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sez.politica

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SEZ.POLITICA Napoli: no definitivo a ricorso Bassolino

23 Marzo 2016, 14:49pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Napoli: no definitivo a ricorso Bassolino
SEZ.POLITICA Napoli: no definitivo a ricorso Bassolino

INSERITO DA MORENA MOTTA La Commissione nazionale di garanzia del Pd ha respinto, dichiarandosi incompetente, il ricorso di Antonio Bassolino contro il risultato delle primarie del centrosinistra a Napoli. Lo hanno annunciato il presidente Gianni Dal Moro e Franco Vazio, membro della commissione che ha istruito il caso.

FONTE ANSA

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SEZ.POLITICA Solo un elettore di Pd su dieci crede che ci sarà la scissione

21 Marzo 2016, 16:56pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Solo un elettore di Pd su dieci crede che ci sarà la scissione
SEZ.POLITICA Solo un elettore di Pd su dieci crede che ci sarà la scissione

INSERITO DA MORENA MOTTA Il tema dello spazio politico a sinistra del Pd è da tempo presente nel dibattito politico. Renzi e la sua modalità di condurre l’azione di governo e di gestire il partito, le sue scelte spesso criticate da quell’area hanno provocato un progressivo e in qualche caso risentito allontanamento della minoranza pd (non di tutta). È un pezzo di ceto politico che ha avuto un ruolo rilevante nella storia recente, ma non solo, del Paese, spesso proveniente dalla tradizione postcomunista. Oggi quel ceto vede fortemente ridimensionato il proprio ruolo.

Numerose sono le linee di frattura tra minoranza e maggioranza del Pd: dal Jobs act alla scuola, dalla riforma del Senato a quella elettorale, tutti i principali atti di governo sono stati criticati e a fatica sostenuti dalla sinistra. La scorsa settimana c’è stato un incontro a San Martino in Campo, in Umbria, in cui la minoranza ha cercato di definire il proprio posizionamento nel Pd. Convegno preceduto da un’intervista fortemente critica di Massimo D’Alema su questo giornale, anche se l’ex premier ha poi negato che essa preannunciasse ipotesi di scissione. Tuttavia abbiamo voluto testare l’impatto di una possibile forza di sinistra alimentata anche dalla minoranza proveniente dal Pd.

La previsione di una scissione è molto contenuta: solo il 19% degli intervistati la accredita. Lo fanno soprattutto gli elettorati lontani dal Pd, mentre gli elettori di questo partito sono profondamente scettici: solo il 12% vede all’orizzonte questa possibilità. Ammesso che questa scissione si verifichi, emergono diffusi dubbi sulle effettive potenzialità elettorali di una nuova forza che aggreghi la sinistra. Solo per il 13% potrebbe raccogliere una messe importante di voti dai delusi di Renzi. Un terzo pensa che forse la scissione potrebbe portare qualche voto in più rispetto a quelli già consolidati dalla sinistra (lo credono un po’ di più gli elettori del Pd), mentre altrettanti sono certi che un’operazione di questo genere è destinata a non avere risultati di sorta.

Che oramai lo spazio a sinistra si sia sensibilmente ridotto è confermato anche dai dati relativi alla simpatia che una formazione di questo genere riscuoterebbe tra gli elettori. Oggi solo il 6% degli intervistati guarderebbe con consistente simpatia a un’operazione simile. Una percentuale dimezzata rispetto al gennaio 2015, che segnò la vittoria di Tsipras in Grecia e inferiore anche alla simpatia suscitata dalla presentazione della coalizione sociale di Landini, esattamente un anno fa. Anche il gruppo che guarderebbe con qualche simpatia a questa realtà si contrae: oggi è il 17% contro il 31% degli inizi di gennaio. Non cresce il rifiuto netto: la percentuale degli apertamente antipatizzanti (47%) non è molto diversa dalle rilevazioni precedenti. Cresce il «non so», che manifesta freddezza. L’elettorato pd mostra qualche simpatia in più, ma nessuna passione: la percentuale di chi esprime molta simpatia è all’8%, nella media, mentre cresce il numero di chi guarda con qualche attenzione.

