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sez.politica

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SEZ. POLITICA Consip, Tiziano Renzi: "Nulla da nascondere, mi interroghino"

2 Marzo 2017, 13:59pm

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Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. POLITICA Consip, Tiziano Renzi: "Nulla da nascondere, mi interroghino"

INSERITO DA MORENA MOTTA "Non vedo l'ora che venga fuori la verità: voglio essere interrogato, voglio che verifichino tutto di me, non ho nulla da nascondere. Nulla. Non ho mai fatto cene segrete in bettole in vita mia, come scrive qualcuno. Conosco effettivamente Carlo Russo, del cui figlio sono padrino di battesimo ma leggo cose sui giornali di cui non so assolutamente nulla". Lo sottolinea in una nota Tiziano Renzi, parlando del caso Consip.

"Sono stato indagato due anni fa per la prima volta in vita mia - ricorda il padre dell'ex premier - e mi hanno assolto ma la notizia è stata riportata in qualche trafiletto. Spero solo che il giorno in cui tutto questo finirà ci sarà lo stesso spazio sui giornali che c'è oggi. Vivo perché i miei nipoti sappiano che io sono quello che hanno sempre conosciuto e non ciò che i giornali scrivono oggi".

"Mi sembra di vivere un incubo - conclude -. Non ho mai chiesto soldi. Non li ho mai presi. Mai. E credo che i magistrati abbiano tutti gli strumenti per verificarlo".

FONTE ADNKRONOS

 

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SEZ.POLITICA Desio - La senatrice Ricchiuti divorzia dal Pd

1 Marzo 2017, 10:00am

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Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Desio - La senatrice Ricchiuti divorzia dal Pd

INSERITO DA MORENA MOTTA La senatrice Lucrezia Ricchiuti divorzia dal Partito democratico. Critica verso la politica di Matteo Renzi non sarà tra coloro che lo seguiranno. Boccia il Jobs Act e la Buona scuola, prende le distanze da legge elettorale e riforma costituzionale. In una lettera in cui spiega le ragioni della scissione, afferma: "Oggi parte una nuova avventura, fatta di passione politica genuina, di contenuti veri, di problemi delle persone: lavoro, scuola, legalità, innovazione, contrasto della diseguaglianza. Mi dicono che siamo una minoranza. Non credo: il PD ha già perso il suo popolo. Lo recupereremo noi". Il suo impegno sarà a fianco del movimento dei fuoriusciti guidati da Pierluigi Bersani e Roberto Speranza. 

LA GIORNALE DI MONZA

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SEZ. POLITICA Berlusconi: "Se non correrò indico Zaia" Il presidente del Veneto: "Basta manfrina su di me, candidato è Salvini"

28 Febbraio 2017, 11:18am

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Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. POLITICA Berlusconi: "Se non correrò indico Zaia" Il presidente del Veneto: "Basta manfrina su di me, candidato è Salvini"

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA "Se Berlusconi non potrà tornare in campo, il centrodestra dovrà trovare qualcuno al suo interno. Il Governatore del Veneto Luca Zaia si sta comportando molto bene.
    Dico Zaia o qualcun altro in grado di emergere e convincere tutti". Lo ha dichiarato il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi stamane nel corso della trasmissione Notizie Oggi in onda su Canale Italia.

Zaia, basta manfrina su di me, candidato è Salvini - "Basta con sta manfrina. Amministrare una Regione non è una questione semplice ma di impegno quotidiano e di credibilità". Così il presidente del Veneto, Luca Zaia, ha risposto al termine del Consiglio federale della Lega Nord sulle parole di Silvio Berlusconi, che lo ha indicato come possibile candidato premier. "Per me resta una manfrina, per quanto riguarda la Lega abbiamo già un candidato, che è Matteo Salvini", ha aggiunto Zaia in una conferenza stampa con lo stesso Salvini e Roberto Maroni.

