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SEZ. POLITICA Roma: Ecco i sei aspiranti candidati a sindaco M5s dopo primo round comunarie - DIRETTA

19 Febbraio 2016, 16:23pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ. POLITICA Roma: Ecco i sei aspiranti candidati a sindaco M5s dopo primo round comunarie - DIRETTA

INSERITO DA UTENTE DEL WEB Presentazione alla Camera dei sei candidati a sindaco di Roma per il Movimento cinque stelle emersu dal primo round delle comunarie.

GUARDA LA DIRETTA

Sono in pista invece tre ex consiglieri comunali - Marcello De Vito, Virginia Raggi e Enrico Stefano -una studentessa universitaria, Annalisa Bernabei; Paolo Ferrara, dipendente della Guardia di Finanza ed ex consigliere pentastellato di opposizione nel municipio di Ostia; Teresa Zotta, insegnante e anche lei consigliere municipale del M5S. La scelta definitiva si svolgerà la prossima settimana, il 23 o il 24 febbraio. ANSA

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SEZ.POLITICA Pensioni, il ministro Padoan: «Nessun intervento sulla reversibilità»

18 Febbraio 2016, 11:06am

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Pensioni, il ministro Padoan: «Nessun intervento sulla reversibilità»

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il governo non è intenzionato ad intervenire sulle pensioni di reversibilità: il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, lo conferma durante il question time alla Camera. Ma il dibattito non si placa e a questo punto la richiesta della controparte è che si stralci dalla delega la parola previdenziale. Una richiesta che arriva dai sindacati ma anche dalla sinistra Pd e dallo stesso presidente della commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano, dove la delega per il contrasto alla povertà e per il riordino delle prestazioni sta per arrivare.

«La proposta di legge delega del governo lascia intatti tutti i trattamenti in essere», ribadisce Padoan, e «per il futuro non è allo studio nessun intervento sulle pensioni di reversibilità. Tutto quello che la delega si propone è il superamento di sovrapposizioni e posizioni anomale». Non è però escluso che il testo venga modificato, precisando l'esclusione delle pensioni di reversibilità da ogni intervento di razionalizzazione delle prestazioni o addirittura eliminando il riferimento alle prestazioni previdenziali. Lasciando dunque il perimetro ristretto alle prestazioni assistenziali.

Tra cui ci sono le integrazioni al minimo. Il viceministro dell'Economia, Enrico Zanetti, ripetendo che «sulle reversibilità non ci sono interventi in agenda», perchè non sono «necessari nè opportuni», spiega infatti che «sarebbe sacrosanto fare interventi di tipo equitativo sulle prestazioni assistenziali come ad esempio l'integrazione al minimo. Se la sua condizione non è di povertà - si domanda - perchè devo dare l'integrazione?». E quindi legare queste all'Isee. Dalle opposizioni, continuano a tuonare Movimento 5 stelle e Lega.

«Per il Bomba le pensioni d'oro sono un diritto acquisito intoccabile, le pensioni di reversibilità per le vedove invece un odioso privilegio da intaccare. Il mondo al contrario del Pd. No alla #TassaSulleVedove», scrive sul suo blog Beppe Grillo. Per la Lega «Boeri fa lo sceriffo di Nottingham e il Pd lo appoggia nello scippo a danno dei pensionati per colmare il buco dell'Inps». Interviene nel dibattito anche l'ex ministro del Lavoro, Elsa Fornero, autrice dell'ultima riforma previdenziale, secondo cui «intervenire sulle pensioni di reversibilità vuol dire rinunciare ad intervenire sulle pensioni ancora troppo alte di alcuni soggetti».

