Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
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INSERITO DA MORENA MOTTA Stefano Parisi fa il suo e dunque giura che la ricostruzione del polo politico nazionale non è cosa che lo riguardi: «Io mi occuperò di Milano». Eppure, ogni volta che parla, il candidato milanese sembra evocare altro: magari gli orizzonti di un centrodestra diverso. Post berlusconiano ma anche post populista. Come se l’alleanza 2016 fosse un po’ troppo simile a quella 2001: «Il centrodestra deve essere rigenerato ma non può essere un qualcosa di facciata». Di certo, una sua vittoria a Milano non sarebbe per nulla estranea alla «rigenerazione» sperata.
Parisi oggi punta parecchio sulla sua autonomia dai partiti. Forse sottolineata anche per marcare la differenza dall’antagonista Beppe Sala: «Frenato da una sinistra che difende i campi di patate». Quanto a lui, non esita a lanciarsi in considerazioni non proprio leghiste: «Alla paura noi dobbiamo dare soluzioni. Non solo generare ansia come una parte di questa coalizione fa». L’immigrazione è un problema che un sindaco non può risolvere da solo: «Ma il tema c’è e dobbiamo affrontarlo, non possiamo chiudere gli occhi e dire “via tutti”».
A Forza Italia, che si prepara a sfiancare Sala sui conti di Expo, arriva una reprimenda altrettanto energica: «A me i conti non interessano. Noi dobbiamo vincere perché le nostre idee forti convincono le persone». Soprattutto: «Dobbiamo essere rigorosissimi. C’è stata troppa infiltrazione di gente che vuole fare soldi con la politica. E questo è uno sport che è stato praticato anche nel centrodestra».
Parisi è un pragmatico, non si avventura in orizzonti ideologici anche se, dice, «Sala è molto più a destra di me». Però, non rinuncia a tratteggiare spesso la fisionomia della leadership. In cui la professionalità serve: «Il mio curriculum è più forte di quello di Sala». Ma nello stesso momento, Parisi lo rivendica: «Io sono un politico. A tutti gli effetti». La parola d’ordine è autonomia: è lui il garante, anche rispetto ai partiti. E se la candidatura di Curzio Maltese è destinata a frammentare la sinistra, per Parisi il problema vero dell’avversario è un altro: «La verità è che è un uomo di Palazzo Chigi».
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Accordo raggiunto nella maggioranza sul maxi-emendamento che dovrebbe riscrivere il ddl sulle Unioni Civili. "Habemus, l'emendamento è scritto molto bene, ora aspettiamo la bollinatura", ha detto il senatore Pd Andrea Marcucci. E il governo ha posto la questione di fiducia sul maxiemendamento al ddl sulle unioni civili: ad annunciarlo il ministro Boschi in aula al Senato.
La prima chiama sul voto di fiducia sul maxiemendamento, nell'Aula del Senato, è prevista alle 19 di giovedì.
"L'accordo sulle unioni civili è un fatto storico per l'Italia. E' davvero #lavoltabuona", ha commentato Matteo Renzi su twitter.
L'accordo sulle unioni civili, ha detto il capogruppo Pd al Senato Luigi Zanda, conferma lo stralcio della parte che riguarda la stepchild adoption che tuttavia sarà introdotta in un ddl sulle adozioni che dovrà avere "una corsia preferenziale" ed essere approvato alla Camera e al Senato "entro la fine di questa legislatura".
Sulle unioni civili, "l'Italia avrà una buona legge" raggiungendo così "un traguardo importante", ha detto Zanda commentando l'accordo raggiunto sul maxiemendamento sulle unioni civili. "Il telaio del testo resta identico, non ci sono modifiche sostanziali" spiega il capogruppo Pd affermando che è stato raggiunto un accordo che "porta l'Italia ad avere una buona legge in cui vengono concessi diritti alle coppie omosessuali che prima non avevano". Per Zanda "il telaio del testo è rimasto identico: mi sembra un traguardo importante" visto che si tratta di una "legge molto complessa e difficile perché tocca le sensibilità di ogni parlamentare e che viene approvata dopo due anni e mezzo di discussione". E dopo, sottolinea, "il voltafaccia del M5s che ha determinato l'intervento del governo, segno - ha aggiunto - di grande attenzione" per queste norme.
