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sez.politica

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SEZ. POLITICA Unioni civili nel week end mobilitazione nelle piazze

21 Gennaio 2016, 11:06am

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ. POLITICA Unioni civili nel week end mobilitazione nelle piazze

DI MICHELE PAPPACODA I militanti pro e contro il ddl Cirinnà sulle unioni civili scaldano i muscoli in vista delle manifestazioni indette da entrambi gi schieramenti per i prossimi giorni, in vista della discussione in aula della legge.
Cesare Nosiglia, i vescovi affermano che «la famiglia è fondata sul matrimonio, unione d'amore vissuta stabilmente tra donna e uomo, aperta alla gioia responsabile del dono dei figli. I figli devono beneficiare dell'amore operosamente efficace di un padre e di una madre» e raccomandano «calorosamente, unendoci alla sollecitazione del cardinal Bagnasco, un'ampia
partecipazione al Family day del prossimo 30 gennaio a Roma».

Alla mobilitazione stanno aderendo anche tante organizzazioni che non rientrano nella galassia lgbt, da Amnesty all'Arci alla Cgil.

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SEZ.POLITICA Lavoro, Inps: «1,15 milioni di assunti nel 2015 grazie agli sgravi fiscali»

20 Gennaio 2016, 10:23am

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA  Lavoro, Inps: «1,15 milioni di assunti nel 2015 grazie agli sgravi fiscali»
SEZ.POLITICA  Lavoro, Inps: «1,15 milioni di assunti nel 2015 grazie agli sgravi fiscali»

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Nei primi 11 mesi del 2015 si sono registrate oltre 2,1 milioni di assunzioni a tempo indeterminato (comprese le trasformazioni di rapporti a termine e apprendisti) a fronte di 1,525 milioni di cessazioni (+584.000 posti stabili nell'anno). Lo si legge nell'Osservatorio sul precariato dell'Inps appena pubblicato, secondo il quale rispetto allo stesso periodo 2014 c'è una variazione positiva per 510.292 posti a tempo indeterminato.

Tra gennaio e novembre - sottolinea l'Inps nell'Osservatorio che considera i dipendenti privati esclusi i domestici e gli operai agricoli - le assunzioni a tempo indeterminato sono state 1.640.630, il 37% in più dello stesso periodo del 2014 (+442.906) mentre le assunzioni a termine sono state 3.187.318 (+1,5%) e le assunzioni in apprendistato 175.032 (-20,2% sul 2014). Nel complesso le assunzioni hanno superato quota cinque milioni con una crescita del 9,7% sull'anno precedente. Le trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti a termine sono state 388.454 (+25,8%) mentre quelle di rapporti di apprendistato sono state 80.897 (+25,3%). Le cessazioni di rapporti di lavoro nel complesso nei primi 11 mesi sono state 4.322.658 (+2,1%). Tra queste 1.525.818 milioni sono state cessazioni di rapporti a tempo indeterminato.

Sono state assunte 1.158.726 persone con gli sgravi contributivi previsti dalla legge di stabilità per l'anno. Lo sgravio completo sui contributi Inps per le assunzioni e le trasformazioni a tempo indeterminato è triennale e ha un limite annuo di 8.060 euro. L'esonero contributivo è stato utilizzato per il 57,1% delle assunzioni stabili (2,029 milioni).

Nei primi undici mesi del 2015 risultano invece venduti oltre 102, 4 milioni di voucher destinati al pagamento delle prestazioni di lavoro accessorio, del valore nominale di 10 euro, con un incremento medio nazionale, rispetto al corrispondente periodo del 2014 (61.129.111), pari al 67,5%. Lo si legge nell'Osservatorio sul precariato dell'Inps nel quale si sottolinea la crescita in Sicilia (+97,4%) e in Liguria (+85,6%) anche se il Nord resta l'area nella quale i buoni lavoro si utilizzano di più con i due terzi del totale.

