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SEZ.POLITICA Mancano ormai poche ore allo stop per i sondaggi politici relativi alle elezioni regionali che si terranno il prossimo 31 maggio. Sfida apertissima in Campania alla luce dei dati diffusi dai principali istituti nazionali. L'ultimo sondaggio che proponiamo prima del silenzio imposto dalla legge è stato realizzato da Entreprise Contact su commissione del quotidiano Le Cronache del Salernitano. In controtendenza con gli altri rilevamenti, che segnalano Vincenzo De Luca in leggero vantaggio su Stefano Caldoro o, comunque, una parità tra le due principali coalizioni, dallo studio effettuato viene in evidenza una netta vittoria (ipotetica) del Centrodestra. Quattro, come è noto, i candidati alla poltrona di principale di Palazzo Santa Lucia. Il governatore uscente Stefano Caldoro è sostenuto da Forza Italia, NCD e tutto il centrodestra: secondo Cronache del Salernitano, per lui il 41% dei consensi, molto in più rispetto a tutti gli altri dati diffusi in precedenza. Vincenzo De Luca, invece, è appoggiato da PD, UDC ed altre formazioni civiche: l'ex sindaco di Salerno è accreditato del 35%. Il Movimento 5 Stelle, invece, candida Valeria Ciarambino: 17% il gradimento, leggermente inferiore rispetto a quanto affermato dagli altri istituti. I partiti di Sinistra, invece, esprimono Salvatore Vozza mentre Marco Esposito è il candidato della lista civica Mo!: per loro, nel sondaggio, la voce generica "altri" che li stima al 7%, senza dare ulteriori dettagli. Regionali decise da indecisi e potenziali astenuti secondo i sondaggi Un ruolo estremamente importante lo giocheranno gli indecisi e coloro che propendono per l'astensione. Interessante la risposta di questi ultimi alla domanda relativa alle intenzioni di voto nel caso in cui decidessero di recarsi ai seggi: il 43% degli intervistati sceglierebbe Caldoro, il 32% Ciarambino, il 19% De Luca e il 6% voterebbe per gli altri. Probabile, dunque, che gli ultimi appelli andranno a coloro che stanno progettando una domenica al mare.

18 Maggio 2015, 10:03am

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M.P. Mancano ormai poche ore allo stop per i sondaggi politici relativi alle elezioni regionali che si terranno il prossimo 31 maggio. Sfida apertissima in Campania alla luce dei dati diffusi dai principali istituti nazionali. L'ultimo sondaggio che proponiamo prima del silenzio imposto dalla legge è stato realizzato da Entreprise Contact su commissione del quotidiano Le Cronache del Salernitano. In controtendenza con gli altri rilevamenti, che segnalano Vincenzo De Luca in leggero vantaggio su Stefano Caldoro o, comunque, una parità tra le due principali coalizioni, dallo studio effettuato viene in evidenza una netta vittoria (ipotetica) del Centrodestra.

Quattro, come è noto, i candidati alla poltrona di principale di Palazzo Santa Lucia. Il governatore uscente Stefano Caldoro è sostenuto da Forza Italia, NCD e tutto il centrodestra: secondo Cronache del Salernitano, per lui il 41% dei consensi, molto in più rispetto a tutti gli altri dati diffusi in precedenza. Vincenzo De Luca, invece, è appoggiato da PD, UDC ed altre formazioni civiche: l'ex sindaco di Salerno è accreditato del 35%. Il Movimento 5 Stelle, invece, candida Valeria Ciarambino: 17% il gradimento, leggermente inferiore rispetto a quanto affermato dagli altri istituti. I partiti di Sinistra, invece, esprimono Salvatore Vozza mentre Marco Esposito è il candidato della lista civica Mo!: per loro, nel sondaggio, la voce generica "altri" che li stima al 7%, senza dare ulteriori dettagli.

