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sez.politica

SEZ.POLITICA Mattarella, dignità cosa pubblica premessa risanamento

29 Gennaio 2016, 17:22pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Mattarella, dignità cosa pubblica premessa risanamento

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA "Una piena dignità della cosa pubblica è la premessa per il risanamento delle piaghe e per la ripresa. Conferire dignità alla cosa pubblica, e alla politica, è oggi essenziale per mettere in moto uno sviluppo innovativo". Lo ha detto il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, a Catanzaro per inaugurare la sede della Regione. Mattarella é stato accolto dal presidente della Regione, Mario Oliverio, e dal sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo.

"Il contrasto alla criminalità organizzata - ha detto Mattarella - e la battaglia per l'affermazione della legalità restano pietre angolari di ogni progettualità politica". "La Calabria - ha aggiunto - non è sola. Lo Stato non è lontano. La Calabria è parte integrante e inseparabile della vita dell'Italia e la coinvolge. La questione, quindi, interpella e richiama la coscienza civile di tutte le istituzioni".

"L'Italia - ha detto il capo dello Stato - ha bisogno dello sviluppo del Sud. Non ci sarà crescita piena, neppure nelle Regioni più forti, senza la crescita del Meridione". Lo ha detto a Catanzaro il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella". "L'unità del Paese - ha aggiunto - è indispensabile per superare le nostre fragilità, per la nostra uscita dalla crisi, per il rilancio dell'economia, per consentirci di giocare un ruolo in Europa".

La politica "spesso non riesce a sottrarsi alla logica degli interessi particolari, quando si appiattisce su una mera e conservatrice riproduzione del consenso - toccando talvolta quella zona grigia che non distingue legalità da illegalità - nell'illusione di preservare se stessa mentre la comunità circostante non riesce a trarre concreti benefici". ANSA

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SEZ.POLITICA Governo, oggi il rimpasto: Costa agli Affari Regionali

28 Gennaio 2016, 14:12pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Governo, oggi il rimpasto: Costa agli Affari Regionali

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Ultimi ritocchi al «rimpastino» di governo che, come ha detto lo stesso Matteo Renzi, è previsto in giornata. Il Cdm di questo pomeriggio, convocato per le 17, potrebbe già essere quello dell'esordio per Enrico Costa da ministro delle Regioni. Lo stesso premier, però, ha subito sottolineato che la questione è nelle mani del capo dello Stato. Il neo ministro potrebbe salire al Colle nel primo pomeriggio visto che Mattarella è impegnato alle 9,30 con l'apertura del'anno giudiziario e alle 12 con l'Emiro del Qatar. Renzi ha detto ieri, laxciando il Senato dopo il voto di fiducia, che i nuovo sottosegretari saranno «sei o sette». Alcuni di questi sono ormai noti, come Tommaso Nannicini nuovo sottosegretario alla presidenza (con la guida del nuovo Consiglio economico di palazzo Chigi) e Enzo Amendola pronto a entrare da vice ministro alla Farnesina.
Non dovrebbero esserci intoppi poi per il ritorno di Antonio Gentile ai Trasporti. Allo Sviluppo potrebbe andare Teresa Bellanova (magari sostituita al Lavoro da Filippo Taddei), ma continua a parlarsi del trasloco di Luigi Casero bilanciato dalla promozione di Enrico Zanetti a vice ministro dell'Economia con deleghe pesanti come quella sul fisco. Nel totonomine per sostituire Carlo Calenda c'è però anche Guido Sottanelli. Se al posto di Costa alla Giustizia si faceva il nome di Gabriele Albertini, resta ancora in forse la sostituzione di Francesca Barracciu alla Cultura, dove circolava il nome di Antimo Cesaro. IL MATTINO.IT

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SEZ.POLITICA Unioni civili, Alfano: "Messo in conto un referendum abrogativo"

27 Gennaio 2016, 10:15am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Unioni civili, Alfano: "Messo in conto un referendum abrogativo"
SEZ.POLITICA Unioni civili, Alfano: "Messo in conto un referendum abrogativo"

INSERITO DA MORENA MOTTA "Un referendum abrogativo nel caso passasse la legge Cirinnà? L'ho messo in conto". Lo ha detto, in un'intervista al Tg Zero di Radio Capital, il ministro dell'Interno, Angelino Alfano. "Penso che a fronte di una così difficile decisione parlamentare, se davvero la legge fosse percepita come un punto di eccesso, in una direzione o nell'altra, potrebbe essere una scelta razionale affidarsi al popolo. Ma è un fatto di domani: per l'oggi c'è una partita parlamentare che può condurre a una direzione di buon senso, che non prevede l'equiparazione al matrimonio e l'apertura alle adozioni".

