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sez.politica

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SEZ.POLITICA Unioni civili: respinte le pregiudiziali di costituzionalità

3 Febbraio 2016, 08:40am

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Unioni civili: respinte le pregiudiziali di costituzionalità
SEZ.POLITICA Unioni civili: respinte le pregiudiziali di costituzionalità

INSERITO DA MORENA MOTTA «La frase che ritengo più falsa è che in Italia stiamo introducendo l’adozione e il matrimonio gay. Questo non è vero»: Monica Cirinnà, firmataria del ddl sulle unioni civili, ha preso per prima la parola dopo che la il Senato ha respinto L’Aula del Senato ha respinto le questioni pregiudiziali e sospensive. Dopo le due votazioni sono previste 21 ore di discussione e sono 110 i senatori iscritti a parlare.

Zanda: mediazione possibile su stepchild adoption

Sulla stepchild adoption, intanto, non è esclusa la possibilità di arrivare a una mediazione con piccole modifiche, ma senza stravolgere il testo del ddl, né è in campo al momento l’ipotesi di stralciare l’articolo 5, come chiede Angelino Alfano. Il capogruppo del Pd, Luigi Zanda ha affermato:«Sinora la posizione maggioritaria di Alleanza popolare era di serie riserve sull’intero ddl sulle unioni civili. Considero quindi quella di Angelino Alfano un’apertura e un sensibile passo avanti. Tra l’altro, nella sua ultima versione e tenendo conto degli emendamenti Lumia, mi sembra che ogni pericolo di sovrapposizione tra unioni civili e matrimonio sia superato. Le unioni civili sono saldamente ancorate all’art.2 della Costituzione e non all’art. 29 che disciplina il matrimonio».

Il patto Lega-Pd

Nel frattempo si è bloccato il «patto» che sarebbe dovuto scattare il 2 febbraio e che prevede che il capogruppo leghista Centinaio ritiri in blocco il 90% dei quasi cinquemila emendamenti del Carroccio. In cambio il Pd si sarebbe impegnato a stracciare il «supercanguro» del senatore Marcucci e le opposizioni avrebbero avuto una settimana per cercare un’intesa sull’adozione. Dopodiché sarebbe toccato a Grasso decidere, «emendamento per emendamento», quali voti segreti ammettere. Al Pd assicurano che non c’è alcuna tensione con il presidente, il quale ha visto Zanda venerdì. E confidano che Grasso si muoverà nel perimetro delle regole e senza discrezionalità alcuna. Nel frattempo però il senatore del Carroccio Roberto Calderoli ha dichiarato: «Non c’è stato nessun ritiro. Al momento sono ancora tutti depositati gli emendamenti della Lega». Di fatto, precisa, la Lega aspetta che il Pd faccia il primo passo del «patto» e permetta discussione e voto sulle adozioni.

Tema adozioni

Dei cinquecento emendamenti rimasti presentati dalla Lega, molti riguardano le adozioni, vista la volontà del Carroccio di tutelare «il diritto di un bambino ad avere una mamma e un papà». Tema su cui insistono anche i centristi, che, stralciate le adozioni, sarebbero pronti ad aprire al testo Cirinnà: i gruppi di Camera e Senato di Area popolare (Ncd e Udc) si confronteranno in un vertice serale con il ministro dell’Interno Angelino Alfano.

Il voto sulle pregiudiziali

Tra gli emendamenti ritirati e il vertice di Ap sulle adozioni, l’Aula martedì 2 febbraio comincia con le votazioni sulle pregiudiziali di costituzionalità e le sospensive sul disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili. Nel vivo dei lavori, con l’esame degli emendamenti, si entrerà la prossima settimana. In ogni caso, i vertici del Pd sono convinti che entro l’11 febbraio dal Senato arriverà il primo via libera al testo. Con la stepchild adoption, l’adozione del figlio del compagno, per le coppie omosessuali. L’incognita è rappresentata dai voti segreti: potrebbero essere decine quelli concessi da Pietro Grasso, considerati i continui rimandi al testo a temi etici e sensibili.

