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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Disabilità e interventi in emergenza: il modello italiano piace all’Europa

20 Novembre 2021, 15:26pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Il progetto ADA. Un modello di intervento per l'autonomia domestica delle persone disabili - Antonio Lauria,Beatrice Benesperi,Paolo Costa - copertina

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Già segnalato a suo tempo sulle nostre pagine, si terrà la prossima settimana in Portogallo un importante evento triennale, vale a dire il Forum Europeo sulla riduzione dei rischi da disastri naturali o causati dall’uomo (The European Forum for Disaster Risk Reduction), all’interno del quale annotiamo con particolare piacere l’appuntamento collaterale online promosso per il pomeriggio del 25 novembre dall’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, insieme al Corpo Nazionale Italiano dei Vigili del Fuoco (Osservatorio sulla Sicurezza e il Soccorso delle Persone con Esigenze Speciali), intitolato Disability-inclusive Disaster Risk Reduction. Learning from the Italian Example, ovvero “Riduzione dei rischi da disastri inclusiva della disabilità. Impariamo dal modello italiano”. Infatti, come ormai raccontiamo da tempo sulle nostre pagine, l’Italia viene realmente percepita come un Paese all’avanguardia in questo àmbito e viene presa ad esempio anche dagli altri Stati d’Europa, grazie soprattutto al capillare lavoro svolto dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, protagonista già da molti anni di un percorso gradualmente evolutosi, partito dalla sicurezza delle persone con disabilità, per giungere a una più matura sicurezza inclusiva. Un percorso sostanziato da una produzione teorica quale ad esempio la pubblicazione delle Linee Guida Il soccorso alle persone disabili: indicazioni per la gestione dell’emergenza, e anche da un punto di vista pratico, con l’effettuazione di esercitazioni che coinvolgono direttamente le persone con bisogni speciali. Con la consapevolezza, quindi, dell’evidente aumento di rischio cui le persone con disabilità sono esposte durante le situazioni di emergenza, e sapendo al tempo stesso che le azioni di formazione e prevenzione sono fondamentali per evitare le possibili discriminazioni presenti in questi casi, gli organizzatori puntano da una parte a fornire una panoramica della situazione relativa alla pratica della riduzione del rischio di catastrofi inclusiva della disabilità in Europa e in Asia Centrale, dall’altra a mostrare alcuni esempi della partecipazione significativa delle persone con disabilità alla formazione dei professionisti del fuoco e del soccorso in Italia. Moderato da Krzysztof Zyman, segretario esecutivo dell’Accordo sui Grandi Rischi del Consiglio d’Europa, l’incontro avrà come relatrice principale Nadia Hadad, consigliera e componente del Comitato Esecutivo del Forum Europeo sulla Disabilità. Interverranno quindi Nino Gvetadze, esperto sul tema dell’azione umanitaria inclusiva della disabilità, per la riduzione del rischio di catastrofi; Stefano Zanut, direttore vicedirigente del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, membro dell’Osservatorio del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco sulla Sicurezza e il Soccorso delle Persone con Esigenze Speciali; Consuelo Agnesi dell’ENS (Ente Nazionale Soprdi), esperta di comunicazione inclusiva; Elisabetta Schiavone dell’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), coordinatrice della rete Emergenza e Fragilità. Concluderà Julia Stewart-David, responsabile facente funzione della Direzione per la Preparazione e la Prevenzione delle catastrofi (Direzione Generale della Commissione Europea per la Protezione Civile e le Operazioni di Aiuto Umanitario: ECHO). (S.B,) Per ulteriori informazioni e per registrarsi all’incontro, accedere a questo link. Per approfondire ulteriormente la materia delle persone con disabilità di fronte ai vari tipi di emergenze, è possibile accedere al nostro testo intitolato Soccorrere tutti significa soccorrere meglio (a questo link), al cui fianco vi è il lungo elenco dei contributi da noi pubblicati in questi anni. SUPERANDO

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PENISOLA SORRENTINA E VICO EQUENSE NEWS Daniel Pennac a Sorrento per un ciclo di incontri con gli studenti. Poi in scena con “Ho visto Maradona”