Regionali decise da indecisi e potenziali astenuti secondo i sondaggi

Un ruolo estremamente importante lo giocheranno gli indecisi e coloro che propendono per l'astensione. Interessante la risposta di questi ultimi alla domanda relativa alle intenzioni di voto nel caso in cui decidessero di recarsi ai seggi: il 43% degli intervistati sceglierebbe Caldoro, il 32% Ciarambino, il 19% De Luca e il 6% voterebbe per gli altri. Probabile, dunque, che gli ultimi appelli andranno a coloro che stanno progettando una domenica al mare.

IL VESCOVADO

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SEZ.POLITICA Gli uomini sono già troppo indebitati, crescono i prestiti alle donne

17 Maggio 2015, 13:10pm

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Gli uomini di casa sono ormai troppo indebitati. E allora sono sempre più le donne a chiedere e ottenere prestiti. E' la nuova tendenza nel settore del credito che segnala all'Adnkronos Carmine Evangelista, amministratore delegato di Az Holding, società che fornisce supporto ai processi decisionali assicurativi, creditizi, bancari, legali ed aziendali. Il manager descrive così un altro aspetto della crisi anticipando l'andamento che sarà disegnato dai numeri del prossimo rapporto di marzo dell'Osservatorio Statistico. "Il marito, il padre è spesso già pesantemente indebitato - spiega Evangelista disegnando un trend in salita dal 28,6% del 2011 al 32,7% del 2014 - l'unica che può chiedere il prestito è la donna, moglie, madre o addirittura la nonna. Sono un pilastro della famiglia". Il reddito femminile "è mediamente inferiore" e questo spiega anche in parte "l'aumento di sette punti dei prestiti concessi a chi guadagna meno di mille euro al mese".

Di positivo, se così possiamo dire, c'è che "questo risultato è in parte indice di una maggiore partecipazione al lavoro delle donneperché molti dei prestiti vengono concessi con la cessione del quinto dello stipendio".

Sempre più prestiti 'in rosa', dunque. Ma crescono anche quelli concessi a immigrati, 17,2% dell'anno scorso contro il 15,1% del 2011, e ai giovani sotto i quarant'anni. "Parliamo di tre punti in più - spiega Evangelista - gli under40 fanno parte di una popolazione più a rischio dal punto di vista reddituale perché coinvolta all'interno di lavori meno stabili. Sono a Partita Iva, a progetto, occasionali. Non è detto che abbiano un reddito più basso, solo più precari".

Ci sono più debiti al Nord che al Centro. I numeri parlano chiaro. Al Nord sono pari al 60%, al Centro siamo al 23% e 17% al Sud. "Soprattutto l'area Nord Est ha molto sofferto con la chiusura delle piccole e medie imprese, il fatto che ci siano state tante 'serrate' e quindi tanti fallimenti si è inevitabilmente riflesso sul lato occupazione". In pratica chi aveva un lavoro, avendolo perso, si è dovuto indebitare e, spiega Evangelista, "ha fatto più fatica a rimborsare i prestiti che aveva in corso".

Sempre una donna è protagonista di una sentenza che è stata definita "storica" perché è stato applicato per la prima volta in Lombardia uno dei primi 'Piani del consumatore' in Italia. Nei giorni scorsi il tribunale di Busto Arsizio ha ridotto il debito da 86mila a 11mila euro di una cartella esattoriale di Equitalia di una signora 53enne cassaintegrata.

Applicando quanto stabilito dalla legge 3 del 2012 e secondo il principio della 'Composizione della crisi da sovraindebitamento', il tribunale ha stabilito che dovrà pagare l'87% in meno. L'importo è stato individuato in base alle attuali possibilità economiche della debitrice.