Il caso del Pirellone acceso con la scritta "Family Day"? "Maroni non ha fatto nulla di grave - dice Alfano - Al pari di altri sindaci o amministratori, che hanno manifestato il proprio sostegno ad iniziative di segno opposto senza che ci sia stato un grande scandalo, Maroni ha fatto cose che non vanno censurate".

"Io penso che servirebbe rafforzare le tutele di persone dello stesso sesso unite in un rapporto sentimentale. Ma sono contrario all'equiparazione al matrimonio, che deve essere composto da un uomo e una donna, e all'adozione, perché un bambino deve avere un papà e una mamma. E ritengo che nella gestione del Pd ci sia stato un errore nell'agganciare la questione delle adozioni al rafforzamento dei diritti patrimoniali. Se ci si fosse limitati a questi, si sarebbe andati abbastanza speditamente all'obiettivo. Non sono ideologico: faccio appello al buonsenso. Penso che vi siano una serie di diritti che vanno garantiti e assicurati ad una coppia, ma al tempo stesso il legittimo desiderio alla genitorialità in coppie dello stesso sesso non equivale a un diritto. Non sono convinto che una famiglia dello stesso sesso sia compatibile con la nostra Costituzione", conclude Alfano.

FONTE ADNKRONOS

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SEZ.POLITICA Renzi, 700 milioni per le famiglie povere con minori a carico

26 Gennaio 2016, 13:41pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Renzi, 700 milioni per le famiglie povere con minori a carico
SEZ.POLITICA Renzi, 700 milioni per le famiglie povere con minori a carico

INSERITO DA MORENA MOTTA Nella legge di stabilità abbiamo messo 600 mln più 100 milioni con le fondazioni bancarie e nel 2017-2018 diventeranno un miliardo. Nella legge delega la mia idea è di dare un tot per ogni famiglia con minori a carico in situazioni di povertà. Per la prima volta in 70 anni i soldi ci sono e per prima volta vanno ai minori sotto la soglia di povertà che sono circa un milione". E' la novità annunciata da Matteo Renzi, a Quinta Colonna, in vista della discussione sulla legge delega.

Renzi è intervenuto anche sul fronte delle banche e dei dissapori italiani con l'Ue.

"Chi è stato truffato - ha detto - sarà rimborsato fino all'ultimo centesimo. L'Anac farà l'arbitrato e se uno è stato fregato rivedrà i soldi. Poi c'è anche qualcuno che ha rischiato e ci sta anche che li perde i soldi. Noi abbiamo salvato 1 mln di conti correnti, i problemi li avevano fatti quelli di prima accettando regole europee non brillantissime".

La battaglia in Europa - "Nel modo più assoluto non sono isolato, non facciamo una battaglia di retroguardia ma quello che fanno tutti gli altri paesi: vogliono bene all'Europa ma non ci stanno a fare la parte dell'ultima ruota del carro". Così Matteo Renzi, a Quinta Colonna, sul rischio isolamento nella battaglia in Europa. "Non sono solo - ha aggiunto - sono con 50 mln di italiani, io so che tutta l'Italia dice sì all'Europa ma non ci sta a fare la parte di quella che paga ma non ha nulla indietro". "In Italia in passato ci sono stati politici che per far carriera hanno sempre detto sì all'Europa. Tutti gli altri paesi quando vanno a Bruxelles si compattano e tecnici, burocrati, politici lavorano per il paese, da noi in passato si faceva il ganzo difendendo più l'interesse degli altri paesi che dell'Italia". "Alla Germania - ha detto ancora - conviene un'Italia forte, non siamo ai mondiali, non è noi contro di loro ma bisogna vincere insieme. Noi accettiamo tutto ma non la figura di quelli che devono essere messi sotto tutela, non ci stiamo a fare la parte di quelli che devono fare i compiti. Le riforme le abbiamo fatte, io mi sono preso gli scioperi, gli insulti....".