FONTE CORRIERE DELLA SERA

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SEZ.POLITICA Renzi dall’Africa: «Sul nodo migranti serve uno forzo diplomatico forte»

2 Febbraio 2016, 08:30am

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Renzi dall’Africa: «Sul nodo migranti serve uno forzo diplomatico forte»
SEZ.POLITICA Renzi dall’Africa: «Sul nodo migranti serve uno forzo diplomatico forte»

INSERITO DA MORENA MOTTA «Abbiamo discusso soprattutto di società come Eni, che è presente in Nigeria da oltre 40 anni, e del ruolo che ha giocato nella ricerca e nello sviluppo delle nostre risorse petrolifere». Lo ha affermato il presidente della Nigeria Muhammadu Buhari nel corso delle dichiarazioni congiunte alla stampa, da Abuja, con il presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi nel pomeriggio di lunedì 1 febbraio.

Il discorso ad Abuja

Quella nigeriana è la prima tappa di un viaggio di tre giorni dedicato al rafforzamento dei legami politici, economici e commerciali che vedrà il premier impegnato anche in Ghana e in Senegal. Renzi, durante l’incontro con il presidente nigeriano, ha parlato anche di terrorismo. «Distruggeremo i terrorismi con determinazione perché i nostri valori e le nostre idee sono troppo profonde per essere bloccate da queste persone. Ho promesso ai miei figli e ai miei nipoti — ha proseguito Renzi — che la Nigeria diventerà uno dei più grandi Paesi al mondo».

La linea del premier

«Dopo anni di assenza, l’Italia ci deve essere», aveva detto prima dell’incontro con il presidente nigeriano Matteo Renzi, in un passaggio della sua e-news dedicato proprio al viaggio «”Adesso basta! Rimandiamoli a casa. E al massimo aiutiamoli lì”, gridano in tanti — scrive Renzi — quando si parla di immigrazione. E questo atteggiamento diventa in alcuni casi programma politico. Si pensi alla superficialità con cui questo concetto viene espresso tutti i giorni nei talk da partiti che quando sono stati al governo hanno praticamente disintegrato i fondi per la cooperazione internazionale e cancellato l’Africa dalla cartina geopolitica».

Prosegue poi il premier nella sua e-news: «Bene, non è tempo di polemiche. Noi crediamo che la grande, drammatica, questione della migrazione vada affrontata con una strategia complessiva. Occorre uno sforzo diplomatico forte, continuo. Ma è cruciale anche investire con la cooperazione allo sviluppo e con gli investimenti. In questo senso l’Africa è decisiva: un continente ricco di opportunità che per troppo tempo la nostra politica ha fatto finta di non vedere».

Da lunedì Renzi è per la terza volta dall’inizio del suo mandato nell’Africa sub sahariana. Nel 2014 era stato in Mozambico, Congo e Angola. Nel 2015 era stata la volta di Etiopia e Kenya. Quella di quest’anno sarà una visita a 360 gradi che permetterà di rafforzare i rapporti economici, commerciali e politici con i tre Paesi: la delegazione del premier si muoverà infatti in parallelo con quella degli imprenditori.

Quella di Abuja, è stata una visita lampo. Ma la Nigeria non è solo un fronte di lotta al terrorismo e, anzi, rappresenta oggi il vero perno dell’espansione economica africana, con un Pil di 530 miliardi di dollari, superiore a quello Sudafricano, pari a circa il 30% dell’intera economia subsahariana. I principali prodotti dell’interscambio commerciale tra Italia e Nigeria sono, tra le importazioni, greggio e gas, oltre che il cuoio e i prodotti dell’agricoltura; tra le esportazioni, macchinari e parti di ricambio, metallo e prodotti in metallo, prodotti petroliferi raffinati, apparecchiature elettriche, prodotti chimici e autoveicoli. «Considero molto positiva la possibilità di crescita negli investimenti in energia e petrolio in particolare con l’Eni, ma anche in infrastrutture e logistica» ha di fatti detto Renzi.