È quindi basso l’appeal elettorale di una forza che nascesse dalla scissione a sinistra del Pd: il 2% dichiara che la voterebbe sicuramente, il 7% potrebbe farlo. Convertire in voto effettivo questa probabilità non è affatto facile: sostanzialmente un bacino potenziale del 9%, che si dimezza o più all’atto del voto. Il perimetro del consenso della sinistra in questi ultimi anni, senza segnali di allargamento. La sinistra oggi ha uno spazio limitato nel Paese. Da un lato chi è uscito a sinistra dal Pd difficilmente ha poi deciso effettivamente di votare una forza di sinistra. Molti si sono rifugiati nell’astensione, una parte ha deciso di dare il voto ai 5 Stelle. Dall’altro lato se l’insofferenza verso Renzi è molto chiara, non altrettanto sono i programmi politici conseguenti. Il dibattito appare molto chiuso nel ceto politico. E non conquista elettori.

FONTE di Nando Pagnoncelli CORRIERE DELLA SERA

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SEZ.POLITICA "Casalinga e obesa?", Bedori (M5S) si leva qualche sassolino

18 Marzo 2016, 10:12am

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA "Casalinga e obesa?", Bedori (M5S) si leva qualche sassolino

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA "Qualche sassolino nella scarpa oggi me lo voglio levare. Avete usato volutamente termini come casalinga e disoccupata per offendermi, volevo dirvi che per me non sono offese. Ci sono milioni di casalinghe in Italia e grazie a loro, le vostre madri, sorelle, mogli e compagne che ogni giorno dedicano il loro tempo con dedizione alla famiglia, ai figli, ai mariti e si fanno carico di tutta una serie di compiti per cui lo stato è inadempiente come la cura degli anziani, che l'Italia sta in piedi. Si il famoso welfare è soprattutto sorretto da loro". Lo scrive su Fb Patrizia Bedori, l'ormai ex candidata sindaco M5S al Comune di Milano, all'indomani del suo passo indietro .

"Io invece vi ringrazio - prosegue Bedori - perché senza di voi donne, che silenziosamente giorno dopo giorno dedicate la vostra vita agli altri senza chiedere nulla in cambio. Mi avete dato della disoccupata usando questa parola in maniera denigratoria, negativa, come dire sfigata. Sappiate che non ero in cerca di una cadrega. E ve lo ho dimostrato, semmai ce ne fosse bisogno, ma quello che è più grave che avete offeso milioni di cittadini a cui è stata tolta la dignità, a cui lo stato nega anche un reddito minimo di sopravvivenza".

"Avete rubato l'identità di un assessore milanese (che ringrazio per aver subito preso provvedimenti) per offendermi - incalza ancora - sappiate che siccome siete codardi e vi siete nascosti come solo gli infami sanno fare, sia l'assessore che io vi abbiamo denunciato e a breve la giustizia farà il suo corso perché sanno chi siete".

"A Tonino Silvestri nato a Spinetoli che ha detto 'brutta grassa e obesa' 'fuori a calci nel culo' non dico niente - prosegue Bedori - poiché le sue parole si commentano da sole ma sopratutto si commenta la sua pagina FB. Ti voglio regalare 1 minuto di notorietà. Poi rientrerai nell'oblio. Sono generosa e ovviamente mi astengo da commenti sul tuo aspetto fisico perché io le persone le giudico da quello che sono, da quello che dicono ma sopratutto da quello che fanno".

Bedori ne ha anche per l'ex senatrice M5S Serenella Fucksia, l'ultima espulsa dal Movimento: "tu l'hai avuto il tuo momento di notorietà. Sei famosa perché non mantieni la parola data ai tuoi elettori e, come dicevo, io le persone le valuto da quello che fanno - attacca Bedori - Io ho altri valori e la mia parola vale, sono su un altro livello, cui tu non potrai mai accedere e forse neanche capire. Tutto torna, anche se sono una 'nulla facente super cazzolara svogliata' come mi hai descritta".

