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SEZ.POLITICA RIFORME, IL SÌ AGLI EMENDAMENTI NELLA MARATONA NOTTURNA. RENZI: GRAZIE A GUFI E SORCI VERDI

14 Febbraio 2015, 11:20am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

SEZ.POLITICA RIFORME, IL SÌ AGLI EMENDAMENTI NELLA MARATONA NOTTURNA. RENZI: GRAZIE A GUFI E SORCI VERDI

INSERITO DA MORENA MOTTA L'Aula della Camera ha terminato durante la notte l'esame degli emendamenti e quindi degli articoli al ddl sulle riforme. L'ok finale al testo da parte di Montecitorio (il secondo dei quattro passaggi necessari) è atteso entro i primi giorni di marzo. Il premier Matteo Renzi era in Aula. L'Aula della Camera stanotte ha dunque approvato gli ultimi 4 articoli al ddl sulle riforme (dal 38 al 41) e relativi al coordinamento, alle disposizioni transitorie e a quelle finali nonchè l'articolo relativo all'entrata in vigore delle norme. Il via libera agli articoli è stato salutato da un applauso dei deputati del Pd, che si sono anche alzati in piedi.

RENZI: "GRAZIE DEPUTATI, ABBRACCIO A GUFI E SORCI VERDI"«Grazie alla tenacia dei deputati terminati i voti sulla seconda lettura della riforma costituzionale. Un abbraccio a gufi e sorci verdi». Lo ha scritto su Twitter il presidente del Consiglio Matteo Renzi, al termine della maratona parlamentare che ha portato all'approvazione del ddl costituzionale alla Camera. FASSINA: "DOVEVAMO TROVARE L'ACCORDO CON GLI ALTRI PARTITI" Il suo annuncio di non votare sulle riforme «non è un Aventino, ma il tentativo di affrontare il grave problema politico dell'uscita di tutte le opposizioni». È quanto chiarisce il deputato della minoranza Dem Stefano Fassina che in un'intervista a Repubblica afferma: «Voglio rimanere coerente ai principi costituzionali». «Abbiamo iniziato l'iter delle riforme riconoscendo l'errore del centrosinistra nel 2001, e poi del centro destra nel 2006, nella scrittura unilaterale della costituzione. Di fronte al rischio di ripetere oggi questo errore, avremmo dovuto sospendere i lavori, cercare un dialogo con le opposizioni. E poi ripartire», aggiunge. Nessuna 'paludè: «Io ho chiesto di sospendere qualche ora, qualche giorno, non di rinunciare all'obiettivo. L'azione di governo, di fronte agli atteggiamenti ostruzionistici, a tratti squadristi del M5S, può andare avanti con le forzature dei regolamenti d'aula e i colpi di fiducia. Ma la riscrittura delle regole del gioco non può essere fatta come se fosse un decreto fiscale o sul lavoro». Allora si va al voto, come ha prospettato anche Renzi? «Non raccolgo le minacce - risponde - Le riforme costituzionali non si possono fare sotto il condizionamento di uno show down della legislatura. Ci sono principi di fondo che anche il premier deve rispettare».

FONTE LEGGO.IT

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SEZ. POLITICA Riforme, dopo lo stop al Nazareno si dimette il relatore di Fi

10 Febbraio 2015, 13:23pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

SEZ. POLITICA Riforme, dopo lo stop al Nazareno si dimette il relatore di Fi
SEZ. POLITICA Riforme, dopo lo stop al Nazareno si dimette il relatore di Fi

INSERITO DA ELSA COPPA Testo di nuovo in Aula. Si vota a raffica fino a sabato. Italicum assegnato in commissione a Montecitorio ma 'congelato'.

Forza italia passa dalle parole ai fatti e dopo la rottura del Patto del Nazareno e forte del rinsaldato asse con la Lega va all'attacco. Il primo atto sono le dimissioni di Francesco Paolo Sisto da relatore di minoranza delle riforme costituzionali tornate in Aula oggi dopo l'elezione del nuovo capo dello Stato. "Faremo di tutto per rallentare le riforme", promettono gli azzurri. "Andremo avanti", è la replica del Pd.