ANSA

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SEZ. POLITICA Renzi: "La scissione del Pd? Ideata e prodotta da D'Alema"

27 Febbraio 2017, 10:47am

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Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. POLITICA Renzi: "La scissione del Pd? Ideata e prodotta da D'Alema"

INSERITO DA MORENA MOTTA "A me dispiace molto" la scissione, "perché abbiamo fatto di tutto per evitare che chiunque se ne andasse, ma la mia impressione è che si trattasse di un disegno già scritto, ideato e prodotto da Massimo D'Alema". Lo ha detto l'ex premier Matteo Renzi a "Che tempo che fa su Rai3.

L'ex premier lancia poi un appello a D'Alema: "Non andartene, non scappare, corri alle primarie, facciamo le primarie insieme e vediamo nel Pd chi ha più consensi e più voti".

Renzi ritiene che la scissione del Pd "sia una cosa molto di palazzo, io farò di tutto perché si possa andare insieme".

Infine, a Fabio Fazio che gli chiedeva se il presidente del Consiglio possa stare sereno sulla durata del governo, Renzi ha risposto: "Le elezioni sono previste a febbraio del 2018, se Gentiloni vorrà votare prima lo deciderà lui".

FONTE ADNKRONOS

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SEZ. POLITICA Rai, da aprile tetto di 240mila euro per stipendi degli artisti

25 Febbraio 2017, 10:52am

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Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. POLITICA Rai, da aprile tetto di 240mila euro per stipendi degli artisti

INSERITO DA MORENA MOTTA Il Cda della Rai, riunitosi oggi sotto la presidenza di Monica Maggioni, ha dato mandato al dg di applicare entro aprile il limite retributivo di 240mila euro anche agli artisti, salvo diversa indicazione del Mef. Il Consiglio ha poi approvato all’unanimità il Budget di Gruppo Rai per il 2017, illustrato dal Direttore generale Antonio Campo Dall’Orto.

"Le proiezioni economiche evidenziano, nonostante la contrazione delle risorse pubbliche per circa 120 milioni di euro per effetto della riduzione dell’importo unitario del canone ordinario da 100 Euro a 90 Euro, un risultato economico in sostanziale pareggio e un livello di indebitamento finanziario netto allineato al valore previsto per il 2016. In questo contesto di minori risorse, il segno positivo della gestione operativa e il sostanziale pareggio previsto derivano dagli interventi di razionalizzazione impostati nell’area dei costi e degli investimenti di Gruppo, per un valore complessivo di oltre 100 milioni di euro", spiega la Rai in una nota.

Gli interventi di "razionalizzazione", dettaglia la Rai, sono stati "identificati con una logica selettiva, al fine di: preservare l’elevata qualità dell’offerta editoriale che ha caratterizzato il palinsesto 2016; proseguire il piano di sviluppo tecnologico, fattore questo abilitante per la trasformazione di Rai in una Media Company; mantenere la leadership nella qualità del prodotto e negli ascolti".

Le direttrici indicate per gli interventi di "razionalizzazione", prosegue la Rai, "trovano in particolare conferma nel potenziamento delle risorse dedicate all’area digital e dal mantenimento di un adeguato livello di investimento nel prodotto e nella tecnologia, incluse le iniziative e i progetti focalizzati a migliorare in modo pervasivo l’efficienza industriale di Gruppo".

In apertura di seduta il cda aveva "discusso della questione dell'applicazione del limite di 240mila euro annui introdotto dall'art 9 della legge 198/26 ottobre 2016 anche ai contratti di collaborazione e consulenza di natura artistica", ricordando anzitutto che "dal momento dell'approvazione della legge, l'Azienda ha chiesto a più riprese supporto interpretativo al Mef ma, allo stato, non è ancora pervenuta risposta".

Una mancata risposta di fronte alla quale, fino ad oggi, la norma non è stata applicata agli artisti per "proteggere l'azienda dalle pesanti ricadute che un'applicazione immediata del limite retributivo sulle collaborazioni artistiche avrebbe avuto sull'intero equilibrio aziendale, sulla sua redditività e capacità di operare sul mercato". Su queste basi il Consiglio "ha dato mandato al Direttore Generale di procedere all'applicazione del limite a far data dal mese di aprile se, nel frattempo, non sopravverranno i richiesti elementi interpretativi".

