Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il 19 e il 21 gennaio, nelle ore notturne, mancherà la corrente elettrica in numerose zone di Anacapri. Ecco l’avviso diffuso dalla Sippic. CAPRINEWS
INSERITO DA MIKI PAPPACODA C’è da dire che l’attività investigativa non si è fermata nei meandri della politica procidana e nei rapporti che intercorrono tra l’imprenditoria e chi ha un ruolo di governo. Di questo c’è da stare sicuri, conoscendo la determinazione e la pervicacia del sostituto procuratore della Repubblica di Napoli John Henry Woodcock, che dopo diversi anni in forza alla Direzione distrettuale antimafia è ritornato al suo vecchio “amore”, la sezione reati commessi contro la Pubblica Amministrazione. Nelle indagini condotte da questo magistrato i telefoni sono sempre caldi e come avviene di solito, nell’ascoltare le conversazioni che avvengono tra coloro che sono costantemente monitorati, si vengono a conoscere altre storie, altri rapporti. Indagini che vengono definite come gustare una ciliegia dopo l’altra e chi è amante di questo gustoso frutto non riesce a fermarsi tanto facilmente.
E’ ciò che si sussurra in ambienti investigativi, dato che nella fase delle indagini preliminari non tutto ciò che è acquisito durante il susseguirsi degli accertamenti viene reso in qualche modo pubblico e consegnato all’attenzione della difesa, che sempre ricorre al tribunale del riesame per revocare la misura adottata nei confronti del proprio assistito. Una parte di queste indagini rimangono sistematicamente coperte da segreto per escludere che ciò che si sta approfondendo possa essere svelato e perdere l’effetto sorpresa. E’ naturale che chi è a conoscenza di un’indagine nei suoi confronti o quantomeno di personaggi collegati, mette in atto una serie di contromisure o informa l’amico, il parente o conoscente e come d’incanto i telefoni diventano muti, sigillati, tutti si chiudono la bocca preferendo in questi casi scambiarsi informazioni di persona per non essere intercettati. E’ di moda oggi anche una precauzione più sofisticata, dopo che il legislatore ha approvato la legge secondo la quale la magistratura può infilare il trojan anche per i reati contro la Pubblica Amministrazione. Per colpire in modo duro le corruzioni, le concussioni, tutto ciò che è un mercimonio in danno della collettività con un giro vorticoso di denaro per conseguire appalti, per “premiare” il politico di turno che si mostra compiacente e sensibile.
LE DIMISSIONI DA ASSESSORE
L’ipotesi che viene contestata all’ex assessore Antonio Carannante e alla sua assistita, proprietaria di un immobile, Rita Giuditta Giaquinto, è di tentata estorsione. Un reato non collegabile a quelli che rientrano nell’ambito della Pubblica Amministrazione. Anche se vi è una coda di questa vicenda che rimarca un interessamento del pubblico amministratore presso gli uffici comunali per sollecitare eventuali interventi su alcune opere edilizie. Di questo si discuterà all’udienza che verrà fissata quanto prima dinanzi al tribunale del riesame, a cui è ricorso l’avv. Luigi Tuccillo, che ha rappresentato l’assessore anche durante l’interrogatorio di garanzia. In quella stessa sede, infatti, dopo aver risposto puntualmente e controbattuto alle accuse, il Carannante ha depositato nelle mani del giudice per le indagini preliminari Roberto D’Auria copia della lettera di dimissioni dalla carica in Giunta. Una scelta per spiegare che in questa fase non è affatto positivo per l’Amministrazione ritrovarsi un suo membro in una situazione di impossibilità a poter svolgere le sue funzioni e in qualche modo a rallentare il lavoro del governo procidano. Ma serve anche per affievolire di molto le esigenze cautelari, in modo da sperare nell’ottenere la revoca degli arresti domiciliari, tornare libero o quantomeno ricevere una limitazione meno afflittiva. Tant’è vero che il gip dovrà pronunciarsi sull’istanza che è stata formalizzata a conclusione dell’interrogatorio e con il deposito dell’istanza scritta in cancelleria. In attesa del parere del pubblico ministero Woodcock, che molto probabilmente non sarà certamente favorevole. Tutto resta comunque nelle mani del giudice, che potrebbe, alla luce delle dimissioni da assessore, modificare lo stato detentivo con un ritorno in libertà.