FONTE ANSA

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SEZ.POLITICA Costi politica, M5s rinuncia a vitalizio

25 Gennaio 2016, 15:31pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Costi politica, M5s rinuncia a vitalizio
SEZ.POLITICA Costi politica, M5s rinuncia a vitalizio

INSERITO DA MORENA MOTTA AOSTA - I due consiglieri regionali valdostani del Movimento 5 stelle rinunceranno alle forme pensionistiche previste per i componenti dell'Assemblea regionale. Lo hanno annunciato oggi Stefano Ferrero e Roberto Cognetta. Potranno farlo a seguito dell'approvazione di un emendamento alla legge finanziaria regionale, proposto dallo stesso M5s, che ha introdotto la possibilità di "rinuncia volontaria al vitalizio".

"Emendamento - spiegano Ferrero e Cognetta - resosi indispensabile dato che tutti i progetti di legge presentati dal Movimento 5 Stelle per abolire tutti i vitalizi in Consiglio regionale sono stati sempre respinti".

FONTE ANSA

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SEZ. POLITICA Unioni Civili: Renzi, per Pd riforma irrinviabile. Oggi famiglie arcobaleno in piazza Cirinnà, il Papa? a ognuno il suo mestiere. No di Fi al ddl, rimane la libertà di coscienza

23 Gennaio 2016, 12:09pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ. POLITICA Unioni Civili: Renzi, per Pd riforma irrinviabile. Oggi famiglie arcobaleno in piazza Cirinnà, il Papa? a ognuno il suo mestiere. No di Fi al ddl, rimane la libertà di coscienza

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Mobilitazione in 100 piazze, oggi, a favore dei diritti del mondo lSVEGLIATITALIA, lanciata da Arcigay, ArciLesbica, Agedo, Famiglie Arcobaleno e Mit in occasione dell'inizio della discussione al Senato del ddl sulle unioni civili: "scenderemo in piazza accanto a un pezzo importantissimo della società civile: associazioni, istituzioni, partiti, sindacati, liberi cittadini e cittadine hanno aderito in massa all'appello e annunciato la propria presenza ai presidi. Tutti assieme realizzeranno un flashmob, portando con sé sveglie e orologi con suoneria per sincronizzarli e suonare la sveglia al nostro Paese".

"Siamo rimasti l'unico paese dei 28 senza una disciplina sulle unioni civili, è fondamentale che si chiuda cercando il più possibile di ascoltarsi e rispettarsi ma poi si sappia che ad un certo punto si vota e sui temi etici ci sarà libertà di coscienza come doveroso che sia. Il compromesso non è lo strumento per non arrivare a chiudere. Sono giuste tutte le posizioni ma si sappia che per il Pd la riforma è irrinviabile". Matteo Renzi, alla direzione del Pd, ribadisce la determinazione a chiudere sulle unioni civili.

Cirinnà, il Papa? a ognuno il suo mestiere - "Il Papa fa il suo mestiere, il Parlamento anche", comunque "non è tempo di guerre tra cattolici e laici, c'è la maggioranza per approvare la legge". Lo afferma in un'intervista alla Stampa la senatrice del Pd Monica Cirinnà, relatrice del testo sulle unioni civili, commentando il monito del pontefice a non confondere il matrimonio con altri tipi di unione. "È un pronunciamento che qualifica il dibattito. Il Papa va ascoltato e non commentato. Per anni le unioni civili sono rimaste ai margini della discussione pubblica. Ora è il Paese intero che ne parla e questo è un bene. Siamo nel momento decisivo, siamo pronti per l'aula, abbiamo gli emendamenti e sono tutti degni di rispetto. È in corso un tentativo di dialogo, abbiamo una settimana di tempo per valutare i miglioramenti al testo, ma non per stravolgerlo. Le unioni civili sono una realtà nella società, devono anche diventarlo all'interno del nostro ordinamento. Ci siamo ormai", sottolinea. "Il Pd e la maggioranza che sostiene il ddl accoglieranno emendamenti utili", spiega. "È cresciuta la sensibilità sul tema, al pari della convinzione che la legge si deve fare. Il Parlamento ha i numeri per colmare il ritardo imperdonabile per il quale l'Italia è stata condannata dalla Corte europea e invitato a porre al più presto rimedio. Risolveremo la questione della genitorialità. La 'stepchild adoption' non è uno scoglio insormontabile. Tutti i contributi vanno valutati senza pregiudizi. Così anche le nostre proposte. In un clima sereno".

