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CAMPANIA NEWS Napoli, manifestanti in strada nella prima notte di coprifuoco, scontri davanti alla Regione

24 Ottobre 2020, 07:28am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Monta la protesta a Napoli contro il "coprifuoco" e contro il lockdown annunciato dal presidente della Regione Vincenzo De Luca. A tarda sera scontri davanti alla Regione, tensione tra manifestanti e forze dell'ordine, petardi, cariche della polizia in assetto antiguerriglia, colonne di auto sul lungomare Caracciolo, fumogeni che rendono l'aria irrespirabile. Urla contro la Regione di manifestanti con il volto coperto. Dopo la mezzanotte arriva la dichiarazione del questore Alessandro Giuliano: "Questa sera abbiamo assistito a veri e propri comportamenti criminali verso le forze dell'ordine. Nessuna condizione di disagio, per quanto umanamente comprensibile, può in alcun modo giustificare la violenza." Monta la protesta a Napoli contro il "coprifuoco" e contro il lockdown annunciato dal presidente della Regione Vincenzo De Luca. A tarda sera scontri davanti alla Regione, tensione tra manifestanti e forze dell'ordine, petardi, cariche della polizia in assetto antiguerriglia, colonne di auto sul lungomare Caracciolo, fumogeni che rendono l'aria irrespirabile. Urla contro la Regione di manifestanti con il volto coperto. Coprifuoco, notte di guerriglia a Napoli: proteste contro De Luca Dopo la mezzanotte arriva la dichiarazione del questore Alessandro Giuliano: "Questa sera abbiamo assistito a veri e propri comportamenti criminali verso le forze dell'ordine. Nessuna condizione di disagio, per quanto umanamente comprensibile, può in alcun modo giustificare la violenza." Lockdown, guerriglia in strada a Napoli: cassonetti bruciati, bombe carta e devastazioni Nei vicoli del centro storico intorno all'università Orientale centinaia di persone nell'ultima mezz'ora prima del blocco hanno fermato anche la circolazione pedonale. Il flash mob era stato rilanciato sui social e così da ogni parte del centro di Napoli gruppi di ragazzi e non solo si sono messi in marcia verso largo San Giovanni Maggiore e l'università Orientale. Assaltata un'auto dei vigili urbani da uomini con i volti mascherati. Una diretta su Facebook incita alla ribellione civile contro l'ipotesi di lockdown avanzata dal presidente De Luca. Ci sono due striscioni in cima a un corteo: "tu ci chiudi e tu ci paghi", e poi "contro De Luca". Blocco stradale anche nel quartiere di Chiaiano, nei pressi della stazione della metropolitana. Coprifuoco, assaltata auto dei vigili al centro storico Monta la protesta a Napoli contro il "coprifuoco" e contro il lockdown annunciato dal presidente della Regione Vincenzo De Luca. A tarda sera scontri davanti alla Regione, tensione tra manifestanti e forze dell'ordine, petardi, cariche della polizia in assetto antiguerriglia, colonne di auto sul lungomare Caracciolo, fumogeni che rendono l'aria irrespirabile. Urla contro la Regione di manifestanti con il volto coperto. Coprifuoco, notte di guerriglia a Napoli: proteste contro De Luca Dopo la mezzanotte arriva la dichiarazione del questore Alessandro Giuliano: "Questa sera abbiamo assistito a veri e propri comportamenti criminali verso le forze dell'ordine. Nessuna condizione di disagio, per quanto umanamente comprensibile, può in alcun modo giustificare la violenza." Lockdown, guerriglia in strada a Napoli: cassonetti bruciati, bombe carta e devastazioni undefined 1 di 31 Scene di guerriglia urbana a Napoli dopo l'annuncio di lockdown del presidente della Campania Vincenzo De Luca. Cassonetti bruciati, bombe carta e devastazioni sul lungomare e davanti alla sede della Regione. Foto Ciro De Luca Scene di guerriglia sul lungomare e in via Santa Lucia. I manifestanti hanno rovesciato cassonetti, distrutto transenne ed esploso petardi. Disordini anche nella parte alta di Santa Lucia. I manifestanti "no" lockdown hanno lanciato bottiglie e sampietrini. Le auto in sosta sono state colpite con catene e i cassonetti rovesciati. Diverse le frange dei manifestanti che si stanno muovendo in maniera autonoma. Napoli, protesta contro il coprifuoco: centinaia di persone nei vicoli. C'è anche la maschera di De Luca undefined 1 di 14 Nei vicoli del centro storico intorno all'università Orientale centinaia di persone nell'ultima mezz'ora prima del blocco hanno fermato anche la circolazione pedonale. Il flash mob era stato rilanciato sui social e così da ogni parte del centro di Napoli gruppi di ragazzi e non solo si sono messi in marcia verso largo San Giovanni Maggiore e l'università Orientale. Assaltata un'auto dei vigili urbani da uomini con i volti mascherati. Nei vicoli del centro storico intorno all'università Orientale centinaia di persone nell'ultima mezz'ora prima del blocco hanno fermato anche la circolazione pedonale. Il flash mob era stato rilanciato sui social e così da ogni parte del centro di Napoli gruppi di ragazzi e non solo si sono messi in marcia verso largo San Giovanni Maggiore e l'università Orientale. Assaltata un'auto dei vigili urbani da uomini con i volti mascherati. Una diretta su Facebook incita alla ribellione civile contro l'ipotesi di lockdown avanzata dal presidente De Luca. Ci sono due striscioni in cima a un corteo: "tu ci chiudi e tu ci paghi", e poi "contro De Luca". Blocco stradale anche nel quartiere di Chiaiano, nei pressi della stazione della metropolitana. Proteste contro il lockdown al centro storico di Napoli. Assaltata un'auto dei vigili urbani da uomini con i volti mascherati. Centinaia di cittadini e commercianti hanno attraversato a tarda sera il centro storico di Salerno al grido di "libertà libertà". Il raduno dei commercianti che era nato in piazza Amendola si è trasformato in un vero e proprio corteo. Molti i cittadini che stanno prendendo parte con candele e lumini in mano. La gente urlava insulti contro de Luca e chiedeva lavoro.

