Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
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A CURA DI MICHELE PAPPACODA Per 4 persone
Ingredienti per l'impasto
250 g di farina 00
20 g di strutto
5 g di lievito di birra fresco
50 ml di latte
1 pizzico di sale
1 pizzico di zucchero
acqua q.b.
Ingredienti per il ripieno
50 g di scaglie di parmigiano regiano
50 g di prosciutto cotto a fette
Ingredienti per friggere
400 ml di olio di semi di girasole
Sciogliere il lievito con lo zucchero, il latte e l'acqua tiepida. Unire lo strutto e mescolare. Aggiungere poi la farina il sale ed impastare. Incidere una croce sulla pasta e lasciar levitare per almeno 2 ore finchè il volume dell'impasto non raddoppia. Con la macchina per tritare la sfoglia stendere la pasta fino a raggiungere uno spessore di circa 3mm. Adagiare sulla pasta un po di prosciutto cotto e Parmigiano Regiano avendo cura di lasciare liberi i bordi e ripiegare la pasta su se stessa. Ritagliare la pasta ripiena in modo da ottenere una mezzaluna e sigillarla facendo pressione con una forchetta. Scaldare l'olio e friggere per circa 2 minuti, avendo cura di tenere i panzerotti immersi nell'olio con l'aiuto di una schiumaiuola.
Note: anzicchè friggerli è possibile cuocere i panzerotti in forno a 200° per circa 20 minuti.In questo caso si consiglia di aggiungere dei pomodorini freschi all'interno.
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A CURA DI MORENA MOTTAIngredienti
1 avocado (1 grande o 2 piccolini)
120 gr di cioccolato fondente al 70%
50 gr di sciroppo d'acero
Tempo Preparazione: 5 minuti
Tempo Cottura: senza cottura
Tempo Riposo: 30 minuti in frigorifero
Dosi: per 2 - 3 persone
Preparazione: fate fondere a bagnomaria il cioccolato spezzettato assieme allo sciroppo d’acero. Nel frattempo frullate con un frullatore a immersione gli avocado ben maturi fino a ridurli in purea. Unite il cioccolato fuso con lo sciroppo d’acero alla purea d’avocado e montate il tutto con le fruste elettriche. Riponete poi in frigo per 30 minuti.
Trasferite aiutandovi con una spatola, la mousse di avocado e cioccolato in una sac a poche. Potete unire a questa mousse della panna vegetale montata per renderla più areata e soffice, oppure potete decorare i vostri dolci vegani.
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A CURA DI MICHELE PAPPACODA Ingredienti per 12 persone
Spaghetti di grano duro g 600 – peperoni gialli grandi 12 – olive nere g 150 – capperi salati g 75 – uva passa e pinoli g 70 – olio d’oliva dl I – pangrattato g 20- aglio I spicchio – sale
Tempo di cottura: 40 minuti nel forno a 200°C
Preparazione
Prendete 12 peperoni gialli, non grandissimi. Cercate di procurarveli uguali tra loro.
Cominciate così ad eseguire questaricetta, tagliando la sommità degli ortaggi, facendo attenzione a non romperli.
La sommità tagliata dei peperoni servirà poi dopo come coperchio.
Prendete l’aglio, rosolatelo nell’olio dopo averlo tritato.
Una volta imbiondito aggiungete le olive snocciolate e tagliate e pezzetti, e poi i capperi lavati e tritati anch’essi.
Togliete la padella o il tegame dove state cuocendo per aggiungere l’uva passa e i pinoli.
A questo punto, lessate la pasta.
Gli spaghetti devono essere al dente; scolateli ben bene e aggiungete loro il sugo preparato prima.
Dopo, in ogni peperone, inserite due o tre forchettate di spaghetti .
Richiudete gli ortaggi con il “coperchio” e metteteli su una leccarda, ben oleata.
Fate cuocere gli spaghetti nei peperoni per 40 minuti rigirandoli per ogni lato.
Cotti i peperoni, potrete spellarli senza far uscire il ripieno.
Prendete infine una teglia da tavola, ungetela, metteci dentro i peperoni ben allineati uno vicino all’altro, in modo che ci vadano tutti in un unico strato.
Cospergete con del pangrattato e senza girarli, fateli rosolare nel forno per altri 10 minuti.
Il piatto degli spaghetti nei peperoni alla napoletana è pronto. Buon appetito!
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A CURA DI MICHELE PAPPACODA
Ingredienti per 4 persone
1 kg dipollosenza testa e zampe (magari ruspante), 60 gr di Olio d’oliva, 60 gr di burro, 80 gr di prosciutto crudo, 2 cipolle, 1/2 dado di brodo concentrato, 1 limone, sale.