20 Novembre 2021, 15:22pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Lo scrittore in città dal 23 novembre. Sabato 27 novembre, ore 21, teatro Armida, lo spettacolo dedicato al Pibe de oro 

 

Sorrento - Dal 23 al 27 novembre lo scrittore francese Daniel Pennac sarà ospite a Sorrento per un fitto carnet di eventi, dedicati agli studenti delle scuole della città e al grande pubblico di ammiratori del papà di Benjamin Malaussène, protagonista di una fortunatissima serie di romanzi. L’iniziativa, promossa dal Comune di Sorrento in collaborazione con Federalberghi Penisola Sorrentina, ed organizzata da In Scena, vedrà la partecipazione degli istituti comprensivi “Sorrento” e “Torquato Tasso”, con due incontri dal titolo “Ho visto Pennac” che si terranno presso il teatro Tasso martedì 23 novembre, alle ore 10 e alle ore 11.30. Sarà l’occasione, per circa seicento giovani, di ascoltare dal vivo una delle firme più note del panorama letterario internazionale. Momento clou del soggiorno sorrentino di Pennac sarà, al teatro Armida, lo spettacolo “Ho visto Maradona” in cui lo scrittore, oltre ad esserne autore, sarà anche attore. Due le messe in scena. La prima, venerdì 26 novembre, alle ore 10, riservata agli studenti, mentre sabato 27 novembre, alle ore 21, lo spettacolo sarà aperto al pubblico, nel rispetto delle norme anti-Covid 19 e previa esibizione del green pass.

 

Prima dell’apertura del sipario sarà proiettato un estratto del documentario sullo spettacolo e su Daniel Pennac, in distribuzione nelle sale cinematografiche e nelle principali piattaforme a partire da dicembre. “Ho visto Maradona”, nato da un’idea di Clara Bauer, Pako Ioffredo, Daniel Pennac e Ximo Solanoper, per la regia di Clara Bauer, si immerge nel realismo magico e affronta la figura poliedrica del più grande giocatore della storia. Un’impresa quasi impossibile, raccontare tutto ciò che ha rappresentato D10S, non solo nel mondo del calcio, una vera icona pop che ha condizionato attraverso il suo genio sregolato, vita, sogni e desideri delle persone in ogni parte del mondo. Miglior calciatore in campo e personaggio vitale, traboccante, attraente e icona fuori misura. Daniel Pennac dà forma al “Mondo Maradona”, dagli aneddoti ai momenti vitali che lo hanno reso parte della nostra vita. Perché è come qualcuno ha detto: “quello che Maradona ha fatto con la sua vita non è importante, ciò che conta è quello che ha fatto con la nostra. Informazioni allo 0815448891. Acquisto biglietti (16 euro) per la serata del 27 novembre presso la libreria Tasso di Sorrento o sulla piattaforma online www.etes.it

VICOEQUENSEONLINE

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VICO EQUENSE NEWS Vico Equense. #ioleggoperchè, al via l’iniziativa che promuove la lettura

20 Novembre 2021, 12:03pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

 

 

 

 

 

 

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Vico Equense - Il più bel dono che si possa fare a una scuola? Un libro. Al via oggi e fino al 28 novembre #ioleggoperchè, l’iniziativa promossa dall’Associazione italiana editori per arricchire il patrimonio librario delle biblioteche scolastiche. A Vico Equense l’iniziativa si ripete per il sesto anno consecutivo grazie all’impegno delle scuole della città e della libreria Ubik. #ioleggoperché è la più grande iniziativa nazionale di promozione della lettura. Grazie all’energia, all’impegno e alla passione di insegnanti, librai, studenti ed editori, e del pubblico che ha contribuito al successo di #ioleggoperché, finora sono stati donati alle scuole oltre un milione di libri, che oggi arricchiscono il patrimonio librario delle biblioteche scolastiche di tutta Italia. “Anche quest’anno – spiega Giovanna Starace, direttrice della Ubik Vico Equense – dona un libro perché si ritorni a parlare e a sognare insieme”

VICOEQUENSEONLINE

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COSTIERA AMALFITANA NEWS Si perde sul monte Falerio: 50enne salvato da CNSAS

20 Novembre 2021, 11:57am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico - CNSAS

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il Soccorso Alpino e Speleologico della Campania è intervenuto sul Monte Falerio per una ricerca disperso.