Ma come abbiamo detto all’inizio di questo servizio, l’attività investigativa comunque è discreta, attenta nel valutare eventuali altre ipotesi. Non è da scartare che anche in questa situazione procidana possa essere stato utilizzato il trojan e chissà in quale telefonino è stato infilato alla chetichella. Sarà il tempo a spiegarci le modalità e personaggi che possono essere finiti al vaglio scrupoloso della magistratura. Paolo Mosè | IL DISPARI
INSERITO DA ANGELA CECERE Oggi tornano in classe 650mila studenti delle superiori ma, per questo rientro tanto atteso e organizzato da mesi, si sperava di trovare una situazione migliore. Almeno più semplice da gestire. E invece si riparte nel caos. CALENDARIO FUORI CONTROLLO Il calendario del ritorno in classe, fissato dal ministero dell'istruzione prima per il 7 gennaio e poi posticipato all'11, ora è in mano alle decisioni delle singole Regioni che procedono in ordine sparso: una settimana fa sono infatti rientrati in presenza solo gli studenti della Toscana, del Trentino, della Valle d’Aosta e dell'Abruzzo. Oggi è la volta di Lazio, Piemonte, Emilia Romagna e Molise, il 25 gennaio toccherà a Liguria, Umbria, Campania e Puglia mentre dovranno aspettare febbraio gli alunni della Basilicata, della Calabria, del Friuli Venezia Giulia, delle Marche, della Sardegna e del Veneto. Restano a distanza, inoltre, le classi superiori delle zone rosse: Lombardia e Sicilia. SCIOPERI IN VISTA Oggi quindi in 4 regioni si dovrebbe far lezione, ma il condizionale è d'obbligo: negli ultimi giorni, infatti, un tam tam social ha raggiunto molti istituti superiori di Roma per organizzare proteste con flash mob davanti alle scuole, in Campidoglio e al ministero dell'istruzione. C'è chi diserterà le lezioni in presenza e chi spegnerà anche il computer per boicottare la didattica online. A Milano, zona rossa, le proteste vanno avanti con scuole sotto assedio per tentativi di occupazioni e lezioni all'aperto. CLASSI ANTI-COVID Le proteste nascono dalle nuova organizzazione scolastica: gli istituti superiori, compresi quelli in zona arancione, devono accogliere dal 50 al 75% degli studenti, possono far lezione anche il sabato e devono prevedere due orari di ingresso: uno alle 8 e uno alle 10, per non mandare in tilt il trasporto pubblico che, sempre per la normativa anti-Covid, viaggia al 50%. LEZIONI “LIGHT” E DISAGI Entrare in classe alle 10 significa uscire da scuola alle 16: troppo in là nel pomeriggio per lasciare agli alunni il tempo di studiare. Inoltre ogni giorno i ragazzi pranzeranno al banco con un panino. Per limitare i disagi, le lezioni possono essere ridotte a 45-50 minuti: così su 6 lezione giornaliere si tagliano 60 minuti. Ma si tratta comunque di un tempo scuola che dovrà essere recuperato, anche online. ALLARME CTS I dubbi sulla ripartenza ci sono, tanto che ieri mattina il ministero della salute ha convocato un incontro urgente con gli esperti del Cts per avere il via libera definitivo, mettendo quindi in conto che potesse saltare tutto a poche ore dalla campanella.
INSERITO DA MORENA MOTTA MILANO, 18 GEN - Blitz notturno del Comitato in Difesa della Scuola che ha bloccato gli ingressi dell'Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia con catene e lucchetti, riempiendo l'ingresso degli uffici milanesi con cartelli con scritto "Chiuso per incompetenza".
"Vi chiudiamo fuori come voi avete chiuso fuori noi" scrivono i ragazzi del comitato, spiegando che "Dopo 8 mesi di immobilismo siamo ancora costretti a chiedervi più spazi, più trasporti, più assunzioni, più sicurezza, più soldi.
Le stesse rivendicazioni portate da Maggio. È arrivato il momento, e le occupazioni degli ultimi giorni lo dimostrano, che i giovani si riprendano i loro diritti, il loro presente e il loro futuro".
"L'azione di questa notte, promossa dal Comitato in Difesa della Scuola, vuole essere - si legge nella nota degli studenti - un chiaro atto di attacco e denuncia a una classe politica divisa e senza prospettiva sociale. Saremo noi a occuparci della scuola. Restate a casa voi che molteplici volte vi siete dimostrati incapaci, lasciate spazio e possibilità di fare a persone il cui sguardo è volto verso il futuro. Il futuro di noi studenti". (ANSA).
