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sez.politica

SEZ.POLITICA TUTTO STA PER IMPLODERE NEL NOSTRO PAESE

17 Gennaio 2016, 10:10am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA TUTTO STA PER IMPLODERE  NEL NOSTRO PAESE
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Mascheramenti e finzioni sulla legalità, giorno per giorno, come dappertutto si legge,non servono più a nascondere il quadro misero e reale di una convivenza alla quale siamo tutti costretti. A forza di ingannare e giocare all'antimafia e alla illegalità. Cominciando da Quarto in Campania. Tra la tante "fesserie" sulla vicenda una cosa finalmente saggia l'ha detta la consigliera Comunale di Quarto Concetta Aprile. Questa, conversando con Rosa Capuozzo ( telefonata, intercettata del 24 novembre 2015 ) , ha ritenuto di sottolineare che il Movimento 5 Stelle non aveva gli strumenti per impedire le infiltrazioni mafiose nella loro compagine. Quel che l'Aprile non sapeva né era stata informata dai vertici del Movimento o dai caporali di giornata è che i grillini avevano fatto nel 2013 campagna elettorale con la Legge Lazzati, l'avevano presentata in Parlamento nel suo testo originario e che su questa poi non avevano insistito su pressione del solito Don Ciotti, arrivando al punto che qualcuno di loro ( vedi Nicola Morra ) pensò addirittura di ritirare il testo. Su queste pressioni esterne al Movimento e certamente a conoscenza dei vertici è a disposizione inoppugnabile documentazione scritta e trasfusa in atto giudiziario a firma di pentastellato all'epoca di sicura fede. Vedi sull'intervento dell'instancabile Don Ciotti e sulle accondiscendenze del solito Morra quanto già in precedenza da noi annotato. Questa è la verità. La responsabilità della mancanza di una legge che vieta la raccolta dei voti in campagna elettorale ai malavitosi sottoposti alla misura della sorveglianza speciale è tutta, come ben si vede, dei vertici del Movimento 5 Stelle di Grillo, Casaleggio e di tutto il Direttorio. Ci spieghino costoro come si possono impedire gli appoggi elettorali delle diverse organizzazioni criminali se non c'è una legge ( la Lazzati per l'appunto) che vieti la raccolta del consenso a detti personaggi. Ce lo spieghino anche gli esperti giuridici della Sinistra che si scontrano su aspetti marginali e non approfondiscono la vera causa del problema, concorrendo con il loro ingiustificato e assordante silenzio al verificarsi di questi eventi. La collusione mafia-politica è nel momento elettorale che si concretizza ed è in questo momento che il malaffare entra dentro le Istituzioni elettive. Oggi a Quarto e a Marsala; domani non si sa in quale località del nostro Paese. Chiediamo una risposta del perché si è ritenuto di privilegiare il percorso dell'art. 416 ter c.p. contro il voto di scambio con il risultato infausto per l'Italia. Con il risultato che il relatore On. Mattiello è in alto mare in stato di grande confusione giuridica. Dopo le note sentenze della Cassazione. Don Ciotti minaccia querele anche contro Magistrati e tacciono sul problema i campioni dell'Antimafia Caselli, Dalla Chiesa, Claudio Fava, Zagrebelsky , Rodotà , Imposimato ,Civati di "Possibile" e da ultimo Marco Travaglio . Il loro silenzio è per tutti infausto. Sopratutto per il nostro Paese. Questa è la verità, W la Legge Lazzati.
 ROMANO DE GRAZIA

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SEZ. POLITICA GIUSTIZIA, ECCO IL DECRETO SULLE DEPENALIZZAZIONI. DALLA CANNABIS ALLA GUIDA SENZA PATENTE -L'ELENCO

16 Gennaio 2016, 17:17pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ. POLITICA GIUSTIZIA, ECCO IL DECRETO SULLE DEPENALIZZAZIONI. DALLA CANNABIS ALLA GUIDA SENZA PATENTE -L'ELENCO
SEZ. POLITICA GIUSTIZIA, ECCO IL DECRETO SULLE DEPENALIZZAZIONI. DALLA CANNABIS ALLA GUIDA SENZA PATENTE -L'ELENCO