Il presidente del consiglio volerà quindi ad Accra, dove incontrerà il presidente della Repubblica del Ghana, John Dramani Mahama, ricambiando la visita che il capo di stato africano fece a Palazzo Chigi nel luglio scorso. Sul tavolo dell’incontro, tra le altre cose, un accordo per la riattivazione della ferrovia occidentale che il governo ghanese considera strategica per l’implementazione dei commerci con Paesi vicini. Il Ghana, verso il quale l’export dal nostro paese è salito del 30% nel 2015, è un Paese tradizionalmente molto aperto ad investimenti esteri. La visita del premier nella capitale ghanese comprende anche un omaggio al mausoleo di Kwame Nkuruma, dedicato al padre dell’indipendenza del Paese e, soprattutto, l’intervento al Parlamento dove, prima di Renzi, è stato accolto Barack Obama.

FONTE CORRIERE DELLA SERA

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SEZ.POLITICA L’appello di duecento capi scout: «Sì alla Cirinnà, diritti per tutti»

1 Febbraio 2016, 08:40am

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA L’appello di duecento capi scout:  «Sì alla Cirinnà, diritti per tutti»
SEZ.POLITICA L’appello di duecento capi scout:  «Sì alla Cirinnà, diritti per tutti»

INSERITO DA MORENA MOTTA Una lettera di sostegno al ddl Cirinnà sulle unioni civili per le coppie dello stesso sesso e la richiesta all’Agesci, l’Associazione guide e scout cattolici italiani, di «prendere una decisione di coraggio» sul tema: l’hanno firmata oltre 200 capi scout di tutta Italia. E le adesioni continuano a crescere. «Siamo convinti che i diritti fondamentali riconosciuti a livello costituzionale e sovranazionale non possono essere ancora privilegio di alcuni» scrivono gli oltre 200 firmatari dell’appello che, promosso da Martina Colomasi, «Capo fuoco del Clan Universitario di Roma», e da Alfredo Salsano «Capo clan Cava de Tirreni 3» (in Campania), arriva nei giorni del Family Day e testimonia la pluralità di posizioni che sulle unioni civili dividono l’associazionismo cattolico.

La lettera esprime «profonda gioia» per la scelta dell’Agesci di non aderire al Family Day contro il riconoscimento delle unioni gay, ma spiega che «purtroppo questo non basta». « Il testo del ddl Cirinnà nella sua attuale formulazione ci ha interrogati profondamente e abbiamo deciso di scrivervi — si legge nel documento, indirizzato a tutti i vertici dell’Agesci —. In qualità di educatori, non possiamo diversificare il nostro messaggio educativo a seconda dell’orientamento sessuale del ragazzo o della ragazza che intraprende il cammino scout. Quando chiederemo ai nostri ragazzi di essere capaci di fare scelte profonde, decise, mosse dall’amore, lo faremo senza alcuna distinzione tra i ragazzi eterosessuali e i ragazzi omosessuali». Gli oltre 200 capi scout chiedono così «di iniziare un cammino ed un confronto attraverso le strutture adeguate e con il contributo di tutti i gruppi associativi»: «Interroghiamoci su cosa sia una famiglia — propongono —, incontriamo le famiglie arcobaleno, confrontiamoci con associazioni quali Nuova Proposta che raggruppano i cattolici omosessuali. Evitiamo di pontificare su queste tematiche senza un valido confronto perché dietro ogni vostro comunicato ci sono ragazzi che si sentono esclusi e discriminati e che ci accusano di ipocrisia».

Il richiamo alla «Carta del Coraggio»

L’appello richiama esplicitamente la «Carta del Coraggio» redatta e votata nell’estate del 2014 dai 456 Alfieri (i rappresentanti dei 30 mila scout Agesci tra i 16 e i 21 anni d’Italia) durante il grande raduno nazionale di San Rossore, a Pisa, che già due anni fa nel capitolo sull’«amore» sollecitava l’associazione giovanile cattolica ad «allargare i propri orizzonti affinché tutte le persone – indipendentemente dall’orientamento sessuale – possano vivere l’esperienza scout e il ruolo educativo con serenità senza sentirsi emarginati»e di mostrare «maggiore apertura riguardo a temi quali omosessualità, divorzio, convivenza, attraverso occasioni di confronto e di dialogo, diventando così portavoce presso le Istituzioni civili ed ecclesiastiche di una generazione che vuole essere protagonista di un cambiamento nella società». Già allora la «Carta del Coraggio» (che fu anche consegnata al premier Matteo Renzi) chiedeva da una parte «alla Chiesa di accogliere e non solo tollerare qualsiasi scelta di vita guidata dall’amore» e dall’altra allo Stato di portare «avanti politiche di non discriminazione e accoglienza nei confronti di persone di qualunque orientamento sessuale, perché tutti abbiamo lo stesso diritto ad amare ed essere amati e che questo amore sia riconosciuto giuridicamente affinché possa diventare un valore condiviso».