Quanto al lavoro parlamentare, il parere della commissione Bilancio della Camera, chiamata ad esprimersi sulla coerenza della delega con la legge di Stabilità di cui è un collegato, arriverà domani. L'orientamento è per un parere positivo, senza però alcun accenno alla previdenza così da non pregiudicare, anzi favorire, il lavoro delle commissioni competenti, che potrebbe portare a correttivi. Un parere che di fatto, quindi, apre la strada alla possibilità di fare modifiche al testo ed eventualmente di togliere il riferimento alle prestazioni di natura previdenziale o precisare la loro esclusione dall'intervento. IL MATTINO

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SEZ.POLITICA Il Pd chiede un rinvio per riannodare le fila. Forse lo stralcio delle adozioni

17 Febbraio 2016, 10:23am

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Il Pd chiede un rinvio per riannodare le fila. Forse lo stralcio delle adozioni
SEZ.POLITICA Il Pd chiede un rinvio per riannodare le fila. Forse lo stralcio delle adozioni

INSERITO DA MORENA MOTTA Il Senato ha ripreso i lavori e dopo la mossa a sorpresa di martedì sera del M5S sulla legge sulle unioni civili non c’è più nulla di certo. Il capogruppo Pd Luigi Zanda ha chiesto la riunione dei capigruppo per stabilire il rinvio dell’esame del ddl Cirinnà in Senato. Subito la capogruppo del M5S Nunzia Catalfo ha annunciato: «Il M5S è categoricamente contro il rinvio della legge in aula». Il pd chiede un rinvio di qualche giorno, per capire meglio la situazione e cercare di ricompattare il gruppo dem. Tra le ipotesi più gettonate quella di sacrificare la stepchild adoption, anche se ora nemmeno questo stralcio doloroso garantirebbe la tenuta della legge.

Martedì pomeriggio Alberto Airola, M5S, ha annunciato in aula il voto contrario del suo gruppo al “super canguro”, l’emendamento premissivo del senatore Pd Andrea Marcucci che avrebbe permesso alla legge un iter veloce e senza intralci. E il Pd è entrato nel panico: senza i voti pentastellati il “super canguro” non puo’ passare nemmeno con un compattamento repentino di tutti i democratici. Dopo la mossa di Airola è stata Loredana De Petris di Sel a chiedere di far sospendere la seduta immediatamente.

All rientro in aula il Pd si trova ad un bivio sul “super canguro”: farlo votare lo stesso o ritirarlo? Anche se, alla fine, il risultato per la legge non cambia: in tutti e due i casi si andrebbe al dibattito e al voto con circa 800 emendamenti rimasti (la Lega martedì pomeriggio ne ha ritirati 4 mila e 500), tutti molto impegnativi. La soluzione - a questo punto- sarebbe lo stralcio della stepchild adoption, per recuperare i voti dei centristi e di alleato di governo Ncd. Ma davvero Ncd voterebbe poi la legge cosi com’è con il solo stralcio dell’adozione del figlio biologico del partner? A questo punto la tenuta di questa legge che da i diritti alle coppie omosessuali non e’ davvero più’ certo. Era la prima che, dopo trent’anni dal primo testo presentato in Parlamento, varcava la soglia di un’aula.

FONTE di Alessandra Arachi CORRIERE DELLA SERA

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SEZ.POLITICA Unioni civili, nessun accordo Pd-Lega: si va in Aula con il 'super canguro'

16 Febbraio 2016, 15:19pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Unioni civili, nessun accordo Pd-Lega: si va in Aula con il 'super canguro'
SEZ.POLITICA Unioni civili, nessun accordo Pd-Lega: si va in Aula con il 'super canguro'

INSERITO DA MORENA MOTTA Nessun accordo. Nulla di fatto nella riunione dei capigruppo di Pd-Lega-Ap-Fi al Senato né sul numero né nel merito degli emendamenti al ddl Cirinnà. Per ritirare il 'super canguro' il Pd aveva chiesto alla Lega di ritirare contestualmente gli emendamenti-canguro del Carroccio. Sul no leghista si è chiusa la riunione. A questo punto è confermato che oggi pomeriggio si andrà in Aula al Senato con il super canguro Marcucci.

