Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
il Greenhub, col patrocinio del comune di Cava de' Tirreni, si terra una festa natalizia con tombolata di beneficenza, musica dal vivo (si esibiranno "Gli Sbandati" Coop. La Fenice, Deefback, Hydrogen) ed infine un brindisi finale. Il ricavato della serata e di tutte le donazioni ricevute, saranno devolute alla Caritas Diocesana Amalfi - Cava de' Tirreni di Cava de' Tirreni per l'emporio della solidarietà.
Oggi, 20 dicembre 2019 dalle ore 14.30, al Bar dello Sport presso ESSO carburanti di Agropoli in Via Risorgimento, si svolgerà la IV EDIZIONE DELLA MOSTRA DI DISEGNO di Miki Pappacoda. Grazie all’aiuto di Sergio Vessichio e dei titolari della sala, Miki Pappacoda da Amalfi esporrà i propri disegni e, in questa occasione, porgerà gli auguri di Natale con un piccolo buffet e dei piccoli premi per i bambini che parteciperanno portando un loro disegno.
Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli ha portato a termine una serie di controlli fiscali nei confronti di 14 soggetti che avendo posto in essere – nella zona oplontina, vesuviana, stabiese e sorrentina – redditizie attività delittuose di varia natura erano riusciti ad accumulare indebitamente proventi illeciti per quasi 1 milione e 400 mila euro. In particolare, la finalità perseguita dalle Fiamme Gialle del Gruppo di Torre Annunziata, in aderenza alle indicazioni ricevute dal Procuratore Pierpaolo Filippelli, è stata quella di intercettare e misurare l’effettiva capacità contributiva scaturita da determinate condotte penalmente rilevanti, allo scopo di non riservare a queste ultime un trattamento tributario di favore rispetto ai contribuenti onesti. La matrice illecita dei citati profitti sottoposti a tassazione si è rivelata particolarmente eterogenea e ha riguardato: – oltre 200 mila euro di interessi usurari percepiti – anche da personaggi contigui ad ambienti della criminalità organizzata – sfruttando il grave stato di disagio e di degrado economico di talune vittime;– oltre 50 mila euro di contributi comunitari e regionali che, sebbene ottenuti per incentivare – a livello locale – gli investimenti nel settore della pesca e dell’agricoltura, in realtà sono stati fraudolentemente distratti e sviati da queste finalità per essere utilizzati per esclusivi fini privati; – quasi 450 mila euro costituenti il profitto o il prezzo di reati contro la Pubblica Amministrazione (peculato e concussione); – oltre 700 mila euro artatamente sottratti, mediante circonvenzione di incapace, ad un’anziana signora e illecitamente investiti – per meri fini personali, in strumenti finanziari – a seguito dell’avvenuta appropriazione indebita. L’imposta evasa complessivamente recuperata a tassazione dai finanzieri delle Compagnie di Torre Annunziata, Torre del Greco, Casalnuovo, Castellammare di Stabia e della Tenenza di Massa Lubrense è di quasi 500mila euro, che ora dovranno essere versati all’Erario. L’operazione si inserisce nel quadro di una più ampia sinergia operativa tra la Procura della Repubblica di Torre Annunziata e i diversi Reparti del Gruppo della Guardia di Finanza che ad essa fanno riferimento, che ha portato nel 2019 all’esecuzione di sequestri patrimoniali di denaro contante, disponibilità liquide presenti su conti correnti, titoli, beni mobili e immobili e partecipazioni societarie, per un valore complessivo di oltre 15 milioni di euro.
Aveva innescato decine di procedimenti giudiziari contro quella vicina che aveva avviato dei lavori di ristrutturazione e ampliamento della propria abitazione. Un vero e proprio «stalking giudiziario» conclusosi, ora, con il rinvio a giudizio. Si trasforma in processo la paradossale vicenda che vede protagonisti un avvocato ebolitano e una consigliera comunale vittima, a parere della Procura, di una vera e propria condotta persecutoria da parte del legale che, dopo aver avviato contro la donna «plurime e pretestuose azioni legali risultate infondate», arrivò persino ad appiccare un incendio davanti casa della consigliera. A deciderlo, ieri, è stato il gup del tribunale di Salerno Annamaria Zambrano che ha disposto il rinvio a giudizio a carico dell’avvocato accusato di stalking e calunnia. Sarà quindi ora un processo a dover far luce sulla vicenda andata avanti per due lunghissimi anni nel corso dei quali, secondo le accuse formulate dal sostituto procuratore Roberto Penna titolare del fascicolo, la consigliera sarebbe stata presa di mira dal legale la cui abitazione confinava con la sua proprietà. Era il 2015 quando la donna, dopo aver chiesto e ottenuto tutte le autorizzazioni del caso, cominciò i lavori di ristrutturazione della propria abitazione. Immediatamente l’avvocato chiese un sopralluogo alla polizia municipale che, all’esito della verifica, non riscontrò alcuna irregolarità. L’avvocato, però, non si arrese e iniziò a presentare una serie di atti giudiziari nei confronti della vicina di casa denunciandola per abuso edilizio e danneggiamenti richiedendo per ben tre volte l’accesso agli atti e altrettanti interventi presso gli uffici comunali preposti. Poiché le prime azioni legali si risolsero con l’archiviazione non essendo stati ravvisati estremi di reato, l’avvocato continuò a chiedere ispezioni e controlli.