La frattura generazionale

Oggi la distanza tra i cattolici più giovani e le generazioni adulte torna a farsi sentire con questo nuovo appello: «Allora l’Agesci sottolineò che la Carta del Coraggio rappresentava la posizione dei ragazzi, non quella ufficiale dell’associazione — spiega la promotrice della lettera sulla Cirinnà Martina Colomasi —. Quella presa di posizione fu però il primo segnale che le generazioni più giovani, anche tra gli scout, sono pronte al cambiamento su questi temi. Adesso speriamo che ci possa essere davvero un confronto, sia all’interno dell’Agesci che con la realtà esterna».

FONTE di Elena Tebano CORRIERE DELLA SERA

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SEZ.POLITICA AMMINISTRATIVE A SALERNO: UN BEL REBUS

30 Gennaio 2016, 11:41am

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA AMMINISTRATIVE A SALERNO: UN BEL REBUS

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Amministrative a Salerno: un bel rebus. Terminata l’epopea De Luca è evidente la confusione in tutti gli schieramenti. Nessuno escluso. A cominciare proprio dal centro-sinistra che, nell’impossibilità di presentare all’appuntamento con l’elettorato salernitano il suo mattatore, continua a navigare a vista. Al momento la situazione sembra cristallizzata nel senso che, a meno di clamorose novità toccherà ad Enzo Napoli, dopo questa lunga fase di apprendistato da facente funzioni, capeggiare lo schieramento che questa volta comprenderà anche forze di centro a cominciare dall’UDC. Pur nella sua complessità quella relativa al PD e ai Progressisti salernitani resta, però, la situazione meno complicata in quanto sarà sufficiente che De Luca esprima l’indicazione per mettere tutti tranquilli, aspiranti e pseudo. Cosa che, invece, non può avvenire nel centro-destra dover l’assenza di un leader unico e riconosciuto sta creando i presupposti per una profonda frattura. In verità, nelle ultime settimane, ci sta provando Stefano Caldoro, da Napoli, a mettere insieme i pezzi. Proponendo il nome di Gaetano Amatruda il capo dell’opposizione in Consiglio Regionale si propone, sempre più, come principale alternativa a De Luca anche nel comune capoluogo. Con Mara Carfagna e Forza Italia, Caldoro ha già raggiunto l’intesa sul nome di Amatruda, attraverso i buoni uffici di Fasano anche il Movimento Noi con Salvini si è allineato. Resta da convincere Cirielli, l’osso più duro. A rasserenare il leader di Fratelli d’Italia potrebbe essere, però, Giorgia Meloni soprattutto nel caso in cui a Caserta, per le amministrative, la scelta per la guida della coalizione di centro-destra, come appare probabile, dovesse ricadere su un esponente di Fratelli d’Italia. A quel punto Cirielli, per ragioni di partito, farebbe un passo indietro, sfilando il nome di Iannone dal tavolo. Infine il Movimento 5 Stelle, terzo incomodo, ma per nulla sereno come dimostrato dalla vicenda dell’esclusione di Dante Santoro. Il movimento, attraverso il leader Beppe Grillo, ha azzoppato il 28enne avvocato salernitano che, tra lo stupore di tutti e il mal di pancia degli attivisti della prima ora era lanciatissimo verso la vittoria e la candidatura a sindaco per il movimento. Eliminato il problema Santoro, terminato l’incubo, ora i pentastellati sono liberi di adottare lo strumento più adatto per la scelta del candidato sindaco. Scommettiamo che sarà riproposto l’Election Day bocciato fino a quando era in campo il giovane avvocato salernitano?