Boschi, spero ok emendamento già domani - "Il testo è chiuso, nel senso che abbiamo raggiunto raccordo. Il governo ha già il testo in mano, nel senso che mancano solo i profili tecnici per la bollinatura e la presentazione", ha detto il ministro Boschi ai cronisti a Palazzo Madama.
L'accordo arriva dopo una giornata tesa con Ncd che ha chiesto altre limature oltre allo stralcio della stepchild adoption. "Lo stralcio della stepchild adoption - ha detto il ministro Beatrice Lorenzin - non è sufficiente. In questi momenti il Pd e il mio partito stanno lavorando per cercare di costruire questo emendamento in modo tale che non ci siano quelle equiparazioni al matrimonio che noi riteniamo incostituzionali". Dura la replica della sinistra Dem: "Già togliere la stepchild adoption dal testo delle unioni civili è un errore. Altri cedimenti a Ncd sarebbero inaccettabili", afferma Roberto Speranza, deputato che guida la minoranza Pd.
A cercare di smorzare i toni interviene il ministro degli Interni Angelino Alfano. "Non eravamo contro le unioni civili - sottolinea - ma contro le adozioni e la equiparazione unioni-matrimoni. Sulla stepchild ci siamo. Spero che chi di dovere scriva un maxiemendamento che non tolga diritti ai soggetti della coppia ma preveda confini precisi tra unione e matrimonio. La mia non è nè una minaccia nè un alzare prezzo. Sono in modalità 'willing'. Bisogna finire subito, mettere subito fiducia e chiudere entro domani".
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INSERITO DA MORENA MOTTA Lo stralcio della stepchild adoption non è sufficiente, occorre evitare ogni equiparazione tra le unioni civili e il matrimonio. Lo ha affermato la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, presente oggi all'incontro del presidente della Repubblica con i pazienti e il personale della Fondazione Santa Lucia.
Lo stralcio della stepchild adoption dal maxiemendamento sul ddl sulle unioni civili domani in Senato per il voto di fiducia "è sicuramente un fatto importantissimo, un elemento di grande buonsenso perché nella stepchild c'era il tema dell'apertura alla maternità surrogata e all'utero in affitto, un tema oggettivamente insopportabile. Ora i membri del Pd e del mio partito stanno lavorando per cercare di vedere come costruire questo emendamento, in modo tale che non ci siano quelle equiparazioni al matrimonio che riteniamo incostituzionali".
Poco dopo però Lorenzin precisa: "Sono contenta del lavoro fatto in questi giorni e per lo stralcio della stepchild adoption. Spero si stia lavorando anche a limare quelle parti che possono portare a elementi di incostituzionalità. Non ci sono strappi da consumare. Sono fiduciosa''.
Il sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento, Luciano Pizzetti, conversando con i giornalisti a Palazzo Madama, ha assicurato che si procederà così come era previsto e non ci sarà "nessun altro cambiamento a parto lo stralcio delle adozioni".
"Nessun slittamento rispetto al termine per la presentazione del maxiemendamento sulle unioni civili, rispetto a quanto si era prospettato, cioè per questo pomeriggio. Il voto della fiducia e del provvedimento avverrà entro domani", ha spiegato Pizzetti. "L'emendamento affronta il tema delle adozioni cosi come era previsto - ha sottolineato Pizzetti - ma non introduce altri argomenti, come quelli proposti dal ministro Lorenzin". "Non c'è alcun allargamento del fronte degli espungimenti al testo. La Lorenzin non deve chiedere altro", ha concluso il sottosegretario.
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INSERITO DA MORENA MOTTA Autorizzazione data caso per caso, solo in difesa delle truppe Usa ma senza comunicazione obbligatoria al Parlamento. Prendono forma i contorni del via libera italiano - concesso a gennaio ma rivelato solo ieri dal Wall Street Journal - alle missioni armate dei droni statunitensi in partenza dalla base siciliana di Sigonella.
"Le autorizzazioni sono caso per caso - ha spiegato Matteo Renzi a Rtl 102.5 - se si tratta di fare iniziative contro dei terroristi c'è uno stretto rapporto tra noi, gli americani e gli altri alleati. E di conseguenza siamo in piena sintonia con i nostri partner internazionali. La priorità è sempre e comunque quella di una risposta diplomatica. Poi se ci sono delle evidenze che ci sono dei potenziali attentatori che si stanno preparando, l'Italia fa la sua parte con tutti gli altri".