"La parola del Pd vale quanto un peto - commenta Gian Marco Centinaio - Io sono stato corretto sin dall'inizio. Abbiamo stretto un accordo sul ritiro degli emendamenti. Ho stretto la mano sia a Zanda che a Marcucci. Ma loro si sono rimangiati la parola data. Non mi hanno mai chiesto di esaminare prima quali emendamenti avremmo mantenuto". Comunque, il capogruppo leghista conferma l'intenzione di ritirare il 90% degli emendamenti, circa 4500.

"Mi dispiace per Centinaio - replica il senatore dem Giuseppe Lumia - ma negli emendamenti della Lega ci sono 200 canguri mascherati. Noi siamo per il dialogo fino alla fine ma è giusto che tutti i canguri vengano messi da parte". "L'emendamento Marcucci -aggiunge, a proposito di quello premissivo del presidente della commissione Cultura - lascia aperta una varietà di soluzioni, che consentono di entrare nel merito, stepchild adoption compresa. Nelle proposte della Lega, invece, ci sono elementi che puntano ad affossare la legge".

L'obiettivo del Pd è votare oggi l'emendamento Marcucci nella sua interezza. Ma se l'obiettivo verrà raggiunto è tutto da vedere. Si annuncia una seduta burrascosa al Senato.

La Lega con Roberto Calderoli ha già fatto sapere che porrà la questione di ripristinare l'ordine di votazione 'consueto': ovvero si parte dai 'canguri' più distanti dal testo per arrivare ai più vicini. E in questo caso il Marcucci sarebbe l'ultimo e non il primo come è stato annunciato.

Inoltre potrebbero esserci richieste di spacchettare il voto e sarà l'Aula a deciderlo con una votazione ad hoc. Il tutto condito da interventi dei gruppi e di singoli senatori. Insomma, il rischio è che per ostruzionismi vari, oggi non si voti il super canguro. "Molto dipenderà anche dal presidente Grasso", si sottolinea dal Pd.

FONTE ADNKRONOS

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SEZ.POLITICA Pensioni di reversibilità, la polemica sui tagli: nasce un fronte del no

15 Febbraio 2016, 09:56am

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Pensioni di reversibilità, la polemica sui tagli: nasce un fronte del no
SEZ.POLITICA Pensioni di reversibilità, la polemica sui tagli: nasce un fronte del no

INSERITO DA MORENA MOTTA «Palazzo Chigi vuole tagliare le pensioni di reversibilità. Un governo che fa cassa sui morti mi fa schifo». Sono 140 caratteri sparati ad alzo zero quelli che ieri il leader della Lega Matteo Salvini ha fatto partire via twitter all’indirizzo della presidenza del Consiglio. Materia del contendere: le pensioni di reversibilità.

Pur con toni diversi, ieri anche Cesare Damiano ha posto il suo altolà: «La delega del governo sul sostegno alla povertà prevede la possibilità di tagliare le reversibilità – ha rimarcato il presidente della commissione Lavoro della Camera –. Non è accettabile. La previdenza non può essere una mucca da mungere». A completare la trasversalità dell’allerta Paola Binetti, Area Popolare: «La proposta di legare all’Isee le pensioni di reversibilità va approfondita».

Nella serata di ieri palazzo Chigi ha precisato che «se ci saranno interventi di razionalizzazione saranno solo per evitare sprechi e duplicazioni, e riguarderanno solo le prestazioni future, non quelle in essere». Ma facciamo un passo indietro. A far scattare l’«allerta reversibilità» è stato l’arrivo in commissione Lavoro della Camera della delega del governo sul sostegno alla povertà. Il testo prevede di riformare i criteri (di reddito e/o patrimonio) che permettono l’accesso a determinate misure, tra cui anche l’integrazione al minimo oltre alla reversibilità. Una delle ipotesi è quella di legare la reversibilità alla parte dell’Isee che valuta il reddito (eventualmente inserendo anche soglie patrimoniali elevate).