INSERITO DA ANGELA CECERE ROMA - Il Consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva il pacchetto di depenalizzazioni che riguarda tra l'altro la guida senza patente e le violazioni delle regole da parte dei soggetti autorizzati alla coltivazione della cannabis per uso terapeutico. L'intervento si compone di due decreti legislativi. Chi sarà trovato, la prima volta, alla guida senza patente o con patente non in regola eviterà il processo penale e pagherà una sanzione tra i 5mila e i 30mila euro: la 'multà diventa quindi più salata di quella attuale, che va da 2.257 a 9.032 euro. Inoltre scatterà comunque la confisca del veicolo e in caso di recidiva resta la sanzione penale. Passa da reato a illecito amministrativo anche la violazione delle prescrizioni sulla coltivazione della cannabis, ma solo per i soggetti autorizzati a farlo a fini terapeutici: fuori da questa cornice, coltivare cannabis resta reato. Come annunciato, non rientra nel testo la depenalizzazione dell'immigrazione clandestina: sarà trattata in un testo ad hoc. ECCO L'ELENCO DI TUTTI I REATI DEPENALIZZATI
tutti i reati non contenuti nel codice penale puniti con la sola pena pecuniaria (multa o ammenda);
– atti osceni;
– pubblicazioni e spettacoli osceni;
– rifiuto di prestare la propria opera in occasione di un tumulto;
– abuso della credulità popolare;
– rappresentazioni teatrali o cinematografiche abusive;
– atti contrari alla pubblica decenza;
– guida senza patente;
– noleggio di materiale coperto da copyright;
– installazione e uso di impianti abusivi di distribuzione carburante;
– omesso versamento di ritenute previdenziali entro la somma di € 10000. Come detto, tutti questi reati saranno puniti d'ora in poi con la sola sanzione amministrativa, che potrà andare, a seconda della norma violata, da un minimo di 5mila euro ad un massimo di 30mila. Certo non si tocca più la fedina penale, ma in generale, le nuove sanzioni pecuniarie superano e di molto le vecchie multe e ammende. Il lavoro si sposta, dunque, dalle procure alle prefetture e alle altre autorità amministrative competenti per l’irrogazione delle sanzioni amministrative.

LEGGO.IT

16.01.2016 17.17

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SEZ.POLITICA Grillo attacca sul blog: «Il Pd è il partito preferito dalla camorra, avvisate Saviano»

14 Gennaio 2016, 13:34pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Grillo attacca sul blog: «Il Pd è il partito preferito dalla camorra, avvisate Saviano»
SEZ.POLITICA Grillo attacca sul blog: «Il Pd è il partito preferito dalla camorra, avvisate Saviano»

INSERITO DA KSENIA KUILIKOVA ROMA - «Il Pd è il partito preferito dalla camorra». Lo afferma un post sul blog di Beppe Grillo dedicato al caso dell'europarlamentare dem Nicola Caputo, che si conclude con un p.s.: «Qualcuno avvisi Saviano». Secondo Grillo, i «voti» di Caputo sarebbero anche serviti «a Pina Picierno per garantirle una poltrona a Bruxelles». «L'attuale europarlamentare Pd Nicola Caputo, secondo i PM è stato »il referente dei Casalesi in Regione« Campania a partire dal 2010 quando fu eletto consigliere grazie all'intervento della camorra secondo la DDA. È indagato per voto di scambio politico mafioso», si legge nel blog di Grillo, che ripercorre la vicenda. A partire dai contatti tra l'esponente Pd e «Benito Lanza e Antonio Cerullo, entrambi accusati di far parte del clan dei casalesi».