MARCELLO FESTA TVOGGISALERNO

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SEZ.POLITICA Mattarella, dignità cosa pubblica premessa risanamento

29 Gennaio 2016, 17:22pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Mattarella, dignità cosa pubblica premessa risanamento

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA "Una piena dignità della cosa pubblica è la premessa per il risanamento delle piaghe e per la ripresa. Conferire dignità alla cosa pubblica, e alla politica, è oggi essenziale per mettere in moto uno sviluppo innovativo". Lo ha detto il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, a Catanzaro per inaugurare la sede della Regione. Mattarella é stato accolto dal presidente della Regione, Mario Oliverio, e dal sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo.

"Il contrasto alla criminalità organizzata - ha detto Mattarella - e la battaglia per l'affermazione della legalità restano pietre angolari di ogni progettualità politica". "La Calabria - ha aggiunto - non è sola. Lo Stato non è lontano. La Calabria è parte integrante e inseparabile della vita dell'Italia e la coinvolge. La questione, quindi, interpella e richiama la coscienza civile di tutte le istituzioni".

"L'Italia - ha detto il capo dello Stato - ha bisogno dello sviluppo del Sud. Non ci sarà crescita piena, neppure nelle Regioni più forti, senza la crescita del Meridione". Lo ha detto a Catanzaro il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella". "L'unità del Paese - ha aggiunto - è indispensabile per superare le nostre fragilità, per la nostra uscita dalla crisi, per il rilancio dell'economia, per consentirci di giocare un ruolo in Europa".

La politica "spesso non riesce a sottrarsi alla logica degli interessi particolari, quando si appiattisce su una mera e conservatrice riproduzione del consenso - toccando talvolta quella zona grigia che non distingue legalità da illegalità - nell'illusione di preservare se stessa mentre la comunità circostante non riesce a trarre concreti benefici". ANSA

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SEZ.POLITICA Governo, oggi il rimpasto: Costa agli Affari Regionali

28 Gennaio 2016, 14:12pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Governo, oggi il rimpasto: Costa agli Affari Regionali

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Ultimi ritocchi al «rimpastino» di governo che, come ha detto lo stesso Matteo Renzi, è previsto in giornata. Il Cdm di questo pomeriggio, convocato per le 17, potrebbe già essere quello dell'esordio per Enrico Costa da ministro delle Regioni. Lo stesso premier, però, ha subito sottolineato che la questione è nelle mani del capo dello Stato. Il neo ministro potrebbe salire al Colle nel primo pomeriggio visto che Mattarella è impegnato alle 9,30 con l'apertura del'anno giudiziario e alle 12 con l'Emiro del Qatar. Renzi ha detto ieri, laxciando il Senato dopo il voto di fiducia, che i nuovo sottosegretari saranno «sei o sette». Alcuni di questi sono ormai noti, come Tommaso Nannicini nuovo sottosegretario alla presidenza (con la guida del nuovo Consiglio economico di palazzo Chigi) e Enzo Amendola pronto a entrare da vice ministro alla Farnesina.
Non dovrebbero esserci intoppi poi per il ritorno di Antonio Gentile ai Trasporti. Allo Sviluppo potrebbe andare Teresa Bellanova (magari sostituita al Lavoro da Filippo Taddei), ma continua a parlarsi del trasloco di Luigi Casero bilanciato dalla promozione di Enrico Zanetti a vice ministro dell'Economia con deleghe pesanti come quella sul fisco. Nel totonomine per sostituire Carlo Calenda c'è però anche Guido Sottanelli. Se al posto di Costa alla Giustizia si faceva il nome di Gabriele Albertini, resta ancora in forse la sostituzione di Francesca Barracciu alla Cultura, dove circolava il nome di Antimo Cesaro. IL MATTINO.IT

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SEZ.POLITICA Unioni civili, Alfano: "Messo in conto un referendum abrogativo"