Il dettaglio delle previsioni di Budget sono vede, riferisce viale Mazzini, "ricavi totali per 2.624 milioni di Euro, di cui 1.768 milioni di Euro ascrivibili al canone, in flessione per 153 milioni di Euro rispetto al Forecast 2016. Costi complessivi, inclusi ammortamenti, per 2.596 milioni di Euro, in calo di 155 milioni di Euro rispetto al 2016".

E, ancora, "investimenti di prodotto per 460 milioni di Euro e tecnici per 126 milioni di Euro per un totale di 586 milioni di Euro, con una diminuzione sul 2016 di circa il 2%. Gestione operativa in utile per 28 milioni di Euro e risultato di esercizio in sostanziale pareggio. Posizione finanziaria netta stabile nell’ordine di 430 milioni di Euro".

Il Budget, inoltre, "non tiene ovviamente conto dell’estensione del tetto retributivo anche alle risorse artistiche, le proiezioni verranno pertanto rielaborate per analizzare i prevedibili impatti provocati dalla possibile ridotta attrattività dell’offerta editoriale di Rai", conclude l'azienda.

FONTE ADNKRONOS

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SEZ. POLITICA Pd, verso primarie il 9 aprile. Orlando si candida. Corre anche una donna Commissione divisa, oggi la direzione

24 Febbraio 2017, 09:27am

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Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. POLITICA Pd, verso primarie il 9 aprile. Orlando si candida. Corre anche una donna Commissione divisa, oggi la direzione

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA I renziani non mollano e in vista della direzione, che oggi voterà su timing e regole del congresso, insistono in commissione Congresso per fare le primarie il 9 aprile.

Una data che Michele Emiliano e Andrea Orlando, che ieri ha ufficializzato la sua candidatura contro "la prepotenza della politica", non condividono chiedendo più tempo per rendere il Pd "contendibile" rispetto a Matteo Renzi.

Una sfida alla leadership che sarà a quattro dopo che anche la coordinatrice torinese dei Moderati Carlotta Salerno ha annunciato che correrà, risolvendo anche il rebus del valore del voto degli iscritti nella prima fase del congresso.

Matteo Renzi si tiene fuori dalla mischia sulle regole. E dalla California, dove ha incontrato Tim Cook e visitato Stanford, fa sapere che il tema su cui dovrebbe confrontarsi una "forza che vuole guidare il paese" non è la data del congresso ma "mostrare l'alternativa" ai populisti. 

RENZI - "Chi vuole cambiare il Paese - è il suo messaggio - discuta su popoli e populisti".

Ma in realtà nella commissione, che alzerà il sipario sul congresso, è la data delle primarie l'oggetto dello scontro tra le varie anime del Pd. I renziani, che insieme alle altre correnti di maggioranza hanno numeri schiaccianti, sostengono che la data migliore sia il 9 aprile per avere un leader pienamente legittimato in tempo per le amministrative di giugno, visto che il simbolo del partito deve essere concesso dal segretario entro la prima settimana di maggio. Un leader forte per vincere a giugno, chiariscono i renziani che tornano a liquidare come illazioni la tentazione di Renzi di votare a giugno. Sospetto che ha anche Michele Emiliano: "Temo che tenteranno di non fare il referndum sul jobs act andando al voto".

I due rappresentanti di Emiliano e Orlando in commissione chiedono, a quanto si apprende, più tempo. E, pur con toni all'insegna del fair play, l'area del governatore avrebbe minacciato ricorsi in tribunale contro anomalie sulla validità del tesseramento. La commissione chiuderà i lavori solo domani mattina e per evitare ulteriori lacerazioni e accuse il punto di caduta per la data delle primarie potrebbe essere il 23 aprile. "Immagino - chiede il governatore pugliese - sia necessario da parte di tutti coloro che hanno rivolto appelli per evitare la scissione a partire da Prodi, che chiedano alla commissione e al partito che i tempi delle primarie le rendano contendibili". Nell'arena, che si annuncia infuocata, scende anche Andrea Orlando.

