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sez.politica

SEZ. POLITICA Renzi, Boldrini uscita da suo perimetro istituzionale

5 Marzo 2015, 18:03pm

Pubblicato da Dott. Michele Pappacoda Proprietario

SEZ. POLITICA Renzi, Boldrini uscita da suo perimetro istituzionale
SEZ. POLITICA Renzi, Boldrini uscita da suo perimetro istituzionale

INSERITO DA ANGELA CECERE valutazioni di merito se fare o no un decreto che non spettano al presidente di un ramo del Parlamento

Laura Boldrini è uscita "dal suo perimetro di intervento istituzionale con valutazioni di merito se fare o no un decreto che non spettano al presidente di un ramo del Parlamento". Lo dice Matteo Renzi in un'intervista a 'L'Espresso', in cui il presidente del Consiglio critica anche l'atteggiamento di Pier Luigi Bersani sull'Italicum. "La sua battaglia su dettagli della legge elettorale è incomprensibile. So che nel Pd c'è una parte che dice di no a tutto per principio. Faccio le riunioni? Troppo poco. Non le faccio? Vuol dire che decido da solo", ha detto il premier.

Meno decreti - Il ricorso alla decretazione d'urgenza dovrebbe ridursi. Almeno stando a quanto riferito da Renzi, anche se limitatamente alla riforma della scuola. "Ci siamo impegnati con il presidente della Repubblica e con le opposizioni a presentare meno decreti possibile", ha detto il premier. Anche sulla Rai, infatti, il premier ha chiarito che non si userà il dl. "Non decreto.E mi piacerebbe che ogni rete avesse la sua identità. Dovranno avere un'identità
culturale. Raiuno generalista, su Raidue l'innovazione e la sperimentazione, su Raitre la cultura. E non voglio più andare in giro per il mondo con cinque microfoni della Rai a intervistarmi. Ne basta uno".

'Tratto con Berlusconi, Grillo si marginalizza' - Il capo del governo, nel corso dell'intervista, ha parlato anche dei rapporti con le opposizioni. Ed è sembrato privilegiare ancora il rapporto con Fi, anche se non è dato sapere se l'intervista con il settimanale sia stata realizzata prima o dopo l'apertura di ieri del leader del Movimento Cinque Stelle. "Per il momento Berlusconi è il capo del principale partito dell'opposizione, dato che Grillo si tiene fuori da tutto, si marginalizza da solo. Ma sono rimasto molto scottato dall'atteggiamento di Berlusconi sull'elezione di Mattarella", ha detto Renzi.

Rai Way, il 51% resta pubblico - Sul futuro dell'azienda che gestisce le torri di trasmissioni della Rai, Renzi ha detto: "Mediaset faccia ciò che serve per la
loro azienda rispettando le regole. E noi le regole non le cambiamo per Mediaset, né in positivo, né in negativo. Il 51 per cento di Raiway deve restare pubblico, su questo non si discute".

ANSA

05.03.2015.

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SEZ. POLITICA ROMA Scuola: riforma arriva in Cdm. Allarme sindacati: "Senza dl a rischio assunzioni"

3 Marzo 2015, 14:28pm

Pubblicato da Dott. Michele Pappacoda Proprietario

SEZ. POLITICA ROMA Scuola: riforma arriva in Cdm. Allarme sindacati: "Senza dl a rischio assunzioni"
SEZ. POLITICA ROMA Scuola: riforma arriva in Cdm. Allarme sindacati: "Senza dl a rischio assunzioni"

INSERITO DA ANGELA CECERE Faccia a faccia Renzi-Giannini di un'ora e mezza a Palazzo Chigi

La riforma della scuola arriva sul tavolo del Consiglio dei ministri di stasera. Ma la scelta di Matteo Renzi di non 'strozzare' il dibattito parlamentare evitando un decreto mette in allarme i sindacati perchè non dà certezza sui tempi di approvazione e dunque mette a rischio le assunzioni previste. In mattinata il presidente del Consiglio ha avuto un colloquio di circa un'ora e mezza con il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini a Palazzo Chigi per fare il punto.