L’uomo, un cinquantacinquenne, originario di Torre Annunziata era partito da Badia di Cava verso il Monte Falerio e ha perso l’orientamento non riuscendo più a ritrovare il sentiero ed ha quindi allertato i soccorsi.

I tecnici del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico della Campania si sono immediatamente diretti verso il Monte Falerio, (zona a cavallo tra Vietri sul Mare e Cetara e hanno raggiunto l’uomo che risultava in buone condizioni ma molto affaticato.

Dopo essere stato rifocillato dai tecnici del CNSAS, è stato riaccompagnato a valle, sempre scortato dai tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico della Campania. Fortunatamente non è stato necessario l’utilizzo di alcun presidio sanitario né l’intervento sanitario del 118.

FONTE AMALFINOTIZIE

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SPORT NEWS E SPOR T LOCALE Calcio, addio all’attaccante Leonardo Gritti: giocò a Monza in Serie B

20 Novembre 2021, 11:48am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Calcio, addio all’attaccante Leonardo Gritti: giocò a Monza in Serie B

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Partecipa anche il Monza al lutto per Leonardo Gritti, l’attaccante che aveva giocato in biancorosso nella stagione 1993-94. Era ricoverato in stato vegetativo dal 2012. Cordoglio del Monza per la scomparsa del calciatore Leonardo Gritti. Bergamasco, aveva 47 anni e in biancorosso aveva esordito da attaccante nella stagione 1993-94, debuttando in Serie B. Una storia drammatica la sua: era ricoverato in stato vegetativo dal giugno 2012, quando era stato colpito da un infarto da cui non si era mai ripreso. La sua storia era stata raccontata da Gianfelice Facchetti. IL CITTADINOMB

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SPORT NEWS E SPOR T LOCALE Addio al pugile Romano Masitti, lutto nel mondo sportivo di Carate Brianza e Seregno

20 Novembre 2021, 11:42am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Addio al pugile Romano Masitti, lutto nel mondo sportivo di Carate Brianza e Seregno

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Lutto a Carate Brianza: addio a Romano Masitti, pugile protagonista sul ring a cavallo degli anni Cinquanta e Sessanta. Aveva iniziato nella Pugilistica Seregno stregato dall’oro olimpico di Ernesto Formenti. Lutto nel mondo dello sport di Carate Brianza. Romano Masitti ha gettato la spugna dopo otto anni di sofferenza, domenica 14 novembre: un pugile che a cavallo degli anni Cinquanta e Sessanta aveva fatto parlare di sé nelle cronache locali e sulle pagine sportive nazionali. Masitti, ma anche conosciuto come Masetti o Maset, era nato a Carate Brianza il 19 marzo 1936, quarto di cinque fratelli; si è spento nella sua casa attorniato dall’affetto della moglie Rosetta Brivio, dei figli Mario, Roberto, Paolo, dei nipoti Matteo, Luca e Marco e del fratello Alberto. 

Romano Masitti, 85 anni (foto Volonterio)
Romano Masitti, 85 anni (foto Volonterio)

Carate ha perso un vero sportivo d’altri tempi. Socio Avis è stato un donatore di sangue. Si era appassionato alla “nobile arte” sull’onda della vittoria alle Olimpiadi di Londra del 1948, del seregnese Ernesto Formenti. Una medaglia d’oro che aveva fatto sognare moltissimi giovani brianzoli.
A 14 anni di nascosto dai genitori e dal fratello maggiore Bruno infilava i guantoni di novizio come peso welter con la maglia dell’Accademia pugilistica Seregno, che in quegli anni del Dopoguerra gestiva una nutritissima colonia di pugili. Un inizio burrascoso.