No di Fi al ddl Cirinnà, rimane la libertà di coscienza - La linea di Fi è: no al ddl Cirinnà anche se rimane la Libertà di coscienza sulle unioni civili: lo ribadiscono i capigruppo di Fi di Senato e Camera, Paolo Romani e Renato Brunetta, manifestano in vista delle votazioni a palazzo Madama sul ddl Cirinnà.

Resta la sfida dei Cattodem sulle Unioni Civili che si traduce anche negli emendamenti al ddl depositati in Senato. Seimilacento, di cui cinquemila della sola lega, una sessantina del Pd e nove dell'ala cattolica Dem. Tra questi restano i due, annunciati nei giorni scorsi, sulla trasformazione della stepchild adoption in "affido rafforzato" e sul "divieto della pratica di surrogazione di maternità" realizzata da un cittadino italiano all'estero introdotto, nella proposta di modifica, all'art.4 del ddl. Rispetto a quanto annunciato non si prevede, né per chi realizza la maternità surrogata né per chi la organizza, alcun inasprimento delle pene.

La riduzione al minimo di qualsiasi rimando alle sezioni del codice civile che disciplinano il matrimonio. E' quanto si prevede in tre emendamenti Pd, a prima firma Lumia, agli articoli 2 e 3 del ddl unioni civili nei quali i diritti e i doveri connessi all'unione civile vengono esplicitati per esteso. Gli emendamenti intervengono, in particolare, sulle cause impeditive dell'unioni civile ex comma 4 dell'articolo 2 del testo, sulle cause di annullamento ex comma 3 articolo 3 e sul regime patrimoniale.

Renzi nella direzione ha parlato anche delle amministrative: "Dopo quello che è successo a Roma è difficile, ma credo che si possa vincere facendo una sfida vera sui problemi concreti della città. Chiunque vincerà le primarie, otterrà un sostegno forte del nostro partito".

"Non ci fa velo sostenere candidati sostenuti per cinque anni perché a differenza di altri non vogliamo politicizzare il voto: lo stanno facendo altri amici e compagni della sinistra fuori da qui, che a Torino hanno avviato una campagna nazionale. Ma noi sosteniamo Massimo Zedda a Cagliari come abbiamo fatto per i cinque anni del primo mandato".

A tenere banco è però anche lo scontro con l'Ue. "Va recuperato - ha detto Renzi prendendo la parola - l'ideale europeo che nel dibattito in corso è totalmente dimenticato. Se qualche leader si offende per mezza parola detta o non detta, stiamo perdendo di vista il vero obiettivo, che è quell'ideale".

"Chi abbraccia derive populiste e demagogiche lo fa per la mancanza di prospettive di sviluppo e di crescita. Serve un' Ue più sociale e meno legata all' austerity, in cui la parola crescita diventa vocabolario comune. Se facciamo battaglia nei prossimi tre anni la legislatura europea ha un significato profondo o avrà perso la carica di innovazione su cui abbiamo scommesso votando Juncker".

"Tutti i Paesi - ha aggiunto Renzi - che hanno condiviso la linea politica in modo completamente aderente alle richieste di Bruxelles hanno visto sconfitto il governo uscente".