Allarme sindacati - "L'unico decreto legge che il Consiglio dei Ministri di oggi pomeriggio dovrebbe varare riguarda le assunzioni dei precari che non possono essere presi più un giro". A prendere posizione, mentre è in corso un confronto tra il ministro Giannini e il Premier Renzi, è il sindacato Gilda. "Ci auguriamo - aggiunge - che il Governo non si sottragga a questa unica vera urgenza e che definisca con chiarezza l'organico, visto che nella bozza del decreto legge non c'è alcun riferimento al numero di assunzioni". "Il mostro giuridico che il Governo stava preparando, e che minacciava di intervenire su materie di natura strettamente contrattuale come lo stato giuridico degli insegnanti, la carriera e le retribuzioni, è stato bloccato. La retromarcia di Renzi - sostiene il coordinatore della Gilda, Rino Di Meglio - è anche frutto della vasta mobilitazione promossa dalla Gilda domenica scorsa e che ha portato in poche ore migliaia e migliaia di docenti a inondare di appelli via web il presidente della Repubblica". "Ci auguriamo che la discussione su La Buona Scuola venga portata in ambito parlamentare - conclude Di Meglio - e che si apra un confronto serio e approfondito con i sindacati. Ci rivolgeremo ai parlamentari con le nostre osservazioni per migliorare il disegno di legge del quale speriamo di poter leggere presto il testo definitivo".

Il nodo assunzioni - Nel decreto legge, secondo quanto era atteso, avrebbe dovuto confluire innanzitutto il pacchetto di assunzioni, uno dei pilastri degli interventi studiati per migliorare il sistema d'istruzione nel nostro Paese. Previsti 180.000 "ingressi" (considerando però anche circa 60.000 posti dell'annunciato concorso per insegnanti) pescando dalle graduatorie a esaurimento, dagli idonei e vincitori dell'ultimo concorso pubblico (quello del 2012) e, per consentire una coincidenza tra fabbisogni e organici (ci sono materie, come matematica e fisica, in cui scarseggiano prof e discipline che si è deciso di potenziare) anche attingendo dalle graduatorie di istituto (offrendo a questa categoria di precari prima un contratto a termine per un altro anno e poi una sorta di "corsia preferenziale" per il concorso che verrà bandito a ottobre). A questo plotone di docenti si prevedeva di aggiungere i supplenti che hanno più di 36 mesi su posto vacante, come conseguenza del recepimento della sentenza della Corte di Giustizia europea. Per loro - poche migliaia secondo l'interpretazione del Miur, decisamente più restrittiva rispetto a quella sindacale - si pensava a un indennizzo, anche nell'intento di evitare ulteriori contenziosi.

Nel disegno di legge, fino a stasera, era previsto che finissero la riforma dell'infanzia (un unico percorso educativo da 0 a 6 anni), interventi legati alla disabilità e al 'sostegno', un testo unico nuovo in materia di normativa scolastica, misure per il diritto allo studio.

Altro capitolo entrato "in corsa" quello delle scuole paritarie, accompagnato da non poche polemiche. L'idea era quella di proporre una detrazione fiscale per le famiglie che iscrivono i propri figli alle paritarie. Nel decreto era prevista anche la carriera dei docenti (con gli aumenti stipendiali per il 70% legati al merito e per il restante 30% all'anzianità di servizio), il rafforzamento di alcune materie come musica, arte, lingue straniere, il rafforzamento della scuola-lavoro.

ANSA

03.03.2015.

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SEZ. POLITICA Renzi, consolato a Erbil contro terrore

2 Marzo 2015, 17:51pm

Pubblicato da Dott. Michele Pappacoda Proprietario

SEZ. POLITICA Renzi, consolato a Erbil contro terrore
SEZ. POLITICA Renzi, consolato a Erbil contro terrore

INSERITO DA ANGELA CECERE Insisteremo negli aiuti, si vince tutti insieme ROMA, "Apriremo un consolato generale ad Erbil ed insisteremo nel supporto e negli aiuti. Perché la sfida contro il terrore si vince ogni giorno, tutti insieme". Così Matteo Renzi, su Facebook, dopo aver ricevuto a Palazzo Chigi il primo ministro del Kurdistan iracheno Nechirwan Barzani.

ANSA

02.03.2015.