“Il mio primo incontro l’avevo disputato a Lecco contro un tale Cattaneo che avevo mandato al tappeto alla prima ripresa - aveva ricordato anni fa Masitti - e dopo il primo successo, il ko a casa. Mio fratello Bruno che aveva letto la notizia sulla Gazzetta dello Sport ed era all’oscuro di tutto me le aveva suonate di santa ragione, ma poi i genitori furono consenzienti”.

Per la Brianza erano gli anni d’oro del pugilato con eccellenti atleti e bravissimi maestri che insegnavano la “noble art”. Suo primo allenatore era stato Clemente Meroni alla Pugilistica seregnese che lo aveva impostato sul quadrato. Dopo di lui è stato seguito da Marco Permieri e dallo stesso Ernesto Formenti. Tra turni in fabbrica e lavori in bottega, alla sera trovava tempo di sottoporsi a duri e faticosi allenamenti. I combattimenti avvenivano almeno un paio di volte al mese.

 

In palestra con lui c’erano Crosariol, Frignati, Novati, Barzaghi e Sala. Nella categoria dei welter, Masetti, brillava a tal punto di essere notato dalla scuderia Ignis di Varese del commendator Giovanni Borghi. Da dilettante con la Pugilistica seregnese aveva battuto a Ginevra il campione svizzero Bersenò. La Pugilista Seregno non voleva cederlo, ma pur di averlo in squadra Borghi lo assunse a lavorare come magazziniere alla Ignis, assieme a Ovidio Sironi ed Enzo Rizzardini.

Con i colori della Ignis nel 1956 al mitico “Principe” di Milano aveva vinto il campionato lombardo Prima Serie contro Ravasi, ma anche la sconfitta agli ottavi del campionato italiano ai punti contro Parmeggiani a cui aveva preso parte con una caviglia ed un polso infortunati. Eventi che sono stati il “pass” verso il professionismo.
Nei diversi incontri aveva avuto come avversari Vittorio Mancini, Ernesto Ballabio e Luigi Furio. Alla Ignis di Varese ha avuto colleghi i mitici Duilio Loi, Mario D’Agata, Giancarlo Garbelli e Scortini. Romano Masitti è stato un pugile tra i più amati dagli appassionati di boxe.

“Masitti era un pugile buono e stimato dagli avversari - ha detto il seregnese Gioacchino Satalino, boxeur di successo e molto amico del brianzolo Lorenzo Zanon, l’ultimo campione europeo dei pesi massimi - aveva un’ottima tecnica, e se avesse avuto un pizzico di cattiveria in più sarebbe diventato un grande campione”.

Nel palmares di Masitti figurano 76 combattimenti: 43 vittorie, 23 pareggi e 10 sconfitte. Per amore nei primi anni Sessanta aveva appeso i guantoni al chiodo. E poi un padre di poche parole, discreto ma unico. Un nonno dolce, dispensatore di ricordi e storie uniche.


 
 
 

Paolo Volonterio IL CITTADINOMB

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SPORT NEWS E SPOR T LOCALE Basket: Sgorbati alla corte della Apl Lissone, ex Fortitudo promosso in serie A

20 Novembre 2021, 11:38am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Basket: Sgorbati alla corte della Apl Lissone, ex Fortitudo promosso in serie A