INSERITO DA MORENA MOTTA MILANO, Con 25.051 tamponi effettuati (di cui 21.077 molecolari e 3.974 antigenici), sono 1.603 i nuovi positivi in Lombardia con il tasso di positività in leggera crescita al 6,3% (ieri 6%). Diminuiscono i ricoverati sia nelle terapie intensive (-2, 452 in totale) che negli altri reparti (-54, 3.610 in totale). I decessi sono 65 per un totale complessivo di 26.237 morti in regione dall'inizio della pandemia. I guariti/dimessi sono 3.394. Per quanto riguarda le province, ci sono 440 nuovi casi nella Città metropolitana di Milano di cui 167 a Milano città, 335 a Brescia, 147 a Como, 124 a Mantova, 117 a Monza e Brianza e 101 a Pavia. (ANSA).
INSERITO DA MIKI PAPPACODA La Toscana avrà un taglio del 36% rispetto alle 29.250 dosi previste, nella distribuzione dei vaccini Pfizer-BioNTech per la prossima settimana. Saranno dunque 10.530 le dosi in meno. E' quanto emerge dalla ripartizione delle dosi (considerate ormai su 6 per ogni fiala e non più 5) resa nota dall'ufficio del Commissario straordinario Domenico Arcuri. Abruzzo, Basilicata, Marche, Molise, Umbria e Valle d'Aosta sono le uniche regioni che non avranno tagli nella distribuzione. L'Emilia Romagna, Lombardia e Veneto con circa 25mila dosi sono le regioni più penalizzate, poi il Lazio con 12mila e la Puglia con 11.700. Dalla prossima settimana, complessicamente, a fronte delle 562.770 dosi previste, ne verranno consegnate 397.800 (-29%). ANSA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Sono 35.774 i casi di positività al Covid-19 complessivamente accertati in Sardegna dall'inizio dell'emergenza. Nell'ultimo aggiornamento dell'Unità di crisi regionale sono stati rilevati 202 nuovi casi. Si registrano anche 5 decessi (903 in tutto). In totale sono stati eseguiti 527.564 tamponi con un incremento di 3.119 test. Sono invece 507 i pazienti attualmente ricoverati in ospedale in reparti non intensivi (+7 rispetto al dato di ieri), mentre sono 48 (-1) i pazienti in terapia intensiva. Le persone in isolamento domiciliare sono 17.193. Il dato progressivo dei casi positivi comprende 16.697 (+105) pazienti guariti, più altri 426 guariti clinicamente. Sul territorio, dei 35.774 casi positivi complessivamente accertati, 8.207 (+64) sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 5.912 (+23) nel Sud Sardegna, 2.872 (+23) a Oristano, 7.228 (+65) a Nuoro, 11.555 (+27) a Sassari. ANSA
INSERITO DA ANGELA CECERE Salgono a quattro gli indagati per la morte di Mario Graziani, il bambino di 10 anni travolto da un trattore agli inizi dello scorso ottobre mentre giocava a casa di amici nelle campagne di Sgurgola. I sospetti si concentrano sempre di più sulla funzionalità del mezzo agricolo e del rimorchio. Per fugare questi dubbi, emersi nel corso dei primi accertamenti tecnici, il titolare dell’inchiesta il sostituto procuratore Barbara Trotta, oltre all’agricoltore di Sgurgola che aveva parcheggiato il trattore prima che si sfrenasse, ha notificato gli avvisi di garanzia anche ai rappresentanti legali delle società produttrici del trattore e del rimorchio annesso, ma anche quello dell’azienda che ha realizzato il manuale per l’uso e la conduzione dei mezzi. Martedì 19 gennaio in Procura verranno assegnati gli incarichi per ripetere gli accertamenti tenici irripetibili, dando quindi la possibilità ai nuovi indagati di nominare i propri consulenti. Si tratta di una situazione delicata in quanto potrebbe mettere in luce eventuali difetti tecnici di mezzi largamente utilizzati in tutta Italia. Dietro la tragedia che è costata la vita al Mario Graziani potrebbe non esserci, come era stato ipotizzato inizialmente, la distrazione dell’agricoltore che lo conduceva. Il nuovo filone d’indagine sui mezzi agricoli, rimorchio e trattore, è stato aperto dopo gli accertamenti tecnici svolti nel podere agricolo teatro della tragedia. L’imprenditore che era alla conduzione del mezzo, anch’egli indagato, ha ripetuto in maniera precisa