Fino ad oggi, i droni Usa in partenza da Sigonella venivano utilizzati solo per missioni di ricognizione, quindi non armati. Il via libera italiano è stato definito dal WSJ una svolta: secondo il Journal, gli Stati Uniti provavano da oltre un anno a convincere l'Italia a permettere loro di compiere questo tipo di operazioni partendo da Sigonella.
Ora droni americani armati potranno essere impegnati contro lo Stato islamico in Libia, e solo in Libia, e l'accordo copre soltanto missioni difensive e non offensive, come precisa ulteriormente la Difesa. Che aggiunge: ancora non è stata avanzata alcuna richiesta di usare i droni, che non sono ancora stati armati
Inoltre, ha precisato il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, che la possibilità che le basi vengano utilizzate per operazioni antiterrorismo "non è preludio a un intervento militare". Sempre Gentiloni ha confermato che le richieste saranno valutate caso per caso dal ministero della Difesa ma "l'utilizzo delle basi non richiede una specifica comunicazione al parlamento".
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INSERITO DA MORENA MOTTA Si erano presentati nel novembre del 2013 nella sede romana di Forza Italia. Giacca e cravatta, tacchi a spillo e cappellini al grido «Berlusconi è un mito, abbasso i traditori alfini», acronimo di Alfano-Fini. Un biglietto agguerrito che aveva mandato in sollucchero Daniela Santanché che li aveva voluti attorno al Cavaliere. Ora i giovani «falchetti» di Forza Italia divorziano da Berlusconi.
Andrea Zappacosta (animatore del movimento con il fratello Luca) annuncia ufficialmente «la separazione del Movimento “Azzurra Libertà”, formato da circa tremila giovani tra i 18 ed i 28 anni, dalle linee di Forza Italia». Alla base della decisione, «l’influenza negativa - denuncia l’ormai ex “falco” dei giovani FI - della vita privata del presidente Berlusconi sull’attività politica del partito, l’assenza di una reale volontà di costruire un progetto al fianco dei giovani, nonostante i ripetuti tentativi fatti dal Movimento per ricercare una collaborazione fattiva con la vecchia classe dirigente e, infine, l’impossibilità di condividere ulteriormente la linea politica assunta da Forza Italia, in particolare il mancato sostegno alle riforme proposte dal governo Renzi, a loro tempo sottoscritte dal partito di Berlusconi».
«Siamo stati traditi da una Forza Italia e da un presidente Berlusconi - riprende il leader di “Azzurra libertà” - che in privato sono l’esatto opposto di ciò che vogliono apparire in pubblico. Un partito che, a nostre spese, abbiamo scoperto essere interamente dominato dagli interessi e - ribadisce - dalla trambusta vita privata di un leader, cosa che impedisce un morale e sano sviluppo dell’attività politica dei giovani». «Rimarremo impegnati in politica - conclude - continuando a promuovere i valori di tutti i giovani che, come noi, intendono avvicinarsi alla politica attiva. Nei prossimi giorni decideremo insieme a tutti gli aderenti in quali forme continuare il nostro impegno e se esistono compagni di strada affidabili per condividere i principi in cui ci riconosciamo».
Se l'anno scorso, però, la ricorrenza è caduta poco dopo l'elezione al primo scrutinio di Sergio Mattarella alla presidenza della Repubblica, che va certamente annoverato tra i successi di Renzi, quest'anno cade mentre il Pd è alle prese con la complicata partita delle Unioni Civili e in Ue con lo scontro sui migranti. Diverse le riforme approvate dal governo mentre restano al palo provvedimenti annunciati come la riforma del terzo settore (in corso d'esame in commissione al Senato) o quella del processo penale con le intercettazioni o l'omicidio stradale.
Ecco, in pillole, il bilancio di un anno di governo:
- LAVORO E RIPRESA. Il governo ha approvato nel suo primo anno il bonus da 80 euro, il taglio dell'Irpef (oltre che la cancellazione della Tasi) e il jobs act. La riforma del lavoro ha portato, almeno secondo gli ultimi dati Istat, a un aumento delle stabilizzazioni con contratti a tempo determinato nel 2015. La percentuale della disoccupazione giovanile italiana resta comunque allarmante, al 37,9%. Per quanto riguarda, invece, la ripresa ci sono segnali di ripartenza anche se le percentuali non sono alte quanto quelle prospettate dal governo e il Pil si ferma allo 0,8% quando il premier aveva prospettato un 1%.
