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sez.politica

SEZ. POLITICA ROMA Accordo maggioranza su prescrizione

14 Maggio 2015, 17:30pm

Pubblicato da www.mikivettica.net

SEZ. POLITICA ROMA Accordo maggioranza su prescrizione
SEZ. POLITICA ROMA Accordo maggioranza su prescrizione

INSERITO DA ANGELA CECERE Tavolo per rivedere termini troppo lunghi per reati contro P.A. ROMA, E' stato trovato un accordo nella maggioranza per avviare un tavolo tecnico sulla prescrizione con lo scopo di rivedere l'allungamento eccessivo dei termini per i reati contro la pubblica amministrazione che rischiava di avere impatti sulla ragionevole durata dei processi. E' l'esito della riunione svolta al ministero della Giustizia tra il ministro Andrea Orlando e i capigruppo di maggioranza. A sollecitare l'incontro era stata Area Popolare (Ncd e Udc).

ANSA

14.05.2015. 18.30

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SEZ.POLITICA Scuola, immigrazione, riforme: le scelte di Renzi

12 Maggio 2015, 12:52pm

Pubblicato da www.mikivettica.net

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA ROMA. Dalla scuola ai migranti, dalla banda ultralarga alle riforme, dalle elezioni regionali fino a pensioni e Pd. Il premier Matteo Renzi risponde in diretta alle domande dei lettori e del capo della redazione politica di Repubblica, Claudio Tito.

Scuola. Al mondo della scuola Renzi promette soldi e autonomie. "La riforma della scuola non è la soluzione di tutti i problemi: occorrerà una nuova generazione per questo" sottolinea Renzi al videoforum di Repubblica tv. Ma avverte che "non tutti i precari della scuola possooo essere assunti, perchè nella scuola si entra per concorso. Non si può pensare che improvvisamente prendi 400mila precari e li metti dentro". "Ai presidi - spiega - vogliamo dare tre poteri: scrivere il piano dell’offerta formativa, valutare i docenti, scegliere non solo con le graduatorie burocratiche. Sul primo punto abbiamo già detto che se può essere un elemento di serenità dire che il preside propone e il consiglio di istituto decide per noi va bene. Per quanto riguarda la valutazione dei docenti: vogliamo non darla al preside? Discutiamo".

Pensioni. "La Corte costituzionale ha deciso che una norma del governo Monti, dice che la mancata indicizzazioni delle pensioni è incostituzionale, ma non dice che il governo deve pagare domani mattina tutto" precis. "Nei prossimi giorni verificheremo le carte, prendiamoci il tempo necessario per evitare di fare errori - aggiunge - sulle pensioni non si possono sparare cifre a casaccio".

Immigrazione. Bombardare i barconi nel porto? "È un'ipotesi che è stata praticabile in Albania, sono tecniche militari, lo studio è pronto, noi siamo pronti a intervenire". Sull'immigrazione però "mi aspetto una risoluzione Onu complessiva, poi valuteremo" dice Renzi. E aggiunge: "Quello della distribuzione" dei migranti in Ue "è una proposta che arriva dalla commissione, mi sembra seria. Ci sono alcuni Paesi che non la vogliono, capisco la loro resistenza, ma è chiaro che non può essere solo l'Italia a farsi carico" dei migranti.

Riforme. "Nel 2016 - quando sarà approvata la legge costituzionale - ci sarà il grande bivio: tra chi vuole cambiare il paese e tra Salvini, la sinistra masochista, Grillo, Berlusconi, Landini con i comitati del no. Si farà il referendum e vediamo chi vince". E a proposito della nuova legge elettorale dice: "L'efficacia dell'Italicum è assoluta. Anche se non si facesse la riforma costituzionale, che si farà, l'Italicum varrebbe solo per la Camera ma funziona. L'efficacia non è condizionata» dalle riforme costituzionali".

Le elezioni in Campania. "Alcuni candidati mi imbarazzano eccome, però dico che liste Pd sono pulite. Noi siamo intervenuti in modo molto forte sul Pd, Su alcune liste collegate al Presidente si può discutere, ci sono candidati che non voterei neanche se costretto", afferma Renzi. Mentre sulla controversa candidatura di De Luca dice: "Il fatto che Vincenzo De Luca sia candidato con il rischio di decadere, se vince, in base alla legge Severino «è una contraddizione che nessuno può negare ma quando gli si è consentito di partecipare alle primarie si è preso atto che la norma è stata disapplicata a Salerno ma soprattutto a Napoli. Di fatto è un problema superabile".