Anche il Guardasigilli, che ha ufficializzato la sua sfida in un circolo romano, corre per vincere e non, chiarisce, "per fare il capocorrente". Annuncia che una tappa fondamentale della sua corsa sarà simbolicamente a Napoli "dove si è manifestata in tutta la sua potenza la crisi della politica" e del Pd. Ma soprattutto il senso della sua candidatura, che ha raccolto l'appoggio di Nicola Zingaretti, Luciano Violante e l'interesse del sindaco di Bologna Merola, è di ricucire il Pd dopo la rottura dei bersaniani. "Credo che dobbiamo ricominciare a ricostruire questo partito, prima che sia troppo tardi", è l'impegno dell'ex 'giovane turco', unico ex diessino nella sfida congressuale.

Una battaglia che si giocherà soprattutto nei territori dove è in corso un travaso tra le varie correnti alla luce dell'uscita di Pier Luigi Bersani e delle candidature alla segreteria. Per questo la candidatura dell'unica donna, la torinese Carlotta Salerno, se sembra non aver chance di vittoria, ha però valore nel garantire la prima fase congressuale: se infatti i candidati fossero stati tre, la commissione poteva anche decidere di annullare il passaggio del voto degli iscritti dei circoli che ha l'obiettivo di scremare i candidati fino ai primi 3 ammessi alle primarie. La sua candidatura era nell'aria da giorni e verrà formalizzata oggi alle 18in un circolo romano. Intanto Matteo Renzi continua il suo viaggio negli Stati Uniti.

 

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SEZ.POLITICA Sfida Pd, Renzi si prepara: politica litiga ma penso a futuro. Scoppia il caso ius soli. Emiliano resta

23 Febbraio 2017, 11:05am

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SEZ.POLITICA Sfida Pd, Renzi si prepara: politica litiga ma penso a futuro. Scoppia il caso ius soli. Emiliano resta

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA "Mentre la politica italiana post-referendaria litiga su tutto o quasi, il mondo fuori continua a correre. Ho deciso di staccare qualche ora û mentre il Pd scrive le regole per il congresso û e di dedicarmi ad alcuni incontri di qualità in California. Il futuro, prima o poi, torna. E allora facciamoci trovare pronti: anziché litigare sul niente, proviamo a imparare da chi sta costruendo il domani prima degli altri". Lo scrive sul suo blog il segretario uscente del Pd, Matteo Renzi.

Intanto scoppia il caso 'ius soli', dopo che Orfini ipotizza per approvarlo anche il voto di fiducia. Un secco no arriva dalle opposizioni, ma anche Ap dice no alle forzature.

E ieri la scissione si è consumata, si è consumata senza guardarsi in faccia la rottura dentro il Pd: i bersaniani non partecipano alla direzione e annunciano con Roberto Speranza di essere al lavoro "per un nuovo soggetto di centrosinistra", Matteo Renzi vola in California, convinto che "peggio delle scissioni ci sono i ricatti". Chi, invece, dopo varie titubanze, decide di restare nel Pd e di sfidare al congresso il leader dimissionario è Michele Emiliano che prende un'altra strada rispetto alla minoranza "perchè il Pd è casa mia e nessuno può cacciarmi".

Una casa che il fondatore Romano Prodi guarda ormai da lontano assistendo a quello che definisce "un suicidio politico". Da oggi il Pd cambierà volto (con un ex segretario e storico protagonista della sinistra di governo come Pierluigi Bersani che annuncia che non rinnoverà la tessera Pd) anche se i numeri degli addii saranno inferiori a quelli che sembravano domenica scorsa. I bersaniani già giovedì formeranno gruppi autonomi sia alla Camera sia al Senato non capendo la scelta di Emiliano di "candidarsi nel Pdr", il partito di Renzi. Con l'invito, di D'Alema a Pisapia a "lavorare insieme".

