Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
Botta e risposta tra Matteo Salvini e Suso su Instagram. Il leader della Lega, tifosissimo della squadra rossonera, ha commentato il post pubblicato dal Milan per gli auguri di compleanno al proprio attaccante. E non ci è andato leggero. «Auguri! Nella speranza che Babbo Natale ti porti un po' di velocità, di grinta e di voglia di giocare», ha scritto Salvini. Suso non si è fatto pregare e ha risposto a tono: «Grazie. Nella speranza che Babbo Natale ti porti un po' di velocità, di grinta e di voglia di amministrare meglio, molto meglio, un paese che amo».
Durante la presentazione nell’ottobre scorso, all’interno della Festa del Cinema di Roma, sono state proposte varie novità, da parte di “Uno sguardo raro”, il primo e unico Festival Cinematografico a livello europeo sul tema delle Malattie Rare, che ormai da alcuni anni raccoglie e promuove le migliori opere video su tale argomento e in generale sull’inclusione sociale. Attualmente ne è in corso la quinta edizione, ancora aperta alle sei categorie in concorso fino al 30 novembre "Magical", cortometraggio di Bahador Adab
Una scena del cortometraggio “Magical”, diretto dall’iraniano Bahador Adab, che è stato tra i finalisti della quarta edizione di “Uno sguardo raro” Un concorso per sceneggiatori, due borse di studio destinate a pazienti rari in recitazione e sceneggiatura, lungometraggi ed eventi nelle scuole, insieme ad altri nuovi progetti e nuove partnership: sono tante le novità che gli organizzatori di Uno sguardo raro hanno presentato nell’ottobre scorso, durante la Festa del Cinema di Roma. Si parla, lo ricordiamo, di quell’iniziativa seguita costantemente in questi anni anche dal nostro giornale, che è il primo e unico Festival Cinematografico a livello europeo sul tema delle Malattie Rare e che ormai da alcuni anni raccoglie e promuove le migliori opere video su tale argomento e in generale sull’inclusione sociale, contando sulla collaborazione di partner pubblici e privati, nazionali e internazionali, appartenenti al mondo delle Malattie Rare e della disabilità (tra gli altri l’Istituto Superiore di Sanità, UNIAMO-FIMR-Federazione Italiana Malattie Rare, la Fondazione Telethon e l’OMAR-Osservatorio Malattie Rare), oltreché a quello dello spettacolo e della cultura cinematografica. La partecipazione alla quinta edizione di Uno sguardo raro è ancora aperta fino al 30 novembre, alle sei categorie in concorso, vale a dire il Cortometraggio Italiano, quello Internazionale, il Miglior Cortometraggio di Animazione, il Miglior Documentario, il Corto/Spot di Sensibilizzazione (in collaborazione con il FERPI-Federazione Relazioni Pubbliche Italiana) e il Corto/Spot Istituzionale di Comunicazione in Sanità (in collaborazione con PA social-Associazione Nazionale per la Nuova Comunicazione). Lo avevamo segnalato già qualche mese fa, raccogliendo anche le dichiarazioni dei promotori, secondo i quali «questo è un progetto vivo che cresce anche grazie agli stimoli delle comunità con cui collabora. Per tali motivi abbiamo voluto aprire il concorso anche a tematiche vicine alle Malattie Rare, come la disabilità, l’empatia, la resilienza, la capacità di superare i propri limiti, per celebrare le qualità che le persone con disabilità di qualunque tipo mettono in campo per vivere a pieno la loro vita». «Anche quest’anno – avevano aggiunto – il Festival promuoverà e premierà lavori di sensibilizzazione sulle Malattie Rare e i temi correlati, per aumentare la consapevolezza dell’opinione pubblica su questi temi e sull’impatto che queste malattie hanno sulle vita quotidiana. La sfida è trovare una cifra comunicativa per questo difficile soggetto, senza cadere nel pietismo, ma ad alto impatto emotivo. Il cinema, infatti, ha la capacità di inserire le aride e astratte informazioni scientifiche in un contesto di vita quotidiana, rendendole, così, reali e comprensibili. Obiettivo primario di Uno sguardo raro, infatti, è quello di sensibilizzare sui temi delle Malattie Rare e della disabilità per condividere conoscenze, informazioni ed esperienze, perché è importante rompere l’isolamento dei Malati Rari e delle loro famiglie, uno dei problemi più sentiti soprattutto dalle generazioni più giovani. In tal senso, le scorse edizioni del Festival hanno già tracciato un cammino vincente per il raggiungimento di questi obiettivi». (S.B.)