Renzi sul Cavaliere. Berlusconi finito? "Occhio, ha più vite di un gatto. E se in Liguria Toti vince grazie al lavoro fondamentale della sinistra masochista" ci può essere un ricompattamento su Berlusconi. "Io auspico che ci sia un bel partito repubblicano di destra, così possiamo sconfiggerlo".

Telecomunicazioni. Per la banda ultralarga "i tempi previsti sono quelli della normativa europea, il 2020 è l'obiettivo massimo. Noi non entriamo nel merito dei piani industriali neanche di aziende pubbliche come Enel ma la banda la portiamo dappertutto, soprattutto al sud".

LA GAZZETTA DI MODENA

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SEZ.POLITICA "Non voteremo più il Pd", l'attacco 'social' dei professori sulla pagina Fb di Renzi

11 Maggio 2015, 14:06pm

Pubblicato da www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA "Non voteremo più il Pd", l'attacco 'social' dei professori sulla pagina Fb di Renzi
SEZ.POLITICA "Non voteremo più il Pd", l'attacco 'social' dei professori sulla pagina Fb di Renzi

INSERITO DA MORENA MOTTA Una valanga di post contro la 'Buona scuola' sulla pagina Facebook del presidente del Consiglio Matteo Renzi. Dopo lo sciopero e i cortei, arriva l'attacco 'social' dei professori che da diverse ore stanno inondando di commenti il profilo del premier. "Non voteremo più il Pd perché indignati dal ddl 'La buona Scuola'", dicono in coro gli insegnanti che hanno anche lanciato l'hashtag #staitranquillorenzi non ti voteremo.

"Sono un'insegnante di ruolo - scrive una docente - ma non voterò più Pd perché non mi può rappresentare un partito che non pratica più la democrazia, sovvenziona le scuole private e nega, a chi da anni che lavora nel mondo della scuola, la possibilità di entrare a farne parte a tutti gli effetti. La scuola è il nostro futuro... Ma avanti di questo passo a furia di tagli, ci troveremo con strutture fatiscenti, materiali insufficienti, insegnanti demotivati e nulla più. È questo che vogliamo per i nostri figli?".

"Perché dovrei votare Pd se mi tratta cosi? 20 anni di duro impegno scolastico per vederli mortificati da un ddl che distrugge la scuola statale", si lamenta un altro insegnante. "Abbiamo votato la nostra vita all'insegnamento. Lei sta distruggendo tutto il nostro lavoro", scrive un docente.

Di post in post il tono e il contenuto dei commenti sono sempre gli stessi. "Sono veramente molto amareggiata e delusa da questo Pd che ha messo le mani sulla nostra scuola, sulla scuola di tutti. Purtroppo - sottolinea un'insegnante, ripetendo il refrain degli altri commenti - non voterò mai più Pd".

FONTE: ADNKRONOS

11/05/2015 15:06

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SEZ.POLITICA Ospedale Costa d'Amalfi, la mobilitazione della Conferenza dei Sindaci

11 Maggio 2015, 13:47pm

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA I sindaci di Ravello e di Minori, Paolo Vuilleumier eAndrea Reale, con il consigliere delegato alla Sanità del Comune di Ravello, Franco Lanzieri, hanno partecipato stamani, in rappresentanza della Conferenza dei Sindaci, alla manifestazione a difesa dell'ospedale Costa d'Amalfi che si è svolta ad Amalfi.

L'iniziativa, indetta dal comitato locale del Tribunale del Malato, presieduto da Andrea Cretella, ha visto la piena convergenza dei sindaci e del comitato promotore sulla necessità di rivendicare per il nosocomio la sua funzione salvavita, proseguendo nella battaglia per salvaguardare la salute dei cittadini, che i primi cittadini stanno conducendo da anni a favore della sicurezza sanitaria per residenti e turisti.

Precisi impegni in tal senso, è stato annunciato, saranno richiesti al candidato dalla presidenza della Regione Campania, Vincenzo De Luca, nel corso dell'incontro previsto a Ravello per lunedì 18 maggio, presso l'Auditorium Niemeyer, alle 19 e 30.