La decisione tormentata del governatore pugliese matura tra lunedì notte e martedì dopo una serie no-stop di telefonate frenetiche e di riunioni. In direzione Emiliano arriva senza più credere che gli ultimi tentativi di mediazione vadano in porto. Addolorato per la rottura con Roberto Speranza ed Enrico Rossi, "persone perbene, di grande spessore umano che sono state offese e bastonate dal cocciuto rifiuto ad ogni mediazione". Perchè, rimanda la palla nel campo avverso, "Renzi è il più soddisfatto per ogni possibile scissione".

Ma siccome "chi lotta può perdere ma chi non lotta ha già perso", il governatore pugliese decide di "dare battaglia come il Che" al fortino renziano. Una scelta che però gli attira le dure critiche di Bersani e D'Alema ("farà i conti con la sua coerenza") e Enrico Rossi ("ognuno ha il suo modo di comportarsi") con l'ex segretario che in serata a DiMartedì non risparmia un attacco neppure a Renzi confessando: "con lui ho capito dal primo giorno che non mi sarei mai preso" accusandolo poi di aver deciso le dimissioni "per salvare se stesso mettendo a rischio la Ditta". Una Ditta che Bersani vede di nuovo in campo con l'iniziativa degli scissionisti e che, assieme a D'Alema, lo vedranno lottare per ricostruire una 'cosa rossa'. Ma la cui leadership, dice l'ex premier a Cartabianca, "non può essere nè di D'Alema nè di Bersani. Noi ci saremo", ma "in questo momento i leader naturali sono Enrico Rossi e Roberto Speranza".

Nell'altro campo, quello del Pd, anche se non ha ancora tratto il dado, è il Guardasigilli Andrea Orlando che oggi lancia il suo blog Stato presente. E chiarisce che la sua candidatura non dipende dalle scelte di altri sfidanti, come a dire che non sarà la discesa in campo di Emiliano a bloccare la sua corsa. "Non mi candido - chiarisce Orlando - a guidare l'opposizione del Pd se mi candido è per guidare il partito". Una sfida che, anche senza la sinistra interna, si annuncia senza sconti e che Matteo Renzi affronterà con l'obiettivo di riaffezionare militanti e iscritti dopo lo choc della rottura. "Gli addii addolorano ma non possiamo bloccare oltre la discussione nel Pd e nel paese", sostiene il leader dimissionario che trascorrerà qualche giorno negli States. Prima di buttarsi nella battaglia che, secondo i suoi piani, il 7 maggio lo legittimerà di nuovo come segretario.

La direzione ha eletto i membri della commissione Statuto, composta in rappresentanza di tutte le correnti e che definirà nei prossimi giorni le regole. Per bloccare la scissione a nulla sono serviti gli appelli accorati dei padri nobili del Pd, nè di Veltroni nè di Fassino in assemblea, nè di Enrico Letta e oggi quello di Romano Prodi che ha confessato la sua angoscia e il fatto di essersi attivato con decine di telefonate per scongiurare il peggio.

Bersani-D'Alema, pronti i gruppi. A marzo nuovo soggetto

LA E-NEWS

PRODI, QUESTO E' UN SUICIDIO NON POSSO RASSEGNARMI

PD, IL CONGRESSO: I TEMPI E LE TAPPE 

ANSA

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SEZ.POLITICA Urbanistica, nuovo dirigente come da pronostici

21 Febbraio 2017, 11:36am

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SEZ.POLITICA Urbanistica, nuovo dirigente come da pronostici