- RIFORME E LEGGE ELETTORALE. Tra le battaglie vinte dal governo quella sulla riforma della legge elettorale con l'Italicum che però, insieme alla riforma del Senato, provoca non pochi scossoni all'interno del Pd. L'ultimo passaggio delle riforme costituzionali in Senato, approvate anche grazie al voto di Ala, la formazione dei verdiniani ottiene il via libera con l'Aventino delle opposizioni. La parola ora va al rereferendum costituzionale che si terrà in ottobre e sul quale Renzi ha scommesso tutto sottolineando che se lo perderà lascerà la politica.
- SCUOLA E RIFORMA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. Nei due anni del governo Renzi arriva la riforma della scuola. Avversata da insegnanti e studenti è considerata dal premier uno dei fiori all'occhiello del governo e spiegata in una conferenza stampa a Palazzo Chigi con tanto di lavagna. E c'è anche quella della pubblica amministrazione, la riforma Madia, che prevede una stretta sui 'furbetti del cartellino'.
- DIRITTI. Il governo Renzi riesce dove altri esecutivi hanno fallito nell'approvazione del divorzio breve. I tempi per ottenere l'ok dopo una separazione consensuale vengono ridotti da tre a un anno. Ma si registrano le difficoltà sul fronte Unioni civili.
- DIBATTITO INTERNO AL PD. Riforme, Italicum, jobs act. Tutti temi sui quali vanno in scena forti contrasti interni ai Dem. Il partito perde alcuni pezzi, da Stefano Fassina e Alfredo D'Attorre a Pippo Civati. E si fa più accesa la contestazione della minoranza interna guidata dal capogruppo alla Camera, Roberto Speranza. Il dissidio interno appare in tutta la sua evidenza con il caso del sindaco di Roma, Ignazio Marino, costretto alle dimissioni con una sfiducia da parte dei suoi stessi consiglieri.
- RAPPORTO CON LA UE. Matteo Renzi è protagonista di diversi scontri in Ue in particolare con il presidente della commissione Jean Claude Juncker. Il tema caldo è quello della flessibilità (per tre miliardi) che l'Italia chiede in seguito agli sforzi sul dossier migranti.
- EXPO. Tra le scommesse del governo anche l'Expo di Milano. "Un gran successo, simbolo di chi non si rassegna", secondo il premier. Tanto che il commissario Beppe Sala è stato proposto per le primarie per la candidatura a sindaco per il centrosinstra a Milano.
- L'ATTACCO ALL'EUROPA. Renzi, insieme agli altri leader europei, è chiamato alla risposta contro l'attacco al cuore di Parigi del 13 novembre. La replica italiana è: "un miliardo per la sicurezza e uno per la cultura".
- BANCHE. Tra i momenti forse più complessi per l'esecutivo quello delle polemiche sul decreto salva-banche e sulla vicenda del ruolo del padre del ministro Maria Elena Boschi come dirigente di Banca Etruria, una di quelle salvate dal provvedimento. In piazza le proteste dei risparmiatori che chiedono di vedersi restituiti i loro soldi. Il governo è al lavoro sui loro indennizzi.
- RAI E NOMINE. Il governo non riesce ad approvare la riforma della Rai in tempo per varare il nuovo cda Rai con nuove regole e non in base alla legge Gasparri. Il testo verrà comunque poi approvato dal Parlamento. Alla guida dell'azienda arriva il manager Antonio Campo Dall'Orto, classe 1964, considerato vicino al premier. Numerose sono le nuove nomine fatte dall'esecutivo in questi due anni all'insegna della 'rottamazione' a tutti i livelli. Si va dalla coppia Emma Marcegaglia e Claudio Descalzi all'Eni a Patrizia Grieco e Francesco Starace all'Enel fino alla conferma di Gianni De Gennaro a Finmeccanica. Alle poste arrivano Francesco Caio e Luisa Todini alla presidenza.