"Abbiamo raccolto l'invito a portare all'ordine del giorno della prossima Conferenza dei Sindaci le proposte del comitato, in relazione al ripristino immediato della chirurgia d'urgenza per i prossime mesi estivi di maggior affluenza turistica - ha dichiarato Vuilleumier - e di invitare i cittadini della Costa d'Amalfi a destinare il 5 per mille a favore dell'azienda sanitaria Ruggi d'Aragona, come contributo economico per il mantenere intatte le funzioni del nostro importante presidio ospedaliero".

IL VESCOVADO DI RAVELLO

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SEZ.POLITICA Mattarella chiede la svolta alla Ue: "Cambiare rotta, meno austerità"

9 Maggio 2015, 13:13pm

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SEZ.POLITICA Mattarella chiede la svolta alla Ue: "Cambiare rotta, meno austerità"
SEZ.POLITICA Mattarella chiede la svolta alla Ue: "Cambiare rotta, meno austerità"

INSERITO DA MORENA MOTTA Il Capo dello Stato nel giorno della Festa dell'Europa: "Ci vuole meno egoismo per dare ai nostri giovani europei una prospettiva di lavoro e affrontare il dramma delle migrazioni". Mogherini: "Vergogna ci si svegli solo davanti a morte. Ma finalmente arriva risposta comune". Schulz: "Serve sistema più equo".

MILANO - Cambiare passo sui temi caldi dell'agenda europea: la crisi economica e il suo superamento e l'emergenza dei migranti che, partendo dalle coste africane, cercano di lasciarsi alle spalle povertà e sofferenza per raggiungere in massa il Vecchio continente. "Noi che siamo europeisti, non ci stanchiamo di sostenere una maggiore integrazione politica dell'Europa. Serve a questo scopo un cambiamento di rotta per ridurre gli squilibri interni e rivitalizzare le energie penalizzate da eccessi di austerità". E' questo il messaggio che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha lanciato verso Bruxelles in occasione della Festa dell'Europa nel 65esimo della dichiarazione Schuman, che nel 1950 poneva le basi per la Comunità europea del carbone e dell'acciaio e per la pacificazione del coninente devastato dalla Seconda guerra mondiale.

L'appello di Mattarella è anche a uno sforzo culturale, a limitare l'egoismo in Europa. "L'egoismo è al di fuori dai valori dell'Unione", sostiene il Capo dello Stato. "Ci vuole meno egoismo per dare ai nostri giovani europei una prospettiva di lavoro, di vita, di relazioni sempre più intense. Meno egoismo per affrontare in modo positivo il dramma delle migrazioni. Meno egoismo per svolgere un ruolo efficace di pace in Africa e nel Medio Oriente". Di nuovo sui temi economici: "La caduta degli investimenti nel nostro continente è stata pesante negli ultimi anni: occorre utilizzare tutte le risorse disponibili - a partire dall'attuazione e dal rafforzamento del piano Juncker - affinché l'Europa torni a essere vettore di sviluppo: uno sviluppo nuovo e sostenibile", l'invito ai governanti dell'Unione che negli ultimi tempi hanno pensato più che altro a stringere la cinghia fiscale, con evidenti ricadute su crescita e benessere.
Un invito al quale risponde indirettamente Federica Mogherini, alto rappresentante per gli Affari esteri dell'Unione europea, che apre a Expo 2015 l'European national day che si celebra oggi, 9 maggio, in occasione della tradizionale Festa dell'Europa: "In Europa nell'ultimo periodo abbiamo cambiato verso, per esempio la parola flessibilità non è più un tabù e l'austerità non è più un mantra", dice Mogherini. "L'Europa è nata questo stesso giorno di tanti anni fa per mettere un progetto in comune e lasciarsi alle spalle le macerie della Seconda guerra mondiale", ricorda ancora l'alto rappresentante. "Oggi - dice - vi sono sfide che non sono meno drammatiche, non si chiamano più guerra in Europa, ma fame, disperazione e conflitti intorno a noi".
Secondo Mogherini la scelta di creare un'unione di paesi europei fatta negli anni Cinquanta è "una responsabilità che i nostri padri e i nostri nonni hanno preso e che noi dobbiamo riassumere alle nuove generazioni". Quanto al tema caldo dell'immigrazione ("una vergogna che l'Europa si svegli solo di fronte alla morte"), l'Alto rappresentante saluta con l'imminente agenda europea per l'immigrazione "finalmente una risposta europea" sul tema. Per Mogherini è "onesto dire che non cambierà la situazione in una settimana. Quello che stiamo facendo tocca diversi fronti e per la prima volta lo stiamo facendo da europei". Un riferimento al progetto che prevede, tra l'altro, un'equa distribuzione dei profughi all'interno dei ventotto paesi dell'Unione. Mogherini parla anche dell'Expo come una "grandissima opportunità" anche per l'Unione europea per affrontare il problema dell'accesso al cibo e confrontarsi con le proprie politiche economiche.
Ancora da Expo e ancora sul tema del lavoro si concentra il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, durante il 'dialogo con i cittadini' organizzato nell'ambito della Giornata europea all'Esposizione universale: "La lotta alla disoccupazione giovanile è la priorità delle priorità". Schulz risponde a una domanda di uno dei mille studenti presenti in sala che chiedeva cosa può fare l'Europa contro la disoccupazione giovanile. "Dobbiamo avere un sistema tributario più equo perchè non è possibile che ci sia Google e Amazon che non pagano neanche un centesimo di tasse e un piccolo commerciante milanese venga strozzato".

