Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
di Matteo Bottone Convocata la Conferenza dei Servizi sul I° stralcio del progetto preliminare della variante stradale “#Amalfi - Castiglione”, ovvero la #Bretella di Amalfi. Previste due uscite a Valle dei Mulini, per rendere il centro storico finalmente pedonale. Un passo alla volta, dritti all’obiettivo.
INSERITO DA MORENA MOTTA C'era una volta un re che aveva tre figli: due erano intelligenti e avveduti, mentre il terzo parlava poco, era semplice, e lo chiamavano il Grullo. Quando il re diventò vecchio e pensò alla sua fine, non sapeva quale dei figli dovesse ereditare il regno dopo la sua morte. Allora disse loro: "Andate, colui che mi porterà il tappeto più sottile diventerà re dopo la mia morte." E perché‚ non litigassero fra di loro, li condusse davanti al castello, soffiando fece volare in aria tre piume e disse: "Dovete seguire il loro volo." Una piuma volò verso oriente, l'altra verso occidente, mentre la terza se ne volò diritto e non arrivò molto lontano, ma cadde a terra ben presto. Così un fratello andò a destra, l'altro se ne andò a sinistra; il Grullo invece fu deriso perché‚ dovette fermarsi là dov'era caduta la terza piuma.
Il Grullo si mise a sedere tutto triste. D'un tratto scorse una botola accanto alla piuma. L'aprì e discese una scala venendosi a trovare davanti a un'altra porta; bussò e sentì gridare dall'interno:
"Oh, Donzelletta verde e piccina
Dalla zampa secca,
Sparuta cagnolina,
Ehi proprio tu, stammi a sentire,
Chi c'è là fuori mi devi dire!"
La porta si aprì ed egli vide un rospo grande e grosso, con tanti piccoli rospetti attorno. Il rospo grande gli domandò che cosa egli desiderasse. Rispose: "Un tappeto che sia il più bello e il più sottile di tutti." Allora il rospo chiamò uno dei suoi rospetti e disse:
"Oh, Donzellettaverde e piccina
Dalla zampa secca,
Sparuta cagnolina,
Ehi proprio tu, stammi ad ascoltare,
Proprio la scatola mi devi portare!"
La bestiola andò a prendere la scatola e il rospo grande l'aprì e diede al Grullo un tappeto, bello e sottile come nessun altro sulla terra. Il Grullo ringraziò e se ne tornò a casa.
Gli altri due fratelli credevano che il minore fosse tanto sciocco che non sarebbe stato in grado di trovare nulla. "Perché‚ darsi la pena di cercare tanto!" dissero; tolsero alla prima pecoraia che incontrarono le rozze vesti e le portarono al re. In quella arrivò anche il Grullo con il suo bel tappeto, e quando il re lo vide si meravigliò e disse: "Il regno spetta al più giovane." Ma gli altri due non gli diedero pace, dicendo che era impossibile che il Grullo diventasse re; e lo pregarono di porre un'altra condizione. Allora il padre disse: "Erediterà il regno colui che mi porterà l'anello più bello." Condusse fuori i tre fratelli e soffiò in aria le piume che essi dovevano seguire. I due maggiori se ne andarono di nuovo verso oriente e verso occidente, mentre la piuma del Grullo volò dritta e cadde accanto alla botola. Egli scese di nuovo dal grosso rospo e gli disse che aveva bisogno dell'anello più bello del mondo. Il rospo si fece portare la scatola e gli diede un anello bellissimo, quale nessun orefice sulla terra avrebbe mai saputo fare. I due fratelli maggiori si fecero beffe del Grullo che andava in cerca di un anello d'oro, e non si diedero molta pena: schiodarono un anello da un vecchio timone e lo portarono al re. Ma quando questi vide lo splendido anello che aveva portato il Grullo, disse: "Il regno spetta a lui." Ma i due maggiori tormentarono tanto il re finché egli pose una terza condizione e stabilì che avrebbe ottenuto il regno chi avesse portato a casa la donna più bella. Tornò a soffiare in aria le tre piume, che volarono come le altre volte.