Infine Bedori ringrazia "le centinaia anzi migliaia di persone vere che mi hanno lasciato commenti meravigliosi. Mi avete scaldato il cuore, io ci sono e ci sarò perché credo fermamente che solo attraverso l'impegno quotidiano possa avvenire il cambiamento. Un abbraccio avvolgente a tutti voi".

FONTE ADNKRONOS

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SEZ.POLITICA Elezioni Roma, Meloni a Berlusconi: «Ex fascisti? Sono accuse ridicole». Salvini: «Daje Gio', annamo a vince»

17 Marzo 2016, 11:50am

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA  Elezioni Roma, Meloni a Berlusconi: «Ex fascisti? Sono accuse ridicole». Salvini: «Daje Gio', annamo a vince»

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA «Voglio essere chiamata "sindaco" e non "sindachessa" o "sindaca" ma voglio occuparmi in maniera seria delle donne per esempio affrontando in maniera seria la questione asili nido». Lo ha detto la candidata sindaco di Roma Giorgia Meloni a Radio 24. «Ogni donna deve poter vivere liberamente la questione della maternità, in nessun caso la mia scelta deve sottintendere al fatto che le donne devono lavorare meno», ha poi aggiunto ai microfoni di Radio Anch'io, su Radio1, rispondendo a un'ascoltatrice che chiedeva se lavorare in maternità non giustifichi il fatto che le aziende licenzino le donne incinta che non lavorano, «Il lavoro di sindaco si fa soprattutto con la testa. Ci sono donne, da mamme, che fanno lavori molto più duri di quello che dovrei fare io».

In merito a una frase di Silvio Berlusconi che ha parlato di «ex fascismo», ha risposto: «Mi pare che sia il caso di chi non sa cosa dire e tira fuori la carta del fascismo».

«Certo non mi si può dire che non sono coerente. Ho sempre detto, dopo aver scoperto di aspettare un bambino, che la mia candidatura fosse una extrema ratio. Ma tra non arrivare al ballottaggio e candidarmi preferisco candidarmi», ha spiegato la Meloni, che ha raccontato di aver sentito ieri Silvio Berlusconi e «gli ho comunicato la scelta che sto facendo e già prima delle gazebarie gli avevo detto che rischiavamo di regalare la città ai Cinquestelle. Mi ha risposto che c'è tempo e vediamo. Spero si possa ancora ricucire».

Salvini: «Daje Gio', annamo a vince». «Meloni conosce Roma, ama Roma, io e Noi Con Salvini saremo a disposizione quartiere per quartiere. Finalmente c'è una scelta che i romani possono fare non per partecipare ma per giocarsi la partita, arrivare al ballottaggio e vincere. Bertolaso dice che andrà avanti come una ruspa? Almeno ha pronunciato la parola ruspa! Preferirei che la pronunciasse a proposito degli accampamenti abusivi e non di altro. Ma ognuno fa le sue scelte, in democrazia è bello così». Così il leader della Lega Matteo Salvini a Radio Cusano Campus. Salvini ha fatto a Giorgia Meloni un augurio in romanesco: «Daje Giò, annamo a vince!».

«Penso che la Meloni arriverà al ballottaggio con la Raggi. La mia previsione è un ballottaggio tra loro due. A quel punto gli elettori del Pd e di Forza Italia dovranno decidere tra una proposta nuova come la nostra e i grillini», ha detto Salvini a Radio Anch'io, su Radio1, «Se io dovessi scegliere in un comune in cui non arriviamo al ballottaggio tra Cinque Stelle e Pd, sceglierei il M5S perché il Pd di Renzi ho già visto come governa...».«Non mi piace giocare per perdere», ha poi aggiunto Salvini rispondendo a un'ascoltatrice.