Tempo di cottura: 15 minuti per rosolore 3-4 pezzi, 30 minuti per cuocere.
Preparazione
Affettate le cipolle, e poi fatele bollire in un tegamino con un bicchiere d’acqua.
Quando l’acqua sarà evaporata aggiungere metà olio e metà burro con il prosciutto crudo, tagliato a pezzettini.
Fate rosolare per 8-9 minuti a fiamma bassa.
Tagliate il pollo in 8 pezzi e fatelo rosolare 3-4 pezzi per volta in una padella larga con il restante condimento, a fuoco vivace per il tempo indicato su.
Rosolati tutti i pezzi metteteli nella stessa padella e aggiungete il sugo con la cipolla, finendo di cuocere a fuoco medio, con il tegame scoperto.
Dopo 30 minuti salate tutti i pezzi di pollo alla genovese così cotti, rigirateli nel sughetto e servite sul piatto da portata.
Se il pollo che cucinate è ruspante allora vi conviene cuocerlo a tegame coperto e per un pò di tempo in più.
A questo punto la chicca.
Unite al fondo di cottura il brodo che avrete ottenuto dal dado, dopo averlo sciolto in mezza tazzina di acqua e fate bollire il tutto.
Versate metà di questo sugo ottenuto sul pollo, dopo avervi aggiunto di un limone.
Consiglio: l’altra metà del sugo che rimane può essere usato per condire 150 di pasta, così da fare una pasta alla genovese di pollo da contorno al piatto.
La pasta che ci sta bene sono i maltagliati, cotti al dente e conditi con questo sugo, cosparsi infine di parmigiano.
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DI MICHELE PAPPACODA INGREDIENTI
POLLO 1 • 110 kcal SALE GROSSO 10 gr SALVIA q.b. ROSMARINO q.b. ALLORO q.b. ORIGANO q.b. OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA q.b. • 270 kcal AGLIO 2 spicchi • 90 kcal Le calorie si riferiscono a 100 gr di prodotto
Il pollo al forno, anche detto pollo arrosto, è un secondo piatto classico della cucina italiana che, solitamente, si serve con patate. Una ricetta della nonna per servire a tavola un pollo dalla pelle croccante e morbido all'interno, accompagnandolo con salvia, rosmarino, origano e alloro.
Come si prepara il pollo al forno 123 Tritate in un mixer 10 gr di sale grosso con un rametto di rosmarino, uno di origano, due spicchi d’aglio, quattro foglie di alloro e di salvia.
Mettete un pollo intero in una pirofila e cospargetelo di olio.
Ricoprite il pollo col mix di erbe aromatiche e sale aiutandovi con le mani per essere sicuri che aderisca bene sulla pelle del pollo. Mettete il trito avanzato all’interno del pollo.
Cospargete di olio il fondo della pirofila e aggiungetene un filo anche sul pollo. Infornate a 200° in forno statico preriscaldato per un’ora.
Dopo trenta minuti, giratelo e con un cucchiaio versate un po’ di liquido di cottura su tutto il pollo affinché non si secchi troppo. Dopo un’ora il pollo al forno è pronto e non vi resta che portarlo in tavola ancora caldo. Potete accompagnarlo con patate novelle o peperoni.
Consigli Non togliete la pelle al pollo per farlo restare più tenero ed evitate che si secchi eccessivamente in forno.
Se il pollo pesa più di un chilo, aumentate i tempi di cottura: in genere si calcola un’ora di cottura per ogni chilo di pollo.
Se preferite, al posto dell’olio si può anche usare lo strutto, dal sapore più intenso ma dal grasso più corposo.
Un ottimo pollo arrosto deve avere la pelle croccante ed essere succoso: potete, quindi, terminare la cottura con la funzione grill per soli cinque minuti per avere un risultato perfetto.
Potete bagnare il pollo con vino bianco o rosso, che scurisce leggermente le carni bianche ma gli dona più sapore. Fatelo dopo circa quindici minuti di cottura avendo cura di non far cadere il trito di erbe che circonda il nostro pollo.
Conservazione Il pollo al forno si conserva in frigorifero coperto da pellicola per non più di 24 ore. Non è consigliato congelarlo. Se avanza, però, si può fare a listarelle e utilizzarlo in una gustosa insalata.
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A CURA DI BARBARA PAPPACODA E’ passato un altro anno, e siamo di nuovo alle soglie del Natale; avete già idee per il pranzo del 25 Dicembre, o per il 26? Noi abbiamo la nostra proposta: un primogustosissimo, quello dei Crespolini alla Ravellese.