LA REPUBBLICA

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Misure drastiche nei prossimi 2 o 3 giorni per evitare in Italia centinaia di decessi al giorno per Covid-19

23 Ottobre 2020, 18:36pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Roma © ANSA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Misure drastiche nei prossimi 2 o 3 giorni per evitare in Italia centinaia di decessi al giorno per Covid-19: è l'appello lanciato da oltre cento scienziati al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. "Come scienziati, ricercatori, professori universitari riteniamo doveroso ed urgente esprimere la nostra più viva preoccupazione in merito alla fase attuale di diffusione della pandemia da Covid-19", scrivono i ricercatori, riferendosi alle stime diffuse dal fisico Giorgio Parisi, secondo le quali il raddoppio nei decessi che si sta osservando ogni settimana potrebbe portare in breve a 400-500 morti al giorno. I ricercatori condividono la proposta di Parisi di "assumere provvedimenti stringenti e drastici nei prossimi due o tre giorni" e "il necessario contemperamento delle esigenze dell'economia e della tutela dei posti di lavoro con quelle del contenimento della diffusione del contagio deve ora lasciar spazio alla pressante esigenza di salvaguardare il diritto alla salute individuale e collettiva sancito nell'art. 32 della Carta costituzionale come inviolabile". Il dilagare della pandemia può danneggiare l'economia Le misure drastiche per evitare l'aumento dei casi e dei decessi per Covid-19 potrebbero essere meno pesanti per l'economia rispetto a quando accadrebbe se la pandemia andasse fuori controllo: lo sostengono nell'appello i 100 scienziati firmatari fra i quali il fisico Enzo Marinari, dell'Università Sapienza di Roma, l'economista Gianfranco Viesti, dell'Università di Bari, il geologo Carlo Doglioni, presidente dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), l'astronoma Alessandra Celletti, vicepresidente dell'Agenzia per la valutazione della ricerca (Anvur). "Prendere misure efficaci adesso serve proprio per salvare l'economia e i posti di lavoro", si legge nell'appello dei ricercatori a Mattarella e a Conte. "La salvaguardia dei posti di lavoro, delle attività imprenditoriali e industriali, esercizi commerciali, e le altre attività verrebbero del resto ad essere anch'esse inevitabilmente pregiudicate all'esito di un dilagare fuori controllo della pandemia che si protraesse per molti mesi". Secondo i ricercatori "più tempo si aspetta, più le misure che si prenderanno dovranno essere dure, durare più a lungo, producendo quindi un impatto economico maggiore. E' per questo che il contagio va fermato ora, con misure adeguate, ed è per questo che chiediamo di intervenire ora in modo adeguato, nel rispetto delle garanzie costituzionali, ma nella piena salvaguardia della salute dei cittadini, che va di pari passo ed è anch'essa necessaria e funzionale al benessere economico". Ecdc, servono misure immediate "L'attuale situazione epidemiologica è fonte di seria preoccupazione per il rischio sempre maggiore di trasmissione del virus, e richiede misure immediate di salute pubblica mirate". Lo scrive il Centro europeo per il Controllo delle Malattie (Ecdc) nell'ultimo aggiornamento del documento di valutazione del rischio Covid appena pubblicato. "L'aumento continuo delle infezioni per tutto il continente è una minaccia grave per la salute pubblica - aggiunge la direttrice del centro Andrea Ammon -, con la maggior parte dei paesi che è in una situazione altamente preoccupante". Anestesisti: crisi in 15 giorni, verso il raddoppio dei ricoveri "Temiamo un raddoppio dei ricoveri in Terapia intensiva entro 15 giorni, se la curva dei contagi manterrà l'attuale andamento e nell'attesa di vedere gli effetti delle misure dell'ultimo dpcm: quello sarà il punto di rottura ed il momento in cui entreremo in crisi perchè la dotazione organica disponibile di anestesisti-rianimatori non sarà sufficiente a fare fronte all'emergenza". Lo sottolinea all'ANSA Alessandro Vergallo, presidente dell'Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani, evidenziando che gli anestesisti ospedalieri "sono già sovraccarichi di turni". Le stime del fisico Giorgio Parisi Sull'andamento dei decessi era intervenuto anche un altro scienziato. Senza misure forti, tra due settimane le morti per Covid-19 potrebbero superare 400, ha detto all'ANSA il fisico Giorgio Parisi, dell'Università Sapienza di Roma. "Negli ultimi 20 giorni il numero dei casi sta raddoppiando ogni settimana - rileva - e da una settimana il numero dei decessi sta seguendo quello dei casi". Il numero delle morti ha cominciato cioè a raddoppiare, con un ritardo di 7 giorni rispetto ai casi positivi. "Quello che sembra certo - prosegue Parisi - è che dal numero dei casi di oggi si può risalire al numero dei decessi fra una settimana. Per esempio, il numero dei casi di ieri corrisponde a circa 200 morti fra una settimana e la settimana successiva potrebbero raddoppiare ulteriormente". Di conseguenza, ha aggiunto, "se le misure adottate qualche giorno fa non avranno effetti sarà difficile evitare che si arrivi a 400-500 morti al giorno". Considerando questa tendenza nella crescita dell'epidemia, discussa da Parisi anche sulla stampa, è prevedibile anche un aumento proporzionale dei ricoveri nelle strutture di terapia intensiva e in questo modo "si rischierebbe il collasso del sistema sanitario". Per questo, secondo il fisico, "bisogna prendere con la massima urgenza provvedimenti per arrestare l'aumento nella diffusione dell'epidemia. Nel caso fossero misure troppo forti, dopo 10 i 15 giorni si potrebbero ridurre". Questo perché "gli effetti di qualsiasi misura sui decessi si vede dopo 15 giorni". Per Parisi è "difficile dire se sia necessario un lockdown debole o forte, ma le decisioni devono essere prese subito" ANSA