“L’obiettivo della legge – dice l’avvocato della signora Pasquale Lacalandra – è quello di dare l’opportunità ai debitori che si trovano in situazioni critiche di riacquistare un ruolo attivo nell’economia e nella società, senza restare schiacciati dal carico dell’indebitamento preesistente". E’ importante però, spiega il legale Lacalandra, "valutare attentamente le condizioni per poter accedere alla procedura, dato che il Tribunale competente, dovrà esaminare sia la fattibilità del piano" sia "la meritevolezza del debitore”.

Pur essendo contento della sentenza, segno del fatto che "si muove qualcosa" il vicepresidente di Konsumer Italia, Marco Recchi mette l'accento sul fatto che "è evidente che la legge non funziona". In Italia abbiamo fatto una "norma particolarmente complessa e rigida", accusa Recchi, "che è servita solo a mettersi a posto con le istituzioni europee".

"In più di due anni ha prodotto solo episodi sporadici di provvedimenti giudiziari - conclude Recchi - Di fronte a una crisi drammatica del Paese, tre e quattro sentenze non bastano. Il fatto che siano così poche in un periodo di crisi così lungo come è quello che stiamo attraversando e i tanti casi di disperazione di piccoli imprenditori, prova che la legge è troppo complessa e non funziona".

fonte:http://www.adnkronos.com/

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SEZ. POLITICA Pensioni, ipotesi rimborso di un solo anno. Lunedì Cdm, ma spunta l'ombra del rinvio

16 Maggio 2015, 09:36am

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SEZ. POLITICA Pensioni, ipotesi rimborso di un solo anno. Lunedì Cdm, ma spunta l'ombra del rinvio

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA ROMA - Non è all'ordine del giorno, ma la questionepensioni potrebbe essere affrontata nel Consiglio dei ministri convocato per lunedì.

Cdm che con ogni probabilità sarà però almeno l'occasione per il governo per fare un primo giro di tavolo sul decreto che i tecnici di Palazzo Chigi e del Tesoro stanno mettendo a punto. Vagliando una serie di soluzioni, tutte con l'obiettivo di rispettare il volere della Consulta senza sfasciare i conti pubblici, anche per non vanificare i primi segnali di ripresa registrati dall'Istat (Pil +0,3 nel primo trimestre).

Il target di spesa possibile ormai è stato identificato, tra i 3 e i 3,5 miliardi (netti), da reperire tra 'tesoretto' (1,6 miliardi di differenza tra deficit tendenziale e programmatico) e incasso dal rientro dei capitali, entrambe coperture che avranno comunque bisogno di una clausola di salvaguardia perché saranno verificate solo in sede di assestamento. All'interno di questo margine si sta ancora valutando una griglia di soluzioni, che guardano a limitare i rimborsi. E una delle ipotesi sul tavolo, spiegano ambienti di governo, è anche quella di restituire l'indicizzazione della pensione persa per effetto del blocco del Salva-Italia per uno solo dei due anni in cui lo stop è stato in vigore (l'indicizzazione bloccata era del 2,6% per il 2012 e del 1,9% per il 2013). In questo modo, è il ragionamento, si riduce l'impatto sui conti e si risponde a una delle indicazioni della Consulta, che ha giudicato eccessiva la durata del blocco per un biennio. La Corte però ha puntato il dito anche contro la mancanza di progressività dell'intervento, quindi la scelta finale potrebbe essere quella di un mix di misure, con limiti di tempo ma anche per fasce decrescenti al crescere dell'assegno incassato. E una delle soluzioni che resta tra le più gettonate è quella di restituire l'indicizzazione piena solo fino a tre volte il minimo per tutti gli assegni che superano quella soglia. Soluzione che si traduce in un rimborso più alto per chi ha pensioni basse e più basso per chi invece ha un assegno alto (fissando magari comunque un tetto oltre una soglia ad esempio di 8 volte il minimo).