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SEZ. POLITICA ROMA Cesa, senza Ap Renzi ostaggio di Fassina

28 Febbraio 2015, 16:07pm

Pubblicato da Dott. Michele Pappacoda Proprietario

SEZ. POLITICA ROMA Cesa, senza Ap Renzi ostaggio di Fassina
SEZ. POLITICA ROMA Cesa, senza Ap Renzi ostaggio di Fassina

INSERITO DA ANGELA CECERE In futuro ci faremo sentire di più ROMA,"Se non ci fossimo noi, Renzi sarebbe ostaggio dei vari Fassina di turno. E il Paese sarebbe fermo" Lo ha detto il segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa, all'Assemblea nazionale del partito, a proposito delle riforme e delle future iniziative del governo. "E' chiaro - ha aggiunto - che non ci piace tutto quello che fa il governo. E come ci siamo fatti sentire finora dovremo farci sentire in futuro. Sempre di più".

ANSA

28.02.2015.

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SEZ. POLITICA ROMA SONDAGGI, SALE RENZI: BOOM DI MATTARELLA. LEGA E PD IN CRESCITA, CALO PER M5S E FI

27 Febbraio 2015, 17:33pm

Pubblicato da Dott. Michele Pappacoda Proprietario

SEZ. POLITICA ROMA SONDAGGI, SALE RENZI: BOOM DI MATTARELLA. LEGA E PD IN CRESCITA, CALO PER M5S E FI
SEZ. POLITICA ROMA SONDAGGI, SALE RENZI: BOOM DI MATTARELLA. LEGA E PD IN CRESCITA, CALO PER M5S E FI

INSERITO DA ANGELA CECERE ROMA - Ancora in crescita la fiducia in Matteo Renzi (42%) e nel governo (35%).
Ma il Presidente della Repubblica sbaraglia la concorrenza: complice lo stile sobrio, con tanto di viaggi in treno e tram, la fiducia in Sergio Mattarella raggiunge il 71%. Dietro questo duo si collocano Matteo Salvini (25%, +1%), Maurizio Landini (19%, +1%), Beppe Grillo (13%, -1%), Angelino Alfano (12%, immutato) e Silvio Berlusconi (11%, stabile). La rilevazione è stata effettuata da Ixè per Agorà-RAI 3 il 25/2/2015 tramite sondaggio CATI-CAMI su un campione casuale probabilistico stratificato di 1.000 soggetti maggiorenni (su 8.313 contatti complessivi), di età superiore ai 18 anni. Tutti i parametri sono uniformati ai più recenti dati forniti dall'ISTAT. I dati sono stati ponderati al fine di garantire la rappresentatività rispetto ai parametri di sesso, età e macro area di residenza Margine d'errore massimo: +/-3,1%. LEGA IN CRESCITA La Lega Nord continua a crescere nei sondaggi, tuttavia solo il 27% degli intervistati di un sondaggio Ixè per Agorà (Raitre) crede che Matteo Salvini sia ormai diventato il nuovo leader del centrodestra. Il 58%, infatti, pensa il contrario. Il resto del campione non si esprime. La rilevazione è stata effettuata da Ixè per Agorà-RAI 3 il 25/2/2015 tramite sondaggio CATI-CAMI su un campione casuale probabilistico stratificato di 1.000 soggetti maggiorenni (su 8.313 contatti complessivi), di età superiore ai 18 anni. Tutti i parametri sono uniformati ai più recenti dati forniti dall'ISTAT. I dati sono stati ponderati al fine di garantire la rappresentatività rispetto ai parametri di sesso, età e macro area di residenza Margine d'errore massimo: +/-3,1%. CALO PER M5S E FI Balzo in avanti di Pd e Lega Nord, flessione per M5S e Forza Italia. Secondo le intenzioni di voto di Ixè, in esclusiva per Agorà (Raitre), il Partito Democratico guadagna lo 0,7%, mentre supera la soglia del 14% la Lega Nord (da 13,8% al 14,2%). Registrano invece un calo dello 0,4% sia il Movimento 5 Stelle sia Forza Italia. Continua a crescere, intanto, il dato sull'affluenza alle urne, che in una settimana passa dal 60,5% al 61,2%. Questo il quadro delle intenzioni di voto (tra parentesi la variazione rispetto alla settimana precedente): - Pd 38,5% (+0,7). I DATI
- M5s 18,3% (-0,4).
- Lega Nord 14,2% (+0,4).
- Fi 12,6% (-0,4).
- Sel 3,7% (+0,1).
- Fdi 2,9% ( = ).
- Ncd 2,7% (-0,3).
- Prc 1,1% ( = ).
- Udc 0,7% (-0,2).
- Verdi 0,7% (+0,2).
- Sc 0,3% (+0,

LEGGO.IT

27.02.2015.