IL MATTINO.IT

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SEZ.POLITICA Giorgia Meloni si candida a Sindaco di Roma. Salvini la sostiene. Berlusconi: 'Bertolaso vincerà'

16 Marzo 2016, 14:03pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Giorgia Meloni si candida a Sindaco di Roma. Salvini la sostiene. Berlusconi: 'Bertolaso vincerà'
SEZ.POLITICA Giorgia Meloni si candida a Sindaco di Roma. Salvini la sostiene. Berlusconi: 'Bertolaso vincerà'

INSERITO DA MORENA MOTTA Giorgia Meloni si candida a sindaco di Roma. "Sono venuta ad annunciare dopo attenta e accurata riflessione - ha detto la leader di Fratelli d'Italia davanti al Pantheon - che ho deciso di correre per la carica di sindaco di Roma. Bisogna tornare all'orgoglio di essere romani: prima c'era l'orgoglio di essere cittadino romano, ora si pensa ai topi, a mafia capitale: sono spaventata che i cittadini non ci credano più. Bisogna tornare all'orgoglio di dire 'civis romanus sum', bisogna alzare la testa. Credo che una donna debba scegliere liberamente, nessun uomo può dire ad una donna cosa deve fare o non fare. Per questo ho scelto discendere in campo anche se incinta. E Roma ha come simbolo una lupa che allatta due gemelli. Avrei preferito godermi i mesi più belli per una donna in un altro modo, ma ho sempre considerato che se non ci fosse stata un'opzione migliore la mia candidatura sarebbe stata in campo"

Giorgia Meloni ha poi fatto un appello a Guido Bertolaso: "Il tuo curriculum è valore aggiunto, dacci una mano, vieni qui, lavoriamo ancora insieme. Bertolaso non è riuscito a tener compatta la coalizione e a scaldare il cuore dei romani. Dico a Bertolaso: non farti strumentalizzare, si può fare ancora insieme. Non mi interessa la leadership del centrodestra, mi interessano i romani. Voglio fare un appello a Salvini, a Berlusconi e a tutto il campo del centrodestra: aiutatemi a non lasciare Roma ai 5 stelle, vinciamo insieme, si può fare".

Già da stamani, Matteo Salvini ha espresso sostegno alla leader di Fratelli d'Italia: "Sosterrò la Meloni. A Milano abbiamo PARISI, sostenuto da squadra forte e compatta, a Roma non c'erano le condizioni". Lo ha detto, secondo quanto si legge sul suo profilo twitter, il leader della Lega Nord Matteo Salvini ospite di Agorà, su Raitre, soffermandosi sulle candidature a sindaco di Roma.

Berlusconi: 'Avanti con Bertolaso, vincerà' - "Ho quasi la certezza che Guido Bertolaso vincerà al primo turno con la sua lista civica che sarà affiancata da quella di Forza Italia". Alla domanda se ci sarà un arretramento rispetto alla candidatura di Guido Bertolaso, Berlusconi ha replicato: "Assolutamente. Abbiamo messo mesi per convincere il dottor Bertolaso a mettere da parte i programmi che aveva, tra l’altro insieme a me, di costruzione di ospedali nei Paesi poveri e di dedicarsi alla sua città, che è la Capitale, che è in una situazione di degrado dopo anni di mal governo. Con tutti gli altri leader del centrodestra lo abbiamo convinto, lo abbiamo confermato con dichiarazioni pubbliche comuni, improvvisamente ci sono questi cambiamenti. Purtroppo devo prendere atto che c’è gente che cambia idea al cambiar della temperatura e dell’umidità". Quanto a Salvini, Berlusconi ha affermato: "Penso che si sia fatto mal consigliare dai suoi, e si sia fatto trascinare in una logica di scontro locale. I leghisti di Roma sono tutti ex fascisti quindi hanno vecchie liti tra loro che sfociano tutti i giorni. Credo invece che avere un buon sindaco sia quello che interessa i romani. Quindi avendo trovato un fuoriclasse come Bertolaso, mi sembra assurdo cambiare ipotesi. Se qualcuno ha cambiato idea saranno i romani a trarre le conclusioni". Berlusconi ha detto di non temere che la presenza di piu' candidati di centrodestra porti alla sconfitta: "abbiamo una lunga campagna davanti. Bertolaso pian piano verrà conosciuto da tutti i romani per tutte le grandi cose che ha fatto. I romani, che come tutti gli italiani in questo momento sono disgustati dalla politica, non guarderanno alle loro simpatie politiche ma al proprio bene, e cioè avere qualcuno che possa togliere la loro città dal degrado".

