Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE Il "Pibe de oro", considerato da molti il più grande calciatore della storia, è morto all'età di 60 anni per un'insufficienza cardiaca grave, secondo i risultati dell'autopsia Dopo una vita sotto i riflettori, esequie private per Diego Armando Maradona in Argentina. Ma prima una fila interminabile a Buenos Aires per salutarlo, un ultimo incredibile abbraccio per la leggenda del calcio internazionale. C'è stata una cerimonia privata per il campione argentino Diego Armando Maradona che ha raggiunto la sua ultima casa: una tomba nel cimitero di Jardin de Bella Vista, a Buenos Aires. Esequie dimesse per l'asso del Napoli per il vincitore di un mondiale di calcio nel 1986, che è stato salutato ieri da una folla infinita nella capitale argentina. Ci sono stati anche momenti di tensione e la polizia ha usato anche gas lacrimogeni e proiettili di gomma per disperdere alcuni gruppi di tifosi. Sul feretro di Maradona, collocato nel palazzo presidenziale della Casa rosada, è apparsa anche una maglietta del Napoli, assieme alla bandiera argentina e a quella del Boca Juniors, la squadra di Buenos Aires in cui l'asso argentino ebbe i suoi primi successi. MARADONA è stato sepolto vicino ai suoi genitori nel cimitero 'Jardin de Bella Vista' a Buenos Aires. Il feretro della leggenda del calcio è stato trasportato dalla Casa Rosada, il palazzo del governo dove era stata allestita la camera ardente, al cimitero, dove si è tenuta una cerimonia alla quale hanno partecipato solo i parenti e gli amici stretti del campione argentino.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA GALBIATE. Un piano urbanistico a misura di disabili, scritto a più mani proprio con chi convive quotidianamente con l'handicap:. Si è insediato in Comune a Galbiate il gruppo di lavoro che «affiancherà - annuncia il sindaco, Giovanni Montanelli - gli urbanisti incaricati di elaborare la prossima variante al piano di governo di territorio; a quanto risulta, questa è una modalità finora unica in Italia: il nostro prossimo piano urbanistico entrerà in vigore con un allegato specifico, cioè il piano d'eliminazione delle barriere architettoniche "PEBA" e sarà studiato col contributo diretto di persone che la vita ha reso esperte. Si tratta di Silvano Stefanoni, sindaco di Lierna e presidente provinciale della "Fand", la federazione tra le associazioni per le disabilità; di Angelo Colombo, di Bulciago, presidente dell'associazione nazionale "Amici della paraplegia"; dei tecnici Michele Corti e Luca Riva, specializzati in barriere architettoniche; di Luca Tocchetti, ipovedente, referente per la "Aila", associazione nazionale di lotta agli abusi»: con quest'ultimo, Montanelli aveva intrapreso qualche tempo fa un tour soprattutto di Sala al Barro, dove l'uomo risiede, individuando insidie come avvallamenti nei marciapiedi, o radici degli alberi che né il bastone, né il cane rilevano. «L'idea, ora - per Montanelli - è di affrontare in modo globale la tematica dell'handicap, nella convinzione che un paese vivibile per chi ha una disabilità lo sia maggiormente per tutti: quindi, abbattere le barriere non è un costo in più, bensì un investimento migliore». Il consigliere Franco Limonta aggiunge: «Uno studio dimostra che il 95% degli utenti della metropolitana utilizzano gli scivoli, anziché le scale: ciò per dire che i percorsi agevolati sono spesso più comodi per chiunque». Il "PEBA" allegato al piano di governo di Galbiate riassumerà e prescriverà adempimenti già in diversi casi previsti dalle leggi, talvolta disattese, e imporrà l'obbligo della maggiore accessibilità anche agli edifici privati: «Occorre superare la logica che "tanto i disabili sono pochi": tutti possiamo essere tutti disabili. (P.Zuc.) FONTE LA PROVINCIA DI LECCO
INSERITO DA ANGELA CECERE Per uccidere la sua ex è andato fino a Lisbona, dove lei si era trasferita e aveva sposato un portoghese. Roberto Arcari, 64 anni, residente a Cingia de' Botti, in provincia di Cremona, è stato trovato morto mercoledì mattina in un camper alla periferia di Peniche, a nord della città portoghese: accanto a lui il corpo senza vita di Nadiya Ferrao, operaia di origini ucraine. Arcari, ex operatore socio assistenziale da qualche tempo all'estero proprio tra Spagna e Portogallo, era andato nel Paese lusitano per chiedere un ultimo incontro alla sua ex compagna: l'ha uccisa con un colpo di pistola alla testa, per poi rivolgere l'arma contro se stesso e suicidarsi. Per gli inquirenti si tratta dunque di omicidio-suicidio. In attesa dell'autopsia si ipotizza che l'uomo volesse riconquistare la sua ex fidanzata e che dopo averla incontrata, presumibilmente al culmine di un litigio, l'abbia ammazzata per poi uccidersi. La pistola, sequestrata, è stata ritrovata sul pavimento del camper.
