E anche su di loro pende l'accusa di falso in concorso. Nella medesima operazione i Carabinieri hanno eseguito 15 perquisizioni con sequestro di telefoni cellulari e di altro materiale che si ritiene utile per la ricostruzione degli esatti confini della vicenda. Le indagini, spiegano i Carabinieri piceni, è nata da alcune anomalie nelle modalità di vaccinazione seguite dal medico, anomalie rilevate dalla stessa Asur. Per cominciare, il numero di somministrazioni fatte dal dottore erano molte di più di quelle fatte dai colleghi convenzionati. Le persone immunizzate, poi, non erano assistiti del medico e in certi casi arrivavano da fuori regione.

Infine, i tempi per l'inserimento delle attestazioni di avvenuta vaccinazione nel sistema informatico del ministero della Salute erano stranamante ritardati. Da qui le indagini dirette dalla Procura tra settembre e dicembre che hanno portato a osservazione e pedinamenti, riprese video e acquisizioni di documenti per verificare se nelle ore successive al ritiro delle dosi (e quindi nei tempi prescritti) il medico procedesse alle inoculazioni. L'attività, aggiungono i Carabinieri ha premesso di raccogliere "gravi elementi per ritenere che le 120 dosi prelevate dal medico tra la fine di settembre e i primi di dicembre non siano state somministrate" e che quindi i Green pass siano falsi. Nei prossimi giorni il medico e l'altra persona che ora è ai domiciliari saranno interrogate dal Gip.