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SEZ.POLITICA Primarie, vincono Giachetti e Valente. Ma a Roma affluenza dimezzata

7 Marzo 2016, 14:34pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Primarie, vincono Giachetti e Valente. Ma a Roma affluenza dimezzata
SEZ.POLITICA Primarie, vincono Giachetti e Valente. Ma a Roma affluenza dimezzata

INSERITO DA MORENA MOTTA Roberto Giachetti a Roma, Valeria Valente a Napoli: il popolo dem ha scelto i suoi candidati sindaco. Le primarie del centrosinistra in alcune delle principali città italiane — si è votato anche a Trieste, Bolzano, Grosseto e Benevento — confermato le previsioni della vigilia, certificano il successo dei renziani e aprono una discussione sulla partecipazione.

Fari puntati su Roma, dove il centrosinistra vuole ripartire dopo l’esperienza della giunta guidata da Ignazio Marino. Proprio l’ex sindaco è stato il convitato di pietra ieri: ha ammesso di non aver votato: «Sto terminando il mio libro. Lo devo consegnare domani alla casa editrice per andare in stampa nei prossimi giorni. E chi ha lavorato con me o mi conosce lo sa, sono pignolo: sto controllando parola per parola, virgola per virgola, nome per nome, cognome per cognome», ha spiegato. Nella Capitale sono andati alle urne circa 45 mila persone, la metà rispetto al 2013. A spoglio ancora in corso è davanti Giachetti, con il 64,16%. Roberto Morassaut, il principale sfidante, ha già ammesso la sconfitta: «Mi auguro che da domani il centrosinistra sia più ampio e capace di riaprire un dialogo a sinistra e con tutte le forze disponibili per aprire una nuova stagione politica». Intorni alla mezzanotte parla anche il neo-candidato sindaco, che dice: «Io intendo vincere e non è affatto scontato».

A Napoli vittoria di misura per Valente, solo mille voti di scarto. Quando manca un solo seggio del quartiere del Vomero al termine dello scrutinio, i dati indicano 13.250 voti per Valente, 12.650 per Bassolino, 3260 per Sarracino e 1036 per Marfella. «Napoli ha scelto di guardare avanti con una nuova classe dirigente. Grazie a tutti i cittadini. E ora tutti insieme nel centrosinistra per tornare al governo della città»: così la deputata ha annunciato il suo trionfo a Napoli. «Mi sento investita di una grande responsabilità — ha detto poi la renziana —. Gli altri candidati? Non li ho sentiti, ma abbiamo sempre detto che chiunque fosse stato il vincitore avrebbe avuto il sostegno degli altri e sono convinta che arriverà, perché abbiamo una grande sfida davanti».

A Trieste, sfida interna tra dem: il sindaco uscente Roberto Cosolini e il senatore Francesco Russo, entrambi del Partito democratico. Dai primi dati non ufficiali Roberto Cosolini ha raccolto 4.447 voti, (il 65,02%) ed è quindi il candidato sindaco della coalizione di centrosinistra. Duello tra dem anche a Grosseto tra Paolo Borghi, vicesindaco uscente, e Lorenzo Mascagni: la spunta quest’ultimo. A Bolzano ha vinto Renzo Caramaschi. L’ex city manager, sostenuto da Sel e dai partiti della sinistra come dall’area cattolica, ha ottenuto il 43%. A Benevento, a scrutinio ancora in corso, è in testa Raffaele Del Vecchio, vicesindaco uscente.