Sabato 23 novembre, Piazza Umberto I° accoglierà la ventesima edizione del tradizionale gemellaggio istituzionale tra Capri e la Val di Sole. L’atteso evento, organizzato dalla Città di Capri con l’APT della Val di Sole e la Comunità della Val di Sole rinnoverà, anche quest’anno, il suo significato più profondo di amicizia e simpatia, che accomuna da vent’anni le due comunità, tra mare e montagna. L’evento, come sempre, sarà animato da un gustoso gemellaggio gastronomico che unisce, in maniera particolarmente fantasiosa e ghiotta, la tradizione trentina e la tradizione caprese. Alcuni allievi del Centro di Formazione Professionale Trentino Enaip di Ossana, infatti, incontreranno i loro omologhi dell’Istituto Alberghiero di Capri “Ipseoa Axel Munthe”, dove, insieme, coordinati dai loro docenti, si cimenteranno in cucina nella preparazione di un menù di mare, a base di pesce, servito per il pranzo e quello che sarà proposto, in Piazza, la sera, decisamente sostanzioso e tipicamente trentino, a base di polenta, crauti e “luganeghe”. Dopo la SS. Messa delle ore 19.00, quindi, spazio all’inaugurale saluto delle Autorità e allo scambio istituzionale di omaggi a cui seguirà l’accensione delle luminarie natalizie sul grande albero ecologico di Natale, che aprirà le Festività Natalizie e di Fine Anno sull’Isola, con la consueta e sempre emozionante nevicata (artificiale) conclusiva, che imbiancherà in un’insolita atmosfera, decisamente magica, la Piazzetta, per la gioia collettiva di grandi e, soprattutto, dei più piccoli. Il Gruppo Folkloristico Bella Capri allieterà la suggestiva manifestazione, non mancando anche il momento di musica tipica trentina ad impreziosire nel migliore dei modi il simpatico incontro tra mare e montagna.
Un caloroso applauso ha accolto il feretro di Ciro Rivieccio. Il noto esponente politico, punto di riferimento del commercio non solo cittadino, è morto lunedì dopo una lunga e coraggiosa battaglia contro la malattia. Sono arrivati da tutta la regione, e anche da più lontano per partecipare all'ultimo doloroso saluto a Ciro. Politici, amministratori, amici di oggi e di ieri. Tanti i volti rigati dalle lacrime perché Ciro era davvero un amico per molti, gioviale, simpatico. Amava la sua città in ogni suo aspetto, indimenticabile il.suo entusiasmo per lo sport. La chiesa di Sant'Antonio non è riuscita ad accogliere tutti i presenti. Piazza Diamare resterà chiusa per tutta la durata del funerale.
AGROPOLI. Rubano fiori da una lapide, li spezzano e li gettano via, a poca distanza. L’episodio è accaduto tra il 16 e il 17 novembre presso il cimitero di Agropoli. A denunciarlo Gerardo Scotti che ha presentato una querela contro ignoti alla locale stazione carabinieri. L’uomo quotidianamente si reca al cimitero dove riposa la figlia. Lo scorso weekend aveva deciso di acquistare dei fiori da deporre sulla tomba e domenica, quando è ritornato sul posto, si è reso conto che qualcuno li aveva tolti dal vaso e buttati via. I fiori, infatti, sono stati trovati a poca distanza e spezzati. Un gesto ignobile che purtroppo non rappresenta una novità. Non è la prima volta, infatti, che al cimitero di Agropoli si verificano episodi simili e lo stesso Gerardo Scotti già in altre occasioni è stato vittima di furti o altri atti d’inciviltà. In questo caso ha deciso di sporgere denuncia ai carabinieri nella speranza di porre un freno a simili atteggiamenti.
PAGANI - Messaggini e avance alle alunne: la Corte di Cassazione ha confermato la condanna a quattro anni e sei mesi, per tentata violenza sessuale, ai danni del maestro di musiche e tradizioni popolari, un paganese di 64 anni. La condanna in via definitiva è arrivata alla fine d’un lungo iter giudiziario. I giudici della Corte suprema hanno confermato il calcolo della pena e le circostanze messe insieme nel corso del doppio grado di giudizio, esaminando i pronunciamenti dei due giudici di merito. La Corte d’appello, un anno fa, aveva ribadito le ricostruzioni arrivate al vaglio del dibattimento, con la prima sentenza emessa dalla sezione collegiale del Tribunale di Nocera Inferiore. Dalle carte processuali emergevano con evidenza i comportamenti molesti portati avanti nei confronti di soggetti in condizioni di inferiorità fisico-psichica, con il maestro ad insidiare le minori, appena undicenni all’epoca dei fatti. I giudici di primo grado avevano descritto per le sue condotte «un corteggiamento petulante e insistente nei confronti di due minori di quattordici anni, al fine di avere contatti di natura sessuale». Il grave carico probatorio ricostruito confermava, come si legge nella sentenza, «la volontà di eccitare le due minori sperando di poter soddisfare le proprie inclinazioni».