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SEZ. POLITICA MILLEPROROGHE, OK DEL SENATO ALLA FIDUCIA: PALAZZO MADAMA APPROVA CON 156 SÌ E 78 NO

26 Febbraio 2015, 17:34pm

Pubblicato da Dott. Michele Pappacoda Proprietario

SEZ. POLITICA MILLEPROROGHE, OK DEL SENATO ALLA FIDUCIA: PALAZZO MADAMA APPROVA CON 156 SÌ E 78 NO
SEZ. POLITICA MILLEPROROGHE, OK DEL SENATO ALLA FIDUCIA: PALAZZO MADAMA APPROVA CON 156 SÌ E 78 NO

INSERITO DA ANGELA CECERE ROMA - L'Aula del Senato ha approvato la fiducia chiesta dal Governo sulla conversione in legge del decreto Milleproproghe con 156 sì, 78 no e 1 astenuto. I senatori presenti erano 236, i votanti 235 e la maggioranza fissata a quota 118. La seduta è stata tolta e l'Aula del Senato è stata convocata per martedì 3 marzo alle 12,00. PER RENZI FIDUCIA NUMERO 35 Con il voto di oggi al Senato sul dl Milleproroghe, il governo Renzi incassa la sua fiducia numero 35. I sì di palazzo Madama sono stati 156, 78 no e un astenuto. Le prime due fiducie, quelle programmatiche, il Governo Renzi le aveva ottenute il 25 febbraio dello scorso anno. Ecco il quadro completo dei voti di fiducia: Senato 25/02/2014 Governo 169 sì, 139 no, 0 astenuti Camera 25/02/2014 Governo 378 sì, 220 no, 1 astenuto Camera 13/03/2014 Dl Missioni 325 sì, 177 no, 2 astenuti Senato 26/03/2014 Ddl Delrio 160 sì, 133 no, 0 astenuti Camera 10/04/2014 Dl Salva Roma 325 sì, 176 no, 0 astenuti Camera 23/04/2014 Dl Lavoro 344 sì, 184 no, 0 astenuti Camera 29/04/2014 Dl Droga 335 sì, 186 no, 0 astenuti Senato 7/05/2014 Dl Lavoro 158 sì, 122 no, 0 astenuti Camera 13/05/2014 Dl Lavoro 333 sì, 159 no, 0 astenuti Senato 14/05/2014 Dl Droga 155 sì, 105 no, 0 astenuti Camera 19/05/2014 Dl Casa 324 sì, 110 no, 0 astenuti Senato 05/06/2014 Dl Irpef 159 sì, 112 no, 0 astenuti Camera 17/06/2014 Dl Irpef 342 sì, 201 no, 0 astenuti Senato 25/07/2014 Dl Competitività 159 sì, 1 no, 0 astenuti Senato 28/07/2014 Dl Cultura 159 sì, 90 no, 0 astenuti Camera 31/07/2014 Dl P.A. 346 sì, 176 no, 10 astenuti Senato 02/08/2014 Dl Carceri 162 sì, 39 no, 1 astenuto Senato 05/08/2014 Dl P.A. 160 sì, 106 no, 0 astenuti Camera 05/08/2014 Dl Competitività 352 sì, 193 no, 7 astenuti Camera 07/08/2014 Dl P.A. 346 sì, 177 no, 8 astenuti Senato 07/08/2014 Dl Competitività 155 sì, 27 no, 0 astenuti Senato 17/09/2014 L.Comunitaria(*) 159 sì, 70 no, 51 astenuti Camera 02/10/2014 Dl stadi 323 sì, 168 no, 9 astenuti Senato 09/10/2014 Jobs act 165 sì, 111 no, 2 astenuti Senato 15/10/2014 Dl Stadi 164 sì, 109 no, 0 astenuti Senato 23/10/2014 Giustizia civile 161 sì, 51 no, 0 astenuti Camera 23/10/2014 Sblocca Italia 316 sì, 138 no 1 astenuto Camera 4/11/2914 Giustizia civile 353 sì, 192 no 0 astenuti Camera 29/11/2014 L. stabilità 349 sì, 75 no 1 astenuto Camera 29/11/2014 L. stabilità 351 sì, 67 no 1 astenuto Camera 29/11/2014 L. stabilità 346 sì, 39 no 1 astenuto Senato 3/12/2014 Jobs Act 166 sì, 112 no 1 astenuto Senato 19/02/2015 Dl Ilva 151 sì, 114 no 0 astenuti Camera 19/02/2015 Milleproroghe 354 sì, 167 no 1 astenuto Senato 26/02/2015 Milleproroghe 156 sì, 78 no 1 astenuto
(*) La fiducia sul ddl Comunitaria è stata espressa in negativo, per la prima volta dal 1986: cioè non per approvare un testo ma per bocciare un emendamento (riguardante la responsabilità civile dei magistrati). Quindi i 159 «sì» al governo sono stati in realtà 159 «no» all'emendamento.