A far discutere sono i dati sull’affluenza, accolti però con soddisfazione dai vertici dem. «A Napoli risultato di affluenza molto positivo: 30.000 votanti contro i 16.500 dello scorso anno per le regionali, un bel segnale di partecipazione e passione. A Roma un ottimo risultato dopo tutto quello che è successo». ha detto il vicesegretario Lorenzo Guerini .«Il Pd sceglie così i candidati: con tanti cittadini nelle piazze d’Italia grazie alla passione dei nostri volontari. Grazie a tutti», ha twittato Debora Serracchiani. «In centomila oggi hanno partecipato alle primarie del Pd. Altri si accontentano di qualche click.», ha dichiarato il capogruppo alla Camera Ettore Rosato. Ma i numeri sono stati contestati dalla minoranza dem. «Il dato di Roma è basso e non è né serio né consolatorio usare la formula di rito “mi aspettavo peggio” senza avere prima del voto dichiarato quale sarebbe stata la soglia minima di soddisfazione», ha polemizzato Miguel Gotor. Mentre secondo Federico Fornaro, «i dati dell’affluenza alle primarie certificano un disagio che c’è ed è presente nel popolo del centrosinistra: è un disagio politico e anche di critica e di disaffezione molto preoccupante». Caustico Matteo Orfini, commissario del Pd a Roma, che al Corriere: «Affluenza? Buona. L’altra volta c’era il Pd delle truppe cammellate con i rom in fila». Intanto Matteo Renzi ha telefonato a Roberto Giachetti, Roberto Cosolini e Valeria Valente. Con loro il segretario del Pd si è congratulato per i risultati.

FONTE di Emanuele Buzzi CORRIERE DELLA SERA

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SEZ.POLITICA Virginia Raggi, la candidata grillina a Roma in look sexy e total black da Vespa

4 Marzo 2016, 12:21pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Virginia Raggi, la candidata grillina a Roma in look sexy e total black da Vespa

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Tra una dichiarazione e l’altra, sta facendo parlare di sé, prima sui dipendenti comunali, poi sull’utero in affitto, e ancora sulle buche, le municipalizzate e così via. Virginia Raggi, candidata sindaco a Roma per il Movimento 5 Stelle, ha già conquistato il web per il suo modo di fare e per ciò che dice, ma soprattutto per il suo look.Ospite di Bruno Vespa a Porta a Porta un paio di giorni fa, la Raggi ha bucato lo schermo con un outfit total black che ha messo in risalto la sua bellezza e i punti forti del suo corpo: tacchi alti e collant neri, la bella Virginia ha mandato in tilt Twitter, con tanti commenti positivi (e tanti negativi).

IL MATTINO.IT

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SEZ.POLITICA Canone Rai, Di Battista (M5s): spiegherò in Aula come non pagarlo

2 Marzo 2016, 10:21am

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Canone Rai, Di Battista (M5s): spiegherò in Aula come non pagarlo
SEZ.POLITICA Canone Rai, Di Battista (M5s): spiegherò in Aula come non pagarlo

INSERITO DA MORENA MOTTA «Spiegherò in Aula ai cittadini come non pagare il canone Rai. Sarà un piccolo atto rivoluzionario». Lo ha detto il deputato del M5S Alessandro Di Battista al culmine di un intervento contro il disegno di legge sul sostegno pubblico al settore dell’editoria. «Un appello indecente visto che si tratta di un parlamentare», ha sostenuto il deputato pd della commissione di Vigilanza sulla tv di Stato Sergio Boccadutri. Di Battista ha argomentato così: «Perché noi cittadini dobbiamo pagare il canone a voi per mentirci? Di fatto avete lottizzato la Rai inserendo personaggi vostri anche ultimamente a Raitre. Lei si chiama Lotti — ha dichiarato rivolgendosi al sottosegretario alla presidenza del Consiglio — e ha lottizzato. Io la televisione non ce l’ho, il canone non lo pagherò e spiegherò ai cittadini come non pagarlo».

L’annuncio anti-canone di Di Battista giunge proprio in un giorno in cui alla Raisono ospiti esponenti cinquestelle: lo stesso Di Battista a Ballarò, mentre a Porta a Porta viene intervistata la candidata sindaco al comune di Roma Virginia Raggi. La concomitanza ha provocato le proteste del Pd: «Dicono di non pagare il canone — ha sostenuto la responsabile comunicazione Alessia Rotta — e poi sono sempre in tv senza contradditorio». I componenti del M5S in commissione di Vigilanza hanno spiegato la posizione del partito: « I soldi per la Rai devono restare della Rai e non diventare mance per l’editoria che il governo gestisce a proprio piacimento, come prevedrebbe l’attuale legge per l’editoria adesso in discussione».