Renzi: «Dati dimostrano assurdità polemiche su Jobs Act». «Oltre mezzo milione di posti di lavoro a tempo indeterminato in più nel 2015. Inps dimostra assurdità polemiche su Jobsact. #avantitutta». Lo scrive su Twitter il presidente del consiglio Matteo Renzi. IL MATTINO

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SEZ.POLITICA Scontro Roma-Ue, i timori del Colle Attenzione per rischio speculazione

19 Gennaio 2016, 14:21pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Scontro Roma-Ue, i timori del Colle Attenzione per rischio speculazione
SEZ.POLITICA Scontro Roma-Ue, i timori del Colle Attenzione per rischio speculazione

INSERITO DA MORENA MOTTA Preoccupati sono un po’ tutti, a Roma e a Bruxelles. Lo scontro che si è aperto venerdì scorso con l’attacco del presidente della Commissione Jean-Claude Juncker contro Matteo Renzi ha qualcosa di inedito, nella sua virulenza. Ma l’inquietudine a questo punto non riguarda solo le tensioni politiche tra Palazzo Chigi e le istituzioni di Bruxelles. Se ieri il Wall Street Journal, quotidiano della comunità finanziaria newyorchese, evocava «la nuova frattura» europea, con «Roma contro Berlino», c’è qualcosa di più di uno scontro casuale. La domanda che rimbalza con un filo di apprensione nei palazzi delle istituzioni è perché Juncker, politico consumato e prudente, legato a doppio filo con la Germania, abbia deciso l’accelerazione polemica.

A Roma viene registrato con un certo allarme il commento sull’Italia fatto ieri da una fonte anonima della Commissione Ue. Parole che hanno di fatto rincarato la dose delle critiche di Juncker, accreditando la tesi secondo la quale Bruxelles non riesce a trovare interlocutori a Roma: quasi ci fosse una crisi di governo strisciante in corso, e un alone di caos avvolgesse Palazzo Chigi. Cè un altro aspetto sul quale riflettere: come mai nessuno dei leader degli altri Paesi, dal greco Alexis Tsipras al francese François Hollande, alla cancelliera tedesca Angela Merkel, abbia speso una sola parola in difesa dell’Italia.
Su questo sfondo, più che reagire, battere i pugni, il problema è capire. Da Palazzo Chigi, al ministero dell’Economia, fino a Bankitalia e al Quirinale, il tentativo è di interpretare correttamente i segnali che arrivano da oltre confine. E darsi una spiegazione dei motivi che hanno indotto istituzioni europee decise fino a ieri a credere alle riforme renziane, e convinte dell’assenza di alternative al suo governo, a metterlo in mora ripetutamente in pochi giorni. È verosimile che Juncker si sia mosso dopo avere consultato le maggiori cancellerie continentali. Dunque, si sentiva più che «coperto».

La sua durezza ha fatto fiorire le congetture più diverse. Il fantasma da scacciare quanto prima è quello di un attacco speculativo in incubazione contro l’Italia. Per questo è prevedibile che la reazione a caldo di Renzi ai rilievi di Juncker dovrà essere ricalibrata. Il premier sa di poter trovare un compromesso che eviti di trasformare l’incrinatura tra Roma e Bruxelles in una rottura irreparabile: dannosa per l’Europa ma ancora più rischiosa per il nostro Paese, perché potrebbe armare tutte le armate della speculazione finanziaria, approfittando di una difficoltà che rischia di assumere i contorni dell’isolamento italiano.
Quando il 29 gennaio andrà a Berlino dalla cancelliera Angela Merkel, Renzi si troverà a fare i conti con una diffidenza e un’ostilità cresciute nelle ultime settimane; e figlie anche dei timori tedeschi. Ma dire che «a Roma manca un interlocutore», significa mandare un messaggio pesante anche ai mercati finanziari; e, di fatto, screditare il governo del Paese. Sotto questo aspetto, le Borse di ieri hanno dato risposte preoccupanti. Se si aggiungono le tensioni tra Palazzo Chigi e il «ministro degli Esteri Ue», Federica Mogherini, voluta proprio dal premier e ora accusata di schierarsi con l’Europa contro di lui, lo sfondo si fa ancora più confuso. E accentua la sensazione di una politica estera senza bussola.