FONTE ANSA

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SEZ.POLITICA Pd, Bersani: "Renzi governa con i miei voti di centrosinistra". Replica: "Non ci faremo uccidere da polemiche"

14 Marzo 2016, 09:57am

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Pd, Bersani: "Renzi governa con i miei voti di centrosinistra". Replica: "Non ci faremo uccidere da polemiche"

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA È arrabbiato Pier Luigi Bersani. Non gli è piaciuto l'attacco di Matteo Renzi rivolto alla minoranza Pd ("Chi mi critica ha distrutto l'Ulivo", ha detto ieri il premier-segretario parlando alla scuola di formazione dem). Mentre Roberto Speranza, ufficialmente incoronato a Perugia come leader dell'opposizione interna, nelle conclusioni della kermesse di Sinistra riformista ribadisce il suo no a qualuque ipotesi di scissione: "Noi non restiamo nel Pd, noi siamo il Pd. Non c'è più Pd se non c'è più questo pezzo di partito".

Pd, Speranza: "Assenza segreteria dem a convention è errore gravissimo"

Più tardi, ospite su RaiTre alla trasmissione In mezz'ora, Speranza chiarisce che a Perugia si sono poste le basi per costruire l'alternativa alla segreteria renziana: "Sono spaventato da una prospettiva neocentrista, le parole di Massimo D'Alema sono espressione di un disagio del nostro popolo". Per la maggioranza rispondono, con una nota congiunta, i due vicesegretari Guerini e Serracchiani: "Una nuova generazione sta provando a cambiare l'Italia e l'Europa. Non inseguiremo le polemiche di chi vorrebbe riportarci al tempo delle divisioni interne che hanno ucciso a morte i governi passati del centrosinistra. Quella parte della minoranza che polemizza sa dove trovarci, a lavorare in Parlamento, nelle città, in Europa, tra la gente per cambiare questo Paese, come stiamo facendo, insieme", affermano in una nota. Mentre il leader Ncd, Angelino Alfano, 'festeggia'. In una lettera agli iscritti scrive: "Grazie alle scelte da noi ispirate, Renzi ha litigato con la sua sinistra e ha sconfitto ed emarginato più comunisti lui in due anni che Berlusconi in venti. E ora tutte le contraddizioni a sinistra stanno emergendo con tutta la chiarezza. Anche nella vicenda della stepchild adoption, siamo riusciti a dimostrare che il buonsenso può vincere".
Ma torniamo a Perugia, dove è andata in scena la terza e ultima giornata del raduno della minoranza dem. Al suo arrivo all'ultima giornata del seminario di San Martino in Campo, l'ex segretario replica a tono al segretario: "Sì, lo ammetto, mi sono arrabbiato molto, se mi toccano l'Ulivo... Se al corso di formazione politica vai a dire che la sinistra ha distrutto l'Ulivo, che abbiamo aiutato Berlusconi... Ricordo che il centrosinistra ha battuto tre volte Silvio Berlusconi e che, pochi o tanti voti che io abbia preso, Renzi sta comodamente governando con i voti che ho preso io. Non io Bersani, io centrosinistra".

Pd, Bersani: ''L'Ulivo? L'abbiamo fatto noi. Renzi è seduto sulle nostre spalle''

"Io, assieme ad altri -aggiunge l'ex premier - sto cercando di tenere dentro il Pd della gente che non è molto convinta di starci. A volte si ha l'impressione, invece, che il segretario voglia cacciarla fuori. Il segretario deve fare la sintesi, non deve insultare un pezzo di partito".

Pd, Bersani si sfoga: "Sembra che Renzi voglia cacciare pezzi di partito"