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Dal Governo: con 2.300 persone in terapia intensiva scatterà il nuovo lockdown

23 Ottobre 2020, 18:30pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il Governo avrebbe fissato la soglia per il nuovo lockdown ovvero 2300 persone in terapia intensiva. Secondo quanto riportato dal Corriere la chiusura delle attività non essenziali e divieto di spostamento tra le Regioni: sono queste le misure allo studio del governo se le norme già contenute nel Dpcm del 18 ottobre e le ordinanze emanate in queste ore dalle Regioni non fermeranno la salita della curva epidemiologica. Palazzo Chigi al momento esclude la possibilità di un nuovo lockdown anche se all’interno dell’esecutivo una soglia è stata comunque fissata: 2.300 persone in terapia intensiva. È questo il livello di allarme che potrebbe far scattare misure drastiche. Una decisione che ha fatto storcere il naso a molti ma ritenuta necessaria per cercare di tenere sotto controllo la crescita dei contagi da Covid-19. Fondamentale per decidere come e dove intervenire sarà il monitoraggio dell’Istituto superiore di Sanità che arriverà oggi, al massimo domani. Il ministro della Salute Roberto Speranza e quello degli Affari regionali Francesco Boccia trattano con le Regioni, lavorano insieme per rendere le misure omogenee in tutta Italia. Consapevoli che quanto deciso finora, compreso l’uso obbligatorio delle mascherine all’aperto e al chiuso e il coprifuoco dalle 23 o dalle 24 potrebbe non bastare ad evitare il nuovo lockdown.

AMALFI NOTIZIE

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CAMPANIA NEWS Campania verso il lockdown, De Luca: “Chiudiamo tutto per 30/40 giorni. Aperte solo le attività essenziali”

23 Ottobre 2020, 18:25pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

CAMPANIA NEWS Campania verso il lockdown, De Luca: “Chiudiamo tutto per 30/40 giorni. Aperte solo le attività essenziali”

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il Governatore Vincenzo De Luca come ogni venerdì ha parlato della situazione legata l’emergenza Covid-19 in Campania. Il presidente della regione ha annunciato misure molto drastiche per cercare di limitare il numero di contagi. La Campania, quindi, verso il lockdown. “Dobbiamo chiudere per un mese, 40 giorni e poi si vedrà ma senza soluzioni drastiche non possiamo reggere. Non voglio vedere la fila dei camion con le bare. L’unico obiettivo deve essere salvare la vita delle famiglie, tutto il resto ora non conta nulla. La programmazione ci consente ancora di reggere ma con questi numeri non c’è nessun sistema ospedaliero al mondo in grado di reggere l’onda d’urto. Oggi reggiamo grazie al sacrificio di migliaia di medici e personale sanitario ma nel giro di pochi giorni rischiamo di avere le terapie intensive intasate. Dobbiamo chiudere tutto e dobbiamo decidere oggi, non domani. Siamo ad un passo dalla tragedia. Domani lo saremo. Io non voglio trovarmi di fronte qui da noi ai camion militari che portano centinaia di bare di persone decedute“. De Luca ha annunciato che saranno chiuse tutte le attività tranne, ovviamente, quelle essenziali: “Io credo che dobbiamo chiudere tutto tranne le attività industriali, agricole, dell’edilizia, l’agroalimentare, le forniture agroalimentari, le cose che abbiamo già conosciuto a marzo e aprile. Chiudere tutto tranne che le attività essenziali. Credo che dobbiamo bloccare la mobilità tra regioni e tra comuni, tentando di difendere per quanto possibile le attività produttive“.