FONTE: LA REPUBBLICA.IT

09/05/2015 14.13

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SEZ. POLITICA ROMA Cameron a Renzi, lavoriamo su immigrati

8 Maggio 2015, 16:47pm

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SEZ. POLITICA ROMA Cameron a Renzi, lavoriamo su immigrati
SEZ. POLITICA ROMA Cameron a Renzi, lavoriamo su immigrati

INSERITO DA ANGELA CECERE Un tweet pubblicato sul profilo di Downing Street ROMA, Il premier britannico David Cameron e quello italiano Matteo Renzi sono d'accordo sul fatto di "lavorare a stretto contatto sull'Europa e sui migranti nel Mediterraneo". E' quanto si legge in un tweet pubblicato sul profilo di Downing Street che conferma la telefonata di congratulazioni fatta da Renzi a Cameron dopo la vittoria.

ANSA

08.05.2015. 17.47

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SEZ. POLITICA Stop ai vitalizi, arriva delibera della Camera. M5S e FI non votano

7 Maggio 2015, 17:57pm

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SEZ. POLITICA Stop ai vitalizi, arriva delibera della Camera. M5S e FI non votano
SEZ. POLITICA Stop ai vitalizi, arriva delibera della Camera. M5S e FI non votano

INSERITO DA ANGELA CECERE Per Fi delibera incostituzionale; Lega presenta proposta taglio a tutti i parlamentari Ok dell'Ufficio di presidenza della Camera alla delibera che blocca la corresponsione dei vitalizi agli ex deputati condannati per reati considerati gravi. Fi e M5s abbandonano la seduta, e i rappresentanti di Ap non hanno partecipato al voto. Nessun voto contrario, a favore hanno votato Pd, Sel, Sc, Fdi e Lega. "Un segnale forte, significativo e concreto delle istituzioni ai cittadini. Un bel segnale". Così il presidente del Senato Pietro Grasso commenta su twitter il "si" del Consiglio di presidenza alla delibera che taglia il vitalizio ai parlamentari condannati."Non partecipiamo al voto. Questa porcata se la votano da soli", dice Luigi di Maio (M5s) lasciando la riunione prima del voto. Un atteggiamento che stupisce il Pd: "E' stata approvata - spiega Anna Rossomando - una proposta equilibrata. M5s mirava a far saltare l'approvazione della delibera oggi per passare alla sede legislativa, con tempi più lunghi. Un atteggiamento che stupisce: è contradditorio viste le pressioni che avevano fatto". La delibera prevede lo stop ai vitalizi per i reati considerati gravi e ledono la dignità della carica di parlamentare e di chi la ricopre.Si tratta prevalentemente di reati di mafia, contro la pubblica amministrazione e delle condanne in via definitiva a più di due anni per reati comuni che prevedano un massimo edittale non superiore ai sei anni, sulla scia di quanto enunciato dalla legge Severino. Nella votazione non sono emersi voti contrari. I vitalizi non verranno sospesi nel caso in cui il deputato condannato riceva la riabilitazione: in quel caso, dopo che egli la avrà comunicata alla Camera, i vitalizi verranno corrisposti nuovamente dalla data della presentazione della domanda legittimamente presentata e accolta.ECCO CHI RISCHIA M5s all'attacco - "I membri dell'ufficio di Presidenza di Camera e Senato del M5S, Laura Bottici, Luigi Di Maio, Riccardo Fraccaro e Claudia Mannino, stanno incontrando il presidente del Senato, Pietro Grasso. Al centro dell'incontro la questione vitalizi ai condannati". Lo rendono noto gli uffici stampa di Camera e Senato del M5S che chiede 4 modifiche alla delibera. 