D'altronde la Consulta, è la posizione del governo, non dice che si debba 'ridare tutto a tuttì, come peraltro ha sottolineato anche il viceministro dell'Economia Enrico Morando davanti alla commissione Bilancio del Senato: «L'interpretazione che circola per cui la sentenza della Corte comporterebbe un ritorno alla legislazione vigente prima» del Salva Italia «non è fondata», ha spiegato, aggiungendo che «temporaneità e progressività» sono «le due ragioni» che hanno portato alla bocciatura della norma. «Rimuoverle» porterà quindi ad ottemperare una sentenza che, se applicata in modo automatico, avrebbe invece un impatto ingente. Secondo le stime della relazione tecnica del Salva-Italia, riportate dallo stesso Morando in commissione, l'intervento, così come corretto dal Parlamento, ha portato risparmi di spesa, al netto delle tasse, per circa 3 miliardi a regime (1,8 il primo anno) ha inciso sul 54% del monte complessivo delle pensioni erogate, mentre l'intervento originario, che prevedeva di bloccare già oltre 2 volte il minimo avrebbe inciso sul 76% degli oltre 274 miliardi di pensioni erogate dall'Inps al 2012. Istituto di previdenza che, per voce del presidente Tito Boeri, si è detto pronto, quale che sia la scelta del governo, ma auspicando che, in virtù degli «importanti effetti redistributivi» che porterà con sè, «sia basata sull'equità non solo tra chi ha di più e chi ha di meno ma anche anche tra chi ha avuto di più e chi è chiamato a dare di più ma avrà di meno». Equità «non solo intragenerazionale con contributi più alti da redditi più alti, ma anche intergenerazionale. Non si possono chiedere prelievi ulteriori a chi è destinato ad avere prestazioni future più basse». Parole che a molti hanno ricordato l'idea, che circola da tempo, di mettere mano a un ricalcolo, almeno per gli assegni più alti, della differenza tra quanto viene percepito col metodo retributivo e quanto invece si percepirebbe con quello contributivo.

IL MATTINO.IT

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SEZ-POLITICA Scuola: Renzi 'bocciato', il contro-video degli studenti al premier

15 Maggio 2015, 10:04am

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SEZ-POLITICA Scuola: Renzi 'bocciato', il contro-video degli studenti al premier

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il premier Matteo Renzi ha pubblicato un video di spiegazione del ddl scuola? Gli studenti dell'Uds gli rispondono con ironico contro video. E lanciano la proposta di realizzare video di risposta da ogni scuola sui temi del ddl usando l'hashtag #laverascuola.

"Matteo Renzi ha provato a spiegarci nuovamente La Buona Scuola. Il punto è - dichiara Danilo Lampis, coordinatore nazionale dell'Unione degli Studenti - che noi l'abbiamo capita da tempo, forse il Governo è in difficoltà e non accetta che in tanti l'abbiano compresa realmente, ripulendola dagli slogan a effetto ripetuti anche nel video del premier. Renzi si arroga il merito di aver aperto il dibattito nel Paese sulla scuola. In realtà è proprio lui e il suo Governo ad aver tentato di silenziarlo, manganellando gli studenti, sgomberando le scuole in occupazione o tacciando gli studenti e i professori di squadrismo. Siamo stati noi a porre la scuola al centro dell'attenzione, perché proprio quest'ultima è al centro di un attacco!" Secondo l'Uds, il Premier nei 5 punti toccati dal video "non dice la verità sul ddl e sarebbe il caso che se lo ripassasse".

"Ci abbiamo pensato noi a dire la verità sul progetto di riforma che stanno promuovendo senza il consenso della maggioranza del Paese. Continuano a portare avanti - osserva Lampis - un modello di scuola autoritario con un dirigente che continua a decidere tutto in forma diretta e indiretta, succube dei privati, che legittima le disuguaglianze attraverso il 5 X 1000 e lo school bonus invece che abbatterle e che mette in concorrenza falsata scuole pubbliche e private, concedendo nuove agevolazioni a favore di queste ultime. Non c'è un euro sul diritto allo studio e non si pensa a finanziare realmente la scuola pubblica per raggiungere la media di investimenti europea". L'associazione studentesca annuncia quindi che la mobilitazione proseguirà, a partire dalle giornate del 18, 19 e 20 durante le quali saranno promosse iniziative in concomitanza del voto alla Camera "sino a sostenere ulteriori forme di lotta assieme agli insegnanti e ai genitori, compreso il blocco degli scrutini".

