che la situazione degenerasse e diventasse pericolosa. Immediatamente intervenuti sul posto per domare le fiamme, i vigili del fuoco del comando provinciale di Salerno hanno fatto un lavoro immane impiegando diverse ore per controllare le fiamme e fare in modo che non arrivassero a lambire le zone abitate di Sala Abbagnano e Giovi, seriamente minacciate.
inserito Leone Buongiorno Sparsi in cinque diversi Paesi, i circa 30 milioni di persone di etnia curda vivono in una delle regioni più volatili al mondo: il Kurdistan
Dopo l’annuncio del ritiro statunitense dalla Siria, la Turchia ha lanciato un’operazione militare in territorio siriano contro la regione curda nel nord est del Paese. La zona è controllata dalle Unità curde di protezione popolare (Ypg), una forza di difesa principale alleata degli Usa nella lotta contro l’Isis e braccio armato del Pyd, il partito siriano curdo.
Obiettivo dichiarato della Turchia è quello di allontanare le forze curde dal suo confine e fermare le aspirazioni autonomiste del popolo curdo. Ma chi sono i curdi?
Le origini
Il Kurdistan è una delle regioni più volatili al mondo. Con i suoi 30-40 milioni di persone, il gruppo etnico curdo è tra i più grandi e popolosi a non avere uno Stato.
La mappa realizzata da “The Kurdish Project” mostra la distribuzione della popolazione curda in Medio Oriente.
Sparsi in un territorio che tocca cinque nazioni diverse – Turchia, Siria, Iraq, Iran e Armenia – i curdi sono un gruppo tribale nomade iraniano e quindi proveniente dal grande ceppo delle popolazioni indo-europee. Accomunati da una lingua comune, i curdi sono a maggioranza musulmana sunnita nonostante convivano anche altre correnti religiose: come il sufismo.
Il sogno curdo
Dopo la fine della prima guerra mondiale, il trattato di Sèvres del 1920 – firmato tra le potenze vincitrici e Istanbul – segnò la dissoluzione dell’Impero Ottomano e lo smembramento dei suoi territori. Ai curdi fu promessa una nazione, una promessa mai rispettata dalle grandi potenze occidentali.
La Turchia riuscì a ottenere una rinegoziazione con gli alleati occidentali, e nel 1923 attraverso il trattato di Losanna venne messo da parte il piano di uno Stato autonomo curdo e nacque la moderna Repubblica turca.
Gli anni ’80: le barbarie di Saddam e dell’Iran
Senza una terra, divisi in un territorio vasto che comprende cinque nazioni, il popolo curdo ha sofferto decadi di persecuzioni e violenze. Durante la guerra tra Iraq e Iran degli anni ’80 (1980-1988), il regime di Saddam sedò brutalmente le ribellioni curde a nord attraverso l’uso di armi chimiche. Decine di migliaia di curdi furono uccisi durante il conflitto, e centinaia di migliaia furono costretti a lasciare il Paese.
A seguito dell’invasione irachena del Kuwait nella cornice della prima guerra del Golfo (1990-91) e la conseguente risposta americana, 1.5 milioni di curdi fuggirono nella vicina Turchia. Ankara chiuse i suoi confini, costringendo i curdi in un limbo al confine tra i due Paesi, risolto solo dall’intervento dell’Onu che garantì protezione alla popolazione curda in fuga. Un intervento che portò l’Iraq a consentire al governo regionale del Kurdistan di governare la parte del nord del Paese.
Anche In Iran i curdi sono tra le minoranze più perseguitate e rappresentano il terzo più numeroso gruppo etnico. Dopo aver inizialmente appoggiato la rivoluzione islamica del 1979, le richieste di autonomia curde furono brutalmente represse negli anni 80 e 90.
Sostenitori del PKK chiedono la scarcerazione del leader curdo Ocalan. Beiruti, Libano, 15 febbraio 2019
Ma è in Turchia che vive il più alto numero di persone di etnia curda. Ankara è tra i maggiori oppositori alla creazione di uno stato curdo indipendente, tanto che la popolazione soffre da anni una brutale repressione etnica e culturale. In risposta alla chiusura di Ankara nel 1978, Abdullah Öcalan diede vita al movimento separatista curdo del PKK, il Partito dei Lavoratori del Kurdistan. Durante la guerra turco-curda del 1984-1999 più di 40mila persone persero la vita.