- UNIONI CIVILI. Tra i punti del programma delle primarie di Renzi. Il provvedimento - soprattutto sul punto della stepchild adoption - sta creando frizioni all'interno del Pd e nel governo tra la componente laica e quella più cattolica. I Dem hanno dovuto prendere tempo per cercare una intesa. ANSA
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INSERITO DA UTENTE DEL WEB Presentazione alla Camera dei sei candidati a sindaco di Roma per il Movimento cinque stelle emersu dal primo round delle comunarie.
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Sono in pista invece tre ex consiglieri comunali - Marcello De Vito, Virginia Raggi e Enrico Stefano -una studentessa universitaria, Annalisa Bernabei; Paolo Ferrara, dipendente della Guardia di Finanza ed ex consigliere pentastellato di opposizione nel municipio di Ostia; Teresa Zotta, insegnante e anche lei consigliere municipale del M5S. La scelta definitiva si svolgerà la prossima settimana, il 23 o il 24 febbraio. ANSA
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il governo non è intenzionato ad intervenire sulle pensioni di reversibilità: il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, lo conferma durante il question time alla Camera. Ma il dibattito non si placa e a questo punto la richiesta della controparte è che si stralci dalla delega la parola previdenziale. Una richiesta che arriva dai sindacati ma anche dalla sinistra Pd e dallo stesso presidente della commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano, dove la delega per il contrasto alla povertà e per il riordino delle prestazioni sta per arrivare.
«La proposta di legge delega del governo lascia intatti tutti i trattamenti in essere», ribadisce Padoan, e «per il futuro non è allo studio nessun intervento sulle pensioni di reversibilità. Tutto quello che la delega si propone è il superamento di sovrapposizioni e posizioni anomale». Non è però escluso che il testo venga modificato, precisando l'esclusione delle pensioni di reversibilità da ogni intervento di razionalizzazione delle prestazioni o addirittura eliminando il riferimento alle prestazioni previdenziali. Lasciando dunque il perimetro ristretto alle prestazioni assistenziali.
Tra cui ci sono le integrazioni al minimo. Il viceministro dell'Economia, Enrico Zanetti, ripetendo che «sulle reversibilità non ci sono interventi in agenda», perchè non sono «necessari nè opportuni», spiega infatti che «sarebbe sacrosanto fare interventi di tipo equitativo sulle prestazioni assistenziali come ad esempio l'integrazione al minimo. Se la sua condizione non è di povertà - si domanda - perchè devo dare l'integrazione?». E quindi legare queste all'Isee. Dalle opposizioni, continuano a tuonare Movimento 5 stelle e Lega.
«Per il Bomba le pensioni d'oro sono un diritto acquisito intoccabile, le pensioni di reversibilità per le vedove invece un odioso privilegio da intaccare. Il mondo al contrario del Pd. No alla #TassaSulleVedove», scrive sul suo blog Beppe Grillo. Per la Lega «Boeri fa lo sceriffo di Nottingham e il Pd lo appoggia nello scippo a danno dei pensionati per colmare il buco dell'Inps». Interviene nel dibattito anche l'ex ministro del Lavoro, Elsa Fornero, autrice dell'ultima riforma previdenziale, secondo cui «intervenire sulle pensioni di reversibilità vuol dire rinunciare ad intervenire sulle pensioni ancora troppo alte di alcuni soggetti».
Quanto al lavoro parlamentare, il parere della commissione Bilancio della Camera, chiamata ad esprimersi sulla coerenza della delega con la legge di Stabilità di cui è un collegato, arriverà domani. L'orientamento è per un parere positivo, senza però alcun accenno alla previdenza così da non pregiudicare, anzi favorire, il lavoro delle commissioni competenti, che potrebbe portare a correttivi. Un parere che di fatto, quindi, apre la strada alla possibilità di fare modifiche al testo ed eventualmente di togliere il riferimento alle prestazioni di natura previdenziale o precisare la loro esclusione dall'intervento. IL MATTINO
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INSERITO DA MORENA MOTTA Il Senato ha ripreso i lavori e dopo la mossa a sorpresa di martedì sera del M5S sulla legge sulle unioni civili non c’è più nulla di certo. Il capogruppo Pd Luigi Zanda ha chiesto la riunione dei capigruppo per stabilire il rinvio dell’esame del ddl Cirinnà in Senato. Subito la capogruppo del M5S Nunzia Catalfo ha annunciato: «Il M5S è categoricamente contro il rinvio della legge in aula». Il pd chiede un rinvio di qualche giorno, per capire meglio la situazione e cercare di ricompattare il gruppo dem. Tra le ipotesi più gettonate quella di sacrificare la stepchild adoption, anche se ora nemmeno questo stralcio doloroso garantirebbe la tenuta della legge.