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SEZ. POLITICA ROMA Accordo maggioranza su prescrizione

14 Maggio 2015, 17:30pm

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SEZ. POLITICA ROMA Accordo maggioranza su prescrizione
SEZ. POLITICA ROMA Accordo maggioranza su prescrizione

INSERITO DA ANGELA CECERE Tavolo per rivedere termini troppo lunghi per reati contro P.A. ROMA, E' stato trovato un accordo nella maggioranza per avviare un tavolo tecnico sulla prescrizione con lo scopo di rivedere l'allungamento eccessivo dei termini per i reati contro la pubblica amministrazione che rischiava di avere impatti sulla ragionevole durata dei processi. E' l'esito della riunione svolta al ministero della Giustizia tra il ministro Andrea Orlando e i capigruppo di maggioranza. A sollecitare l'incontro era stata Area Popolare (Ncd e Udc).

ANSA

14.05.2015. 18.30

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SEZ.POLITICA Scuola, immigrazione, riforme: le scelte di Renzi

12 Maggio 2015, 12:52pm

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INSERITO DA BARBARA PAPPACODA ROMA. Dalla scuola ai migranti, dalla banda ultralarga alle riforme, dalle elezioni regionali fino a pensioni e Pd. Il premier Matteo Renzi risponde in diretta alle domande dei lettori e del capo della redazione politica di Repubblica, Claudio Tito.

Scuola. Al mondo della scuola Renzi promette soldi e autonomie. "La riforma della scuola non è la soluzione di tutti i problemi: occorrerà una nuova generazione per questo" sottolinea Renzi al videoforum di Repubblica tv. Ma avverte che "non tutti i precari della scuola possooo essere assunti, perchè nella scuola si entra per concorso. Non si può pensare che improvvisamente prendi 400mila precari e li metti dentro". "Ai presidi - spiega - vogliamo dare tre poteri: scrivere il piano dell’offerta formativa, valutare i docenti, scegliere non solo con le graduatorie burocratiche. Sul primo punto abbiamo già detto che se può essere un elemento di serenità dire che il preside propone e il consiglio di istituto decide per noi va bene. Per quanto riguarda la valutazione dei docenti: vogliamo non darla al preside? Discutiamo".

Pensioni. "La Corte costituzionale ha deciso che una norma del governo Monti, dice che la mancata indicizzazioni delle pensioni è incostituzionale, ma non dice che il governo deve pagare domani mattina tutto" precis. "Nei prossimi giorni verificheremo le carte, prendiamoci il tempo necessario per evitare di fare errori - aggiunge - sulle pensioni non si possono sparare cifre a casaccio".

Immigrazione. Bombardare i barconi nel porto? "È un'ipotesi che è stata praticabile in Albania, sono tecniche militari, lo studio è pronto, noi siamo pronti a intervenire". Sull'immigrazione però "mi aspetto una risoluzione Onu complessiva, poi valuteremo" dice Renzi. E aggiunge: "Quello della distribuzione" dei migranti in Ue "è una proposta che arriva dalla commissione, mi sembra seria. Ci sono alcuni Paesi che non la vogliono, capisco la loro resistenza, ma è chiaro che non può essere solo l'Italia a farsi carico" dei migranti.