AMALFINOTIZIE

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CAMPANIA NEWS Campania verso il lockdown, De Luca: “Chiudiamo tutto per 30/40 giorni. Aperte solo le attività essenziali”

23 Ottobre 2020, 18:21pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

 

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il Governatore Vincenzo De Luca come ogni venerdì ha parlato della situazione legata l’emergenza Covid-19 in Campania.

Il presidente della regione ha annunciato misure molto drastiche per cercare di limitare il numero di contagi. La Campania, quindi, verso il lockdown.

 

 

Dobbiamo chiudere per un mese, 40 giorni e poi si vedrà ma senza soluzioni drastiche non possiamo reggere. Non voglio vedere la fila dei camion con le bare. L’unico obiettivo deve essere salvare la vita delle famiglie, tutto il resto ora non conta nulla. La programmazione ci consente ancora di reggere ma con questi numeri non c’è nessun sistema ospedaliero al mondo in grado di reggere l’onda d’urto. Oggi reggiamo grazie al sacrificio di migliaia di medici e personale sanitario ma nel giro di pochi giorni rischiamo di avere le terapie intensive intasate. Dobbiamo chiudere tutto e dobbiamo decidere oggi, non domani. Siamo ad un passo dalla tragedia. Domani lo saremo. Io non voglio trovarmi di fronte qui da noi ai camion militari che portano centinaia di bare di persone decedute“.

De Luca ha annunciato che saranno chiuse tutte le attività tranne, ovviamente, quelle essenziali: “Io credo che dobbiamo chiudere tutto tranne le attività industriali, agricole, dell’edilizia, l’agroalimentare, le forniture agroalimentari, le cose che abbiamo già conosciuto a marzo e aprile. Chiudere tutto tranne che le attività essenziali. Credo che dobbiamo bloccare la mobilità tra regioni e tra comuni, tentando di difendere per quanto possibile le attività produttive“.

AMALFINOTIZIE

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Covid Campania: record di contagi, oltre 2200 nuovi positivi nelle ultime 24 ore. I dati e la mappa

23 Ottobre 2020, 18:11pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Covid Campania: record di contagi, oltre 2200 nuovi positivi nelle ultime 24 ore. I dati e la mappa

DI MIKI PAPPACODA Oggi si contano ben 2.280 nuovi positivi di cui 100 sintomatici e 2.180 asintomatici e sono stati processati 12.001 tamponi. Il totale delle persone positive al virus da inizio epidemia è di 34.305 e sono stati processati in totale 830.767 tamponi. Nel bollettino odierno di contano 12 decessi mentre il totale delle vittime da inizio epidemia è di 563 persone. Infine oggi si contano 194 guariti e il totale dei guariti è di 9.107 persone. Questo il bollettino di oggi: Positivi del giorno: 2.280 di cui: – Sintomatici: 100 – Asintomatici: 2.180 Tamponi del giorno: 15.801 Totale positivi: 34.305 Totale tamponi: 830.767 ​Deceduti: 12 (*) Totale deceduti: 563 Guariti: 194 Totale guariti: 9.107 ​Report posti letto Covid su base regionale: Posti letto di terapia intensiva complessivi: 227​ Posti letto di terapia intensiva occupati: 98​ Posti letto di degenza complessivi: 1.114 Posti letto di degenza occupati: 1.090 ​​ (*) Deceduti tra il 20 e il 22 ottobre

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Che fare se si hanno i sintomi della COVID-19

23 Ottobre 2020, 17:48pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Con il marcato aumento del numero di nuovi positivi al coronavirus in Italia, in molti sono tornati a chiedersi quali siano i sintomi della malattia causata dal virus (COVID-19) e che cosa sia meglio fare per sé e per gli altri, riducendo il rischio di contagiare altre persone.

Sintomi
I sintomi più comuni della COVID-19 comprendono:
• febbre almeno a 37,5 °C;
• tosse secca di recente comparsa e di solito persistente per qualche giorno;
• spossatezza.

Quelli meno comuni comprendono:
• mal di gola;
• naso chiuso o che cola;
• diarrea, soprattutto tra i bambini;
• perdita parziale o totale dell’olfatto e del gusto, che può permanere per diversi giorni;
• mal di testa;
• congiuntivite.

 

Le cose da sapere sul coronavirus

 
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COVID-19 vs influenza
Nella sua fase iniziale, la COVID-19 si presenta spesso con sintomi molto simili a quelli influenzali e di altre infezioni respiratorie. Questo può in alcuni casi complicare la diagnosi della malattia ed è uno dei motivi per cui è sempre bene consultare il proprio medico, nel caso in cui si abbiano sintomi.