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Giacomo Sgorbati entra a far parte del roster della prima squadra Galvi Lissone. Ala classe 1997, nonostante la giovane età ha una carriera cestistica di assoluto livello anche nella Nazionale Azzurra under 17. Colpo dell’APL (associazione Pallacanestro Lissone): raggiunto l’accordo con l’atleta Giacomo Sgorbati che entra a far parte del roster della prima squadra Galvi Lissone. Sgorbati, ala classe 1997, nonostante la giovane età ha una carriera cestistica di assoluto livello. Cresciuto cestisticamente come guardia/ala piccola nelle file del Bsl San Lazzaro, nel 2014 il passaggio all’Ucc Casalpusterlengo con esordio anche nella nazionale italiana (U17) per la quale verrà convocato anche nei tre anni successivi. A livello di club, nel 2015/16 il debutto in A2 a Imola, poi Ravenna fino al 2018. Nel 2018/19 la grande stagione alla Fortitudo Bologna con la cui maglia vincerà sia il campionato, con promozione in Serie A, sia la Supercoppa LNP. Nel 2020, dopo una breve parentesi a Jesi, il passaggio a Imola. Laureato in economia, a metà settembre si è trasferito a Milano per la partecipazione a un master. Ed ora la nuova avventura a Lissone. «Sicuramente sono molto determinato ed entusiasta per incominciare questa nuova avventura. Il progetto mi sembra serio nonostante gli ultimi risultati sul campo siano deludenti, ma sono convinto che il gruppo sia unito e tosto e quindi sarà in grado di risollevarsi e chiudere la stagione nei migliori dei modi», le prime parole di Giacomo Sgorbati. Elisabetta Pioltelli IL CITTADINOMB

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SPORT NEWS E SPOR T LOCALE Rally di Monza: la lotta per il titolo, sospesa la quarta prova speciale per un incidente a uno spettatore nella Bergamasca

20 Novembre 2021, 11:34am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Rally di Monza: la lotta per il titolo, sospesa la quarta prova speciale per un incidente a uno spettatore nella Bergamasca - FOTO

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA  La prima delle tre giornate del Rally di Monza che, come ultima gara della stagione, decide il Campionato del mondo è andata in archivio con poche sorprese e un discreto successo di pubblico. Forse anche troppo al di fuori del perimetro dell’autodromo. Partiamo dalla parte sportiva che vede al comando, al termine delle prime sette prove speciali sulle sedici previste, Elfin Evans davanti al leader del Mondiale Sébastien Ogier. I due piloti della Toyota stanno letteralmente giocandosi il titolo sul filo dei decimi di secondo ma, per la verità, il vantaggio del francese in classifica costringe l’inglese a sperare, oltre alla propria vittoria, nel fatto che il sette volte iridato non giunga nelle posizioni di testa. Difficile, visto che la coppia di piloti Hyundai Thierry Neuville e Dani Sordo sono staccati di oltre venti secondi, e non sembrano in grado di raggiungere le due vetture giapponesi.

E poi il pubblico: fin dalle prime ore di venerdì mattina i tifosi hanno affollato il percorso, e le relative postazioni a bordo strada, lungo le prove speciali che si corrono sulla bergamasca. Segnatamente sono interessate le zone di Selvino, del colle di San Fermo e la Valle Imagna.

 

Un’esplosione di passione che però si è tradotta anche in un imprevisto che ha costretto il direttore di gara a sospendere la quarta prova speciale, quella che precedeva il successivo rientro in autodromo della carovana degli ottantaquattro equipaggi al via. Un uomo è caduto procurandosi un problema ad una gamba. Messo al corrente dell’accaduto il direttore di gara, confortato dalla presenza di un commissario di percorso accanto all’infortunato, ha fatto partire ugualmente la prova come da programma.
Ma poi, visto che dalla postazione gli sono arrivate via via notizie di una situazione sanitaria del ferito che si stava aggravando, ha giustamente deciso la sospensione della quarta prova inviando sul posto un’ambulanza, decisione che ha tolto validità a questa quarta frazione.

Sabato si replica, sempre con le prove in mattinata sulle montagne bergamasche per poi rientrare poco dopo l’ora di pranzo in autodromo, da dove le vetture non usciranno più e, fra sabato pomeriggio e domenica mattina, incoroneranno il nuovo Campione del mondo rally. Con molta probabilità questo avverrà davanti ad un tripudio di spettatori, come si intuisce dalle prime indicazioni di oggi e dalla prevendita dei giorni scorsi.