Riforme. "Nel 2016 - quando sarà approvata la legge costituzionale - ci sarà il grande bivio: tra chi vuole cambiare il paese e tra Salvini, la sinistra masochista, Grillo, Berlusconi, Landini con i comitati del no. Si farà il referendum e vediamo chi vince". E a proposito della nuova legge elettorale dice: "L'efficacia dell'Italicum è assoluta. Anche se non si facesse la riforma costituzionale, che si farà, l'Italicum varrebbe solo per la Camera ma funziona. L'efficacia non è condizionata» dalle riforme costituzionali".

Le elezioni in Campania. "Alcuni candidati mi imbarazzano eccome, però dico che liste Pd sono pulite. Noi siamo intervenuti in modo molto forte sul Pd, Su alcune liste collegate al Presidente si può discutere, ci sono candidati che non voterei neanche se costretto", afferma Renzi. Mentre sulla controversa candidatura di De Luca dice: "Il fatto che Vincenzo De Luca sia candidato con il rischio di decadere, se vince, in base alla legge Severino «è una contraddizione che nessuno può negare ma quando gli si è consentito di partecipare alle primarie si è preso atto che la norma è stata disapplicata a Salerno ma soprattutto a Napoli. Di fatto è un problema superabile".

Renzi sul Cavaliere. Berlusconi finito? "Occhio, ha più vite di un gatto. E se in Liguria Toti vince grazie al lavoro fondamentale della sinistra masochista" ci può essere un ricompattamento su Berlusconi. "Io auspico che ci sia un bel partito repubblicano di destra, così possiamo sconfiggerlo".

Telecomunicazioni. Per la banda ultralarga "i tempi previsti sono quelli della normativa europea, il 2020 è l'obiettivo massimo. Noi non entriamo nel merito dei piani industriali neanche di aziende pubbliche come Enel ma la banda la portiamo dappertutto, soprattutto al sud".

LA GAZZETTA DI MODENA

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SEZ.POLITICA "Non voteremo più il Pd", l'attacco 'social' dei professori sulla pagina Fb di Renzi

11 Maggio 2015, 14:06pm

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SEZ.POLITICA "Non voteremo più il Pd", l'attacco 'social' dei professori sulla pagina Fb di Renzi
SEZ.POLITICA "Non voteremo più il Pd", l'attacco 'social' dei professori sulla pagina Fb di Renzi

INSERITO DA MORENA MOTTA Una valanga di post contro la 'Buona scuola' sulla pagina Facebook del presidente del Consiglio Matteo Renzi. Dopo lo sciopero e i cortei, arriva l'attacco 'social' dei professori che da diverse ore stanno inondando di commenti il profilo del premier. "Non voteremo più il Pd perché indignati dal ddl 'La buona Scuola'", dicono in coro gli insegnanti che hanno anche lanciato l'hashtag #staitranquillorenzi non ti voteremo.

"Sono un'insegnante di ruolo - scrive una docente - ma non voterò più Pd perché non mi può rappresentare un partito che non pratica più la democrazia, sovvenziona le scuole private e nega, a chi da anni che lavora nel mondo della scuola, la possibilità di entrare a farne parte a tutti gli effetti. La scuola è il nostro futuro... Ma avanti di questo passo a furia di tagli, ci troveremo con strutture fatiscenti, materiali insufficienti, insegnanti demotivati e nulla più. È questo che vogliamo per i nostri figli?".

"Perché dovrei votare Pd se mi tratta cosi? 20 anni di duro impegno scolastico per vederli mortificati da un ddl che distrugge la scuola statale", si lamenta un altro insegnante. "Abbiamo votato la nostra vita all'insegnamento. Lei sta distruggendo tutto il nostro lavoro", scrive un docente.

Di post in post il tono e il contenuto dei commenti sono sempre gli stessi. "Sono veramente molto amareggiata e delusa da questo Pd che ha messo le mani sulla nostra scuola, sulla scuola di tutti. Purtroppo - sottolinea un'insegnante, ripetendo il refrain degli altri commenti - non voterò mai più Pd".