INSERITO DA MORENA MOTTA Vimercate. A partire dal 1 aprile 2017 prenderà servizio presso il Comune di Vimercate il nuovo Dirigente dell’Area Pianificazione e sviluppo del territorio: l’architetto Massimiliano Lippi. Per l’individuazione del dirigente era stato indetto, in data 12 dicembre 2016, un avviso di mobilità volontaria ai sensi dell'art 30 del d.lgs. 165/2001: avviso per il quale sono pervenute al Comune due candidature. In base all’analisi del curriculum vitae e al colloquio valutativo,effettuato da specifica commissione tecnica - recita la nota del Comune -  l’architetto Lippi, attualmente in servizio presso il Comune di Erba come Dirigente dell’Area Urbanistica ed edilizia privata, è risultato il soggetto più idoneo a ricoprire il profilo lavorativo oggetto dell’avviso. La nomina del nuovo dirigente aveva innescato la polemica politica perché fin dalle prime ore della pubblicazione del bando il Giornale di Vimercate aveva "azzeccato" il nome del professionista che sarebbe stato selezionato. E così è stato.

FONTE VIMERCATEORG

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SEZ. POLITICA Assemblea Pd: Renzi tira dritto, via a iter congressuale . Emiliano-Rossi-Speranza: 'Matteo ha scelto per la scissione'

20 Febbraio 2017, 01:13am

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SEZ. POLITICA Assemblea Pd: Renzi tira dritto, via a iter congressuale . Emiliano-Rossi-Speranza: 'Matteo ha scelto per la scissione'

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA E' scontro all'assemblea del Pd. Dopo il discorso di Matteo Renzi, giudicato dalla sinistra troppo duro, la strada sembra segnata. "Aspettiamo la replica, ma Renzi ha alzato un muro", dice Pier Luigi Bersani. La minoranza, fa sapere l'ex segretario, prenderà le sue decisioni dopo la replica del segretario. "È stato alzato un muro - conferma Enrico Rossi ancora più deciso - sia nel metodo che nella forma. Per noi la strada è un'altra. Sono maturi i tempi per formare una nuova area". Di diverso avviso sembra, invece, Michele Emiliano: "E' a portata di mano" ritrovare l'unità: "Siamo a un passo dalla soluzione. Un piccolo passo indietro consente a una comunità di farne cento avanti. Io sto provando a fare un passo indietro, ditemi voi quale, che consenta di uscire con l'orgoglio di appartenere a questo partito. Senza mortificare nessuno". "Stasera non posso che dire al segretario che ho fiducia in lui", aggiunge, chiedendogli un'ultima mediazione sulla conferenza programmatica. Ma in serata, con una dichiarazione congiunta, Emiliano, Rossi e Speranza rompono gli indugi: 'Anche oggi nei nostri interventi in assemblea - scrivono - c'è stato un ennesimo generoso tentativo unitario. È purtroppo caduto nel nulla. Abbiamo atteso invano un'assunzione delle questioni politiche che erano state poste, non solo da noi, ma anche in altri interventi di esponenti della maggioranza del partito. La replica finale non è neanche stata fatta. È ormai chiaro che è Renzi ad aver scelto la strada della scissione assumendosi così una responsabilità gravissima".

Dalla maggioranza, d'altra parte, si dava per scontata la scelta della sinistra di uscire. "La scelta è già stata fatta - allarga le braccia Lorenzo Guerini - Peccato". 

"Fermiamoci e ripartiamo, la scissione non ha senso". E' stato il messaggio di Matteo Renzi all'assemblea del Pd. Un Renzi che, però, anche all'attacco: "Scissione è una brutta parola, ma peggiore c'è solo ricatto. Non è accettabile che si blocchi un partito sulla base di un diktat di una minoranza". Nel suo discorso il segretario del Pd ha sottolineato che il partito sta facendo "un regalo" a Beppe Grillo discutendo "solo di se stesso". Ha ribadito la volontà di andare a congresso, ma anche il sostegno al governo Gentiloni. Dopo aver ascoltato il discorso di Renzi e degli esponenti di maggioranza, la minoranza resta sulle sue posizioni non vedendo da parte del vertice dem "la volontà di unire". Per la minoranza ha parlato solo Guglielmo Epifani ma la minoranza è rimasta in sala ad ascoltare gli interventi. Per ora nessuna dichiarazione ufficiale. "Parleremo al momento giusto", dice Roberto Speranza. Intanto nessun candidato si è presentato per la segreteria direttamente in assemblea, parte dunque il congresso anticipato.