Sisto, che è presidente della commissione Affari costituzionali e relatore del provvedimento con Emanuele Fiano del Pd, ha spiegato di dimettersi "con il dolore profondo del giurista cui viene data l'occasione di riscrivere la Costituzione, ma con la coerenza di una appartenenza a un partito senza opportunismi". "Con senso di responsabilità - ha detto - Fi ha partecipato ad una intesa innaturale con il Pd per una cooperazione sulle riforme che non rinnegasse il passato, con cancellasse il presente e non precludesse il futuro. Un patto che è una transizione temporanea e che oggi non è più viva in quanto l'accordo è stato sciolto e Fi si ritiene libera di non essere scontenta". Sisto smentisce anche che le sue dimissioni possano essere causa di rallentamento del provvedimento ma il primo voto sul testo arriva dopo due ore dall'avvio della seduta.

Brunetta, faremo di tutto per rallentare - "Sarebbe oggi pura irresponsabilità concorrere a una direttrice autoritaria. La maggioranza si fermi". Lo ha detto nell'Aula della Camera Renato Brunetta annunciando l'ostruzionismo di Fi alle riforme, "una corsa rovinosa verso il disastro che faremo di tutto per rallentare".

Lotti, andiamo avanti - Mi spiace per le dimissioni di Sisto ma noi andiamo avanti". Così il sottosegretario Luca Lotti parlando con i giornalisti in transatlantico. "Il patto del Nazareno sono le riforme che portiamo avanti. Vedremo in Aula che fa Fi, non ci pare che all'interno ci siano idee chiare ma non metto bocca nei partiti altrui".

Bocciata la richiesta di rinvio in commissione del Movimento cinque stelle. Sul testo per il momento sono dunque previste sedute tutti i giorni dalle 9 alle 23 fino a sabato e ci sono circa 2mila voti da fare. Il testo dovrà poi tornare al Senato e, dato che si tratta di una riforma costituzionale, è previsto un doppio passaggio alle Camere a distanza di tre mesi.

Oltre al rischio ostruzionismo, sulle riforme restano comunque da sciogliere ancora alcuni nodi dentro la stessa maggioranza. Due i capitoli principali, su cui insiste la minoranza Pd: quello legato alle norme transitorie per il ricorso preventivo alla Corte costituzionale in materia di legge elettorale e quello relativo alla possibilità di scorporare le spese per investimenti dal pareggio di Bilancio previsto in Costituzione, a cui si aggiungono i capitoli relativi al procedimento legislativo, alle competenze Stato-Regioni nonché quello relativo al quorum necessario per la dichiarazione di guerra.

Per quanto riguarda il cosiddetto sindacato di costituzionalità all'interno dello stesso Pd si confrontano diverse posizioni: il testo attuale prevede che sia necessario 1/3 dei parlamentari per chiedere una valutazione preventiva alla Corte costituzionale delle riforme del sistema di voto mentre tra gli esponenti della minoranza Dem c'è chi vorrebbe portare l'asticella a 1/10 e chi addirittura vorrebbe che il meccanismo fosse automatico, prevedendo tra l'altro che possa valere anche in via transitoria per l'Italicum.

Intanto l'Italicum è stato assegnato il 5 febbraio scorso alla commissione Affari Costituzionali della Camera guidata dall'azzurro Francesco Paolo Sisto. Ma - secondo quanto viene spiegato - non sarà all'ordine del giorno dei lavori della commissione prima di marzo. Dopo l'ok del Senato il governo, come ha ricordato anche di recente il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi, considera il testo blindato e non vuole modifiche. La minoranza Dem, però, insiste sulla necessità di cancellare i capilista bloccati (un meccanismo che - accusa - di fatto ripropone il difetto del Porcellum di creare un Parlamento di nominati). Il testo prevede il premio di maggioranza alla lista che supera il 40% dei voti. Secondo turno tra i due partiti piu' votati se nessuno supera quella soglia. Sbarramento al 3% e capilista bloccati. ANSA

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SEZ.POLITICA Berlusconi-Salvini, patto anti-Renzi. Ma l'intesa agita Forza Italia

10 Febbraio 2015, 10:24am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

SEZ.POLITICA Berlusconi-Salvini, patto anti-Renzi. Ma l'intesa agita Forza Italia

INSERITO DA MORENA MOTTA Forza Italia e Lega Nord ci riprovano. Silvio Berlusconi e Matteo Salvini si incontrano, con un blitz notturno del leader del Carroccio domenica nella villa del Cavaliere ad Arcore, e prospettano un nuovo cammino comune per i due principali
partiti di centrodestra.