La raccolta differenziata diminuisce»: parola di Luigi de Magistris. Secondo il sindaco di Napoli e della città Metropolitana, si registra un fortissimo calo in tutta la Campania e la separazione dei materiali si è fortemente ridotta, quasi annullata, in alcuni Comuni. E questo, secondo il primo cittadino: «perché non c'è una politica nazionale in merito ai rifiuti». In realtà, a Napoli, quella che cala paurosamente è la raccolta dell'umido che ad agosto è crollata passando dalle 4170 tonnellate del 2018, alle 1238 del 2019 per risalire a settembre a 2620 tonnellate, comunque quasi la metà delle 5020 raccolte nello stesso mese del 2019. Complessivamente, per questa frazione si passa dalle 14728 tonnellate del 2018 alle 7821 del 2019. Un calo tutt'altro che immotivato: a luglio di quest'anno, infatti, gli impianti del Nord hanno letteralmente dimezzato la capacità di smaltimento. E questo per un motivo ben preciso: nella frazione umida sono presenti le plastiche biodegradabili che richiedono il doppio del tempo di maturazione rispetto al resto dei materiali. In sostanza, volendo fare un esempio, se per trasformare in concime una buccia di banana ci vogliono sessanta giorni, per una busta di palstica compostabile ce ne vogliono centoventi. Ma gli agricoltori hanno cominciato a rifiutare i materiali impuri e quindi i gestori dei siti hanno raddoppiato i tempi di lavorazione. Risultato: per il compostaggio ci vogliono più soldi e più tempo. Quindi gli impianti del Nord hanno cominciato a respingere l'umido pieno di rifiuti di altro tipo e molti camion sono tornati indietro. Non solo: i Comuni non ce la fanno più a reggere i costi esorbitanti del conferimento ai privati. Per smaltire una tonnellata di umido, infatti, si possono pagare anche 350 euro, più del doppio di un anno fa. E quindi mentre fino a luglio si mandava al compostaggio anche il materiale impuro oggi quasi tutto quello che proviene dai cassonetti sistemati in strada finisce nell'indifferenziato. Per rimediare non c'è che una via: realizzare impianti di compostaggio in Campania e dotare i tritovagliatori di nuovi meccanismi di selezione, come la Sapna (la società di smaltimento della società metropolitana) ha già proposto di fare. E il sindaco giura: dal 2020 ci impegniamo a risalire. Per ora la situazione resta difficile. Naturalmente, se diminuisce la differenziata, aumenta il materiale tal quale e i cassonetti traboccano, come è successo a Napoli nei giorni scorsi. E come ancora succede. Ancora ieri, nel centro storico e a Chiaia, c'erano cumuli di rifiuti non raccolti, anche perché la presenza di moltissimi turisti ha fatto ancora salire la quantità di spazzatura prodotta in quelle zone. Inconsulta la reazione dei soliti incivili: qualcuno ha dato fuoco alle campane di piazza Vittoria non facendo altro che peggiorare la situazione. Come se non bastasse l'immondizia spesso si va a mischiare con gli ingombranti la cui raccolta è in crisi dopo la chiusura da parte delle forze dell'ordine dell'isola ecologica di Pianura. Ha riaperto, invece, l'ex Icm che fino a quest'estate era un sito di trasferenza e, adesso, è diventata un'area di raccolta degli ingombranti. Ma prima di liberare la città da frigoriferi, mobili e materassi ci vorrà del tempo.