Sintomi lievi e gravi
Nella maggior parte dei casi, la COVID-19 si presenta con sintomi lievi e che tendono a risolversi in una decina di giorni. Nei soggetti anziani o deboli, la malattia può portare a sintomi più importanti che possono rendere necessario un ricovero in ospedale. I casi più gravi sono trattati in terapia intensiva, con farmaci per contrastare la replicazione del virus e tenere sotto controllo la risposta immunitaria, che talvolta diventa fuori misura e crea ulteriori danni. I soggetti che non riescono a respirare autonomamente vengono sedati e intubati, in attesa che l’organismo superi l’infezione. Ulteriori complicazioni possono comportare un peggioramento delle condizioni cliniche e nei casi più gravi la morte del paziente.

Asintomatici
Siamo fatti tutti diversamente e reagiamo in modo diverso a un’infezione da coronavirus. In questi mesi di studi e ricerche è emerso che una porzione significativa della popolazione non sviluppa sintomi ed è quindi “asintomatica”. Nel periodo di massima carica virale gli asintomatici possono essere comunque contagiosi, e per questo è importante che chi è stato a contatto con persone che hanno poi scoperto di essere positive mantenga il maggior numero di precauzioni possibili.

Ho febbre, tosse o altri sintomi della COVID-19, che faccio?
Come si dovrebbe fare con altri problemi di salute, nel caso in cui si abbiano febbre o tosse è bene mettersi in contatto con il proprio medico di famiglia che potrà fornire indicazioni e consigli su cosa fare.

Se i sintomi si sono presentati da meno di un giorno, il medico potrà consigliare di rimanere a casa, possibilmente isolandosi dal resto degli eventuali conviventi, e di attendere per verificare l’evoluzione della situazione. Nel caso di sintomi persistenti, il medico di famiglia si attiverà per inviare una notifica all’ASL e disporre un test tramite tampone, per verificare l’eventuale presenza del coronavirus.

Quarantena e isolamento
I due termini sono spesso usati indistintamente, anche se indicano due cose lievemente diverse. L’isolamento riguarda i malati, la quarantena i sani che sono stati a contatto stretto con i malati. Ci sono poi numerose sfumature intermedie che riguardano per esempio i contatti stretti con individui positivi, ma che non hanno sviluppato sintomi. Per questo è importante l’attività di tracciamento dei contatti effettuata dalle autorità sanitarie, per la corretta definizione dei vari casi.

Isolamento
L’isolamento riguarda gli individui che risultano positivi al coronavirus e che quindi devono stare alla larga dagli altri, per prevenire nuovi contagi.

Quarantena
La quarantena riguarda invece gli individui sani esposti a una persona risultata positiva al coronavirus (“contatto stretto”). L’individuo esposto deve fare attenzione soprattutto all’eventuale comparsa di sintomi, che potrebbero indicare di avere subìto un contagio.

 

Tampone positivo
In generale, chi risulta positivo a un tampone deve rimanere in isolamento per un tempo variabile a seconda della propria condizione.

Positivi asintomatici
Restano in isolamento per almeno 10 giorni dal momento in cui gli viene comunicato l’esito del test. Al termine di questo periodo devono sottoporsi a un nuovo tampone: se risulta negativo possono terminare l’isolamento.

Positivi con sintomi
Rimangono in isolamento per almeno 10 giorni dalla comparsa dei sintomi e negli ultimi 3 giorni non devono più averne. Finito questo periodo si sottopongono a un nuovo tampone: se risulta negativo interrompono l’isolamento. È quindi necessario che siano trascorsi almeno 3 giorni senza sintomi (nell’ambito dei 10 di isolamento) per poter effettuare il nuovo tampone.

Prolungata positività
Diversi individui non hanno più sintomi da almeno una settimana, ma continuano a essere positivi al tampone che dovrebbe determinare la fine del loro isolamento. Le nuove regole introdotte a ottobre dal ministero della Salute prevedono che in questo caso si possa terminare l’isolamento se questo è durato almeno 21 giorni dalla comparsa dei sintomi (a patto che negli ultimi 7 giorni non abbia appunto avuto più sintomi).

 

Contatto stretto
Ci sono molte circostanze che portano un individuo a essere definito “contatto stretto”, cioè una persona che ha avuto un’esposizione ad alto rischio con un caso positivo probabile o confermato.

Può essere contatto stretto:
• un convivente di un caso positivo;
• chi è rimasto faccia a faccia con un positivo a meno di 2 metri di distanza, per almeno 15 minuti e senza indossare la mascherina;
• chi è rimasto a lungo in ambienti chiusi con un positivo e senza utilizzare la mascherina;
• chi ha avuto contatto diretto fisico con un positivo, per esempio gli ha stretto la mano o è entrato in contatto con le sue secrezioni, per esempio toccando un fazzoletto per soffiarsi il naso usato.
• chi tra il personale sanitario non utilizza adeguate misure di protezione individuale.

I contatti stretti di solito scoprono di essere tali prima di sviluppare i sintomi, spesso quando ricevono comunicazione da qualcuno che avevano incontrato e che ha poi scoperto di essere positivo. Non è detto che un contatto stretto sia stato contagiato, ma siccome molti individui positivi rimangono asintomatici è ugualmente opportuno assumere qualche precauzione.