'ultima bozza di delibera, venuta fuori dopo l'incontro la scorsa settimana fra Grasso, Boldrini e i rappresentanti del Partito Democratico - spiegano i parlamentari - infatti, risulta essere solo un compromesso a estremo ribasso che agisce su una strettissima cerchia di ex parlamentari, mentre garantisce il vitalizio vita natural durante a tutti gli altri". "Non ha senso - continuano - che un cittadino non può essere eleggibile, in applicazione della legge Severino, se ha riportato una determinata condanna mentre se la stessa condanna la riceve mentre è parlamentare gli spetta pure il vitalizio". "Per questi motivi - concludono - nell'incontro col presidente del Senato si chiederà di intervenire per: includere nelle cause di abolizione del vitalizio anche chi è stato condannato per reati punibili con un massimo di pena di 4 anni come previsto nella bozza originaria di delibera Bottici-Grasso (e non 6), oltre che per abuso d'ufficio; escludere la riabilitazione come causa di ripristino del vitalizio; escludere la reversibilità del vitalizio in caso di decesso". Fi ed Ncd, serve una legge - "La revoca dei vitalizi ai parlamentari condannati attraverso delibere degli Uffici di Presidenza delle Camere è una decisione grave e quanto meno di dubbia costituzionalità". Lo afferma Fabrizio Cicchitto (Ncd) in vista della riunione contemporanea dei due organi che, alle 14, potrebbero dare il via libera allo stop. Per Cicchitto, i presidenti delle Camere dovrebbero tutelare i diritti costituzionali anche quando ciò è "impopolare". Per l'esponente Ncd la questione va semmai affrontata con una legge. "La delibera dell'Ufficio di Presidenza della Camera dei deputati sulla cessazione dei vitalizi agli ex parlamentari condannati per reati di particolare gravità - si legge in una nota di Forza Italia - rischia di essere un boomerang clamoroso per il Parlamento e per i cittadini".Idv, cancellare questa vergogna - Le Camere hanno il dovere morale di cancellare la vergogna dei vitalizi erogati agli ex parlamentari e consiglieri regionali che abbiano conseguito condanne definitive. Non sono più ammissibili indecisioni. La politica deve subito fornire ai cittadini un segnale di sobrietà e di umiltà". Lo ha detto il segretario nazionale dell'Italia dei Valori Ignazio Messina nel corso del sit-in organizzato in piazza Montecitorio dall'Idv, alla presenza del senatore del partito Michelino Davico, nel corso del quale è stato esposto un maxi striscione con la scritta "basta vitalizi ai condannati ", portate le firme in piazza e distribuito un dossier con l'elenco di alcuni nomi tra i più eclatanti degli attuali beneficiari di questa rendita che in alcuni casi raggiunge anche i settemila euro mensili. "La riunione di oggi degli uffici di presidenza delle Camere - ha ricordato Messina - esaminerà la delibera che non dovrà in alcun modo contenere deroghe e passi indietro che sarebbero inaccettabili e scandalosi. Qualsiasi sia lo strumento normativo, ci batteremo senza tregua finché i vitalizi non saranno definitivamente eliminati. L'Idv sul tema ha già depositato una proposta di legge".Lega, abolirli per tutti - La Lega ha depositato agli uffici di presidenza di Camera e Senato una proposta per l'abolizione per tutti i parlamentari, non solo per i condannati, di ogni tipo di vitalizio o pensione.