«Sia chiaro, tutto questo non ha l’obiettivo di risparmiare risorse ma di rendere più giusta l’assegnazione dei fondi», sottolinea Stefano Sacchi, commissario dell’Isfol oltre che ex consigliere del ministero del Lavoro su questa partita. E ancora: «Primo: le pensioni già in essere non sono materia di intervento. Secondo: se in futuro ci fosse qualche risparmio con questa misura sarebbe reinvestito nella lotta alla povertà».

Resta il fatto che i criteri per l’assegnazione della reversibilità in futuro cambieranno. Chi con le regole di oggi aveva il diritto potrebbe perderlo o vederlo ridimensionato. Chi non lo aveva potrebbe acquisirlo. A spezzare una lancia a favore di una razionalizzazione attenta è l’esperto di previdenza Alberto Brambilla: «I casi soprattutto di donne che sposano uomini molto più anziani sono più frequenti. Alcune restano vedove giovani, magari senza figli. È giusto pagare loro la reversibilità da subito? O andrebbe valutata la possibilità di versare l’assegno, come in molti Paesi, quando si raggiunge l’età pensionabile?». Da notare: a oggi il 67% di pensionati di reversibilità gode già di un’altra pensione. Una certezza c’è: la questione continuerà a far discutere.

FONTE di Rita Querzé CORRIERE DELLA SERA

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SEZ.POLITICA Unioni civili: Renzi, "Voto segreto? Non decide la Cei" A Palazzo Madama è risiko dei numeri. E Sanremo è invasa dai nastri arcobaleno

12 Febbraio 2016, 09:39am

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Unioni civili: Renzi, "Voto segreto? Non decide la Cei" A Palazzo Madama è risiko dei numeri. E Sanremo è invasa dai nastri arcobaleno

INSERITO DA MORENA MOTTA

Il voto segreto "lo decide il Parlamento, e lo dico con stima per il cardinal Bagnasco, e non la Cei". Così Matteo Renzi, a Radio Anch'io, aggiungendo che a lui "piacerebbe molto l'idea che un parlamentare risponda del voto che dà e lo spiega. Dopodichè il regolamento del Parlamento prevede il voto segreto e se ci saranno le condizioni Grasso e non la Cei deciderà".

Il ddl Cirinnà sulle unioni civili ieri ha superato il primo voto in Senato ma c'è tensione in Aula per i tempi d'esame decisi dalla presidenza sul provvedimento. Non solo. Resta duro lo scontro anche fuori con la Cei che fa sapere di augurarsi che sul testo ci sia il voto segreto e il governo che replica che si tratta di una scelta del presidete del Senato, non di quello della Cei. "I vertici della Chiesa hanno tutto il diritto di intervenire del dibattito pubblico ed esprimere una posizioni sui contenuti" delle leggi ma "intervenire sul calendario e sulle procedure di voto merita a pieno titolo la patente di un'ingerenza negli affari dello Stato che non dovrebbe competere alla Conferenza episcopale". Lo afferma, interpellato al telefono sulle parole del cardinal Angelo Bagnasco, il senatore Pd Sergio Lo Giudice, tra i principali sostenitori del ddl sulle unioni civili

Bagnasco, 'Voto segreto'. Pizzetti,presidente Cei non decide dibattito Senato - "Ci auguriamo che il dibattito in Parlamento e nelle varie sedi istituzionali sia ampiamente democratico, che tutti possano esprimersi, che le loro obiezioni possano essere considerate e che la libertà di coscienza su temi fondamentali per la vita della società e delle persone sia, non solo rispettata, ma anche promossa con una votazione a scrutinio segreto". Lo ha detto il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, a margine della Messa per la giornata del Malato commentando l'iter del ddl Cirinnà. "Le esortazioni sono giuste e condivisibili, ma come regolare il dibattito del Senato lo decide il presidente del Senato. Non il presidente della Cei". Così il sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento Luciano Pizzetti (Pd) commenta la dichiarazione del presidente della Cei Angelo Bagnasco che ha chiesto il "voto segreto" sul ddl Cirinnà per le unioni civili.