Un'intesa che punta alle elezioni regionali di maggio ma che, per ora, si limita ad una dichiarazione di guerra al governo di Matteo Renzi: «Opposizione parlamentare a 360 gradi».

La discussione sulle candidature per il voto regionale è ancora all'inizio: Salvini insiste sulla «conventio ad excludendum» nei confronti di Angelino Alfano, reo di sostenere l'esecutivo, e invita Forza Italia ad appoggiare i candidati leghisti in Liguria e Veneto. Il Cavaliere prende tempo per lasciare sempre aperta la porta con Ncd, e in attesa di poter scendere in campo a marzo e così potersi impegnare in prima persona in campagna elettorale.

I falchi di Forza Italia spingono per chiudere l'accordo con la Lega ma le colombe frenano l'ex premier e lo mettono in guardia sul pericolo di un abbraccio mortale con il Carroccio («il flop di FI al voto in Emilia-Romagna insegna», dicono) e soprattutto sulla reale convenienza di intraprendere la strada dello scontro frontale con Renzi. Molti azzurri, e tra loro molti verdiniani, non vogliono buttare all'aria - che il patto del Nazareno resista ancora o meno - l'accordo sulle riforme e in particolare quello sulla legge elettorale.

Lo scontro frontale non conviene e meno che mai alla vigilia di provvedimenti come quello sulla delega fiscale, avrebbero suggerito oggi ad Arcore alcuni fedelissimi a Berlusconi. Poi c'è il rischio di non avere alcuna presidenza di Regione al Nord dopo aver già ceduto al Carroccio quelle della Lombardia, del Veneto e del Piemonte (persa dopo il nuovo voto del 2014).

L'ex premier, però, deve fare i conti anche con il pressing interno di Raffaele Fitto: «Mi verrebbe da dire a chi in Forza Italia ci raggiunge sulle frontiere dell'opposizione: «Benvenuti! Meglio tardi che mai! Purtroppo, però, la frittata è già stata fatta», sottolinea l'europarlamentare azzurro costretto ad alzare i toni per tenere viva la tensione in vista della convention dei "ricostruttori azzurri" del prossimo 21 febbraio.

La Lega osserva e prova a trarne il massimo profitto. Salvini vuole affrontare da una posizione di vantaggio le trattative con Berlusconi: «Forza Italia, a quanto ci hanno detto, ha deciso di essere all'opposizione. Questo ci riempie di gioia, la facevamo da soli per troppi mesi. Vediamo se la ritrovata opposizione sarà duratura o temporanea», chiosa il segretario del Carroccio.

Quanto alle regionali, «ci mettiamo a disposizione coi nostri uomini e i nostri programmi» ma «non è possibile che il simbolo della Lega Nord sia affiancato da quello dell'Ncd di Alfano».

L'intesa FI-Carroccio mette in serie difficoltà Ncd. Se andasse in porto il progetto di Salvini che esclude i centristi dall'alleanza per le elezioni in Veneto, il partito di Alfano sarebbe pronto anche ad appoggiare un candidato del Pd in Campania, altra regione in bilico. Una scelta, quest'ultima, che metterebbe a rischio la tenuta di molti parlamentari. Nunzia De Girolamo in questi giorni ha intensificato i contatti con Giovanni Toti con l'obiettivo di ancorare Ncd agli azzurri.

Come se non bastasse, Alfano deve tenere conto delle fibrillazioni dei suoi parlamentari di area cattolica messi in allarme dalle indiscrezioni sulle aperture di Renzi in merito alle unioni gay: nel partito non manca chi è convinto che si possa trattare di un'offerta alla minoranza dem in cambio di un ammorbidimento sulla legge elettorale. Di questo avrebbero parlato Alfano e Renzi nell'incontro a Palazzo Chigi nel corso del quale - riferiscono fonti parlamentari - il ministro dell'Interno avrebbe comunque ricevuto rassicurazioni.

FONTE: IL MATTINO.IT

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SEZ.POLITICA Falso in bilancio, Orlando: "Nessun affanno. Entro martedì avremo il testo"

6 Febbraio 2015, 10:08am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

SEZ.POLITICA Falso in bilancio, Orlando: "Nessun affanno. Entro martedì avremo il testo"

INSERITO DA MORENA MOTTA "Non siamo in affanno, stiamo lavorando per martedì, quando dovremo chiudere con gli emendamenti per avere un testo, quindi da questo punto di vista l'attesa è molto contenuta". Così il ministro della Giustizia Andrea Orlando risponde a chi sostiene che la maggioranza sia in "affanno sulla soglia di non punibilità del falso in bilancio".