ANSA

07.05.2015. 18.57

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SEZ.POLITICA Caso marò, è fallita la via diplomatica L’Italia ricorre all’arbitrato

5 Maggio 2015, 13:07pm

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SEZ.POLITICA Caso marò, è fallita la via diplomatica L’Italia ricorre all’arbitrato
SEZ.POLITICA Caso marò, è fallita la via diplomatica L’Italia ricorre all’arbitrato

INSERITO DA MORENA MOTTA Dopo i ripetuti rinvii dei tribunali indiani, «ci sono le condizioni migliori per procedere». La richiesta di apertura del contenzioso dovrà essere presentata entro fine giugno.

Il governo italiano ha deciso di procedere con l’arbitrato internazionale sul caso dei due marò. Da quel che risulta al Corriere , entro la metà del mese prossimo, probabilmente prima, ritirerà la proposta che aveva fatto all’India per una soluzione diplomatica negoziata e comunicherà al governo di Delhi l’intenzione di procedere con un contenzioso per stabilire dove risiede la giurisdizione nella vicenda che coinvolge Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, cioè dove andranno processati: in India, in Italia (come sostiene il governo di Roma) o in un Paese terzo. Siamo a una svolta: se nel giro di pochi giorni Delhi non darà una risposta chiara all’offerta italiana, il caso prenderà la forma di un confronto pubblico e internazionale.
La scelta è il risultato di due sviluppi: da un lato, il governo indiano di Narendra Modi non avrebbe risposto alla proposta di soluzione concordata; dall’altro, nei mesi scorsi il team di avvocati internazionali che segue il caso per l’Italia e i funzionari del governo incaricati da Matteo Renzi hanno ricostruito le condizioni per chiedere l’arbitrato, dopo che per lungo tempo questa possibilità era stata resa precaria dall’accettazione di fatto, da parte di Roma, del procedimento giudiziario indiano. «Si sono create le condizioni migliori che ci siano mai state per procedere all’arbitrato», dice una fonte vicina alla trattativa.

La proposta di mediazione diplomatica italiana è dalla fine dell’estate scorsa sul tavolo di Ajit Doval, consigliere per la sicurezza nazionale di Modi. Nonostante rassicurazioni verbali, però, la discussione non avrebbe mai preso il volo. Il governo Renzi, dunque, ha preso atto che la via diplomatica è finita nella sabbia. E che andare avanti in uno stato di incertezza sarebbe non solo ulteriormente frustrante ma anche rischioso: Latorre è in Italia per trascorrere la terza licenza di convalescenza, che scade il prossimo 15 luglio, e non si può immaginare che la Corte Suprema indiana prolunghi la permanenza all’infinito. Venuta meno la prima scelta, quella di un accordo tra capitali - che comunque andava perseguita quando a Delhi è stato eletto, nel maggio 2014, un nuovo governo - Roma ha dunque deciso per la second best, cioè l’arbitrato.

La possibilità non era mai stata esclusa. Il gruppo di avvocati internazionali - guidati da Sir Daniel Bethlehem - che lavora sul caso per l’Italia ha nei mesi scorsi costruito la situazione legale per evitare di essere in fallo. Ha cessato di riconoscere processualmente la giurisdizione indiana. Ha ottenuto a metà aprile il prolungamento della licenza per Latorre, così da non trattenerlo in Italia in un modo che può essere considerato «illegale». E il 28 aprile ha saputo che la Corte Suprema inizierà il 7 luglio a discutere il caso della giurisdizione sollevato dall’Italia in una writ-petition, cioè in una richiesta di revisione di una sentenza della Corte che affermava la giurisdizione indiana: revisione che durerebbe mesi. Il ricorso unilaterale all’arbitrato dovrà dunque essere presentato (se ne occuperà probabilmente la Corte Permanente di Arbitrato dell’Aja) prima del 7 luglio per evitare la sovrapposizione con l’udienza indetta dalla Corte Suprema sullo stesso argomento (potrebbe apparire una malafede affrontarlo in due tribunali) ma anche, per ragioni tecniche, significativamente prima del 15 luglio quando scade la licenza di Latorre: la seconda metà di giugno è dunque la finestra ultima per muovere il passo.