Allora il Grullo si recò per la terza volta dal rospo e disse: "Devo portare a casa la donna più bella." - "Accidenti!" rispose l'animale, "la donna più bella! Sarai tu ad averla." Gli diede una zucca cui erano attaccati sei topolini. "Che me ne faccio," pensò il Grullo tutto triste. Ma il rospo disse: "Adesso mettici dentro uno dei miei rospetti." Egli ne prese uno a caso e lo mise nella zucca; ma non appena l'ebbe sfiorato, il rospo si tramutò in una bellissima fanciulla, la zucca divenne una carrozza e i sei topolini, sei cavalli. Salirono in carrozza, e il giovane baciò la fanciulla e la portò al re. Giunsero anche i fratelli, che avevano sottovalutato a tal punto il fratello da condurre con s‚ le prime contadine che avevano incontrato. Allora il re disse: "Dopo la mia morte il regno toccherà al minore." Ma i due maggiori ricominciarono di nuovo a protestare dicendo di non poter ammettere che il Grullo diventasse re, e pretesero che avesse la preferenza quello la cui moglie era in grado di saltare attraverso un cerchio appeso in mezzo alla sala. Essi infatti pensavano: "Le contadine sono forti e ci riusciranno, la delicata fanciulla invece si ammazzerà saltando." Il re accordò anche questa prova. Le due contadine saltarono e riuscirono sì ad attraversare il cerchio, ma erano così sgraziate che caddero a terra spezzandosi braccia e gambe. Poi saltò la bella fanciulla che il Grullo aveva portato con s'; saltò attraverso l'anello con agilità estrema e conquistò il regno. Alla morte del re, il Grullo ereditò così la corona e regnò a lungo con grande saggezza.
INSERITO DA MORENA MOTTA La Nazionale di pallavolo è campione d'Europa. L'Italia vince gli Europei 2021 trionfando in finale contro la Slovenia per 3-2. A Katowice gli azzurri si impongono al tie-break con i parziali di 22-25, 25-20, 20-25, 25-20, 15-11.
L'Italvolley è campione d'Europa per la settima volta, la prima dal 2005. Strepitoso il torneo continentale dei giovani azzurri (età media 24 anni) che chiudono il torneo continentale da imbattuti con 9 vittorie di fila. Il successo dei ragazzi del ct De Giorgi arriva 15 giorni dopo il trionfo della Nazionale femminile e completa un'incredibile estate per lo sport italiano: dal trionfo della Nazionale di calcio agli Europei ai successi di Tokyo 2020 fino all'epilogo con la doppietta continentale del volley.
LA PARTITA - De Giorgi ha iniziato la gara schierando il consueto schieramento che prevede la diagonale Giannelli-Pinali, Lavia e Michieletto i martelli, Galassi e Anzani i centrali con Balaso libero.
Primo set iniziato con la formazione tricolore contratta e condizionata da qualche sbavatura in ricezione che ha condizionato lo sviluppo della manovra. De Giorgi a quel punto ha inserito Recine al posto di Michieletto per migliorare un la ricezione. Gli sloveni hanno comunque continuato a giocare la loro gara ordinata approfittando dei numerosi errori degli azzurri incrementando progressivamente il vantaggio (16-13, 21-14) complici anche i numerosi errori in battuta di Giannelli e compagni. Nonostante tutto, però, gli azzurri si sono rifatti sotto fino al -1 (23-22 Slovenia), ma ancora un errore al servizio (7 in totale nel parziale) ha regalato alla Slovenia la prima palla set sfruttata al meglio da un ace di Sket entrato appositamente: 25-22 e 1-0 per la Slovenia.
Il secondo è cominciato con gli azzurri apparsi migliorati in ricezione, ma comunque non in grado di accumulare un buon margine di vantaggio (11-10). Nonostante questo capitan Giannelli ha guidato i suoi nei momenti più difficili fino a nuovo allungo azzurro (18-14). Nel finale le squadre sono rimaste a contatto (22-20 per gli azzurri), ma è stato il muro (5 nel parziale) il fondamentale grazie al quale il sestetto tricolore ha portato la situazione in parità grazie al 25-20 conclusivo.