"Sulla prescrizione - aggiunge Orlando, a Palermo per un incontro con gli studenti - si è deciso invece di affrontarla alla Camera, dove c'è già un ddl con relativi emendamenti del governo su cui la Commissione competente sta lavorando".

Orlando replica poi a distanza all'Anm che, parlando del falso in bilancio, ha detto che il governo è "sulla strada giusta" ma "che ci vuole ancora più coraggio": "Non si tratta di avere coraggio ma di avere delle norme che siano eque e che siano in grado di aggredire il fenomeno e credo che stiamo lavorando in questa direzione".

FONTE: ADNKRONOS

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SEZ.POLITICA Quirinale, Seconda fumata nera per il presidente della Repubblica. Renzi preme Alfano per Mattarella

30 Gennaio 2015, 13:50pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

SEZ.POLITICA Quirinale, Seconda fumata nera per il presidente della Repubblica. Renzi preme Alfano per Mattarella

INSERITO DA MORENA MOTTA. Fi valuta di uscire dall'Aula alla quarta chiama

Seconda fumata nera a Montecitorio per l'elezione del nuovo capo dello Stato: nessun candidato ha superato il quorum richiesto di 673 voti. Del resto, salvo sorprese, dati i numeri proibitivi richiesti per l'elezione ai primi tre spogli, quella di oggi dovrebbe comunque essere una giornata interlocutoria. La partita si svolge dunque tutta nei corridoi di Montecitorio con i partiti che scelgono la linea in vista del voto, forse decisivo, di domani quando si scende a quota 505. Ieri fumata nera, altra votazione nel pomeriggio alle 15. Ecco i risultati della seconda votazione: Presenti e votanti: 953 Maggioranza: 673 Imposimato, 123 Feltri, 51 Castellina, 34 Bonino, 23 Rodotà, 22 Sabelli, 14 Gualdani, 10 Pagano, 7 Versace, 6 Prodi, 5 Severino, 5 Mattarella, 4 Razzi, 4 Sangalli, 4 Greggio, 3 Guerra, 3 Messina, 3 Barani, 3 Bersani, 2 Cimmino, 2 Finocchiaro, 2 Frattini, 2 Marinetti, 2 Scognamiglio, 2 Voti dispersi, 143 Schede bianche, 531 Schede nulle, 26. Dopo la tensione sul Patto del Nazareno riunione dei vertici di Forza Italia in contatto con quelli di Nuovo centrodestra per fare il punto e decidere se procedere domani con la scheda bianca oppure valutare altre soluzioni. Gli azzurri valuterebbero anche di restare fuori dall'Aula alla quarta votazione, cosa che favorirebbe l'abbassamento del quorum necessario all'elezione. Renzi e il Pd sono a caccia di voti per Sergio Mattarella (PROFILO) e sono in pressing su Ncd ed Fi. A chi - come Renato Brunetta - evoca il voto anticipato dopo la rottura del 'Patto per il Nazareno' e la tensione con Alfano replica il braccio destro di Renzi, Luca Lotti, che assicura si voterà nel 2018.
Il 'piano B' degli azzurri - Acqua agitate dentro Forza Italia in vista del voto di domani che sulla carta porterebbe all'elezione di Sergio Mattarella alla presidenza della Repubblica. L'idea di votare scheda bianca come deciso ieri da Berlusconi con il suo partito inizia a creare molti dubbi all'interno del partito e ad alimentare i sospetti che poi nel segreto dell'urna l'ordine di scuderia non venga rispettato. Ecco perché in queste ore si sono intensificati i contatti tra l'ex premier, rientrato ad Arcore ieri, e i fedelissimi azzurri per ipotizzare un 'Piano B' e cioè la non partecipazione al voto. L'ipotesi sarà discussa nella riunione di tutto lo stato maggiore azzurro in contatto permanente con i vertici di Ncd. Anche all'interno del Ncd le frizioni sarebbero notevoli, soprattutto di chi giudica negativo non votare Mattarella e rompere il patto con Renzi. La situazione è in evoluzione, spiegano in Forza Italia, e non si esclude nemmeno un eventuale colpo di scena da parte del Cavaliere che alla fine potrebbe chiedere ai suoi di appoggiare il candidato di Renzi. Anche l'europarlamentare Raffaele Fitto ha riunito i suoi per fare il punto.