Ravello è una delle perle della Costiera Amalfitana, e ha le sue tradizioni gastronomiche; i Crespolini alla Ravellese sono molto simili alle crepes, e sono un primo piatto molto delicato.
I crespolini hanno un ripieno soffice e leggero, e tra poco vedremo come realizzarlo.
Per fare degli ottimi Crespolini alla Ravellese abbiamo scelto di condividere la ricetta doc di Salvatore De Riso, maestro non solo in pasticceria a quanto pare.
Nel suo libro “Dolci in Famiglia” infatti De Riso svela la sua versione.
Andiamo a vedere nel dettaglio come si fa questo piatto squisito.
Per fare i crespolini (le crepes, per intenderci) vi serviranno: 200 gr. uova intere (sono 4 uova), 25 gr olio extravergine , 200 gr di farina, 6 gr di sale (un pizzico), 400 gr di latte fresco.
Partite per tempo a preparare l’impasto delle crespelle, perchè poi dovrà riposare per un paio d’ore.
Gli ingredienti per il ripieno invece sono: 500 gr di latte fresco, 100 gr di burro, 60 gr di farina, 50 gr di vino bianco secco, 800 gr di ricotta di mucca, 100 gr di parmigiano reggiano grattugiato, 200 gr di prosciutto cotto a cubetti, 200 gr di salame napoletano a cubetti, sale quanto basta, 330 gr di uova intere (son 6 uova), 250 gr di fiordilatte.
Se avete la besciamella già pronta bene, se no fatela così: sciogliete il burro, poi aggiungete la farina e cuocete per 1 minuto, il tempo che si rapprenda un pò, dopo unite il vino, la ricotta e mescolate.
Ancora, aggiungete il latte caldo e fate bollire per 2 minuti.
La crema è pronta; versatela in un contenitore e fatela raffreddare velocemente nel freezer.
A questo punto aggiungete il prosciutto, il salame e il fiordilatte tagliato a cubetti, il parmigiano e i tuorli d’uovo.
In seguito unite l’albume montato a neve.
Prendere le crespelle già pronte prima, con le dosi di questa ricetta ne saranno venute una decina, e riempite ognuna con 250 gr circa di crema.
La crema va spalmata su tutta la crepe, poi per ciìhiuderla piegate verso l’interno i lati della crespella per 2 cm di lunghezza, e poi arrotolatela su se stessa.
Mettete nel frigo per qualche ora le crepes così farcite.
Imburrate poi una teglia capiente, tagliate le crepes a fette con spessore di circa 4-5 cm, e sistemate i crespolini alla ravellese così ottenuti nella teglia dove cuoceranno per circa 25 min a 200 gradi.
Togliete dal forno e servite quando saranno ben gonfi e dorati al punto giusto.
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A CURA DI MICHELE PAPPACODAIl cotechino con lenticchie è un piatto tipico del menu delle feste natalizie ed in particolar modo della notte di Capodanno: tradizione vuole che mangiare un porzione di cotechino prima della mezzanotte sia di buon augurio per l’anno nuovo.
Tanto per chiarire le idee iniziamo col dire che il cotechino è completamente diverso dallo zampone: infatti, nonostante sia allo zampone per il contenuto, il cotechino è insaccato nelle budella del maiale mentre lo zampone, come dice la parola stessa, nella zampa.
Ingredienti per il cotechino
Cotechino 300 g
Carote media 1
Sedano 1 costa
Per le lenticchie
Lenticchie secche 300 g
Scalogno 1
Sedano 1 costa
Olio extravergine d’oliva 35 g
Carote medie 1
Alloro 3 foglie
Rosmarino 2 rametti
Brodo vegetale 500 g
Cipolle
Prendere le lenticchie e, dopo averle lasciate in ammollo per una notte se si utilizzano le secche oppure in sciacquate per bene se si utilizzano quelle in lattina, versarle in una pentola alta insieme ad 1 gambo di sedano intero, ad una carota intera e a mezza cipolla.
Ricoprire con acqua, salare e lasciar cuocere per 1 ora circa, calcolando i tempi di cottura usando il classico metodo dell’assaggio.
Procedete ora con la cottura del cotechino.
Ponete l’insaccato in un ampio tegame e ricopritelo con l’acqua, aggiungendo poi il gambo del sedano e una carota tagliati a rondelle.
Durante la cottura, infilzate il cotechino con uno stecchino in modo da permettere al grasso di fuoriuscire.
Chiudete in tegame con un coperchio e lasciate cuocere a fuoco medio per circa due ore.