Gandolfini,super-canguro sarebbe colpo di mano - "Prendiamo atto che il Pd sta facendo di tutto per evitare che avvenga una discussione nel merito dei singoli articoli contenuti nel ddl Cirinnà. Dopo aver cancellato l'esame del testo in commissione, fatto senza precedenti nella storia della Repubblica, il Pd si sta adoperando per far votare il supercanguro Marcucci, al fine di blindare un testo che, ogni giorno che passa, suscita sempre più contestazioni anche tra le stesse fila dei dem": così Massimo Gandolfini, presidente del Comitato difendiamo i nostri figlie promotore del Family day. "Se l'obiettivo del Pd è quello di far approvare un emendamento unico sostitutivo dell'intero testo senza permettere alcuna discussione - aggiunge - allora è arrivato il momento che le altre forze che sostengono l'esecutivo facciano tutto quello che è nelle loro possibilità per sventare questo colpo di mano che offende la democrazia, compreso provocare un'eventuale crisi di governo se ogni altra istanza venisse ignorata".

In mattinata si è registrata la rivolta delle opposizioni sulla a proposta di procedere all'illustrazione degli emendamenti non articolo per articolo ma tutti insieme su tutto il provvedimento, che, secondo alcuni senatori, non trova riscontro nel regolamento.

"Atteggiamenti ostruzionistici", "se pensate di tenerci qua mesi a discutere vi sbagliate" Così il capogruppo del Pd al Senato Luigi Zanda risponde in Aula alle polemiche sulla procedura per l'illustrazione degli emendamenti.

La discussione, a questo punto, dovrebbe procedere con l'esposizione degli emendamenti all'articolo 1 nella giornata di oggi prima che,martedì, l'Aula voti sulle modifiche premissive presentate dal Pd e della Lega e, successivamente, sulle proposte di modifica all'articolo 1.

Ma l'Aula è tesa e volano accuse pesanti come quella del senatore Maurizio Gasparri a al Pd Sergio Lo Giudice di aver "comprato" suo figlio. Violento scontro verbale nell'aula del Senato, con Maurizio Gasparri che ha accusato Sergio Lo GIudice di aver "comprato" il proprio figlio. "Non ti permettere" ha replicato il senatore Dem, che è stato difeso dal collega del Pd Francesco Russo. Gasparri ha esordito affermando che il ddl dovrebbe essere intestato a Lo Giudice e non alla senatrice Cirinnà, "stiamo facendo tutto questo, in particolare con l'articolo 5, perché serve a Lo Giudice. Ho letto un articolo di Belpietro - ha proseguito Gasparri - che trascrive una conversazione televisiva tra lui e Lo Giudice, che non ha risposto sul costo dell'acquisto del famoso bambino comprato". Subito sono partite le proteste dal gruppo del Pd e dallo stesso Lo Giudice, che ha gridato "non ti permettere". E visto che la senatrice Mussini ha gridato "lascia stare i bambini", Gasparri ha subito replicato: "Bisogna lasciare stare i bambini, sono d'accordo. Non sono io che li compro. I bambini non si comprano". "Ora basta!", è sbottata Monica Cirinnà.

Intanto i Cattodem del Pd si dicono pronti allo strappo sul provvedimento mentre il Movimento cinque stelle fa sapere che voterà sì al testo Cirinnà anche se verrà stralciata la parte relativa alla stepchild adoption. La deputata Carla Ruocco, esponente del direttivo 5Stelle: "Voteremo il testo anche senza le adozioni, la stepchild adoption è un tema molto delicato. Abbiamo dato libertà di coscienza - ha aggiunto Ruocco - per rispettare tutte le sensibilità presenti nel Movimento".

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SEZ.POLITICA Renzi, l'Ue è come l'orchestra che suona sul Titanic Intervista a Bloomberg, bisogna cambiare approccio burocratico

10 Febbraio 2016, 12:14pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Renzi, l'Ue è come l'orchestra che suona sul Titanic Intervista a Bloomberg, bisogna cambiare approccio burocratico

INSERITO DA TITOLARE Torna a battere sul tasto europeo il premier Matteo Renzi che in un'intervista a Bloomberg paragona l'Ue all'orchesta che suonava mentre il Titanic andava a fondo. "L'Unione Europa - dice Renzi - è come l'orchestra che suona sul Titanic". "Oggi - spiega - abbiamo fatto delle riforme e siamo nella posizione di dire ai nostri partner europei: 'amici, noi possiamo cambiare questo sbagliato approccio burocratico'".