Frana agli Scavi di Ercolano per il maltempo: cede parte di Viale Maiuri. A causa del maltempo e delle intense piogge degli scorsi giorni, questa notte si è verificato uno scivolameto corticale di terreno nella parte sud-est della scarpata del viale che collega la città moderna con la città antica. Circa 150mq di superficie interessata si sono riversati nella parte bassa del Parco impegnando il giardino della domus di Telefo, area già precedentemente interdetta al pubblico. I tecnici del parco archeologico sono già sul posto per verificare l’entità del danno e avviare immediatamente le prime operazioni di messa in sicurezza e di ripristino degli ambienti. La zona era interessata da mesi da interventi di manutenzione ordinaria per cui già interdetta al pubblico.
Nel quadro dell'attività di prevenzione e repressione del fenomeno della contraffazione, con particolare attenzione alla reprografia illecita di opere tutelate dal diritto d'autore, nell'ultima settimana il comando provinciale della Guardia di Finanza di Napoli ha sottoposto a sequestro numerosi testi universitari cartacei fotocopiati, numerosissimi files in formato pdf contenenti testi accademici e supporti informatici. Nel mirino delle Fiamme Gialle sono finite tre cartolerie-copisterie della zona universitaria di Napoli. All'interno degli esercizi commerciali sono stati sequestrati 80 testi universitari fotocopiati integralmente, 1.320 files in formato pdf contenenti i «master» per poter riprodurre l'opera letteraria e alcuni hard disk. I volumi universitari venivano venduti fino a 30 euro a copia, il tutto «in nero». I responsabili sono stati denunciati per violazione alla norma sulla protezione del diritto d'autore.
Vendesi abito da sposa per mancato utilizzo. L'inserzione apparsa nei giorni scorsi sulle pagine del quotidiano abruzzese "Il Centro" ha suscitato la curiosità dei lettori. L'annuncio a fini commerciali non è di un atelier, ma di una giovane avvocata di Pescara abbandonata sull'altare alla vigilia del suo matrimonio. Un incubo che si è trasformato in realtà e che la donna pensa di superare in parte sbarazzandosi del vestito. Nella foto apparsa sul giornale c'è una donna dai lunghi capelli biondi, ha il volto coperto, ma sembra che l'abito le esalti la figura. Il vestito è bianco, classico, con tulle e pizzi e appartiene a una delle collezioni di un noto stilista abruzzese. A un primo sguardo comunica la cura con cui è stato scelto - quella che contraddistingue una giovane sposa, pronta a fantasticare sul giorno più bello e sul futuro. E invece l'espressione «mancato utilizzo» è un pugno nello stomaco: racconta dietro la promessa di un buon affare un sogno d'amore infranto. «Chi compra l’abito - aggiunge quasi con cinismo - avrà in regalo anche «scarpe, cuscino portafedi e velo». Un «vero affare», conclude l’annuncio, che riporta anche il numero di cellulare. Chissà in quanti si saranno fatti vivi anche solo per ascoltare la sua storia. Le nozze si sarebbero dovute celebrare lo scorso 13 settembre e sono state annullate. Non si conosce il motivo perché lei preferisce non parlare."Il Corriere della Sera" riporta però le parole dello stilista pur mantenendone l'anonimato: «Credo che stia soffrendo e forse l’abito è l’ultimo dei suoi problemi, non vorrei infierire, ma non si tratta di una vicenda insolita. Sui siti specializzati ho visto molti di questi annunci. Il matrimonio, purtroppo, non è più quello di una volta e spesso i ragazzi lo affrontano con superficialità. Poi non sappiamo come sono andate realmente le cose». Quel che è certo è il suo desiderio di liberarsi di tutto e di voltare pagina.