Si moltiplicano le domande non su quanto è successo, ma su quanto potrebbe accadere nei prossimi giorni. Tra Bruxelles e Berlino, si parla di Renzi, coccolato fino a pochi mesi fa, come di un «noisy boy», un ragazzo rumoroso che sarebbe riemerso dall’ultimo vertice europeo con ventisette capi di governo contro di lui, il ventottesimo. Proprio alla vigilia della stilettata di Juncker, Berlino ammoniva che «i giochi sono finiti», alludendo alle richieste di flessibilità sui conti pubblici. E si puntava un dito aggressivo contro « il teatro italiano» del premier.
Il Quirinale è tra quanti sono desiderosi di capire l’origine e l’obiettivo di tensioni che nelle ultime ore sono sembrate quasi cercate. Si intravede l’insofferenza rispetto al modo d’agire dell’Italia. Ma la domanda da porsi è se sia cambiato l’approccio del governo Renzi; oppure se sia mutato, in peggio, l’atteggiamento europeo nei suoi confronti. In una fase di crisi come l’attuale, quello che prima era tollerato ora non lo è più. Se così fosse, non è Bruxelles a non avere interlocutori a Roma. È semmai Renzi a ritrovarsi di colpo senza sponde nella Ue: a meno che non cerchi un accordo a bassa voce.

FONTE di Massimo Franco CORRIERE DELLA SERA

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SEZ.POLITICA Tensioni Italia-Ue, Gentiloni: "Da Bruxelles polemiche inutili"

18 Gennaio 2016, 13:52pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Tensioni Italia-Ue, Gentiloni: "Da Bruxelles polemiche inutili"
SEZ.POLITICA Tensioni Italia-Ue, Gentiloni: "Da Bruxelles polemiche inutili"

INSERITO DA MORENA MOTTA BRUXELLES - Dopo le polemiche dei giorni scorsi tra il governo italiano e la Commissione europea e lo scambio di battute al vetriolo tra il premier Matteo Renzi e il presidente dell'esecutivo Ue Jean-Claude Juncker, oggi il ministro degli Esteri italiano Paolo Gentiloni, al suo arrivo al Consiglio Affari esteri, è intervenuto nel dibattito con un appello al buon senso: "Francamente credo che da Bruxelles siano arrivate delle polemiche che io considero inutili. Noi non partecipiamo. Teniamo, certo, alle nostre posizioni, ma lo facciamo come lo fa ciascun Paese discutendo sui diversi argomenti".

In risposta anche alla battuta dell'alto rappresentante Federica Mogherini ("Stupido creare divisioni in Europa"), Gentiloni ha aggiunto: "Penso che la situazione in Europa sia molto delicata sia sul fronte economico che sul fronte migratorio e credo che vada affrontata senza accenti polemici come quelli che ho sentito da Bruxelles nei giorni scorsi".

L'origine dello scontro. Le polemiche con Juncker hanno avuto origine da un generale il malumore nei confronti dell'operato della Commissione non solo da parte del governo italiano. A preoccupare Francia, Germania e Italia è un sostanziale rallentamento su una serie di temi ritenuti determinanti: piano di investimenti, flessibilità, occupazione e, non in ultimo, il flusso dei migranti. La richiesta comune a Juncker è quella di un "cambio di passo", per arrivare in tempi rapidi a una svolta soprattutto sul fronte economico e sociale.

I temi del Consiglio Affari esteri. Al centro della riunione odierna dei ministri degli esteri europei il tema della Siria. "Lavoriamo - ha ricordato ancora Gentiloni - per dare un segnale europeo di spinta sulla crisi umanitaria in Siria" che "non è mai stato così grave". "Far partire i negoziati fra regime e forze di opposizione il 25 gennaio (la data proposta dal mediatore Onu Staffan de Mistura per l'inizio delle trattative, ndr) - ha aggiunto - è più che mai urgente. Il negoziato non è facile e la voce dell'Europa può contribuire a renderlo possibile".

Anche Mogherini ha ribadito che l'Ue ha la responsabilità di includere nell'agenda internazionale la necessità di "mettere fine alla catastrofe in Siria e di lavorare per garantire l'accesso umanitario nelle città del Paese".

Quanto, infine, al razzo esploso nei pressi dell'ambasciata italiana a Kabul, Gentiloni ha chiarito che l'obiettivo "non era direttamente l'Italia", ma più in generale "le rappresentanze diplomatiche occidentali e la Nato".