Un contatto stretto asintomatico (quindi sano) deve rimanere in quarantena per 14 giorni dal momento in cui ha avuto il proprio ultimo contatto con la persona positiva, se l’incontro era avvenuto nelle 48 ore precedenti a quando quella persona è stata sottoposta al tampone. Al termine delle due settimane non deve fare un tampone, salvo nel frattempo non siano emersi sintomi o gli sia stato richiesto di sottoporsi ai test dalle autorità sanitarie.

In alternativa, per accorciare i tempi della quarantena, il contatto stretto può sottoporsi a un tampone dopo dieci giorni dall’ultimo contatto con il caso positivo: se il test risulta negativo, finisce immediatamente la quarantena; se il tampone dà esito positivo, il contatto stretto diventa ufficialmente un contagiato e deve quindi sottoporsi all’isolamento vero e proprio.

 

Dubbi
Procedure e definizioni dei casi possono variare a seconda di numerose circostanze, e anche in base ai regolamenti delle regioni, che hanno responsabilità su buona parte della gestione dell’assistenza sanitaria. Per questo è importante contattare il proprio medico di famiglia nel caso in cui si abbiano sintomi o dubbi su un’esposizione. È opportuno contattare il proprio medico per telefono, evitando di andare nel suo studio mettendo a rischio altri pazienti.

La maggior parte delle regioni ha inoltre predisposto numeri verdi per ottenere informazioni e indicazioni su come comportarsi (ed è comunque attivo il numero verde nazionale 1500).

  • Abruzzo 800 595 459
  • Basilicata: 800 99 66 88
  • Calabria: 800 76 76 76
  • Campania: 800 90 96 99
  • Emilia-Romagna: 800 033 033
  • Friuli Venezia Giulia: 800 500 300
  • Lazio: 800 11 88 00
  • Lombardia: 800 89 45 45
  • Molise 0874 313000 e 0874 409000
  • Piemonte: 800 19 20 20 attivo 24 ore su 24
    800 333 444 attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 8 alle 20
  • Provincia autonoma di Bolzano: 800 751 751
  • Puglia: 800 713 931
  • Sardegna: 800 311 377 (per info sanitarie) oppure 800 894 530 (protezione civile)
  • Sicilia: 800 45 87 87
  • Toscana: 055 4385850 attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle 13
    800 556060 per informazioni relative ai tamponi
  • Umbria: 800 63 63 63
  • Valle d’Aosta: 800 122 121 attivo dalle ore 9 alle 12 e dalle 13 alle 17
  • Veneto: 800 462 340
  • FONTE https://www.ilpost.it/2020/10/21/sintomi-covid-19-cosa-fare/?fbclid=IwAR2cHk1uovfJ_FICmbWevGVCu8VClLluHpwpdxCaXZrDPvb8WzLC0i9bNIs

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NEWS ITALIA E DAL MONDO La mappa delle chiusure nelle Regioni, Campania vicina al lockdown. Coprifuoco in Piemonte

23 Ottobre 2020, 15:58pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Torino © ANSA

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Si moltiplicano le ordinanze per arginare il contagio.'L'ordinanza di oggi non basta più, dobbiamo decidere oggi, non domani' Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca chiede al Governo un lockdown nazionale e specifica che in ogni caso "la Campania si muoverà in questa direzione a brevissimo". "I dati attuali sul contagio - dice - rendono inefficace ogni tipo di provvedimento parziale. È necessario chiudere tutto, fatte salve le categorie che producono e movimentano beni essenziali (industria, agricoltura, edilizia, agro-alimentare, trasporti). E' indispensabile bloccare la mobilità tra regioni e intercomunale. Non si vede francamente quale efficacia possano avere in questo contesto misure limitate. In ogni caso la Campania si muoverà in questa direzione a brevissimo". Sono 2280 i nuovi positivi in Campania, su 15800 tamponi: numero record, mai raggiunto prima. La rilevazione di ieri era di 1.541 casi. Lo rende noto il governatore della Campania, Vincenzo de Luca, in diretta Facebook. La percentuale dei contagi sui tamponi eseguiti sale dal 12.8 al 14.5 per cento.  
 "Procederemo nella direzione della chiusura di tutto, per i dati dei contagi che abbiamo non basta l'ordinanza che entra in vigore oggi. Dobbiamo chiudere tutto e dobbiamo decidere oggi, non domani. Siamo ad un passo dalla tragedia". Così il governatore della Campania. 