27 Gennaio 2016, 10:15am

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Unioni civili, Alfano: "Messo in conto un referendum abrogativo"
SEZ.POLITICA Unioni civili, Alfano: "Messo in conto un referendum abrogativo"

INSERITO DA MORENA MOTTA "Un referendum abrogativo nel caso passasse la legge Cirinnà? L'ho messo in conto". Lo ha detto, in un'intervista al Tg Zero di Radio Capital, il ministro dell'Interno, Angelino Alfano. "Penso che a fronte di una così difficile decisione parlamentare, se davvero la legge fosse percepita come un punto di eccesso, in una direzione o nell'altra, potrebbe essere una scelta razionale affidarsi al popolo. Ma è un fatto di domani: per l'oggi c'è una partita parlamentare che può condurre a una direzione di buon senso, che non prevede l'equiparazione al matrimonio e l'apertura alle adozioni".

Il caso del Pirellone acceso con la scritta "Family Day"? "Maroni non ha fatto nulla di grave - dice Alfano - Al pari di altri sindaci o amministratori, che hanno manifestato il proprio sostegno ad iniziative di segno opposto senza che ci sia stato un grande scandalo, Maroni ha fatto cose che non vanno censurate".

"Io penso che servirebbe rafforzare le tutele di persone dello stesso sesso unite in un rapporto sentimentale. Ma sono contrario all'equiparazione al matrimonio, che deve essere composto da un uomo e una donna, e all'adozione, perché un bambino deve avere un papà e una mamma. E ritengo che nella gestione del Pd ci sia stato un errore nell'agganciare la questione delle adozioni al rafforzamento dei diritti patrimoniali. Se ci si fosse limitati a questi, si sarebbe andati abbastanza speditamente all'obiettivo. Non sono ideologico: faccio appello al buonsenso. Penso che vi siano una serie di diritti che vanno garantiti e assicurati ad una coppia, ma al tempo stesso il legittimo desiderio alla genitorialità in coppie dello stesso sesso non equivale a un diritto. Non sono convinto che una famiglia dello stesso sesso sia compatibile con la nostra Costituzione", conclude Alfano.

FONTE ADNKRONOS

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SEZ.POLITICA Renzi, 700 milioni per le famiglie povere con minori a carico

26 Gennaio 2016, 13:41pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Renzi, 700 milioni per le famiglie povere con minori a carico
SEZ.POLITICA Renzi, 700 milioni per le famiglie povere con minori a carico

INSERITO DA MORENA MOTTA Nella legge di stabilità abbiamo messo 600 mln più 100 milioni con le fondazioni bancarie e nel 2017-2018 diventeranno un miliardo. Nella legge delega la mia idea è di dare un tot per ogni famiglia con minori a carico in situazioni di povertà. Per la prima volta in 70 anni i soldi ci sono e per prima volta vanno ai minori sotto la soglia di povertà che sono circa un milione". E' la novità annunciata da Matteo Renzi, a Quinta Colonna, in vista della discussione sulla legge delega.

Renzi è intervenuto anche sul fronte delle banche e dei dissapori italiani con l'Ue.

"Chi è stato truffato - ha detto - sarà rimborsato fino all'ultimo centesimo. L'Anac farà l'arbitrato e se uno è stato fregato rivedrà i soldi. Poi c'è anche qualcuno che ha rischiato e ci sta anche che li perde i soldi. Noi abbiamo salvato 1 mln di conti correnti, i problemi li avevano fatti quelli di prima accettando regole europee non brillantissime".

La battaglia in Europa - "Nel modo più assoluto non sono isolato, non facciamo una battaglia di retroguardia ma quello che fanno tutti gli altri paesi: vogliono bene all'Europa ma non ci stanno a fare la parte dell'ultima ruota del carro". Così Matteo Renzi, a Quinta Colonna, sul rischio isolamento nella battaglia in Europa. "Non sono solo - ha aggiunto - sono con 50 mln di italiani, io so che tutta l'Italia dice sì all'Europa ma non ci sta a fare la parte di quella che paga ma non ha nulla indietro". "In Italia in passato ci sono stati politici che per far carriera hanno sempre detto sì all'Europa. Tutti gli altri paesi quando vanno a Bruxelles si compattano e tecnici, burocrati, politici lavorano per il paese, da noi in passato si faceva il ganzo difendendo più l'interesse degli altri paesi che dell'Italia". "Alla Germania - ha detto ancora - conviene un'Italia forte, non siamo ai mondiali, non è noi contro di loro ma bisogna vincere insieme. Noi accettiamo tutto ma non la figura di quelli che devono essere messi sotto tutela, non ci stiamo a fare la parte di quelli che devono fare i compiti. Le riforme le abbiamo fatte, io mi sono preso gli scioperi, gli insulti....".