Anche Gianni Cuperlo perde il suo consueto aplomb e sbotta, rivolto a Renzi: "Se posso dirlo qui: basta anche con questa denuncia di quelli che perdono e scappano via col pallone. A dirla tutta chi alza il dito e lo denuncia adesso è quello che ha vinto, si è tenuto il pallone per sé e ha espulso gli avversari". E poi: "Ha bloccato l'opera della Rottamazione sulla soglia del Palazzo. Ma non ha migliorato, anzi ha peggiorato l'arte di selezionare l'èlite. E ha tolto l'agibilità al suo partito, lasciando che a primeggiare sia l'opportunismo, anzi il trasformismo. Io l'avevo letto sui libri di storia. Ma ora l'ho vissuto dal vivo, concept live".
A replicare, dalla cattedra della scuola di formazione dem che si tiene a Roma, è il presidente del partito Matteo Orfini: "Nel momento in cui usciamo dai confini nazionali siamo considerati il governo e il partito più a sinistra d'Europa, poi torniamo in Italia e si apre una discussione sul fatto che siamo diventati di destra. È un dibattito lunare che non capisce nessuno".
Un tentativo di mediazione arriva invece da Walter Veltroni, attraverso una lettera sull'Unità. "Non sciupate il Pd. Lo vorrei dire a tutti i protagonisti del dibattito in corso in questi giorni. I toni si sono fatti aspri e si affaccia il rischio di scissioni, separazioni dolorose, possibili contraccolpi per il centrosinistra alle elezioni comunali. Senza il Pd, per come lo abbiamo immaginato e costruito, l'Italia è esposta al rischio che stanno correndo le democrazie occidentali", avverte. "Se si sciupa il Pd dopo vedo solo il baratro del dilagare di forme inimmaginabili di populismo".

FONTE di Monica Rubino LA REPUBBLICA

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SEZ.POLITICA D'Alema: «Giachetti sindaco? Per Roma serve una personalità più forte, bisogna ricostruire il centrosinistra»

12 Marzo 2016, 10:16am

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA D'Alema: «Giachetti sindaco? Per Roma serve una personalità più forte, bisogna ricostruire il centrosinistra»

DI MICHELE PAPPACODA «Bisogna compiere un lavoro di ricostruzione del centrosinistra, non di creazione di un partitino alla sinistra del PD. Quando si arriverà al congresso del PD questo risulterà alla luce del sole». Così Massimo D'Alema, intervistato da SkyTg24. Una parte dei parlamentari che formavano la coalizione elettorale del Pd - ha concluso - sono all'opposizione, viceversa una parte significativa dei parlamentari del centrodestra sono al governo. Così Massimo D'Alema, rispondendo a una domanda se Renzi dovrebbe trarre le conseguenze di un'eventuale sconfitta alle elezioni amministrative. «Sui temi politici che D'Alema pone discuteremo in direzione il 21 di marzo - dice interpellato il presidente del Pd Matteo Orfini - quando mi è stato chiesto di fare il commissario nessuno credeva che il Pd potesse ancora essere competitivo alle elezioni, oggi lo siamo. E questo vuol dire che l'opera di radicale cambiamento è stata compresa dai romani. Io penso che il partito stia rinascendo, ogni tanto c'è qualche colpo di coda di chi ha nostalgia di quel partito coinvolto in Mafia Capitale». E ancora: «Leggo che D'Alema mi disconosce perchè sarei arrogante. Il che - francamente - non torna».Così Orfini commenta su Twitter l'intervista di Massimo D'Alema.

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SEZ.POLITICA Galan, c’è il sì della giunta per la decadenza da deputato

11 Marzo 2016, 08:39am

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Galan, c’è il sì della giunta per la decadenza da deputato
SEZ.POLITICA Galan, c’è il sì della giunta per la decadenza da deputato

INSERITO DA Michele Pappacoda Via libera della giunta per le Elezioni della Camera alla decadenza da deputato di Giancarlo Galan, che ha patteggiato 2 anni e 10 mesi per la vicenda Mose. È dall’inizio dell’anno che la decadenza dell’ex ministro è all’ordine del giorno della giunta per le Elezioni della Camera: già a gennaio era slittato, perché i parlamentari del Pd non si sono presentati, e poi è stato rinviato ancora, a febbraio, per l’assenza dei Cinque Stelle.

Si attende il voto dell’Aula - La decisione, invece, ora è passata con il solo voto contrario di Gregorio Fontana di FI. Il prossimo 8 aprile sarà convocato in giunta lo stesso Galan: dopo la sua audizione si terrà una camera di consiglio che dovrebbe ufficializzare il parere da sottoporre poi al voto dell’Aula di Montecitorio.