FONTE di Massimo Rebotti CORRIERE DELLA SERA

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SEZ.POLITICA Quirinale, bilancio 2016: risparmi per oltre 5 mln euro

1 Marzo 2016, 09:57am

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Quirinale, bilancio 2016: risparmi per oltre 5 mln euro
SEZ.POLITICA Quirinale, bilancio 2016: risparmi per oltre 5 mln euro

INSERITO DA MORENA MOTTA Un risparmio complessivo che supera i 5 milioni di euro, con una diminuzione del 2,15% rispetto al 2015. Questa, a quanto si apprende, l'entità dei risparmi del Quirinale secondo quanto riportato dal bilancio 2016 che verrà pubblicato domani mattina sul sito della presidenza della Repubblica. Il bilancio di previsione 2016 sarà accompagnato da una nota illustrativa. Verrà pubblicato inoltre il bilancio triennale 2016-2018. La data di pubblicazione del 1 marzo era stata fissata già nel dicembre scorso.

FONTE ADNKRONOS

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SEZ.POLITICA Elezioni a Milano, la linea di Parisi: pragmatismo e duelli con Sala

29 Febbraio 2016, 16:34pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Elezioni a Milano, la linea di Parisi: pragmatismo e duelli con Sala
SEZ.POLITICA Elezioni a Milano, la linea di Parisi: pragmatismo e duelli con Sala

INSERITO DA MORENA MOTTA Stefano Parisi fa il suo e dunque giura che la ricostruzione del polo politico nazionale non è cosa che lo riguardi: «Io mi occuperò di Milano». Eppure, ogni volta che parla, il candidato milanese sembra evocare altro: magari gli orizzonti di un centrodestra diverso. Post berlusconiano ma anche post populista. Come se l’alleanza 2016 fosse un po’ troppo simile a quella 2001: «Il centrodestra deve essere rigenerato ma non può essere un qualcosa di facciata». Di certo, una sua vittoria a Milano non sarebbe per nulla estranea alla «rigenerazione» sperata.

Parisi oggi punta parecchio sulla sua autonomia dai partiti. Forse sottolineata anche per marcare la differenza dall’antagonista Beppe Sala: «Frenato da una sinistra che difende i campi di patate». Quanto a lui, non esita a lanciarsi in considerazioni non proprio leghiste: «Alla paura noi dobbiamo dare soluzioni. Non solo generare ansia come una parte di questa coalizione fa». L’immigrazione è un problema che un sindaco non può risolvere da solo: «Ma il tema c’è e dobbiamo affrontarlo, non possiamo chiudere gli occhi e dire “via tutti”».

A Forza Italia, che si prepara a sfiancare Sala sui conti di Expo, arriva una reprimenda altrettanto energica: «A me i conti non interessano. Noi dobbiamo vincere perché le nostre idee forti convincono le persone». Soprattutto: «Dobbiamo essere rigorosissimi. C’è stata troppa infiltrazione di gente che vuole fare soldi con la politica. E questo è uno sport che è stato praticato anche nel centrodestra».

Parisi è un pragmatico, non si avventura in orizzonti ideologici anche se, dice, «Sala è molto più a destra di me». Però, non rinuncia a tratteggiare spesso la fisionomia della leadership. In cui la professionalità serve: «Il mio curriculum è più forte di quello di Sala». Ma nello stesso momento, Parisi lo rivendica: «Io sono un politico. A tutti gli effetti». La parola d’ordine è autonomia: è lui il garante, anche rispetto ai partiti. E se la candidatura di Curzio Maltese è destinata a frammentare la sinistra, per Parisi il problema vero dell’avversario è un altro: «La verità è che è un uomo di Palazzo Chigi».

FONTE di Marco Cremonesi CORRIERE DELLA SERA

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SEZ. POLITICA Unioni civili: Intesa nella maggioranza. Renzi: 'Accordo fatto storico'

25 Febbraio 2016, 10:05am

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ. POLITICA Unioni civili: Intesa nella maggioranza. Renzi: 'Accordo fatto storico'

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Accordo raggiunto nella maggioranza sul maxi-emendamento che dovrebbe riscrivere il ddl sulle Unioni Civili. "Habemus, l'emendamento è scritto molto bene, ora aspettiamo la bollinatura", ha detto il senatore Pd Andrea Marcucci. E il governo ha posto la questione di fiducia sul maxiemendamento al ddl sulle unioni civili: ad annunciarlo il ministro Boschi in aula al Senato.