FONTE ANSA

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SEZ.POLITICA Costi politica, M5s rinuncia a vitalizio

25 Gennaio 2016, 15:31pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Costi politica, M5s rinuncia a vitalizio
SEZ.POLITICA Costi politica, M5s rinuncia a vitalizio

INSERITO DA MORENA MOTTA AOSTA - I due consiglieri regionali valdostani del Movimento 5 stelle rinunceranno alle forme pensionistiche previste per i componenti dell'Assemblea regionale. Lo hanno annunciato oggi Stefano Ferrero e Roberto Cognetta. Potranno farlo a seguito dell'approvazione di un emendamento alla legge finanziaria regionale, proposto dallo stesso M5s, che ha introdotto la possibilità di "rinuncia volontaria al vitalizio".

"Emendamento - spiegano Ferrero e Cognetta - resosi indispensabile dato che tutti i progetti di legge presentati dal Movimento 5 Stelle per abolire tutti i vitalizi in Consiglio regionale sono stati sempre respinti".

FONTE ANSA

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SEZ. POLITICA Unioni Civili: Renzi, per Pd riforma irrinviabile. Oggi famiglie arcobaleno in piazza Cirinnà, il Papa? a ognuno il suo mestiere. No di Fi al ddl, rimane la libertà di coscienza

23 Gennaio 2016, 12:09pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ. POLITICA Unioni Civili: Renzi, per Pd riforma irrinviabile. Oggi famiglie arcobaleno in piazza Cirinnà, il Papa? a ognuno il suo mestiere. No di Fi al ddl, rimane la libertà di coscienza

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Mobilitazione in 100 piazze, oggi, a favore dei diritti del mondo lSVEGLIATITALIA, lanciata da Arcigay, ArciLesbica, Agedo, Famiglie Arcobaleno e Mit in occasione dell'inizio della discussione al Senato del ddl sulle unioni civili: "scenderemo in piazza accanto a un pezzo importantissimo della società civile: associazioni, istituzioni, partiti, sindacati, liberi cittadini e cittadine hanno aderito in massa all'appello e annunciato la propria presenza ai presidi. Tutti assieme realizzeranno un flashmob, portando con sé sveglie e orologi con suoneria per sincronizzarli e suonare la sveglia al nostro Paese".

"Siamo rimasti l'unico paese dei 28 senza una disciplina sulle unioni civili, è fondamentale che si chiuda cercando il più possibile di ascoltarsi e rispettarsi ma poi si sappia che ad un certo punto si vota e sui temi etici ci sarà libertà di coscienza come doveroso che sia. Il compromesso non è lo strumento per non arrivare a chiudere. Sono giuste tutte le posizioni ma si sappia che per il Pd la riforma è irrinviabile". Matteo Renzi, alla direzione del Pd, ribadisce la determinazione a chiudere sulle unioni civili.