- FOTO


 
 

Enrico Mapelli IL CITTADINOMB

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SPORT NEWS E SPOR T LOCALE Calcio, Eccellenza: vittoria in extremis per la Modenese contro il Campagnola

20 Novembre 2021, 11:24am

Pubblicato da Miki Pappacoda

MODENESE CALCIO A.S.D. - Torneo Aldo Cavazzoli - Gazzetta di Reggio

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Nell’anticipo del sabato del Girone A di Eccellenza, vittoria in extremis per la Modenese, che, in casa, batte 2-1 il Campagnola. Iniziano meglio gli ospiti, che al 20’ si portano in vantaggio con Conte, che si procura un calcio di rigore, per un contatto in area con Lusvarghi, e poi lo trasforma spiazzando Iattoni. Al 40’ Serroukh crea il primo pericolo alla porta del Campagnola calciando dai venticinque metri, ma Piccinardi si salva deviando in tuffo. Nella ripresa, la Modenese spinge sull’acceleratore e al 47’ ci prova con Lo Bello, ma la sua conclusione è debole e viene neutralizzata facilmente da Piccinardi. Scheda Modenese Calcio - Juniores Regionali U19 Girone E Emilia-RomagnaAl 50’ cross basso di Capasso e Serroukh di prima intenzione insacca il pallone in rete. I ragazzi di Fontana, galvanizzati dal pareggio, attaccano alla ricerca dei tre punti. All’85’ Falanelli controlla dentro l’area di rigore e poi lascia partire un tiro che si stampa sulla traversa. Nel recupero, con la partita che sembrava destinata a concludersi in parità, è lo stesso Falanelli protagonista ma questa volta, dalla trequarti, conclude in modo violento e il pallone si infila all’incrocio dei pali.Scheda Modenese Calcio - Allievi Provinciali U17 Modena primaverile -  Girone A Emilia-Romagna La Modenese, in rimonta, conquista così i tre punti e si rilancia in classifica. Il tabellino: Modenese-Campagnola 2-1 Reti: 20’ rig. Conte (C), 50’ Serroukh (M), 92’ Falanelli (M) Modenese: Iattoni, Lo Bello, Posponi, Alicchi, Lusvarghi (65’ Laino), Saetti Baraldi, Serroukh (85’ Pilia), Malverti (65’ Falanelli), Ouattara (80’ Trotta), Tardini, Capasso. A disposizione: Nicolosi, Andolina, Laino, Annovi, Pilia, Depietri, Riva, Trotta, Falanelli. All. Fontana Campagnola: Piccinardi, Murasso (67’ Zaccaria), Zicari, Galli, Camara, Minutolo, Conte (52’ Grazioso), Parisi, Bovi (82’ Gargiulo), Nsingi, Silipo. A disposizione: Menozzi, Bettini, Zaccaria, Grazioso, Pivetti, Ligabue, Bottoni, Morselli, Gargiulo. All. Rossi Ammoniti: Posponi, Serroukh, Lusvarghi, Zicari FONTE SULPANARO.NET

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NEWS ITALIA E DAL MONDO "Cold case" italiani: quando il colpevole non c'è