tutti i passaggi che aveva svolto quel giorno. Passaggi così come indicati dal manuale d’istruzione fornito dalla casa costruttrice. Ebbene anche nel corso di questa simulazione si sarebbero presentate le stesse criticità (lo sfrenamento del rimorchio che ha poi sospinto il trattore) che potrebbero aver causato l’incidente che è costato la vita al piccolo Mario. L’ipotesi, tutta da verificare, è che lo sfrenamento non possa essere dipeso da una disattenzione commessa da chi lo conduceva, ma dalla funzionalità dei sistemi frenanti dei due mezzi agricoli oppure dalle indicazioni fornite nel manuale d’uso per la conduzione sia del trattore che del rimorchio. L’imprenditore agricolo che era alla guida del mezzo è difeso dall’avvocato Nicola Ottaviani, mentre uno dei rappresentanti dell’azienda costruttrici è rappresentato dall’avvocato Vincenzo Galassi. La tragedia è avvenuta lo scorso 9 ottobre. Mario, figlio di un bidello in pensione e un’infermiera, dopo aver fatto i compiti con gli amichetti stava giocando nel cortile di una casa di campagna, in via Calanzio, nei pressi del campo sportivo di Sgurgola. In quel momento, nel podere agricolo confinante, era stato parcheggiato da poco un trattore con il rimorchio pieno di balle di fieno. Il mezzo agricolo si è sfrenato prendendo velocità a causa di una pendenza ed è andato nella direzione dei bambini che stavano giocando, travolgendo e uccidendo Mario.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA BARI, Sono 908 i nuovi casi positivi al Covid-19 registrati oggi in Puglia su 7.572 test fatti (con una percentuale del 11,9): 411 sono in provincia di Bari, 193 in provincia di Foggia, 100 in provincia di Lecce, 98 nella provincia BAT, 65 in provincia di Taranto, 42 in provincia di Brindisi. Un caso di provincia di residenza non nota è stato riclassificato e attribuito. Sono stati registrati 25 decessi: 5 in provincia di Bari, 3 in provincia BAT, 3 in provincia di Brindisi, 9 in provincia di Foggia, 4 in provincia di Taranto, 1 residente fuori regione. Dall'inizio dell'emergenza sono stati effettuati 1.181.733 test; 50.458 sono i pazienti guariti, 56.120 sono i casi attualmente positivi. Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 109.428. (ANSA).
INSERITO DA MIKI PAPPACODA REGGIO CALABRIA, 18 GEN - Questa mattina a Rosarno, Polistena e Anoia e nelle province di Messina, Vibo Valentia, Salerno, Matera, Brindisi, Taranto, Alessandria e Pavia, i carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, a conclusione di indagini coordinate dalla Dda nell'ambito dell'operazione denominata "Faust", hanno dato esecuzione a una ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip, nei confronti di 49 persone. Le accuse a loro carico sono di associazione di tipo mafioso, scambio elettorale politico-mafioso, traffico di stupefacenti, detenzione illegale di armi, tentato omicidio, usura e procurata inosservanza di pena. Il sindaco di Rosarno Giuseppe Idà, eletto nel 2016 a capo di una lista civica, è tra gli arrestati dell’operazione "Faust" condotta stamani dai carabinieri. Idà è stato posto ai domiciliari. Lo stesso provvedimento è stato adottato nei confronti di un consigliere comunale, Domenico Scriva. Entrambi sono accusati di scambio elettorale politico-mafioso. L’operazione, secondo gli investigatori, ha consentito di accertare, la radicata e attuale operatività della cosca Pisano, conosciuti comi i diavoli di Rosarno, nonché, in un contesto che rivela cointeressenze di sodalizi operanti nel Mandamento Tirrenico, l’attuale pervasività dell’articolazione denominata società di Polistena, capeggiata storicamente da esponenti della famiglia “Longo”, ed anche della locale di ‘ndrangheta di Anoia. Secondo l'accusa, la cosca Pisano avrebbe fornito appoggio elettorale a Idà e a Scriva in occasione delle elezioni comunali del 2016, in cambio della promessa di incarichi nell’organigramma comunale a uomini di fiducia della consorteria criminale. ANSA