Una volta che le lenticchie sono colorite per bene aggiungere nella stessa padella anche le fette di cotechino e lasciar insaporire, eventualmente aggiungendo sale e pepe, a fuoco bassissimo per 5-6 minuti senza mai mescolare ma semmai agitando leggermente la padella.
Versate poco alla volta il brodo vegetale, fino a coprire le lenticchie.
Togliere dal fuoco, disporre su un piatto grande prima le fette di cotechino poi le lenticchie a contornare il tutto e decorare a piacere, aggiungendo poco olio a crudo prima di servire.
Risultato: le lenticchie cucinate in questo modo assumono un sapore davvero caratteristico e peculiare e il cotechino, se di buona fattura, rilascia un profumo incredibile.
Il cotechino è un alimento delicato: assolutamente bisogna evitare di prolungare la cottura oltre il dovuto, altrimenti rischia di indurirsi e scurirsi, quindi sarebbe immangiabile.
Ecco pronto il cotechino con lenticchie, grande classico che durante il veglione di Capodanno non potrà mancare sulla vostra tavola.
Riducete in granella i pistacchi con un coltello e mettete a bollire l’indivia. Una volta cotta scolatela bene e tagliatela in pezzetti piccoli.
Aprite le salsiccie e mettete il ripieno in una terrina. Uniteci anche il macinato di manzo e amalgamate.
Unite l’uovo, la granella di pistacchi, l’indivia a pezzetti e amalgamate bene dapprima con una forchetta e dopo con le mani. Bagnate nel latte le 2 fettine di pancarrè, quindi strizzatele e amalgamatele al ripieno di carne.
Impastate per bene fino a rendere l’impasto omogeneo.
Sminuzzate finemente tutti gli odori: il rosmarino, la salvia, il timo e il prezzemolo. Incorporateli nel macinato e amalgamate. Completate con una grattata di noce moscata. Salate e pepate.
Oliate e salate bene l’interno del cappone e riempitelo con l’impasto appena fatto. Non lo riempite eccessivamente, per non farlo spaccare durante la cottura.
Completata la farcitura, chiudetelo con un ago e dello spago da cucina. Fate attenzione a chiuderlo per bene in modo che non possa uscire il ripieno.
Legate le cosce e le ali in modo che rimanga bello stretto e mettetelo in una pirofila non troppo grande, in modo che stia bello stretto.
Unite 30 gr di burro a fiocchetti, spennellate generosamente tutta la superficie del cappone con del burro fuso. Salate e infornate.
Il cappone dovrà cuocere per circa 2 ore a 180°. I primi 10 minuti fatelo dorare per bene alzando la temperatura a 200°, quindi abbassate a 180° e proseguite la cottura.
Di tanto in tanto bagnate generosamente la superficie del cappone con del vino bianco o del brodo vegetale in maniera che non si secchi e venga bello tenero.
Sfornatelo e aspettate che si raffreddi prima tagliarlo a pezzi. Disponete in ogni piatto un pezzo di cappone insieme al ripieno, bagnando abbondantemente con il fondo di cottura.
Ideale contorno del cappone ripieno sono le patate novelle o il purè di patate.
Ha origine da un altro piatto, il timballo – diciamo che la crostata è un timballo formato gigante – che prende il nome dallo stampo che in origine era semplicemente un contenitore cilindrico con il diametro uguale all’altezza.
Questo, a sua volta, ha tratto ispirazione dalla cassa armonica, semisferica, di uno strumento musicale a corde.
Il timballo (o pasticcio) è figlio della cucina rinascimentale, infatti nasce nel XIV secolo l’idea di cuocere un guscio di pasta frolla, ripieno di pasta condita con sughi molto ricchi, in genere con carni di maiale, volatili o cacciagione.
La tradizione si è mantenuta nel tempo e oggi è rimasta in molte gastronomie regionali, in particolare in Emilia e in Campania.
Con il passare del tempo il timballo cambia forma e preparazione.
Al classico stampo cilindrico si sono aggiunte forme quadrate, rettangolari, ovali, ad anello e altezze diverse, secondo la ricetta realizzata.
Anche il “guscio” si è modificato e i timballi “moderni” si sono estesi ad usare anche altri tipi di impasto o a farne completamente a meno.
Spesso si usa come strato esterno della pasta condita, riempito con ricchi sughi e ingredienti vari, per poi richiudere con un ultimo strato di pasta.
La ricetta della crostata di tagliolini ha un grande vantaggio: può essere preparata anche con un giorno in anticipo.
L’involucro di pasta sfoglia, rispetto a quello con gli altri tipi di pasta, dona al piatto una fragranza unica.