ANSA

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SEZ. POLITICA Unioni civili nel week end mobilitazione nelle piazze

21 Gennaio 2016, 11:06am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ. POLITICA Unioni civili nel week end mobilitazione nelle piazze

DI MICHELE PAPPACODA I militanti pro e contro il ddl Cirinnà sulle unioni civili scaldano i muscoli in vista delle manifestazioni indette da entrambi gi schieramenti per i prossimi giorni, in vista della discussione in aula della legge.
Cesare Nosiglia, i vescovi affermano che «la famiglia è fondata sul matrimonio, unione d'amore vissuta stabilmente tra donna e uomo, aperta alla gioia responsabile del dono dei figli. I figli devono beneficiare dell'amore operosamente efficace di un padre e di una madre» e raccomandano «calorosamente, unendoci alla sollecitazione del cardinal Bagnasco, un'ampia
partecipazione al Family day del prossimo 30 gennaio a Roma».

Alla mobilitazione stanno aderendo anche tante organizzazioni che non rientrano nella galassia lgbt, da Amnesty all'Arci alla Cgil.

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SEZ.POLITICA Lavoro, Inps: «1,15 milioni di assunti nel 2015 grazie agli sgravi fiscali»

20 Gennaio 2016, 10:23am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA  Lavoro, Inps: «1,15 milioni di assunti nel 2015 grazie agli sgravi fiscali»
SEZ.POLITICA  Lavoro, Inps: «1,15 milioni di assunti nel 2015 grazie agli sgravi fiscali»

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Nei primi 11 mesi del 2015 si sono registrate oltre 2,1 milioni di assunzioni a tempo indeterminato (comprese le trasformazioni di rapporti a termine e apprendisti) a fronte di 1,525 milioni di cessazioni (+584.000 posti stabili nell'anno). Lo si legge nell'Osservatorio sul precariato dell'Inps appena pubblicato, secondo il quale rispetto allo stesso periodo 2014 c'è una variazione positiva per 510.292 posti a tempo indeterminato.

Tra gennaio e novembre - sottolinea l'Inps nell'Osservatorio che considera i dipendenti privati esclusi i domestici e gli operai agricoli - le assunzioni a tempo indeterminato sono state 1.640.630, il 37% in più dello stesso periodo del 2014 (+442.906) mentre le assunzioni a termine sono state 3.187.318 (+1,5%) e le assunzioni in apprendistato 175.032 (-20,2% sul 2014). Nel complesso le assunzioni hanno superato quota cinque milioni con una crescita del 9,7% sull'anno precedente. Le trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti a termine sono state 388.454 (+25,8%) mentre quelle di rapporti di apprendistato sono state 80.897 (+25,3%). Le cessazioni di rapporti di lavoro nel complesso nei primi 11 mesi sono state 4.322.658 (+2,1%). Tra queste 1.525.818 milioni sono state cessazioni di rapporti a tempo indeterminato.

Sono state assunte 1.158.726 persone con gli sgravi contributivi previsti dalla legge di stabilità per l'anno. Lo sgravio completo sui contributi Inps per le assunzioni e le trasformazioni a tempo indeterminato è triennale e ha un limite annuo di 8.060 euro. L'esonero contributivo è stato utilizzato per il 57,1% delle assunzioni stabili (2,029 milioni).

Nei primi undici mesi del 2015 risultano invece venduti oltre 102, 4 milioni di voucher destinati al pagamento delle prestazioni di lavoro accessorio, del valore nominale di 10 euro, con un incremento medio nazionale, rispetto al corrispondente periodo del 2014 (61.129.111), pari al 67,5%. Lo si legge nell'Osservatorio sul precariato dell'Inps nel quale si sottolinea la crescita in Sicilia (+97,4%) e in Liguria (+85,6%) anche se il Nord resta l'area nella quale i buoni lavoro si utilizzano di più con i due terzi del totale.