Rapporti finalizzati, sempre secondo il post, «a far ottenere ad un gruppo di imprenditori molto vicini a lui (che come risulta dalle intercettazioni citate sopra lo avrebbe finanziato per almeno 100 mila euro) la concessione per realizzare uno svincolo autostradale sulla strada statale Nola-Villa Literno. Il Pd è una garanzia». Il post racconta che Caputo «era stato indagato già nel 2013 nello scandalo rimborsi scoppiato in Regione Campania per truffa e peculato (quest'ultima accusa poi caduta). Essere indagato per truffa e peculato nel Pd fa curriculum e così, dopo averlo definito incandidabile nel 2013 per calmare un po' le acque, nel 2014 viene candidato dal Pd al Parlamento Europeo perchè è in grado di accaparrare un sacco di voti». «Oltretutto - attacca il sito di Grillo - i suoi voti, secondo fonti stampa, servivano a Pina Picierno per garantirle una poltrona a Bruxelles». «Caputo sarà sentito in procura entro fine mese. Nel frattempo deve dimettersi immediatamente, le accuse a suo carico sono pesantissime. Il suo principale serbatoio elettorale è Villa di Briano, comune campano a guida Pd sciolto per mafia quest'estate nel silenzio generale. Perchè i dirigenti Pd non chiedono al loro eurodeputato re delle preferenze perchè due camorristi in macchina dicevano di votare per lui alle regionali? Quanti voti del Pd alle europee sono stati portati dalla camorra per arrivare al 41%? I voti della camorra sono serviti anche all'elezione di altri europarlamentari nella stessa circoscrizione? Nessuno nel Pd sa nulla o stanno coprendo Caputo perchè i suoi voti fanno comodo? Perchè Caputo non si è dimesso immediatamente? Domande che forse resteranno senza risposta», conclude il post.

IL MATTINO

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SEZ.POLITICA Dopo il caso Quarto, Grillo sul suo blog lancia la controffensiva contro il Pd VIDEO

13 Gennaio 2016, 10:26am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Dopo il caso Quarto, Grillo sul suo blog lancia la controffensiva contro il Pd VIDEO

INSERITO DA KSENIA KUILIKOVA Dopo il lungo post per annunciare l'espulsione del sindaco di Quarto, Rosa Capuozzo, Beppe Grillo ha pubblicato sul suo blog un altro messaggio destinato a scatenare polemiche: «Il Pd ha il monopolio immorale #PiddiniCostituitevi», il titolo. Controffensiva al via.

IL MATTINO.IT

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SEZ.POLITICA Riforme: Camera approva ddl Boschi, torna al Senato Approvato con 367 sì, 194 no e cinque astenuti

12 Gennaio 2016, 11:04am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Riforme: Camera approva ddl Boschi, torna al Senato Approvato con 367 sì, 194 no e cinque astenuti

INSERITO DA MORENA MOTTA L'Aula della Camera ha approvato con 367 sì, 194 no e cinque astenuti il disegno di legge Boschi di riforma della Costituzione. Il testo ora torna al Senato.

"Siamo soddisfatti, mancano ancora due passaggi e ora ci prepariamo al Senato". Così il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, ha commentato uscendo dall'Aula il via libera della Camera al ddl di riforma costituzionale.

Bandiere tricolori nell'Aula della Camera: le hanno esposte ideputati M5S mentre Danilo Toninelli concludeva la sua dichiarazione di voto finale sulle riforme. La presidente Laura Boldrini ne ha chiesto la rimozione da parte dei commessi.

"Oggi quarto voto sulle riforme costituzionali: maggioranza schiacciante in attesa di conoscere il voto dei cittadini in autunno. Stiamo dimostrando che per l'Italia niente è impossibile. Con fiducia e coraggio,?avanti tutta". Così il premier Matteo Renzi commenta su Facebook il voto alla Camera della riforma costituzionale. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi pubblica su Facebook una foto del tabellone dell'Aula della Camera dopo il voto sulla riforma costituzionale. "Due anni fa - sottolinea - nessuno scommetteva un centesimo sul fatto che questo Parlamento facesse le riforme. E invece è tornata la politica, è tornata l'Italia. I professori non più precari, la legge elettorale stabile, le tasse su case e lavoro che vanno giù, la disoccupazione che grazie al Jobs Act‬ finalmente scende, la giustizia civile che riduce gli arretrati: tutti provvedimenti votati da questo Parlamento".

Il Comitato No, 'c'è quota per referendum'.

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SEZ.POLITICA Orlando, reato immigrazione clandestina è simulacro, va abolito

12 Gennaio 2016, 11:00am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Orlando, reato immigrazione clandestina è simulacro, va abolito
SEZ.POLITICA Orlando, reato immigrazione clandestina è simulacro, va abolito

INSERITO DA MORENA MOTTA Quello di immigrazione clandestina è un "simulacro di reato", va abolito ma nell'ambito di un intervento organico. Il ministro della Giustizia Andrea Orlando a 'Omnibus' su La7 torna sulla questione del reato di immigrazione clandestina sul quale il governo sarebbe intenzionato a intervenire, assicura.