L'ultimo morto ammazzato nel territorio di Acerra risale a dieci mesi fa, quando il 16 febbraio è stato ucciso sotto casa Vincenzo Mariniello, pregiudicato di 46 anni. Una lunga tregua in un territorio storicamente molto difficile che è stata interrotta in pieno clima natalizio, nel tardo pomeriggio di ieri, dall'uccisione di Giuseppe Avventurato. Non si sa se i due omicidi siano collegati. Indaga la polizia di Stato. Quel che è certo è che le modalità e i contesti dei due fatti di sangue si assomigliano molto. Come Mariniello infatti Giuseppe Avventurato è stato ammazzato sotto casa sua, un basso al civico 76 di corso della Resistenza (le abitazioni di entrambi distano appena qualche centinaio di metri tra loro, quella di Mariniello è in via Nenni, a pochi passi). Stesse modalità anche nella mera esecuzione dell'agguato: un colpo alla testa, letale, e altri due colpi al torace. Sia Mariniello che Avventurato erano inoltre della medesima generazione, quasi coetanei: 46 anni il primo, 48 l'uomo appena ucciso. Ed entrambi facevano parte di un pezzo significativo della camorra locale. Mariniello era il fratello del boss Gennaro, ammazzato da un tiratore scelto mentre era sul terrazzo di casa, sempre nel centro di Acerra. Era il 2000. Per raccontare invece altri fatti di sangue della famiglia Avventurato bisogna risalire alla fine degli anni Ottanta, quando cioè nel 1988 furono uccisi il padre di Giuseppe, Domenico e uno zio, il fratello del papà. Una mattanza che all'epoca fu inquadrata nell'ambito della terribile guerra di camorra tra la Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo e la Nuova Famiglia che avrebbe dominato il trentennio successivo, con i casalesi, gli Alfieri, i Fabbrocino. Ma questa è un'altra storia. Gli scenari adesso sono molto diversi anche se le dinastie restano più o meno quelle. Comunque ora di morti ammazzati sulle strade di questa parte del Napoletano ce ne sono per fortuna di meno. Ma i traffici illeciti non cambiano: droga, estorsioni e appalti al primo posto. Quest'anno però le armi ad Acerra hanno tuonato due volte. Prima c'erano stati più di tre anni di vera e propria pax mafiosa, seguita all'omicidio, avvenuto il 19 settembre del 2015, di Adalberto Ignazio Caruso, pregiudicato di 57 anni, cognato di un personaggio considerato di spicco dall'antimafia, Cuono Lombardi. Caruso fu freddato con un colpo alla nuca in piazza San Pietro, vicinissimo al marciapiede dove è stato ucciso Avventurato, sul conto del quale ci sono da registrare tre arresti relativamente recenti. Uno, risalente a quattro anni fa, riguarda una tentata estorsione a una sala giochi. Gli altri due, rispettivamente del 2017 e del 2018, per altrettante violazioni di misure restrittive disposte dalla magistratura. Avventurato nel frattempo doveva essere processato con il fratello Giancarlo per associazione finalizzata al traffico di droga. Un processo che riguarda 23 personaggi della criminalità acerrana. Un'associazione a delinquere che negli ultimi tempi si sarebbe spartita il territorio per spacciare in ogni angolo crack, cocaina hashish e marijuana. Anche a domicilio. Tra gli imputati spiccano i nomi di Gaetano Soriano, Antonio e Vincenzo Di Buono, Antonio e Filomena De Falco, Pasquale Tortora. Tutte famiglie che contano da queste parti.