Renzi: «Dati dimostrano assurdità polemiche su Jobs Act». «Oltre mezzo milione di posti di lavoro a tempo indeterminato in più nel 2015. Inps dimostra assurdità polemiche su Jobsact. #avantitutta». Lo scrive su Twitter il presidente del consiglio Matteo Renzi. IL MATTINO

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SEZ.POLITICA Scontro Roma-Ue, i timori del Colle Attenzione per rischio speculazione

19 Gennaio 2016, 14:21pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Scontro Roma-Ue, i timori del Colle Attenzione per rischio speculazione
SEZ.POLITICA Scontro Roma-Ue, i timori del Colle Attenzione per rischio speculazione

INSERITO DA MORENA MOTTA Preoccupati sono un po’ tutti, a Roma e a Bruxelles. Lo scontro che si è aperto venerdì scorso con l’attacco del presidente della Commissione Jean-Claude Juncker contro Matteo Renzi ha qualcosa di inedito, nella sua virulenza. Ma l’inquietudine a questo punto non riguarda solo le tensioni politiche tra Palazzo Chigi e le istituzioni di Bruxelles. Se ieri il Wall Street Journal, quotidiano della comunità finanziaria newyorchese, evocava «la nuova frattura» europea, con «Roma contro Berlino», c’è qualcosa di più di uno scontro casuale. La domanda che rimbalza con un filo di apprensione nei palazzi delle istituzioni è perché Juncker, politico consumato e prudente, legato a doppio filo con la Germania, abbia deciso l’accelerazione polemica.

A Roma viene registrato con un certo allarme il commento sull’Italia fatto ieri da una fonte anonima della Commissione Ue. Parole che hanno di fatto rincarato la dose delle critiche di Juncker, accreditando la tesi secondo la quale Bruxelles non riesce a trovare interlocutori a Roma: quasi ci fosse una crisi di governo strisciante in corso, e un alone di caos avvolgesse Palazzo Chigi. Cè un altro aspetto sul quale riflettere: come mai nessuno dei leader degli altri Paesi, dal greco Alexis Tsipras al francese François Hollande, alla cancelliera tedesca Angela Merkel, abbia speso una sola parola in difesa dell’Italia.
Su questo sfondo, più che reagire, battere i pugni, il problema è capire. Da Palazzo Chigi, al ministero dell’Economia, fino a Bankitalia e al Quirinale, il tentativo è di interpretare correttamente i segnali che arrivano da oltre confine. E darsi una spiegazione dei motivi che hanno indotto istituzioni europee decise fino a ieri a credere alle riforme renziane, e convinte dell’assenza di alternative al suo governo, a metterlo in mora ripetutamente in pochi giorni. È verosimile che Juncker si sia mosso dopo avere consultato le maggiori cancellerie continentali. Dunque, si sentiva più che «coperto».

La sua durezza ha fatto fiorire le congetture più diverse. Il fantasma da scacciare quanto prima è quello di un attacco speculativo in incubazione contro l’Italia. Per questo è prevedibile che la reazione a caldo di Renzi ai rilievi di Juncker dovrà essere ricalibrata. Il premier sa di poter trovare un compromesso che eviti di trasformare l’incrinatura tra Roma e Bruxelles in una rottura irreparabile: dannosa per l’Europa ma ancora più rischiosa per il nostro Paese, perché potrebbe armare tutte le armate della speculazione finanziaria, approfittando di una difficoltà che rischia di assumere i contorni dell’isolamento italiano.
Quando il 29 gennaio andrà a Berlino dalla cancelliera Angela Merkel, Renzi si troverà a fare i conti con una diffidenza e un’ostilità cresciute nelle ultime settimane; e figlie anche dei timori tedeschi. Ma dire che «a Roma manca un interlocutore», significa mandare un messaggio pesante anche ai mercati finanziari; e, di fatto, screditare il governo del Paese. Sotto questo aspetto, le Borse di ieri hanno dato risposte preoccupanti. Se si aggiungono le tensioni tra Palazzo Chigi e il «ministro degli Esteri Ue», Federica Mogherini, voluta proprio dal premier e ora accusata di schierarsi con l’Europa contro di lui, lo sfondo si fa ancora più confuso. E accentua la sensazione di una politica estera senza bussola.