L'abolizione del reato di immigrazione clandestina - ha detto il ministro - "si deve fare", ma "col ministero degli Interni si sta ragionando su un intervento complessivo che riguardi i rimpatri, i tempi per il riconoscimento dello status di rifugiato: l'abolizione del reato può stare dentro quel pacchetto".

Sul reato di immigrazione clandestina - ha spiegato - "è stato in piedi un messo un meccanismo che spesso intralcia il meccanismo del rimpatrio". Per questo "se si vuole evitare qualunque forma di strumentalizzazione, la sua abolizione la si può mettere dentro un pacchetto dove sia chiaro che il meccanismo delle espulsioni e dei rimpatri non si tocca", ha spiegato Orlando, che si è detto contrario al reato: "E' un simulacro di reato".

ANSA

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SEZ.POLITICA Mancano ormai poche ore allo stop per i sondaggi politici relativi alle elezioni regionali che si terranno il prossimo 31 maggio. Sfida apertissima in Campania alla luce dei dati diffusi dai principali istituti nazionali. L'ultimo sondaggio che proponiamo prima del silenzio imposto dalla legge è stato realizzato da Entreprise Contact su commissione del quotidiano Le Cronache del Salernitano. In controtendenza con gli altri rilevamenti, che segnalano Vincenzo De Luca in leggero vantaggio su Stefano Caldoro o, comunque, una parità tra le due principali coalizioni, dallo studio effettuato viene in evidenza una netta vittoria (ipotetica) del Centrodestra. Quattro, come è noto, i candidati alla poltrona di principale di Palazzo Santa Lucia. Il governatore uscente Stefano Caldoro è sostenuto da Forza Italia, NCD e tutto il centrodestra: secondo Cronache del Salernitano, per lui il 41% dei consensi, molto in più rispetto a tutti gli altri dati diffusi in precedenza. Vincenzo De Luca, invece, è appoggiato da PD, UDC ed altre formazioni civiche: l'ex sindaco di Salerno è accreditato del 35%. Il Movimento 5 Stelle, invece, candida Valeria Ciarambino: 17% il gradimento, leggermente inferiore rispetto a quanto affermato dagli altri istituti. I partiti di Sinistra, invece, esprimono Salvatore Vozza mentre Marco Esposito è il candidato della lista civica Mo!: per loro, nel sondaggio, la voce generica "altri" che li stima al 7%, senza dare ulteriori dettagli. Regionali decise da indecisi e potenziali astenuti secondo i sondaggi Un ruolo estremamente importante lo giocheranno gli indecisi e coloro che propendono per l'astensione. Interessante la risposta di questi ultimi alla domanda relativa alle intenzioni di voto nel caso in cui decidessero di recarsi ai seggi: il 43% degli intervistati sceglierebbe Caldoro, il 32% Ciarambino, il 19% De Luca e il 6% voterebbe per gli altri. Probabile, dunque, che gli ultimi appelli andranno a coloro che stanno progettando una domenica al mare.

18 Maggio 2015, 10:03am

Pubblicato da www.mikivettica.net

M.P. Mancano ormai poche ore allo stop per i sondaggi politici relativi alle elezioni regionali che si terranno il prossimo 31 maggio. Sfida apertissima in Campania alla luce dei dati diffusi dai principali istituti nazionali. L'ultimo sondaggio che proponiamo prima del silenzio imposto dalla legge è stato realizzato da Entreprise Contact su commissione del quotidiano Le Cronache del Salernitano. In controtendenza con gli altri rilevamenti, che segnalano Vincenzo De Luca in leggero vantaggio su Stefano Caldoro o, comunque, una parità tra le due principali coalizioni, dallo studio effettuato viene in evidenza una netta vittoria (ipotetica) del Centrodestra.