"L'Italia - dice nell'intervista nella quale affronta vari temi, dalla difesa alle politiche sui migranti - non ha risolto tutti i suoi problemi ma ha dimostrato negli ultimi due anni che ogni cosa è possibile". Renzi sottolineando poi le riforme messe in campo dal proprio governo, evidenzia la situazione di altri Paesi: "Un Paese è particolarmente impegnato con la crisi dei migranti, un altro ha le elezioni il prossimo anno, un altro è concentrato sul referendum e un altro ancora - dice - è senza governo". ANSA

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SEZ.POLITICA Di Maio: i traditori saranno puniti. È giusto per Roma e per il Movimento

9 Febbraio 2016, 11:26am

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Di Maio: i traditori saranno puniti. È giusto per Roma e per il Movimento
SEZ.POLITICA Di Maio: i traditori saranno puniti. È giusto per Roma e per il Movimento

INSERITO DA MORENA MOTTA «Ma è semplice! Se non pagano la sanzione li portiamo direttamente in tribunale». Non tentenna neanche un attimo, non ci pensa un secondo di più Luigi Di Maio. Per il vicepresidente della Camera la «multa» da 150 mila euro pensata da Gianroberto Casaleggio nel suo decalogo, la «punizione» per gli amministratori comunali a Roma che dovessero tradire il Movimento 5 Stelle, è assolutamente valida e «da applicare».

Il commento del più importante rappresentante istituzionale del M5S arriva, a margine dell’incontro, nella sala consiliare del Comune di Civitavecchia dove ieri si è recato con altri deputati grillini per sostenere la giunta pentastellata nella «attività di risanamento». Una tappa del giro parlamentare dei Cinquestelle «Tour dei Comuni».

Non trova troppo pesante la «multa» prevista da Casaleggio?
«I nostri deputati europei hanno firmato per 200 mila e non è mai stata esercitata. Nel nostro regolamento interno già esiste».

Allora è solo un deterrente?
«È anche un deterrente, ma gli eurodeputati sono stati bravissimi, non è stato necessario applicarla».

Ma dal punto di vista normativo che tipo di sanzione è?
«Rientra nella categoria degli “atti pattizi”, un patto tra privati».

Qualcuno potrebbe sfuggire, non pagare. Che farete?
«Chi si candida a Roma con noi firmerà questo atto, si impegna legalmente sottoscrivendolo, se disattende, come ho già detto, lo portiamo in tribunale. Quando si cambia casacca non si danneggia il Movimento, ma soprattutto gli elettori».

Lei quindi concorda completamente con il decalogo per i candidati al Campidoglio?
«Non mi occupo di Roma. Ma devo dire che vista la situazione romana è assolutamente necessario».

Perché è necessario?
«Bisogna rispettare il vincolo di mandato, non ne possiamo più di questi eletti da noi che poi passano al Pd. Ora basta».

Quindi è necessario soprattutto per la vita del Movimento? Non per Roma...
«Guardi che le cose coincidono, per esempio qui a Civitavecchia il sindaco sta attuando un’importante opera di risanamento economico. I nostri amministratori fedeli al Movimento incidono positivamente nell’azione amministrativa. Ovvero nella vita dei cittadini».

Sta dicendo che il rispetto del vincolo di mandato garantisce la qualità di sindaco, consiglieri comunali e assessori?
«Per me il vincolo di mandato è inviolabile, è un patto che si fa con gli elettori, chi lo tradisce deve essere punito. In Portogallo se ti fai eleggere con i gialli e poi passi ai verdi torni a casa. È legittimo cambiare idea, ma a quel punto ti rimetti in gioco, ti fai rieleggere».