Si moltiplicano le domande non su quanto è successo, ma su quanto potrebbe accadere nei prossimi giorni. Tra Bruxelles e Berlino, si parla di Renzi, coccolato fino a pochi mesi fa, come di un «noisy boy», un ragazzo rumoroso che sarebbe riemerso dall’ultimo vertice europeo con ventisette capi di governo contro di lui, il ventottesimo. Proprio alla vigilia della stilettata di Juncker, Berlino ammoniva che «i giochi sono finiti», alludendo alle richieste di flessibilità sui conti pubblici. E si puntava un dito aggressivo contro « il teatro italiano» del premier.
Il Quirinale è tra quanti sono desiderosi di capire l’origine e l’obiettivo di tensioni che nelle ultime ore sono sembrate quasi cercate. Si intravede l’insofferenza rispetto al modo d’agire dell’Italia. Ma la domanda da porsi è se sia cambiato l’approccio del governo Renzi; oppure se sia mutato, in peggio, l’atteggiamento europeo nei suoi confronti. In una fase di crisi come l’attuale, quello che prima era tollerato ora non lo è più. Se così fosse, non è Bruxelles a non avere interlocutori a Roma. È semmai Renzi a ritrovarsi di colpo senza sponde nella Ue: a meno che non cerchi un accordo a bassa voce.

FONTE di Massimo Franco CORRIERE DELLA SERA

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SEZ.POLITICA Tensioni Italia-Ue, Gentiloni: "Da Bruxelles polemiche inutili"

18 Gennaio 2016, 13:52pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Tensioni Italia-Ue, Gentiloni: "Da Bruxelles polemiche inutili"
SEZ.POLITICA Tensioni Italia-Ue, Gentiloni: "Da Bruxelles polemiche inutili"

INSERITO DA MORENA MOTTA BRUXELLES - Dopo le polemiche dei giorni scorsi tra il governo italiano e la Commissione europea e lo scambio di battute al vetriolo tra il premier Matteo Renzi e il presidente dell'esecutivo Ue Jean-Claude Juncker, oggi il ministro degli Esteri italiano Paolo Gentiloni, al suo arrivo al Consiglio Affari esteri, è intervenuto nel dibattito con un appello al buon senso: "Francamente credo che da Bruxelles siano arrivate delle polemiche che io considero inutili. Noi non partecipiamo. Teniamo, certo, alle nostre posizioni, ma lo facciamo come lo fa ciascun Paese discutendo sui diversi argomenti".

In risposta anche alla battuta dell'alto rappresentante Federica Mogherini ("Stupido creare divisioni in Europa"), Gentiloni ha aggiunto: "Penso che la situazione in Europa sia molto delicata sia sul fronte economico che sul fronte migratorio e credo che vada affrontata senza accenti polemici come quelli che ho sentito da Bruxelles nei giorni scorsi".

L'origine dello scontro. Le polemiche con Juncker hanno avuto origine da un generale il malumore nei confronti dell'operato della Commissione non solo da parte del governo italiano. A preoccupare Francia, Germania e Italia è un sostanziale rallentamento su una serie di temi ritenuti determinanti: piano di investimenti, flessibilità, occupazione e, non in ultimo, il flusso dei migranti. La richiesta comune a Juncker è quella di un "cambio di passo", per arrivare in tempi rapidi a una svolta soprattutto sul fronte economico e sociale.

I temi del Consiglio Affari esteri. Al centro della riunione odierna dei ministri degli esteri europei il tema della Siria. "Lavoriamo - ha ricordato ancora Gentiloni - per dare un segnale europeo di spinta sulla crisi umanitaria in Siria" che "non è mai stato così grave". "Far partire i negoziati fra regime e forze di opposizione il 25 gennaio (la data proposta dal mediatore Onu Staffan de Mistura per l'inizio delle trattative, ndr) - ha aggiunto - è più che mai urgente. Il negoziato non è facile e la voce dell'Europa può contribuire a renderlo possibile".

Anche Mogherini ha ribadito che l'Ue ha la responsabilità di includere nell'agenda internazionale la necessità di "mettere fine alla catastrofe in Siria e di lavorare per garantire l'accesso umanitario nelle città del Paese".

Quanto, infine, al razzo esploso nei pressi dell'ambasciata italiana a Kabul, Gentiloni ha chiarito che l'obiettivo "non era direttamente l'Italia", ma più in generale "le rappresentanze diplomatiche occidentali e la Nato".

FONTE LA REPUBBLICA

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