SCISSIONE - "Io dico fermiamoci, fuori ci prendono per matti. Oggi discutiamo ma poi mettiamoci in cammino", ha esordito Renzi. "La scissione - ha aggiunto - ha le sue ragioni che la ragione non conosce. La nostra responsabilità è verso il Paese e quelli che stanno fuori. Adesso basta: si discuta oggi ma ci si rimetta in cammino. Non possiamo continuare a stare fermi a discutere al nostro interno". "Scissione - ha sottolineato - è una delle parole peggiori, peggio c'è solo la parola ricatto, non è accettabile che si blocchi un partito sulla base dei diktat della minoranza". "Tutti si sentano a casa nel Pd, liberi di discutere ma se in tutte le settimane c'è un'occasione di critica, se per tre anni si è pensato che si stava meglio quando si stava peggio, io non dico che siamo nemici né avversari ma dico 'mettetevi in gioco', non continuate a lamentarvi ma non potete immaginare di chiedere a chi si dimette per fare il congresso di non candidarsi per evitare la scissione non è una regola democratica".

CONGRESSO - "Non possiamo stare fermi a dire congresso sì, congresso no. Resti agli atti - ha sottolineato - quel che è accaduto in questi due mesi e mezzo. Ho cercato tutti i giorni di raccogliere le proposte degli altri per restare insieme. All'ultima assemblea due amici storici mi hanno preso a male parole per dirmi 'fai un errore'. A quel punto una parte della maggioranza e minoranza ha detto fermiamoci e mi sono fatto carico di non fare il congresso perché pensavo potessimo fare una campagna di ascolto insieme". "Se non si fa il congresso diventiamo come gli altri, trovare un equilibrio non è difficile ma per fare cosa se il Pd ha già vissuto passaggi analoghi nel 98 con Prodi, nel 2009 quando si è dimesso Veltroni".

GOVERNO GENTILONI - "Basta con la discussione e le polemiche sul governo. Faccio un applauso a Gentiloni che è qui, per quello che sta facendo con i ministri. E' impensabile che si trasformi il congresso in un congresso sul governo. Sarebbe un errore allucinante per tutti". "Sul governo non ho cambiato idea, mi fa piacere che altri lo abbiano fatto passando dall'appoggio caso per caso all'appoggio fino a fine legislatura. Rispettiamo l'azione del governo e i poteri del presidente della Repubblica". 

TUTTE LE CITAZIONI DI RENZI

Epifani, leader tira dritto, minoranza farà scelta - "Noi ci aspettavamo un proposta, il segretario ha tirato dritto, io credo che sia un errore perché un grande partito deve avere a cuore il superare le difficoltà ed è il segno della democraticità del processo. Se viene meno è chiaro che in molti si apre una riflessione che porterà ad una scelta. Non è un ricatto ma per stare in un partito ci vuole rispetto reciproco". Così Guglielmo Epifani parlando dal palco dell'assemblea per i tre sfidanti al congresso.

Oggi è l'ultima domenica per il Pd? "Non esageriamo. Ce ne saranno anche altre...". Così risponde Enrico Rossi, presidente della Toscana e candidato alla segreteria Pd, al suo ingresso all'hotel Parco dei principi di Roma per l'assemblea del Partito democratico. 

L'appello di Veltroni - "Da molto tempo - ha evidenziato Walter Veltroni - non partecipo alle riunioni degli organismi del partito, le mie scelte di vita mi hanno spinto a decidere così, era e sarà giusto così ma prendo pochi minuti per dire quanto mi sembra sbagliato quanto sta accadendo e per rivolgere un appello a tutti perché non si separi la loro strada da quella di tutti noi. Lo faccio non usando l'argomento tradizionale dell'invito all'unità ma dicendo ai compagni e agli amici che delle loro idee, del loro punto di vista il Pd ha bisogno". 

