Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
di Michele Pappacoda Il nostro amico Gianluca Laudano consigliere di opposizione scrive sul suo profilo facebook: ,,,Nel corso dell'ultimo consiglio comunale il Sindaco come ormai da consuetudine al primo punto all'ordine del giorno ha illustrato le sue comunicazioni,per le quali non è prevista la possibilita' di replicare per noi consiglieri di opposizione. Nulla da eccepire perché dal punto di vista del regolamento sicuramente ha le carte in regola,ma credo che non è bello né trasparente non poter replicare in particolar modo perché noi della minoranza pure se ci fosse concesso il diritto di replica,non saremmo in grado di dare il nostro contributo,perché impreparati a causa della non conoscenza dell'argomento in discussione.Una delle news che ci è stata comunicata il 30/9 è la conclusione di un lavoro di listellatura a Via San Pietro a Dudaro,per il quale il dott De Luca già ha pubblicato in video. Giorno 15 mi sono recato sul posto ed una porzione di massetto già presentava crepe profonde tanto che il giorno successivo l'impresa si è recata sul posto per fare dei piccoli rappezzi anche sulle scale,e non sono passati neanche 15 giorni dalla consegna. Purtroppo si continua sulla strada dell'approssimazione, del menefreghismo e sul non controllo del denaro pubblico. Saluti Gianluca
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA La conferenza .Nel sondaggio promosso dalle organizzazioni sindacali, CTE e Comitato per l'abolizione delle barriere, il 70% non si sente sicuro, il 30% incontra eccessivi ostacoli. BERGAMO. Vedere più vigili in giro per sentirsi sicuri, camminare su marciapiedi senza le radici degli alberi che fanno lo sgambetto, avere sotto casa la bottega dove comprare pane e latte, ma fare anche due chiacchiere. E ancora, bagni pubblici nei parchi, pensiline dove ripararsi quando piove. Così gli anziani vorrebbero la loro città, «accogliente» e «dolce», per usare le loro parole, emerse dai questionari «Bergamo città a misura di tutti». Ieri la restituzione dei risultati, nella 3a conferenza per una «Città amica dei più fragili», promossa dai CTE (Centri per tutte le età) del Comune di Bergamo, dalle organizzazioni sindacali Cigl-Cisl-Uil dei pensionati e dal Comitato provinciale per l'abolizione delle barriere architettoniche. Dai 292 questionari emergono due criticità su tutte: la sicurezza percepita (il 70% degli intervistati non si sente sicuro, per il 19,52% è insufficiente, per il 50,68% scarsa) e le barriere architettoniche (il 30,82% sostiene che non rispettino le esigenze di deambulatori e carrozzine, il 43,49% solo talvolta). Promossi i parchi, qualche carenza sugli spazi pubblici (per il 36,64% non sono sufficienti). Esemplifica Aldo Guarnone, Fnp-Cisl: «Le risposte sono positive, sul trasporto pubblico (il 15,07% ritiene che i mezzi non siano accessibili, ndr) e anche sugli aspetti "tecnici" come gli attraversamenti pedonali, anche se non tutti tarati per gli over 65: all'incrocio di via Paleocapa e viale Papa Giovanni il verde dura troppo poco, bisogna correre. Il dato peggiore è la mancanza di sicurezza, preoccupante perché la percezione può indurre a sopravvalutare la vera consistenza del problema». Lorenzo Gaini di Spi-Cgil chiede «luoghi di socializzazione. La città non deve essere a misura di consumatore, ma accogliente per chi ci vive. Occorre incentivare la partecipazione ad associazioni, gruppi di volontariato, coinvolgendo anche le altre generazioni: i CTE possono rappresentare spazi di socializzazione aperti a tutte le età, giovani e famiglie. E ancora, mancano servizi, come sportelli bancari, lavanderie, edicole, ambulatori medici, piccoli supermercati». Il Comitato