FONTE: ADNKRONOS

11/05/2015 15:06

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SEZ.POLITICA Ospedale Costa d'Amalfi, la mobilitazione della Conferenza dei Sindaci

11 Maggio 2015, 13:47pm

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA I sindaci di Ravello e di Minori, Paolo Vuilleumier eAndrea Reale, con il consigliere delegato alla Sanità del Comune di Ravello, Franco Lanzieri, hanno partecipato stamani, in rappresentanza della Conferenza dei Sindaci, alla manifestazione a difesa dell'ospedale Costa d'Amalfi che si è svolta ad Amalfi.

L'iniziativa, indetta dal comitato locale del Tribunale del Malato, presieduto da Andrea Cretella, ha visto la piena convergenza dei sindaci e del comitato promotore sulla necessità di rivendicare per il nosocomio la sua funzione salvavita, proseguendo nella battaglia per salvaguardare la salute dei cittadini, che i primi cittadini stanno conducendo da anni a favore della sicurezza sanitaria per residenti e turisti.

Precisi impegni in tal senso, è stato annunciato, saranno richiesti al candidato dalla presidenza della Regione Campania, Vincenzo De Luca, nel corso dell'incontro previsto a Ravello per lunedì 18 maggio, presso l'Auditorium Niemeyer, alle 19 e 30.

"Abbiamo raccolto l'invito a portare all'ordine del giorno della prossima Conferenza dei Sindaci le proposte del comitato, in relazione al ripristino immediato della chirurgia d'urgenza per i prossime mesi estivi di maggior affluenza turistica - ha dichiarato Vuilleumier - e di invitare i cittadini della Costa d'Amalfi a destinare il 5 per mille a favore dell'azienda sanitaria Ruggi d'Aragona, come contributo economico per il mantenere intatte le funzioni del nostro importante presidio ospedaliero".

IL VESCOVADO DI RAVELLO

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SEZ.POLITICA Mattarella chiede la svolta alla Ue: "Cambiare rotta, meno austerità"

9 Maggio 2015, 13:13pm

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SEZ.POLITICA Mattarella chiede la svolta alla Ue: "Cambiare rotta, meno austerità"
SEZ.POLITICA Mattarella chiede la svolta alla Ue: "Cambiare rotta, meno austerità"

INSERITO DA MORENA MOTTA Il Capo dello Stato nel giorno della Festa dell'Europa: "Ci vuole meno egoismo per dare ai nostri giovani europei una prospettiva di lavoro e affrontare il dramma delle migrazioni". Mogherini: "Vergogna ci si svegli solo davanti a morte. Ma finalmente arriva risposta comune". Schulz: "Serve sistema più equo".

MILANO - Cambiare passo sui temi caldi dell'agenda europea: la crisi economica e il suo superamento e l'emergenza dei migranti che, partendo dalle coste africane, cercano di lasciarsi alle spalle povertà e sofferenza per raggiungere in massa il Vecchio continente. "Noi che siamo europeisti, non ci stanchiamo di sostenere una maggiore integrazione politica dell'Europa. Serve a questo scopo un cambiamento di rotta per ridurre gli squilibri interni e rivitalizzare le energie penalizzate da eccessi di austerità". E' questo il messaggio che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha lanciato verso Bruxelles in occasione della Festa dell'Europa nel 65esimo della dichiarazione Schuman, che nel 1950 poneva le basi per la Comunità europea del carbone e dell'acciaio e per la pacificazione del coninente devastato dalla Seconda guerra mondiale.