La proposta di mediazione diplomatica italiana è dalla fine dell’estate scorsa sul tavolo di Ajit Doval, consigliere per la sicurezza nazionale di Modi. Nonostante rassicurazioni verbali, però, la discussione non avrebbe mai preso il volo. Il governo Renzi, dunque, ha preso atto che la via diplomatica è finita nella sabbia. E che andare avanti in uno stato di incertezza sarebbe non solo ulteriormente frustrante ma anche rischioso: Latorre è in Italia per trascorrere la terza licenza di convalescenza, che scade il prossimo 15 luglio, e non si può immaginare che la Corte Suprema indiana prolunghi la permanenza all’infinito. Venuta meno la prima scelta, quella di un accordo tra capitali - che comunque andava perseguita quando a Delhi è stato eletto, nel maggio 2014, un nuovo governo - Roma ha dunque deciso per la second best, cioè l’arbitrato.

La possibilità non era mai stata esclusa. Il gruppo di avvocati internazionali - guidati da Sir Daniel Bethlehem - che lavora sul caso per l’Italia ha nei mesi scorsi costruito la situazione legale per evitare di essere in fallo. Ha cessato di riconoscere processualmente la giurisdizione indiana. Ha ottenuto a metà aprile il prolungamento della licenza per Latorre, così da non trattenerlo in Italia in un modo che può essere considerato «illegale». E il 28 aprile ha saputo che la Corte Suprema inizierà il 7 luglio a discutere il caso della giurisdizione sollevato dall’Italia in una writ-petition, cioè in una richiesta di revisione di una sentenza della Corte che affermava la giurisdizione indiana: revisione che durerebbe mesi. Il ricorso unilaterale all’arbitrato dovrà dunque essere presentato (se ne occuperà probabilmente la Corte Permanente di Arbitrato dell’Aja) prima del 7 luglio per evitare la sovrapposizione con l’udienza indetta dalla Corte Suprema sullo stesso argomento (potrebbe apparire una malafede affrontarlo in due tribunali) ma anche, per ragioni tecniche, significativamente prima del 15 luglio quando scade la licenza di Latorre: la seconda metà di giugno è dunque la finestra ultima per muovere il passo.

I rinvii decisi dai tribunali indiani, insomma, a questo punto vengono usati dalla parte italiana per mettere la sua strategia arbitrale entro argini definiti.
Nessuna conclusione, di fronte a un arbitrato è scontata. In più, una volta alzato il livello del confronto diplomatico, ci sarà da valutare la posizione di Girone, attualmente in libertà provvisoria a Delhi. Se la reazione della Corte Suprema indiana sarà moderata, forse potrà continuare a muoversi per la città; se la reazione sarà dura, dovrà probabilmente rimanere chiuso nell’ambasciata italiana. Ma più di tre anni dopo l’inizio della vicenda, arrivano i momenti decisivi.

FONTE: di Danilo Taino CORRIERE DELLA SERA.IT

05/05/2015 14:07

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SEZ.POLITICA Renzi punta sull'Italicum, 'Con l'ok sarà la svolta' Boschi, referendum non spaventa. Ma tensione Pd,lascia ex lettiano

3 Maggio 2015, 09:26am

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SEZ.POLITICA Renzi punta sull'Italicum, 'Con l'ok sarà la svolta' Boschi, referendum non spaventa. Ma tensione Pd,lascia ex lettiano
SEZ.POLITICA Renzi punta sull'Italicum, 'Con l'ok sarà la svolta' Boschi, referendum non spaventa. Ma tensione Pd,lascia ex lettiano