LEGGO.IT

26.02.2015.

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SEZ. POLITICA RENZI E HOLLANDE RINFORZANO L'ASSE ROMA-PARIGI: "NESSUN INTERVENTO IN LIBIA, AVANTI CON LA TAV"

25 Febbraio 2015, 18:41pm

Pubblicato da Dott. Michele Pappacoda Proprietario

SEZ. POLITICA RENZI E HOLLANDE RINFORZANO L'ASSE ROMA-PARIGI: "NESSUN INTERVENTO IN LIBIA, AVANTI CON LA TAV"
SEZ. POLITICA RENZI E HOLLANDE RINFORZANO L'ASSE ROMA-PARIGI: "NESSUN INTERVENTO IN LIBIA, AVANTI CON LA TAV"

INSERITO DA ANGELA CECERE ROMA - Nessun intervento militare in Libia e via libera al tratto transfrontaliero della Tav Torino-Lione. Piena sintonia fra il premier italiano Matteo Renzi e il presidente francese Francois Hollande nel vertice tenutosi all'Eliseo. Sette gli accordi sottoscritti: dall'Alta velocità alla cooperazione nella ricerca tecnologica e scientifica. Ma è soprattutto sulla Libia che Roma e Parigi si muovono in piena concordia. Serve «un'azione politica per riconciliare le fazioni e, per ora, nessun intervento di peacekeeping», dice Renzi.
L'asse Italia-Francia si consolida anche sul fronte europeo. I due leader riconoscono che «la ripresa è troppo timida e non basta a ridurre la disoccupazione» perciò bisogna spingere sugli investimenti per «sostenere e amplificare» la crescita. Sulla Tav spetta a Hollande l'annuncio: «Non ci sono più freni o ostacoli: la Torino-Lione è lanciata, dopo 14 anni i lavori possono partire». Via libera dunque ai lavori definitivi del tratto transfrontaliero della nuova linea alta velocità, al centro in Italia di tanti anni di polemiche e scontri. Il prossimo passo sarà, giovedì prossimo, la presentazione della richiesta di finanziamenti all'Ue. In Italia invece rimane la bagarre politica. Dalla Francia il premier ha difeso l'uso dei decreti legge, quali «strumenti naturali secondo Costituzione» in caso di blocco dei lavori in Parlamento. Un messaggio che è sembrato la conferma di voler procedere per decreto anche sulla riforma della Rai, sollevando le ire delle opposizioni. E anche del presidente della Camera Boldrini, che difende le prerogative del Parlamento: «Il decreto si deve fare quando c'è materia di urgenza. Sulla Rai non c'è qualcosa di imminente, non c'è una scadenza». Nella Lega intanto è bufera. Il sindaco di Verona Tosi ha fatto balenare l'idea di una sua candidatura alle regionali venete contro Luca Zaia, candidato ufficiale del Carroccio e governatore uscente. Il segretario Salvini non ha gradito la “ribellione”: «La candidatura di Zaia non si discute. Chi la mette in discussione si mette fuori gioco da solo». Ma Tosi sembra intenzionato a compattare un fronte anti-Salvini in Veneto, magari alleandosi con i centristi. Ieri il primo cittadino di Verona era a Roma dove ha incontrato Gaetano Quagliariello nella sede di Ncd.

LEGGO.IT

25.02.2015.