Quattro, come è noto, i candidati alla poltrona di principale di Palazzo Santa Lucia. Il governatore uscente Stefano Caldoro è sostenuto da Forza Italia, NCD e tutto il centrodestra: secondo Cronache del Salernitano, per lui il 41% dei consensi, molto in più rispetto a tutti gli altri dati diffusi in precedenza. Vincenzo De Luca, invece, è appoggiato da PD, UDC ed altre formazioni civiche: l'ex sindaco di Salerno è accreditato del 35%. Il Movimento 5 Stelle, invece, candida Valeria Ciarambino: 17% il gradimento, leggermente inferiore rispetto a quanto affermato dagli altri istituti. I partiti di Sinistra, invece, esprimono Salvatore Vozza mentre Marco Esposito è il candidato della lista civica Mo!: per loro, nel sondaggio, la voce generica "altri" che li stima al 7%, senza dare ulteriori dettagli.

Regionali decise da indecisi e potenziali astenuti secondo i sondaggi

Un ruolo estremamente importante lo giocheranno gli indecisi e coloro che propendono per l'astensione. Interessante la risposta di questi ultimi alla domanda relativa alle intenzioni di voto nel caso in cui decidessero di recarsi ai seggi: il 43% degli intervistati sceglierebbe Caldoro, il 32% Ciarambino, il 19% De Luca e il 6% voterebbe per gli altri. Probabile, dunque, che gli ultimi appelli andranno a coloro che stanno progettando una domenica al mare.

IL VESCOVADO

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SEZ.POLITICA Gli uomini sono già troppo indebitati, crescono i prestiti alle donne

17 Maggio 2015, 13:10pm

Pubblicato da www.mikivettica.net

 

 

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Gli uomini di casa sono ormai troppo indebitati. E allora sono sempre più le donne a chiedere e ottenere prestiti. E' la nuova tendenza nel settore del credito che segnala all'Adnkronos Carmine Evangelista, amministratore delegato di Az Holding, società che fornisce supporto ai processi decisionali assicurativi, creditizi, bancari, legali ed aziendali. Il manager descrive così un altro aspetto della crisi anticipando l'andamento che sarà disegnato dai numeri del prossimo rapporto di marzo dell'Osservatorio Statistico. "Il marito, il padre è spesso già pesantemente indebitato - spiega Evangelista disegnando un trend in salita dal 28,6% del 2011 al 32,7% del 2014 - l'unica che può chiedere il prestito è la donna, moglie, madre o addirittura la nonna. Sono un pilastro della famiglia". Il reddito femminile "è mediamente inferiore" e questo spiega anche in parte "l'aumento di sette punti dei prestiti concessi a chi guadagna meno di mille euro al mese".

Di positivo, se così possiamo dire, c'è che "questo risultato è in parte indice di una maggiore partecipazione al lavoro delle donneperché molti dei prestiti vengono concessi con la cessione del quinto dello stipendio".

Sempre più prestiti 'in rosa', dunque. Ma crescono anche quelli concessi a immigrati, 17,2% dell'anno scorso contro il 15,1% del 2011, e ai giovani sotto i quarant'anni. "Parliamo di tre punti in più - spiega Evangelista - gli under40 fanno parte di una popolazione più a rischio dal punto di vista reddituale perché coinvolta all'interno di lavori meno stabili. Sono a Partita Iva, a progetto, occasionali. Non è detto che abbiano un reddito più basso, solo più precari".

Ci sono più debiti al Nord che al Centro. I numeri parlano chiaro. Al Nord sono pari al 60%, al Centro siamo al 23% e 17% al Sud. "Soprattutto l'area Nord Est ha molto sofferto con la chiusura delle piccole e medie imprese, il fatto che ci siano state tante 'serrate' e quindi tanti fallimenti si è inevitabilmente riflesso sul lato occupazione". In pratica chi aveva un lavoro, avendolo perso, si è dovuto indebitare e, spiega Evangelista, "ha fatto più fatica a rimborsare i prestiti che aveva in corso".

Sempre una donna è protagonista di una sentenza che è stata definita "storica" perché è stato applicato per la prima volta in Lombardia uno dei primi 'Piani del consumatore' in Italia. Nei giorni scorsi il tribunale di Busto Arsizio ha ridotto il debito da 86mila a 11mila euro di una cartella esattoriale di Equitalia di una signora 53enne cassaintegrata.

Applicando quanto stabilito dalla legge 3 del 2012 e secondo il principio della 'Composizione della crisi da sovraindebitamento', il tribunale ha stabilito che dovrà pagare l'87% in meno. L'importo è stato individuato in base alle attuali possibilità economiche della debitrice.