"Restiamo uniti". E' lo striscione portato dai Giovani democratici del II Municipio di Roma davanti all'hotel Parco dei Principi dove sta per iniziare l'assemblea nazionale del Partito democratico. E' un appello a evitare la scissione.

Ieri toni ultimativi nella kermesse della sinistra con i tre sfidanti alla segreteria.

PD, IL CONGRESSO: I TEMPI E LE TAPPE 

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ANSA

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SEZ. POLITICA Pd, Emiliano a Renzi: "Primarie a ottobre, così niente scissione"

18 Febbraio 2017, 11:31am

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SEZ. POLITICA Pd, Emiliano a Renzi: "Primarie a ottobre, così niente scissione"

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Una lunga telefonata ha aperto un canale di dialogo tra Matteo Renzi e Michele Emiliano a due giorni dall'assemblea Pd.

Secondo quanto riferiscono fonti della minoranza Dem - non confermate dalla maggioranza - Emiliano avrebbe ribadito al segretario la richiesta di non fissare il congresso subito ma tenerlo dopo le amministrative di giugno, per chiuderlo a fine settembre o ottobre.

Lo avrebbe anche rassicurato del fatto che se il Pd dovesse perdere le comunali, la minoranza non addosserebbe a lui la colpa: il Pd arriverebbe con spirito unitario alla sfida per la leadership di ottobre. Emiliano avrebbe inoltre spiegato a Renzi che l'idea di spostare il congresso nasce dalla preoccupazione per la corsa al voto ad aprile.

Il segretario, spiegano le stesse fonti, avrebbe detto che non aveva smania di correre al voto e che comunque ora la 'finestra' di giugno è saltata e che per lui Gentiloni può andare avanti fino al 2018. Quanto alla possibilità di un rinvio del congresso all'autunno, il segretario - ma fonti della maggioranza non confermano - non avrebbe chiuso la porta a una riflessione.

Nardella dopo incontro con Renzi: La scissione? "Ancora non si può dire che sia evitata del tutto: mi pare però che in queste ultime ore si stiano intensificando gli sforzi per evitarla". 

Intanto fa discutere il fuorionda Del ministro Graziano Delrio con Michele Meta durante un incontro sul trasporto pubblico nella Capitale. "Non ha fatto neanche fatto una telefonata, su... come cazzo fai in una situazione del genere a non fare una telefonata?.

FUORIONDA DI DELRIO: SCISSIONE? MATTEO NEANCHE HA TELEFONATO

Entrando poi a Palazzo Chigi, Delrio corregge il tiro e commenta l'appello di Renzi ad evitare la scissione, invito lanciato oggi dal segretario Pd dalle pagine del Corriere della Sera: "Renzi ha fatto un appello, è più di una telefonata - ha detto il ministro -: ha tolto ogni alibi a coloro che pensano che la scissione si possa fare su una settimana in più o in meno per il congresso. Se qualcuno ha deciso nessuno lo farà desistere, ma tutti sono indispensabili nel partito e adesso non ci sono più alibi. E' il momento della responsabilità da parte di altri, la maggioranza ha fatto tutto il possibile". 

Salvare il Pd è ancora possibile, ha detto infatti Renzi al Corriere, "faccio un appello ai dirigenti: bloccate le macchine della divisione. Non andatevene, venite. Partecipate. Le porte sono aperte, nessuno caccia nessuno, torniamo a parlare di Italia". Il segretario ha detto che non accetterà "ricatti", che il congresso va fatto, come chiesto dalla minoranza, e che sui tempi "c'è lo statuto".

"Io voglio evitare qualsiasi scissione", afferma l'ex presidente del Consiglio. "Se la minoranza mi dice: o congresso o scissione, io dico congresso. Ma se dopo che ho detto congresso loro dicono 'comunque scissione', il dubbio è che si voglia comunque rompere. Che tutto sia un pretesto".

Dai renziani ai bersaniani, ecco la galassia Dem

ANSA

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