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SEZ. POLITICA ROMA Governo Renzi in tweet, da staisereno a voltabuona

21 Febbraio 2015, 18:04pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

SEZ. POLITICA ROMA Governo Renzi in tweet, da staisereno a voltabuona
SEZ. POLITICA ROMA Governo Renzi in tweet, da staisereno a voltabuona

INSERITO DA ANGELA CECERE Tra annunci, attacchi ai "gufi", selfie e risposte ai follower Enricostaisereno. Nasce sulle spoglie di un hashtag, il governo di Matteo Renzi. E con un hashtag, #lavoltabuona o #laSvoltabuona, scandisce la sua attività. Perché il giovane presidente del Consiglio ama comunicare con il linguaggio veloce e immediato di Twitter, la piattaforma di "live blogging" fatta di messaggi in 140 caratteri che sono scanditi dagli hashtag, parole chiave precedute da un cancelletto che possono diventare tormentone.

Su Twitter Renzi era molto attivo già da sindaco di Firenze e poi da segretario del Pd. Suo il format #Matteorisponde: la replica in forma di tweet alle domande dei cittadini, sbarcato - ma una volta soltanto - anche nella sala stampa di Palazzo Chigi. Da premier i suoi follower - il pubblico con cui direttamente dialoga su Twitter - sono cresciuti in maniera esponenziale e oggi sono 1,68 milioni (incalzano gli 1,73 mln del recordman Beppe Grillo). E fanno impallidire al confronto i 295 mila 'seguaci' del profilo ufficiale di Palazzo Chigi.
"Arrivo, arrivo! #lavoltabuona", è il "cinguettio" dell'esordio, quello che al Quirinale non dimenticano. Era il 21 febbraio 2014 e il leader del Pd era da Giorgio Napolitano per sciogliere la riserva. Rompendo ogni cerimoniale, comunicò così, con due parole e un hashtag, che a breve avrebbe letto la lista dei ministri. Poco più tardi, a cose fatte, un altro tweet: "Compito tosto e difficile. Ma siamo l'Italia, ce la faremo. Un impegno: rimanere noi stessi, liberi e semplici".

Nei giorni successivi, Renzi avrebbe raccontato in 140 caratteri l'esordio al governo. Con le foto del cortile di Palazzo Chigi deserto all'alba e della scrivania piena di carte ed evidenziatori. Con l'annuncio dei primi provvedimenti, con gli hashtag #lavoltabuona, #italiariparte, #cambiaverso e - nei mesi successivi - #passodopopasso, #millegiorni. E il rammarico di essere un po' meno presente per i follower: "Mi fermo qui.
Altrimenti passo la domenica su Twitter anziché sui dossier" (23 febbraio 2014), "Ho twittato meno, ma ci sono" (18 marzo 2014).
Un tweet basta per annunciare la firma di un accordo industriale e festeggiare una riforma ("La palude non ci blocca! E' proprio #lavoltabuona") ma anche per 'pungere' gli avversari: "Politica 1-Disfattismo 0" (sull'Italicum); "#allafacciadeigufi" (sul Def); "Un abbraccio a #gufi e #sorciverdi"; "Dice Grillo che il nostro è un colpo di stato. Caro Beppe: si dice sole. Il tuo è un colpo di sole!" (sulle riforme). "Trame, segreti, finti scoop, balle spaziali e retropensieri" (sui talk show).

Via Twitter Renzi ha raccontato i vertici internazionali e le prime fasi del soccorso della Norman Atlantic, ha pubblicato un cedolino con lo sgravio degli 80 euro, ha augurato buon viaggio a @Pontifex Papa Francesco, si è immortalato in un selfie con gli scout e ha fotografato le piazze della campagna elettorale per le Europee. Via Twitter il suo portavoce, Filippo Sensi (nickname: Nomfup), racconta in foto l'attività quotidiana del premier (#cosedilavoro), dalle conference call ai viaggi. Con qualche inciampo. Come un #erroreblu del premier nello scrivere "Sidney" e non Sydney. O come un tweet sulla partita Roma-Udinese, subito cancellato e attribuito alla svista di un collaboratore, Franco Bellacci, che ha accesso al suo profilo.

O, infine, come il tweet mai scritto ma pronunciato in un'intervista tv, che viene ricordato come il peccato originale del governo Renzi: "Diamo un hashtag #Enricostaisereno", disse l'allora sindaco a Enrico Letta il 17 gennaio 2014. Un mese dopo avrebbe preso il suo posto a Palazzo Chigi

ANSA

21.02.2015.