La prima chiama sul voto di fiducia sul maxiemendamento, nell'Aula del Senato, è prevista alle 19 di giovedì.

"L'accordo sulle unioni civili è un fatto storico per l'Italia. E' davvero #lavoltabuona", ha commentato Matteo Renzi su twitter.

L'accordo sulle unioni civili, ha detto il capogruppo Pd al Senato Luigi Zanda, conferma lo stralcio della parte che riguarda la stepchild adoption che tuttavia sarà introdotta in un ddl sulle adozioni che dovrà avere "una corsia preferenziale" ed essere approvato alla Camera e al Senato "entro la fine di questa legislatura".

Sulle unioni civili, "l'Italia avrà una buona legge" raggiungendo così "un traguardo importante", ha detto Zanda commentando l'accordo raggiunto sul maxiemendamento sulle unioni civili. "Il telaio del testo resta identico, non ci sono modifiche sostanziali" spiega il capogruppo Pd affermando che è stato raggiunto un accordo che "porta l'Italia ad avere una buona legge in cui vengono concessi diritti alle coppie omosessuali che prima non avevano". Per Zanda "il telaio del testo è rimasto identico: mi sembra un traguardo importante" visto che si tratta di una "legge molto complessa e difficile perché tocca le sensibilità di ogni parlamentare e che viene approvata dopo due anni e mezzo di discussione". E dopo, sottolinea, "il voltafaccia del M5s che ha determinato l'intervento del governo, segno - ha aggiunto - di grande attenzione" per queste norme.

Boschi, spero ok emendamento già domani - "Il testo è chiuso, nel senso che abbiamo raggiunto raccordo. Il governo ha già il testo in mano, nel senso che mancano solo i profili tecnici per la bollinatura e la presentazione", ha detto il ministro Boschi ai cronisti a Palazzo Madama.   

Intanto è polemica dopo la pubblicazione sull'Unità.tv dell'sms del senatore M5s Alberto Airola nel quale sarebbe stato dato un primo ok al 'canguro'.

L'accordo arriva dopo una giornata tesa con Ncd che ha chiesto altre limature oltre allo stralcio della stepchild adoption. "Lo stralcio della stepchild adoption - ha detto il ministro Beatrice Lorenzin - non è sufficiente. In questi momenti il Pd e il mio partito stanno lavorando per cercare di costruire questo emendamento in modo tale che non ci siano quelle equiparazioni al matrimonio che noi riteniamo incostituzionali". Dura la replica della sinistra Dem: "Già togliere la stepchild adoption dal testo delle unioni civili è un errore. Altri cedimenti a Ncd sarebbero inaccettabili", afferma Roberto Speranza, deputato che guida la minoranza Pd.

A cercare di smorzare i toni interviene il ministro degli Interni Angelino Alfano. "Non eravamo contro le unioni civili - sottolinea - ma contro le adozioni e la equiparazione unioni-matrimoni. Sulla stepchild ci siamo. Spero che chi di dovere scriva un maxiemendamento che non tolga diritti ai soggetti della coppia ma preveda confini precisi tra unione e matrimonio. La mia non è nè una minaccia nè un alzare prezzo. Sono in modalità 'willing'. Bisogna finire subito, mettere subito fiducia e chiudere entro domani".

La fiducia potrebbe arrivare con il sì anche dei verdiniani di Ala.

ANSA

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SEZ.POLITICA Unioni civili, Lorenzin: "Stralcio stepchild non basta". Stop del governo: "No ad altre modifiche"

24 Febbraio 2016, 15:39pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Unioni civili, Lorenzin: "Stralcio stepchild non basta". Stop del governo: "No ad altre modifiche"
SEZ.POLITICA Unioni civili, Lorenzin: "Stralcio stepchild non basta". Stop del governo: "No ad altre modifiche"

INSERITO DA MORENA MOTTA Lo stralcio della stepchild adoption non è sufficiente, occorre evitare ogni equiparazione tra le unioni civili e il matrimonio. Lo ha affermato la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, presente oggi all'incontro del presidente della Repubblica con i pazienti e il personale della Fondazione Santa Lucia.