per l'abbattimento delle barriere architettoniche porta proposte concrete: «Attivare - illustrano Nicola Eynard e Francesco Maria Agliardi -, un "ufficio di valutazione tecnica" per le opere pubbliche e private riguardo la normativa sul superamento delle barriere architettoniche, di introdurre un "accessibility manager" che faciliti una cultura di politiche pubbliche orientate alla accessibilità e di dare avvio alla redazione di un Piano per l'abbattimento delle barriere architettoniche». Non a caso l'incontro viene ospitato al Circolino: «Con i lavori di restauro eseguiti abbiamo abbattuto tutte le barriere architettoniche - sottolinea il presidente Tomaso Ghilardi -. È un tema che ci interessa, insieme a quello più ampio degli anziani, che nel Circolino hanno un punto di riferimento». Prime risposte dall'assessore alle Politiche sociali Marcella Messina: «Ci impegniamo ad aderire alla rete "Global age-friendly cities" dell'Organizzazione mondiale della sanità e a lavorare per una città che sia davvero inclusiva per tutti, dal punto di vista dell'accessibilità, mobilità, supporto domiciliare. Il nostro obiettivo è dare risposte a misura di quartiere». «Tra i colleghi sono l'unico rimandato a settembre - annota l'assessore alla Sicurezza Sergio Gandi -. Non esistono situazioni fuori controllo, esistono criticità che non sottovalutiamo ma non drammatizziamo. Il confronto con i cittadini è sempre importante e dopo la pausa per la pandemia, ripartiremo con il tour nei quartieri sulla sicurezza in presenza, non con gli incontri online». L'assessore alla Riqualificazione urbana Francesco Valesini sottolinea la necessità di «fare sintesi tra le diverse istanze: penso a piazzetta Santa Lucia dove spostando qualche posto auto a 50 metri, i commercianti hanno fatto una protesta». E ricorda i «grandi interventi in corso, vedi il Sentierone dove si recupera spazio pubblico e luoghi della socializzazione».L'ECO DI BERGAMO
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA VICENZA. Disabile a chi? Non certo alla corazzata di atleti medagliati che, alle Paralimpiadi di Tokyo 2020, ha riportato in patria il miglior medagliere di sempre. Ben 69 i podi conquistati dagli sportivi azzurri che, con 14 ori, 29 argenti e 26 bronzi hanno fatto brillare la stella tricolore illuminando la lunga estate italiana. Merito di una scintillante Bebe Vio, simbolo di forza e determinazione, ma non solo. Tutta questa premessa - doverosa - per andare a centrare uno dei temi imprescindibili nella programmazione e nella pianificazione delle città e dei territori: l'accessibilità e l'inclusione. Due termini che sono parte integrante nel processo per il raggiungimento di una piena sostenibilità sociale, nel rispetto dei diritti di ogni individuo. Che dev'essere in grado di poter prendere un autobus, andare al cinema, al ristorante o anche semplicemente fare una passeggiata senza dover per forza necessitare di un accompagnatore, o peggio, rinunciare. In questo senso nasce il PEBA, il Piano di eliminazione delle barriere architettoniche di cui i Comuni si stanno dotando per monitorare, progettare e pianificare tutte le iniziative utili all'abbattimento degli ostacoli e per rendere la città aperta e fruibile a chiunque. Non ci sono infatti solo persone in carrozzina o non vedenti o con altre disabilità fisiche ad avere diritto a vivere dignitosamente e senza fatica: ci sono gli anziani, che in una società sempre più longeva costituiscono una parte predominante della popolazione. E poi ci sono i genitori con bambini nel passeggino, le donne incinte e tanti, tanti altri casi. Il documento è stato adottato dalla giunta comunale berica nel novembre 2019, dopo un lungo iter che ha coinvolto gli assessorati