Cinque Stelle: «Soddisfatti» - «Siamo soddisfatti per il voto della Giunta per le elezioni rispetto alla decadenza di Giancarlo Galan da deputato. Adesso l’auspicio è che la presidente Boldrini metta in calendario il prima possibile la discussione in Aula così che Galan cessi di essere un deputato della Repubblica e dunque di essere stipendiato dai cittadini». Questo il commento di Davide Crippa, Fabiana Dadone e Giulia Sarti, componenti del Movimento 5 Stelle in giunta.

FONTE CORRIERE DELLA SERA

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SEZ. POLITICA DEPUTATO SICILIANO DA 11 MILA EURO AL MESE: "MI SERVONO PER I REGALI DEI MATRIMONI"

11 Marzo 2016, 08:37am

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ. POLITICA DEPUTATO SICILIANO DA 11 MILA EURO AL MESE: "MI SERVONO PER I REGALI DEI MATRIMONI"

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA «Ho una famiglia numerosa, e come tutte le persone normali faccio fatica ad arrivare a fine mese». Con questa frase Vincenzo Vinciullo, deputato Ncd all'Assemblea Regionale Siciliana, aveva scatenato una lunga serie di polemiche. Inevitabili, dal momento che in media i deputati siciliani intascano ogni mese 11 mila euro. Un inviato della trasmissione di La7 'La Gabbia' ha incontrato Vinciullo nel suo ufficio al Palazzo dei Normanni, a Palermo. Il deputato regionale si è giustificato così delle ingenti spese: «Come tutti i politici, abbiamo attività e spese di rappresentanza. Gli elettori ci vogliono bene e spesso veniamo invitati ai matrimoni. Quando succede, in media una volta al mese, ho il dovere di presentarmi con un regalo».

LEGGO.IT

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SEZ.POLITICA Le primarie, i brogli e l’effetto doping

8 Marzo 2016, 10:32am

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Le primarie, i brogli e l’effetto doping
SEZ.POLITICA Le primarie, i brogli e l’effetto doping

INSERITO DA MORENA MOTTA Prepariamoci a un’altra ricca puntata di polemiche sulle primarie. Il video sui brogli napoletani è già «cult» tra quanti affermano che è tutta una presa in giro, non c’è nulla di più facile che manipolare questo genere di consultazioni. E la scarsa affluenza di Roma, se paragonata alle precedenti edizioni, servirà agli scettici per sostenere che il popolo di sinistra ormai ha perso la fede, in questi riti collettivi davvero non crede più. Particolarmente critica sarà la sinistra Pd, anche per tenere viva su di sé l’attenzione mediatica in vista del convegno a Perugia del prossimo fine settimana.

LA DROGA NON FA PIU’ EFFETTO

Che le primarie non siano più una risorsa, ma rappresentino spesso il problema, è noto da tempo. Erano nate ai tempi di Prodi come strumento di partecipazione e soprattutto di mobilitazione. Servivano a coinvolgere e a creare entusiasmo. Avevano svolto all’inizio una funzione di doping per potenziare la crescita dell’Ulivo. Ma come tutte le droghe, alla fine pure le primarie perdono i loro effetti magici. E si trasformano in un «boomerang» per chi le usa.

DALLA PADELLA NELLA BRACE

Attenzione, però. Se il Pd piange, non è che gli altri possano farsi tante risate. Sulle primarie belusconiane, convocate per il prossimo week end a Roma, il meno che si possa dire è: sono più aperte e democratiche le elezioni nord-coreane del tirannico Kim Jong-un. Per quanto riguarda i grillini, il loro metodo di selezione online è tarlato dal dubbio che dietro le votazioni ci sia un Grande Fratello, capace di cambiare le decisioni prese dal basso. E l’ultimo «giallo» delle mail sotto controllo non accresce il grado di fiducia nella Casaleggio & associati. Insomma, nessuno, nemmeno tra le opposizioni, può considerarsi immune dai peggiori sospetti. E se le primarie Pd lasciano l’amaro in bocca, altrettanto si può dire di chi non le usa affatto.

FONTE di Ugo Magri LA STAMPA

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