Va bene. Ma le ho chiesto se garantisce la qualità...
«Nel caso dei Cinquestelle la garantisce, nel caso del Pd non direi proprio, come abbiamo visto a Roma».

Sembra ossessionato dal Pd...
«Ma come si può chiedere ai cittadini di rispettare gli accordi, di pagare affitti delle case comunali regolarmente se la sede storica del Partito in centro, in via dei Giubbonari, è morosa per 170 mila euro».

Avete individuato il vostro candidato sindaco?
«Stiamo esaminando oltre 200 curriculum, entro una decina di giorni avremo il nome».

E se Roma avrà un sindaco Cinquestelle anche lui sarà sottoposto al decalogo Casaleggio e alle sanzioni?
«Assolutamente sì. Roma come tutto il sistema Paese ha subito trent’anni di saccheggi da parte di tutti i partiti che l’hanno governata».

FONTE CORRIERE DELLA SERA

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SEZ.POLITICA Regione Liguria, Gasco, Casté e Bonello a giudizio per spese pazze

8 Febbraio 2016, 17:38pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Regione Liguria, Gasco, Casté e Bonello a giudizio per spese pazze
SEZ.POLITICA Regione Liguria, Gasco, Casté e Bonello a giudizio per spese pazze

INSERITO DA MORENA MOTTA Tre ex consiglieri a giudizio nel procedimento per le spese pazze alla Regione Liguria. Si tratta di Roberta Gasco (ex Udc poi Udeur, nuora di Clemente Mastella), Lorenzo Casté e Franco Bonello (già in Uniti a Sinistra), accusati a vario titolo (falso e peculato) durante il loro mandato di consiglieri regionali di aver usato in maniera irregolare i fondi pubblici durante il mandato 2005-2010. A giudizio anche un'impiegata, Simona Vergani. Il processo è fissato all'11 maggio.
Sempre secondo l'accusa gli impiegati avrebbero compilato falsandole alcune ricevute su richiesta dei tre ex consiglieri che le avrebbero consegnate in bianco. Le spese delle ricevute sono prevalentemente per taxi, cene, parcheggi, bar, viaggi in Italia. Hanno patteggiato gli impiegati Cristiano Barattino (5 mesi e 10 giorni) e Donatella Chiapponi (6 mesi e 20 giorni).
Tra le accuse rivolte alla Gasco, anche le spese non giustificate per missioni a Ceppaloni, dove risiedono i suoceri, e al concerto romano di Claudio Baglioni.

FONTE di Giuseppe Filetto LA REPUBBLICA

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SEZ.POLITICA Unioni civili, il Senato respinge le pregiudiziali di costituzionalità

5 Febbraio 2016, 10:14am

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Unioni civili, il Senato respinge le pregiudiziali di costituzionalità

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA La risposta del Parlamento alle piazze è stato un primo via libera alle unioni civili. L'assemblea del Senato ha respinto, con voto per alzata di mano, le otto questioni pregiudiziali poste sul ddl Cirinnà sulle unioni civili e, subito dopo, anche le tre sospensive presentate sullo stesso provvedimento. Si è poi aperta la discussione generale sul ddl, con l'intervento della senatrice Monica Cirinnà del Pd, che è stata relatrice del ddl in commissione e che porta il suo nome.

Il nodo all'interno dell'esecutivo è sempre l'articolo 5, tacciato dai centristi di lasciare troppa libertà alle coppie omosessuali di ricorrere all'utero in affitto. Ma il Pd ha rimandato al mittente l'offerta, sostenendo che la legge è "equilibrata" e sull'adozione del figlio del partner non si intende modificare nulla. Alcune migliorie si potranno apportare, hanno spiegato, solo agli articoli su cui c'è la possibilità di rilievi di inconstituzionalità da parte del capo dello Stato.

http://robertasalzano.over-blog.com/2016/02/unioni-civili-il-senato-respinge-le-pregiudiziali-di-costituzionalita.html

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