Maltempo, allerta rossa in Liguria. «Per la prima volta, in così poco tempo, nell'arco di 5 ore, e senza quella zona cuscinetto che solitamente accompagna le perturbazioni, tutta la Liguria entrerà in allerta rossa». Lo sottolinea l'assessore alla Protezione civile della Liguria Giacomo Giampedrone spiegando la caratteristica principale di una perturbazione «molto violenta» in arrivò in regione e che potrà scaricare in pochissimo tempo forti quantità di pioggia. Una perturbazione che, tra l'altro, interessa un territorio che è già stato provato da una situazione di emergenza che si è protratta per lungo tempo e che, in questa situazione potrà portare a una risposta veloce dei corsi d'acqua. «Ci attendiamo anche picchi che potranno arrivare anche a 200 mm in 14 ore - ha spiegato Giampedrone - e se sommiamo questa situazione agli oltre 45 giorni di allerta continuata si capisce perché ci preoccupa. Anche perche questa perturbazione prevede praticamente tutte le tipologie di fenomeni atmosferici». Meteo, in arrivo quattro giorni di maltempo: «Pioggia e neve copiosi». Allerta rossa in Liguria LE PREVISIONI DI TOTI: «MASSIMA PRUDENZA» «Quella che sta per iniziare è un'allerta molto significativa legata ad una perturbazione molto intensa che interesserà la Liguria. Per questo, la nostra raccomandazione è di osservare la massima prudenza». Lo afferma in una nota il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti insieme all'assessore alla Protezione civile Giacomo Giampedrone relativamente alla perturbazione che interesserà il territorio ligure, per il quale è stata emanata l'allerta meteo rossa. «Ci aspettiamo - ha detto Giampedrone - picchi da oltre 200 millimetri in 14 ore: se sommiamo una situazione di questo tipo agli oltre 45 giorni di allerta che abbiamo vissuto da fine ottobre ai primi di dicembre, è chiaro che questa nuova perturbazione ci preoccupa. Ci aspettiamo precipitazioni talmente forti e localizzate da poter determinare impatti al suolo significativi e una risposta dei bacini d'acqua molto repentina. La costa, tra il centro e il ponente della regione, sarà interessata da una mareggiata». Nelle ore di allerta rossa, chiusa tra i caselli di Savona e Altare l'autostrada A6 a partire dalle 8 di questa mattina, nella carreggiata sud come previsto dal protocollo di sicurezza predisposto a seguito della frana che in località Madonna del Monte. «La riapertura - ha concluso Giampedrone - verrà comunicata dopo un'attenta valutazione della situazione, senza nessun automatismo al termine dell'allerta».
C'è anche Roberto Rosso, assessore ai Diritti civili della Regione Piemonte, a lungo parlamentare di Forza Italia, per cui all'inizio degli anni '90 é stato candidato sindaco di Torino, e ora in Fratelli d'Italia, tra le persone arrestate questa mattina dalla Finanza nell'ambito di un'inchiesta sulla 'ndrangheta che ipotizza anche il voto di scambio. Le accuse nei suoi confronti riguarderebbero le ultime elezioni regionali. Dalle prime luci dell'alba, la guardia di finanza di Torino sta eseguendo otto ordinanze di custodia cautelare in carcere, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia torinese, nonché sequestri di beni sul territorio nazionale, nei confronti di soggetti legati alla 'ndrangheta radicati nel territorio di Carmagnola e operanti a Torino. Tra le condotte illecite, oltre all'associazione per delinquere di stampo mafioso e reati fiscali per 16 milioni di euro, è stato contestato anche il reato di scambio elettorale politico-mafioso.
Un ragazzo di appena 18 anni, Leonardo Sacchi, neopatentato, ha perso la vita in un tragico incidente stradale avvenuto la notte scorsa nelle Marche, sulla strada provinciale 128 tra Treia e la frazione Chiesanuova. Leonardo era un apprezzato giocatore di calcio e studente dell'Itis «Divini» di San Severino Marche. Il ragazzo aveva preso la patente da pochissimo: verso mezzanotte stava rientrando con la sua auto verso casa a Chiesanuova quando, per cause in corso di accertamento da parte dei carabinieri di Treia, ha perso il controllo della vettura - in zona c'era nebbia - che è finita fuori strada, schiantandosi contro un albero e ribaltandosi più volte. Un amico, che lo seguiva con altra auto, ha dato l'allarme e sul posto sono intervenuti i mezzi di soccorso e i carabinieri. Il giovane è stato ricoverato prontamente all'ospedale di Macerata ma per i sanitari non c'è stato nulla da fare perché poco dopo il ricovero è deceduto.
Stava preparando la colazione alla sorella quando qualcosa è andato storto e un coltello ha trafitto il collo della piccola. Kayla-Marie Kehaulani Mainaaupo, delle Hawaii, è stata uccisa a 4 anni in quello che sembra essere un incidente domestico per mano del fratello maggiore. Il ragazzo di 14 anni e un suo amico stavano preparando la colazione alla sorellina. I genitori erano fuori per lavoro e lui si stava prendendo cura della piccola. Mentre si muovevano in cucina, qualche cosa è andata storta e la bambina è stata raggiunta da un coltello che l'ha trafitta mortalmente. I ragazzi hanno subito chiesto aiuto, ma quando i paramedici sono giunti sul luogo, hanno trovato la vicina di casa che provava a rianimare la piccola in modo disperato, ma per lei non c'era più nulla da fare. Il ragazzo è stato preso in custodia, ma poi rilasciato. Non ci sono accuse formali su di lui e per la polizia sembra essersi trattato solo di un drammatico incidente. Intanto è stata avviata una raccolta fondi sulla piattaforma GoFundMe per mettere insieme il denaro necessario per pagare le spese del funerale.