FONTE LA REPUBBLICA

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SEZ.POLITICA TUTTO STA PER IMPLODERE NEL NOSTRO PAESE

17 Gennaio 2016, 10:10am

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA TUTTO STA PER IMPLODERE  NEL NOSTRO PAESE
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Mascheramenti e finzioni sulla legalità, giorno per giorno, come dappertutto si legge,non servono più a nascondere il quadro misero e reale di una convivenza alla quale siamo tutti costretti. A forza di ingannare e giocare all'antimafia e alla illegalità. Cominciando da Quarto in Campania. Tra la tante "fesserie" sulla vicenda una cosa finalmente saggia l'ha detta la consigliera Comunale di Quarto Concetta Aprile. Questa, conversando con Rosa Capuozzo ( telefonata, intercettata del 24 novembre 2015 ) , ha ritenuto di sottolineare che il Movimento 5 Stelle non aveva gli strumenti per impedire le infiltrazioni mafiose nella loro compagine. Quel che l'Aprile non sapeva né era stata informata dai vertici del Movimento o dai caporali di giornata è che i grillini avevano fatto nel 2013 campagna elettorale con la Legge Lazzati, l'avevano presentata in Parlamento nel suo testo originario e che su questa poi non avevano insistito su pressione del solito Don Ciotti, arrivando al punto che qualcuno di loro ( vedi Nicola Morra ) pensò addirittura di ritirare il testo. Su queste pressioni esterne al Movimento e certamente a conoscenza dei vertici è a disposizione inoppugnabile documentazione scritta e trasfusa in atto giudiziario a firma di pentastellato all'epoca di sicura fede. Vedi sull'intervento dell'instancabile Don Ciotti e sulle accondiscendenze del solito Morra quanto già in precedenza da noi annotato. Questa è la verità. La responsabilità della mancanza di una legge che vieta la raccolta dei voti in campagna elettorale ai malavitosi sottoposti alla misura della sorveglianza speciale è tutta, come ben si vede, dei vertici del Movimento 5 Stelle di Grillo, Casaleggio e di tutto il Direttorio. Ci spieghino costoro come si possono impedire gli appoggi elettorali delle diverse organizzazioni criminali se non c'è una legge ( la Lazzati per l'appunto) che vieti la raccolta del consenso a detti personaggi. Ce lo spieghino anche gli esperti giuridici della Sinistra che si scontrano su aspetti marginali e non approfondiscono la vera causa del problema, concorrendo con il loro ingiustificato e assordante silenzio al verificarsi di questi eventi. La collusione mafia-politica è nel momento elettorale che si concretizza ed è in questo momento che il malaffare entra dentro le Istituzioni elettive. Oggi a Quarto e a Marsala; domani non si sa in quale località del nostro Paese. Chiediamo una risposta del perché si è ritenuto di privilegiare il percorso dell'art. 416 ter c.p. contro il voto di scambio con il risultato infausto per l'Italia. Con il risultato che il relatore On. Mattiello è in alto mare in stato di grande confusione giuridica. Dopo le note sentenze della Cassazione. Don Ciotti minaccia querele anche contro Magistrati e tacciono sul problema i campioni dell'Antimafia Caselli, Dalla Chiesa, Claudio Fava, Zagrebelsky , Rodotà , Imposimato ,Civati di "Possibile" e da ultimo Marco Travaglio . Il loro silenzio è per tutti infausto. Sopratutto per il nostro Paese. Questa è la verità, W la Legge Lazzati.
 ROMANO DE GRAZIA

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SEZ. POLITICA GIUSTIZIA, ECCO IL DECRETO SULLE DEPENALIZZAZIONI. DALLA CANNABIS ALLA GUIDA SENZA PATENTE -L'ELENCO

16 Gennaio 2016, 17:17pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ. POLITICA GIUSTIZIA, ECCO IL DECRETO SULLE DEPENALIZZAZIONI. DALLA CANNABIS ALLA GUIDA SENZA PATENTE -L'ELENCO
SEZ. POLITICA GIUSTIZIA, ECCO IL DECRETO SULLE DEPENALIZZAZIONI. DALLA CANNABIS ALLA GUIDA SENZA PATENTE -L'ELENCO