alle infrastrutture (con i servizi mobilità e trasporti, Infrastrutture e gestione urbana, nonché lavori pubblici e manutenzioni) e alla famiglia e alla comunità. A curare la redazione del piano anche una trentina di associazioni del mondo sociale e delle persone con disabilità. Una task force che ha passato al setaccio la città prendendo in esame in particolare i luoghi più utilizzati dalla maggior parte dell'utenza cosiddetta "debole": 50 edifici, 19 vie del centro storico, 13 aree verdi, tra cui parchi gioco e giardini o parchi pubblici, 19 unità urbane, 11 fermate del servizio di trasporto pubblico locale urbano. Il processo di rilevazione ha portato alla luce 1.620 barriere architettoniche in ambito urbano (dislivelli costituiti da gradini, cordoli, passi carrai, pendenze eccessive, pavimentazioni sconnesse/deformate/sdrucciolevoli, assenza di marciapiedi, percorsi pedonali di larghezza insufficiente) e 1.350 in ambito edilizio (accessi inadeguati agli edifici, servizi igienici riservati inesistenti o inadeguati, assenza di segnaletica informativa tattile). Limiti fisici il cui superamento è stimato in 9.800.000 euro circa (4.700.000 euro per l'ambito edilizio e 5.100.000 euro per l'ambito urbano). L'opera di riqualificazione è già partita: dalla creazione di percorsi podotattili per consentire ai non vedenti di raggiungere in sicurezza il tribunale all'app promossa dal Lions Club per "svelare" oltre 500 siti cittadini a chi non può vedere. Ancora, tra le azioni più recenti, l'abbattimento delle barriere fisiche per chi ha difficoltà motorie. L'ultimo tassello in ordine di tempo nel mosaico dell'accessibilità cittadina riguarda infatti i lavori di adattamento e sistemazione in chiave accessibile delle fermate dei bus. Il primo intervento è stato eseguito in viale Framarin, davanti al teatro Comunale, con l'adeguamento dell'area di attesa all'altezza del mezzo pubblico per consentire una salita agevole agli autobus. Il resto degli interventi in programma si protrarranno fino a inizio 2022 e riguarderanno le fermate di via Pecori Giraldi, via Cairoli, via Cavalieri di Vittorio Veneto, via Lago Maggiore, via Mentana, via Maffei, via dei Laghi, via Corelli e, appunto, viale Framarin. Dalla seconda settimana di ottobre prenderanno il via, inoltre, i lavori in altre fermate dei bus, per altri tre mesi. Si tratta delle fermate di piazza San Giuseppe, viale Milano, contra' Pedemuro San Biagio, viale Giuriolo. A seconda del contesto, si realizzeranno rampe con pendenza adeguata; si provvederà al rialzo del marciapiede rispetto alla quota stradale per tutta la lunghezza dello spazio di sosta degli autobus; si poserà specifica pavimentazione tattile per la disabilità visiva; e si sposteranno le paline di fermata. I singoli interventi riguarderanno fermate servite dalle linee ad alta mobilità (Lam), vicine a grandi poli attrattori e altre linee di trasporto pubblico locale, e si estenderanno fino all'attraversamento pedonale più vicino. L'importo complessivo dei lavori è pari a 208 mila euro. «Ogni lavoro pubblico che programmiamo comprende anche l'impegno di intervenire sugli ostacoli che possono impedire la fruibilità degli spazi a tutti i cittadini - ha ribadito di recente il sindaco Francesco Rucco - è un impegno importante che stiamo portando avanti con determinazione e concretezza». Che la ministra per le disabilità nel governo Draghi sia una vicentina - Erika Stefani - è casuale, certo, ma non secondario. E sono proprio i dati raccolti dal ministero a ricordare che in Italia ci sono oltre 60 mila persone che - con gravità differenti - hanno una qualche forma di limitazione nelle attività abitualmente svolte. IL GIORNALE DI VICENZA