INSERITO DA MARIA PAPPACOA "Ancora non è finita". Ostenta prudenza, Matteo Renzi. I numeri certificati dai tre voti di fiducia in Aula alla Camera gli consentono di affrontare con una certa tranquillità il voto finale della legge elettorale in programma per lunedì. Ma l'Italicum è ormai diventato un "simbolo" per il premier. E' lo spartiacque tra una "classe politica inconcludente, che prometteva e poi non faceva nulla" e il suo governo, che "ci prova e ce la fa". Dunque, cautela fino all'ultimo. Forse anche per non acuire la frattura nel Pd, dove minaccia di allargarsi il fronte nel dissenso. Uno dei 38 dissidenti dell'Italicum, l'ex lettiano Guglielmo Vaccaro, lascia il gruppo. Lo fa perché contrario alla candidatura di Vincenzo De Luca. Ma potrebbe essere uno dei "pionieri", secondo fonti della minoranza dem, verso la nascita di gruppi autonomi. Dopo aver smentito i retroscena che gli attribuivano parole di fuoco contro la sinistra del partito, Renzi ribadisce in un'intervista al Tg2 le ragioni più profonde dell'affondo sull'Italicum: "Per anni i cittadini hanno visto una classe inconcludente. Stavolta abbiamo indicato gli obiettivi e li stiamo portando a casa. Per le strade mi dicono 'tenete botta perché è la volta buona'". Dopo aver "sconfitto" con la partenza di Expo "i professionisti del 'non ce la farete mai'", il premier si prepara a completare con le riforme la rottamazione della politica del passato. Un dualismo che Renzi traduce nel presente nel derby tra disfattisti e chi si dà da fare. Respinge però l'accusa di autoritarismo: "In tanti dicono 'manca la democrazia' e poi abbiamo fatto 7 voti sull'Italicum solo in questa terza lettura...". Perciò "non spaventa - assicura Maria Elena Boschi - la sfida" di un eventuale referendum: "Decideranno i cittadini" da che parte stare. Lunedì intanto dopo aver incassato con circa 350 voti le tre fiducie sulla legge, i renziani calcolano che sul voto finale della legge l'asticella potrebbe abbassarsi, ma non fino al punto di impensierire: "Può darsi che, come sostiene Speranza, il fronte del dissenso nel Pd si allarghi oltre i 38 deputati - dice un dirigente dem - ma nella peggiore delle ipotesi loro potrebbero salire di 20, noi scendere a 330". La cautela, spiega qualcuno, deriva anche dalla necessità di tenere alta l'attenzione tra i deputati renziani, perché non ci siano distrazioni o assenze. Ma Ettore Rosato spiega che la ragione è un'altra: "Come sempre da parte nostra non c'è nessuna arroganza e c'è rispetto del Parlamento che deve ancora votare". Lunedì mattina i gruppi di opposizione concorderanno una strategia in vista del voto: se chiedere lo scrutinio segreto, se votare contro a scrutinio palese o tornare sull'Aventino. Il tentativo, spiegano fonti di FI, sarà anche quello di far fronte comune con la minoranza Pd. Ma i dissidenti dem spiegano che da parte loro non ci saranno trabocchetti: prenderanno una posizione chiara e la dichiareranno, magari con un documento. "Non voto il testo finale", dice Gianni Cuperlo. Ed è questa l'unica certezza dei 38: non c'è possibilità che votino sì, assicurano. Sulle altre opzioni (votare no, uscire dall'Aula, astenersi) si consulteranno lunedì, valutate tutte le variabili. Intanto, però, la tensione nel partito resta alta. Dentro il Parlamento, dove gli equilibri al Senato si fanno sempre più fragili. Così come fuori dalle Camere, dove si registra qualche mal di pancia sulle liste per le regionali e la scelta di candidare De Luca in Campania ("ingiustificabile e irricevibile") porta l'ex lettiano Vaccaro ad annunciare l'uscita dal gruppo. Non ultima, si segnala anche la polemica sollevata dai prodiani dopo che Renzi non ha ringraziato espressamente Romano Prodi per l'Expo di Milano. Una polemica, secondo fonti di Palazzo Chigi, "incomprensibile".ANSA

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SEZ. POLITICA MILANO Renzi: "Ora 6 mesi per vincere la scommessa". Papa: "Porto la voce dei poveri"

2 Maggio 2015, 14:15pm

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SEZ. POLITICA MILANO Renzi: "Ora 6 mesi per vincere la scommessa". Papa: "Porto la voce dei poveri"
SEZ. POLITICA MILANO Renzi: "Ora 6 mesi per vincere la scommessa". Papa: "Porto la voce dei poveri"

INSERITO DA ANGELA CECERE Taglio del nastro con il premier e il commissario Sala Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha dichiarato aperta l'esposizione universale di Milano 2015 dedicata al cibo. 'Oggi comincia il domani dell'Italia - ha detto durante la cerimonia che si è conclusa prima di pranzo -. Dimostriamo con l'Expo che l'Italia è orgogliosa delle sue radici, delle sue tradizioni. Il nostro vertiginoso passato ci invita a costruire e non soltanto a ricordare. Venite a scoprire che sapore ha l'Expo dell'Italia'.

ANSA

02.05.2015. 15.15

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