Pd in pressing su Ncd - Il Pd sta cercando, a quanto si apprende, di convincere Ncd a votare Sergio Mattarella al quarto scrutinio. Ma il partito di Angelino Alfano, spiegano fonti parlamentari, è diviso con un'area, che comprende Beatrice Lorenzin, Andrea Costa, Laura Bianconi e i parlamentari siciliani che spingono per votare Mattarella e scegliere l'alleanza con Renzi e chi, tra i quali Maurizio Lupi, che invece vogliono fare una scelta condivisa con Fi.

FONTE: ANSA

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SEZ.POLITICA Renzi avverte Forza Italia: niente veti. Poi incontra Silvio Berlusconi

28 Gennaio 2015, 14:52pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

SEZ.POLITICA Renzi avverte Forza Italia: niente veti. Poi incontra Silvio Berlusconi

INSERITO DA MORENA MOTTA La battuta del segretario: «Il borsino dei candidati è più fluttuante che in Borsa, ognuno ha il suo». Bersani: «Abbiamo iniziato a ragionare e anche bene»

«Prendiamo atto, ma non accettiamo il “no” di Forza Italia a candidati alla presidenza della Repubblica con accentuata militanza Pd», ha detto Matteo Renzi a una breve assemblea dei deputati del Partito democratico, convocata per fare il punto sul Quirinale. Il nome del candidato al Colle ancora non c’è. «Non facciamo, né accettiamo diktat», lasciando intendere che il candidato potrà essere un outsider, un uomo scelto cioè al di fuori del Patto del Nazareno. Il premier non ha rinnegato quell’intesa, ma ha puntualizzato che «sebbene il presidente della Repubblica, negli ultimi anni, sia sempre stato eletto anche con i voti di Forza Italia, questo non significa che prendiamo il nome da loro».

E particolare significato assume, in questo contesto, l’incontro avvenuto in tarda mattinata a Palazzo Chigi con Pier Luigi Bersani: il segretario cerca di capire quali margini ci siano per ricompattare il partito coinvolgendo se non tutta almeno gran parte di quella minoranza ribelle che ancora ieri ha lanciato un avvertimento facendo venire meno al Senato il proprio sostegno all’Italicum, pur senza compromettere l’autosufficienza della maggioranza. «Abbiamo cominciato a ragionare - ha detto poi Bersani lasciando la presidenza del Consiglio -, abbiamo ragionato bene. La strada è ancora lunga, ci sono ancora alcuni giorni». E ai cronisti che gli chiedevano se fossero stati fatti dei nomi ha risposto: «Certo che ne abbiamo parlato», senza però entrare nel merito delle candidature avanzate. Successivamente a Palazzo Chigi è arrivato Silvio Berlusconi per un faccia a faccia forse risolutivo dopo l’incontro tra le delegazioni Pd-Fi di martedì sera a cui il leader azzurro non aveva preso parte. L'ex premier si è presentato intorno alle 13.40 accompagnato da Gianni Letta e Denis Verdini. Non si è svolto invece l’annunciato incontro fra lo stesso Berlusconi e Alfano, previsto prima del vis-à-vis con Renzi, anche se fonti dei due partiti riportate dalle agenzie parlano di un’intesa intatta e di contatti telefonici continui tra i due.

«Sarà un politico e non un tecnico». Renzi ha detto che durante gli incontri di ieri la richiesta prevalente delle diverse delegazioni è stata quella di avere un capo dello Stato «politico» e non tecnico, con relazioni internazionali. Ma poi ha aggiunto: «C’è desiderio di intesa ma senza rinunciare ai nostri valori e ideali. Il presidente della Repubblica deve essere una storia raccontabile soprattutto al nostro interno. Come segretario non chiedo lealtà, ma una base, per il senso di responsabilità e per la consapevolezza di tutti. I nostri numeri ci impongono di essere uniti e compatti». L’intenzione del premier è quella di chiudere la partita del Quirinale entro il fine settimana, «anche imponendo il ritmo alle sedute» del Parlamento in seduta comune. Renzi punta però ad arrivare all’elezione già alla quarta votazione, sabato mattina, quando viene meno l’obbligo di maggioranza qualificata (i due terzi dell’assemblea). «Ascolto tutti - ha detto ancora -. Non sarà un’elezione con il metodo del winner is» E poi ha sdrammatizzato con una battuta: il borsino dei candidati al Quirinale, ormai, «è più fluttuante del Nasdaq: ognuno ne ha uno suo».