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SEZ.POLITICA Gli uomini sono già troppo indebitati, crescono i prestiti alle donne

20 Febbraio 2015, 16:20pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

SEZ.POLITICA Gli uomini sono già troppo indebitati, crescono i prestiti alle donne

Gli uomini di casa sono ormai troppo indebitati. E allora sono sempre più le donne a chiedere e ottenere prestiti. E' la nuova tendenza nel settore del credito che segnala all'Adnkronos Carmine Evangelista, amministratore delegato di Az Holding, società che fornisce supporto ai processi decisionali assicurativi, creditizi, bancari, legali ed aziendali. Il manager descrive così un altro aspetto della crisi anticipando l'andamento che sarà disegnato dai numeri del prossimo rapporto di marzo dell'Osservatorio Statistico. "Il marito, il padre è spesso già pesantemente indebitato - spiega Evangelista disegnando un trend in salita dal 28,6% del 2011 al 32,7% del 2014 - l'unica che può chiedere il prestito è la donna, moglie, madre o addirittura la nonna. Sono un pilastro della famiglia". Il reddito femminile "è mediamente inferiore" e questo spiega anche in parte "l'aumento di sette punti dei prestiti concessi a chi guadagna meno di mille euro al mese".

Di positivo, se così possiamo dire, c'è che "questo risultato è in parte indice di una maggiore partecipazione al lavoro delle donneperché molti dei prestiti vengono concessi con la cessione del quinto dello stipendio".

Sempre più prestiti 'in rosa', dunque. Ma crescono anche quelli concessi a immigrati, 17,2% dell'anno scorso contro il 15,1% del 2011, e ai giovani sotto i quarant'anni. "Parliamo di tre punti in più - spiega Evangelista - gli under40 fanno parte di una popolazione più a rischio dal punto di vista reddituale perché coinvolta all'interno di lavori meno stabili. Sono a Partita Iva, a progetto, occasionali. Non è detto che abbiano un reddito più basso, solo più precari".

Ci sono più debiti al Nord che al Centro. I numeri parlano chiaro. Al Nord sono pari al 60%, al Centro siamo al 23% e 17% al Sud. "Soprattutto l'area Nord Est ha molto sofferto con la chiusura delle piccole e medie imprese, il fatto che ci siano state tante 'serrate' e quindi tanti fallimenti si è inevitabilmente riflesso sul lato occupazione". In pratica chi aveva un lavoro, avendolo perso, si è dovuto indebitare e, spiega Evangelista, "ha fatto più fatica a rimborsare i prestiti che aveva in corso".

Sempre una donna è protagonista di una sentenza che è stata definita "storica" perché è stato applicato per la prima volta in Lombardia uno dei primi 'Piani del consumatore' in Italia. Nei giorni scorsi il tribunale di Busto Arsizio ha ridotto il debito da 86mila a 11mila euro di una cartella esattoriale di Equitalia di una signora 53enne cassaintegrata.

Applicando quanto stabilito dalla legge 3 del 2012 e secondo il principio della 'Composizione della crisi da sovraindebitamento', il tribunale ha stabilito che dovrà pagare l'87% in meno. L'importo è stato individuato in base alle attuali possibilità economiche della debitrice.

“L’obiettivo della legge – dice l’avvocato della signora Pasquale Lacalandra – è quello di dare l’opportunità ai debitori che si trovano in situazioni critiche di riacquistare un ruolo attivo nell’economia e nella società, senza restare schiacciati dal carico dell’indebitamento preesistente". E’ importante però, spiega il legale Lacalandra, "valutare attentamente le condizioni per poter accedere alla procedura, dato che il Tribunale competente, dovrà esaminare sia la fattibilità del piano" sia "la meritevolezza del debitore”.

Pur essendo contento della sentenza, segno del fatto che "si muove qualcosa" il vicepresidente di Konsumer Italia, Marco Recchi mette l'accento sul fatto che "è evidente che la legge non funziona". In Italia abbiamo fatto una "norma particolarmente complessa e rigida", accusa Recchi, "che è servita solo a mettersi a posto con le istituzioni europee".