Martedì pomeriggio Alberto Airola, M5S, ha annunciato in aula il voto contrario del suo gruppo al “super canguro”, l’emendamento premissivo del senatore Pd Andrea Marcucci che avrebbe permesso alla legge un iter veloce e senza intralci. E il Pd è entrato nel panico: senza i voti pentastellati il “super canguro” non puo’ passare nemmeno con un compattamento repentino di tutti i democratici. Dopo la mossa di Airola è stata Loredana De Petris di Sel a chiedere di far sospendere la seduta immediatamente.
All rientro in aula il Pd si trova ad un bivio sul “super canguro”: farlo votare lo stesso o ritirarlo? Anche se, alla fine, il risultato per la legge non cambia: in tutti e due i casi si andrebbe al dibattito e al voto con circa 800 emendamenti rimasti (la Lega martedì pomeriggio ne ha ritirati 4 mila e 500), tutti molto impegnativi. La soluzione - a questo punto- sarebbe lo stralcio della stepchild adoption, per recuperare i voti dei centristi e di alleato di governo Ncd. Ma davvero Ncd voterebbe poi la legge cosi com’è con il solo stralcio dell’adozione del figlio biologico del partner? A questo punto la tenuta di questa legge che da i diritti alle coppie omosessuali non e’ davvero più’ certo. Era la prima che, dopo trent’anni dal primo testo presentato in Parlamento, varcava la soglia di un’aula.
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INSERITO DA MORENA MOTTA Nessun accordo. Nulla di fatto nella riunione dei capigruppo di Pd-Lega-Ap-Fi al Senato né sul numero né nel merito degli emendamenti al ddl Cirinnà. Per ritirare il 'super canguro' il Pd aveva chiesto alla Lega di ritirare contestualmente gli emendamenti-canguro del Carroccio. Sul no leghista si è chiusa la riunione. A questo punto è confermato che oggi pomeriggio si andrà in Aula al Senato con il super canguro Marcucci.
"La parola del Pd vale quanto un peto - commenta Gian Marco Centinaio - Io sono stato corretto sin dall'inizio. Abbiamo stretto un accordo sul ritiro degli emendamenti. Ho stretto la mano sia a Zanda che a Marcucci. Ma loro si sono rimangiati la parola data. Non mi hanno mai chiesto di esaminare prima quali emendamenti avremmo mantenuto". Comunque, il capogruppo leghista conferma l'intenzione di ritirare il 90% degli emendamenti, circa 4500.
"Mi dispiace per Centinaio - replica il senatore dem Giuseppe Lumia - ma negli emendamenti della Lega ci sono 200 canguri mascherati. Noi siamo per il dialogo fino alla fine ma è giusto che tutti i canguri vengano messi da parte". "L'emendamento Marcucci -aggiunge, a proposito di quello premissivo del presidente della commissione Cultura - lascia aperta una varietà di soluzioni, che consentono di entrare nel merito, stepchild adoption compresa. Nelle proposte della Lega, invece, ci sono elementi che puntano ad affossare la legge".
L'obiettivo del Pd è votare oggi l'emendamento Marcucci nella sua interezza. Ma se l'obiettivo verrà raggiunto è tutto da vedere. Si annuncia una seduta burrascosa al Senato.
La Lega con Roberto Calderoli ha già fatto sapere che porrà la questione di ripristinare l'ordine di votazione 'consueto': ovvero si parte dai 'canguri' più distanti dal testo per arrivare ai più vicini. E in questo caso il Marcucci sarebbe l'ultimo e non il primo come è stato annunciato.
Inoltre potrebbero esserci richieste di spacchettare il voto e sarà l'Aula a deciderlo con una votazione ad hoc. Il tutto condito da interventi dei gruppi e di singoli senatori. Insomma, il rischio è che per ostruzionismi vari, oggi non si voti il super canguro. "Molto dipenderà anche dal presidente Grasso", si sottolinea dal Pd.