La situazione dei posti letto in Campania, secondo il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, è "pesante". "La programmazione ci consente ancora di reggere - dice su Facebook - ma con questi numeri non c'è nessun sistema ospedaliero al mondo in grado di reggere l'onda d'urto". "Oggi reggiamo grazie al sacrificio di migliaia di medici e personale sanitario ma nel giro di pochi giorni rischiamo di avere le terapie intensive intasate", ha aggiunto. "E' stupido, da irresponsabili dire che le scuole vanno chiuse per ultimi". Così il governatore della Campania. "Di fronte ad un aumento di contagi come quello che abbiamo registrato tra docenti e alunni, l'unica risposta che la ragione può dare è quella di evitare che il contagio si diffonda. La priorità non sono gli ideologismi ma bloccare i contagi. Le decisioni non si prendono in astratto ma sulla base dei numeri", ha aggiunto. Chiama in causa i dati il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, per dimostrare come l'apertura delle scuole, abbia inciso pesantemente sull'aumento dei contagi. E per questo dice: "Con questi dati le scuole non si aprono. Domani si deciderà dopo una valutazione con l'unità di crisi". Tra prima e dopo l'apertura delle scuole, "nella popolazione generale c'è stato un aumento di 3 volte del contagio, nella fascia tra 0 e 18 anni l'aumento è stato di 9 volte". "Siamo passati nella fascia 0-5 anni da 88 positivi prima del 24 settembre a 402 positivi a dopo l'apertura - ha spiegato - nella fascia tra 6 ai 10 anni prima 57 contagi, dopo l'apertura 476 contagi, nella fascia 11-14 anni prima 49 contagi, dopo 479 contagi. Nella fascia 15-18, prima dell'apertura 82 contagi e dopo, 558 contagi. Quale genitore degno di questo nome manderebbe i figli a scuola con queste cifre?". "Nel Governo ci sono persone perbene, con le quali continueremo a collaborare, ma anche tangheri e sciacalli. C'è anche un improbabile ministro sciacallo". Così il governatore della Campania, Vincenzo de Luca, su Fb. "Ringrazio il ministro Speranza che collabora e capisce cosa è la Campania, il ministro dell'Interno, il capo della Polizia che hanno corrisposto alla domanda di invio di forze dell'ordine - ha detto - Ieri ho avuto un colloquio cordiale con il ministro Patuanelli sulla metanizzazione del Cilento". "Mi verrebbe da dire affrontiamo questa situazione da uomini espressione che non si usa più, di sicuro non la userò per un ministro...", ha aggiunto.

Situazione pesante anche in Lombardia. "Purtroppo la linea del contagio è in crescita e ci sono cinquemila positivi in più rispetto a ieri e 350 ricoverati in intensiva e no" lo ha detto il presidente della Lombardia Attilio Fontana aggiungendo che in tutto in terapia intensiva ci sono 170 pazienti ricoverati. "Il virus ha ripreso a circolare in maniera violenta - ha aggiunto - a Milano ci sono circa mille nuovi casi.". "Alcuni sindaci hanno detto che non accettano l'ordinanza limitatamente alla didattica a distanza. Ne ho preso atto e mi assumo personalmente la responsabilità della decisione": così il presidente della Lombardia Attilio Fontana ha spiegato dopo la riunione in video conferenza con Anci e sindaci sulla parte del provvedimento anticovid che prevede le lezioni a distanza per le scuole superiori in regione. 

 Allarme anche in Veneto, 1550 nuovi casi

LA CONFERENZA STAMPA DI DE LUCA

 Dopo il coprifuoco deciso da Campania, Lombardia e Lazio potrebbe arrivare il primo lockdown regionale Covid, quello della Sardegna. Da nord a sud si moltiplicano le ordinanze per arginare il contagio, non solo da parte dei presidenti di Regioni ma anche dai sindaci delle grandi città, ognuno con la propria ricetta. E per le tre regioni che hanno deciso di adottare il coprifuoco il Viminale ha già predisposto un'unica autocertificazione che dovranno esibire i cittadini per gli spostamenti dovuti "a necessità".