Lo stralcio della stepchild adoption dal maxiemendamento sul ddl sulle unioni civili domani in Senato per il voto di fiducia "è sicuramente un fatto importantissimo, un elemento di grande buonsenso perché nella stepchild c'era il tema dell'apertura alla maternità surrogata e all'utero in affitto, un tema oggettivamente insopportabile. Ora i membri del Pd e del mio partito stanno lavorando per cercare di vedere come costruire questo emendamento, in modo tale che non ci siano quelle equiparazioni al matrimonio che riteniamo incostituzionali".

Poco dopo però Lorenzin precisa: "Sono contenta del lavoro fatto in questi giorni e per lo stralcio della stepchild adoption. Spero si stia lavorando anche a limare quelle parti che possono portare a elementi di incostituzionalità. Non ci sono strappi da consumare. Sono fiduciosa''.

Il sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento, Luciano Pizzetti, conversando con i giornalisti a Palazzo Madama, ha assicurato che si procederà così come era previsto e non ci sarà "nessun altro cambiamento a parto lo stralcio delle adozioni".

"Nessun slittamento rispetto al termine per la presentazione del maxiemendamento sulle unioni civili, rispetto a quanto si era prospettato, cioè per questo pomeriggio. Il voto della fiducia e del provvedimento avverrà entro domani", ha spiegato Pizzetti. "L'emendamento affronta il tema delle adozioni cosi come era previsto - ha sottolineato Pizzetti - ma non introduce altri argomenti, come quelli proposti dal ministro Lorenzin". "Non c'è alcun allargamento del fronte degli espungimenti al testo. La Lorenzin non deve chiedere altro", ha concluso il sottosegretario.

FONTE ADNKRONOS

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SEZ.POLITICA Sì ai droni Usa da Sigonella: ecco i paletti messi dell'Italia. Renzi: autorizzazioni caso per caso

23 Febbraio 2016, 15:04pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Sì ai droni Usa da Sigonella: ecco i paletti messi dell'Italia. Renzi: autorizzazioni caso per caso
SEZ.POLITICA Sì ai droni Usa da Sigonella: ecco i paletti messi dell'Italia. Renzi: autorizzazioni caso per caso

INSERITO DA MORENA MOTTA Autorizzazione data caso per caso, solo in difesa delle truppe Usa ma senza comunicazione obbligatoria al Parlamento. Prendono forma i contorni del via libera italiano - concesso a gennaio ma rivelato solo ieri dal Wall Street Journal - alle missioni armate dei droni statunitensi in partenza dalla base siciliana di Sigonella.

"Le autorizzazioni sono caso per caso - ha spiegato Matteo Renzi a Rtl 102.5 - se si tratta di fare iniziative contro dei terroristi c'è uno stretto rapporto tra noi, gli americani e gli altri alleati. E di conseguenza siamo in piena sintonia con i nostri partner internazionali. La priorità è sempre e comunque quella di una risposta diplomatica. Poi se ci sono delle evidenze che ci sono dei potenziali attentatori che si stanno preparando, l'Italia fa la sua parte con tutti gli altri".

Fino ad oggi, i droni Usa in partenza da Sigonella venivano utilizzati solo per missioni di ricognizione, quindi non armati. Il via libera italiano è stato definito dal WSJ una svolta: secondo il Journal, gli Stati Uniti provavano da oltre un anno a convincere l'Italia a permettere loro di compiere questo tipo di operazioni partendo da Sigonella.

Ora droni americani armati potranno essere impegnati contro lo Stato islamico in Libia, e solo in Libia, e l'accordo copre soltanto missioni difensive e non offensive, come precisa ulteriormente la Difesa. Che aggiunge: ancora non è stata avanzata alcuna richiesta di usare i droni, che non sono ancora stati armati

Inoltre, ha precisato il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, che la possibilità che le basi vengano utilizzate per operazioni antiterrorismo "non è preludio a un intervento militare". Sempre Gentiloni ha confermato che le richieste saranno valutate caso per caso dal ministero della Difesa ma "l'utilizzo delle basi non richiede una specifica comunicazione al parlamento".