Terzo set iniziato subito a ritmi molto alti e con gli sloveni in grado di accumulare un primo vantaggio (11-8) dopo che in avvio la situazione si era mantenuta in parità (7-7). La ricezione azzurra ha però ha nuovamente mostrato segni di cedimento con De Giorgi che a quel punto ha giocato la carta Piccinelli (esordio per lui nella manifestazione) concedendo a Balaso minuti di riposo. Proprio il cambio di libero ha propiziato il parziale recupero del sestetto tricolore portatosi prima sul -1 (20-19) e poi sul 20-20 grazie a un ace di Giannelli. Slovenia sul +3 (23-20) con il break decisivo fino al 25-20 conclusivo ancora grazie alla ricezione italiana in evidente affanno. Gli azzurri, per la prima volta dall’inizio della manifestazione si sono trovati in svantaggio.
Nel quarto De Giorgi ha inserito Romanò al posto di Pinali, ma gli sloveni hanno continuato a sfruttare le zone di conflitto della fase difensiva azzurra; se si aggiunge poi che la battuta nelle fasi iniziali non è stata efficace come di consueto ciò che ne è derivato è stato un nuovo vantaggio sloveno (13-12). Un buon turno al servizio di Lavia ha però improvvisamente invertito la rotta fino al 17-13 per gli azzurri e nel finale thriller un muro di Ricci (nel frattempo entrato) e un buon turno al servizio di Romanò hanno portato la gara al tie-break grazie al 25-20 conclusivo.
Tie-break subito in salita (0-3), ma Romanò in trance agonistica ha ricucito lo strappo (4-4). Gli azzurri però a quel punto sono diventati inarrestabili: 11-7, 12-8 e trionfo con il 15-11 finale.
Domani la squadra rientrerà in Italia (aeroporto Orio al Serio, Bergamo) con un volo il cui atterraggio è previsto alle 8.25.
"E una gioia immensa, una vittoria cercata, desiderata, arrivata al termine di una gara davvero difficile, in cui i ragazzi per lunghi tratti hanno saputo soffrire, ma non hanno mai mollato la presa", il commento del ct De Giorgi. "Questa sera hanno dimostrato di un essere un vero gruppo, unito che ha saputo condividere e ricompattarsi nel momento più difficile. Il fatto che chi è entrato dalla panchina è risultato essere decisivo è la testimonianza più evidente delle mie parole: questo è un gruppo davvero splendido".
DI PASQUALE GRECO Anche oggi Positano tutto bloccato, ma questa volta la causa del traffico è dovuta ad una perdita di diesel di un'automezzo lasciando per molti metri una scia di carburante sull'asfalto, con il rischio che qualche moto possa scivolate.
Si attende chi di competenza provveda al più presto e metta in sicurezza del strada.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Nella vita non è mai troppo tardi. E' questa l'unica, e ultima, speranza che resta a Lenticchio, un bellissimo cagnolone di 11 anni, quasi tutti trascorsi dietro alle sbarre di un canile. Di lui, della sua famiglia, non si sa nulla. E' uno dei tanti che arriva in canile da cucciolo e trascorrere tutta la sua esistenza senza alcuna persona che si prenda cura di lui. Un destino triste, che vogliono cambiare i volontari dell'associazione Fuori di Coda che vogliono portare Lenticchio definitivamente fuori da rifugio comunale San Francesco di Conversano, in provincia di Bari.
«Avete presente la sala di un teatro qualche minuto prima di uno spettacolo? Il silenzio, la suspense, la curiosità di vedere ciò che gli attori proporranno. E dietro le quinte? L’ansia e la paura degli attori che devono giocarsi tutte le loro carte affinché lo spettacolo abbia successo. Quando proponiamo un peloso abbiamo più o meno le stesse sensazioni, ansie, paure. Dobbiamo giocarci tutte le carte a nostro favore. Dobbiamo far sì che attraverso le nostre parole vi arrivino più informazioni possibili e sempre attraverso le nostre parole dobbiamo farvi innamorare di loro. E poi, una volta che si apre il sipario, comincia lo spettacolo».
Lenticchio «ormai ha raggiunto la maturità giusta e la saggezza di un’uomo. 11 anni sono tanti, sono lunghi, sono interminabili dietro quelle sbarre. Vorresti essere arrivata prima, vorresti tanto averlo notato un po’ di anni fa per potergli permettere una vita dignitosa, una famiglia, una casa...». E' per questo che «vorremmo regalare a Lenticchio tutto quello che in questi lunghi anni gli è mancato».
«Non ha problemi con le persone, gli piace il contatto, va tranquillamente al guinzaglio. Non è compatibile con cani maschi ma con le femmine tendenzialmente sì». Chi vuole offrirgli la seconda possibilità che non ha mai avuto, può chiamare il 342/6710588 oppure scrivere una mail a fuoridicoda@gmail.com.