Carmelo Ficara, Andrea Francesco Giordano, Michele Surace e il figlio Giuseppe: quattro noti imprenditori di Reggio Calabria ma, per gli inquirenti della Dda, soprattutto quattro artefici d’inestricabili collusioni con le ‘ndrine. Se non soggetti «intranei», insomma membri dei clan a tutti gli effetti. Per questo, stamattina è stato loro sequestrato un patrimonio dal controvalore complessivo da 200 milioni di euro. Tra gli sterminati beni oggetto del maxisequestro ci sono 456 (quattrocentocinquantasei) immobili sparsi tra l’area dello Stretto e Milano e conti correnti; l’unica, frequentatissima Sala bingo di Reggio Calabria e 13 auto di lusso; pacchetti azionari di villaggi turistici e numerose imprese edili. A “mettere in freezer” queste enormi ricchezze, un team composto da uomini dei Comandi provinciali di Carabinieri e Guardia di finanza, elementi del Centro operativo di Reggio della Direzione investigativa antimafia e uomini dello Scico (il Servizio centrale Investigazioni criminalità organizzata delle Fiamme gialle), coordinati dal procuratore distrettuale reggino Giovanni Bombardieri, dall’aggiunto Gaetano Paci e dai pm della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria Walter Ignazitto e Stefano Musolino. Il quartetto d’imprenditori farebbe capo a vario titolo alle potenti cosche De Stefano e Tegano, già ‘ndrine alleate negli anni ruggenti e sanguinosi delle due “guerre di mafia” in riva allo Stretto. Già il 9 aprile 2018 l’operazione “Monopoli” aveva acclarato i rapporti scellerati intercorsi tra questi soggetti imprenditoriali – finiti dietro le sbarre per associazione mafiosa, autoriciclaggio, trasferimento fraudolento di valori e altre ipotesi di reato – e tanti capi e capetti del crimine organizzato calabrese: adesso la mega-misura di prevenzione patrimoniale. I loro patrimoni smisurati, “congelati” adesso su richiesta della Procura distrettuale suffragata dal giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Reggio Calabria, furono accumulati «in modo del tutto illecito» grazie a un «sistema di cointeressenze criminali» che indebitamente ponevano le varie aziende colluse, di fatto, in posizione di monopolio (di qui il nome dato al blitz operato lo scorso anno) nei settori di riferimento. Beni immediatamente oggetto di money laundering – in particolare nell’edilizia –, con l’ausilio di numerosi familiari e prestanome, nel tentativo di “ripulire” il denaro sporco per sfuggire alle maglie della Legge. Ma è andata a finire diversamente. Giusto per dare un’idea del livello di cointeressenze malavitose, il complesso “Mary Park” al cui interno trovò poi posto la Sala bingo monopolista a Reggio e numerose villette a schiera vennero realizzati alla fine degli anni Novanta solo grazie all’indispensabile “benedizione” di uno dei “mammasantissima” che contavano di più sull’intero territorio regionale: Giovanni Tegano. Per suggellare quest’ “amicizia”, una delle villette di fresca costruzione fu sùbito assegnata a Giuseppe Tegano, fratello del superboss di Archi. «Al di là del procedimento penale c’è un lavoro rispetto al quale la Procura di Reggio Calabria – ha evidenziato il procuratore distrettuale Bombardieri questa mattina, in conferenza stampa – s’è dotata di un servizio Misure di prevenzione personali e patrimoniali, coordinato da me e dal dottor Paci, che vede insieme colleghi della Direzione distrettuale antimafia e della Procura ordinaria proprio per garantire il contrasto più efficace alla criminalità organizzata anche sotto il profilo strettamente patrimoniale. Del resto è ora di capire che un imprenditore degno di questo nome – è risuonato il monito del procuratore reggino – contiguo a una cosca, che in questo modo le consente di crescere e proliferare, piegandosi a continue richieste di “pizzo” e assunzioni gradite alla ‘ndrina non può ritenere di rimanere indenne dalle conseguenze della sua condotta: è ora di prendere le distanze dai clan, una volta per tutte. La nuova frontiera giudiziaria? Aiutare gli imprenditori ad affrancarsi da questo sporco giogo che spesso li vede vittime, ma purtroppo talvolta anche complici, in qualche modo carnefici allo stesso modo dei propri persecutori». Quanto poi alla creazione della famigerata Sala bingo, ha evidenziato il procuratore aggiunto Gaetano Paci come evidenzi «la capacità d’esercitare una capacità d’interdizione rispetto ad altri imprenditori dello stesso settore, come quello che avrebbe voluto allestire una Sala bingo concorrente: e per riuscirci, le cosche mettono sempre campo il massimo del deterrente, la propria forza intimidatoria».