FONTE LA REPUBBLICA

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SEZ.POLITICA I giovani di Forza Italia divorziano da Berlusconi

22 Febbraio 2016, 16:45pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA I giovani di Forza Italia divorziano da Berlusconi
SEZ.POLITICA I giovani di Forza Italia divorziano da Berlusconi

INSERITO DA MORENA MOTTA Si erano presentati nel novembre del 2013 nella sede romana di Forza Italia. Giacca e cravatta, tacchi a spillo e cappellini al grido «Berlusconi è un mito, abbasso i traditori alfini», acronimo di Alfano-Fini. Un biglietto agguerrito che aveva mandato in sollucchero Daniela Santanché che li aveva voluti attorno al Cavaliere. Ora i giovani «falchetti» di Forza Italia divorziano da Berlusconi.

Andrea Zappacosta (animatore del movimento con il fratello Luca) annuncia ufficialmente «la separazione del Movimento “Azzurra Libertà”, formato da circa tremila giovani tra i 18 ed i 28 anni, dalle linee di Forza Italia». Alla base della decisione, «l’influenza negativa - denuncia l’ormai ex “falco” dei giovani FI - della vita privata del presidente Berlusconi sull’attività politica del partito, l’assenza di una reale volontà di costruire un progetto al fianco dei giovani, nonostante i ripetuti tentativi fatti dal Movimento per ricercare una collaborazione fattiva con la vecchia classe dirigente e, infine, l’impossibilità di condividere ulteriormente la linea politica assunta da Forza Italia, in particolare il mancato sostegno alle riforme proposte dal governo Renzi, a loro tempo sottoscritte dal partito di Berlusconi».

«Siamo stati traditi da una Forza Italia e da un presidente Berlusconi - riprende il leader di “Azzurra libertà” - che in privato sono l’esatto opposto di ciò che vogliono apparire in pubblico. Un partito che, a nostre spese, abbiamo scoperto essere interamente dominato dagli interessi e - ribadisce - dalla trambusta vita privata di un leader, cosa che impedisce un morale e sano sviluppo dell’attività politica dei giovani». «Rimarremo impegnati in politica - conclude - continuando a promuovere i valori di tutti i giovani che, come noi, intendono avvicinarsi alla politica attiva. Nei prossimi giorni decideremo insieme a tutti gli aderenti in quali forme continuare il nostro impegno e se esistono compagni di strada affidabili per condividere i principi in cui ci riconosciamo».

FONTE LA STAMPA

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SEZ.POLITICA Matteo Renzi, due anni di Governo in foto Dal giuramento nelle mani di Napolitano alle Unioni civili, le tappe

20 Febbraio 2016, 11:37am

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Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Matteo Renzi, due anni di Governo in foto Dal giuramento nelle mani di Napolitano alle Unioni civili, le tappe

INSERITO DA ROSA GIORDANO Il 22 febbraio 2014 Matteo Renzi giurava da presidente del Consiglio nelle mani di Giorgio Napolitano. E in occasione dei 24 mesi di governo il premier ha annunciato una conferenza stampa oltre che video e slides per raccontare questi due anni. 

 

Se l'anno scorso, però, la ricorrenza è caduta poco dopo l'elezione al primo scrutinio di Sergio Mattarella alla presidenza della Repubblica, che va certamente annoverato tra i successi di Renzi, quest'anno cade mentre il Pd è alle prese con la complicata partita delle Unioni Civili e in Ue con lo scontro sui migranti. Diverse le riforme approvate dal governo mentre restano al palo provvedimenti annunciati come la riforma del terzo settore (in corso d'esame in commissione al Senato) o quella del processo penale con le intercettazioni o l'omicidio stradale.

Ecco, in pillole, il bilancio di un anno di governo:

- LAVORO E RIPRESA. Il governo ha approvato nel suo primo anno il bonus da 80 euro, il taglio dell'Irpef (oltre che la cancellazione della Tasi) e il jobs act. La riforma del lavoro ha portato, almeno secondo gli ultimi dati Istat, a un aumento delle stabilizzazioni con contratti a tempo determinato nel 2015. La percentuale della disoccupazione giovanile italiana resta comunque allarmante, al 37,9%. Per quanto riguarda, invece, la ripresa ci sono segnali di ripartenza anche se le percentuali non sono alte quanto quelle prospettate dal governo e il Pil si ferma allo 0,8% quando il premier aveva prospettato un 1%.