“L’obiettivo della legge – dice l’avvocato della signora Pasquale Lacalandra – è quello di dare l’opportunità ai debitori che si trovano in situazioni critiche di riacquistare un ruolo attivo nell’economia e nella società, senza restare schiacciati dal carico dell’indebitamento preesistente". E’ importante però, spiega il legale Lacalandra, "valutare attentamente le condizioni per poter accedere alla procedura, dato che il Tribunale competente, dovrà esaminare sia la fattibilità del piano" sia "la meritevolezza del debitore”.

Pur essendo contento della sentenza, segno del fatto che "si muove qualcosa" il vicepresidente di Konsumer Italia, Marco Recchi mette l'accento sul fatto che "è evidente che la legge non funziona". In Italia abbiamo fatto una "norma particolarmente complessa e rigida", accusa Recchi, "che è servita solo a mettersi a posto con le istituzioni europee".

"In più di due anni ha prodotto solo episodi sporadici di provvedimenti giudiziari - conclude Recchi - Di fronte a una crisi drammatica del Paese, tre e quattro sentenze non bastano. Il fatto che siano così poche in un periodo di crisi così lungo come è quello che stiamo attraversando e i tanti casi di disperazione di piccoli imprenditori, prova che la legge è troppo complessa e non funziona".

fonte:http://www.adnkronos.com/

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SEZ. POLITICA Pensioni, ipotesi rimborso di un solo anno. Lunedì Cdm, ma spunta l'ombra del rinvio

16 Maggio 2015, 09:36am

Pubblicato da www.mikivettica.net

SEZ. POLITICA Pensioni, ipotesi rimborso di un solo anno. Lunedì Cdm, ma spunta l'ombra del rinvio

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA ROMA - Non è all'ordine del giorno, ma la questionepensioni potrebbe essere affrontata nel Consiglio dei ministri convocato per lunedì.

Cdm che con ogni probabilità sarà però almeno l'occasione per il governo per fare un primo giro di tavolo sul decreto che i tecnici di Palazzo Chigi e del Tesoro stanno mettendo a punto. Vagliando una serie di soluzioni, tutte con l'obiettivo di rispettare il volere della Consulta senza sfasciare i conti pubblici, anche per non vanificare i primi segnali di ripresa registrati dall'Istat (Pil +0,3 nel primo trimestre).

Il target di spesa possibile ormai è stato identificato, tra i 3 e i 3,5 miliardi (netti), da reperire tra 'tesoretto' (1,6 miliardi di differenza tra deficit tendenziale e programmatico) e incasso dal rientro dei capitali, entrambe coperture che avranno comunque bisogno di una clausola di salvaguardia perché saranno verificate solo in sede di assestamento. All'interno di questo margine si sta ancora valutando una griglia di soluzioni, che guardano a limitare i rimborsi. E una delle ipotesi sul tavolo, spiegano ambienti di governo, è anche quella di restituire l'indicizzazione della pensione persa per effetto del blocco del Salva-Italia per uno solo dei due anni in cui lo stop è stato in vigore (l'indicizzazione bloccata era del 2,6% per il 2012 e del 1,9% per il 2013). In questo modo, è il ragionamento, si riduce l'impatto sui conti e si risponde a una delle indicazioni della Consulta, che ha giudicato eccessiva la durata del blocco per un biennio. La Corte però ha puntato il dito anche contro la mancanza di progressività dell'intervento, quindi la scelta finale potrebbe essere quella di un mix di misure, con limiti di tempo ma anche per fasce decrescenti al crescere dell'assegno incassato. E una delle soluzioni che resta tra le più gettonate è quella di restituire l'indicizzazione piena solo fino a tre volte il minimo per tutti gli assegni che superano quella soglia. Soluzione che si traduce in un rimborso più alto per chi ha pensioni basse e più basso per chi invece ha un assegno alto (fissando magari comunque un tetto oltre una soglia ad esempio di 8 volte il minimo).