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Nuovi ascensori e innalzamento della banchina per essere a misura di disabile Tra un anno salire e scendere dal treno diventerà un po' meno difficoltoso. MAGENTA. Addio barriere architettoniche per chi prende il treno. A partire dal prossimo anno le stazioni di Magenta e Corbetta-Santo Stefano saranno adeguate e rese a misura di disabile, grazie ai nuovi ascensori e all'innalzamento della banchina. Lo ha comunicato Rete Ferroviaria Italiana rispondendo ai tre Comuni interessati, che qualche settimana fa avevano inviato una lettera al gestore delle infrastrutture ferroviarie proprio per sollecitare un intervento risolutivo. Al fianco delle Amministrazioni in questa «battaglia di civiltà» si sono schierate alcune associazioni, tra le quali «Anchio Onlus» e Anmic (Associazione nazionale mutilati invalidi civili). Leggendo la risposta inviata dal gestore delle strutture ferroviarie si apprende che nel 2022 la stazione di Magenta sarà dotata di due ascensori nuovi, mentre i marciapiedi di binario saranno innalzati dagli attuali 25 centimetri fino a 55 centimetri rispetto al piano del ferro, per permettere l'accesso a raso ai treni e consentire alle persone con disabilità motoria su sedia a ruote di salire a bordo treno «con il più elevato grado di autonomia». Una volta terminati gli interventi nella stazione di Magenta (ma Rfi ha parlato anche della fermata di Vittuone), sarà la volta di Corbetta-Santo Stefano Ticino. Tutte le stazioni citate, infatti, rientrano nel progetto denominato «Easy Smart Station», che ha l'obiettivo di migliorare la fruibilità e l'accessibilità di questi spazi. Per quanto riguarda, invece, la richiesta di attivazione del servizio di assistenza alle persone con disabilità e a ridotta mobilità (Prm) - già presente in 332 stazioni italiane, di cui 36 lombarde - Rfi ha garantito che «sarà oggetto di valutazione». Per rendere operativo il Prm, infatti, «bisogna tener conto, oltre che dei vincoli tecnici legati al grado di accessibilità infrastrutturale complessivo, anche del numero di passeggeri in salita e discesa nella stazione e del numero di richieste di attivazione del servizio di assistenza». La novità è stata annunciata per primo dal sindaco di Corbetta, Marco Ballarini: «Siamo molto soddisfatti - ha raccontato -. L'associazione Anchio Onlus si è concentrata molto su questi temi e con loro avevamo già effettuato una importante mappatura delle barriere architettoniche in città. Si tratta di un passo avanti importante e dovuto verso la civiltà». Un primo passo, in realtà. Nel presentare l'iniziativa, la presidente di Anchio Onlus, Simona Grassi, aveva spiegato che la lettera aperta verrà sottoposta a tutte le Amministrazioni comunali del territorio, le quali saranno libere di fare proprio l'appello. di Francesco Pellegatta IL GIORNO
Storicamente, lo sviluppo territoriale è stato pesantemente influenzato dall'assetto geografico. I primi insediamenti umani di cui si abbiano tracce interessano la parte della piana pestana più vicina al capoluogo (comune diPontecagnano Faianoe zone limitrofe). In epoca storica, la provincia fu visitata dagliEtruschiche fondaronoNuceria Alfaternae un insediamento aFratte, ma soprattutto daiGreci, che vi fondarono un importante centro dellaMagna Grecia, Poseidonia, poi ribattezzata dai RomaniPaestum, oggi area archeologica tra le più importanti d'Italia. I coloni greci conquistarono inoltre la cittàfoceadiElea, che avrebbe dato i natali aParmenideeZenone, tra i maggiori filosofi dell'antichità. Notevole importanza ha avuto altresì la città diEboliche, sino a qualche secolo fa, occupava un'area che si estendeva dal Sele al Tusciano, occupando anche il territorio dell'odiernaBattipaglia.