DI GIOVANNI FARZATI Il mondo ora contiene più fotografie che mattoni e sono, sorprendentemente, tutte diverse.
(John Szarkowski)
Si occupava della preparazione delle medicine, "U speziale", primi anni del 900, lo speziale di Perdifumo, Giuseppe Scarpa, con Spezieria in via Altomare al civico 48.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA I fedeli delle comunità religiose di Vetranto, Castagneto, Marini, Alessia e Arcara sono riusciti finalmente ad ottenere il tanto agognato incontro con il vescovo Orazio Soricelli per discutere del contestato trasferimento di padre Mimmo Spatuzzi alla parrocchia della frazione di Sant’Anna. Nella tarda mattinata di ieri, infatti, Sua Eccellenza ha convocato presso il palazzo vescovile di piazza Vittorio Emanuele III una delegazione dei fedeli che la sera prima si erano radunati all’ombra della sede della Curia per chiedere a gran voce che il vescovo tornasse sui propri passi, o quantomeno trovasse soluzioni alternative per garantire continuità spirituale in ciascuna parrocchia.
INSERITO DA MORENA MOTTA Ancora una volta è stata la zona di Varese la più colpita dall’ondata di maltempo che domenica mattina ha colpito la Lombardia. Nel capoluogo i vigili del fuoco hanno evacuato gli ospiti di un hotel. Circondati dall’acqua, in 75 sono stati aiutati a lasciare le camere e mettersi al riparo. Tra Gallarate e Busto Arsizio le richieste di soccorso per allagamenti sono arrivate a oltre 130. Bloccata la statale «Gallaratese» invasa da fango e detriti a causa di uno smottamento.
L’ondata di maltempo ha lasciato una scia di danni in diverse zone del Varesotto, in particolare quella immediatamente a sud del capoluogo, soprattutto Solbiate Arno e Jerago con Orago: qui, attorno a mezzogiorno, è crollato il terrapieno di un giardino nei pressi del Municipio. I detriti hanno interrotto la viabilità lungo una delle strade di accesso al paese, la via Giulio Bianchi. «Non ci sono feriti e stiamo lavorando al massimo per ripristinare subito l’accesso pedonale alla strada e ad alcune case. Lunedì seguiranno verifiche tecniche per riaprire al più presto anche alle auto», ha spiegato il sindaco Emilio Aliverti che parla di «una bomba d’acqua caduta in circa 45 minuti di pioggia intensa»: una situazione simile a quella che ha interrotto l’operatività dell’aeroporto di Malpensa nella serata di giovedì per più di due ore.
Nel crollo di Jerago sono state interessate anche alcune tubature del gas: l’erogazione è stata immediatamente interrotta. A Solbiate Arno le unità «saf» dei vigili del fuoco hanno salvato alcuni automobilisti rimasti intrappolati nell’acqua. Criticità si segnalano dalla mattina di domenica a Cittiglio, non distante dal lago Maggiore, con materiale franato sulla sede stradale nella parte alta del paese, e ancora più a nord nella zona di Maccagno con Pino e Veddasca dove la Protezione civile è stata impegnata per diversi interventi sulla rete fognaria.
Per i detriti caduti in strada, è stato chiuso il tratto della provinciale 62 che collega il paese di Brinzio col quartiere varesino della Rasa: proprio qui, durante l’estate, si sono verificati numerose frane. In tutto sono state oltre 130 le richieste di intervento per allagamenti e strade interrotte arrivate al Comando provinciale dei vigili del fuoco di Varese che ha visto impegnate dieci squadre con più di 60 operatori: è stato richiamato il personale libero dal servizio e richiesto l’intervento in appoggio da parte del comando di Milano.
Particolarmente critica la situazione a Canegrate, nel Milanese, dove il fiume Olona ha rotto gli argini. Sul posto sono intervenuti con diversi mezzi i vigili del fuoco di Milano. Una famiglia di quattro persone ha dovuto lasciare il proprio appartamento al piano terra, poco dopo le 13, in via Cascinette, in una zona detta «isolino» perché al centro dell’alveo del fiume. L’acqua è entrata in casa coprendo il pavimento per qualche centimetro. L’allarme è rientrato poco dopo le 17.30.