Cirinnà, il Papa? a ognuno il suo mestiere - "Il Papa fa il suo mestiere, il Parlamento anche", comunque "non è tempo di guerre tra cattolici e laici, c'è la maggioranza per approvare la legge". Lo afferma in un'intervista alla Stampa la senatrice del Pd Monica Cirinnà, relatrice del testo sulle unioni civili, commentando il monito del pontefice a non confondere il matrimonio con altri tipi di unione. "È un pronunciamento che qualifica il dibattito. Il Papa va ascoltato e non commentato. Per anni le unioni civili sono rimaste ai margini della discussione pubblica. Ora è il Paese intero che ne parla e questo è un bene. Siamo nel momento decisivo, siamo pronti per l'aula, abbiamo gli emendamenti e sono tutti degni di rispetto. È in corso un tentativo di dialogo, abbiamo una settimana di tempo per valutare i miglioramenti al testo, ma non per stravolgerlo. Le unioni civili sono una realtà nella società, devono anche diventarlo all'interno del nostro ordinamento. Ci siamo ormai", sottolinea. "Il Pd e la maggioranza che sostiene il ddl accoglieranno emendamenti utili", spiega. "È cresciuta la sensibilità sul tema, al pari della convinzione che la legge si deve fare. Il Parlamento ha i numeri per colmare il ritardo imperdonabile per il quale l'Italia è stata condannata dalla Corte europea e invitato a porre al più presto rimedio. Risolveremo la questione della genitorialità. La 'stepchild adoption' non è uno scoglio insormontabile. Tutti i contributi vanno valutati senza pregiudizi. Così anche le nostre proposte. In un clima sereno".

No di Fi al ddl Cirinnà, rimane la libertà di coscienza - La linea di Fi è: no al ddl Cirinnà anche se rimane la Libertà di coscienza sulle unioni civili: lo ribadiscono i capigruppo di Fi di Senato e Camera, Paolo Romani e Renato Brunetta, manifestano in vista delle votazioni a palazzo Madama sul ddl Cirinnà.

Resta la sfida dei Cattodem sulle Unioni Civili che si traduce anche negli emendamenti al ddl depositati in Senato. Seimilacento, di cui cinquemila della sola lega, una sessantina del Pd e nove dell'ala cattolica Dem. Tra questi restano i due, annunciati nei giorni scorsi, sulla trasformazione della stepchild adoption in "affido rafforzato" e sul "divieto della pratica di surrogazione di maternità" realizzata da un cittadino italiano all'estero introdotto, nella proposta di modifica, all'art.4 del ddl. Rispetto a quanto annunciato non si prevede, né per chi realizza la maternità surrogata né per chi la organizza, alcun inasprimento delle pene.

La riduzione al minimo di qualsiasi rimando alle sezioni del codice civile che disciplinano il matrimonio. E' quanto si prevede in tre emendamenti Pd, a prima firma Lumia, agli articoli 2 e 3 del ddl unioni civili nei quali i diritti e i doveri connessi all'unione civile vengono esplicitati per esteso. Gli emendamenti intervengono, in particolare, sulle cause impeditive dell'unioni civile ex comma 4 dell'articolo 2 del testo, sulle cause di annullamento ex comma 3 articolo 3 e sul regime patrimoniale.

Renzi nella direzione ha parlato anche delle amministrative: "Dopo quello che è successo a Roma è difficile, ma credo che si possa vincere facendo una sfida vera sui problemi concreti della città. Chiunque vincerà le primarie, otterrà un sostegno forte del nostro partito".

"Non ci fa velo sostenere candidati sostenuti per cinque anni perché a differenza di altri non vogliamo politicizzare il voto: lo stanno facendo altri amici e compagni della sinistra fuori da qui, che a Torino hanno avviato una campagna nazionale. Ma noi sosteniamo Massimo Zedda a Cagliari come abbiamo fatto per i cinque anni del primo mandato".

A tenere banco è però anche lo scontro con l'Ue. "Va recuperato - ha detto Renzi prendendo la parola - l'ideale europeo che nel dibattito in corso è totalmente dimenticato. Se qualche leader si offende per mezza parola detta o non detta, stiamo perdendo di vista il vero obiettivo, che è quell'ideale".

"Chi abbraccia derive populiste e demagogiche lo fa per la mancanza di prospettive di sviluppo e di crescita. Serve un' Ue più sociale e meno legata all' austerity, in cui la parola crescita diventa vocabolario comune. Se facciamo battaglia nei prossimi tre anni la legislatura europea ha un significato profondo o avrà perso la carica di innovazione su cui abbiamo scommesso votando Juncker".

"Tutti i Paesi - ha aggiunto Renzi - che hanno condiviso la linea politica in modo completamente aderente alle richieste di Bruxelles hanno visto sconfitto il governo uscente".

ANSA

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