Il capoluogo fu probabilmente insediamento etrusco, poi colonia greca che venne più tardi conquistata o sostituita da unacolonia romana, come altri centri della provincia, al tempo dellaseconda guerra punica. Divenne comunque colonia cittadina nel III secolo a.C. Era in origine uncastrum, un accampamento militare posto sul fiume Irno, all'inizio della valle omonima che risale verso le zone più interne della regione,AvellinoeBenevento. Tale valle rivestì grande importanza negli anni successivi allacaduta dell'Impero romano d'Occidente. Nel V secolo, difatti, il territorio fu coinvolto nellaguerra greco-gotica, e le zone più meridionali rimasero tagliate fuori dagli sviluppi successivi, accomunandosi allaBasilicataanche in termini di isolamento e ritardo storico a causa della relativa facilità di collegamento con l'allora Lucania attraverso il Vallo del Diano. Subito dopo, iLongobardi(succeduti ai Goti nella lotta controBisanzio) istituirono a Benevento un loro ducato, dettoLongobardia Minorper distinguerlo dai possedimenti longobardi in Italia settentrionale. Attraverso la valle dell'Irno, i guerrieri nordici calarono poi su Salerno, allora bizantina, e la espugnarono istituendo anche lì una sede ducale (la statale che collega i due capoluoghi appunto lungo la valle dell'Irno è ancor oggi detta "dei Due Principati").
La storia dellaLongobardia minorfinì con l'esser ancor più lunga di quella maggiore: a Salerno, infatti, il governo longobardo sopravvisse fin oltre il1000, quando fu sostituito dal primo regnonormannod'Italia, fondato daRoberto il Guiscardo, che rovesciò l'ultimo duca longobardoGuaimario Vimpalmandone la figliaSichelgaita(1077). Qualche anno dopo, i Normanni misero fine anche allaRepubblica Amalfitana, a lungo rivale del capoluogo, e si rivolsero a fini di conquista ad altre regioni, disinteressandosi delle zone meridionali della provincia (CilentoeVallo di Diano), abbandonate alle incursioni saracene e alla fame.
La piana del Sele
Il successivo sviluppo della dinastia normanna, che culminò nella famosa figura diFederico II, condusse poi la Storia e il potere (e laScuola medica salernitana, esempio di cooperazione interculturale) lontano da Salerno e dalla sua provincia, incominciando un processo di lenta decadenza. Il territorio corrispondente all'attuale provincia di Salerno, dal1273al1860, fu un'unità amministrativa appartenente al Regno di Sicilia (poi al Regno di Napoli, quindi alRegno delle Due Sicilie); il suo nome era:Principato Citraed era strutturato in Giustizierato prima (1273-1806) e Provincia del Regno poi (1806-1860).
Nel XIX secolo l'economia della provincia conobbe una forte crescita. Il settore tessile si sviluppò enormemente, grazie all'investimento di diverse famiglie svizzere, gli Züblin, Wenner, e Schlaepfer a Fratte di Salerno sul fiumeIrnoe poi i Mayer e i Freitag aScafatisulfiume Sarno, che vi impiantarono una fiorente attività tessile. Tali insediamenti portarono laRivoluzione industrialenel salernitano, favorendo la nascita di un significativo polo industriale tessile che riguarderà ancheAngrieNocera, espandendosi poi fino aPoggiorealeePiedimonte Matese, giungendo a impiegare ben 12.000 operai intorno al1880. Prima dell'Unità, nel1857Carlo Pisacanetrovò la morte aSanzanelVallo di Diano, ucciso dai contadini del posto che pensavano si trattasse di un fuorilegge. Furono molti i salernitani che appoggiaronoGaribaldinel1860quando attraversò la provincia diretto aNapoli(erano numerose le affiliazioni allaCarboneriarisorgimentale aSalerno).[3]
L'industria alimentare ebbe un forte sviluppo durante ilRegno d'Italiae fu particolarmente promossa e sovvezionata daBenito Mussolini, specialmente nell'agro sarnese-nocerino e nella Piana del Sele. Ma le fortune del tessile nella provincia subirono un forte rallentamento alla fine dell'Ottocentoe la produzione andò scemando nel corso delXX secolo. L'ultima fabbrica tessile della valle dell'Irno fu delocalizzata nel settembre 2007. Ilregime fascistapromosse poi la bonifica dellapiana pestana, liberando terra fertile che fu assegnata anche a coloni da altre parti d'Italia, e con la ferrovia tirrenica (a binario unico fino al1925) si favorirà la penetrazione della modernità in Cilento, 2500 anni dopo l'involontaria visita del mitico prototuristaPalinuro, nocchiero d'Enea.