Di Battista (Cinque Stelle): «Bersani nella rosa». A sorpresa, arriva anche la proposta di Alessandro Di Battista, esponente M5S e membro del «direttorio», nel corso dell’assemblea congiunta dei 5 Stelle.«Secondo me è giusto che nella rosa di nomi ci sia anche quello di Pier Luigi Bersani perché, nonostante tutto, chissà che possa essere un nome di garanzia e possa mantenere la schiena dritta contro l’alleanza della massoneria. Non ho detto che lo voterò per forza, ma mi piacerebbe che gli iscritti abbiano anche questa opzione». Intanto Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera e a sua volta membro del «diretotrio» grillino, su Facebook definisce quello di Renzi un «metodo da Kgb», per la scelta di tenere ancora nascosto, a due giorni dalla prima votazione, il nome del candidato del partito di maggioranza diversamente dal movimento che lo sottopone ad un giudizio pubblico. Dall’assemblea del movimento sono emerse anche un paio di proposte improbabili, come quelle di Giancarlo Magalli (a suo favore l’intervento di Paolo Bernini) o di Roberto Benigni (proposto da Danila Nesci), mentre tra quelle più realistiche ci sono Ferdinando Imposimato, Salvatore Settis e Nino Di Matteo, oltre a Umberto Eco e Dario Fo.

«Feltri for president». Intanto i leader di Lega Nord e Fratelli d’Italia, Matteo Salvini e Giorgia Meloni, hanno annunciato che i loro grandi elettori scriveranno sulle schede Vittorio Feltri for President. Un’opzione, hanno spiegato in una conferenza stampa, rivolta «a chi non ci sta a votare scheda bianca» nella «parte di centrodestra che non si riconosce nel patto del Nazareno». «La nostra - chiarisce Meloni - non è una candidatera di bandiera e, per paradosso, facciamo un nome non solo né nostro né della Lega ma più vicino a Berlusconi e al resto del centrodestra, perché speriamo che sia un nome che possa aggregare».

FONTE: CORRIERE DELLA SERA

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SEZ.POLITICA Intercettazioni, spunta il bavaglio nella riforma della diffamazione

27 Gennaio 2015, 14:19pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 SEZ.POLITICA Intercettazioni, spunta il bavaglio nella riforma della diffamazione

INSERITO DA MORENA MOTTA Emendamento di Ncd alla legge in discussione in commissione Giustizia. Si vuole limitare l'uso sia per pm che giornalisti

ROMA - Migliora un po' la legge sulla diffamazione, anche se dentro potrebbero finirci, perché tentano di infilarcele Ncd e M5S, una stretta sulle intercettazioni, una norma anti-D'Addario e filo De Girolamo, e perfino una filo Grillo. Molte sorprese in un corposo fascicolo di emendamenti, scaduti ieri in commissione Giustizia a Montecitorio, che conta quasi cento pagine. Il Pd si dà da fare per togliere il peggio quanto a rettifiche (più tempo e spazio ad hoc), multe (calano), diritto all'oblio (viene cancellato), ma l'occasione è troppo ghiotta per non tentare qualche colpo di mano.