DI MIKI PAPPACODA Aumentano i guariti , Cetara e Positano in discesa, come pure Maiori, ad Atrani ben due guariti su 5 contagiati . Scala un solo contagiato per coronavirus Covid-19, ed è l’unico contagiato della Costa d’ Amalfi.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Per supportare le attività del Distretto Sanitario 63, in particolare dei medici dell’Usca (Unità Speciale di Continuità Assistenziale), l’Amministrazione Servalli si è attivata con gli Assessori Armando Lamberti (Tutela della Salute), Annetta Altobello (Servizi Sociali) e Antonella Garofalo (Polizia Locale), per risolvere le criticità relative all’esecuzione dei tamponi in modalità “drive in”, presso l’area parcheggio di viale Gramsci e per quelli domiciliari.
A seguito della riunione del Tavolo di lavoro permanente sull’emergenza sanitaria, durante la quale sono emerse una serie di disfunzioni, questa mattina, mercoledì 25 novembre, è stato posizionato un container ufficio, donato dalla ditta Ciro Lodato, per una migliore operatività delle attività dell’Usca che opera al Piazzale Gramsci e che sarà dotato anche di una copertura esterna per l’effettuazione dei tamponi, mentre la Croce Rossa Italiana di Cava de’ Tirreni ha messo a disposizione una autoambulanza per potenziare le visite e l’esecuzione dei tamponi a domicilio.
“Nell’ambito della collaborazione con il Distretto sanitario territoriale – afferma l’Assessore alle Politiche per la tutela della salute, Armando Lamberti – ci siamo attivati per affrontare le problematiche emerse nell’effettuazione dei tamponi da parte del personale dell’Asl. Ringraziamo, come Amministrazione, la disponibilità della ditta Lodato e della Croce Rossa Italiana di Cava de’ Tirreni che in questo particolare momento hanno dimostrato una grande sensibilità e generosità nel mettersi al servizio della collettività”.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA È la new entry del ricco catalogo di specialità natalizie proposte da Sal De Riso, si tratta del Panettone al Caffè Napoletano.
Quella presentata per la festività 2020 è la versione numero 16 dei panettoni firmati dal vulcanico maestro pasticcere di Minori e si pone accanto, tra gli altri, al grande classico (e pluripremiato) Il Milanese, farcito con bucce di arancia candita, uvetta sultanina australiana e cedro Diamante; agli intramontabili Panettone al Limoncello e al Mandorlato e, ancora, alle reinterpretazioni in chiave natalizie di alcune affermatissime specialità di De Riso, come il Panettone Anna Ricotta e Pere e il CremDerì.
Nel Panettone al Caffè Napoletano troviamo la consueta lievitazione condotta ad arte, con una farcitura di crema al caffè, arricchita con un liquore prodotto utilizzando sette spezie diverse, tra cui cannella, finocchietto, sandalo e cardamomo e una rifinitura con glassa e gocce di cioccolato fondente.
Tutti i panettoni firmati Sal De Riso sono presenti sullo shop online dove è possibile acquistarli anche in eleganti coffret natalizi.
Naturalmente, le proposte artigianali di De Riso sono sempre disponibili in tutti i suoi punti vendita: prima fra tutte, la pasticceria Sal De Riso sul lungomare di Minori (089877941); la pasticceria Dolci Del Sole in via di S. Costanza 29/31 a Roma e il nuovissimo monomarca a Milano, nel bar Motta Milano 1928, nella centralissima Piazza del Duomo (con ingresso anche dalla Galleria Vittorio Emanuele II).
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il sindaco di Conca dei Marini, Gaetano Frate, ha pubblicato l’ordinanza comunale numero 26 del 25 novembre 2020 in cui allenta, a partire dal 28 novembre, le restrizioni covid sul territorio.
Nello specifico il primo cittadino di Conca revoca il secondo punto della precedente ordinanza che prevedeva “la sospensione di ogni attività da parte dei pubblici esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, bar e ristoranti, alle ore 18.00 per tutti i giorni della settimana”.
A partire dal 28 novembre sarà consentito, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie di confezionamento e di trasporto, l’apertura di bar e ristoranti fino alle ore 22.00 di tutti i giorni della settimana per la sola attività di consegna a domicilio e di asporto con divieto di consumazione sul posto e nelle adiacenze dell’esercizio di vendita.