Dopo le distruzioni dellaseconda guerra mondialela provincia ha fatto registrare un notevole sviluppo anche industriale, specialmente nella parte settentrionale intorno al capoluogo.
Per la vastità del territorio, comprendente diverse entità storico-geografiche distinte, costituisce una delle province più varie ed eterogenee d'Italia. Nella parte più settentrionale della provincia si trova l'area dell'agro nocerino-sarnese, saldata urbanisticamente con l'area vesuviana, e quindi al confine con lacittà metropolitana di Napoli, con la quale condivide gran parte dei servizi essenziali. Tale zona è la meno estesa della provincia (188 km²), ma la più rilevante dal punto di vista demografico (con circa 300 000 abitanti) e della densità abitativa (circa 1 800 abitanti al km²). L'agro è fertilizzato dalle cenerivesuvianeed è irrigato dalfiume Sarno.
Oltre ilSelesi trovano le vaste aree delCilentoe delvallo di Diano, territori prevalentemente montuosi e verdeggianti di difficile accessibilità, a lungo rimasti isolati dai principali flussi di traffico, ma di grande fascino paesaggistico, tanto da essere dichiaratiparco nazionaleepatrimonio UNESCO.
Idrografia
Il territorio, in prevalenza collinare, è ricco di corsi d'acqua. Il principale tra questi è ilfiumeSele, che nasce inprovincia di Avellinoe sfocia adEboli, in localitàFoce Sele, a 5 km di distanza daPaestum, con una portata di circa 70 m³/s. Altri corsi d'acqua rilevanti sono ilCalore Lucano(affluente del Sele), ilTanagro, ilBussento, ilSarno, ilTuscianoe l'Alento(da cui prende il nome la regione cilentana).
Orografia
Tra le alture di rilievo vanno menzionate ilCervati(1898 m) e il massiccio degliAlburnicol monte Panormo (1742 m), appartenenti all'Appennino lucano; ilPolveracchio(1790 m) e l'Accellica(1660 m), appartenenti all'Appennino campano. Le valli di maggiore dimensione sono ilvallo di Diano, lavalle del Selee laval Calore. La costa della provincia di Salerno si estende per circa 220 km, da Positano a Sapri. La sua morfologia è estremamente varia: la parte nord è occupata dalla celebre Costiera amalfitana, aspra e frastagliata, e rinomata in tutto il mondo quale meta turistica; la parte centrale è piatta ed è caratterizzata da un'ampia e ininterrotta spiaggia, orlata da una rigogliosa pineta, che si estende per più di 50 km da Salerno adAgropoli, passando perPaestum; la parte sud, detta "Costiera cilentana", si estende per circa 100 km daAgropoliaSapried è caratterizzata dal continuo alternarsi di tratti aspri e rocciosi a spiagge ampie e sabbiose.