INSERITO DA ANGELA CECERE ROMA - Il Consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva il pacchetto di depenalizzazioni che riguarda tra l'altro la guida senza patente e le violazioni delle regole da parte dei soggetti autorizzati alla coltivazione della cannabis per uso terapeutico. L'intervento si compone di due decreti legislativi. Chi sarà trovato, la prima volta, alla guida senza patente o con patente non in regola eviterà il processo penale e pagherà una sanzione tra i 5mila e i 30mila euro: la 'multà diventa quindi più salata di quella attuale, che va da 2.257 a 9.032 euro. Inoltre scatterà comunque la confisca del veicolo e in caso di recidiva resta la sanzione penale. Passa da reato a illecito amministrativo anche la violazione delle prescrizioni sulla coltivazione della cannabis, ma solo per i soggetti autorizzati a farlo a fini terapeutici: fuori da questa cornice, coltivare cannabis resta reato. Come annunciato, non rientra nel testo la depenalizzazione dell'immigrazione clandestina: sarà trattata in un testo ad hoc. ECCO L'ELENCO DI TUTTI I REATI DEPENALIZZATI
tutti i reati non contenuti nel codice penale puniti con la sola pena pecuniaria (multa o ammenda);
– atti osceni;
– pubblicazioni e spettacoli osceni;
– rifiuto di prestare la propria opera in occasione di un tumulto;
– abuso della credulità popolare;
– rappresentazioni teatrali o cinematografiche abusive;
– atti contrari alla pubblica decenza;
– guida senza patente;
– noleggio di materiale coperto da copyright;
– installazione e uso di impianti abusivi di distribuzione carburante;
– omesso versamento di ritenute previdenziali entro la somma di € 10000. Come detto, tutti questi reati saranno puniti d'ora in poi con la sola sanzione amministrativa, che potrà andare, a seconda della norma violata, da un minimo di 5mila euro ad un massimo di 30mila. Certo non si tocca più la fedina penale, ma in generale, le nuove sanzioni pecuniarie superano e di molto le vecchie multe e ammende. Il lavoro si sposta, dunque, dalle procure alle prefetture e alle altre autorità amministrative competenti per l’irrogazione delle sanzioni amministrative.

LEGGO.IT

16.01.2016 17.17

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SEZ.POLITICA Grillo attacca sul blog: «Il Pd è il partito preferito dalla camorra, avvisate Saviano»

14 Gennaio 2016, 13:34pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Grillo attacca sul blog: «Il Pd è il partito preferito dalla camorra, avvisate Saviano»
SEZ.POLITICA Grillo attacca sul blog: «Il Pd è il partito preferito dalla camorra, avvisate Saviano»

INSERITO DA KSENIA KUILIKOVA ROMA - «Il Pd è il partito preferito dalla camorra». Lo afferma un post sul blog di Beppe Grillo dedicato al caso dell'europarlamentare dem Nicola Caputo, che si conclude con un p.s.: «Qualcuno avvisi Saviano». Secondo Grillo, i «voti» di Caputo sarebbero anche serviti «a Pina Picierno per garantirle una poltrona a Bruxelles». «L'attuale europarlamentare Pd Nicola Caputo, secondo i PM è stato »il referente dei Casalesi in Regione« Campania a partire dal 2010 quando fu eletto consigliere grazie all'intervento della camorra secondo la DDA. È indagato per voto di scambio politico mafioso», si legge nel blog di Grillo, che ripercorre la vicenda. A partire dai contatti tra l'esponente Pd e «Benito Lanza e Antonio Cerullo, entrambi accusati di far parte del clan dei casalesi».

Rapporti finalizzati, sempre secondo il post, «a far ottenere ad un gruppo di imprenditori molto vicini a lui (che come risulta dalle intercettazioni citate sopra lo avrebbe finanziato per almeno 100 mila euro) la concessione per realizzare uno svincolo autostradale sulla strada statale Nola-Villa Literno. Il Pd è una garanzia». Il post racconta che Caputo «era stato indagato già nel 2013 nello scandalo rimborsi scoppiato in Regione Campania per truffa e peculato (quest'ultima accusa poi caduta). Essere indagato per truffa e peculato nel Pd fa curriculum e così, dopo averlo definito incandidabile nel 2013 per calmare un po' le acque, nel 2014 viene candidato dal Pd al Parlamento Europeo perchè è in grado di accaparrare un sacco di voti». «Oltretutto - attacca il sito di Grillo - i suoi voti, secondo fonti stampa, servivano a Pina Picierno per garantirle una poltrona a Bruxelles». «Caputo sarà sentito in procura entro fine mese. Nel frattempo deve dimettersi immediatamente, le accuse a suo carico sono pesantissime. Il suo principale serbatoio elettorale è Villa di Briano, comune campano a guida Pd sciolto per mafia quest'estate nel silenzio generale. Perchè i dirigenti Pd non chiedono al loro eurodeputato re delle preferenze perchè due camorristi in macchina dicevano di votare per lui alle regionali? Quanti voti del Pd alle europee sono stati portati dalla camorra per arrivare al 41%? I voti della camorra sono serviti anche all'elezione di altri europarlamentari nella stessa circoscrizione? Nessuno nel Pd sa nulla o stanno coprendo Caputo perchè i suoi voti fanno comodo? Perchè Caputo non si è dimesso immediatamente? Domande che forse resteranno senza risposta», conclude il post.