20 Novembre 2021, 11:17am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Simenon e il caso Montesi - la Repubblica

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Le indagini sul delitto di Nada Cella, dopo 25 anni, potrebbero finalmente arrivare all'individuazione del colpevole. Per un caso come quello di via Marsala, però, ce ne sono tanti altri che ancora oggi restano avvolti nel mistero. Wilma Montesi, Simonetta Cesaroni e Simonetta Ferrero sono state assassinate come Nada. Ma da chi? Vi raccontiamo alcuni dei casi irrisolti più famosi e controversi della storia della nostra Repubblica. Da indagini condotte male, a scene del crimine inquinate e, a volte, anche veri e propri depistaggi. Secondo i più recenti dati Istat, relativi al 2019, in Italia il 23.9% dei casi di omicidio sono rimasti irrisolti. E con il passare degli anni, le storie si complicano. A ogni riapertura dell'indagine sul delitto di via Poma, per esempio, un caso molto simile a quello di Nada Cella, è stata indagata una persona diversa. Dopo 30 anni ancora non si sa chi abbia ucciso Simonetta Cesaroni. Così come resta ignota l'identità del killer di un'altra Simonetta, Ferrero, detta "Munny", assassinata nei bagni dell'Università Cattolica di Milano con 33 pugnalate. Come morì, invece, Wilma Montesi, trovata riversa su una spiaggia del litorale romano? Viaggio nelle storie di tre vittime che non hanno ancora avuto giustizia. La misteriosa fine di Wilma Montesi 9 aprile 1953: il manovale Fortunato Bettini trova sulla spiaggia di Torvajanica, località nei pressi di Roma, il corpo di una giovane donna abbandonato sulla battigia. La scoperta finisce sui giornali ed è grazie a un articolo del quotidiano "Il Messaggero" scritto da Fabrizio Meneghini che il falegname Rodolfo Montesi riconosce nei tratti di quel corpo senza vita sua figlia Wilma, di cui i familiari non hanno notizie da alcuni giorni. Wilma Montesi è un'aspirante attrice di 21 anni che ha partecipato ad alcune produzioni minori di Cinecittà. Il giorno della scomparsa doveva andare al cinema con la madre e con la sorella, ma la ragazza declina l'invito e preferisce andare a fare una passeggiata. Da lì più niente fino al ritrovamento del cadavere. Sulla sua morte iniziano a circolare tante ipotesi. Si esclude quella della violenza sessuale, nonostante Wilma sia stata ritrovata senza gonna e calze, e gli inquirenti iniziano a parlare di "tragico incidente". I giornali però denunciano quello che è, con buone probabilità, un tentativo di insabbiamento per offrire protezione a un non meglio identificato "qualcuno". Lentamente si fa largo l'idea che dei dettagli della tragica fine siano a conoscenza alcuni politici e notabili della Democrazia cristiana che si riuniscono in una villa a Capocotta, proprietà del marchese Ugo La Montagna per serate a base di sesso, alcol e droga. Tra questi ci sarebbe anche Piero Piccioni, figlio del ministro degli Esteri del governo De Gasperi, Attilio, che avrebbe consegnato alla polizia gli abiti della ragazza. Si riaprono le indagini, a processo vanno Piccioni figlio, La Montagna e Saverio Polito, questore di Roma accusato di aver provato a insabbiare l'inchiesta. Il tutto si conclude però con l'assoluzione degli imputati, grazie alla testimonianza della fidanzata di Piccioni, Alida Valli, nota attrice del cinema nostrano, che fornisce un alibi al compagno. Dopo quasi 70 anni, rimane il mistero su come e perché sia morta Wilma Montesi.Il delitto della Cattolica Simonetta Ferrero aveva 26 anni quando venne trovata morta in un bagno dell'Università Cattolica di Milano il 24 luglio 1971, uccisa da 33 coltellate all'addome. Dopo 49 anni non si sa altro, men che meno l'identità del suo assassino. La dottoressa Ferrero, laureata da poco in Scienze politiche, si occupava in Cattolica della "sezione laureati", scegliendo i più meritevoli a cui proporre un percorso professionale. Subito dopo il ritrovamento del cadavere, le indagini si concentrarono sulle persone con cui la ragazza aveva intrattenuto gli ultimi colloqui, ma non emersero dettagli rilevanti. Venne indagato anche il seminarista ventunenne che aveva trovato il corpo, Mario Toso (oggi vescovo e docente universitario). L'autopsia del corpo consentì di escludere la pista della violenza sessuale. L'analisi tuttavia rivelò che la ragazza aveva