Clima
Ilclimaè caratterizzato da inverni tiepidi e daestaticalde e secche. Latemperaturamedia del mese digennaioè 10,8 °C mentre quella diluglioè di 24,5 °C. La dolcezza climatica è dovuta al fatto che il territorio provinciale è protetto daiventifreddi nordorientali (a parte la città di Salerno, che ne è esposta a causa della valle dell'Irno e all'alta valle del Sele) ed esposto a quelli sudoccidentali. Il clima è marittimo, temperato e piovoso, specie nelle zone interne. I periodi di maggiore piovosità sono l'autunnoe l'inverno. Quando si verificano le cosiddette "libecciate" (correnti umide di libeccio che spirano sulla provincia) oltre alle violente mareggiate si hanno intense precipitazioni orografiche, in particolare nelle zone più esposte a questi venti (Picentini e Cilento), dove, con queste configurazioni meteorologiche, si verificano talvolta veri e proprinubifragi.
DI MIKI PAPPACODA Salerno (AFI: /saˈlɛrno/,[6][7] ascolta[?·info]; Sali̯érnë[8] in dialetto locale, [sɑˈljernə]) è un comune italiano di 129 631 abitanti[3], capoluogo dell'omonima provincia in Campania e secondo comune della regione per numero di abitanti. Durante il Medioevo, sotto la dominazione longobarda, la città ha vissuto una delle sue fasi storiche più rilevanti quale capitale del Principato di Salerno, territorio che gradualmente arrivò a comprendere gran parte del Mezzogiorno continentale italiano. A Salerno ha avuto inoltre sede la Scuola Medica Salernitana, che fu la prima e più importante istituzione medica d'Europa all'inizio del Medioevo, e in quanto tale è considerata un'antesignana delle moderne università.[9][10][11] Dal 1968 la città è sede dell'Università degli Studi di Salerno,[12] dislocata dal 1988, sotto forma di campus, nei vicini comuni di Fisciano e Baronissi. Dal febbraio all'agosto del 1944 Salerno fu sede del governo italiano,[13] ospitando gli esecutivi Badoglio I, Badoglio II e Bonomi II che portarono alla Svolta di Salerno.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA “Abbiamo trasmesso questa comunicazione al sindaco di Sorrento dopo la firma del decreto che stanzia oltre 500 milioni di euro a favore di Eav di cui 80 per la tratta Castellammare – Sorrento. A nostro avviso è fondamentale capire programmi, interventi e tempi. E soprattutto monitorare”. È quanto si legge in una nota di Atex allegata alla lettera che segue. Gentile sindaco, Come saprà, ieri è stato firmato il decreto per la ripartizione del fondo complementare al Pnrr. Il ministro Giovannini ha firmato tale decreto che ripartisce il fondo complementare al Pnrr (Decreto 363/2021) per circa 1,5 miliardi per la messa in sicurezza ed il potenziamento delle ferrovie regionali. Di questi 1,5 miliardi oltre un terzo (546 milioni) sono destinati alla Regione Campania e precisamente ad Eav che ha presentato, progetti importanti e strategici, in particolare per il futuro delle linee vesuviane. Precisamente: – 170 milioni per l’adeguamento tecnologico e sicurezza delle gallerie – 120 milioni per l’Intelligent Traffic System – 80 milioni per il potenziamento della tratta Castellammare / Sorrento – 176 milioni per il rinnovo del parco rotabile Si tratta di opere che potrebbero determinare finalmente un volto moderno alla infrastruttura ferroviaria esistente con conseguenti vantaggi per la circolazione e gli utenti. A breve partiranno le gare e le opere dovranno essere completate entro il 2026. A nostro avviso sarebbe molto importante organizzare un incontro con il delegato regionale ai trasporti Cascone, l’amministratore delegato di Eav Umberto De Gregorio, i sindaci della Penisola e le principali associazioni della filiera turistica per essere informati nel dettaglio su queste misure e soprattutto su quali interventi saranno destinati gli 80 milioni della linea