Frate revoca poi il quarto punto dell’ordinanza precedente che prevedeva “la temporanea chiusura delle chiese del territorio comunale, salva la celebrazione di cerimonie funebri da tenersi in forma strettamente privata limitatamente ai parenti stretti” e consente la ripresa delle celebrazioni con il popolo nella stretta osservanza del vigente Protocollo con la Conferenza Episcopale Italiana.
Infine il sindaco di Conca revoca il punto sesto dell’ordinanza n. 17/2000 che prevedeva “la chiusura al pubblico del Cimitero Comunale” e consente l’accesso al pubblico Cimitero Comunale secondo i giorni e gli orari ordinariamente stabiliti.
INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Massimo Cannoletta da tre settimane è campione all'Eredità. Leccese, inanella record su record: arrivato nove volte fino alla ghigliottina, ha vinto 130mila euro. Ma chi è Massimo Cannoletta? In passato ha lavorato come direttore di crociera per una nota azienda, oggi invece fa il divulgatore in ambito storico e artistico. Il profilo Massimo è nato a Lecce, ha 46 anni ed è laureato in Scienze politiche. Da diversi anni fa il conferenziere e divulgatore in campo storico-artistico, lavoro che lo tiene lontano dalla Puglia e dall'Italia per la maggior parte del tempo. Ha compiuto due volte il giro del mondo a bordo di una nave da crociera con il compito di illustrare ai passeggeri i luoghi che avrebbero visitato. Parla inglese, spagnolo, francese, tedesco e prossimamente vorrebbe imparare la LIS, la lingua dei segni. Si definisce un accumulatore seriale di libri e riviste di storia. La sua passione per la divulgazione culturale, l'ha portato a realizzare una serie di podcast divulgativi dal titolo »Massimo 20«, con chiaro riferimento alla durata del contenuto che non supera appunto i 20 minuti. Il percorso su Rai1 Nella puntata de L'Eredità andata in onda ieri, lunedì 23 novembre, su Rai1, il nuovo campione Massimo Cannoletta ha dimostrato le sue qualità dando tutte le risposte giuste alle nove domande del Triello, il duello a tre. Un'impresa finora mai riuscita quest'anno, che conferma la bravura del concorrente pugliese. Cannoletta è, infatti, presente nel programma già da 21 puntate, e ha giocato per ben 14 volte alla Ghigliottina, vincendo in due occasioni. Per le qualità dimostrate sembra avviato a imporsi come uno dei campioni più forti e più longevi nella storia de L'Eredità. Massimo Cannoletta ha fatto la sua prima apparizione in questa stagione del game show di Rai1 prodotto da Banijay Italia e condotto da Flavio Insinna lo scorso 3 novembre. Per Cannoletta questa non è la prima esperienza a L'Eredità, vi aveva già partecipato, senza fortuna, nel 2005. Non sapendo ancora quando tornerà a lavorare, a causa della pandemia da Covid-19, ha voluto riprovare, e a proposito di questa nuova avventura ha affermato: »L'Eredità è capitata proprio nel momento giusto«.
Sono un po' assente perchè un signore molto loquace e di una rara nobiltà d'animo mi tiene impegnato tartassandomi di domande... @insinnaflavio Ma in attesa che dopo questi giorni grigi appaia finalmente l'arcobaleno, vi regalo quelli creati con i fili da Gabriel Dawe.
INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Vittima del Covid e di un furto in casa per mano di ladri che, appreso della sua scomparsa, sono entrati all'interno della sua abitazione e l'hanno svaligiata. Succede a Ferentino, Comune in provincia di Frosinone. A riportare la triste notizia La Repubblica. Alessandro Ludovici era ricoverato da giorni all'ospedale Spaziani nel capoluogo ciociaro, dopo essere risultato positivo al coronavirus e averne manifestato i sintomi. Le sue condizioni di salute sono purtroppo precipitate ed è deceduto domenica scorsa 22 novembre, all'età di novant'anni. L'uomo era molto conosciuto in zona e la comunità si è stretta intorno al dolore della famiglia per la perdita subita. Ma durante i funerali, che sono stati celebrati a partire dalle ore 15.30 del giorno seguente alla Cattedrale dei Santissimi Giovanni e Paolo, approfittando dell'assenza dei parenti, i ladri sono entrati furtivamente all'interno della sua abitazione. Hanno cercato dappertutto, rovistando nei cassetti e portandosi via alcuni oggetti di valore che per i famigliari avevano un significato affettivo e che gli ricorvano il proprio caro. Un'amara sorpresa una volta che, terminate le esequie e detto addio al proprio caro, i parenti sono entrati all'interno dell'abitazione. Sul caso indagano le forze dell'ordine Appresa la notizia, che si è rapidamente diffusa a Ferentino, l'accaduto ha suscitato l'indignazione dei cittadini, per un gesto vigliacco e senza pietà compiuto nei confronti di un defuto e una violenza nei confronti dei famigliari già profondamente scossi dalla perdita del proprio caro, invasi nella propria sfera privata e che si sono visti portar via ricordi del nonno ai quali erano particolarmente legati. Sul caso dopo la denuncia dei famigliari indagano le forze dell'ordine, che hanno svolto gli accertamenti di rito all'interno dell'abitazione, ascoltato alcune persone e cercheranno di risalire ai responsabili. ALESSIA RABBAI https://www.fanpage.it/
Nell’immagine: la lettera acquisita dalla Biblioteca Nazionale di Napoli.
INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Una lettera autografa di Giacomo Leopardi (Recanati, 1798 - Napoli, 1837), scritta all’amico e letterato Carlo Emanuele Muzzarelli, entra a far parte del fondo Leopardiano della Biblioteca Nazionale di Napoli. La lettera fu inviata da Bologna, dove Leopardi arrivò il 29 settembre 1825 per restarvi fino al 3 novembre 1826. Nella città emiliana Leopardi prese alloggio a pensione presso la famiglia del tenore Aliprandi, in una casa contigua al teatro del Corso. La Lettera autografa, firmata in quarta pagina, di 240 x 188 mm, è indirizzata da Bologna al conte Carlo Emanuele Muzzarelli a Roma, e reca la data del 18 dicembre 1825. La lettera, con un piccolo strappo al margine bianco superiore, presenta il timbro postale “BOLOGNA”, con data di arrivo 22 dicembre e vi si distinguono chiaramente tracce del bollo a cera, brunito. È stata acquistata lo scorso 18 novembre all’asta di Finarte Libri, autografi e stampe per la somma di 7.997 euro. Il conte Carlo Emanuele Muzzarelli, laureato in giurisprudenza e revisore dei conti presso il tribunale della Sacra Rota, è stato una figura di riferimento nel panorama culturale romano, con una costante attività letteraria e culturale; pubblicò versi e soprattutto fece parte di numerose e prestigiose accademie, tra cui l’Arcadia (con il nome Dalindo Efesio), la Tiberina, la Latina (di cui era anche presidente), l’Accademia dei Lincei, l’Accademia di San Luca e la Pontificia Accademia di Archeologia. Era in corrispondenza con Leopardi, in onore del quale compose l’ode al conte Giacomo Leopardi pubblicata su Notizie teatrali bibliografiche e urbane o Il Caffè di Petronio. “La Biblioteca nonostante la chiusura forzata dovuta alle disposizioni governative di contenimento della pandemia da Covid”, dichiara il direttore Gabriele Capone, “non ha interrotto la sua costante ed intensa azione di tutela della memoria del grande poeta e la costante attività divalorizzazione del fondo con la ricerca di altre testimonianze leopardiane nelle mani di privati. A Napoli è conservata la quasi totalità del corpus delle opere letterarie, filosofiche e saggistiche leopardiane, ed anche oltre l’80% delle corrispondenze inviate da parenti ed amici allo stesso Leopardi. L’impegno della Biblioteca, pertanto, è da tempo rivolto ad incrementare il nucleo di lettere scritte dallo stesso Leopardi a letterati ed amici per svelarne quegli aspetti artistici , poetici e personali legati anche a specifiche tappe di luoghi e momenti storici”. “Si tratta di un documento autografo di particolare interesse bibliografico e storico”, spiega il direttore Capone, “di cui si trovano riferimenti in letteratura; più volte citato negli epistolari e repertori, si rivela utile ad una maggiore comprensione della personalità del poeta. La lettera ci presenta un comportamento di Giacomo Leopardi diverso dall’abituale, sempre schivo e riservato; nella missiva, infatti, il poeta, testimonia l’apprezzamento per i versi scritti in suo onore dal conte Muzzarelli, accogliendo compiaciuto di farli pubblicare”. La missiva firmata da Giacomo Leopardi, infatti, riporta: “... Approfittando della licenza che mi avete concesso, ho fatto stampare qui le vostre belle quartine in un foglio periodico di cui vi mando una copia. Se desidera qualche altra copia, vedrei di poterti servire... ”. L’ode composta in onore di Giacomo Leopardi sarà pubblicata, infatti, su Notizie teatrali bibliografiche e urbane o Il Caffè di Petronio, del 24 novembre, 1825, n°51, p. 203, nei versi il conte Carlo Emanuele Muzzarelli celebra Leopardi per le sue prime Canzoni e soprattutto per quella All’Italia, versi che in quel momento a Bologna infiammavano tutti i liberali. “O tu, che la tua patria in suono ardito / Togliesti all’ozio indegno, / Di un’anima non vile odi l’invito, / Di Te, di Ausonia degno”: così scrive Muzzarelli, ammirato per il sincero entusiasmo patriottico di Leopardi e per la sua aspirazione al Risorgimento dell’Italia.