La questione curda in Siria
Il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, al potere dal 2002, ha sempre adottato una robusta opposizione contro il nazionalismo curdo. Il ra’is turco non ha mai fatto mistero del suo obiettivo finale: eliminare il gruppo fondato da Abdullah Öcalan, il leader curdo in carcere dal 1999.
Combattenti curde siriane e irachene appartenenti alle milizie delle Ypg. Sinjar, Iraq. 11 aprile 2018
L’irrisolta questione curda si è intensificata durante gli anni di Erdoğan creando tensioni ancora più profonde tra il governo e le aspirazioni indipendentiste del popolo curdo. Dopo il fallito colpo di Stato del 15 luglio del 2016, decine di giornali e organizzazioni di stampo filo curde sono state chiuse, più di 11mila insegnanti sono stati licenziati o sospesi.
Dallo scoppio della guerra siriana nel 2011, a preoccupare Ankara è la possibilità che il caos e il vuoto di potere creatosi nel nord-est della Siria possa avere conseguenze anche per la questione curda in territorio turco. Quando la rivolta siriana, ultimo capito dell’onda di proteste della primavera araba, si è evoluta in una guerra civile, i principali partiti curdi hanno evitato pubblicamente di schierarsi. A metà del 2012, le forze governative si sono ritirate per concentrarsi sulla lotta contro i ribelli altrove e i gruppi curdi hanno preso il controllo del territorio.
Il Rojava
Nel gennaio 2014, i partiti curdi – incluso il Partito democratico dell’Unione dominante (PYD) – hanno dichiarato la creazione di “amministrazioni autonome” nei tre “cantoni” di Afrin, Kobane e Jazira. Nel marzo 2016 è stata annunciata l’istituzione di un “sistema federale”, conosciuto come Rojava, che includeva principalmente aree arabe e turkmene catturate dall’Isis.
La dichiarazione è stata respinta dal governo siriano, dall’opposizione siriana, dalla Turchia e dagli Stati Uniti.
Tragedia a Orta Nova, nel Foggiano, dove un assistente capo della polizia penitenziaria di 53 anni ha prima ucciso con la pistola di ordinanza la moglie di 54 anni e le figlie di 12 e 18 anni e poi si è suicidato con un colpo alla testa. È accaduto in un appartamento in pieno centro. A quanto si apprende le vittime erano a letto quando l'uomo ha fatto fuoco. Immediatamente dopo ha chiamato i carabinieri annunciando di aver compiuto la strage. I militari nel corso della perquisizione non hanno trovato biglietti o messaggi che potessero far presagire il delitto.
Per l'inizio dellaprossima settimanaci aspetta un'importantesvolta: l'anticiclone africano è previsto infatti in declinogià da lunedì14 ottobre, con leprime avvisaglie di un cambiamento, poiarriverà una fase dimaltempo.
Scopriamo nel dettaglio come evolverà la situazionegiorno per giorno.
Dagli ultimi aggiornamenti e dalle carte meteo a nostra disposizione emerge come una vasta area di bassa pressione in discesa dal Nord Atlantico investirà l'Italia, accompagnata da correnti decisamente più instabili e fresche.
I primieffettisono attesi, come accennato, già nel corso dilunedì 14con rinforzo deiventi da Sude primeprecipitazionia carattere sparso suLiguria, PiemonteeFriuli Venezia Giulia.
La nostraattenzionesi sposta tuttavia alla giornata dimartedì 15,quando sono attesi ifenomeni più intensi,specie al Centro-Nord: si tratterà di una configurazione pericolosa, in quanto si verranno a creare forti contrasti termici che potrebbero causare la formazione di imponenticelle temporalesche,in grado di riversare al suolo ingenti quantità d'acqua, anche sotto forma dinubifragi.
Lezone più a rischioal momento sono:Liguria centro-orientale, Versilia, alto Piemonte e Lombardia. Successivamente, nel corso della serata, i fenomeni si estenderanno anche aTrentino Alto Adige, medio/alto Veneto, Friuli Venezia Giulia, Toscana e Lazio.