Una tromba d’aria si è abbattuta sul comune di Corte Palasio, nel Lodigiano, poco dopo le 15. Molte le abitazioni colpite e scoperchiate, ma non si registrano feriti. Un’altra violenta tromba d’aria si è abbattuta sulla Bassa Bresciana. Anche qui non si registrano feriti, ma diversi danni anche di grossa entità, alle abitazioni. Pontevico il paese più colpito, con tetti di case e cascine divelti dal vento. Sempre una tromba d’aria ha investito Marzano, nel Pavese, abbattendo alberi e danneggiando diversi edifici.
FONTE https://milano.corriere.it di Andrea Camurani e Francesco Sanfilippo
INSERITO DA MORENA MOTTA Sono i più colpiti dall’intervento previsto per l’area ex Ibm e, ora che il progetto sta per entrare nel vivo, vogliono far sentire la propria voce: così gli abitanti di Velasca intendono costituire un comitato di cittadini che si confronti sia con la proprietà del comparto sia con l’Amministrazione comunale. L’obiettivo? Non più ormai quello di bloccare il progetto del "packaging park" che sorgerà sulla storica area industriale, ma almeno ripristinare il dialogo tra popolazione e parti coinvolte, la cui necessità è venuta meno in seguito alle ultime modifiche normative in merito.
Velasca si mobilita: un comitato "contro" l’insediamento del "Packaging park"
L’idea viene dal gruppo di studio formato, tra gli altri, da Stefano Perego, Elisa Migliorati, Egizia Villa, Mariachiara Villa e il presidente della consulta di Velasca, Paolo Galli. Gruppo nato con l’intento di comprendere i risvolti urbanistici ed ambientali che l’intervento previsto produrrà sul territorio di Velasca, e che lo scorso martedì sera ha indetto una prima assemblea pubblica a scopo informativo per la cittadinanza.
"Il progetto rispetta la normativa del Pgt 2020 - ha esordito Galli - quindi abbiamo cercato di capire i margini entro cui possiamo muoverci". Da qui le possibili richieste di azioni rivolte all’Amministrazione, per mantenere alta l’attenzione sui livelli di inquinamento del nuovo insediamento, utilizzare gli oneri derivanti dall’intervento per eseguire opere di mitigazione in Velasca e, ancora, prevedere opere di compensazione ambientale rispetto a nuovo insediamento e Pedemontana.
I timori dei cittadini
Sì, perché il timore dei cittadini rimane che gli effettivi vantaggi occupazionali siano stati sovrastimati e le ricadute ambientali nettamente sottostimate, con il rischio che l’operazione «Progroup Ag», la multinazionale che si insedierà con uno stabilimento per la produzione di cartone, possa determinare uno scempio per la frazione in cui vivono.
C’è chi, come Antonio Bonomi, si è detto "curioso di vedere che iniziative proporrà il comitato. Fino ad ora sono emerse delle iniziative strutturate, per tentare di opporsi in ogni modo possibile a questo insediamento impostoci". Altri, come Elisa Migliorati, hanno rimarcato la necessità che "gli oneri di urbanizzazione vengano utilizzati principalmente a Velasca". Altri ancora, come Rossella Moioli, hanno chiesto delucidazioni in merito alla fonte energetica utilizzata nel futuro impianto.
Le richieste
Per lo stesso motivo il comitato vorrebbe chiedere alla proprietà, ora «Vitali spa», interventi di mitigazione e/o compensativi; ma non solo. Urgono, secondo la cittadinanza, maggiori dettagli sul progetto complessivo dell’area, portati solo fortuitamente a conoscenza della consulta di Velasca in occasione della Commissione territorio del 29 luglio.
Ma ora che, con l’approvazione del Consiglio comunale alla deroga richiesta ad alcuni indici del Pgt, il permesso di costruire potrà essere presentato, e dunque i lavori iniziati, il dialogo e l’informazione assumeranno un ruolo centrale.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Sono nate questa notte a Maiori altre tartarughine caretta caretta. Lo spettacolo si è ripetuto a distanza di pochi giorni.
In questo caso si è trattato di soli due esemplari, uno dei quali si è incamminata da sola verso il mare fino a prendere il largo.
L’altra è stata accompagnata dai volontari dell’ENPA in mare per iniziare il suo meraviglioso viaggio.