La campagna contro la legge sulla diffamazione
Ecco le tre sorprese. Ncd rilancia il leit motiv caro ad Alfano, ma anche a Berlusconi, sulle intercettazioni. Per "garantire la riservatezza" delle telefonate registrate bisogna agire "sulle modalità di utilizzazione cautelare" e va data "una precisa scansione procedimentale all'udienza di selezione ". Presa di peso dal ddl Orlando sulla riforma del codice penale, la contorta espressione significa che pm e giornalisti non saranno più liberi di usare gli ascolti. Proposta di Alessandro Pagano, di certo condiviso dal sottosegretario alla Giustizia Enrico Costa.
Seconda sorpresa. Ancora Pagano. Pure stavolta un repechage. Ai tempi dell'ex premier la norma fu proposta per bloccare le registrazioni a palazzo Grazioli di Patrizia D'Addario, ora potrebbe servire alla capogruppo Ncd Nunzia De Girolamo per via dell'inchiesta sulla Asl di Benevento. Prevede il carcere da 6 mesi a 4 anni per chi "fraudolentemente effettua riprese o registrazioni di comunicazioni a cui partecipa o svolte in sua presenza".
Terza sorpresa, firmata dall'M5S Andrea Colletti: "L'articolo 278 del codice penale è abrogato". Che dice il 278? "Chiunque offende l'onore o il prestigio del presidente della Repubblica è punito con la reclusione da uno a 5 anni". Maxi sanatoria quindi per tutte le volte che Grillo se l'è presa con Napolitano. Come norma più favorevole si applicherebbe anche la passato. M5S insiste anche per "la pubblicazione integrale degli atti non più segreti ".
È da vedere se questi tre emendamenti supereranno le rigide maglie dell'ammissibilità, visto che poco c'entrano con una legge sulla diffamazione che, come primo obiettivo, si pone quello di abolire il carcere per i giornalisti. Fino a ieri il prezzo che la categoria - tutta, indistintamente, su qualsiasi mezzo d'informazione cartaceo, televisivo o via web - rischiava di pagare era molto alto. Adesso il danno potrebbe attenuarsi. Le modifiche ci sono, del Pd, di Sel, di M5S, ma è ancora presto per dire quali passeranno. Vediamo le principali. A cominciare dalla proposta di abrogare il cosiddetto diritto all'oblio (emendamenti simili di Pd, Sel, M5S) che avrebbe imposto la cancellazione di migliaia di notizie sulle testate web.

Il commento: Renzi non puo' firmare una legge che fa male alla stampa
Ma c'è molto altro. Per esempio sull'entità delle multe e sulle rettifiche. Molte modifiche sono firmate dal responsabile Giustizia del Pd, il renziano David Ermini, e questo le fa pesare più di altre. La multa fino a 10mila euro per la diffamazione semplice si dimezza. Quella per la diffamazione consapevolmente falsa arretra da 50mila a 30mila euro. Lo stesso Pd (Marzano) e Sel (Farina) propongono anche una multa dimensionata "in base al reddito e al patrimonio".
Le rettifiche, previste "senza commento, senza risposta, senza titolo" dal Senato, cambieranno. Il Pd (Ermini e Vazio) propone rettifiche "senza inserire nel testo commenti o risposte", il che significa che la rettifica non deve essere manipolata al suo interno, ma può essere seguita da una chiosa. In più, gli stessi autori, lanciano l'idea di uno spazio ad hoc solo per le rettifiche. Per "la stampa non periodica" propongono un tempo maggiore, 15 giorni, per pubblicare la smentita su un quotidiano anche online. Il direttore risponderà solo in caso di culpa in vigilando.

FONTE: (di Liana Milella) LA REPUBBLICA

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SEZ.POLITICA Quirinale, da martedì consultazioni in casa Pd. Civati sotto attacco

24 Gennaio 2015, 14:37pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

SEZ.POLITICA Quirinale, da martedì consultazioni in casa Pd. Civati sotto attacco

INSERITO DA MORENA MOTTA Il Partito Democratico annuncia il calendario degli incontri: alle 19 Forza Italia, nessuna risposta ancora da M5s. Civati attaccato sul suo sito per la proposta di un "candidato Nn". Cacciari: "La scissione c'è già".

È il giorno della riflessione in casa Pd dopo l'affondo della sinistra civatiana in asse con Vendola contro "il candidato al Colle del Patto del Nazareno" e la risposta dura della maggioranza. E, insieme, il giorno dell'annuncio del primo passaggio formale del percorso che porterà all'elezione del nuovo Presidente. Le consultazioni prenderanno il via martedì alle 9,30 nella sede del Pd. Alle 19 la delegazione del Pd incontrerà Forza Italia. Il Partito Democratico è ancora in attesa di una risposta da parte del Movimento Cinque Stelle. Si inizierà con Scelta Civica, quindi il primo passaggio delicato con gli alleati di Ncd-Udc). Seguiranno il Misto, Maie, Api; quindi Psi; SVP, PAT, Union Valdotaine; Lega Nord; Italia dei Valori; Fratelli D'Italia; GAL. Infine Forza Italia e per ultimo Sel.