- RIFORME E LEGGE ELETTORALE. Tra le battaglie vinte dal governo quella sulla riforma della legge elettorale con l'Italicum che però, insieme alla riforma del Senato, provoca non pochi scossoni all'interno del Pd. L'ultimo passaggio delle riforme costituzionali in Senato, approvate anche grazie al voto di Ala, la formazione dei verdiniani ottiene il via libera con l'Aventino delle opposizioni. La parola ora va al rereferendum costituzionale che si terrà in ottobre e sul quale Renzi ha scommesso tutto sottolineando che se lo perderà lascerà la politica.

- SCUOLA E RIFORMA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. Nei due anni del governo Renzi arriva la riforma della scuola. Avversata da insegnanti e studenti è considerata dal premier uno dei fiori all'occhiello del governo e spiegata in una conferenza stampa a Palazzo Chigi con tanto di lavagna. E c'è anche quella della pubblica amministrazione, la riforma Madia, che prevede una stretta sui 'furbetti del cartellino'.

- DIRITTI. Il governo Renzi riesce dove altri esecutivi hanno fallito nell'approvazione del divorzio breve. I tempi per ottenere l'ok dopo una separazione consensuale vengono ridotti da tre a un anno. Ma si registrano le difficoltà sul fronte Unioni civili.

- DIBATTITO INTERNO AL PD. Riforme, Italicum, jobs act. Tutti temi sui quali vanno in scena forti contrasti interni ai Dem. Il partito perde alcuni pezzi, da Stefano Fassina e Alfredo D'Attorre a Pippo Civati. E si fa più accesa la contestazione della minoranza interna guidata dal capogruppo alla Camera, Roberto Speranza. Il dissidio interno appare in tutta la sua evidenza con il caso del sindaco di Roma, Ignazio Marino, costretto alle dimissioni con una sfiducia da parte dei suoi stessi consiglieri. 

- RAPPORTO CON LA UE. Matteo Renzi è protagonista di diversi scontri in Ue in particolare con il presidente della commissione Jean Claude Juncker. Il tema caldo è quello della flessibilità (per tre miliardi) che l'Italia chiede in seguito agli sforzi sul dossier migranti. 

- EXPO. Tra le scommesse del governo anche l'Expo di Milano. "Un gran successo, simbolo di chi non si rassegna", secondo il premier. Tanto che il commissario Beppe Sala è stato proposto per le primarie per la candidatura a sindaco per il centrosinstra a Milano.

- L'ATTACCO ALL'EUROPA. Renzi, insieme agli altri leader europei, è chiamato alla risposta contro l'attacco al cuore di Parigi del 13 novembre. La replica italiana è: "un miliardo per la sicurezza e uno per la cultura".

- BANCHE. Tra i momenti forse più complessi per l'esecutivo quello delle polemiche sul decreto salva-banche e sulla vicenda del ruolo del padre del ministro Maria Elena Boschi come dirigente di Banca Etruria, una di quelle salvate dal provvedimento. In piazza le proteste dei risparmiatori che chiedono di vedersi restituiti i loro soldi. Il governo è al lavoro sui loro indennizzi.

- RAI E NOMINE. Il governo non riesce ad approvare la riforma della Rai in tempo per varare il nuovo cda Rai con nuove regole e non in base alla legge Gasparri. Il testo verrà comunque poi approvato dal Parlamento. Alla guida dell'azienda arriva il manager Antonio Campo Dall'Orto, classe 1964, considerato vicino al premier. Numerose sono le nuove nomine fatte dall'esecutivo in questi due anni all'insegna della 'rottamazione' a tutti i livelli. Si va dalla coppia Emma Marcegaglia e Claudio Descalzi all'Eni a Patrizia Grieco e Francesco Starace all'Enel fino alla conferma di Gianni De Gennaro a Finmeccanica. Alle poste arrivano Francesco Caio e Luisa Todini alla presidenza. 

- UNIONI CIVILI. Tra i punti del programma delle primarie di Renzi. Il provvedimento - soprattutto sul punto della stepchild adoption - sta creando frizioni all'interno del Pd e nel governo tra la componente laica e quella più cattolica. I Dem hanno dovuto prendere tempo per cercare una intesa. ANSA 

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