   CALABRIA- Il presidente facente funzioni della Regione Calabria Nino Spirlì ha firmato l'ordinanza che sancisce, per 15 giorni, a partire da lunedì e fino al 13 novembre, la sospensione delle attività scolastiche per le scuole medie e superiori, e il "coprifuoco" dalla mezzanotte alle 5 in tutta la regione per la prevenzione e la gestione dell'emergenza epidemiologica da Covid-19. Il provvedimento era atteso da ieri, da quando si è diffusa la notizia di norme più stringenti in materia di prevenzione della pandemia. Nel provvedimento sono contemplate anche misure che riguardano strutture sanitarie e Rsa. 
    LOMBARDIA: Scattato il coprifuoco dalle 23 alle 5 sino al 13 novembre. Chiusi i centri commerciali nei fine settimana. L'ordinanza prevede anche la didattica a distanza per le scuole secondarie superiori.
    CAMPANIA - scattato per l'intero arco della giornata il divieto di spostamento dalla provincia di residenza verso altre province del territorio regionale. Da oggi obbigo di chiusura di tutte le attività commerciali, sociali e ricreative dalle ore 23.00 alle ore 5.00 del giorno successivo.
    LAZIO: da stasera avvio del coprifuoco dalle 24 fino alle 5, mentre da lunedì didattica a distanza per le scuole secondarie superiori e Università. L'ordinanza avrà una durata di 30 giorni. Sempre da venerdì a Roma alcune piazze della movida dalle 21 alle 24 saranno transennate per evitare gli assembramenti: piazza Campo dei Fiori, via del Pigneto, piazza Madonna dei Monti e piazza Trilussa a Trastevere.
    SARDEGNA: verso il lockdown. Entro 24, massimo 48 ore, il presidente della Regione Sardegna Christian Solinas dovrebbe adottare uno "Stop&Go" di 15 giorni per le principali attività, con contestuale chiusura di porti e aeroporti.
    VENETO: Contrario a provvedimenti di stop il Governatore Luca Zaia: "Pensare di fermare i passaggi tra regioni vuol dire fare il lockdown. Meglio la mascherina per i cittadini, anzichè pensare ai confini delle regioni o ai mini-lockdown per mettersi il cuore in pace".
    PIEMONTE: Via libera al coprifuoco notturno anche in Piemonte. La decisione è stata presa nell'incontro del presidente della Regione Alberto Cirio con le istituzioni e le associazioni di categoria. Il coprifuoco, dalle 23 alle 5 del mattino, secondo quanto si apprende, verrà introdotto a partire da lunedì 26 ottobreNei fine settimana chiusi tutti i centri commerciali non alimentari in tutta la Regione. Rimangono aperti solo alimentari e farmacie, i generi di prima necessità. A Torino stretta sulla movida: accesso consentito, dalle 22.30 alle 5, solo a residenti e a chi si reca a far loro visita o nei locali pubblici e solo per il tempo della consumazione al tavolo e a chi fa consegne a domicilio. Chiusura anticipata alle 22.30 per le attività di vendita da asporto, diverse dagli esercizi pubblici. Per Asti è prossimo il coprifuoco.
    LIGURIA: a Genova da ieri sera in alcune zone della città è stata disposta la "chiusura al pubblico" dalle 21 alle 6, fatta salva la possibilità di spostamenti legati alla frequentazione di esercizi commerciali legittimamente aperti e di abitazioni private.
    SICILIA: A Palermo divieto di stazionamento per le persone, dalle 21 e fino alle 5 del giorno successivo esclusivamente nelle giornate di venerdì, sabato e domenica in una vasta area del centro cittadino dove si concentra in particolare la movida.
    EMILIA ROMAGNA: a Rimini è in vigore fino al 13 novembre una ordinanza che vieta la vendita di alcolici dalle 21 alle 5 da parte di minimarket e distributori automatici. Il sindaco di Bologna Virginio Merola oggi ha chiesto ai suoi concittadini: "di restare in casa se non è proprio necessario uscire. Vi chiedo di evitare le feste private, di evitare le feste di laurea, qualsiasi tipo di assembramento".

UMBRIA- A causa dell'aumento dei contagi chiude al pubblico una parte del centro storico di Perugia. Lo prevede un'ordinanza del Comune per le giornate di venerdì 23 e sabato 24 ottobre, con possibilità di reiterazione fino al 13 novembre, dalle 21 alle ore una del giorno successivo. 

VALLE D'AOSTA: da mezzanotte è decaduta la zona rossa per i comuni di Saint-Denis, Verrayes e Chambave, adottate lo scorso 15 ottobre.  ANSA

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Covid: in Emilia-Romagna 888 nuovi casi e dieci morti Stabili i ricoverati in terapia intensiva, quasi 16mila tamponi

23 Ottobre 2020, 15:30pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

 © ANSA

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Sono 888 i nuovi casi di positività al Covid in Emilia-Romagna, scoperti nelle ultime ore 24 ore sulla base di quasi 16mila tamponi. Si contano dieci nuove vittime mentre rimane stabile da due giorni (86) il numero dei ricoverati in terapia intensiva. Dei nuovi positivi 472 sono gli asintomatici individuati nell'ambito delle attività di contact tracing La provincia con più contagi è quella di Bologna (164), a seguire Reggio Emilia (130) e Piacenza (118) I casi attivi, cioè il numero di malati effettivi, a oggi sono 12.514 e sono in aumento i ricoverati negli altri reparti Covid: 657, 21 in più rispetto a ieri. Sei morti sono avvenuti a Modena (tre uomini rispettivamente di 98, 87 e 76 anni e tre donne, di cui due di 81 anni e una di 85 anni), due a Ferrara (entrambe donne di 96 e 87 anni), uno a Piacenza (una donna di 100 anni) e uno a Bologna (un uomo di 90 anni). (ANSA).

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LOMBARDIA NEWS Covid: in Lombardia 4.916 casi e sette morti Sono saliti a 184 i pazienti in terapia intensiva

23 Ottobre 2020, 15:25pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

 © ANSA

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA DIRETTORE MILANO, 23 OTT - Con 36.963 tamponi eseguiti è di 4.916 il numero di nuovi positivi registrati oggi in Lombardia, con una percentuale del 13,2%. Sono sette i deceduti, il che porta il totale dei morti dall'inizio dell'epidemia di Coronavirus a 17.159. Per quanto riguarda i ricoveri sono saliti a 184 quelli in terapia intensiva (+28) e hanno superato i duemila quelli negli altri reparti, sono esattamente 2.013 con una crescita di 318. (ANSA). Sono 2.399 i nuovi positivi registrati a Milano, di cui 1.126 in città. Sono 752 a Monza, 301 a Varese, 237 a Brescia, 231 a Pavia, 206 a Como, 131 a Lecco, 122 a Bergamo, 108 a Lodi, 102 a Cremona, 87 a Mantova e 44 a Sondrio. (ANSA) -

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