"In più di due anni ha prodotto solo episodi sporadici di provvedimenti giudiziari - conclude Recchi - Di fronte a una crisi drammatica del Paese, tre e quattro sentenze non bastano. Il fatto che siano così poche in un periodo di crisi così lungo come è quello che stiamo attraversando e i tanti casi di disperazione di piccoli imprenditori, prova che la legge è troppo complessa e non funziona".

fonte:http://www.adnkronos.com/

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SEZ. POLITICA Charlie Hebdo, a più di un mese dalla strage

20 Febbraio 2015, 16:18pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

SEZ. POLITICA Charlie Hebdo, a più di un mese dalla strage

Il peggior incubo del terrore si è concretizzato un mese fa: con le stragi di Charlie Hebdo e quella dell'Hyper Kocher che hanno terrorozzato Parigi fra il 7 e il 9 gennaio e lasciato per terra 12 morti.

Dopo la reazione a caldo della Francia - due milioni di persone in piazza e i leader mondiali schierati uno al fianco dell'altro - e della redazione di Charlie Hebdo, che ha fatto uscire il giornale dopo che una parte della redazione era stata uccisa, il comprensibile momento di elaborazione di quanto è successo. La redazione di Charlie Hebdo si è fermata e il prossimo non sarà nelle edicole prima del 25 febbraio.

LE TRE GIORNATE DI TERRORE
Il commando che ha terrorizzato la Francia per oltre due giorni era composto da elementi che si rivendicano di al Qaida e dello Stato islamico, uniti nel comune obiettivo di fare strage tra gli "infedeli". I fratelli Kouachi, secondo le parole dello stesso Chérif in una telefonata a un'emittente francese durante l'assedio di Dammartin, agivano "per conto di al Qaida", in particolare del ramo yemenita-saudita l'Aqap. Sono stati finanziati "da Anwar Awlaki", l'imam radicale ucciso in Yemen nel 2011 che Cherif incontrò prima della morte in Yemen. Il collegamento tra i due terroristi e il network del terrore erano già emersi con forza in questi giorni. Loro stessi, nel corso del tragico blitz contro la sede di Charlie Hebdo, avevano gridato "siamo di al Qaida in Yemen". E Charb, il direttore della rivista, era finito nella wanted list di al Qaida sin dal 2013.

Dopo il massacro di Parigi i siti jihadisti hanno ripubblicato il manifesto di morte, con una x rossa su Charb, il ringraziamento ai due fratelli e il sinistro richiamo proprio ad Awlaki, con la sua famigerata frase "The Dust will never settle down", le acque non si calmeranno, titolo di uno dei più violenti discorsi dell'imam americano-yemenita. Solo tre anni prima, nel 2010, Awlaki aveva trattato il tema delle vignette "blasfeme" contro Maometto nel primo numero di Inspire, il magazine fondato dall'imam e gestito dall'Aqap. Gli autori delle vignette dovevano "essere giustiziati".

Nel 2012 poi, l'intero staff di Charlie Hebdo era stato dichiarato un "obiettivo" dal portavoce americano di al Qaida, Adam Yahiye Gadahn. Due giorni fa la strage di Parigi. Ai due fratelli, che hanno agito come un commando militare, segno del fatto che erano ben addestrati, si aggiunge Amedy Coulibaly. E' un antico sodale di Chérif, che conobbe in carcere nel 2005. E tutti e tre aderiscono alla 'filiera delle Buttes Chaumont', il parco che sorge nel 19/o arrondissement di Parigi, considerata una 'maxi-cellula' del terrorismo di matrice islamica.

Coulibaly e i due fratelli si dividono i compiti: "A loro Charlie Hebdo, a me i poliziotti", ha detto il terrorista, anche lui in una telefonata all'emittente BFM.

Prima Coulibaly ha ucciso una agente di polizia, poi si è dato alla fuga. Mentre le forze speciali assediavano i fratelli nella tipografia di Dammartin, ha fatto irruzione in un negozio kosher a Parigi. "Liberate i fratelli Kouachi e non fate assalti o ucciderò tutti gli ostaggi": ha detto nel corso della giornata agli agenti che trattavano la sua resa. Dopo il blitz delle forze speciali e la morte dei tre terroristi, i sostenitori di al Qaida e dell'Isis sono tornati a unirsi sui social network. Hanno lanciato l'hashtag "#jesuiskoauchi" e celebrano il martirio dei "leoni di Francia". Altri lanciano terribili parole d'ordine: "Questo è solo l'inizio, i crociati si preparino a giorni ancora peggiori".

fonte:Ansa

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