Quella dimercoledì 16sarà poi unagiornatapienamenteautunnalesulle regioni centro-settentrionali, con tante nubi,precipitazioni frequentie valori termici in diminuzione. Tra il pomeriggio e la serata qualche debole pioggia potrebbe raggiungere anche il Sud.
Successivamente, tragiovedì 17 e venerdì 18, ci sarà spazio per unrapidomiglioramentosu gran parte dell'Italia, salvo per residui piovaschi sulla Sicilia e sull'Appenino centro-settentrionale. Il sole ci terrà compagnia per buona parte del tempo: in questa fase torneranno anche adaumentare le temperature,in particolare per quanto riguarda i valori massimi.
Infine, dando un rapido sguardo al successivofine settimana, possiamo dire che le incognite aumentano: i segnali, tuttavia, sono tutti per unnuova fronte perturbatoin discesa ancora una volta dall'Atlantico. Che sia l'antipasto per unaseconda parte di ottobreall'insegna dellegrandi piogge?
Si attendono, ovviamente, conferme.
Articolo del 12/10/2019 ore 7:00 diCarlo TestaMeteorologo
Il secondo step del fine settimana seguirà più o meno ilmedesimo percorso del sabato.Un'area di alta pressione nord africanacontinuerà infatti a mantenere condizionimeteotutto sommato più daESTATE che da AUTUNNO. Tuttavia laDOMENICApotrebbe comunque essere in parte minacciata daqualche trappola.Vediamodi cosa si tratta.
Nonostante la presenzadell'anticiclone africano, dobbiamo ricordarci che siamo ormai arrivati alla fine dellaprima metà del mese di ottobre. In questo periodo dell'anno,come giusto che sia, le alte pressioni non riescono a garantire lastabilità assolutache caratterizza invece imesi estivi.Gioco forza, dobbiamo attenderci alcuni disturbi che si tradurranno in unamaggior nuvolositàdovuta adinfiltrazioni d'aria umida atlantica.
Le aree dove il sole sarà maggiormentedisturbato dalle nubisaranno quelle delNord, le areeinterne e tirreniche del Centro e la Sardegna. Verso il pomeriggio e la sera non sono nemmeno da escludersideboli pioggea ridosso dellaLiguriae delle coste più settentrionali dellaToscana. Prestareattenzioneanche allenebbiesulle zone pianeggianti delNorde nellevallate interne del Centrodove, nottetempo e nelle prime ore del mattino, si avrannosensibili riduzioni alla visibilità. Sul resto del Paese uncaldo soleinvece, continuerà ad avvolgere ladomenicamantenendoun'atmosfera praticamente estiva. Letemperatureinfatti risulteranno un po' ovunquesuperiori alla mediama specialmente sulle regioni meridionali e sulle Isole Maggiori.
Dalla serata inoltre, assisteremo ad un ulterioreincrementodellanuvolositàalNordovest e sull'area tirrenicaper l'approssimarsi di una perturbazione atlantica che interesserà il nostro Paese con gli inizi dellaprossima settimana.
Alta pressione in rinforzo da Nord a Sud; nebbia sulla Pianura Padana, in parziale dissolvimento nel corso del giorno. Altrove cielo sereno o al più poco nuvoloso.
NORD
Nebbia al mattino sulle zone di pianura, in dissolvimento nel corso del giorno; altrove, tanto sole.
Temperature
Stazionarie.
CENTRO e SARDEGNA
Ampio soleggiamento su tutte le regioni.
Temperature
Stazionarie.
SUD e SICILIA
Qualche piovasco sul siracusano, altrove più soleggiato e asciutto.
A CURA DI MICHELE PAPPACODA Santi del giorno San Serafino da Montegranaro (Religioso) San Massimiliano di Celeia (Arcivescovo di Lorch) Santi Amelio e Amico (Martiri) Santi Domnina (Donnina) di Anazarbo e Donnino (Martiri).
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 11,27-28. In quel tempo, mentre Gesù stava parlando, una donna alzò la voce di mezzo alla folla e disse: «Beato il ventre che ti ha portato e il seno da cui hai preso il latte!». Ma egli disse: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!».