L'appello di Mattarella è anche a uno sforzo culturale, a limitare l'egoismo in Europa. "L'egoismo è al di fuori dai valori dell'Unione", sostiene il Capo dello Stato. "Ci vuole meno egoismo per dare ai nostri giovani europei una prospettiva di lavoro, di vita, di relazioni sempre più intense. Meno egoismo per affrontare in modo positivo il dramma delle migrazioni. Meno egoismo per svolgere un ruolo efficace di pace in Africa e nel Medio Oriente". Di nuovo sui temi economici: "La caduta degli investimenti nel nostro continente è stata pesante negli ultimi anni: occorre utilizzare tutte le risorse disponibili - a partire dall'attuazione e dal rafforzamento del piano Juncker - affinché l'Europa torni a essere vettore di sviluppo: uno sviluppo nuovo e sostenibile", l'invito ai governanti dell'Unione che negli ultimi tempi hanno pensato più che altro a stringere la cinghia fiscale, con evidenti ricadute su crescita e benessere.
Un invito al quale risponde indirettamente Federica Mogherini, alto rappresentante per gli Affari esteri dell'Unione europea, che apre a Expo 2015 l'European national day che si celebra oggi, 9 maggio, in occasione della tradizionale Festa dell'Europa: "In Europa nell'ultimo periodo abbiamo cambiato verso, per esempio la parola flessibilità non è più un tabù e l'austerità non è più un mantra", dice Mogherini. "L'Europa è nata questo stesso giorno di tanti anni fa per mettere un progetto in comune e lasciarsi alle spalle le macerie della Seconda guerra mondiale", ricorda ancora l'alto rappresentante. "Oggi - dice - vi sono sfide che non sono meno drammatiche, non si chiamano più guerra in Europa, ma fame, disperazione e conflitti intorno a noi".
Secondo Mogherini la scelta di creare un'unione di paesi europei fatta negli anni Cinquanta è "una responsabilità che i nostri padri e i nostri nonni hanno preso e che noi dobbiamo riassumere alle nuove generazioni". Quanto al tema caldo dell'immigrazione ("una vergogna che l'Europa si svegli solo di fronte alla morte"), l'Alto rappresentante saluta con l'imminente agenda europea per l'immigrazione "finalmente una risposta europea" sul tema. Per Mogherini è "onesto dire che non cambierà la situazione in una settimana. Quello che stiamo facendo tocca diversi fronti e per la prima volta lo stiamo facendo da europei". Un riferimento al progetto che prevede, tra l'altro, un'equa distribuzione dei profughi all'interno dei ventotto paesi dell'Unione. Mogherini parla anche dell'Expo come una "grandissima opportunità" anche per l'Unione europea per affrontare il problema dell'accesso al cibo e confrontarsi con le proprie politiche economiche.
Ancora da Expo e ancora sul tema del lavoro si concentra il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, durante il 'dialogo con i cittadini' organizzato nell'ambito della Giornata europea all'Esposizione universale: "La lotta alla disoccupazione giovanile è la priorità delle priorità". Schulz risponde a una domanda di uno dei mille studenti presenti in sala che chiedeva cosa può fare l'Europa contro la disoccupazione giovanile. "Dobbiamo avere un sistema tributario più equo perchè non è possibile che ci sia Google e Amazon che non pagano neanche un centesimo di tasse e un piccolo commerciante milanese venga strozzato".

FONTE: LA REPUBBLICA.IT

09/05/2015 14.13

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SEZ. POLITICA ROMA Cameron a Renzi, lavoriamo su immigrati

8 Maggio 2015, 16:47pm

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SEZ. POLITICA ROMA Cameron a Renzi, lavoriamo su immigrati
SEZ. POLITICA ROMA Cameron a Renzi, lavoriamo su immigrati

INSERITO DA ANGELA CECERE Un tweet pubblicato sul profilo di Downing Street ROMA, Il premier britannico David Cameron e quello italiano Matteo Renzi sono d'accordo sul fatto di "lavorare a stretto contatto sull'Europa e sui migranti nel Mediterraneo". E' quanto si legge in un tweet pubblicato sul profilo di Downing Street che conferma la telefonata di congratulazioni fatta da Renzi a Cameron dopo la vittoria.

ANSA

08.05.2015. 17.47

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