Castellammare – Sorrento. Potrebbe essere l’occasione per fare un punto sugli altri interventi a breve, medio e lungo termine previsti da Eav per il collegamento Napoli – Sorrento. Si tratta di una priorità assoluta perché il 2022 potrebbe vedere incrementare notevolmente i flussi turistici e allo stato attuale il collegamento ferroviario esistente non è in grado di sostenere tali flussi. Sarebbe veramente importante che Lei si facesse promotore di questo incontro. In attesa di un Suo riscontro la salutiamo Sergio Fedele Presidente Atex Campania Mario Colonna delegato Turismo Macroarea Aicast Penisola Sorrentina Fabio Colucci Presidente Il Club dei 500l SORRENTOPRESS
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Salerno. Avrà gli uomini contati Stefano Colantuono per la sua prima partita alla guida della Salernitana. Ma il tecnico, nonostante i sette calciatori indisponibili, spera di bagnare con un risultato positivo il suo ritorno in serie A. L'emergenza, quindi, non potrà rappresentare un alibi per il cavalluccio marino che ha bisogno di punti per riaprire la corsa salvezza. Colantuono dovrebbe schierare i suoi con il 3-4-1-2: davanti a Belec dovrebbe stringere i dentri Strandberg con Aya e Gagliolo ai suoi fianchi; se il norvegese non dovesse farcela, l'ex Parma scalerebbe al centro e Jaroszynski giocherebbe sul centrosinistra. In mediana giocheranno Di Tacchio e Kastanos con Kechrida e Ranieri sulle corsie esterne. Ribery sarà il trequartista alle spalle di Gondo e Simy. Salernitana-Empoli (stadio Arechi - ore 15) - le probabili formazioni Salernitana (3-4-1-2): Belec; Aya, Strandberg, Gagliolo; Kechrida, Di Tacchio, Kastanos, Ranieri; Ribery; Simy, Gondo. A disposizione: Fiorillo, Russo, Jaroszynski, Zortea, Delli Carri, Schiavone, Obi, Djuric, Bonazzoli, Vergani. Allenatore: Colantuono. Empoli (4-3-2-1): Vicario; Stojanovic, Tonelli, Viti, Marchizza; Zurkovski, Ricci, Bandinelli; Bajrami, Henderson; Pinamonti. A disposizione: Ujkani, Ismajli, Parisi, Fiamozzi, Luperto, Asllani, Haas, Stulac, Di Francesco, La Mantia, Cutrone, Mancuso. Allenatore: Andreazzoli. Abitro: Doveri di Roma 1. di Filippo Notari OTTOPAGINE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Salerno. La linea dura era stata annunciata. Ed ora arrivano i primi provvedimenti per gli incivili della differenziata. Non solo privati, ma anche titolari di attività commerciali. Specialmente del centro città. E' quanto fa sapere l'amministratore unico di Salerno Pulita, Enzo Bennet. "Dobbiamo, nostro malgrado, registrare la violazione delle norme sulla raccolta differenziata anche da parte di alcuni imprenditori del centro cittadino. Questa mattina i nostri operatori, nei pressi di via Cassese, hanno trovato numerosi sacchi neri, contenenti multimateriale non differenziato, nonostante fosse in calendario la raccolta dell'umido e per le utenze commerciali anche del multimateriale. Non è stato difficile individuare gli autori della violazione che, nella mattinata di lunedì, riceveranno un verbale per il mancato rispetto delle norme sulla raccolta differenziata", ha spiegato la guida della società che si occupa della raccolta dei rifiuti. Bennet ribadisce l’appello agli utenti "a differenziare i rifiuti e a rispettare gli orari e i giorni di conferimento" e preannuncia "l’ormai imminente stretta sui controlli che, in sinergia con i vigili urbani, saranno effettuati dalle guardie ambientali autorizzate a fare le multe ai trasgressori. E’ bene ricordare - conclude l'amministratore unico - che di recente il Comune ha stabilito i nuovi importi delle sanzioni per l’abbandono incontrollato dei rifiuti che, nel caso di via Cassese, ammonta a 500 euro perché i responsabili, credendo di essere furbi, li hanno depositati a decine di metri dalle loro attività".