tentato di difendersi, viste le ferite trovate sui palmi delle mani. Esclusa anche la tentata rapina: la vittima aveva addosso tutti i gioielli che indossava al momento dell'omicidio e nella sua borsa c'era ancora il il portafoglio (che al suo interno conteneva denaro in contanti). Tutte le piste messe in campo dagli inquirenti vennero progressivamente abbandonate. All'inizio del 2021 viene formulata una nuova ipotesi, quella di un serial killer che avrebbe ucciso, tra gli anni Sessanta e Settanta, almeno 7 donne. A dirlo è il criminologo Franco Posa, che ha trovato elementi comuni in queste morti, come l'uso di un'arma bianca, un coltello o simili, l'età e il genere delle vittime e la prossimità degli omicidi. La pista del serial killer, come riferisce Posa in un'intervista a Il Giornale, era stata avanzata anche all'epoca ma venne "considerata in modo superficiale e poi tralasciata". Il criminologo e il suo team stanno ancora lavorando su questa pista ma c'è chi, come il collega Alberto Miatello, rimane scettico di fronte a questa possibilità: "Sono convinto che non ci sia nessun serial killer". La morte di Simonetta Ferrero resta dunque ancora oggi un caso senza soluzione. Il caso di via Poma L'omicidio di Simonetta Cesaroni è forse uno dei più famosi delitti irrisolti d'Italia. Conosciuto anche come "il delitto di via Poma", resta senza un colpevole, dopo 30 anni di indagini sommarie e depistaggi. Siamo a Roma, in pieno centro, ed è il 7 agosto 1990. Il corpo della 21enne viene ritrovato negli uffici dell'Associazione Italiana Alberghi per la Gioventù di via Poma, vicino piazza Mazzini, dove lavora due volte a settimana per una sostituzione estiva. È la sorella di Simonetta, Paola, a dare l'allarme: la ragazza non si fa sentire nei soliti orari e i familiari iniziano a nutrire una certa preoccupazione. Accompagnata dal datore di lavoro di Simonetta, il commercialista Salvatore Volpone, la sorella raggiunge via Poma intorno alle 20. In un ufficio buio e silenzioso i due troveranno il corpo. La ragazza è stata colpita più volte con un'arma da taglio, probabilmente un tagliacarte, che non fu mai ritrovata. L'assassino si accanì con violenza contro la vittima che, secondo quanto emerse dalle indagini, aveva cercato di scappare e poi lottato. All'epoca il primo sospettato fu il portiere del palazzo dove Simonetta Cesaroni venne trovata morta. Si chiamava Pietro Vanacore, detto "Pietrino", e venne arrestato il 10 agosto perché non era riuscito a fornire un alibi fra le 17.30 e le 18.30 del giorno dell'omicidio (orario in cui sarebbe stata uccisa la ragazza). Dopo 26 giorni venne tuttavia scagionato per mancanza di prove. Due anni dopo i fatti venne invece indagato Federico Valle, nipote dell'architetto del palazzo, Cesare Valle. Secondo un austriaco di nome Roland Voller, poi riconosciuto come testimone inaffidabile, Simonetta e il padre di Valle, Raniero, avrebbero avuto una relazione, non accettata dal ragazzo. Anche questa pista venne abbandonata. Ultimo indagato, e anche condannato in primo grado a 24 anni, fu Raniero Brusco. Nel 1990 Brusco era il fidanzato di Simonetta Cesaroni. Il processo a suo carico iniziò nel 2009, 19 anni dopo l'omicidio, quando il pubblico ministero Ilaria Calò lo accusò di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà. Venne chiamato a testimoniare anche Vanacore, il portiere, che, tuttavia, venne trovato morto suicida. Gli inquirenti recuperarono il suo corpo nelle acque di Torre Ovo, località a quaranta chilometri da Taranto. Su un cartello l'uomo aveva lasciato queste parole: "20 anni di sofferenze e di sospetti ti portano al suicidio". Quindi, senza la testimonianza di Vanacore e a distanza di 3 anni dal processo in primo grado, tutte le prove presentate per condannare Brusco (alcune tracce di Dna, un morso trovato sul corpo della vittima che sembrava corrispondesse a quello del ragazzo) vennero completamente ribaltate in appello, quando, ormai 48enne, ricevette l'assoluzione piena. Nonostante nella sentenza fosse stato ribadito il fatto che tanti elementi del caso rimanevano non chiariti. L'identità e il movente dell'omicidio della ragazza restano tutt'oggi oscuri.

FONTE https://news.upday.com/it/cold-case-delitti-irrisolti-italiani/?utm_source=upday&utm_medium=referral

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