Ingredienti per 4 persone: gr 400 di tagliolini, gr 300 di macinato di carne, gr 200 salame napoletano, gr 200 g di pisellini primavera, ml 600 di besciamella, 1 scalogno, gr 150 g di parmigiano grattugiato, olio d’oliva, sale
Preparazione della ricetta della crostata di tagliolini.
Tritate lo scalogno, e fatelo soffriggere con olio in una padella. Quando sarà imbiondito, aggiungete i pisellini primavera e fateli cuocere per 30 minuti coprendo con un coperchio. Per ottenere dei piselli più morbidi, potreste aggiungere un po’ d’acqua o di brodo vegetale.
Nel mentre, in un’altra padella fate rosolare il macinato di carne con poco olio.
Intanto che la carne e i piselli sono in cottura, poco prima che questa termini, mettete anche i tagliolini in cottura, salandoli.
Al dente, scolateli e versateli nella padella della carne pronta, aggiungendo i piselli e la besciamella preriscaldata, quindi mescolate tutti gli ingredienti.
Tagliate il salame napoletano a piccole striscioline e unitelo al tutto assieme anche al parmigiano grattugiato.
I tagliolini così conditi li metterete in una teglia (oleata su lati e fondo) e infornate a 200°C per 30 minuti.
Se usate il grill gli ultimi 5 minuti, verranno anche crostati in superficie.
Ed ecco la crostata, il timballo o lo sformato, pronta per essere mangiata.
Una delle varianti più comuni per ottenere dei tagliolini ancora più saporiti e completi, prevede di unire della passata di pomodoro (gr 200) al condimento, cuocendola assieme al trito di carne, sostituendola alla besciamella, e usando le uova come legante.
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A CURA DI MICHELE PAPPACODA Una delle cose che allieta di più la serata della Vigilia o la giornata di Natale è essere seduti a tavola con tutta la famiglia gustando i piatti della tradizione a cui nessun napoletano, o meglio ancora, nessun campano può rinunciare. Tra i piatti più amati c’è la frittura di pesce alla napoletana, preparata soprattutto per il cenone della Vigilia, ricca e variegata varia a seconda delle offerte che il mare concede.
Oggi vi proponiamo la ricetta classica da gustare con l’immancabile goccia di limone fresco di Amalfi.
La frittura di pesce napoletana è ricca, variegata e profuma di mare, e dei suoi eccessi positivi conserva tutto il sapore.
Ma cos’è che la rende così speciale?
Di sicuro la scelta di un pescato di prima qualità che si sposa perfettamente, dando vita ad un tripudio di sapori unico: irrinunciabili in un tradizionale piatto di pesce fritto sono i calamari, i gamberi, le triglie, gli scampi e i naselli, tutti prodotti freschissimi, che quando vengono messi in tavola, conservano ancora il sapore del mare.
Andiamo a vedere nel dettaglio gli ingredienti.
400 gr di gamberi di medie dimensioni 700 gr di calamari qualche alga fresca 50 ml di birra 300 gr di farina 0 sale e pepe q.b. 300 ml di olio di semi per friggere 1 limone di Amalfi per condire
Partiamo per la preparazione dalla pastella.
Innanzitutto prepariamo le pizzette di alghe miscelando i primi 150 grammi di farina con la birra e formando una pastella da condire con alghe, sale e pepe e da far riposare, appena pronta, in frigorifero.
Passiamo al pesce.
Per preparare la frittura di pesce in genere i due ingredienti che non mancano mai sono calamari e gamberetti.
Per un misto più ricco si possono aggiungere baccalà, sardine, o altro pesce misto da frittura, intero o a filetti, dipende anche dai vostri gusti.
Pulire il pesce e metterlo mano a mano in un colino, eliminate le teste ai gamberi (consigliamo di conservarle per insaporire altre ricette come una zuppa di pesce) e pulite per bene i calamari eliminando le viscere interne, la pelle e la testa tenendo da parte però i tentacoli. A questo punto, tagliamoli a tondini.
Via con la frittura di pesce alla napoletana.
In una pentola alta portate a temperatura bollente l’olio.
Usate un cucchiaio per formare delle porzioni di pastella da tuffare in padella e far cuocere per 2 minuti, rigirandole spesso e lasciandole dorare.
Appena pronte le pizzette d’alghe, si dovrà passare al pesce.
Passate il pesce nella farina e poi gettate nell’olio per 3-4 minuti finché non diventa croccante. I gamberi dovete cuocerli alla fine perché devono essere cotti solo per qualche secondo.
Depositate il pesce fritto su carta assorbente e salate.
Mettete poi tutto il pesce su un ampio vassoio contornato dai limoni tagliati a spicchi e servite.
Buon appetito con la frittura di pesce alla napoletana doc.