IL MATTINO

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SEZ.POLITICA Dopo il caso Quarto, Grillo sul suo blog lancia la controffensiva contro il Pd VIDEO

13 Gennaio 2016, 10:26am

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Dopo il caso Quarto, Grillo sul suo blog lancia la controffensiva contro il Pd VIDEO

INSERITO DA KSENIA KUILIKOVA Dopo il lungo post per annunciare l'espulsione del sindaco di Quarto, Rosa Capuozzo, Beppe Grillo ha pubblicato sul suo blog un altro messaggio destinato a scatenare polemiche: «Il Pd ha il monopolio immorale #PiddiniCostituitevi», il titolo. Controffensiva al via.

IL MATTINO.IT

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SEZ.POLITICA Riforme: Camera approva ddl Boschi, torna al Senato Approvato con 367 sì, 194 no e cinque astenuti

12 Gennaio 2016, 11:04am

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Riforme: Camera approva ddl Boschi, torna al Senato Approvato con 367 sì, 194 no e cinque astenuti

INSERITO DA MORENA MOTTA L'Aula della Camera ha approvato con 367 sì, 194 no e cinque astenuti il disegno di legge Boschi di riforma della Costituzione. Il testo ora torna al Senato.

"Siamo soddisfatti, mancano ancora due passaggi e ora ci prepariamo al Senato". Così il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, ha commentato uscendo dall'Aula il via libera della Camera al ddl di riforma costituzionale.

Bandiere tricolori nell'Aula della Camera: le hanno esposte ideputati M5S mentre Danilo Toninelli concludeva la sua dichiarazione di voto finale sulle riforme. La presidente Laura Boldrini ne ha chiesto la rimozione da parte dei commessi.

"Oggi quarto voto sulle riforme costituzionali: maggioranza schiacciante in attesa di conoscere il voto dei cittadini in autunno. Stiamo dimostrando che per l'Italia niente è impossibile. Con fiducia e coraggio,?avanti tutta". Così il premier Matteo Renzi commenta su Facebook il voto alla Camera della riforma costituzionale. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi pubblica su Facebook una foto del tabellone dell'Aula della Camera dopo il voto sulla riforma costituzionale. "Due anni fa - sottolinea - nessuno scommetteva un centesimo sul fatto che questo Parlamento facesse le riforme. E invece è tornata la politica, è tornata l'Italia. I professori non più precari, la legge elettorale stabile, le tasse su case e lavoro che vanno giù, la disoccupazione che grazie al Jobs Act‬ finalmente scende, la giustizia civile che riduce gli arretrati: tutti provvedimenti votati da questo Parlamento".

Il Comitato No, 'c'è quota per referendum'.

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SEZ.POLITICA Orlando, reato immigrazione clandestina è simulacro, va abolito

12 Gennaio 2016, 11:00am

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Orlando, reato immigrazione clandestina è simulacro, va abolito
SEZ.POLITICA Orlando, reato immigrazione clandestina è simulacro, va abolito

INSERITO DA MORENA MOTTA Quello di immigrazione clandestina è un "simulacro di reato", va abolito ma nell'ambito di un intervento organico. Il ministro della Giustizia Andrea Orlando a 'Omnibus' su La7 torna sulla questione del reato di immigrazione clandestina sul quale il governo sarebbe intenzionato a intervenire, assicura.

L'abolizione del reato di immigrazione clandestina - ha detto il ministro - "si deve fare", ma "col ministero degli Interni si sta ragionando su un intervento complessivo che riguardi i rimpatri, i tempi per il riconoscimento dello status di rifugiato: l'abolizione del reato può stare dentro quel pacchetto".

Sul reato di immigrazione clandestina - ha spiegato - "è stato in piedi un messo un meccanismo che spesso intralcia il meccanismo del rimpatrio". Per questo "se si vuole evitare qualunque forma di strumentalizzazione, la sua abolizione la si può mettere dentro un pacchetto dove sia chiaro che il meccanismo delle espulsioni e dei rimpatri non si tocca", ha spiegato Orlando, che si è detto contrario al reato: "E' un simulacro di reato".

ANSA

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