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SEZ.POLITICA Elezioni a Milano, la linea di Parisi: pragmatismo e duelli con Sala

29 Febbraio 2016, 16:34pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Elezioni a Milano, la linea di Parisi: pragmatismo e duelli con Sala
SEZ.POLITICA Elezioni a Milano, la linea di Parisi: pragmatismo e duelli con Sala

INSERITO DA MORENA MOTTA Stefano Parisi fa il suo e dunque giura che la ricostruzione del polo politico nazionale non è cosa che lo riguardi: «Io mi occuperò di Milano». Eppure, ogni volta che parla, il candidato milanese sembra evocare altro: magari gli orizzonti di un centrodestra diverso. Post berlusconiano ma anche post populista. Come se l’alleanza 2016 fosse un po’ troppo simile a quella 2001: «Il centrodestra deve essere rigenerato ma non può essere un qualcosa di facciata». Di certo, una sua vittoria a Milano non sarebbe per nulla estranea alla «rigenerazione» sperata.

Parisi oggi punta parecchio sulla sua autonomia dai partiti. Forse sottolineata anche per marcare la differenza dall’antagonista Beppe Sala: «Frenato da una sinistra che difende i campi di patate». Quanto a lui, non esita a lanciarsi in considerazioni non proprio leghiste: «Alla paura noi dobbiamo dare soluzioni. Non solo generare ansia come una parte di questa coalizione fa». L’immigrazione è un problema che un sindaco non può risolvere da solo: «Ma il tema c’è e dobbiamo affrontarlo, non possiamo chiudere gli occhi e dire “via tutti”».

A Forza Italia, che si prepara a sfiancare Sala sui conti di Expo, arriva una reprimenda altrettanto energica: «A me i conti non interessano. Noi dobbiamo vincere perché le nostre idee forti convincono le persone». Soprattutto: «Dobbiamo essere rigorosissimi. C’è stata troppa infiltrazione di gente che vuole fare soldi con la politica. E questo è uno sport che è stato praticato anche nel centrodestra».

Parisi è un pragmatico, non si avventura in orizzonti ideologici anche se, dice, «Sala è molto più a destra di me». Però, non rinuncia a tratteggiare spesso la fisionomia della leadership. In cui la professionalità serve: «Il mio curriculum è più forte di quello di Sala». Ma nello stesso momento, Parisi lo rivendica: «Io sono un politico. A tutti gli effetti». La parola d’ordine è autonomia: è lui il garante, anche rispetto ai partiti. E se la candidatura di Curzio Maltese è destinata a frammentare la sinistra, per Parisi il problema vero dell’avversario è un altro: «La verità è che è un uomo di Palazzo Chigi».

FONTE di Marco Cremonesi CORRIERE DELLA SERA

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