Ma, intanto, non si placano le polemiche interne. Ed è Civati ad essere questa volta preso di mira. Sulla sua pagina Facebook la proposta di un "candidato nn - no Nazareno" viene commentata con toni durissimi, quasi inediti fino all'insulto, e inviti ad andarsene. "Stai remando contro la direzione del partito. Se non concordi con le scelte- gli dice- vai nel gruppo misto o dimettiti. Ti ricordo che il tuo stipendio da parlamentare te lo paghiamo noi. Il problema grosso sai qual è? che se esci non rientri più perchè lo sbarramento del 3% vi manda tutti a fare gli operai! te, bersani, fassina e la bindi. Non se ne può più. Fuori dalle balle!", si può leggere a firma Marco Scanziani. E più d'uno gli chiede di cambiare mestiere per "non fare la fine di Bertinotti". E uno infine ironizza : "Ponzio pilato è abbastanza non-nazareno?"

Uno scontro che, agli occhi di Massimo Cacciari, è già concluso: "La scissione nel Pd c'è già. Che due siano separati in casa o in due alloggi diversi, conta poco". E conclude: "Mi pare che Renzi voglia stringere un'alleanza con Berlusconi per procedere nelle sue riforme e rendere sempre più ininfluente la minoranza interna".

FONTE: LA REPUBBLICA

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SEZ.POLITICA Renzi, no alternative a Italicum ma evitiamo rotture

19 Gennaio 2015, 18:01pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

SEZ.POLITICA Renzi, no alternative a Italicum ma evitiamo rotture

INSERITO DA MORENA MOTTA "Non ci sono spazi per soluzioni alternative rispetto alla legge che vi ho proposto, ma possiamo prenderci ancora qualche ora alla ricerca di soluzioni tecniche" su temi su cui c'è divisione come quello delle liste bloccate. Così Matteo Renzi nell'assemblea con i senatori Pd.

"Vi do disponibilità a discutere fino all'ultimo , rimandiamo l'inizio del voto a domani pomeriggio. Ma domani alle 12 si chiude". Così Matteo Renzi, a quanto si apprende, all'assemblea dei senatori Pd concede l'ultimo spazio di confronto rinviando l'avvio del voto sull'Italicum.

Renzi, cerco accordi ma non sono sotto ricatto nessuno - "Sia chiaro: io cerco accordi con tutti fino all'ultimo ma non sono sotto ricatto di nessuno". Così, a quanto si apprende, Matteo Renzi si sarebbe rivolto ai senatori Pd nell'assemblea in vista dell'approdo in Aula della legge elettorale.

"Caro Gotor, le tue parole di oggi contro di me sono ingiuste e ingenerose. Non si può usare un gruppo minoritario come un partito nel partito". Così Matteo Renzi, a quanto si apprende, si rivolge al senatore bersaniano che guida la protesta contro l'Italicum.

"La seconda lettura della legge elettorale in Senato dovrebbe essere quella definitiva", ha spiegato Renzi all'Assemblea dei senatori del Pd.

"Stiamo passando da un eccesso di palude a un impegno di notevoli dimensioni. Ora siamo a un passaggio chiave e non possiamo fare errori". Così, a quanto si apprende, Matteo Renzi alla riunione dei senatori Pd.

Domani al Consiglio dei ministri arriveranno "i provvedimenti" sulle banche, ha confermato Renzi.

Raffica stop Borsa con Renzi. Sospese Ubi, Bpe, Bpm - Nuova raffica di sospensioni al rialzo in borsa tra le popolari per le attese legate all'eliminazione del voto capitario, che favorirebbe nuove aggregazioni tra banche. Dopo gli stop in mattinata sono finite in asta di volatilità Ubi, Bper e Bpm in parallelo alle parole di Renzi che ha detto che domani in Cdm ci saranno misure sugli istituti di credito.

FONTE: ANSA

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SEZ. POLITICA ROMA L. elettorale: Napolitano, vedremo

15 Gennaio 2015, 14:54pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

SEZ. POLITICA ROMA L. elettorale: Napolitano, vedremo

INSERITO DA ANGELA La risposta a domanda dei cronisti davanti Palazzo Giustiniani  ROMA,  "Vedremo cosa si vota e se io sono immediatamente nelle condizioni di partecipare". Così Giorgio Napolitano rispondendo alle domande dei giornalisti davanti Palazzo Giustiniani che gli chiedono se parteciperà al voto nell'aula del Senato sulla legge elettorale.

ANSA

15.01.2015.

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