D'altronde la Consulta, è la posizione del governo, non dice che si debba 'ridare tutto a tuttì, come peraltro ha sottolineato anche il viceministro dell'Economia Enrico Morando davanti alla commissione Bilancio del Senato: «L'interpretazione che circola per cui la sentenza della Corte comporterebbe un ritorno alla legislazione vigente prima» del Salva Italia «non è fondata», ha spiegato, aggiungendo che «temporaneità e progressività» sono «le due ragioni» che hanno portato alla bocciatura della norma. «Rimuoverle» porterà quindi ad ottemperare una sentenza che, se applicata in modo automatico, avrebbe invece un impatto ingente. Secondo le stime della relazione tecnica del Salva-Italia, riportate dallo stesso Morando in commissione, l'intervento, così come corretto dal Parlamento, ha portato risparmi di spesa, al netto delle tasse, per circa 3 miliardi a regime (1,8 il primo anno) ha inciso sul 54% del monte complessivo delle pensioni erogate, mentre l'intervento originario, che prevedeva di bloccare già oltre 2 volte il minimo avrebbe inciso sul 76% degli oltre 274 miliardi di pensioni erogate dall'Inps al 2012. Istituto di previdenza che, per voce del presidente Tito Boeri, si è detto pronto, quale che sia la scelta del governo, ma auspicando che, in virtù degli «importanti effetti redistributivi» che porterà con sè, «sia basata sull'equità non solo tra chi ha di più e chi ha di meno ma anche anche tra chi ha avuto di più e chi è chiamato a dare di più ma avrà di meno». Equità «non solo intragenerazionale con contributi più alti da redditi più alti, ma anche intergenerazionale. Non si possono chiedere prelievi ulteriori a chi è destinato ad avere prestazioni future più basse». Parole che a molti hanno ricordato l'idea, che circola da tempo, di mettere mano a un ricalcolo, almeno per gli assegni più alti, della differenza tra quanto viene percepito col metodo retributivo e quanto invece si percepirebbe con quello contributivo.

IL MATTINO.IT

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SEZ-POLITICA Scuola: Renzi 'bocciato', il contro-video degli studenti al premier

15 Maggio 2015, 10:04am

Pubblicato da www.mikivettica.net

SEZ-POLITICA Scuola: Renzi 'bocciato', il contro-video degli studenti al premier

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il premier Matteo Renzi ha pubblicato un video di spiegazione del ddl scuola? Gli studenti dell'Uds gli rispondono con ironico contro video. E lanciano la proposta di realizzare video di risposta da ogni scuola sui temi del ddl usando l'hashtag #laverascuola.

"Matteo Renzi ha provato a spiegarci nuovamente La Buona Scuola. Il punto è - dichiara Danilo Lampis, coordinatore nazionale dell'Unione degli Studenti - che noi l'abbiamo capita da tempo, forse il Governo è in difficoltà e non accetta che in tanti l'abbiano compresa realmente, ripulendola dagli slogan a effetto ripetuti anche nel video del premier. Renzi si arroga il merito di aver aperto il dibattito nel Paese sulla scuola. In realtà è proprio lui e il suo Governo ad aver tentato di silenziarlo, manganellando gli studenti, sgomberando le scuole in occupazione o tacciando gli studenti e i professori di squadrismo. Siamo stati noi a porre la scuola al centro dell'attenzione, perché proprio quest'ultima è al centro di un attacco!" Secondo l'Uds, il Premier nei 5 punti toccati dal video "non dice la verità sul ddl e sarebbe il caso che se lo ripassasse".

"Ci abbiamo pensato noi a dire la verità sul progetto di riforma che stanno promuovendo senza il consenso della maggioranza del Paese. Continuano a portare avanti - osserva Lampis - un modello di scuola autoritario con un dirigente che continua a decidere tutto in forma diretta e indiretta, succube dei privati, che legittima le disuguaglianze attraverso il 5 X 1000 e lo school bonus invece che abbatterle e che mette in concorrenza falsata scuole pubbliche e private, concedendo nuove agevolazioni a favore di queste ultime. Non c'è un euro sul diritto allo studio e non si pensa a finanziare realmente la scuola pubblica per raggiungere la media di investimenti europea". L'associazione studentesca annuncia quindi che la mobilitazione proseguirà, a partire dalle giornate del 18, 19 e 20 durante le quali saranno promosse iniziative in concomitanza del voto alla Camera "sino a sostenere ulteriori forme di lotta assieme agli insegnanti e ai genitori, compreso il blocco degli scrutini".

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